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Ivy.


10 risposte a questa discussione

#1 Emily LeRoy

Emily LeRoy

    Imbrattatore

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  • ProvenienzaRavenna.

Inviato 05 aprile 2012 - 00:00

Commento : http://www.writersdr...020#entry171020 *spero che questa volta vada bene ;)*


[color="#000000"]Alzai il viso verso il cielo. I miei pallidi occhi verdi non riuscivano a sostenere la luce di quel giorno, ma quando una goccia mi invase il bulbo oculare imprecai. [/color]
[color="#000000"]“Piove”, sussurrai a me stessa. Stavo sicuramente parlando da sola, perché lì con me non c’era proprio nessuno. Mi strofinai piano l’occhio, attenta a non rovinare il trucco. Alzai il cappuccio della felpa e mi strinsi nella morbida stoffa verde pino. Quel colore mi ricordava il bosco vicino alla casetta in cui ero nata e cresciuta, così differente dalla caotica città in cui mi trovavo in quel momento. Mi sembrò di sentire il frusciare degli alberi e l’odore delle foglie secche al suolo con il loro scricchiolio ogni qual volta venivano invase da un piede impertinente. Assaporai quel momento mentre le piccole gocce di pioggia iniziavano ad invadere il terreno. Anche in quel bosco pioveva di tanto in tanto. Mi piaceva quando accadeva perché gli odori della natura erano moltiplicati, come amplificati da quei cristalli liquidi che cadevano dal cielo. [/color]
[color="#000000"]“Ciao Ivy”. Aprii gli occhi di scatto. Vicino a me sedeva un giovane che ben conoscevo.[/color]
[color="#000000"]“Buongiorno Andrea”. Mi guardava con i suoi grandi occhi blu, tanto che mi sembrava di affogare in un mare sconfinato. Subito prima di annegare, riuscii ad uscirne. Nessun potere sovrannaturale, se non la spettacolare bravura nel catturare lo sguardo altrui. Andrea era bravo, ma aveva anche un ottimo mezzo. I miei occhi erano troppo pallidi per essere così risucchianti. E sicuramente non ero carina come lui.[/color]
[color="#000000"]“Come stai?”. Ero convinta di aver superato i convenevoli già da un pezzo, con lui, ma probabilmente mi ero sbagliata, o semplicemente aveva qualcosa da dirmi.[/color]
[color="#000000"]“Bene, grazie”. Il tentativo di mettere fine a quella messa in scena scemò poiché lui non ne sembrava affatto contento.[/color]
[color="#000000"]“Che ci fai qui?”, continuò sorridendo.[/color]
[color="#000000"]“Mi godevo questa piccola riproduzione di Tiny Village”.[/color]
[color="#000000"]“Tiny Village?”. Sembrava sorpreso. Davvero non gli avevo mai raccontato di Tiny Village?[/color]
[color="#000000"]“Dove sono nata”. Andrea guardò il piccolo parco in cui ci trovavamo, troppo cittadino per riuscire a sembrare veramente un Tiny Village.[/color]
[color="#000000"]“C’era molto verde là?”. Annuii entusiasta.[/color]
[color="#000000"]“Un bosco meraviglioso”.[/color]
[color="#000000"]“Doveva essere un bel posto”.[/color]
[color="#000000"]“Sì”, sussurrai. [/color]
[color="#000000"]“Devo chiederti una cosa”. Lo guardai cercando di esortarlo con lo sguardo. Sapevo che doveva dirmi qualcosa.[/color]
[color="#000000"]“Sei incinta, Ivy?”. La mia espressione cambiò. Tra tutte le cose che mi sarei aspettata da Andrea, quella era esattamente l’ultima. Aveva porto l’orecchio a voci di corridoio, o semplicemente ci era arrivato da solo? Stava assecondando la massa, o i suoi dubbi erano legittimati dal ragionamento? Non sapevo esattamente che cosa rispondere. Diamine, non sapevo nemmeno se potevo fidarmi di lui. [/color]
[color="#000000"]Potevo dire di sì e in quel caso sarei stata spacciata. Se avessi detto di no avrei mentito. Se invece avessi detto un diplomatico “forse”, come diceva sempre mia nonna, allora la deduzione in automatico sarebbe stata un bel sì. Feci l’unica cosa che mi rimaneva da fare. Alzai le spalle e sorrisi.[/color]
[color="#000000"]“Quindi è vero”. Sospirò e si lasciò cadere sulla panchina vicino a me.[/color]
[color="#000000"]La pioggia era diventata più forte. Mi ero inzuppata, ogni centimetro della mia persona era grondante d’acqua, ma non m’importava.[/color]
[color="#000000"]“Di chi è?”. Sembrava curioso. Semplice curiosità, niente cattiveria.[/color]
[color="#000000"]“Di Russell”.[/color]
[color="#000000"]“Pensavo fosse di Lawrence”. Scossi la testa infastidita.[/color]
[color="#000000"]“Non mi faccio più Lawrence”.
“Troppo piccolo?”. Scossi di nuovo la testa. Non era il fatto che fosse piccolo. Era semplicemente un idiota. [/color]
[color="#000000"]“Vuoi tenerlo?”. Rimasi nuovamente in silenzio. Se lo volevo? No. L’avrei tenuto? Era molto probabile. Perché? Datemi l’aiuto del pubblico, vi prego.[/color]
  • 0

#2 Spritz

Spritz

    Sbadato cronico

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200
  • ProvenienzaOltrepò pavese

Inviato 05 aprile 2012 - 08:49

[color=#000000]la luce di quel giorno[/color]


perchè "di quel" la luce del giorno, è meglio

[color=#000000]Stavo sicuramente parlando da sola, perché lì con me non c’era proprio nessuno.[/color]


non serve a niente questa frase, perchè prima hai già detto che lei sussurra a se stessa. Togli tutto senza problemi

[color=#000000]Vicino a me sedeva un giovane che ben conoscevo.[/color]


allora, se lo conosce, devi dire che è andrea, non serve a nulla fare questo tipo di specificazioni.

[color=#000000]“C’era molto verde là?”. Annuii entusiasta.[/color]
[color=#000000]“Un bosco meraviglioso”.[/color]


vai a capo dopo la domanda, e metti "annuii entusiasta" e la risposta sulla stessa riga

[color=#000000]“Sei incinta, Ivy?”. La mia espressione cambiò.[/color]


come prima vai a capo dopo la domanda

Ok, parto subito col dirti che la cosa che mi è piaciuta di più è la frase finale, che trovo azzeccata. tutto il resto del brano, però, non mi convince molto. La descrizione che fai all'inizio mi sembra molto pesante, soprattutto perchè continui a girare attorno agli stessi concetti e alle stesse immagini, che sono il bosco del paese in cui lei abitava prima e, soprattutto, il cadere della pioggia. La parola migliore con cui potrei definirla è "stagnate".
Poi, il dialogo: di per sè le battute vanno bene. Ciò che non mi ha convinto molto è la parte degli occhi azzurri, forse è un po' estremizzata, forse anche questa è un po' troppo lunga.
Poi per il resto non ho particolari segnalazioni da farti.
Il problema di questo frammento è che a me ha dato l'impessione di essere un qualcosa che non sa bene dove vuole concludere. IL fatto è che tutta la prima parte, la descrizione, a pioggia che cade, i pensieri sugli occhi di andrea, sia solo un pretesto per accumulare parole, per allungare il brodo prima di arrivare al fatto principale, o, se vuoi, alla frase finale. Non so, non mi ha convinto del tutto. Ti do un suggerimento: io credo che la cosa potrebbe risultare molto più interessante se il presunto padre di questo bambino sia proprio Andrea, così i personaggi "giocanti", per usare un termine da videogioco, sarebbero due e non più la sola Ivy. Pensaci su :)
  • 0

#3 Gass

Gass

    Imbrattatore

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-2

Inviato 06 aprile 2012 - 22:23

Appunto qualcosa.
L'immagine della goccia che invade il bulbo oculare è un pò grottesca.
I cristalli liquidi purtroppo, benchè capisca il senso, sono altro, quindi fa un pò sorridere questa cosa.
C'è la parte in cui lei fa ipotesi su cosa rispondere che mi ci sono decisamente incartato, penso si possa semplificare un pò.

Personalmente il fatto che ci siano un Russell, un Lawrence, .un Tiny Village e poi lui si chiami Andrea fa un pò strano. Andrew, dai.
Avrei calcato di più la mano sul contesto metropolitano, in contrasto al vecchio bosco di un tempo.
Ma ho trovato il frammento comunque carino.
  • 0

#4 Emily LeRoy

Emily LeRoy

    Imbrattatore

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  • ProvenienzaRavenna.

Inviato 18 aprile 2012 - 14:07

Grazie mille sia a Spritz che a Gass.
Al Spritz vorrei dire che questo frammento è effettivamente messo lì a caso. Non fa parte di nessuna storia più ampia e quindi può risultare pesante.
A presto :)
  • 0

#5 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

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  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 18 aprile 2012 - 21:37

Ciao!
Il tuo frammento (che poi potrebbe benissimo essere un racconto breve, visto che ha un inizio uno svolgimento e una fine) scorre bene, è delicato e in generale mi sembra anche equilibrato; in particolare ho apprezzato i dialoghi che sono ben costruiti, lineari, realistici. Veniamo alle cose che mi lasciano preplesso. La parte nella quale descrivi i suoi occhi mi sembra eccessiva... La frase finale poi mi lascia un po' dubbioso... Ne ho capito il senso, però "l'aiuto del pubblico" a mio parere suona male.


Stavo sicuramente parlando da sola, perché lì con me non c’era proprio nessuno

Potresti anche toglierla visto che prima scrivi "sussurrai a me stessa."

[color=#000000][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif]e l’odore delle foglie secche al suolo con il loro scricchiolio ogni qual volta venivano invase da un piede impertinente. Assaporai quel momento mentre le piccole gocce di pioggia iniziavano ad invadere il terreno[/font][/color]

venivano invase mi sembra inappropriato...Forse potresti usare schiacciate? più banale ma forse più pertinente e poi eviti la quasi ripetizione con la frase successiva ("invadere il terreno")

[color=#000000][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif]Andrea era bravo, ma aveva anche un ottimo mezzo[/font][/color]

un ottimo mezzo non suona molto bene...

[color=#000000][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif]Stava assecondando la massa[/font][/color]

Forse troppo gergale?

[color=#000000][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif] Mi ero inzuppata, ogni centimetro della mia persona era grondante d’acqua, ma non m’importava.[/font][/color]

Qui io avrei scritto " Mi ero inzuppata, ogni centimetro della mia persona grondava d'acqua (oppure semplicemente :grondavo d'acqua), ma non mi importava.

Per il resto lo stile mi sembra appropriato, non lo appesantisci con frasi troppo lunghe né con troppi avverbi e aggettivi.
Ciao :)
  • 0

#6 Anja

Anja

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  • ProvenienzaUn po' di qua, un po' di là.

Inviato 19 aprile 2012 - 15:38

Ti scriverò prima di ciò che non mi convince:

"Alzai il viso verso il cielo. I miei pallidi occhi verdi non riuscivano a sostenere la luce di quel giorno, ma quando una goccia mi invase il bulbo oculare imprecai.
“Piove”, sussurrai a me stessa. Stavo sicuramente parlando da sola, perché lì con me non c’era proprio nessuno. Mi strofinai piano l’occhio, attenta a non rovinare il trucco.

Questa immagine che descrivi e' sicuramente particolare ma ti confesso che quando sono arrivata a "trucco" ho dovuto rileggere tutto dall'inizio perché mi sembrava che la protagonista avesse un solo occhio. Ho pensato: forse e' un pezzo di fantascienza e lei un'aliena. Poi ho ritrovato gli "occhi pallidi" all'inizio, allora mi e' arrivata l'immagine che volevi trasmettere. Quindi, secondo me, dovresti porre un po' di attenzione a questi due periodi iniziali.

Mi sembrò di sentire il frusciare degli alberi e l’odore delle foglie secche al suolo con il loro scricchiolio ogni qual volta venivano invase da un piede impertinente.

Bellissime le frasi che hai utilizzato fin qui per l'associazione al colore verde della felpa. L'unico termine che non mi convince e' "invase" come ti ha segnalato anche Sh@de. Piu' che "schiacciate", e se non ho capito male il senso della tua frase, io metterei: devastate.

Assaporai quel momento mentre le piccole gocce di pioggia iniziavano ad invadere il terreno.

Anche qui "invadere" non mi suona bene. Potresti far riferimento al colore del terreno inzuppato di acqua e quindi scrivere "scurivano il terreno" o usare un sinonimo del classico "bagnare".

Mi piaceva quando accadeva perché gli odori della natura erano moltiplicati, come amplificati da quei cristalli liquidi che cadevano dal cielo.

Toglierei "moltiplicati" perché già nel termine "amplificati" racchiudi il senso della frase.

“Come stai?”. Ero convinta di aver superato i convenevoli già da un pezzo, con lui, ma probabilmente mi ero sbagliata, o semplicemente aveva qualcosa da dirmi.

Qui eliminerei le due virgole con racchiudi "con lui".

Nel complesso il frammento mi e' piaciuto anche se concordo con chi ti ha fatto notare piu' su che il nome di Andrea accanto a nomi inglesi in effetti stona un po'. A effetto la frase finale che lascia aperto ogni finale. Una domanda: ma questo e' solo un frammento o l'inizio di un racconto? Perché, quando sono arrivata alla fine, mi e' rimasta la curiosità di scoprire come vada a finire la faccenda. Quelle che sono le intenzioni di Andrea e gli sviluppi della storia.
Complimenti :)

Messaggio modificato da Anja, 19 aprile 2012 - 15:41

  • 0

#7 Emily LeRoy

Emily LeRoy

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Inviato 19 aprile 2012 - 15:45

Grazie mille sia a Sh@de che ad Anja!
Comunque il frammento è puramente casuale e non ho ancora immaginato di inserirlo in una storia più completa. Forse lo farò visto che è comunque piaciuto :)
A presto!
  • 0

#8 Unius

Unius

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Inviato 24 aprile 2012 - 22:52



Sembra un attimo di immersione in un giardino inglese vittoriano, visti i nomi.
Concordo con il fatto che il nome di Andrea stoni in questo contesto.
Un frammento può benissimo essere un'idea, uno sprazzo che inizia e finisce senza necessariamente avere un seguito o un principio.
Alcune scene che riguardano la natura mi sono piaciute, denotano un'attenzione ed una cura di questi particolari, un particolare spirito di osservazione derivato da ricordi reali o letture.
La protagonista mi sembra un po' svanita, non è dato sapere cosa le sia successo prima.
Alla domanda se è incinta si desume che lo sia e questo dovrebbe aprire nuovi scenari, ma la notizia è data con lo stesso entusiasmo con cui si presume essere colpiti da un raffreddore.
Se Andrea non è il padre (ma potrebbe anche esserlo), anche lui non sembra interessato eppure mi pare debba essere il nocciolo del frammento, mentre invece ne è solo una tenue appendice.
L'ultima frase non mi piace, ma mi convince nella sua psicologia.
La ragazza non sa se tenersi il bambino, non sa il perchè dovrebbe farlo, ma forse lo terrà.
Chiede aiuto al pubblico per avere una risposta, come nelle rappresentazioni teatrali elisabettiane.
Viene voglia di rispondere che è meglio se lo tenga, non so a quale mese sia, comunque presumo che sia un essere umano che abbia pur sempre concepito e vale la pena vivere per un figlio e farlo vivere, a qualunque costo.
Se non altro da grande, forse, aiuterà la madre a capire cosa significa mettere al mondo un figlio.



  • 0

#9 Danileo

Danileo

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Inviato 01 maggio 2012 - 00:06

Più che il teatro elisabettiano (e i commenti finali che trovo non inerenti) a me ricorda molti scritti angloamericani, da cui hai colto bene l'atmosfera soprattutto nei dialoghi, ma si sente anche un poco di stonatura nel fatto che il personaggio che ha qualcosa di nascondere sia proprio quello che parla e perciò quello da cui riceviamo più informazioni.
Hai mai pensato a trasformarlo tutto in terza persona?
Anche se a quanto ho capito sono cose che hai buttato lì e non sai se ci tornerai su....beh, se un giorno tornerai su queste strade riflettici!
  • 0

#10 Gorgia

Gorgia

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Inviato 02 maggio 2012 - 19:53

Il tuo frammento scorre bene. Ma ti appunto degli aggiustamenti personali:
[color=#000000]"I miei pallidi occhi verdi non riuscivano a sostenere la luce di quel giorno[/color]" io avrei scritto " i miei bianchi occhi verdi ( per rendere più metaforico) non sostenevano la luce del giorno"
"[color=#000000]sussurrai a me stessa": " sussurai dentro di me"[/color]
[color=#000000]"Stavo sicuramente parlando da sola, perché lì con me non c’era proprio nessuno.[/color]" questo periodo puoi anche ometterlo.
"[color=#000000]Mi strofinai piano l’occhio, attenta a non rovinare il trucco": " Delicatamente strofinai l'occhio per non levare il trucco" [/color]
[color=#000000]"Mi sembrò di sentire il frusciare degli alberi e l’odore delle foglie secche al suolo con il loro scricchiolio ogni qual volta venivano invase da un piede impertinente.[/color]" attenzione alla punteggiatura.
Alcuni tratti del frammento mi colpiscono veramente.
  • 0

#11 Emily LeRoy

Emily LeRoy

    Imbrattatore

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Inviato 04 maggio 2012 - 13:41

Grazie mille a tutti per l'aiuto :)
  • 0




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