Subite anche voi il fascino del male?
#1
Inviato 17 febbraio 2012 - 13:00
La mia considerazione nasce dal fatto che mi piace leggere (guardare film) in cui i protagonisti siano i cosiddetti cattivi. Tanto per fare un esempio di ciò a cui mi riferisco, cito Romanzo Criminale (libro, film e telefilm) ma anche Arancia Meccanica o American Psycho. Trovo che i cattivi letterari e cinematografici siano molto ma molto più interessanti e reali rispetto alla sfilza di sante marie goretti dal cuore tenero e puro.
Questa mia passione si rispecchia anche in quello che scrivo, per quanto possa sforzarmi di creare un personaggio che racchiuda in se tutta una serie di buoni sentimenti e che sia positivo (l'ultimo riguarda un ghost writer ed una chiesa) finisco sempre per trovarmi a che fare con cattivi (non per forza criminali, tanto per intenderci), cinici, bastardi ed egoisti. Non riesco a non trovare affascinante il male e le caratteristiche poco edificanti delle persone.
Anche voi subite il fascino del male?
Qual è il vostro rapporto con tali personaggi e con le opere che ne fanno degli assoluti protagonisti?
#2
Inviato 17 febbraio 2012 - 14:03
In primis, perché come ho detto tante volte non amo la distinzione netta "buoni vs cattivi". E quindi il protagonista assume una sua oscurità. A volte dirompente. Insomma, cercando sempre di creare protagonisti col dubbio morale, non sono veri e propri cattivi ma...hanno inevitabilmente il male dentro. E in certi casi, sono/potrebbero essere/si considerano ignobili.
#3
Inviato 17 febbraio 2012 - 14:07
Poi se sono grigio scuro tendente al nero pece tanto meglio.
#4
Inviato 17 febbraio 2012 - 14:41
Anche se, più che di "cattivo", parlerei di antagonista. In quasi tutte le storie, è l'antagonista che muove la vicenda con i suoi piani, i quali mettono in difficoltà e costringono il protagonista a brancolare nel buio cercando di capire cosa il "cattivo" stia tramando.
Per questo motivo, in Il trono di spade ho amato Cercei e Jaime Lannister, e in Il dardo e la rosa ho subìto il fascino magnetico e pericoloso di personaggi come Mélisande Shaharizai e Waldemar Selig.
Poi, non sto dicendo che il protagonista sia in genere stupido. Anche quando il personaggio principale è intelligente, il suo rivale ha una marcia in più. Come, ad esempio, ne Il nome della rosa.
#5
Inviato 17 febbraio 2012 - 14:54
E poi ho un debole per i personaggi che si dannano, che odiano se stessi...
Sono anche fissato col tema della redenzione, va detto.
#6
Inviato 17 febbraio 2012 - 15:04
#7
Inviato 17 febbraio 2012 - 15:08
Per quanto riguarda gli antagonisti...beh, in quello che scrivo io preferisco identificarli come "avversari del protagonista".
#8
Inviato 17 febbraio 2012 - 15:27
Dunque, innanzitutto vorrei ricordare il fatto che la classificazione di "buono" e "cattivo" è al 90% una questione legata alla nostra cultura. Io personalmente non mi rispecchio granché in questa tendenza, ma nel prosieguo mi adatterò alla definizione per pura semplicità di spiegazione.
Nel tempo ho sviluppato dei personali archetipi di malvagi, che si basano su varie combinazioni dei seguenti tratti:
1_ nati o meno col "germe del male", ossia, banalizzando, quell'intrinseca tendenza all'egoismo e al sopruso per difendere gli interessi personali o dei propri affetti. è una pura questione caratteriale, una tendenza naturale. Ovviamente, però, questo non basta a far nascere un Sauron...
2_ morali o immorali: accettato il punto 1, una persona può avere una moralità (che in quanto tale gli è stata insegnata, la morale è artificiale per definizione) e, quindi, essere costretta a limitare o meno il proprio istinto. Uno può anche essere immorale, ma non per questo cattivo... in questo caso, nasce un cinico.
3_ cattivi o incattiviti: ossia, fermi restanti i punti precedenti, un cattivo può essere un bastardo nato o esserlo diventato per cause esterne (traumi, soprusi, potenza acquisita eccetera).
Combinando questi tre tratti si ottengono 2^3=8 tipi di malvagi, che vanno dal "cattivo perché sì" al "fondamentalmente buono con un'infanzia difficile alle spalle".
Naturalmente ci lavoro sempre parecchio, ma per me creare un cattivo è una cosa assolutamente naturale, come guardarmi allo specchio... mi immedesimo perfettamente nelle sue emozioni, nelle scelte e nelle motivazioni, con una facilità assoluta.
In realtà io ho il problema contrario: per me è molto più difficile interpretare il "buono", perché è molto lontano dal mio modo di pensare.
#9
Inviato 17 febbraio 2012 - 15:57
Uno dei miei cattivi preferiti più recenti è il Pavone in Kung-fu Panda 2
#10
Inviato 17 febbraio 2012 - 17:02
#11
Inviato 17 febbraio 2012 - 17:16
#12
Inviato 17 febbraio 2012 - 17:26
#13
Inviato 17 febbraio 2012 - 17:34
I miei personaggi comunque di solito sono dei gran egoisti, sia i protagonisti che gli antagonisti.
#14
Inviato 17 febbraio 2012 - 17:42
Non voglio dire una cosa banale-scontata, ma purtroppo i modelli negativi (prendendo come termine di "cattivo" quello generale, qualcuno che reca un danno ad un altro) spesso influenza chi legge:
immagino qui ci sia un pubblico adulto che prende i personaggi come riferimenti letterari, piacevoli da leggere e guardare, ma secondo me sottovalutato è il fenomeno dell'emulazione. Ovvero dei regazzini che vedono Arancia Meccanica e vanno a menare le mani, piuttosto che guardano Romanzo Criminale (molti di quelli che leggono forse non sanno che è anche e prima un romanzo): pensate che esageri io o che sia veramente una cosa sottovalutata? Sperando di non andare OT
#15
Inviato 17 febbraio 2012 - 20:15
Più che il fascino del male di per sé, subisco il fascino dell'intelligenza, dell'ambiguo o della parlantina sarcastica. Soprattutto, della parlantina sarcastica xD
Forse il cattivo attira di più la nostra simpatia perché ha avuto il coraggio di spingersi oltre le barriere della moralità, non so. A pensarci bene ci sono anche diversi 'buoni' che travalicano quelle barriere e che infatti sono tra i personaggi che adoro di più, come Leonard Pine o Anita Blake. Uhm.
#16
Inviato 18 febbraio 2012 - 13:06
#17
Inviato 27 febbraio 2012 - 12:18
so che questo sarà un argomento trito e ritrito, già trattato in decine di post, però non ne ho trovato uno specifico, quindi apro questo nuovo topic.
La mia considerazione nasce dal fatto che mi piace leggere (guardare film) in cui i protagonisti siano i cosiddetti cattivi. Tanto per fare un esempio di ciò a cui mi riferisco, cito Romanzo Criminale (libro, film e telefilm) ma anche Arancia Meccanica o American Psycho. Trovo che i cattivi letterari e cinematografici siano molto ma molto più interessanti e reali rispetto alla sfilza di sante marie goretti dal cuore tenero e puro.
Questa mia passione si rispecchia anche in quello che scrivo, per quanto possa sforzarmi di creare un personaggio che racchiuda in se tutta una serie di buoni sentimenti e che sia positivo (l'ultimo riguarda un ghost writer ed una chiesa) finisco sempre per trovarmi a che fare con cattivi (non per forza criminali, tanto per intenderci), cinici, bastardi ed egoisti. Non riesco a non trovare affascinante il male e le caratteristiche poco edificanti delle persone.
Anche voi subite il fascino del male?
Qual è il vostro rapporto con tali personaggi e con le opere che ne fanno degli assoluti protagonisti?
Mettiamola così: se il personaggio donna viene violentato mi va benissimo perché aggiunge suspance e curiosità. Mi spinge ad andare avanti, anche solo per sapere se è rimasta in cinta o se catturano lo stupratore.
Solo per questo, non che mi attiri il male in sè
#18
Inviato 27 febbraio 2012 - 21:21
Mettiamola così: se il personaggio donna viene violentato mi va benissimo perché aggiunge suspance e curiosità.
ma il punto è un altro, tra stuprata e stupratore, chi è più interessante come personaggio?
se io dovessi scrivere di una storia simile, credo che come protagonista preferirei avere lui e non lei. Perché il male (che non deve essere per forza male tanto estremo come nel caso di uno stupro) o comunque le zone d'ombra sono di sicuro più interessanti del bene e dei "banali" buoni sentimenti.
#19
Inviato 28 febbraio 2012 - 07:15
Mettiamola così: se il personaggio donna viene violentato mi va benissimo perché aggiunge suspance e curiosità.
ma il punto è un altro, tra stuprata e stupratore, chi è più interessante come personaggio?
Quello che alla fine gonfia di botte lo stupratore.
Io amo i malvagi, quelli che in fondo, molto in fondo, hanno un codice etico che permette loro di non travalicare certi confini.
Adoro ancora di più i tipi come Tyron, di Martin....e che dire di quelli come Azzurro di Shrek?
#20
Inviato 28 febbraio 2012 - 09:23
Credo che tra la bolgia dei cattivi, lo 'stupratore' sia il più triste e squallido, non ci vuole molto ad essere più interessanti. Vogliamo mettere una donna stuprata che si vendica?
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