Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close
Foto

La ragazza che ballava solo il rock

rock ballare solitudine

16 risposte a questa discussione

#1 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 23 marzo 2012 - 23:45

link commento : http://www.writersdr...post__p__167733


Solo una precisazione... La mancanza del punto interrogativo dopo la domanda della madre è voluta, essendo un'imprecazione più che una domanda :)



Elena si sveglia ogni mattina alle 19.25 e come prima cosa si infila gli auricolari del suo lettore mp3 color fucsia. Si veste ascoltando surf rock, garage, rock psichedelico, indie, post rock. Quando scende a far colazione spesso sua madre la guarda senza dire niente, a volte le urla qualcosa che si perde tra la musica e il pianto di suo fratello. Suo fratello ha 5 anni, piange quasi sempre. Suo padre non c'è mai e quando c'è si siede in poltrona e fissa un punto del muro, sempre lo stesso. Una volta l'ha anche visto piangere, ma in silenzio, le lacrime gli scendevano sulle guance e poi sul mento e lui le lasciava scendere senza asciugarle. Elena ogni mattina beve il suo caffellatte e quando sua madre non vede o ha finito di urlare, fa scivolare la sua fetta di pane con la marmellata sotto il tavolino e la mette in una busta di plastica. Uscendo getta tutto nel contenitore dei rifiuti vetrosi. Quando arriva a scuola si siede al suo posto all'ultimo banco, accanto a quello di Piero, che la saluta ogni volta con un cenno del capo. Piero è arrivato secondo nella classifica dei più sfigati del IV D. Una specie di sondaggio realizzato su un lercio foglio a quadretti che passava di banco in banco. Ogni ragazza poteva dare un massimo di tre voti ai ragazzi che giudicava più sfigati. Elena non ha votato. A lei Piero è simpatico: parla poco, non la guarda mai fisso e le passa i compiti di matematica e di fisica. E le poche volte che Elena ha fame, divide con lei il suo panino al salame o la sua pizza alle patate. Questa mattina Piero è insolitamente loquace. Mentre la professoressa di Italiano sta spiegando il movimento letterario della Scapigliatura, lui si allunga verso di lei e le fa vedere qualcosa sotto al banco. Poi le dice “E' per stasera.”
Cosa è per stasera Elena lo capisce solo alla fine della prima ora: un concerto. Suonano i “No Man's Land” all'Island.
“Non male.” è l'unico commento di Elena.
“Ti passo a prendere alle dieci?”
Elena fa cenno di si col capo, guarda la professoressa che continua a parlare con il libro di testo aperto davanti a se, e con un movimento ormai acquisito, china un poco la testa e si infila gli auricolari nelle orecchie.



Sono le dieci e dieci, sua madre ha appena finito di rovesciare la vaschetta con il riso cantonese nella pattumiera. Solo lei e suo fratello ne hanno mangiato qualche cucchiaio. Elena odia tutto quanto è cinese. Mangerà un hot dog al chioschetto davanti al locale. Un hot dog con una montagna di senape. Quando sente il suono del messaggio in arrivo, nemmeno tira fuori il cellulare dai jeans per leggerlo, ma alza un braccio e dice “Io esco.”
“Dove cazzo vai a quest'ora.” le grida la madre, ma la porta si chiude e Elena è libera di sentire l'aria fredda che le accarezza il viso e le ghiaccia le mani.
“Non ho un altro casco.” gli dice Piero da sopra il suo scooter nero.
Elena alza le spalle, si arrampica sul sellino, si sistema sulla punta e dice
“Andiamo?”
Luci lattiginose che appaiono e svaniscono, rumori di auto che sorpassano, aria fredda che si insinua dappertutto. Dieci minuti dopo sono davanti all'Island; una ventina di ragazzi sta facendo la fila per entrare. Le luci al neon dell'insegna luminosa li pittura parzialmente di un colore azzurro morente. Elena attraversa la strada e raggiunge il chioschetto delle birre e dei panini.
“Con tanta senape.” dice al vecchio pachistano che le sta preparando l'hot dog. Piero finisce di incatenare la scocca dello scooter al palo del cartello e la raggiunge.
“Vuoi?” le fa Elena porgendogli il panino.
Piero le fa cenno di no e si mette a guardare le bottiglie di birra che sono esposte nella vetrina del chioschetto. Ha le mani in tasca e sente freddo. Sente anche una strana felicità piena di orgoglio che lo invade completamente.




E' quasi mezzanotte, il dj sta sfumando l'ultimo pezzo e il gruppo è già da dieci minuti che si muove sul palco. Il front man si avvicina al microfono, si toglie la giacca in pelle che lancia verso il batterista. Picchietta il microfono per qualche secondo, poi dice con voce profonda “Benvenuti” e poi “noi siamo i No Man's Land.” Appena il batterista inizia a picchiare le bacchette sulla batteria e le note pulite del basso e i riff distorti della chitarra accompagnano le prime parole in inglese, Elena inizia a pestare con i piedi e a muoversi ondeggiando. Si fa largo tra la gente che assiste al concerto e raggiunge il palco. Da sotto il palco inizia a seguire il ritmo selvaggio che le nasce dentro e che è così sorprendentemente simile a quello che sente in questo momento. Oscilla le braccia, si muove lateralmente e i suoi occhi riflettono scintille. Sente la musica dai pori della sua pelle, si lascia avvolgere. Anticipa i cambiamenti di ritmo come conoscesse da sempre quella musica. I suoi scarponcini affondano nel pavimento, i suoi movimenti sono feroci e sensuali. Con le spalle piegate che improvvisamente si raddrizzano. Con le ginocchia che si piegano e assecondano il bacino. Balla furibonda. Balla armoniosa. Balla come nessuno balla. Piero la guarda da un angolo; si sente leggero e un poco timoroso. Altri maschi la guardano ammirati e complici. Anche il cantante sul palco la guarda ed ora sembra che si chini verso di lei e canti solo per lei.
Secondi lunghi come minuti, poi un ora, poi è già tempo del primo bis. Il secondo bis è una cover degli Smiths, dolce e stralunata. E la voce del cantante che ringrazia. Il concerto finisce all'improvviso e una melodia incongrua lo rimpiazza banalmente.
Elena sente di nuovo battere il suo cuore mentre con la manica della sua camicia si asciuga il sudore dal volto. Vede quel ragazzo che le si avvicina e pensa che tra poco le rivolgerà la parola.
“Balli bene.” le dice.
“conosci il gruppo?” le chiede guardandola negli occhi.
“Sembrava che il cantante ti guardasse...”
“Ti va di bere qualcosa ?”



Piero si avvicina all'uscita perché non sa dove andare. La pista ora è piena di gente che parla e fuma e beve, muovendosi stancamente al ritmo di un cupo blues. Ha salutato un paio di compagni di scuola che rivedrà domattina. Si è attardato a vedere qualche maglietta su cui sono stampati i nomi di gruppi troppo famosi ed ha comperato una spilletta che non gli piace e che non metterà mai. Ogni tanto getta uno sguardo veloce verso il bar dove c'è Elena e quel tipo coi capelli lunghi e i jeans tagliati. Avrà almeno vent'anni, magari ventidue, e una Golf che lo aspetta al parcheggio. Forse se ne dovrebbe andare. Forse tra un po' se ne andrà. Prima che Elena gli passi vicino e uscendo gli dica “Ci vediamo domani .” Con il tipo che lo guarda distrattamente e distrattamente sfiora la spalla di Elena. Non sa cosa fare, così tira fuori il cellulare e guarda l'ora. Manda un messaggio ad un suo amico anche se sa che lo leggerà solo domattina. Si avvicina al palco e fa finta di osservare il basso poggiato a terra. Si mette a guardare due ragazzi ubriachi che si spintonano allegramente. E' quasi pronto ad andare ora, quando sente qualcuno che lo tocca ad un braccio. Si gira e si trova davanti Elena. Ha i capelli un poco spettinati e la fronte aggrottata. Gli dice qualcosa che lui non capisce.
“Cosa?”
“Ti va di tornare?” e poi “Ti scoccia se prima mi fermo un attimo al chioschetto? Ho di nuovo fame.” e “Sai quel sondaggio scemo che hanno fatto in classe? Io non ho votato.”
  • 0

#2 Usagihantā

Usagihantā

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 9 messaggi
0
Neutrale

Inviato 24 marzo 2012 - 01:17

Ti dirò ,caro Shade, il tuo racconto mi ha incuriosito e sgradevolmente fatto riflettere.

Ho trovato una narrazzione in terza persona che sembra raccontare una storia come tante ,ma senza coinvolgimento, distante , quasi straniato.
La trama è semplicissima e fai largo uso del nome Elena ,quasi per renderci più simpatica questa ragazza-robot, che vive in un mondo ovattato come le cuffie del suo lettore mp3. Ciò che mi è sembrato di percepire è un automa, privo apparentemente di ogni emozione capacità cogitativa, che in realtà ,come rivela il finale, preferisce nascondere. Una storia comune,che parla di ragazzi comuni, che fanno cose comuni, che rivelano a sprazzi sentimenti comuni.
Se il tuo obiettivo era trasmettere solitudine credo che tu ci sia riuscito, perfino la musica mi è apparsa vuota,inconsistente, un canale per lo sfogo di pulsioni ed energie giovanili.

Potrei finirla qui ma è il mio primo commento perciò leggi il resto :mazza: :)

Ciò che non mi convince è l'assenza anche solo di un accenno ad una soluzione positiva, di un colore acceso su questo grigio dominante.
Ho notato che hai usato parecchi punti fermi, forse per rendere ancora più soffocante il clima del racconto e trovo la scelta coerente con la trama.

Nel finale ci sono rimasto un pò male perchè mi è sembrato piatto e sembra che i due protagonisti siano superficiali, perciò il racconto non può concludersi così dovrebbe continuare. Dato che il ragazzo mi sembra un pò più positivo suggerisco di sviluppare la storia da questo punto di vista: fare in modo che lui migliori lei, che le trasmetta un pò di gioia di vivere o roba simile, nella storia come nella vita il comico e il tragico vanno a braccetto. Un pò di pepe non guasta mai.

Interessante ,comunque :asd:
  • 0

#3 9talete9

9talete9

    Magnifico

  • Sostenitori
  • 1046 messaggi
157
Divinità della community
  • ProvenienzaPavia

Inviato 24 marzo 2012 - 04:19

Lei sembra essere una comune ragazza un po' disadattata, che si rifugia nella musica perché probabilmente è una delle poche cose che la riesce a fare sentire bene, musica che può anche isolarla dal mondo esterno che probabilmente non apprezza e di cui non approva le regole. è forse un caso che butti rifiuti organici e plastica nel cassonetto del vetro? Credo di no.
Lui è un perdente, è lo sfigato della classe. Probabilmente anche Piero come Elena ha dei problemi, forse è per questo che si trovano in sintonia. Sembra anche uno che non sa ritagliarsi un suo posto nel mondo e preferisce farsi da parte, infatti porta fuori Elena per poi rimanere solo mentre lei è con l'altro ragazzo.
Sono degli adolescenti come tanti, individui comuni e di norma non interessanti.
Nel testo si percepisce il disagio dei due giovani, ma non si va oltre, si vede la facciata, ma non quello che c'è dietro e trovo che questo sia il limite del testo.
  • 0

#4 dalton superfux

dalton superfux

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 25 messaggi
-3
Neutrale

Inviato 24 marzo 2012 - 11:55

a me è piaciuto molto. mi è piaciuta l'atmosfera alienante del racconto. i due ragazzi disadattati e non-integrati, il grigiore che pervade la vita e l'ambiente in cui si muovono i personaggi. @usagianta: io credo che ci sia "un accenno ad una soluzione positiva": elena mi sembra che inaspettatamente si apra con il ragazzo; poi anche se non ci fosse, non vedo dove sia il problema. @9talete9: credo che qualcosa oltre la facciata si veda, e se no, ripeto, non vedo dove sia il problema: uno scrittore non deve sempre dire tutto, a mio parere, può anche lasciare intuire.
  • 0

#5 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 24 marzo 2012 - 14:33

Innanzi tutto grazie a tutti per i commenti...
da un certo punto di vista mi preoccupa che troviate i protagonisti del racconto così negativi o assenti, perchè nella maggior parte degli altri racconti che ho scritto si trovano ragazzi,ragazze,uomini e donne ben più passivi e vuoti e "morti dentro"... Sarà anche un mio problema ?(urca...) Beh, comunque l'età è tra le più difficile, ne converrete... 15-16-17 anni... I miei 16 io ancora li ricordo: ero tutto tranne che felice.
@ Usagihantā : Si volevo mantenermi neutrale nella narrazione, è un racconto "visto dall'alto". Tuttavia un minimo di simpatia (empatia) pensavo potesse trasparire... Eh, si, la solitudine credo sia il tema principale del raccontino. La musica è senz'altro un canale di sfogo, come scrivi, però non volevo che apparisse vuota e inconsistente, quindi forse non ho saputo trasmettere bene il significato....Il finale, beh ho ritenuto che essendo il racconto narrato in quel modo non potesse finire con fuochi d'artificio o slanci troppo evidenti. Ho immaginato che la frase finale che lei gli dice rapresentasse molto più che una neutralità. Il racconto potrebbe continuare, si.
@ 9talete9 : Lei non approva le regole certo, diciamo perchè le trova in qualche modo contigue a quelle della sua famiglia: poco comprensibi, false. Di lui dici che è un "perdente"... Mi ha sempre incuriosito l'uso di questo termine... Ancora di più del termine "fallito"... Diciamo che non è ancora competitivo ;)
@ dalton superfux : Si senz'altro non-integrati. Anche chiusi aggiungerei...Chiusa nel suo mondo lei... Chiuso nella sua timidezza lui. Contento che ti è piaciuto. :)
  • 0

#6 Nja

Nja

    Moderaptor

  • In ferie
  • 3456 messaggi
624
Divinità della community
  • ProvenienzaUn po' di qua, un po' di là.

Inviato 24 marzo 2012 - 16:46

Elena e Piero, la ribelle e lo sfigato. Brevi pennellate per descrivere due adolescenti che vivono l'oggi ma che sono presenti in ogni tempo. Sembrerebbe una storia scontata, le solite tipizzazioni e il solito cliché. Invece c'è qualcosa di nuovo ed e' lo stile e il ritmo che dai alla narrazione. All'inizo, se devo essere sincera, le frasi brevi mi hanno dato l'idea di una lista: poi, entrando nella narrazione la brevita' si e' trasformata nel senso di inadeguatezza di Piero e nel lasciarsi andare dal momento da parte di Elena.
Forse, l'unica cosa che non mi e' piaciuta e' la ripetizione dei nomi. Avrei qualche dubbio anche sulla scelta del genere musicale: forse avrei visto meglio un bel sano punk-rock. Il rock mi fa venire in mente qualcuno piu' attivo di Elena. Ma questa e' una mia impressione. ;)
Complimenti e a rileggerti presto! :)
  • 0

#7 Luna

Luna

    Sostenitore

  • Utenti
  • 2902 messaggi
295
Divinità della community

Inviato 24 marzo 2012 - 17:06

Allora, dal punto di vista grammaticale ho solo un paio di appunti da farti, probabilmente dovuti a delle sviste. Innanzi tutto, dici che Elena si sveglia ogni giorno alla 19 e 30. Beh, inizialmente ho pensato che si decidesse ad alzarsi dal letto quando fuori era ormai buio, ma poi dici che va a scuola, quindi probabilmente intendevi le sette di mattina e non di sera.
Altro appunto è:

[color=#5A5A5A][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif]“Non male.” è l'unico commento di Elena.[/font][/color]

Va la maiuscola dopo il punto.

[color=#5A5A5A][font=tahoma, helvetica, arial, sans-serif]“Non ho un altro casco.” gli dice Piero da sopra il suo scooter nero.[/font][/color]

Va 'le dice Piero'. :)
In generale a me il racconto è piaciuto molto. Anzi, le frasi brevi per me danno ritmo al testo, come i bassi di quella musica che ascolta Elena e che possiamo immaginare con gli occhi della mente. Come diceva qualcuno prima di me, è come una pennellata in cui riesci a rendere l'idea di questi due personaggi particolari, accomunati da questa profonda solitudine. Inoltre leggo nel finale una nota positiva. Elena non si dimentica di Piero, come avrebbe potuto fare dopo essere andata con l'altro ragazzo, ma torna a prenderlo per ritornare a casa con lui. Ed inoltre ci tiene a far sapere al ragazzo che lei si è rifiutata di votare e dunque che lui ha una certa importanza per lei. Una sola cosa non ho capito: che messaggio manda lui all'amico?
  • 0

#8 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 24 marzo 2012 - 17:47

@ anja : grazie mille! In particolare mi fa piacere quando scrivi che il racconto ha un ritmo, perché quella era l'intenzione, ma non era affatto scontato che ci fossi riuscito... :) Per il genere musicale probabilmente hai ragione; ma il punk e l'hardcore lo vedo più in un centro sociale e quindi avrei dovuto cambiare anche l'ambientazione... Inoltre il nome del gruppo è tratto dal titolo di un pezzo di Syd Barret (composto dopo essere uscito(esser stato cacciato?) dai pink floyd).

@ Luna Lovegood : Grazie, sono contento ti sia piaciuto! In particolare grazie per le preziose segnalazioni, pensa che l'avevo riletto tre volte senza accorgermi dell'orario! :o Per quanto riguarda il messaggio è solamente un modo di Piero per far passare il tempo e, per così dire, darsi un contegno... Il contenuto del messaggio non è significatico... Probabilmente lo faccio anche io quando mi capita di stare in un locale da solo e magari aspetto qualcuno che non viene e non c'è nessuno che conosca... Sempre meglio che fissare ebete una parete :)
  • 0

#9 Luna

Luna

    Sostenitore

  • Utenti
  • 2902 messaggi
295
Divinità della community

Inviato 24 marzo 2012 - 17:49

Ah ecco, perché scritto così a me era sembrato chissà che messaggio fosse, tipo: "quella zoc... se n'è andata con un altro!" roba così :P
  • 0

#10 Frà

Frà

    Picconatore a 3 c

  • Moderatore
  • 10837 messaggi
997
Divinità della community
  • ProvenienzaCagliari

Inviato 25 marzo 2012 - 22:05

La storia di Elena l'ho trovata abbastanza interessante, coinvolgente, forse reale. Quello che mi ha convinto meno sono alcuni aspetti di contorno, che meritavano di essere approfonditi. Cercherò di segnalarteli nel testo:

Elena si sveglia ogni mattina alle 19.25 e come prima cosa si infila gli auricolari del suo lettore mp3 color fucsia.

Temo ci sia un errore d'orario: la mattina non inizia alle sette di sera. All'inizio pensavo fosse voluto, ma poi mi sono reso conto che era un refuso.

Si veste ascoltando surf rock, garage, rock psichedelico, indie, post rock.

Dal profilo narrativo, secondo me, non è necessario citare tutti questi genere. Al massimo avrei ripiegato su due o tre gruppi musicali noti e significativi.

e il pianto di suo fratello. Suo fratello ha 5 anni, piange quasi sempre.

Ripetizione fratello/Fratello troppo ravvicinata

Suo padre non c'è mai e quando c'è si siede in poltrona e fissa un punto del muro, sempre lo stesso. Una volta l'ha anche visto piangere, ma in silenzio, le lacrime gli scendevano sulle guance e poi sul mento e lui le lasciava scendere senza asciugarle

Ecco il primo "buco" che mi ha lasciato spaesato: la madre riesco a inquadrarla, urla, rompe. Il padre viene tirato in ballo ma è assente, eppure c'è. Addirittura piange. Non riesco a capire perché lui sia in questo stato: è depresso? malato? ha perso il lavoro? Ha perso un figlio? Secondo me vale la pena aggiungere qualche dettaglio che faccia entrare in sintonia con il microcosmo familiare di Elena.

che continua a parlare con il libro di testo aperto davanti a se

preferisco "sé"

“Non ho un altro casco.” gli dice Piero da sopra il suo scooter nero.

"le dice Piero"

e raggiunge il palco. Da sotto il palco inizia

ripetizione palco/palco

Anticipa i cambiamenti di ritmo come conoscesse da sempre quella musica.

manca il se tra come e conoscesse

Il concerto finisce all'improvviso e una melodia incongrua lo rimpiazza banalmente.

leverei "banalmente"

ed ha comperato una spilletta che non gli piace e che non metterà mai.

d eufonica

Ogni tanto vari punto di vista per dar luce e risalto alla prospettiva di Piero, capisco che l'intento sia quello di far arrivare al lettore anche lui, però attenzione, i cambi repentini non sempre sono congruenti con il filo della trama. In ogni caso di Piero non si comprende molto: lasci immaginare che lui abbia una cotta per Elena, ma i sentimenti non emergono chiari, sono troppo ermetici. La ammira, ma tutto si blocca in quella fase. Lei non sembra che ne abbia coscienza. Lavorerei di più su di lui. L'ambientazione regge, come contorno, ma come ti ho segnalato la visione della famiglia di Elena mi pare incompleta: una madre schizzata, molto probabilmente forte nella famiglia, ma non si comprende perché lo sia, e nel contempo un padre assente, sofferente e a malapena accennato. Tutto questo su di lei, anche se non sembrerebbe, si riflette, rendendola la ragazza che si esprime ballando, conquistando estranei. Eppure io approfondirei quell'aspetto per rendere il racconto realmente completo. In ogni caso non mi è dispiaciuto affatto. A livello di stile e forma, ti ho segnalato qualche avverbio, ma ce ne sarebbero tanti altri da tradurre in sensazione netta o comunque da levare, perché appesantiscono la lettura.
A rileggerti!
  • 0

#11 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 26 marzo 2012 - 00:15

Grazie Frà, una risposta articolata come la tua è preziosa e richiede una risposta adeguata, anche con le palpebre che si chiudono ;)
Sono contento che tu l'abbia trovato coinvolgente...

Si veste ascoltando surf rock, garage, rock psichedelico, indie, post rock.
Dal profilo narrativo, secondo me, non è necessario citare tutti questi genere. Al massimo avrei ripiegato su due o tre gruppi musicali noti e significativi.

Volevo suggerire una appartenenza forte... Un essere alternativo che non fosse troppo passivo (essere solo un "fan")...

Elena si sveglia ogni mattina alle 19.25 e come prima cosa si infila gli auricolari del suo lettore mp3 color fucsia.
Temo ci sia un errore d'orario: la mattina non inizia alle sette di sera. All'inizio pensavo fosse voluto, ma poi mi sono reso conto che era un refuso

Si si, imperdonabile.

e il pianto di suo fratello. Suo fratello ha 5 anni, piange quasi sempre.
Ripetizione fratello/Fratello troppo ravvicinata

Qui non mi disturba troppo... Anche se potrei mettere i due punti e togliere la ripetizione.

Suo padre non c'è mai e quando c'è si siede in poltrona e fissa un punto del muro, sempre lo stesso. Una volta l'ha anche visto piangere, ma in silenzio, le lacrime gli scendevano sulle guance e poi sul mento e lui le lasciava scendere senza asciugarle
Ecco il primo "buco" che mi ha lasciato spaesato: la madre riesco a inquadrarla, urla, rompe. Il padre viene tirato in ballo ma è assente, eppure c'è. Addirittura piange. Non riesco a capire perché lui sia in questo stato: è depresso? malato? ha perso il lavoro? Ha perso un figlio? Secondo me vale la pena aggiungere qualche dettaglio che faccia entrare in sintonia con il microcosmo familiare di Elena.

Si l'avevo immaginato depresso, sconfitto dalla vita. si hai ragione, qualche parola in più non guasterebbe...

che continua a parlare con il libro di testo aperto davanti a se
preferisco "sé"

“Non ho un altro casco.” gli dice Piero da sopra il suo scooter nero.
"le dice Piero"

Anticipa i cambiamenti di ritmo come conoscesse da sempre quella musica.
manca il se tra come e conoscesse

ed ha comperato una spilletta che non gli piace e che non metterà mai.
d eufonica

Indubbiamente !

Forse il racconto e sbilanciato verso la protagonista femminile... L'età che sta vivendo, una famiglia difficile. Per questo magari c'è il rischio che i cambi dei punti di vista possano risultare forzati... In ogni caso avevo l'ambizione di suggerire qualcosa e lasciare al lettore il resto... Non volevo ci fossero emotività o slanci... La figura del padre è come fosse proiettata, più di un'ombra ma meno di una presenza attiva: così lo vede la ragazza. Si potrei aggiungere qualcosa su di lui... Un momento in cui da dietro una finestra buia la osserva uscire di casa, per esempio... Una ricordo triste che racconta a nessuno in particolare. La madre non è un'ombra ma una figura troppo forte, forse un ostacolo per Elena... Potrei aggiungere qualcosa che dice alla ragazza... In generale volevo che il racconto non prendesse posizione e tanto meno"giudicasse", ma suggerisse e avesse un ritmo.
Chiudo qui, a presto!
  • 0

#12 Vlibero

Vlibero

    Scribacchino

  • Sostenitori
  • 653 messaggi
24
Excellent
  • Provenienzadal regno del silenzio

Inviato 28 marzo 2012 - 18:59

Sinceramente leggendo il tuo racconto ho avuto l'impressione di leggere un resoconto dettagliato della giornata di
Elena, non vi ho trovato nessuna traccia di umanità, forse l'unica è stata quella riferita alla lista, ma null'altro.
Forse avresti dovuto metterci più calore, infondo parli di due ragazzi giovani e con diverse problematiche come le
hanno tutti a quell'età ma un po' più di vitalità non guastava.
Mi dispiace dirlo ma non mi è piaciuta la trama, ripeto forse più calore umano, nemmeno nella rabbia della madre ve ne è
traccia, chissà forse riguardandolo potresti fare qualche miglioramento.
Per il momento così com'è non mi entusiasma.
Scusa e non offenderti.
  • 0

#13 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 28 marzo 2012 - 23:30

Certo che non mi offendo! La trama può non piacere ci mancherebbe... Anche se non ti seguo molto sulla mancanza di umanità e la mancanza di calore: tu dici che sono due ragazzi giovani... Infatti sono sui sedici... Io credo che a quell'età problemi così complessi non si affrontano, si interiorizzano. Spesso si sfuggono con ogni mezzo. Non mi interessava inserire pathos o spingere alla partecipazione, quanto osservarli senza prendere posizione.
Alla prossima.
  • 0

#14 Tiferet

Tiferet

    Inchiostronauta

  • Supercritici
  • 929 messaggi
72
Talmente eccezionale da essere indescrivibile
  • ProvenienzaSardegna

Inviato 29 marzo 2012 - 23:05

Devo dire che mi è piaciuto. Ha un buon ritmo, belle immagini e i due personaggi principali sono discretamente delineati. Mi sono rivisto in serate di qualche tempo fa e ti ringrazio :asd:
Sulla forma c'è ancora da lavorare, ti faccio alcune pulci che altri non ti hanno ancora segnalato:

dei più sfigati del IV D

della IV D

E' per stasera

è non E', un errore ricorrente

fa cenno di si col


dice “Io esco.”

dice: "Io esco." Altro errore ricorrente

“Dove cazzo vai a quest'ora.” le grida

niente punto, tanto è vero che "le grida" è minuscolo. è un errore che fai in tutti i discorsi diretti.

dai pori della sua pelle

"sua" è superfluo

la guarda ed ora

D eufonica sbagliata

poi un ora

un'ora

“conosci il gruppo?”

La maiuscola

gente che parla e fuma e beve

non è un errore, ma personalmente preferisco evitare le congiunzioni usate in questo modo. "gente che parla, fuma e beve"

messaggio ad un suo amico

altra d sbagliata

lo tocca ad un braccio.

come sopra

Per quanto riguarda la trama faccio mie le considerazioni di Fra, dovresti sviluppare la parte della vita famigliare e sistemare i personaggi dei genitori, darebbe spessore al racconto. Anche perché è un errore grosso piantare un chiodo (le lacrime del padre per esempio) e dimenticarsi di appendere il cappello alla fine. Lanci il sasso e nascondi la mano. Adesso però basta con le frasi fatte :la:
Complimenti, a rileggerti :flower:
  • 1

#15 Lo scrittore incolore

Lo scrittore incolore

    Scribacchino

  • Utenti
  • 761 messaggi
33
Excellent

Inviato 30 marzo 2012 - 20:59

La vita di Elena e la musica. Sono questi i protagonisti. A me personalmente sembra che Piero sia solo un contorno, fino a quando si scopre alla fine che è lui l'attivo della storia e Elena è una ragazza-robot come ho letto nei commenti precedenti. Questo però dovrebbe essere più definito, più marcato, altrimenti il lettore non capisce lo stacco. Io ci metterei brandelli della vita di Piero anche prima, per far capire la natura dualistica del racconto :) Mi è piaciuto molto lo stile, con questo presente che ricorda un po' il simple present inglese usato per le "abitudini", facendo Elena una vita abitudinaria. Poi mi ha catturato il tuo modo di descrivere il mondo della musica, molto, molto vero. Sei un musicista vero? :) A livello grammaticale non vedo grandi pecche, ma all'inizio quando dici che si sveglia ogni mattina alle 19:25 credevo fino al terzo-quarto rigo che la storia fosse ambientata in un mondo parallelo in cui si vive di notte e si fa colazione la sera :) complimenti comunque :)
  • 0

#16 Sh@de

Sh@de

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 468 messaggi
26
Excellent
  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 30 marzo 2012 - 21:43

Ciao tiferet, grazie per il commento approfondito... e per le preziose correzioni. L'è/E' e il solito difetto di open office, non ho trovato scorciatoie, magari con le macro si risolve... Le eufoniche, vabeh, mi rassegnerò... un'ora terribile, mi era sfuggita! Grazie dei fior :D

Ciao scrittore incolore, contento che ti sia piaciuto... Alla fine Elena è si un po' robotica, ma non proprio insensibile dai ;) Riguardo lo stile mi viene spontaneo scrivere al presente, anche alla prima singolare. Ok qui è tutto tutto al presente anche per dare ritmo. 19.25 eh, così imparo a rileggere frettolosamente. Certo ci fosse un moderatore che correggesse mi vergognerei di meno. La musica è sempre stata una tra le cose più importanti per me... E no non sono musicista... Anche se "suono" i dischi... In fondo si dice che anche il mixer sia uno strumento x i dj (quelli bravi, e quindi nn mi riguarda) e comunque io metto sempre musiche improbabili (Elettrorock, industrial, psytrance e insomma cose che sentono solo loschi figuri vestiti di nero o colorati folletti e fatine saltellanti)
  • 0

#17 ferdinando

ferdinando

    Pennuto

  • Sostenitori
  • 448 messaggi
6
Neutrale
  • ProvenienzaTorino

Inviato 03 aprile 2012 - 14:48

Immagino che questo racconto sia decisamente più nelle tue corde.
Ha una naturalezza tutta diversa dall'ultimo che ho letto.
La trama non è nulla di innovativo, ma è solida e comunque ben sfruttata, si lascia seguire dall'inizio alla fine passando quasi impercettibilmente in tre ambienti diversi (casa-scuola-locale), accompagnando il lettore dall'uno all'altro.
I personaggi sono resi bene e in modo efficace senza spreco alcuno di parole.
In conclusione, mi è piaciuto.

Uniche note stonate nel tuo concerto, la punteggiatura e il finale.
La prima non è di per se stessa sbagliata, ma la lettura soprattutto nel primo pezzo risulta a tratti troppo rapida o troppo sincopata. Rivaluterei la distribuzione di virgole e punti.
Il finale invece, per quanto mi abbia tolto un peso dal cuore, avrebbe dovuto essere, a mio soggettivissimo e dunque opinabile parere, "cattivo" fino in fondo. Forse per quel sapore da "e vissero tutti felici e contenti", forse perchè avrebbe suscitato emozioni più intense finendo in modo più crudele, non lo ritengo all'altezza del resto del testo.

A parte queste osservazioni minime e direi trascurabili,
mi confermi che ho fatto bene ad insistere nel leggere qualcosa di tuo, ho occupato bene il mio tempo.
A rileggerti!
F.
  • 0





Anche taggato con rock, ballare, solitudine

0 utente(i) stanno visualizzando questo forum

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi