Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close
Foto

La ragazza nel bagno


10 risposte a questa discussione

#1 Sporeon il Fetido

Sporeon il Fetido

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 1807 messaggi
83
  • ProvenienzaTra Busto Arsizio e R'lyeh

Inviato 06 aprile 2012 - 11:21

Mio commento
http://www.writersdr...436#entry171436






Guardai l’orologio per quella che doveva essere la dodicesima volta. Il tempo non si decideva a passare.
Ero lì da due minuti, ma mi sembrava di essere appoggiato a quel termosifone spento da più di un’ora.
Non avevo alcuna intenzione di rientrare in classe prima della fine della lezione. Per far passare velocemente i rimasugli di tempo rimasti prima dell’intervallo, avevo portato con me il lettore mp3. Se un qualsiasi collaboratore scolastico fosse entrato nel bagno e mi avesse visto, ci sarebbero state senz’altro delle grane. O meglio, se ci avesse visto.
Non ero solo, infatti.
Al lato opposto della stanza, anche lei appoggiata a un termosifone spento, stava una ragazza che doveva aver avuto la mia stessa identica idea. Cuffie nelle orecchie, mani in tasca ed espressione persa nell’orizzonte. Ci eravamo scambiati un breve segno di complicità. Per fortuna, i bidelli passavano raramente di lì, a giudicare dallo stato pietoso delle latrine.
Avremmo continuato a ignorarci beatamente a vicenda, se all’improvviso la porta non si fosse spalancata e non fossero entrati quei due. A una prima occhiata, non mi resi conto di quanto fossero diversi dal resto degli studenti che frequentavano la scuola. Solo dopo che mi ebbero imposto di dargli tutti i soldi che avevo in tasca, mi accorsi che erano vestiti in modo strano. Erano decisamente eleganti. Capi firmati, giacca e camicia da sera, pantaloni di raso... roba chic, insomma. Dei bulli raffinati. Esemplari rari in una scuola come la mia. La faccia, invece, si adeguava maggiormente agli standard dell’istituto: ridicola pettinatura a punta, carnagione abbrustolita dalle lampade, sguardo bovino e labbrone carnose che tanto piacevano alla maggior parte delle ragazze. Un connubio di contraddizioni, in parole povere. Mi sorpresero. Per questo per poco riuscirono a mettere le mani sul mio portafogli, che molto incautamente avevo lasciato sul bordo del davanzale accanto a me.
Mi riscossi in fretta e allungai la mano per proteggerlo. Lo toccai per primo, e così la manona pesante del primo bullo schiacciò la mia. Per diversi minuti, ci esibimmo in un ridicolo tira-e-molla per il quale, se la situazione non fosse stata quella che era, mi sarei messo a ridere.
Se da affrontare ci fosse stato solamente lui, non avrei avuto problemi a strappargli quello che era mio. Ma essendo in due, ed essendo profondamente vile la natura del bullo, l’altro mi afferrò alle spalle e tentò di stritolarmi nel suo abbraccio muscoloso. Perché un bullo che si rispetti non è mai basso e magrolino.
Alla fine, feci l’unica cosa che il cervello mi suggeriva in quel momento: dichiarai la mia resa e acconsentii a dargli i soldi che mi chiedeva. E fu qui che si rivelò la stupidità della coppia. La ragazza se l’era già data a gambe, perciò non potevo contare su nessun altro aiuto che la mia fortuna. Che, una volta tanto, accorse. Il tizio che mi teneva per le spalle mollò la presa lasciandomi andare, sinceramente convinto della mia resa. Quello che mi stava di fronte allentò la sua sul portafogli.
Il bullo coglione è il mio preferito. Fregarlo procura una sensazione quasi orgasmica. Peccato che si estinguano in fretta. E quasi tutti dopo la prima volta che vengono fregati.
Nell’arco di un solo secondo, strappai con violenza il portafogli dalla mano allentata del primo e, con un scatto verso l’alto, la mia testa urtò con violenza il naso del secondo. Non ho mai saputo se sono riuscito a romperglielo. Un attimo dopo, comunque, scattai addosso al primo e riuscii a scostarlo quel tanto che bastava per uscire dalla porta. Immediatamente fuori il corridoio e un suono salvifico: la campanella dell’intervallo.
  • 0

#2 monica:io

monica:io

    Pennuto

  • Utenti
  • 141 messaggi
6
  • ProvenienzaRoma

Inviato 06 aprile 2012 - 15:42

Uhm... sinceramente non ho capito il senso del racconto.
Il titolo, prima di tutto. La ragazza in realtà rimane molto in disparte, quindi non sarebbe più adatto dare un titolo che riguardi il bullismo?
Ci sono alcune incongruenze. Primo, i bagni non dovrebbero essere separati fra maschi e femmine? e poi: non credo che i bidelli siano veramente così lavativi, sinceramente non è credibile, a meno che non mettessi in chiaro che si trovano in una zona malfamata o cose così... Nelle scuole "normali" i bidelli fanno il proprio lavoro.
Nella prima parte dici che tutti e due non volevano stare a lezione. Sorvolando il fatto che lo trovo poco plausibile, ma almeno farli parlare! perchè non c'è neanche un minimo scambio di sguardi, una parola? Il ragazzo se la dimentica immediatamente, la nota distrattamente, senza interesse, e poi entrano i bulli e lui non se la fila più, tanto che si rende conto che non c'è più solo nel momento del bisogno! Quella ragazza comunque è un personaggio, da anche il titolo al racconto, ma allora perchè non fa niente e si limita a stare ai margini?
La parte dei bulli è più dinamica, ovviamente, ma comunque rimangono alcuni interrogativi. Perchè non notano la ragazza? Non dovrebbe essere anche lei in possesso di un mp3, quindi di qualcosa di "rubabile"?
Ad un certo punto dici che "un bullo non può essere magrolino". Qui mi hai fatto pensare molto. Sono due. E i bulli di solito non sono uno che "comanda" e che rimane in disparte e l'altro il "braccio"? come del resto ogni tipo di criminalità, non c'è sempre quello furbo, che magari è anche un po' basso, poco robusto, e affida la sua forza nella paura delle vittime? Lo so che è uno stereotipo, però non puoi neanche affermare con certezza che "non esistono bulli magrolini".
Il finale francamente mi ha molto delusa. Loro lo bloccano, sembrano vincere, poi ecco che l'eroe vince grazie alla furbizia. E poi corre fuori, senza che loro possano fare niente. Sinceramente mi pare molto tirato via. :(
Non capisco perchè sia così corto. Sei nella sezione Racconti, quindi hai 8000 caratteri a disposizione, perchè non approfondire meglio qualcosa, inserire un dialogo fra ragazzo e ragazza o dare alla fuga del protagonista qualcosa di più... convincente?
  • 0

#3 Spritz

Spritz

    Sbadato cronico

  • Sostenitori
  • 2030 messaggi
200
  • ProvenienzaOltrepò pavese

Inviato 06 aprile 2012 - 17:52

Guardai l’orologio per quella che doveva essere la dodicesima volta. Il tempo non si decideva a passare.
Ero lì da due minuti,


Allora, qui devo fare una distinzione: se la tua è un'iperbole, allora ci sta.
Se non lo è, lo trovo davvero esagerato, perchè guarderebbe l'orologio ogni... 10 secondi?
Comunque sia, anche come iperbole non mi convince molto :umhh:

un qualsiasi collaboratore scolastico


ok, formalmente è corretto, impeccabile. Ma sei sicuro che un ragazzo delle superiori usi nel suo lessico comune "collaboratore scolastico"?

Non ero solo, infatti.



lo trovo inutile, anzi, specificarlo fa perdere qualità al racconto, per due motivi: prima di tutto disperdi la sorpresa, e poi, avendo già specificato prima, col "ci" in corsivo, che non era solo, è un'informazione che il lettore ha già acquisito e di cui ha già preso coscienza, non serve dirglielo una seconda volta. Prova a lerrere il pezzo omettendo questo estratto, secondo me ti accorgerai che suona meglio


espressione persa nell’orizzonte


non lo trovo appropriato, sono in un bagno, una stanzetta di massimo sei metri di lunghezza... meglio "perso nel vuoto", o "ragazza persa nei suoi pensieri", o simili

Erano decisamente eleganti


boh, io ne farei a meno

Per diversi minuti, ci esibimmo in un ridicolo tira-e-molla


minuti? Sei sicuro? :grat:

Il brano secondo me soffre di molti problemi. Innanzitutto, il primo dubbio che mi sorge è: sono nei bagni, e in ogni istituto scolastico quelli maschili sono divisi da quelli femminili. Credo che per legge debba essere così.
Ma questo è solo una precisazione puntigliosa, lo so.
Più che altro, vorrei sapere quale sia la funzione della ragazza, sul quale, fino all'entrata dei "bulli", credevo che vertesse tutto il brano, tant'è vero che l'hai anche citata nel titolo. Solo che quando entrano i ragazzi puf!, lei scompare e non ne dici più nulla. Allora qual'è il senso di farla comparire e addirittura dedicarle il titolo?
Poi, non riesco a capire come mai questi bulli debbano essere vestiti in modo elegante, più che altro perchè poi non ti servi del loro abbigliamento come "accessorio" per delineare la loro personalità, che di fatto, non esiste, sembrano dei contenitori e basta, questi bulli, non parlano, non minacciano, non dicono assolutamente nulla... ma che bulli sono?
E poi, se sono ragazzi dell'istituto, come fanno a non conoscersi, tra loro? Nel mio liceo c'erano novecento alunni, e grossomodo tutti conoscevano tutti, direttamente o di nome, col passare del tempo. Mi sembra strano che qui non si conosca nessuno.
Poi non mi è piaciuto il protagonista, che sembra molto anonimo, non sono riuscito a vedere particolari pieghe della sua personalità. Si salva un poco quando gli fai elencare le qualità dei bulli (tra l'altro, termine che è un po' abusato, nel testo) , ma per il resto non mi ha convinto molto :(

Scommetto che questo era un esperimento perchè è da parecchio che non prendi la penna in mano, perchè se fosse il contrario mi preoccuperei: ho visto tuoi testi che sono molto migliori di questo e so che puoi fare molto meglio di così!
  • 0

#4 Gass

Gass

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 48 messaggi
-2

Inviato 06 aprile 2012 - 18:46

Nuuuu...perchè?
Cioè, cosa ho letto?
Se si tratta di una parafrasi che ricalca una esperienza personale, mi tocca recitare un vecchio adagio: NON SI SCRIVE DI SE' STESSI, a meno di non essere London, Schliemann o Ghandi. Perchè il carico emotivo che ci coinvolge non è direttamente condiviso da altri,e quindi il senso si stempera troppo. Almeno, così mi insegnarono.
Scritto è scritto bene, nel senso che a parte gli appunti precedenti (e il fatto che in genere noi bulli siamo metallari poveracci e parecchio brutti, per questo ci girano le scatole) non ravviso disastri.
E' che appunto non dice nulla.
Se mi ci infili una reazione della tipa, in qualche modo, o che è LA TIPA IL CAPO DEI BULLI, allora ci sto, te lo compro. Così com'è lo lascio sul bancone.

Nota personale: le ragazze ci vanno eccome nel bagno dei ragazzi, dipende da chi ce le porta ;).
  • 0

#5 Sporeon il Fetido

Sporeon il Fetido

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 1807 messaggi
83
  • ProvenienzaTra Busto Arsizio e R'lyeh

Inviato 06 aprile 2012 - 22:04

Uao, che massacro XD

Condivido in pieno tutte le critiche.
Mi rendo conto di aver omesso un piccolo dettaglio, e cioè la presentazione dell'opera. Questo era il mio primo Dream Writing: un esercizio di sviluppo della creatività che consiste nello scrivere quello che si è sognato per 15 minuti dopo che ci si è svegliati. Questo è stato il mio sogno di stanotte e l'ho trascritto in 15 minuti. Ora capisco che annunciarlo era un dettaglio importante.
Capirete che le numerose pecche logiche sono dovute al fatto che i sogni non sempre seguono una logica ferrea, anche se a noi appare così mentre sogniamo. Mi scuso se vi ho fatto allibire con gli enormi difetti del mio scritto, ma ora sapete che si trattava solo di un sogno descritto così com'era, per mero esercizio. Mea culpa.

(tranquillo, Spritz, posso fare molto di meglio e presto lo vedrai...)
  • 0

#6 Spritz

Spritz

    Sbadato cronico

  • Sostenitori
  • 2030 messaggi
200
  • ProvenienzaOltrepò pavese

Inviato 07 aprile 2012 - 11:45

Ok, allora con questi nuovi dati che ci ha messo a disposizione tutto può esserti scusato. Tieni però per buoni i commenti sulla parte lessicale e grammaticale!
  • 0

#7 Frà

Frà

    Picconatore a 3 c

  • Moderatore
  • 8967 messaggi
710
  • ProvenienzaCagliari

Inviato 07 aprile 2012 - 14:16

Non mi soffermo sui dettagli stilistici, ci hanno già pensato :)
Non so, non mi ha convinto questo testo, perché trovo diversi dettagli, diverse storie parallele che però non si incrociano per una sintesi comune. Mi spiego: Non trovo un nesso tra la storia di bullismo (o di vera e propria rapina) e la presenza della ragazza nel bagno, da cui deriva anche il titolo. In realtà l'episodio della ragazza nel bagno, che comunque, dir si voglia, è abbastanza strano in una scuola, soprattutto se lei si trova lì senza alcun motivo plausibile (un fidanzato, una canna con un amico, o che so io) e secondo costituisce un motivo esotico al racconto. Ma di fatto lei è solo una presenza sfuggente, viene a malapena citata all'inizio e poi nella sua fuga perché il testo si centra quasi di netto sull'entrata in scena dei due ragazzi che cercano di rapinare il protagonista. Questo a mio avviso non è molto centrato, mi sarei aspettato un ruolo meglio espresso di lei, che invece rimane periferica, quasi come se la storia, con o senza di lei, possa reggersi in piedi ugualmente.
A livello stilistico ci sono secondo me delle parti in cui ti dilunghi un po' troppo con interventi giudicanti sulle vicende, quasi come se di fatto racconti un episodio del passato (vero, da questo punto di vista la storia è coerente) ma senza far assaporare a chi legge l'emozione di quel momento. Ecco, la voce narrante secondo me è troppo distaccata da quel che racconta. Questo inficia anche il contenuto: la violenza e la prepotenza a volte si scontrano con la sfortuna, con qualcosa che va storto, però, data la brevità, questa morale passa in secondo piano. Un ultima considerazione sulla trama: non comprendo se i due bulli appartengono alla scuola o vengono da fuori, sembrano, da come li descrive il protagonista, un po' fuori luogo nell'abbigliamento. Inoltre ho il sospetto che il protagonista voglia farsi percepire come superiore a loro, quasi se fosse convinto di poter vincere, non so, non lo trovo molto naturale.
In sintesi mi hai sempre abituato a storie molto belle e vibranti, in questa, ma prendimi con le dovute cautele, trovo meno te come autore. Però, ti abbraccio forte ugualmente, è bello ritrovarti nuovamente in sezione narrativa :love:
A rileggerti! :la:
  • 0

#8 Alessandro

Alessandro

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 410 messaggi
27
  • ProvenienzaAsteroide B612

Inviato 10 aprile 2012 - 23:50

Se un qualsiasi collaboratore scolastico bidello fosse entrato nel bagno e mi avesse visto, ci sarebbero state senz’altro delle grane.

collaboratore scolastico non si può sentire. Il politically correct ucciderà la letteratura.

Al lato opposto della stanza, anche lei appoggiata a un termosifone spento, stava una ragazza che doveva aver avuto la mia stessa identica idea. Cuffie nelle orecchie, mani in tasca ed espressione persa nell’orizzonte. Ci eravamo scambiati un breve segno di complicità. Per fortuna, i bidelli passavano raramente di lì, a giudicare dallo stato pietoso delle latrine.

ma nelle scuole ci sono i bagni in comune ora?

Avremmo continuato a ignorarci beatamente a vicenda, se all’improvviso la porta non si fosse spalancata e non fossero entrati quei due.


Un connubio di contraddizioni, in parole povere.


Per questo per poco riuscirono a mettere le mani sul mio portafogli, che molto incautamente avevo lasciato sul bordo del davanzale accanto a me.

domanda: perché avrebbe dovuto togliersi da tasca il portafoglio e lasciarlo sul davanzale del bagno?

Per diversi minuti, ci esibimmo in un ridicolo tira-e-molla per il quale, se la situazione non fosse stata quella che era, mi sarei messo a ridere.

irreale. Come ogni buon scippatore sa, la velocità di esecuzione è fondamentale. La scena che descrivi tu è troppo fantozziana per essere credibile.

Nell’arco di un solo secondo, strappai con violenza il portafogli dalla mano allentata del primo e, con un scatto verso l’alto, la mia testa urtò con violenza il naso del secondo. Non ho mai saputo se sono riuscito a romperglielo. Un attimo dopo, comunque, scattai addosso al primo e riuscii a scostarlo quel tanto che bastava per uscire dalla porta. Immediatamente fuori il corridoio e un suono salvifico: la campanella dell’intervallo.

anche questo è abbastanza irreale. Nelle scuole non esistono segreti. Come può essere plausibile che non sia riuscito a sapere neanche in seguito se è riuscito o meno a rompergli il naso? E come mai i bulli non sono tornati a cercarlo, magari stavolta in sei, per vendicarsi?

Non so, non mi convince. A partire dal titolo. Che c'entra la ragazza se è un personaggio più che marginale (anzi totalmente inutile) nella storia?
Poi anche il seguito, ci sono troppe incongruenze e cose inverosimili. Alla fine sembra che il protagonista sia un giovane Chuck Norris o Bruce Willis che con un paio di colpi ben assestati mette a nanna i cattivoni di turno.
è un racconto che trovo molto fragile, che fa fatica a reggersi in piedi ed in alcuni punti non ci riesce.

Per quanto riguarda lo stile invece, a parte qualche avverbio ed aggettivo di troppo non ho nessun particolare appunto da farti. Ho trovato interessante il sarcasmo sui bulli, ma forse l'hai concentrato tutto in uno spazio troppo breve, avresti dovuto diluirlo maggiormente rendendo più corposo il racconto. Magari con l'aiuto della ragazza con l'ipod che non si capisce perché scappa e non chiama aiuto.
  • 0

#9 onironauta

onironauta

    Pennuto

  • Utenti
  • 226 messaggi
12
  • ProvenienzaRoma

Inviato 12 aprile 2012 - 09:04

Sento il bisogno irrefrenabile di rispondere alla domanda (posta con un pizzico di saccenza per la verità) di monica:io: Primo, i bagni non dovrebbero essere separati fra maschi e femmine? Mai vista uno stanza con dentro due bagni, uno maschile e l'altro femminile? Boh, vabbè... Bene, passiamo al racconto. Ti dico la verità: alla fine della lettura ho pensato che la figura del bullo ti è venuta proprio bene, ma non quella dei due "rapinatori". Intendo il ragazzo con l'mp3. È lui il vero bullo in questo racconto! "Il bullo coglione è il mio preferito." Questa frase è il top: quanti ne hai purgati? È così che ci si rende conto d'essere dei supereroi. Certo, d'altra parte non posso non farti notare che il termine bullo è caduto in disuso da così tanto tempo che dà quasi fastidio ritrovarselo così, tra capo e collo. Anyways... qualcuno, trai commenti, ti ha già fatto notare che il personaggio più inutile del racconto, ossia la ragazza, è quella che (paradossalmente?) gli dà il titolo ma questo è solo il primo di una serie di piccole incoerenze. Tipo questa:

"A una prima occhiata, non mi resi conto di quanto fossero diversi dal resto degli studenti che frequentavano la scuola"
"Erano decisamente eleganti. Capi firmati, giacca e camicia da sera, pantaloni di raso... roba chic, insomma"
Vestiti così pure un neonato s'accorgerebbe che con la scuola non c'entrano nulla. Infatti poco dopo confermi questa tesi: "Esemplari rari in una scuola come la mia". Appunto. Ma la contraddizione si consuma maggiormente in quest'altra frase, il significato della quale è antitetico alla prima: "Un connubio di contraddizioni, in parole povere. Mi sorpresero." Oltretutto, e chiudo sull'episodio, questa descrizione dei "rapinatori" toglie loro immediatamente credibilità: ma chi è che entra vestito così in una scuola per rubare? Un ritardato. Anzi, due ritardati.

Non parlerei di vera e propria trama, intreccio, nel senso che quello narrato è un episodio molto semplice. Lo prenderei più come un esercizio narrativo, tanto per tenersi in allenamento con la scrittura. Un appunto grammaticale: a un certo punto hai usato il trapassato remoto ("Solo dopo che mi ebbero imposto di dargli tutti i soldi che avevo in tasca"); è un tempo verbale rognoso, difficile da accordare. Avrei usato il semplice passato remoto: imposero. Per il resto la forma grammaticale, a parte le cose che ti sono già state fatte notare, non m'è sembrata malvagia. La lettura scorre abbastanza fluida. Alcune note a margine:

"Cuffie nelle orecchie," Poverello, pensa che dolore.
"La faccia, invece, si adeguava maggiormente agli s..." il termine faccia usato così non mi convince, lo sostituirei.
"Immediatamente fuori il corridoio e un suono salvifico: la campanella dell’intervallo." Perché, a quel punto, quello della campanella è un suono salvifico?



P.s. Non mi ha entusiasmato, anche se s'era capito.
  • 0

#10 Danileo

Danileo

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 33 messaggi
0

Inviato 01 maggio 2012 - 00:42

- Trama: Mi sembra interessante se consideriamo soprattutto l'elemento onirico. Forse avrebbe più effetto se avessi inserito la parola "sogno" nel titolo (che come avrai capito non è piaciuto molto).

- Contenuti: L'inizio mi è piaciuto molto, soprattutto le prime frasi, poi diviene semre più storia da teen movie e anche il ritmo cambia, perdendo anche scorrevolezza.

- Grammatica e sintassi: non me ne occupo, soprattutto in un testo di bulli.

- Personaggi: E' il secondo testo tuo che leggo e noto come potresti migliorare nel dirci qualcosa dei tizi per i quali scrivi. Posso benissimo figurarmeli a livello di immagine fisica ma mi è carente tutto il resto.

- Stile: Lo stile non è male, la scrittura è pulita ma potrebbe divenire più corposa se ci mettessi più emozioni, odori, suoni e non solo immagini.

- Commento finale: Mi è piaciuto anche se non mi ha emozionato particolarmente, sono totalmente contrario all'idea di Gass di sopra: BISOGNA SCRIVERE DI SE STESSI, altrimenti si scrivono voli spaziali per fuggire dalla realtà ed evitare di affrontarla. Scrivere di sogni in questo può aiutare, anche se allora meriterebbero più approfondimenti.
  • 0

#11 Unius

Unius

    Supercritico

  • Supercritici
  • 2390 messaggi
141
  • ProvenienzaSardegna

Inviato 01 maggio 2012 - 10:38

Mi sarei dilungato di più su questo episodio.
Anche un sogno lo si può modificare comunque, pur lasciandogli sempre l'atmosfera onirica.
Proprio perchè si trattava di un sogno avrei fatto agire i personaggi in maniera anomala, magari inserendo particolari 'inquietanti', fuori del comune in una scena di vita quotidiana.
Ma senza eccedere, nulla di trascendentale. Allora però tutte le incongruenze avrebbero avuto un senso.
Come il precipitare da un'altezza infinita, la sensazione di vuoto e di terrore, l'urlo, per poi risvegliarsi sul proprio letto e rendersi conto che si è trattato solo di un sogno.
Allora a questo punto tutti i tasselli fuori posto avrebbero avuto un senso, una ragione, perchè nei sogni il ragionamento non è quello della vita materiale, ma del nostro profondo essere.
Si apprezza anche la vaga presenza della ragazza, che potrebbe colorirsi di mille significati inconsci; è una speranza? Una possibilità di amore, di aiuto, di 'passatempo', parafrasando certe mentalità vuote, o altro?
Si apprezza la reazione del personaggio, che da preda diventa una sorta di cacciatore.
Avrei incentrato maggiormente l'attenzione sulla ragazza però. Il portafoglio e l'azione dei teppisti (non amo il termine bullo) li avrei usati come diversivo, ma la mente del protagonista doveva pensare maggiormente alla ragazza, qualunque simbologia onirica e a livello inconscio avesse.
  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi