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  1. Nome: Edizioni Arpeggio Libero Sito web: http://www.arpeggiolibero.com Generi pubblicati: qualsiasi Distribuzione: http://www.arpeggiolibero.com/distributori Invio manoscritti: http://www.arpeggiolibero.com/contatti Facebook: https://www.facebook.com/edizioniarpeggiolibero/
  2. Commento a "Il trillo del Diavolo" Il cinese puzzava di alcol, proprio come tutti gli altri, anche se intorno all'albero Peter non aveva notato nessuna bottiglia. Una sera, fece visita a un negozio di liquori sotto casa, comprò un rum economico e si recò al fiume. Scavalcò il guardrail per non passare sotto il ponte e svegliare i neri. Voleva mantenere la faccenda la più riservata possibile, ma per poco non si slogò una caviglia scivolando rumorosamente lungo la scarpata terrosa. Una volta assicuratosi di non aver svegliato nessuno, si recò verso il salice. Si aspettava di trovare l'uomo profondamente addormentato, magari già un po’ ubriaco. In questo caso, magari avrebbe risparmiato la bottiglia. Il giaciglio era invece vuoto. In compenso, la lama del coltello comparve di nuovo sulla gola di Peter per la seconda volta nel giro di poche settimane. Il bastardo era silenzioso. Sapeva muoversi. Peter alzò le braccia con cautela. Altrettanto lentamente, fece dondolare la bottiglia che teneva in mano. "Voltati" gli ordinò l'uomo. Peter ubbidì. Quando il cinese lo riconobbe, si rilassò. “Si farà uccidere, avvicinandosi così alla gente che dorme.” “Non volevo che gli altri si svegliassero. Questa è una festa privata.” Come previsto, il cinese aveva già percorso un bel pezzo di strada sulla via dell’alcolismo. Peter non fece nessuna fatica a fargli accettare il rum e la sua amicizia. L’uomo bevve a lunghe sorsate ingorde. Quando gli vennero gli occhi lucidi, iniziò a parlare. Non smise prima dell’alba. ***** "Mi chiamo Kazuo Fujita, sono giapponese. Di Kagoshima, nel Sud. Parlo bene la tua lingua perché l'ho studiata all'Università. Studiavo lingue, appunto. Perché mi piacevano i suoni, penso. Morbidi, eleganti. Vivevo in un appartamento a Kyoto, vicino all'università. Sono scappato dieci o undici anni fa e non ho più fatto ritorno. Non c'è più nulla per me, laggiù. Ho mollato gli studi e sono fuggito nella notte. Ho lasciato la mia famiglia. Sarebbe stato il primo posto in cui mi avrebbero cercato. Non ho neanche fatto una telefonata. Non ci ho pensato. Avevo troppa paura." ***** Kazuo entrò nell'androne del palazzo reggendo tra le braccia una scatola piena di libri. Testi universitari. Letteratura, grammatica, romanzi. Poesie. Il trasloco dal suo vecchio appartamento aveva richiesto più energie del previsto, ma ne valeva la pena. Non ne poteva più di ragazzini che credevano di poter vivere in una porcilaia come animali, senza regole. Un monolocale, senza distrazioni, ecco la soluzione. I soldi non erano un problema. I suoi genitori erano stati felici della sua dedizione allo studio e non avevano messo minimamente in dubbio la serietà dei suoi intenti. Non era il solo a traslocare. Impegnata come lui con uno scatolone, nell’androne c'era la ragazza più bella che avesse mai visto, vistosamente in difficoltà. Kazuo posò immediatamente il suo pacco. "Chiedo scusa, posso aiutarti?" disse, accennando un timido inchino. La ragazza si voltò e, quando lo vide, non riuscì a trattenere un risolino. Per un attimo, Kazuo pensò di sembrare ridicolo, ma poi si accorse della genuinità dell’espressione della ragazza. "Oh sì, grazie! Sembra che pesi un quintale!" esclamò lei, posando sulle scale il pacco. Gli tese la mano. Già alla vista, sembrava morbida e preziosa come seta. Come le ali di una farfalla rara. "Piacere, Hiromi. Mi sono appena trasferita." "Kazuo. Anch’io sono nuovo del palazzo." "Universitario?" chiese Hiromi. Era arrossita un po’, e questo non faceva che avvicinarla a una dea agli occhi di Kazuo. Portava un foulard attorno al collo, ornato sul davanti da una piccola gemma azzurra. "Sì, sono al primo anno. Anche tu all'università?" "Neanche per idea! Lavoro al supermercato all'angolo. Mi sono trasferita in città con mia sorella Kaneko. Cosa studi?" "Lingue. Europee." "Che bello! Dì qualcosa!" Kazuo aiutò Hiromi a portare il pacco fino al terzo piano. Era parecchio pesante e la sua camicia aveva iniziato a impregnarsi di sudore sotto le ascelle. Si chiedeva come avesse fatto la ragazza anche solo a sollevarlo da terra. "Ma cosa ci tieni dentro?" chiese. "Libri, più che altro. Mi piace leggere." Entrati nell'appartamento, Kazuo adagiò il pacco nel corridoio per riprendere fiato. Era l'imbrunire. La cucina era illuminata da lampade a olio, di quelle di una volta. "Non preoccuparti. Abbiamo la corrente" disse Hiromi, notando la sua espressione. "Ma a mia sorella piace l'atmosfera. Kaneko! Vieni a salutare!" Dalla stanza in fondo al corridoio si sentì un cigolare di molle, come qualcuno che si alzasse dal letto, poi dei passi. La porta si aprì lentamente. Kazuo pensò che la ragazza non assomigliasse molto a Hiromi. Era molto più alta. E snella, quasi come se fosse stata risucchiata verso l'alto, mentre le forme di Hiromi erano più mature. Kaneko squadrò Kazuo dalla testa ai piedi, poi rientrò in camera senza dire nulla, chiudendosi la porta alle spalle. Hiromi toccò leggermente il braccio di Kazuo. La sua mano scottava, come se avesse la febbre. Il ragazzo la sentì attraverso il tessuto della camicia e fece appena in tempo a dominare l'istinto di ritrarsi. "Scusa, ti inviterei a mangiare con noi" disse. "Ma a mia sorella non piace avere gente intorno, la sera." "Non c'è problema," balbettò Kazuo. "Felice di averti conosciuto". La loro mani si strinsero ancora. Di nuovo quel curioso calore. Strano che non l'avesse notato quando si erano presentati. "Piacere mio. Grazie per l'aiuto. Ci vediamo, vicino!" Hiromi chiuse la porta e Kazuo si avviò verso la scala in preda a un brivido che in quel momento scambiò per eccitazione. Dormì male quella notte. Continuò a rigirarsi per ore in preda a incubi senza forma né nome, finché non si svegliò avvolto in lenzuola madide di sudore. L'orologio segnava le tre e quarantacinque del mattino. Si sentiva scosso. Riverberi del sogno. Non riusciva a ricordare. Si alzò e andò alla finestra. Il quartiere era preda di un letargo profondo. Dai palazzi intorno non veniva alcuna luce, neanche il bagliore di un qualche insonne televisore. Era solo in mezzo a tutti i dormienti. Si appoggiò sul davanzale, poggiando la testa al vetro, godendo del fresco. Poi vide la cosa. Davanti alla facciata del palazzo alla sua sinistra, c'era qualcosa che sembrava galleggiare nell'aria. Una forma scura, con lunghe propaggini che puntavano verso terra, ondeggiando. Kazuo si stropicciò gli occhi e lì riaprì. Sospirò, sollevato. Non stava fluttuando come gli era sembrato. Era solo una ragazza affacciata alla finestra, con i lunghi capelli che le nascondevano il volto. Rimase lì a guardare nel buio. Forse neanche lei riusciva a dormire. Lentamente, la testa scomparve all'interno della finestra. Kazuo tornò a coricarsi. Gli sembrò di udire un suono, una frequenza altissima ma distante. Il sonno gli chiuse lentamente le palpebre e lui poté finalmente riposare. Due giorni dopo, c'era la polizia in strada. Una pattuglia sostava davanti all’edificio accanto. Kazuo scese a fumare una sigaretta. Un altro inquilino gli raccontò che una ragazza era scomparsa da un paio di giorni. "Nel palazzo accanto?" chiese Kazuo, a disagio. "Sì, stava nella camera che dà sulla strada, al secondo piano." Kazuo si volto a guardare la finestra da cui aveva creduto di vedere affacciarsi la ragazza, un paio di notti prima. Un poliziotto scattava delle foto verso la strada. Non disse nulla.
  3. Commento a "Il bambino di Advent City" Peter Lewis prese le forbici e con mani tremanti tagliò lo spago del pacco. Una volta fatto, lo gettò in un angolo e attaccò la carta con furia. La sua creatura era lì dentro. Il suo parto. Si era ripromesso di far durare il momento come si gusta un bicchierino di liquore particolarmente dolce, resistendo alla tentazione di ingollarlo subito e versarsene un altro. Era la sua prima volta. Per vederne un'altra, chissà quanto sarebbe passato. Erano anni che aspettava l'idea giusta. Ora il suo nome era stampato a lettere cubitali sulla copertina del libro che l'avrebbe ucciso. Era una copertina vera, di quelle rigide, da prima edizione. Non aveva neanche usato il suo solito pseudonimo, Amos, con cui firmava i suoi racconti postati qua e là su internet. Quella era una storia troppo grossa per Amos, Peter l'aveva capito subito. Chi avesse acquistato il libro, da lì a un mese, avrebbe letto il suo vero nome e visto il suo volto nel retro della copertina, come quelli dei grandi scrittori. Aprì il libro. Date di stampa e tutti i riferimenti di rito. Poi ancora il titolo, Teste. Girò ancora un foglio e lesse se stesso che lo avvisava. I fatti e i personaggi contenuti nel libro erano frutto di fantasia. Sì, pensò Peter, di una fantasia ottenebrata dalla follia e dall'alcol. Ma che valeva oro. ***** Peter aveva incontrato l’uomo che viveva sotto il salice un anno e mezzo prima, quando l'ispirazione languiva. Aveva deciso che doveva fare qualcosa della sua vita. I lavori per aspiranti scrittori che aveva scovato online erano mal retribuiti. In ogni caso nessun colloquio era andato a buon fine. Era troppo giovane per i ruoli importanti, o troppo vecchio per quelli di bassa manovalanza intellettuale. Il suo appartamento, fortunatamente di proprietà dei suoi genitori, stava diventando una prigione. Più si considerava incapace di creare qualcosa di originale, più si isolava. E più tempo passava tra quelle mura in compagnia del televisore e del porno, meno la sua mente lavorava. Quando venne a sapere che Carla faceva volontariato, considerò l'idea. Non che avesse mai nutrito grande interesse verso il prossimo, ma la prospettiva di incontrare gente nuova con storie diverse, seppur identiche tra loro, accomunate dal dolore e dall'abbandono, lo attraeva come una speranzosa ape verso un fiore colmo di nettare. Questo era quello che doveva fare. Abbeverarsi alla fonte delle miserie altrui per trasformare l'amarezza in miele. Gli uomini accampati sotto il ponte puzzavano tutti di urina e alcol, come si era aspettato. Peter reggeva sottobraccio delle coperte e in una mano un contenitore termico, colmo di piatti caldi. Altri volontari portavano termos con tè e caffè, oppure zuppa. Peter si avvicinò a una forma che giaceva su un pezzo di cartone, avvolta in una coperta bucata. Assestò dei colpetti con la punta del piede al sedere dell'uomo. "Sveglia gente, è arrivato il rancio!" esclamò con voce gaia. Un volto, nero come Peter non ne aveva mai visti, emerse accigliato da sotto la coperta, con uno sguardo diffidente e insieme vagamente infastidito. "Pappa pronta" continuò. Il suo tono fece girare qualche testa fra gli altri volontari. Peter colse con la coda dell'occhio qualche sguardo non proprio incoraggiante. Il suo modo di fare non piaceva, di questo era consapevole. Né ai neri, né ai volontari cui si era aggregato. Dicevano che ci doveva andare piano. Un po’ di tatto in più non avrebbe guastato. Vide Carla che scuoteva gentilmente la spalla di uno degli uomini addormentati. Questi si svegliò e, riconoscendola, mise in mostra un sorriso che Peter non si era mai visto fare. "Allora?" Il ragazzo di colore lo scosse dal suo stato di contemplazione. Tendeva la mano per avere il piatto. Peter glielo diede con una smorfia. Stava per passare oltre, quando notò un'altra forma raggomitolata sotto un salice, qualche decina di metri più in là. Un altro clandestino probabilmente. "Quello perché non sta con voi?" chiese Peter al ragazzo color carbone. "Cosa?" Il ragazzo non sembrava capire. "Quello lì" Peter indicò con un gesto secco il fagotto a terra. "È arrivato con voi?" "No" disse il ragazzo. "Non con noi. Lui dopo. Notte grida." Peter si sentì la bocca arida. Forse aveva trovato il fiore cui abbeverarsi. Prese un piatto dal contenitore e si avviò verso l'eremita. Già pregustava i racconti di torture e violenze da parte dei mercanti di uomini, come vomitava la televisione. Nella tasca della giacca aveva un taccuino e una penna. Lo avrebbe riempito di particolari macabri. Li avrebbe romanzati rendendoli ancora più raccapriccianti. Ci avrebbe costruito intorno una storia che qualcuno, magari qualche rivista, avrebbe comprato. L'ammasso di coperte puzzava come tutti gli altri e Peter usò di nuovo la punta del suo piede per far venire allo scoperto l'uomo del mistero. Con sua grande sorpresa, e delusione, il volto che fece capolino non aveva la tonalità del cioccolato fondente né cicatrici rituali sugli zigomi. Era un asiatico, cinese probabilmente, o giù di lì. Forse si era stancato di cucire magliette ed era scappato da qualche impianto tessile clandestino. Peter, dopo un lampo di dolore, si ritrovò a chiedersi quando, esattamente, il cinese lo avesse atterrato, gli fosse montato addosso e gli avesse messo il coltello contro la gola. "Buono, buono!" si affrettò a dire. "Cibo! Pace!" L'altro vide il piatto di spaghetti, ormai rovinato a terra, e si riebbe dalla trance assassina che lo aveva pervaso. "Mi scusi" disse. "Credevo fosse un altro." Gli tolse la lama dal collo e si sedette pesantemente. Aveva l'aria di qualcuno cui mancassero parecchie ore di sonno. "La prego di perdonarmi" continuò. Aveva ovviamente un accento orientale, ma parlava con fluidità la lingua. Peter si rese subito conto che era istruito. La sua curiosità superò di gran lunga il suo spavento. "Mi chiamo Peter" disse, tendendogli la mano. "Ho portato da mangiare. Vorrei aiutarla." Il cinese annuì e il samaritano si alzò per andare a prendere dell'altro cibo. Tornò con un altro piatto di pasta e una tazza di caffè fumante che il cinese, o quello che era, accettò di buon grado. Peter si sedette davanti a lui e lo guardò mangiare. "Allora" incominciò, quando l'altro ebbe finito. "Le va di raccontarmi la sua storia?" L'uomo assunse un'espressione dura, dove il no era stampato a lettere cubitali sulla sua fronte. Era un volto dall'età indefinita, sembrava allo stesso tempo giovane ed estremamente vecchio, come se la vita l'avesse consumato anzitempo. "La ringrazio per la sua generosità" disse. "Ma ora, se non le dispiace, vorrei riposare." E si tirò la coperta sulla testa troncando qualsiasi comunicazione. Peter ritornò ancora sotto quel ponte, con Carla o da solo. La scena si ripeté altre volte, con lui che cercava di scavare nel passato dell'uomo per poi ricavarne solo un cortese rifiuto, solido e compatto come il marmo. Dagli altri clandestini non era riuscito a ricavare molto. Quando loro erano arrivati, un gruppo di sei, lui si era già stabilito sotto il ponte. Li aveva squadrati uno per uno e aveva deciso che non rappresentavano una minaccia. Ma di notte urlava, svegliandoli di soprassalto nel cuore delle tenebre. Incubi. La tensione con gli altri si era fatta palpabile, così una notte il cinese si era trasferito al riparo delle fronde dell'albero. Un riparo provvisorio, accettabile per il periodo estivo. Peter decise di agire diversamente. Dove non arrivavano la solidarietà e la gentilezza, sarebbe sicuramente arrivato l'inganno.
  4. Nome Romanzo: Lo Spirito e l'isola Autore: Simone Giudici Editore: Amazon KDP Genere: Thriller soprannaturale Pagine: 420 Disponibilità del formato: epub Quarta di copertina: Link al Topic di promozione nella sezione LIBRI:
  5. Copertina: https://d2t3xdwbh1v8qy.cloudfront.net/content/B077JY32DY/resources/1843365654 Titolo: "Lo spirito e l'isola" Autore: Simone Giudici Casa editrice: Amazon KDP (autopubblicato) ISBN: 9781521813485 ASIN: B077JY32DY Data di pubblicazione (o di uscita): 17 Novembre 2017 Prezzo: 0,99 edizione Kindle Genere: Thriller, soprannaturale Pagine: 420 Trama: Ouija: tavola di legno sulla quale sono disegnate tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, spesso un “sì” ed un “no” ed altri simboli, il cui utilizzo è abbinato ad una lancetta mobile chiamata “planchette”. Lo scopo di tale tavoletta è porre delle domande alle anime dei defunti, che attraverso un medium, farebbero sì che la lancetta si muova sulla tavola ouija e componga, utilizzando le lettere, la risposta. Chestertown, Maryland, 1889. Ernest Christian Reiche, bizzarro inventore di origini tedesche, costruisce la prima tavola Ouija della storia, allo scopo di dare il via ad una lucrosa attività commerciale. Quando però la proverà per la prima volta, ne verrà lui stesso terrorizzato. Isola di Marettimo, estate 1989. La giovane e bella Annele Morris manda avanti da sola la pensione “Stella Marina”, aperta anni prima dalla mamma e dal nonno, trasferitosi sull’isola dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Notte di San Lorenzo Annele acquista da un misterioso individuo una vecchia tavola Ouija. Cosa accadrà quando deciderà di provarla? E perché continua a sognare la madre Alexandra, morta 15 anni prima? Grazie al fortuito ritrovamento del prezioso diario di guerra del nonno Alfred e alla saggezza della sua amica Angelina, Annele riuscirà finalmente a svelare il mistero che avvolge da tempo la sua famiglia e liberare la magia che si cela da più di un secolo nella tavola ouija. Da Monterey a Baltimora, attraverso l’infernale deserto del Marocco, fino alla magica Isola di Marettimo: questo libro vi terrà incollati alle sue pagine fino all’imprevedibile e sconvolgente rivelazione finale. Link all'acquisto: http://amzn.to/2jAEipV
  6. Commento a Risonanza Schumann Kazuo si barricò in casa. Chiuse le imposte, staccò il telefono e controllò la credenza. Aveva scorte di cibo sufficienti per qualche giorno, finché non avesse deciso il da farsi. Gli venne in mente improvvisamente che, per quanto ne sapeva, Hiromi avrebbe potuto sfondare le finestre o la porta. Il panico durò una manciata di secondi. Poi prese il cellulare e iniziò a comporre un messaggio per la ragazza. Sono dovuto tornare a casa. Problemi di famiglia. Ti spiego dopo. Scusa. Ci pensò su, poi aggiunse l'immagine di un cuore e una faccina che schioccava un bacio. Premette invio e poi spense il cellulare. Si sedette al tavolo della cucina a riflettere. Hiromi era senz'altro un nukekubi, come quelli di cui gli raccontava suo nonno quando era piccolo. Anche allora, non aveva mai creduto alla loro esistenza, ma l'idea stessa di un essere del genere, la cui testa di notte volasse via dal corpo per cacciare carne e sangue, lo aveva sempre messo a disagio. Non aveva mai sentito però di un nukekubi che ingoiasse la vittima e la facesse sparire nel nulla, ma le leggende non sono affidabili per definizione. I fatti vengono tramandati di bocca in bocca. Vengono distorti e inghirlandati. Poi si arriva a un punto in cui si crede che siano solo storie, ma questo non cancella quello che sono: fatti. Quella notte, un demone aveva ucciso un uomo e ne aveva divorato il corpo. Si era sempre considerato un tipo più o meno coraggioso, ma l'idea di confrontarsi con una storia dell'orrore ambulante lo fece stare male. Corse al gabinetto, ma dopo non si arrischiò a tirare la catena. Troppo rumore. Gli tornò in mente quella lingua sul vetro. Il sesso del giorno prima. Il sapore di quella torta. Ma ormai non aveva più nulla nello stomaco, ed era stanco. Si raggomitolò sul tappeto del bagno e dormì. Si svegliò al tramonto. Mentre la luce rossastra filtrava tra le imposte e disegnava sul pavimento geometrie di sangue, Kazuo pensò che le possibilità che Hiromi avesse di nuovo fame fossero davvero poche. Si rilassò e iniziò a elaborare un piano. Rimase chiuso nel suo appartamento per una settimana, versando prodotti per la casa nel gabinetto per coprire il tanfo. Aveva finito le scorte di cibo prima del previsto. Kazuo pensò che non era il caso di indugiare oltre. Suo nonno gli aveva raccontato che la testa del nukekubi poteva cacciare solo col favore delle tenebre. Al sorgere del sole si sarebbe dovuta ricongiungere al resto del corpo, pena la morte. L'impresa era praticamente suicida, ma prima o poi Hiromi avrebbe intuito qualcosa. Kazuo non poteva nemmeno immaginare di baciare di nuovo quella bocca assassina. La principale incognita era cosa fare se avesse trovato Hiromi, tutta intera, a casa. La parte fondamentale del piano era infatti agire quando la testa fosse stata altrove. Kazuo sperò di rivelarsi un grande attore. Forse si sarebbe finto ubriaco per giustificare l'infrazione. Un altro problema era Kaneko. Se anche lei era un nukekubi, probabilmente sarebbe stata a caccia con la sorella. Se fosse stata invece sua prigioniera, Kazuo l'avrebbe liberata e avrebbe pure ricevuto un valido aiuto. Kaneko sembrava forte, nonostante il suo aspetto da canna al vento. C'era infine la possibilità che la ragazza fosse una specie di serva del demone. In questo caso, Kazuo l'avrebbe uccisa. Troppe variabili e poco coraggio, pensò Kazuo. Ciononostante, prese del liquore dalla credenza e iniziò a bere. Se ne versò anche un po’ sui vestiti, per sicurezza. Si era aspettato di dover forzare la porta dell'appartamento di Hiromi. Aveva trovato un piede di porco, residuo di una ristrutturazione nel vecchio appartamento, ma non dovette usarlo: la porta era aperta. Immaginava che la proprietaria dell'appartamento gradisse parecchio qualche spuntino a sorpresa, di tanto in tanto, o forse era stata semplicemente una dimenticanza. L'atmosfera era surreale. Ogni angolo dell'appartamento era inondato dalla luce tenue delle lampade a olio. Ce n'erano decine. Kazuo avanzò lentamente lungo il corridoio. La cucina non aveva una porta e comunicava direttamente con il corridoio. In ogni caso era vuota. La prima porta chiusa, a sinistra, doveva essere uno sgabuzzino. La prima volta che Hiromi l'aveva invitato nell'appartamento, aveva riposto la giacca e le scarpe in quella stanza. La seconda a sinistra era la camera da cui aveva visto uscire Kaneko. Basandosi sulla posizione del tubo di scarico nel palazzo, in fondo al corridoio doveva esserci il bagno. Rimaneva solo una porta sulla destra, oltre la cucina. Quella doveva essere la stanza di Hiromi. Muovendosi con estrema cautela, Kazuo iniziò ad avvicinarsi. Aveva solo i calzini ai piedi. Non aveva voluto rischiare di fare rumore con le scarpe. Superò un paio di lampade appese e arrivò a destinazione. Ruotò il pomello ed entrò. Il corpo di Hiromi giaceva sul letto, le mani incrociate sul petto. Sembrava il cadavere di un condannato alla ghigliottina dopo l'esecuzione della sentenza. La finestra era aperta e le tende si muovevano piano. Sul comodino, il foulard con la gemma. Non l’aveva mai vista senza, neppure quando erano nudi a letto: secondo la leggenda, i nukekubi celavano con indumenti o gioielli una sottile linea rossa, lì dove il capo si separava dal collo. Sperando che la testa non avesse un qualche tipo di legame extrasensoriale con il resto, Kazuo si caricò il corpo sulle spalle. D'altronde, quello era il metodo tradizionale: nascondere il corpo del nukekubi prima del ritorno del demone, in modo tale da impedirne il ricongiungimento e quindi provocarne la morte. Hiromi non pesava molto, ma Kazuo aveva già la fronte imperlata di sudore. Nonostante l'ansia, il piano aveva buone probabilità di riuscita: dalla stanza di Kaneko non giungeva alcun rumore e sarebbe stato difficile incontrare per le scale qualcuno a quell'ora. Avrebbe nascosto il corpo in cantina e bloccato la porta. Se non fosse riuscito a rompere la serratura, si sarebbe barricato dentro per impedire l'accesso a chiunque. Era arrivato a tre quarti del corridoio. Ci aveva messo un'eternità. Una volta giunto alla porta, avrebbe dovuto poggiare il corpo a terra e riaprirla: entrando l'aveva chiusa, per sicurezza. Non aveva pensato alle difficoltà di manovra con un fardello sulle spalle. Il cigolio di cardini che sentì alle sue spalle gli congelò la spina dorsale.
  7. Commento a Camminata Passò un mese. Poi ci fu il bagno di sangue. Kazuo aveva trascorso tutta la giornata a letto con Hiromi. Si era presentata quella mattina alla porta di Kazuo con un dolce fatto in casa. Il ragazzo semiaddormentato l’aveva tirata a sé e l’aveva salutata con un bacio vigoroso. Non si sentiva così da anni. Anzi, non aveva mai sperimentato niente del genere. Le precedenti relazioni che aveva avuto erano state entrambe lunghe e monotone. Hiromi era diversa. Aveva un'energia che sembrava inesauribile. Il sesso poi era qualcosa di favoloso, neanche lontanamente paragonabile a nessuna delle sue esperienze. La sua passione era famelica. Ma ciò che più piaceva a Kazuo era quanto fosse solare e premurosa. Kazuo aveva posato il dolce in cucina e aveva portato Hiromi in camera. "Tua sorella?" chiese, alla fine. "Sta dormendo. Ha fatto lei il dolce." "L'ha fatto per me?" "Sì. E' un po’ scostante, ma se io ti voglio bene, allora te ne vuole anche lei." La semplicità del ragionamento non lasciava spazio ad alcuna replica. Kazuo si mise a sedere sulla sponda del letto e prese dal comodino il piatto con gli avanzi sopravvissuti del dolce. Aveva un gusto singolare ma buono. Hiromi aveva detto che era lo zafferano a renderlo così. "Che problema ha Kaneko?" disse alla fine. La ragazza esitò, quasi che rivelargli i problemi familiari fosse come raccontarli a un estraneo. Kazuo si sentì un po’ ferito. "Disturbi alimentari" disse Hiromi alla fine, prendendosi le ginocchia tra le braccia. "Nulla di particolarmente grave. Ma la sua... diversità... l'ha portata a isolarsi, nel tempo." "Non ha amici?" "Abbiamo dei parenti. Ma li vediamo poco. Ha solo me." Guardarono un film e poi Kazuo rimase solo, addormentandosi davanti al televisore. Hiromi non passava mai insieme a lui la notte. Le dispiaceva lasciare sola la sorella. Non si può dire che questo gli dispiacesse. Non si sentiva ancora pronto a una relazione di quel tipo. Il suo spazzolino stava bene da solo in bagno, per adesso. Poi un urlo strappò la notte. Fu breve, ma sufficiente a farlo svegliare di soprassalto. Alla tv davano un film con Godzilla. Kazuo azzerò il volume e rimase in ascolto. Si sentiva un rumore concitato di passi, in strada. Sta succedendo qualcosa, pensò. Un'aggressione! Kazuo si avvicinò alla finestra il più silenziosamente possibile, tenendosi basso per non essere visto. Da principio non capì cosa stava vedendo. Un uomo stava in piedi in mezzo alla strada deserta e si teneva la gola. Barcollava. I suoi abiti erano inzuppati di nero. Tra le dita serrate, il sangue zampillava copioso dalla gola. Apriva la bocca ritmicamente, senza suoni. Ma non era quello a terrorizzare Kazuo. Qualcosa attaccava ripetutamente quell'uomo. Un volatile, forse un corvo. O un pipistrello. Una nuvola che fino ad allora aveva sostato davanti alla luna piena si spostò, illuminando preda e predatore nella loro danza di morte. Non era un uccello a mordere ripetutamente l'uomo, prima su un braccio, poi una gamba. Ai genitali. Era la stessa forma che aveva visto affacciata alla finestra un mese prima. Solo che non era affacciata, ora ne era sicuro. Fluttuava nell'aria, lacerandola in ripetuti attacchi finché la preda, sfinita, non crollò a terra esanime. La testa - ormai Kazuo era sicuro che lo fosse, riusciva a vederne i lineamenti… occhi, naso, bocca… - scese lenta al livello dell'asfalto, come se avesse tutto il tempo del mondo. Strisciò nella pozza di sangue, incurante dei lunghi capelli che s’insozzavano. Il rumore di risucchio piegò Kazuo in due per la nausea. Per qualche istante trattenne i conati, poi si vomitò addosso. In silenzio. Anche se la finestra era chiusa, non voleva che quella cosa lo sentisse. Rimasse immobile a guardare, inginocchiato in quella pozza maleodorante. Perché nessuno sente nulla? pensò. Non è possibile che nessuno senta. Il rumore del risucchio era forte quanto disgustoso, ma alla fine cessò. Kazuo vide la testa avvicinarsi ai piedi dell'uomo. Il volto di quell'essere, demoniaco ma dalle fattezze terribilmente umane, iniziò a deformarsi. La bocca si spalancò in un angolo assurdo. Kazuo sentì attraverso il vetro della finestra lo schiocco della mascella che si disarticolava. Nessuno lo sente, pensò ancora. E in quel momento, la testa iniziò a ingoiare il cadavere. A Kazuo non sembrò il termine adatto, visto che oltre la testa non vi era un corpo, ma non riuscì a non pensare ai serpenti che inghiottiscono intere le uova dai nidi, senza masticarle. Ormai il cadavere era scomparso per metà nella bocca del mostro, senza che ne rimanesse traccia. Impossibile che i capelli, per quanto lunghi, nascondessero le gambe del malcapitato. Lordi di sangue, tanto da riflettere i raggi della luna, aderivano all'asfalto come le setole di un pennello. Dipingevano sulla strada una traccia abominevole. La testa finì il suo pasto e ricominciò a librarsi nell'aria, salendo piano come era discesa. Ora i capelli insanguinati si muovevano pesanti nella brezza notturna. Il corpo della vittima era sparito. Il demone si diresse verso la finestra di Kazuo e il ragazzo pensò che l'avesse visto. Si nascose dietro la tenda, tremando, temendo di perdere il controllo della vescica. Attraverso le pieghe del tessuto, riusciva ad assistere all'incedere lento del mostro. La testa appoggiò la fronte al vetro, come se scrutasse dentro. Allora Kazuo la vide. Il suo volto era truccato con sangue umano, ma la riconobbe. Il suo cuore si colmò di disgusto e disperazione. La televisione, pensò all'improvviso Kazuo. Ho lasciato la televisione accesa! Il panico lo colse, eppure riuscì in qualche modo a rimanere immobile. La testa di Hiromi sorrise, teneramente. Poi baciò il vetro e se ne distaccò. Indugiò ancora, vedendo che la sua fronte aveva lasciato una macchia di sangue sulla finestra. Tornò indietro. Dischiuse le labbra e leccò con cura, con gusto, senza lasciare traccia. Poi sparì, e Kazuo cedette all’oblio. ***** Il cinese, o meglio il giapponese, guardò la bottiglia di rum ormai vuota. Attraverso di essa, osservava il sole nascente. Peter non poteva credere alle sue orecchie e non poteva accettare che l'uomo smettesse di parlare. Era assetato di orrore, e quella storia gli sembrava una fontana di latte e vino. "Cos'è successo dopo?" ansimò Peter. Kazuo, per tutta risposta, si tirò le coperte sulla testa e si sdraiò sotto il salice. La notte era finita. Il resto sarebbe suonato ridicolo alla luce del giorno. "Parla! Come continua la storia?" "Non è una storia" si sentì da sotto le coperte. "Torna stanotte, e porta un'altra bottiglia." Peter tornò di corsa al suo appartamento e si fiondò alla scrivania. Accese il pc e avviò il browser. Iniziò a cercare. Mezz'ora dopo, si era fatto un quadro completo. Sorrise. Il suo amico era una spugna imbevuta di alcol e mitologia. Aprì il programma di scrittura e iniziò a battere furiosamente sulla tastiera. Quando ebbe finito, era di nuovo sera. L'ora delle storie. Peter porse la seconda bottiglia al giapponese. “Parlami ancora del nukekubi.” L’altro sorrise amaramente. “Vedo che hai fatto le tue ricerche.”
  8. Vorrei cominciare un progetto su un racconto di giallistica solo che non saprei come destreggiarmi nel percorso delle indagini; intendo tutto ciò che riguarda forze dell'ordine e affini. Nomi tecnici e altro. Esiste una guida in merito da consultare o conviene virare la storia su un detective privato?
  9. Immagine di copertina: Titolo: Gold Love Death Autore: Nicolò Orlandini Casa editrice: Porto Seguro Editore ISBN: 978-8899993696 Data di pubblicazione (o di uscita):9/11/17 Prezzo: 14,90 Genere: Western, Noir, Thriller Pagine: 263 Quarta di copertina o estratto del libro: A Gold Hill, capitale economica della Confederazione e snodo cruciale del passaggio di tutto l’oro dalle miniere dello stato, si muovono una serie di personaggi spinti dalla brama di potere, ricchezza o prestigio. Il gentile sindaco Mason; Wilson Slifer, l’amato prete misericordioso; l’affascinante Nora Tuckett, segretaria del governatore e custode di un terribile segreto; il giovane e ambizioso sceriffo Bill McMannan. Fanno da contorno ambigui malviventi che si fronteggiano fra loro per il predominio sui traffici d’oro. Su tutti spicca il fantomatico Alchimista, il più ricercato e temuto bandito della contea che sta preparando il colpo più importante della sua carriera criminale. Un thriller cinico e spietato ambientato in un vecchio West immaginario, dove tutti sono corrotti o corruttibili in un inquietante parallelismo con i fatti di cronaca dei giorni nostri. "La vita è una sequenza infinita di scelte, ricordato questo, prova a vederla cosi: quando arrivi ad essere felice tutte le scelte che hai fatto di sbagliato non contano più, perché in un modo o nell'altro, ti hanno permesso di arrivare a quel momento ed essere felice. Se invece non sei felice hai la possibilità di cambiare la tua situazione scegliendo ancora ed ancora." (Don Slifer) Link all'acquisto: AMAZON: https://www.amazon.it/Gold-love-death-Nicolò-Orlandini/dp/8899993696/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1510330243&sr=8-1&keywords=gold+love+death LIBROCO: https://www.libroco.it/ricerca-libri.php?tipo_sezione=tutte&tipo_search=titolo&search=gold+love+death&x=0&y=0
  10. Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo Conosciuti al Salone di Torino: molto simpatici, motivati e disponbilili. Il catalogo esposto era prevalentemente fantasy, horror e thriller. La pagina FB è poco seguita ma il gruppo e vivacissimo, animato da loro stessi. Fanno contest, interviste agli scrittori emergenti eccetera. La prima impressione è ottima, il resto a voi
  11. commento La prima telefonata arriva alle 3 del mattino. «Paparino, ti va di fare un giochino?» Fabrizio, irritato per essersi svegliato per colpa di una stronzata del genere, riattacca senza rispondere e torna nella stanza da letto camminando sulle punte per non svegliare la moglie. Appena si riaddormenta, non passano nemmeno 20 minuti, di nuovo il trillo. «Paparino, sei stato un cattivo bambino. Il prezzo da pagare sarà salatino. Il conto alla rovescia è già partito, segui istruzioni che ho messo per iscritto.» La voce è deformata, metallica. Anche dopo aver agganciato risuona ancora nella testa di Fabrizio. Quali istruzioni? Quale conto alla rovescia? Qualcuno si sta burlando di lui, è evidente. Ma perché? Cosa vuol dire? Gli sembra di aver captato una punta di malizia in quelle parole assurde, apparentemente incomprensibili, ma un senso dovrebbero pur avere. Perso nei pensieri non si accorge della moglie alle sue spalle. Sentire il tocco delle sue braccia intorno al colo lo fa sussultare. «Tesoro, tutto bene? — Gli passa una mano tra i capelli corti brizzolati mentre con l’altra accarezza il suo volto stanco — Non stai ancora a pensare al processo? Hai fatto solo il tuo dovere. Non ti crucciare. Torniamo a dormire?» Fabrizio annuisce senza spiccicare una parola e si fa trascinare di peso nella stanza. Si sdraia accanto alla moglie e chiude gli occhi. Il respiro della donna è calmo, regolare. Di solito non ci mette molto a riprendere il sonno. Lui, invece, fa solo finta di dormire. Continua a pensare a quelle telefonate bizzarre. Il processo è finito, la sentenza emessa. I cattivi sono finiti nel carcere di massima sicurezza dove era giusto che li mandasse. E se fosse l’ennesima minaccia di morte? Per un magistrato del suo calibro è un’ipotesi che non può ignorare. Passano altri venti minuti, le orecchie di Fabrizio sono tese come le corde di un violino. Si rigira nel letto, inquieto. Il telefono suonerà ancora? Se non squilla forse è un buon segno. Forse è solo uno stupido scherzo, nemmeno legato al suo lavoro. Quel pensiero lo tranquillizza ma non lo convince. Alle 4:20, l’ora della verità, Fabrizio è già in piedi. Un forte senso di angoscia lo affligge e non gli permette di essere lucido. Si è fatto una camomilla che sorseggia lentamente. Le mani dalle dita lunghe e sottili stringono la tazza di porcellana, il volto pensieroso, un occhio sul cordless appoggiato sulla tavola di cucina. Al terzo trillo preme il bottoncino con la cornetta verde. «Paparino, sei stato sciocchino. Dovevi leggere istruzioni, pesanti saranno sanzioni. Intanto il tempo passa già tua figlia presto morirà.» Alle ultime parole del messaggio l’uomo sbianca e con una mano spazza via tutti gli oggetti sulla tavola, la tazza cade sulle mattonelle rompendosi in tanti piccoli pezzi. «Bastardooooo! Figlio di puttana!» Le grida da leone ferito rimbombano per tutta la casa. Fabrizio va su e giù per la cucina, le mani alternano diverse posizioni: prima le passa sui capelli corti e pungenti, poi le appoggia sui fianchi. La testa è un groviglio di pensieri disperati. La moglie, intanto, è accorsa in cucina. Ansima, la confusione dipinta sul viso assonnato. «Fabrizio, cos’è successo? Stai bene?» La risposta dell’uomo non arriva. Il suo sguardo è perso nel vuoto. Un pesante silenzio ha eretto un muro tra i due coniugi. «Fabrizio, parla! È successo qualcosa alla nostra bambina? Si tratta di Valeria, vero? Oh, mio Dio! — Si porta le mani sul volto, sospira — Fabrizio, per l’amor del cielo, parla! Ha avuto un incidente a San Francisco, è così? Ecco perché ha suonato il telefono prima. Sono state le sue amiche ad avvisarti, vero?» È un fiume in piena, non riesce a stare zitta né ferma. Si avvicina al marito e lo strattona. «Anna, basta! Smettila! Non è stato un incidente… Non è stato un incidente…» «Cos’è stato allora? Dimmelo! Voglio sapere! Cristo santo, parla!» Fabrizio non riesce a guardarla negli occhi. Non sa come affrontare l’argomento. La prende tra le sue braccia e la stringe forte a sé. Cosa veramente sa di tutta quella situazione assurda? Una voce metallica ha detto che Valeria morirà se non segue le istruzioni. Ma quale istruzioni? Dove? Come? In tutto quel trambusto non ha pensato nemmeno per un attimo a verificare se stesse o meno bene. Perché non l’ha chiamata? Sono settimane che non si scrivono le mail. Il processo l’aveva tenuto occupato giorno e notte. Ma non è una scusa valida. È un ottimo motivo per sentirsi in colpa. «Tesoro, io, sai…» Fabrizio ha un groppo in gola. Non può tergiversare a lungo. Deve dire tutto ad Anna di quei messaggi in rima, almeno quello che sa o che crede di aver capito. «Fabrizio, per favore, dimmi cos’è successo.» L’orologio in cucina batte cinque colpi. Arriva puntuale il quarto trillo. Fabrizio guarda Anna, poi il cordless, poi di nuovo Anna. Trae un respiro profondo e risponde. «Paparino, sei stato stupidino. La busta non l’hai ancora trovata, tua figlia morirà all’ora indicata.» «Bastardo, chi sei? Fammi parlare con Valeria e subito! Mi hai sentito figlio di puttana? Voglio parlare con mia figlia!» «Tut-tut… tut-tut…» «Pronto! Pronto!» Il viso di Anna ha perso il colore abituale. Chiude gli occhi e cerca di respirare. Fabrizio la prende per mano e la conduce nel soggiorno. Entrambi si siedono sul divano a tre posti di pelle nera. Si guardano in silenzio. A parlare per prima è lei. «L’hanno rapita, vero?» Lui fa il cenno di sì con la testa. «È stata la mafia?» Fabrizio continua a tacere, ma il suo cervello è già a lavoro. Potrebbe essere la mafia, però non gli sembra sia un loro modus operandi. È più l’opera di qualche pazzo. Ne ha fatti condannare parecchi, in passato. Deve cercare quella busta, ovunque si trovi. Come diavolo sono riusciti a entrare in casa con tutte le misure di sicurezza? Si alza di scatto. Sente gli occhi di Anna sulla nuca. Le deve una risposta che purtroppo non ha. Ancora. «Fabrizio, dove vai? Cosa faremo adesso? Chiamiamo la polizia?» «No! — Risponde il marito con voce perentoria — Chiama gli Stati Uniti. Voglio sapere se Valeria si è recata a Roma senza avvisarci. Io devo cercare quella busta. Se ho capito bene Anna, non abbiamo molto tempo.» Lei annuisce, prende il cordless e comincia a digitare i numeri con la mano tremante. Per fortuna ha una buona memoria. Lui va nel suo studio ma prima getta uno sguardo sull’orologio. È passata già una mezz’ora dall’ultima telefonata. Alle sette del mattino la casa è tutta sottosopra. A una prima occhiata un estraneo direbbe che Fabrizio e Anna hanno avuto ladri in casa. Per terra ci sono vestiti, libri, posate, piatti, tutta una vita in cose accumulate negli anni da quando Fabrizio aveva avuto la promozione. Hanno tirato fuori tutti i cassetti, svuotato tutti gli armadi. Della busta con le istruzioni nemmeno un’ombra. Un paio di telefonate brevi e hanno scoperto che Valeria era partita quarantotto ore prima alla volta dell’Italia. Voleva fare una sorpresa ai genitori. Le mancava la città eterna, i suoi amici dell’università. Aveva un annuncio importante da fare, dissero le sue coinquiline americane che non avevano notizie di Valeria da allora. Era incinta da quattro mesi. Col fidanzato canadese stavano già progettando le nozze. A Fabrizio e Anna era caduto il mondo addosso in un solo colpo. «Niente! — esclama Fabrizio — Un buco nell’acqua uno dietro l’altro. Abbiamo guardato dappertutto.» «Anche nella stanza di Valeria?» «È chiusa da quando è partita. Ne hai fatto un santuario come se fosse morta!» Anna si fa il segno della croce. L’espressione sul volto la dice tutta di come si sente. «Il pc!» grida all’improvviso. «Cosa?» «Abbiamo subito pensato a una busta di carta. E se invece ci fosse una mail con le istruzioni?» Fabrizio alza gli occhi al cielo e le stampa un sonoro bacio sulla fronte. «Sei un genio! Non ci avevo pensato!» Corrono nella stanza della figlia. «È già acceso, guarda!» «Gran figlio di puttana!» Si siedono al pc e muovono il mouse. Sullo schermo appare la casella di posta di Valeria. C’è una nuova mail. Oggetto: Il trillo del Diavolo. «Cosa vuol dire?» domanda Anna. Fabrizio le fa segno con il dito di stare in silenzio. Legge con attenzione il testo dell’email. Come sospettava, un altro messaggio in rima. Paparino, paparino… è arrivata l’ora del giochino. Ogni immagine un indizio. Che la caccia abbia inizio. Hai ventiquattro ore per salvare tua figlia altrimenti di lei resterà solo poltiglia. Al messaggio era allegata una cartella con dei disegni, a prima vista estratti da un gioco virtuale che non conosceva. L’ultimo disegno mostrava un candelotto di dinamite accanto Wile E. Coyote e un orologio digitale che diceva 03 AM. «Oh, signor benedetto…» sussurra. «Cosa vuol dire tutto questo, Fabrizio?» «Che la ucciderà alle 3 del mattino. Abbiamo sprecato gran parte delle 24 ore che avevamo a disposizione. Gran figlio di puttana!» Anna sbianca di colpo e abbassa il capo. Poco dopo comincia a singhiozzare. «Tesoro, calma. Dobbiamo tenere i nervi saldi. Ti prometto che la salverò!» La abbraccia forte. «E se non ci riesci?» Fabrizio non vuole nemmeno pensarci. Deve farcela. Chi sarà quello stronzo psicopatico? Lo farà a pezzi appena lo trova. «Anna, cerca in rete tutto quel che c’è su questo trillo del Diavolo, va bene?» «E tu che cosa farai?» «Vado a cercare quel pazzo e lo ammazzo! Stampami i disegni della mail! Non abbiamo molto tempo, purtroppo! Anna annuisce e avvia la ricerca su google. «Qui dice che è una sonata per violino.» «Cosa?» «Il trillo del diavolo, è una sonata di un certo Giuseppe Tortini.» Fabrizio è sull’uscio quando, appena udito quel nome, si ferma. «Tortini, dici?» «Sì, perché?» Fabrizio impreca più volte. Forse ha capito o forse no. Ritorna da Anna di corsa. «Fammi vedere ancora una volta quei disegni.» Anna gira lo schermo. Il cuore le batte forte. Le espressioni sul volto del marito cambiano di secondo in secondo e sono piuttosto eloquenti. «Anna, io ho già visto quei disegni. Gran figlio di puttana!» La donna è sconcertata. Confusa. Non capisce nulla ma lui sì. Lui ha capito tutto. «Cosa vuol dire?» «Valeria è stata rapita da un musicista folle che ha massacrato dieci anni fa l’orchestra sinfonica della RAI. Sono stato io a mandarlo in carcere. Hai stampato quelle dannate foto?» Anna preme stampa. Il telefono suona. «Papparino… Vuoi dare a tua figlia un ultimo salutino?» In sottofondo una sonata sconosciuta. L’ultimo trillo del Diavolo.
  12. Nome: La Signoria Editore Generi trattati: Pulp, Fantasy, Fantascienza, narrativa non di genere, narrativa per ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: https://info81639.wixsite.com/lasignoriaeditore/invio-manoscritti Distribuzione: Tecnolibri S.r.l. Sito: http://www.lasignoriaeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lasignoriaeditore/ ---------------------------------------------------------------------------------------------------- Sono loro particolarmente riconoscente perché mi hanno pubblicato. In ogni caso, se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Non richiedono alcun contributo per la stampa. Non obbligano all'acquisto di copie del tuo o di altri libri. Si occupano della correzione, dell'editing, della realizzazione della copertina in via totalmente gratuita. Ti organizzano eventi e presentazioni e forniscono all'autore supporto grafico per la realizzazione di pagine web e facebook. Il contratto che ti faranno sottoscrivere è già sul loro sito e non nasconde segreti o trappole. I manoscritti possono essere consegnati (in cartaceo) in alcune librerie (indicate sul sito) o inviate a mezzo mail all'indirizzo mail manoscritti@lasignoriaeditore.it In ogni caso è richiesto che il manoscritto rispetti le norme redazionali indicate sul loro sito e che la copia digitale sia in formato .odt Rispondono in circa sessanta giorni, sia che accettino di pubblicare il tuo romanzo, sia per indicarti come migliorarlo. Sono presenti sugli scaffali di diverse librerie e distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano. Il libre, se non è presente, può essere ordinato praticamente ovunque.
  13. Nome: Gainsworth Publishing Generi: avventura classica, avventura per ragazzi, fiaba, fantasy, mystery, thriller/investigartivo, steampunk, saggistica, manualistica. Invio manoscritti: http://www.gainsworthpublishing.com/spazio_autori.html Distribuzione: http://www.gainsworthpublishing.com/distribuzione.html Sito: http://www.gainsworthpublishing.com/ Facebook: https://www.facebook.com/pages/Gainsworth-Publishing/192875810895490?fref=ts Siamo una CE interessata all'Avventura in tutte le sue varianti. Nei libri che leggiamo cerchiamo il senso della ricerca, la quest, il mistero e le palpitazioni di un viaggio oltre i confini della realtà, i segreti del passato, fino alle avventure più cupe e sinistre nella mente dei serial killer. I generi d'avventura a cui siamo interessati sono i seguenti: Avventura per adulti Avventura classica (sia di ambientazione storica che futuristica) Fantasy Urban Fantasy Paranormal Romance Thriller investigativo Thriller e Giallo di ambientazione storica Mistero Steampunk & futuri alternativi Biker life & avventura On the Road Avventura per bambini e ragazzi (Young Adults) Favole & Fiabe didattiche, con forte impronta avventurosa (viaggio, quest, imprese, ecc...) Avventura classica Fantasy Oltre alla narrativa avventurosa, siamo interessati anche a settori molto specifici di Saggistica e Manualistica. Valuteremo scritti appartenenti esclusivamente a queste tematiche: Saggistica e manualistica Open Innovation & Open Knowledge Smart Cities & Digital Life Cooperazione e Nuove Professioni Manuali di orientamento alla creazione del valore Recupero dei vecchi mestieri Altro Testi per lettori deboli Pur nutrendo grande rispetto per i generi, non valuteremo (e cestineremo senza risposta) opere di: Poesia Biografia Horror splatter Pulp Fan-fiction Narrativa non-di genere Romanzi drammatici Romanzi rosa Romanzi storici Romanzi a sfondo sociale Romanzi erotici Giallo Classico Psicologico & Introspettivo Un saluto a tutti e... aspettiamo che ci testiate!
  14. Nome: Crime Line Generi trattati: genere Giallo, Thriller, Mystery, Pulp, Hardboiled, Crime e Noir in tutte le loro sfumature e sottogeneri. Modalità di invio dei manoscritti: https://collanacrimeline.wixsite.com/crimeline/contatti Distribuzione: Libri Diffusi, che lavora con FastBook spa, pertanto il cartaceo sarà ordinabile sugli store on-line (Amazon, Ibs, Libreria Universitaria, Giunti) e in moltissime librerie fisiche, tra cui quelle del gruppo Feltrinelli, Ubik e Mondadori. Sito: https://collanacrimeline.wixsite.com/crimeline Facebook: https://www.facebook.com/collanacrimeline/
  15. Fino a
    presentazione del libro di e con Luca Buggio edito da La Corte con Gianni La Corte, editore, Piergiuseppe Menietti, storico del Museo Pietro Micca e Baba Richerme, giornalista RAI. Il regista e attore teatrale torinese esordisce con un affascinante romanzo ambientato agli inizi del Settecento nella Torino assediata dai francesi, città magica e crocevia di banditi, avvolta da un’atmosfera che sconfina tra il gotico e il thriller. Circolo dei Lettori +39 011 432 68 27 info@circololettori.it http://www.circololettori.it/la-citta-delle-streghe/
  16. Titolo: Il Giorno Prima di Morire Autore: Alessandro Furlano Collana: InNoir Casa editrice: @Genesis Publishing ISBN Kindle: 978-618-5290-77-1 ISBN ePub: 978-618-5290-76-4 ISBN Cartaceo: 978-618-5290-79-5 Data di pubblicazione (o di uscita): 04/09/2017 Prezzo: 3.99 € ebook; 10,60 cartaceo Genere: Thriller / Noir / Poliziesco Pagine: 208 Quarta di copertina o estratto del libro: 1985. Un gruppo di quattro ragazzini di un paesino del Monferrato, trascorre le lunghe giornate estive bighellonando per il paese, tra noia e piccole “ragazzate”. Un giorno uno di loro, Andrea Mossi, sparisce e non verrà più ritrovato. 2015. Alessio Dova, uno dei tre bambini superstiti, è oggi un giornalista di cronaca de La Stampa di Torino. Con l’aiuto dell’amico Commissario, Ivo De Rolandis, deve rintracciare gli altri due amici, persi di vista da anni, e difendersi dai fantasmi di un passato solo apparentemente dimenticato. Al ritmo di flashback e di musica rock i personaggi e le storie di oggi e di allora si devono incastrare per raggiungere la salvezza. In una storia di amicizia, bullismo, amore, vite sprecate, violenza e speranza, il passato è tornato. E ha sete di vendetta. Link all'acquisto: Link Amazon
  17. Titolo: La pista portoghese Autore: Marcello Nucciarelli Collana: Gli occhi di tigre Casa editrice: Alcheringa Edizioni ISBN: 9788894897043 Data di pubblicazione (o di uscita): 20 giugno 2017 Prezzo: € 13,50 Genere: Poliziesco Pagine: 458 Quarta di copertina: Esiste un filo che collega l'assassinio di un politico lontano dalla scena pubblica da anni a quello di un deejay radiofonico molto discusso? E i presunti suicidi di due personaggi di spicco della comunità hanno qualcosa a che vedere con quegli omicidi? Al rientro in servizio dopo un anno di congedo a causa di una forte depressione, Gretije de Witt si trova di fronte questi dubbi angosciosi. Ma prima deve fare chiarezza con se stessa: è ancora in grado di condurre una squadra, dopo la malattia che l'ha messa a così dura prova? Il nuovo comandante, un arrogante presuntuoso più interessato all'immagine pubblica che a risolvere i casi, sembra volerle mettere i bastoni tra le ruote anziché agevolarla. Mai come questa volta Gretije avrà bisogno di tutte le persone che le sono accanto per venire a capo di un'inchiesta dai contorni inquietanti, che la farà inferocire ma le offrirà in cambio la possibilità quasi insperata di riallacciare i rapporti con il padre e la sua nuova famiglia. Link all'acquisto: sul sito dell'editore http://www.blomming.com/mm/alcheringaedizioni/items/la-pista-portoghese. IBS Amazon Libreria Universitaria Libro. Co e via via tutti gli altri distributori
  18. Marcello Nucciarelli Il segreto di Groningen (le inchieste di Gretije de Witt 2) Alcheringa Edizioni ISBN 978-88.98621-31-1 Pagine 546 Euro 13,50 Poliziesco Quarta di copertina: Quando un commissario di polizia viene ucciso, l'intero distretto si mobilita per scoprire il colpevole. Se poi quell'uomo è il tuo superiore e ha conquistato la stima e l'affetto di tutti i suoi uomini, ognuno metterà nell'impresa tutte le energie possibili. È ciò che farà Gretije de Witt, ispettrice di Amsterdam, insieme alla sua squadra quando la notizia del brutale assassinio a Groningen di Tobias Wilder e della moglie sconvolgerà la routine del commissariato. Fra le pagine del diario di Rikhart, antiquario morto ad Auschwitz e nonno di Tobias, emergeranno inquietanti l'immane tragedia del popolo ebreo e una rivelazione rimasta sopita per anni che, arrivata fino a loro, ha scoperchiato un formicaio pericolosissimo. Il romanzo è uscito ieri e per qualche giorno ancora sarà disponibile solo all'editore, qui: http://www.blomming.com/mm/alcheringaedizioni/items/il-segreto-di-groningen poi verrà distribuito in tutti i principali store e nelle librerie che ne faranno richiesta.
  19. Buongiorno a tutti, mi chiamo Luciano. Sono uno scrittore alle prime armi, ho quasi terminato di scrivere un romanzo di genere Horror. Trattandosi purtroppo di un genere di nicchia, ho pensato di rivolgermi a persone più esperte di me per ricevere alcuni preziosi consigli. Quali case editrici (gratuite e non) prediligono l'Horror/thriller? Non vorrei perdere tempo a contattare agenzie a caso. Ho notato che molte di esse affermano di non prediligere alcun genere in particolare ma, onestamente, dubito sia così. Gradirei molto un'agenzia disposta ad apportare correzioni, poiché credo siano necessarie. Sono realista, il primo romanzo non può essere scritto in modo impeccabile. Probabilmente dovrò lasciar perdere le agenzie gratuite, immagino siano inondate di materiale proveniente da tutta l'Italia, ma questo non ha importanza, il mio obbiettivo è trovare un'agenzia seria e soprattutto attiva. Ringrazio di cuore chi avrà il tempo di rispondermi. Buona giornata.
  20. Sabato 2 Dicembre, presso la libreria Belgravia di Torino, si terrà la presentazione del romanzo thriller 'L'artista della morte' di Michele Franco. Al termine di essa ci sarà la possibilità di acquistare le copie del libro e ricevere l'autografo dell'autore. Vi aspettiamo numerosi, un saluto ed a presto!
  21. Nome: Clown Bianco Edizioni Generi trattati: racconti e romanzi di genere, con particolare attenzione al giallo e al noir. Modalità di invio dei manoscritti: https://clownbianco.com/info/ Distribuzione: https://clownbianco.com/distribuzione/ Sito web: https://clownbianco.com/ Facebook: https://www.facebook.com/clownbianco/?fref=ts Clown Bianco è una realtà editoriale che si propone di pubblicare racconti e romanzi di genere, con particolare attenzione al giallo e al noir. Clown Bianco Edizioni nasce dall’Associazione culturale Clown Bianco, fondata a Ravenna da un gruppo di professionisti del settore editoriale. Non pubblica a pagamento, sceglie le storie e gli autori su cui investire con un servizio di editing, impaginazione, pubblicazione e distribuzione.
  22. Titolo: Un segreto ben custodito Autore: Criminali in trappola (Marco Caudullo e Attilio Facchini) Casa editrice: LibroMania ASIN: B074DXCJR2 Data di pubblicazione: 10 agosto 2017 Prezzo: 1,99 Genere: Thriller Pagine: 176 Quarta di copertina: In una delle estati più torride degli ultimi anni, in una Brianza sempre più ostile si muove Alessandro Spina, giornalista freelance in attesa della grande occasione che gli faccia fare il salto di qualità e confermi la sua determinazione a non seguire le orme del padre. Questa è la convinzione che da sempre guida le sue scelte per poi, crollare dolorosamente quando la morte del padre, improvvisa e misteriosa, lo travolge prendendo diverse forme. Bernardo Spina, noto dirigente bancario si è tolto la vita. Questa è la notizia, ma Alessandro sente che qualcosa non torna: amava e odiava il padre allo stesso tempo, ma lo conosceva nel profondo. O almeno era convinto di questo. Le ricerche aprono scenari oscuri e sconosciuti sulla vita del padre Bernardo: amanti, relazioni lavorative ambigue e chissà cos’altro. Una scoperta dopo l’altra oltre che una vera e propria caccia ai demoni che da tempo abitano Alessandro. Qual è la verità sulla morte di suo padre? In che modo cambierà la vita di Alessandro? Link all'acquisto: Acquista su Amazon.it
  23. Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: per il momento ci autodistribuiamo Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  24. Nome: A&B editrice Generi trattati:Thriller, Noir, narrativa non di genere, saggistica Modalità invio manoscritti: http://www.aebeditrice.com/it/contatti.php Distribuzione: Dehoniana libri Sito: http://www.aebeditrice.com/it/ Non sono riuscita a trovare molto, sembra interessata agli esordienti, ma non so se sia a pagamento o no. Appartiene al gruppo editoriale Bonanno. Chiunque abbia notizie un po' meno vaghe delle mie è benvenuto.
  25. Benvenuti nella mia libreria! Il mio blog nasce con lo scopo di creare un piccolo spazio sul web dedicato ai generi letterari che preferisco: giallo, noir, thriller, horror, fantasy, fantascienza, azione, avventura. Un'attenzione particolare è riservata agli autori indipendenti ed esordienti. La libreria è aperta a tutti, appassionati e non, autori ed editori: contattatemi per nuove uscite, promozioni, blog tour, concorsi letterari, eventi o qualsiasi altra iniziativa che riguardi questi generi. Link: https://libreriabeppe.blogspot.it/