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Trovato 22 risultati

  1. Titolo: E poi fece irruzione il cielo Autore: Antonio Sofia Collana: Tomahawk Casa editrice: Augh! Edizioni - Gruppo Alter Ego ISBN: 978-88-9343-176-7 Data di pubblicazione: Ottobre 2017 Prezzo della versione cartacea: 12 euro Genere: narrativa, young adult, mainstream Pagine: 168 Quarta di copertina o estratto del libro: Sara frequenta l’ultimo anno del liceo artistico a Pistoia. La sua vita sembra chiusa in una noiosa routine, finché il tetto della scuola cede alla pressione delle piogge autunnali. L’irruzione del cielo è una scossa che non può ignorare e la ragazza mette tutto in discussione. Davanti a lei scorrono le facce smarrite degli adulti: i suoi genitori in perenne conflitto, gli insegnanti che non comprendono. I coetanei, i social network e i giochi di ruolo, l’immaginario dei manga e delle serie tv, l’accettazione del corpo, i terremoti e il terrorismo: sono gli altri tasselli che compongono lo scenario in cui Sara dovrà fare le sue scelte e reagire allo svelamento di un terribile segreto. Per una settimana e un giorno, il mondo dentro di lei cambierà o sarà lei a cambiare il mondo. Link all'acquisto: http://www.aughedizioni.it/prodotto/fece-irruzione-cielo/
  2. Nome: Catartica Edizioni Generi trattati: Narrativa, saggi, biografia e memoriale, storico, romanzo di formazione Modalità di invio dei manoscritti: Inviando una e-mail all'indirizzo di posta catartica.manoscritti@gmail.com Distribuzione: In fase di organizzazione. Attualmente presenti sulla piattaforma "Satellite libri". Sito: http://www.catarticaedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/catarticaedizioni/ Dal sito dell'editore: Catartica Edizioni [...] Vogliamo essere indipendenti e controcorrente, una casa editrice che non pone censure preventive e che punta a valorizzare tutte le forme di espressione che nella letteratura così detta “tradizionale” non trovano sufficientemente spazio. [...] Il Progetto [...] Un progetto indirizzato principalmente, ma non esclusivamente, alla Sardegna, della quale intendiamo raccogliere e valorizzare le principali tematiche che animano il dibattito socio-politico e culturale. Una piccola casa editrice indipendente indirizzata a valorizzare le realtà locali, le periferie, le culture e le espressioni d'arte alternative che vengono trascurate dalla grande editoria incline alla sola logica del profitto e delle grandi tirature. Un progetto svincolato dunque dalla crescente massificazione e dall'appiattimento culturale imposto dall'industria editoriale dominante. Alla base di tutto questo c’è il desiderio di prestare attenzione ad ogni percorso del libro, partendo dalla valutazione del testo sino a mettere l'autore al centro di un lavoro di redazione mirato non solo alla stampa della sua opera ma anche alla cura dei dettagli, alla promozione, che consideriamo essenziale, e alla sua distribuzione. [...] [...] Catartica Edizioni pubblica opere di vario genere (Raccolte di racconti, Romanzi, Saggi politico-sociali ecc.) di scrittori emergenti e non, con particolare attenzione alle tematiche sociali delle realtà urbane, delle periferie e alle espressioni d’arte alternative. [...] L’idoneità alla pubblicazione [...] comporta la sottoscrizione di un contratto di edizione che non prevede nessun costo a carico dell’autore. [...]
  3. Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: per il momento ci autodistribuiamo Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  4. Rincasando da sola, Leonora guardava le sue scarpe scamosciate insudiciarsi ad ogni calcio dato alle foglie secche. Imbucando una scorciatoia, finì in un vicolo ombroso. Attratto dalla calda luce di un lampadario di cristallo, il suo sguardo si alzò per ammirare la finestra di un palazzo antico. Al suo interno faceva bella mostra un soffitto affrescato in stile neoclassico. Strano, non lo avevo mai notato prima – si disse la ragazza fissando le fini grottesche rosse, grigie e blu. Abbassando gli occhi, si trovò faccia a faccia con un’affissione irregolare. Era un piccolo manifesto di un grigio giallastro, coperto di decalcomanie alfabetiche affiancate da un disegno puntinato a china. Per poterlo vedere meglio, accese un fiammifero e avvicinò il viso ai caratteri più minuti. Sfiorò poi con i polpastrelli il disegno a puntini, il quale raffigurava una donna nuda che, con sguardo fiero, giganteggiava su un mare di parallelepipedi simili a edifici. O a libri, forse. Dalla sua testa si dipartiva una raggiera di linee ondulate, composte da puntini più radi. Con un lieve sorriso ironico, Leonora annotò indirizzo e numero di telefono dell’autore sul retro del pacchetto di fiammiferi. Il testo scritto recitava: Pittore e musa cercano opera d’arte maggiorenne. Requisiti: per nulla anziana, un po’ villana, molto marziana. Finalità: abuso di sale in zucca, tinte forti ed olio di lino chiarificato. Chiamare ore fasti. Quanto sembrava diverso da Claudio, chiunque avesse scritto quell’annuncio strampalato! Mentre imboccava a passi rapidi il lungo viale del suo quartiere residenziale, Leonora ripensò a ciò che il fidanzato le aveva detto. Le sue labbra si atteggiarono a un sogghigno sprezzante, ricordando la banalità inesorabile di frasi come Non posso più andare avanti così oppure Ora che le cose mi vanno bene dobbiamo sposarci presto. Perché non rispondi? Per liberarsi dell’amore ottuso di Claudio, aveva dovuto assumere un’aria indecifrabile e lasciare che lui le baciasse il collo, sussurrandole quanto fosse bella e indispensabile per lui. Aveva preso tempo, ma ne percepiva la rabbia a stento soffocata. I polsi le dolevano ancora un po’ per la sua stretta possessiva. Nell’ampia strada ormai buia dominava il silenzio. Dalle sue villette, illuminate fiocamente, emanava un senso di squallore asettico. Leonora entrò nel proprio cortile, rischiarato dalle luci domestiche. Il clangore del cancello richiuso dietro di lei fu il segnale al quale riprese la recita della normalità. Quel sabato mattina, lo spazzino cantava sguaiatamente, mentre le foglie autunnali scrosciavano sotto la scopa di saggina. Il suo rozzo canto tormentò il sonno di Leonora, che si alzò sospirando. Era assai presto, ma sentì l’urgenza di uscire. Scesa in strada, l’aria fresca le colpì il viso. Mentre guardava l’ampia periferia pianeggiante, lisciò con le mani la gonna del suo abito bordeaux, pensando a dove andare. Assicuratasi di aver messo l’agenda in borsa, decise di incamminarsi senza meta. Arrivata di fronte a un minuscolo giardino pubblico, si sedette su una giostra per bambini. In quella zona, le abitazioni non erano più eleganti villette, ma anonimi palazzi, così alti da toglierle il fiato. Si accese una sigaretta e iniziò a riflettere sulla sua vita recente. Da un balcone di un’orrida palazzina, una casalinga sciatta e occhialuta la fissava come se fosse una reietta. Del resto, la solitudine di Leonora in quel parco a quell’ora doveva sembrare qualcosa di insolito, se anche un uomo in un’automobile di lusso rallentò per guardarla. Quel guidatore, in giacca e cravatta, le riservò un’espressione allusiva, ma lei si disimpegnò tirando fuori flemmaticamente l’agenda e la penna. Il rombo impaziente della macchina che si allontanava le suscitò una vena di sarcasmo. Sulle pagine bianche annotò: - Una megera mi disprezza, dall’alto della sua gabbia domestica. - Libero professionista cerca ragazza sbandata da sedurre prima e dopo l’orario di lavoro. - Io sono una vagabonda, Claudio è stanziale. Me ne devo liberare prima che sia troppo tardi. - N.B.: il mondo potrebbe rivelarsi pieno di persone interessanti, vietato fermarsi alla prima che capita! Richiusa l’agenda con un tonfo, si alzò e si allontanò con passo deciso. Dopo ulteriori giri oziosi, si ritrovò vicina al centro della città. Le macchine, ora più numerose, producevano un brusio familiare, che le dava il benvenuto. Ma lei non si inoltrò per le solite vie. Fu invece attratta da un vicolo cieco in cui non era mai stata. A chiuderne lo sbocco c’era una chiesetta dalla facciata di pietra grigia, scolpita in modo essenziale. La mano della ragazza ne forzò il pesante portone, malamente riverniciato di verde penicillina. Entrando, l’odore dello smog esterno si mescolò nelle sue narici a quello di fiori appassiti. Un’anziana, con viso compunto e ignorando la visitatrice, stava cambiando l’acqua e i mazzi floreali nei vasi. Nei suoi modi c’erano più discrezione e rispetto del raccoglimento che sussiego. Leonora si sedette come se fosse stata sola, incapace di pregare ma rapita dalle opere d’arte. Le pareti bianche erano occupate solo da grandi tele secentesche, di artisti minori. Il pavimento era una scacchiera bianca e verde scuro, composta da veri marmi, fatto strano per una chiesa così modesta. Quel luogo nascosto e un po’ surreale le provocò uno scarto nel punto di vista sulla sua città e sulla propria quotidianità. In particolare, le riusciva difficile smettere di guardare due dipinti. In uno di essi, un santo barbuto era inginocchiato con devozione, quasi passione, sotto un piedistallo su cui si ergeva la Madonna, raffigurata in qualità di donna sensuale, dal sorriso compiaciuto. La si sarebbe detta una divinità pagana, o una cortigiana bramata da un vecchio, più che la Vergine Immacolata. Nel riquadro della finestra di sfondo, albeggiava o tramontava su una scialba pianura. Nell’altra tela un biondo angelo adolescente, vestito solo di un perizoma bianchiccio come le ali, avanzava tra rovine classiche col suo corpo insieme pasciuto e muscoloso. Offriva, a chi lo guardasse, la mano ed un sorriso dionisiaco. I resti di colonne antiche da cui proveniva si stagliavano contro un cielo turchese e rosaceo, patinato di secoli. Mentre osservava quelle opere di terz’ordine, si sentì afferrare da una profonda eccitazione sessuale. Non ne provava senso di colpa, malgrado la presunta blasfemia. Trovava che fossero molti dipinti religiosi italiani ad essere più intrisi di erotismo che di spiritualità. Guardando quegli incarnati dalla voluttà ipocrita, si ricordò delle sue prime lezioni universitarie. Un docente, forse l’unico che le piacesse, le aveva svelato le forti radici pagane di molta arte cattolica. Nelle sue dimostrazioni, quasi ogni madonna era Iside ed ogni angelo era un genio efebico oppure il dio Eros. Ho voglia di ricominciare a dipingere, pensò Leonora mentre si alzava, ancora pervasa da un desiderio privo di oggetto. Sorrise all’anziana, che la salutò con un cenno del capo, e tornò in strada.
  5. [Sto scrivendo, soprattutto per fare esercizio, un romanzo di formazione ambientato negli anni Settanta. Questo è l'inizio, ma potrò inserire delle parti successive.] Li guardava coi suoi occhi splendenti, dalla tribuna di legno color miele. Le luci al neon li facevano sembrare verdastri e malsani. Che fossero giovani e gradevoli o stempiati e sudaticci, le loro voci, rese acidule dal dibattito, si confondevano per lei in un torbido riverbero. A tratti, calava il silenzio di studiate pause, sottolineato dal sibilo dei microfoni e da qualche penna che gemeva appunti sulla carta. Quanto apparivano piccoli, laggiù... Li scrutava mentre ondeggiavano come lombrichi vestiti di tutto punto. Ciascuno difendeva la propria teoria agitandosi di fronte a diagrammi e scartoffie, mentre declamava paroloni e battute ad effetto. La mente le rimbombava per la scarsità di senso di tutto ciò. Li chiamano intellettuali – pensava ­­– li riveriscono. Se solo sapessero quanto sono meschini... Leonora si allontanò per raggiungere il corridoio, dove aprì una delle tante finestre che davano sul cortile interno. Sporgendosi, fece un gran respiro. L’aria che esalava dall’erba e dalla fontana aveva un sentore di clorofilla e di pietra infuocata. Assorta in una vuota contemplazione del quadrato di verde, a malapena sentì le ciarle allegre di qualche studente sotto i portici. «Hai una paglia?» si sentì dire alle spalle da una voce di ragazza. Riscossa dalla sua fissità, Leonora si volse a guardare un viso dall’aria decisa e un po’ ironica. Frugò nella tasca dei pantaloni e ne sfilò meccanicamente un pacchetto di sigarette. Mentre ne accendeva una, la sconosciuta mugugnò: «Anche tu non ne puoi più di quei tromboni, eh?» Leonora guardò con diffidenza la bella ragazza dai modi spigliati, ma poi non riuscì a non ridere insieme a lei. «Io sono Roberta», fu la semplice presentazione della studentessa, che la guardava con occhi franchi e sorriso smaliziato. «Leonora», rispose lei con lieve turbamento. C’era qualcosa di singolare in quella sconosciuta dall’aspetto in fondo banale. E’ vero, i suoi capelli erano lisci e di un biondo grigiastro, e delineavano un volto regolare ma comune. Non indossava che dei dozzinali jeans chiari con una camicia azzurro pallido. Eppure, dalla sua semplicità sprigionava uno strano magnetismo. Roberta scrutò Leonora attraverso il fumo dell’ultima boccata, poi con un sorriso aperto esclamò: «Beh, allora ci si becca in giro… Non studiare troppo, che ti fa male!» Leonora non fece in tempo a dir nulla, ché l’altra si era già allontanata con passo sfrontato. Dalla finestra di legno chiaro la luce lattiginosa del primo pomeriggio colava sulla scrivania di Leonora. Svegliandosi da un breve sonno, affondò le mani nei suoi capelli castani, come a reggersi la testa intorpidita. Si era addormentata da poco sul manuale d’esame, ma le sembrava di avere i postumi di un’ubriacatura. Allungò il braccio verso un bicchiere d’acqua ed iniziò a berlo a piccoli sorsi. La sua camera era piena di libri disposti ordinatamente su enormi librerie di design. Leonora guardò la parete tappezzata di volumi come se non ne capisse più il senso, il valore. I suoi occhi erano annebbiati. Si alzò per andare a giocherellare nervosamente con un soprammobile che ornava gli scaffali. Sotto la sua mano roteava ora una sfera di metallo riflettente, la cui superficie era divisa in settori irregolari, come frammenti di specchio rotto. Quasi ipnotizzata dallo strano oggetto, Leonora fissava il riflesso dei suoi occhi grigio verde scomporsi in tante schegge. Anche il suo volto sembrava disgregarsi in mille parti. Si ravviò il caschetto scarmigliato sentendo suo padre rientrare. La sagoma dell’uomo percorse l’abituale traiettoria dal salotto alla camera della figlia come un trenino giocattolo percorre il suo binario. «Tutto bene?» le chiese con un sorriso automatico e senza curarsi davvero della risposta. La ragazza annuì, sperando che lui togliesse presto la mano dal suo viso un po’ infantile. Non lo odiava, certo, e gli doveva fin troppo. Ma il suo eterno autocompiacimento la irritava. La sua superficialità era resa persino più evidente dal suo essere ancora un uomo molto bello. Leonora guardò la sua figura alta ed elegante allontanarsi verso il mobile bar. Lo stridente trillo del telefono ruppe la bolla di noia che avvolgeva il pomeriggio. Gettandosi sul letto, la ragazza avvicinò a sé il ricevitore con discrezione. Era Claudio, che l’avrebbe aspettata sotto il portico in centro. Mentre lui le sussurrava le banalità di ogni giovane fidanzato, Leonora si accarezzava lentamente il ventre piatto e liscio. Accettò l’appuntamento come un diversivo alla sua apatia. L’intonaco scrostato degli archi sembrava creparsi ancor più al rintronare delle campane. Claudio, le mani in tasca e la testa bassa, era un’ombra che camminava avanti e indietro. In cielo era ormai apparsa una foschia compatta. Mentre avanzava verso il suo innamorato, Leonora trovava la piazza porticata simile a un teatrino di cartone. Si scusò per il ritardo in modo non troppo sentito e senza esibire una mise ricercata a giustificarlo. Si accese una sigaretta ancor prima di baciarlo, poi gliela offrì invano. Claudio le aveva trattenuto un po’ il viso per prolungare il suo bacio sfuggente. Era malinconico e un po’ feroce. La sua mandibola si tendeva per qualcosa di represso. Passeggiarono in tondo sul selciato della piazzetta semivuota, scambiandosi parole di circostanza. Leonora, distratta dal gemito di una vecchia bicicletta, propose di sedersi al bar. Il ragazzo si accomodò senza dire una parola e fissandola con sguardo serio. Malgrado la sua schiena dritta, pareva affondare nel bavero del suo impermeabile dal colore indefinito. «Due Campari», ordinò Leonora al cameriere che li aveva raggiunti al tavolo esterno. Fece per sfilare un’altra sigaretta dal pacchetto in bella vista, ma Claudio le fermò la mano afferrandola con forza e tuonando: «Smettila!» La ragazza alzò le sopracciglia un po’ stupita, ma non si scompose troppo. Fissò con segreto disgusto i capelli di lui, che parevano leccati all’indietro. Avrebbe voluto sibilargli che era antiquato come i suoi professori, avrebbe voluto farlo pentire di essere così scontato. Ma si limitò a sorbire la bevanda scarlatta e appiccicosa, in attesa che lui affrontasse il discorso che stava visibilmente evitando.
  6. Fino a
    La nostra autrice Anna Miceli presenterà il proprio romanzo, "Porto il conto dei miei passi", dedicato al tema del bullismo tra gli adolescenti. Relatrice, Annamaria Marra. Previsto l'intervento dell'assessore Franco Sebasto e della psicologa Angela Martemucci.
  7. Avete presente il romanzo "Fosca" di Tarchetti? C'è qualcuno che come me l'ha letto e oltre ad essergli piaciuto un casino, lo ha anche cambiato drasticamente e fatto mettere in dubbio praticamente ogni singola certezza che aveva? So che questo autore è spesso snobbato perchè spesso a scuola non viene molto studiato.
  8. [Prima stesura dell'incipit di un romanzo che sto scrivendo come esercizio. E' ambientato negli anni Settanta e rientra nel genere del romanzo di formazione] Li guardava coi suoi occhi splendenti, dalla tribuna di legno color miele. Le luci al neon li facevano sembrare verdastri e malsani. Che fossero giovani e gradevoli o stempiati e sudaticci, le loro voci, rese acidule dal dibattito, si confondevano per lei in un torbido riverbero. A tratti, calava il silenzio di studiate pause, sottolineato dal sibilo dei microfoni e da qualche penna che gemeva appunti sulla carta. Quanto apparivano piccoli, laggiù... Li scrutava mentre ondeggiavano come lombrichi vestiti di tutto punto. Ciascuno difendeva la propria teoria agitandosi di fronte a diagrammi e scartoffie, mentre declamava paroloni e battute ad effetto. La mente le rimbombava per la scarsità di senso di tutto ciò. Li chiamano intellettuali – pensava ­­– li riveriscono. Se solo sapessero quanto sono meschini... Leonora si allontanò per raggiungere il corridoio, dove aprì una delle tante finestre che davano sul cortile interno. Sporgendosi, fece un gran respiro. L’aria che esalava dall’erba e dalla fontana aveva un sentore di clorofilla e di pietra infuocata. Assorta in una vuota contemplazione del quadrato di verde, a malapena sentì le ciarle allegre di qualche studente sotto i portici. «Hai una paglia?» si sentì dire alle spalle da una voce di ragazza. Riscossa dalla sua fissità, Leonora si volse a guardare un viso dall’aria decisa e un po’ ironica. Frugò nella tasca dei pantaloni e ne sfilò meccanicamente un pacchetto di sigarette. Mentre ne accendeva una, la sconosciuta mugugnò: «Anche tu non ne puoi più di quei tromboni, eh?» Leonora guardò con diffidenza la bella ragazza dai modi spigliati, ma poi non riuscì a non ridere insieme a lei. «Io sono Roberta», fu la semplice presentazione della studentessa, che la guardava con occhi franchi e sorriso smaliziato. «Leonora», rispose lei con lieve turbamento. C’era qualcosa di singolare in quella sconosciuta dall’aspetto in fondo banale. E’ vero, i suoi capelli erano lisci e di un biondo grigiastro, e delineavano un volto regolare ma comune. Non indossava che dei dozzinali jeans chiari con una camicia azzurro pallido. Eppure, dalla sua semplicità sprigionava uno strano magnetismo. Roberta scrutò Leonora attraverso il fumo dell’ultima boccata, poi con un sorriso aperto esclamò: «Beh, allora ci si becca in giro… Non studiare troppo, che ti fa male!» Leonora non fece in tempo a dir nulla, ché l’altra si era già allontanata con passo sfrontato. Dalla finestra di legno chiaro la luce lattiginosa del primo pomeriggio colava sulla scrivania di Leonora. Svegliandosi da un breve sonno, affondò le mani nei suoi capelli castani, come a reggersi la testa intorpidita. Si era addormentata da poco sul manuale d’esame, ma le sembrava di avere i postumi di un’ubriacatura. Allungò il braccio verso un bicchiere d’acqua ed iniziò a berlo a piccoli sorsi. La sua camera era piena di libri disposti ordinatamente su enormi librerie di design. Leonora guardò la parete tappezzata di volumi come se non ne capisse più il senso, il valore. I suoi occhi erano annebbiati. Si alzò per andare a giocherellare nervosamente con un soprammobile che ornava gli scaffali. Sotto la sua mano roteava ora una sfera di metallo riflettente, la cui superficie era divisa in settori irregolari, come frammenti di specchio rotto. Quasi ipnotizzata dallo strano oggetto, Leonora fissava il riflesso dei suoi occhi grigio verde scomporsi in tante schegge. Anche il suo volto sembrava disgregarsi in mille parti. Si ravviò il caschetto scarmigliato sentendo suo padre rientrare. La sagoma dell’uomo percorse l’abituale traiettoria dal salotto alla camera della figlia come un trenino giocattolo percorre il suo binario. «Tutto bene?» le chiese con un sorriso automatico e senza curarsi davvero della risposta. La ragazza annuì, sperando che lui togliesse presto la mano dal suo viso un po’ infantile. Non lo odiava, certo, e gli doveva fin troppo. Ma il suo eterno autocompiacimento la irritava. La sua superficialità era resa persino più evidente dal suo essere ancora un uomo molto bello. Leonora guardò la sua figura alta ed elegante allontanarsi verso il mobile bar. Lo stridente trillo del telefono ruppe la bolla di noia che avvolgeva il pomeriggio. Gettandosi sul letto, la ragazza avvicinò a sé il ricevitore con discrezione. Era Claudio, che l’avrebbe aspettata sotto il portico in centro. Mentre lui le sussurrava le banalità di ogni giovane fidanzato, Leonora si accarezzava lentamente il ventre piatto e liscio. Accettò l’appuntamento come un diversivo alla sua apatia. L’intonaco scrostato degli archi sembrava creparsi ancor più al rintronare delle campane. Claudio, le mani in tasca e la testa bassa, era un’ombra che camminava avanti e indietro. In cielo era ormai apparsa una foschia compatta. Mentre avanzava verso il suo innamorato, Leonora trovava la piazza porticata simile a un teatrino di cartone. Si scusò per il ritardo in modo non troppo sentito e senza esibire una mise ricercata a giustificarlo. Si accese una sigaretta ancor prima di baciarlo, poi gliela offrì invano. Claudio le aveva trattenuto un po’ il viso per prolungare il suo bacio sfuggente. Era malinconico e un po’ feroce. La sua mandibola si tendeva per qualcosa di represso. Passeggiarono in tondo sul selciato della piazzetta semivuota, scambiandosi parole di circostanza. Leonora, distratta dal gemito di una vecchia bicicletta, propose di sedersi al bar. Il ragazzo si accomodò senza dire una parola e fissandola con sguardo serio. Malgrado la sua schiena dritta, pareva affondare nel bavero del suo impermeabile dal colore indefinito. «Due Campari», ordinò Leonora al cameriere che li aveva raggiunti al tavolo esterno. Fece per sfilare un’altra sigaretta dal pacchetto in bella vista, ma Claudio le fermò la mano afferrandola con forza e tuonando: «Smettila!» La ragazza alzò le sopracciglia un po’ stupita, ma non si scompose troppo. Fissò con segreto disgusto i capelli di lui, che parevano leccati all’indietro. Avrebbe voluto sibilargli che era antiquato come i suoi professori, avrebbe voluto farlo pentire di essere così scontato. Ma si limitò a sorbire la bevanda scarlatta e appiccicosa, in attesa che lui affrontasse il discorso che stava visibilmente evitando.
  9. Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  10. Titolo: Il passo in più Autore: Francesco Pierucci Collana: Lego Casa editrice: Nulla Die ISBN:978-88-6915-091-3 Data di pubblicazione:febbraio 2017 Prezzo:16,00 Genere:romanzo di (de)formazione on the road Pagine:219 Quarta di copertina:Dopo il successo del suo primo romanzo “Il passo in più”, uno scrittore non riesce più a ritrovare l’ispirazione. Decide così di partire per un disperato viaggio on the road con la sua fidata Underwood Standard in cerca della creatività perduta. Durante il percorso a bordo della sua auto sgangherata incontrerà suo malgrado una serie di personaggi decisamente grotteschi tra cui uno sceneggiatore obeso, un falacrofobico con manie di grandezza e una pescivendola napoletana senza scrupoli. Tra fughe, risate, arresti e incidenti di ogni tipo, il protagonista vivrà un’avventura surreale dalle forti tinte cinematografiche che sarà difficile dimenticare. Link all'acquisto:http://nulladie.com/catalogo/189-francesco-pierucci-il-passo-in-piu-9788869150913.html Link all'acquisto 2: https://www.ibs.it/passo-in-piu-libro-francesco-pierucci/e/9788869150913
  11. Katheryn <<Hope there’s someone Who’ll set my heart free Nice to hold when I’m tired There’s a ghost on the horizon When I go to bed How can I fall asleep at night? How will I rest my head?>> Hope there’s someone – Antony and The Johnsons Oggi c'è l'assegnazione dei ruoli. Sono emozionata: presto avrò un personaggio da interpretare, emozioni da sentire. Potrò essere una persona diversa, anche solo per poche ora al giorno, ma potrò esserlo. L'insegnante stabilisce le coppie, il mio nuovo collega si chiama Luke, è carino. Sembra un bambolotto nella sua polo beige ben stirata e con quell’acconciatura perfetta. <<Ascoltate ragazzi: io non vi conosco, ma immagino che voi conosciate me. Se la mia reputazione mi precede, sono sicura che sappiate che sono esigente. Molto esigente. Nel mio corso non sono ammessi fannulloni, non sono ammessi i "non sono capace" e i "questo ruolo non è adatto a me". Voi sarete chiunque io decida che voi dobbiate essere. Oggi partiamo con calma, ogni coppia dovrà interpretare una diversa tipologia di relazione. Non mi interessa se siete dei verginelli o dei playboy. Non mi interessa se siete fidanzati o single. Ciò che mi interessa è che voi mi facciate vedere qualcosa di voi, della vostra anima. Siamo pronti?>> Cazzo. Ero già terrorizzata dopo le prime parole della mia insegnante, ma adesso sono letteralmente pietrificata. Le relazioni non sono esattamente il mio forte e, se è per questo, neanche il far vedere la mia anima è qualcosa in cui sono particolarmente brava. Tutti attorno a me sorridono o ridacchiano, in fin dei conti a ventiquattro anni si dovrebbe essere dei conoscitori esperti delle relazioni di coppia. Evidentemente sono io l'unica eccezione. Di nuovo. Annie, coordinatrice del corso, nonché nostra insegnante, si avvicina ad ogni coppia assegnando loro una parte da interpretare. Non riesco a sentire cosa dice ad ognuno e non posso far altro che aspettare il mio turno, sperando di non andare nel panico. <<Eccoci qui...>> Abbassa gli occhi sul registro che tiene in mano, scorrendo con l’indice la breve lista di nomi. <<Luke Grimes e, vediamo, eccola qui: Katheryn Lane. Oggi voglio che voi mi mostriate la rabbia e la paura>>. Fa per andarsene, ma la fermo: <<Mi scusi, ma che significa?>> Si volta nella mia direzione e con fare scocciato abbassa gli occhiali fino alla punta del naso, squadrandomi da capo a piedi. <<Se ha bisogno di sapere che significa mostrarmi un'emozione, forse questo non è il posto adatto a lei, signorina Lane>> e, così dicendo, mi liquida con un cenno della mano. ~ <<Katheryn, smettila! Non ti sopporto più, maledizione, cresci! Sei solo una bambina viziata.>> Luke mi urla in faccia e devo dire che interpreta il suo ruolo alla perfezione. Ha le vene del collo ingrossate, il viso arrossato e lo sguardo pieno d'odio. E pensare che all'inizio lo trovavo un dolce bambolotto... Ed è proprio questo pensiero a farmi sprofondare nel buio dei miei ricordi. Respiro sempre più affannosamente, il brusio delle voci attorno a me diventa sempre più ovattato...sempre più irraggiungibile, mentre la stanza comincia a girare. 16 mesi prima... Nella cittadina di Homestead regna sempre la quiete, solo una casa all'angolo della 15esima strada è conosciuta come l'abitazione delle urla. Nessuno conosce la donna che, quasi ogni giorno, emette grida strazianti, capaci di fendere anche il cuore più gelido. Nessuno ha mai visto il suo viso e nessuna ha mai udito la sua voce serena, libera dalle corde del terrore. Anche oggi Thomas è furioso, cammina avanti e indietro nella stanza, come un leone in gabbia, e Katheryn potrebbe giurare di vedere del fumo uscire dalle sue narici. È buffo come ogni volta si concentri sui pensieri più disparati; oggi sostituisce l'immagine del suo predatore con quella di un personaggio dei cartoni animati, ieri canticchiava tra sè la canzoncina della sua prima recita, ma ogni giorno è sempre meno capace di trovare qualcosa a cui agganciarsi al di fuori della realtà, la sua realtà. Dicono che quando la realtà diventa troppo tormentata, troppo difficile da sopportare, le persone si chiudano in sé stesse, rintanandosi in un mondo da loro appositamente creato, privo di inganni e punizioni, libero da sfide da superare, doveri da assolvere, aspettative da realizzare. Ed è questo che, ogni giorno, Katheryn si ostina a fare. Il suo dovere principale? Non far arrabbiare Thomas. L'aspettativa fondamentale? Che non faccia arrabbiare Thomas. Katheryn è seduta a gambe incociate sul letto disfatto, si contorce le dita e, con gli occhi bassi, aspetta di vedere la belva feroce scattare. Non è una novità, anche oggi ha chiesto a Thomas di poter uscire, desidera così tanto iscriversi ad un corso di teatro, ma per lui il solo pensiero che altri uomini possano guardare e desiderare ciò che è suo gli fa perdere la ragione. E pensare che Katheryn credeva fosse amore... C'era stato un momento, molto tempo prima, in cui era sicura di averlo trovato, l'amore; avrebbe coronato tutti i suoi sogni: una carriera appagante, un amore vero e una casa accogliente. Non c'è voluto molto prima che andasse tutto in frantumi, sogno dopo sogno. <<Sei una puttana! Che bisogno hai di uscire di casa quando qui hai me?!>> Katheryn non risponde, tiene gli occhi bassi e la bocca chiusa, sa bene che - in questo momento - qualunque cosa dicesse sarebbe quella sbagliata. Ma, anche questa volta, Thomas non è dello stesso avviso. Si scaglia contro di lei: la belva è finalmente libera. Di nuovo, mentre una Katheryn sdraiata supina rimane schiacciata dal peso di quello che, un tempo, credeva il suo vero amore, l'unica cosa a cui riesce a pensare è che avrà nuovi lividi da coprire.
  12. Prefazione <<Quando una porta della felicità si chiude, se ne apre un’altra; ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.>> Paulo Coelho Credevo di aver perso le speranze, prima di incontrarla. Pensavo che non avrei mai sperimentato quelle travolgenti sensazioni che ricercavo in ogni canzone, ogni verso e poesia, ingordo di sentimenti e battiti di cuore. Ma, ad un certo punto, quando ancora brancolavo nel buio alla ricerca del mio angolo di sole, ho incontrato lei. Il mio sole. L’ho incontrata, e me ne sono innamorato. Così profondamente da non riuscire più a respirare. Eppure, è stato proprio l’amarla che mi ha fatto smettere di morire. Nathan <<I could see the sights From the lofty heights But my heart obscured the view I was looking for you What could I do?>> Looking For You – Patti Smith <<Lo metta pure lì.>> Ringrazio il ragazzo dei traslochi, gli lascio una profumata mancia e chiudo la porta. Il mio studio, finalmente. Il tavolo di ciliegio incombe al centro della stanza e i divanetti di pelle color crema invitano ad essere provati: ogni cosa è perfetta. Tra pochi minuti arriverà uno dei miei primi clienti; chiunque sia, proprio come gli altri, mi ha conosciuto tramite il passaparola e non smetterò mai di stupirmi di come le opinioni della gente siano le uniche a contare. È grazie a loro che pur da neolaureato riesco già a esercitare. <<È permesso?>> Una delle ragazze più incantevoli che abbia mai visto fa capolino da dietro la porta. Diamine, è bellissima. Ha un corpo esile e gentile, capelli ribelli color rame, piccole e deliziose lentiggini sul naso e sulle guance. Ma la cosa, in assoluto, più bella, è il suo sguardo. Profondo, denso, forse un pò timoroso e, sicuramente, tormentato. <<Certo, si accomodi.>> Avanza timidamente nella stanza e rimane lì, immobile, al centro del mio studio. Sembra indecisa sul da farsi pare quasi che voglia scappare, come se desiderasse essere ovunque, ma non qui. <<Si sieda dove preferisce, i divanetti sono appena arrivati>>. Sbatte velocemente le palpebre, assorta in chissà quale pensiero, e pianta i suoi occhi nei miei. <<Se non è un problema preferirei la sedia>>. Ci fissiamo senza parlare, per un solo attimo. Un unico momento che basta a farmi mancare un battito di cuore. E poi, con la stessa rapidità con cui è arrivato, quell’attimo sfuma via. Mi posiziono dietro al tavolo, mentre lei si accomoda delicatamente sulla sedia di fronte a me. <<Ha voglia di dirmi qualcosa di sè?>> Le domando. La ragazza dagli occhi tormentati rimane qualche secondo in silenzio, con lo sguardo basso rivolto verso le mani che non smette un attimo di tormentare. Poi, alza lo sguardo e, che Dio mi maledica, posso anche morire qui, in questo istante; sono letteralmente inchiodato al muro. Katheryn <<My heart couldn’t feel The beauty of the rising sun And I’m lost like a bottle That floats in the sea for ever Will somebody pick up my hope? Will somebody try?>> Broken - Elisa Continuo a tormentarmi le dita mentre il ticchettio dell'orologio è l'unico rumore che sento, oltre il mio respiro corto. Seguo corsi di recitazione da quando sono bambina, ho interpretato centinaia di ruoli, parlato di fronte a migliaia di spettatori e qui, adesso, alla semplice domanda di dire qualcosa di me, non so assolutamente da dove iniziare. <<Perché non comincia lei?>> Azzardo. Sul suo viso scorgo un'espressione di sorpresa che, però, dura solo pochi secondi ed è un vero peccato, perché appare molto più bello quando è spontaneo. Quest'uomo seduto di fronte a me sembra combattere per non far emergere alcuna emozione; sono tutti così gli psicoterapeuti? Il suo volto sembra celato da una maschera imperscrutabile, severa, rigida, attenta, che non lascia trapelare nulla di sé. <<Certo. Mi chiamo Nathan Lark e sono uno psicoterapeuta, ma questo lei lo sa già. Se vorrà, sarò il suo terapista per tutto il tempo che ne avrà bisogno>>. Certo, cosa mi aspettavo? La maschera è ricomparsa, l'armatura è di nuovo compatta. <<Io sono Katheryn Lane, ma preferisco essere chiamata Kat>>. <<Va bene, Kat. Che ne dice di iniziare spiegandomi i motivi che l'hanno portata qui...da me?>> Quando pronuncia le ultime due parole sento il tempo fermarsi; neanche più il ticchettio dell'orologio fa da sfondo al mio respiro che, sempre più corto, inizia a farsi affannato. Già, cosa mi ha portato qui, proprio da lui?
  13. Titolo: Le nostre solite insolite cene Autore: Simona Ferruggia Collana Luci Watson Edizioni ISBN 978-88-98036-80-6 Data di pubblicazione (o di uscita): 19/03/2017 Prezzo: 12 euro Genere: Romanzo di Formazione Pagine: 240 Link all'acquisto: http://watsonedizioni.it/prodotto/le-nostre-solite-insolite-cene-di-simona-ferruggia/ Marco è un giovane barista innamorato della moglie e del suo lavoro, il classico bravo ragazzo con la testa sulle spalle. Lui è il perno centrale di un gruppo di amici che tentano ogni giorno di sopravvivere al loro antagonista principale: la propria vita. Ogni venerdì sera si riuniscono a casa di Marco per una cena all'insegna dell’amicizia, della condivisione e dell’allegria al di fuori dei problemi della quotidianità, un faro in un mare in tempesta. Ci sono: Andrea, avvocato single che ama divertirsi con le donne facendo sesso con nomi falsi e tenendo i punteggi su un vecchio quaderno; Silvia Stella, la più giovane del gruppo, che vive i propri rapporti amorosi solo attraverso il sesso brutale (dominazione e sadomasochismo), e pratica l’autolesionismo; Denise, che dopo anni di matrimonio si rende conto di essere intrappolata in una relazione insoddisfacente e un lavoro che non le piace; e infine abbiamo Giulio, il più grande del gruppo, che apparentemente sembra avere una vita perfetta. Vive con la bellissima moglie e i due figli adolescenti ed è un architetto di successo, ma ciononostante sa che non è questo che vuole davvero. Tutti si troveranno a dover affrontare dei cambiamenti fondamentali per la loro vita e ci riusciranno grazie all’aiuto di Marco, il saggio del gruppo, l’amico più fidato. Nel frattempo proprio lui scoprirà che la moglie aspetta una bambina e la gioia di tale evento farà da cornice a tutto il resto.
  14. Titolo: Sulle Sponde del Gange Autore: Marcello Iori Casa editrice: tramite Pod Ilmiolibro Data di pubblicazione (o di uscita): Giugno 2017 Prezzo: 14,00 euro Genere: Romanzo di formazione/narrativa generale Pagine: 288 Quarta di copertina o estratto del libro: Francesco Forgione abita a Firenze, ha una bella casa che condivide con la fidanzata Erica, un lavoro sicuro ma ha deciso che la sua vita è un disastro. Cerca qualcosa, una meta, un significato diverso ai suoi giorni, e quando un vecchio amico di università gli propone un lavoro in India, a New Delhi, pensa di accettare, che fuggire dalla vecchia vita sia un passo verso la ricerca di una realizzazione personale. Alberto Defoe, invece, abita in India da otto anni. È fuggito dall’Italia abbandonando l’università e la famiglia. Un figlio ingrato, per sua madre. Un figlio particolare, per suo padre. Un ragazzo dotato di straordinaria intelligenza e organizzazione, ma ribelle nei confronti della società. Circondati da un'India sacra e profana, dai bei salotti dell'alta borghesia e le terre coltivate a riso e cotone, gli amici ritrovati si immergono in un lungo cammino che li porterà dalla perdizione alla scoperta della vera amicizia e del senso della vita, aiutati da una donna misteriosa e un saggio indiano che vive sugli altopiani del Kashmir. - la vita e la morte di un ragazzo che ha deciso di fare della sua vita un sogno da realizzare - Al sito ilmiolibro (link sottostante) è possibile leggere un'anteprima della storia. Link all'acquisto: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/334550/sulle-sponde-del-gange-2/
  15. Fino a
    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” di Roma indice il Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” – I valori della famiglia 1^ Edizione, in onore del rag. Giovanni Leone, un“uomo di grande spessore culturale”, ricco di una rara nobiltà d’animo, distintosi per l’impegno e l’ardore messi nel suo lavoro di impiegato postale, ma soprattutto per la forte sete di conoscenza che l’ha portato a studiare sempre libri di svariate discipline, costruendosi in casa un’enorme biblioteca, ed il senso di sacrificio, amore per la famiglia che l’ha accompagnato fin da giovanissimo, dandogli la forza di vincere ogni battaglia esistenziale. Ecco perché abbiamo voluto sottolineare il tema “I valori della famiglia”, ritenendolo il motore principale di questo uomo che ha lasciato tanto interiormente a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o averlo vicino. Il premio è suddiviso in Tre sezioni ed è aperto ad autori italiani e stranieri. Età minima autori per partecipare 18 anni; età massima nessun limite. Sezione A) Poesia a tema Libero: si può partecipare con poesie edite o inedite in lingua italiana o vernacolo con traduzione che trattino qualsiasi tematica. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book e raccolte poetiche inedite. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annessa breve poesia o piccola raccolta poetica, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sezione B) Narrativa e Teatro a tema “I valori della famiglia”: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti con tema “I valori della famiglia”, in larga misura opere che trattino qualsiasi situazione e sentimento legato alla famiglia. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sez. C) Narrativa e Teatro a tema Libero: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti che trattino qualsiasi tematica. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Premi per i Primi Quattro classificati, Premio Assoluto della Critica, Premio Miglior Giovane Autore, Menzioni Speciali, Segnalazioni di Merito e Diplomi d’Onore. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando il 10/07/2017. Per richiesta di bando completo, contattare il Presidente dell'associazione, la dr.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: associazionelucedellarte@live.it. Recapito telefonico Ass. Luce dell'Arte: 3481184968. Il sito da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte Pagina Facebook Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” Pagina Google Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone”- I valori della famiglia
  16. Fino a
    Il giorno 17 maggio alle ore 19.00 presso la Casa delle Arti-Spazio Alda Merini (Via Magolfa 32) sarà presentato il romanzo di deformazione on the road "Il passo in più". All'evento parteciperanno l'autore Francesco Pierucci e il giornalista Mario Manca.
  17. Fino a
    Venerdì 28 aprile alle ore 19, verrà presentato "Il passo in più" alla Fondazione Palmieri, Vicolo dei Sotterranei, Lecce. Relatrice: Carla Sibilio
  18. Fino a
    Con piacere annuncio l'incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri di Parma all'interno del ciclo di attività culturali e sociali "I Lunedì della Dante". Col prof. Gino Reggiani discuteremo degli elementi filosofici che stanno alla base del mio libro "Nel Battito del Colibrì". L'evento si terrà al primo piano dell'istituto storico ISREC di Parma, in Vicolo delle Asse, n. 5 (traversa di Borgo del Parmigianino). SINOSSI Passato, Presente e Domani sono i tre protagonisti che incarnano la coscienza di un uomo. Il primo è un vecchio rugoso ed elegante, custode della memoria e della storia. Il secondo, che subisce in prima persona ciò che l’uomo vive, è un ragazzino vestito con un pigiama che cambia sempre colore a seconda delle emozioni. Il terzo, Domani, è un manichino dalle forme appena abbozzate, sempre triste perché non riesce a dare senso al proprio essere. I protagonisti osservano il mondo reale all’interno di uno stanzone bianco e risentono in modo diverso degli eventi a cui assistono. Una serie di circostanze sfortunate porta Passato a diventare grande e violento, mentre Presente risponda al dolore con l’apatia. Entrambi vorrebbero una vita migliore eppure, nonostante i moniti di Domani, non riescono a costruire un futuro felice. A un certo punto, Passato diventa così forte da sottomettere i fratelli e impadronirsi della coscienza dell’uomo. Le cattive memorie cancellano ogni sentimento positivo, la voglia di crescere scompare e la depressione riempie il vuoto di un’esistenza alla deriva. Solo l’intervento di un amore inaspettato permette a Presente di risollevarsi e colorare il suo pigiama di tinte bellissime. BIOGRAFIA Giuseppe Turchi, nato a Parma nel 1989, è diplomato come perito informatico ed è laureato in filosofia. Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo breve, Nel battito del Colibrì, con la casa editrice free Edizioni La Gru (libro presentato durante la rassegna culturale ‘Un autore al mese per Solignano’) e un articolo scientifico sulla rivista RIFAJ dal titolo Per un naturalismo pluralistico e (realmente) non antiscientifico.
  19. Fino a
    In occasione del Festival (virtuale) del Libro e delle Culture in Campania 2017, l’Associazione Felix Cultura, in collaborazione con la casa editrice Marotta&Cafiero, istituisce il seguente concorso: PREMIO LETTERARIO FELIX 2017 “Famiglie diverse” Ritratti di famiglie, tra vecchie e nuove realtà 1. Organizzatore: Associazione Felix Cultura Via Generale Adalgiso Amendola n. 38, Salerno – 84123 www.festivalibrocampania.it, contatti@festivalibrocampania.it 2. Tema: famiglie tradizionali, famiglie allargate, famiglie monogenitoriali, famiglie omogenitoriali, famiglie miste di provenienza geografica diversa, figli naturali, figli illegittimi, figli adottati, figli in provetta ecc. 3. Opere ammesse: si prenderanno in considerazione opere inedite di drammaturgia, di narrativa (racconto lungo) o di poesia (sillogi complete, ossia raccolta di almeno 20 poesie. NB: candidature con una sola poesia non saranno prese in considerazione). 4. Lunghezza: - Opera drammaturgica – min 60.000, max 80.000 battute - Racconto singolo lungo – min 60.000, max 80.000 battute - Sillogi poetiche – min 20, max 50 cartelle 5. Modalità di partecipazione: Si può partecipare con una sola opera per autore. La partecipazione è gratuita. Chi desidera diventare socio dell’Associazione Felix Cultura per l’anno 2017, per contribuire allo sviluppo dell'associazione e usufruire di uno sconto del 50% sulle iniziative organizzate in Campania, può versare la quota di 5 euro sul conto corrente dell’Associazione Felix, IBAN: IT58P0316901600CC0011333676 intestato ad Amalia Maria Amendola e Claudio Nassisi. 6. Invio e allegati: spedire il manoscritto in formato Doc o Pdf via e-mail all’indirizzo contatti@festivalibrocampania.it specificando nell’oggetto “Rif. Famiglie diverse”. Allegare in formato Doc o Pdf: - sinossi dell’opera (breve riassunto, max 2000 battute) - recapiti personali (nome, cognome, indirizzo, indirizzo email, numero di telefono) - breve presentazione dell’autore in forma discorsiva, riportando: data e luogo di nascita, luogo di provenienza, esperienze professionali o di studio, eventuali riconoscimenti letterari, eventuali pubblicazioni - l’autorizzazione all’Associazione Felix a trattare i dati personali per le finalità del Concorso e per le comunicazioni dell’associazione (newsletter, avvisi ecc.) - la seguente dichiarazione: “Dichiaro che l’opera allegata, dal titolo “ **** ” è inedita. Consapevole che la pubblicazione comporta l’esclusione dal concorso, nelle more della procedura concorsuale mi impegno a non pubblicarla e, in caso contrario, a darne tempestiva comunicazione all’associazione Felix”. Non usare come modalità di invio email che prevedono una scadenza temporale per scaricare gli allegati (es. Jumbomail, Wetransfer ecc.). Non riportare opere, sinossi, dati biografici nel corpo dell’email. In caso di invii multipli da parte dello stesso autore, sarà preso in considerazione il più recente in ordine cronologico. 7. Termini: entro il 15 luglio 2017 8. Opera vincitrice: una sola opera (senza distinzione tra opera drammaturgica, racconto lungo o silloge di poesie) sarà proclamata vincitrice entro la fine di dicembre 2017. Una menzione speciale verrà data alle opere che prendono in considerazione opere ambientate in Campania. 9. Premiazione: l’elenco degli Autori finalisti sarà pubblicato sul sito Internet www.festivalibrocampania.it, dove si darà comunicazione della modalità e della data della premiazione. 10. Giuria: la Giuria – composta da Amalia Maria Amendola, Elvira Sessa, Monica Vicinanza e Luisa Emilia Nusco (Associazione Felix Cultura), Rosario Esposito (Marotta&Cafiero Editore), Raffaella Cortese De Bosis (autore/co-autore di documentari RAI), Carlo Serafini (docente universitario di Giornalismo culturale e di Letteratura italiana contemporanea), Laura Tanchis Manconi (docente di materie letterarie e latino), Maurizio Cotrona (scrittore, membro dell’associazione culturale BombaCarta e maestro della scuola di lettura per ragazzi Piccoli maestri), Giampaolo Cassitta (scrittore e blogger) e presieduta dal Professor Michele Rak, teorico della letteratura, accademico e scrittore – assegnerà i premi, a suo insindacabile giudizio, all’opera ritenuta meritevole. 11. Premio in palio: pubblicazione con Marotta&Cafiero Editore e promozione dell’opera a cura dell’Associazione Felix Cultura. L’editore si riserva di valutare la modalità di stampa (cartaceo e/o digitale) sulla base del genere (drammaturgia, narrativa o poesia) e della qualità dell’opera vincitrice. 12. Note: Non saranno prese in considerazione opere presentate in modalità difformi da quelle richieste dal presente bando, che si invita a leggere attentamente in ogni sua parte (specialmente i punti 3, 4 e 6). SCARICATE QUI IL BANDO IN PDF
  20. Sono un'amante del paranormal romance, ma delle storie d'amore in generale. Per me un libro non è completo senza una storia d'amore a meno che non si tratti di biografie. Per alcune persone la letterattura rosa è considerata di livello inferiore e ne sono molto dispiaciuta, ma la letterattura odierna non offre nessuna particolare "perla" e anzi, stiamo affogando nel vacuo. Mi piacerebbe sapere qual è il vostro punto di vista riguardo al romance e vorrei esporvi qualche mia idea per la mia prossima storia sperando di ricevere il vostro aiuto. Scusatemi per questa premessa ma penso fosse doverosa. Mi sto cimentando da poco nel paranormal romance perchè mi ci sono proprio fissata. Mi piace scrivere ciò che non riesco a trovare nei libri che leggo, diciamo che più sono insoddisfatta più mi vengono in mente idee. Inoltre, leggo e guardo demolizioni dei libri che ho letto o che ho intenzione di leggere per capire cosa non devo scrivere per risultare banale o poco realistica. Scusatemi per la seconda premessa Leggereste questa trama? Cosa cambiereste? Trama: Elizabeth ha quasi dicotto anni, ha perso la madre quando aveva quattro anni, suo padre si è risposato poco dopo e da allora la sua vita è cambiata. La sua matrigna la odia e suo padre si è fatto influenzare da lei fino ad allontanarsi dalla figlia. Di conseguenza Elizabeth è diventata una ribelle, quasi una teppista così, alla soglia dei sedici anni, il padre la mandò a vivere dalla nonna, in Inghilterra. La nonna muore dopo poco più di un anno. Nel mentre la ragazza ha imparato tanto ed è diventata più sicura di sè capendo cosa significa essere amati. Il padre è costretto a riprenderla con se, e la riporta in America, dove lei è nata, e la spedisce in collegio. Dal momento che io sono un vulcano di idee e che ho modificato questa trama diverse volte ci sono alcuni buchi narrativi che devo riempire. Nel collegio (devo ancora decidere che tipo di collegio ma all'inizio pensavo qualcosa a carattere militare) Elizabeth incontra il Maggiore Tatum (e qui non so a che età si possa diventare maggiore perchè il mio personaggio non dovrebbe avere nemmeno trent'anni), responsabiile del dormitorio della ragazza. Questo personaggio è nato, nella mia mente, come un alieno, proveniente dal pianeta Noremac (ho sempre voluto scrivere una storia con personaggi provenienti da altri pianeti!), non ho ancora deciso che tipo di capacità avrà ma una cosa è sicura, la sua specie - i noremiani - sono allergici agli umani. Qualunque scambio di saliva o fluidi corporei (tra i quali sangue) per loro è quasi fatale. Un bacio può farli svenire, o ammalare come se avessero l'influenza e il sangue è pressochè mortale. Sono piuttosto resistenti, invulnerabili a qualsiasi arma. Per esempio un coltello non li scalfirebbe ma se questo fosse imbevuto di sangue umano riuscirebb a ferirli. Hanno la vista notturna perchè nel loro pianeta è molto buio (devo studiare gli effetti di un pianeta senza sole). Hanno però sviluppato una tolleranza ai raggi UV vivendo sulla Terra, ma coloro che vivono ancora su Noremac ne sono vulnerabili. Durante un processo che devo ancora perfezionare Elizabeth viene infettata dal sangue alieno che, invece di farla morire, (no, non viene trasformata! nei paranormal romance tutte si trasformano in vampiro o ibrido e così via... ) le trasforma il DNA facendola diventare velenosa (o letale) sia per gli umani che per i noremiani. Questo perchè c'è un grande cattivo che sta cercando di creare un antidoto all'allergia che i noremiani hanno nei confronti degli umani. Se continuo a raccontare ne viene fuori un papiro ma queste sono le premesse. Gradirei i vostri punti di vista e per quanto ci tenga a creare una storia d'amore credibile vorrei creare personaggi e situazioni che lo siano. Grazie per essere arrivati a leggere fino a questo punto
  21. Fino a
    Il giorno giovedì 16 marzo a partire dalle ore 18.30, Francesco Pierucci racconta il suo romanzo presso la libreria iocisto di Napoli. Mi piacerebbe incontrare qualche mio compaesano del WD! SINOSSI Dopo il successo del suo primo romanzo Il passo in più, uno scrittore non riesce più a ritrovare l’ispirazione. Decide così di partire per un disperato viaggio on the road con la sua fidata Underwood Standard in cerca della creatività perduta. Durante il percorso a bordo della sua auto sgangherata incontrerà suo malgrado una serie di personaggi decisamente grotteschi tra cui uno sceneggiatore obeso, un falacrofobico con manie di grandezza e una pescivendola napoletana senza scrupoli. Tra fughe, risate, arresti e incidenti di ogni tipo, il protagonista vivrà un’avventura surreale dalle forti tinte cinematografiche che sarà difficile dimenticare. BIO Nato a Napoli nel 1989, Francesco Pierucci vive a Milano dove lavora come copywriter freelance. Grande appassionato di cinema, ha rappresentato l’Italia nella giuria internazionale del Festival di Venezia. Dopo aver collaborato a diverse antologie, ha pubblicato Dieci piccoli passi (La Gru 2011).Il passo in più è il suo primo romanzo.
  22. Fino a
    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” indice la IV^ Edizione del Concorso di Poesie, Filastrocche, Racconti e Fiabe “Libera la fantasia” ideato per tutti coloro che hanno voglia di dare sfogo alla potenza dell’immaginazione. News. Introdotta per le Poesie e Filastrocche la sezione a tema libero ed aggiunta la sezione Racconti e Romanzi a tema libero, per chi vuole mettere in rilievo ogni tipo di tematica! Inoltre, c’è la possibilità di mandare illustrazione con opera poetica o prosastica per le sezioni a tema fantasy. Inoltre, Quattro Prestigiosi Premi Speciali, ossia “Premio Miglior Testo a tema fantasioso Giuria Popolare”, “Premio Miglior Testo a tema libero Giuria Popolare”, un “Premio Assoluto della Critica” fra tutti i testi in gara e “Premio Miglior Giovane Autore”. Art. 1: Il concorso è articolato in quattro sezioni ed è aperto a giovani ed adulti italiani o stranieri. Età minima per partecipare: 16 anni. Età massima: nessun limite. Per ogni sezione è ammesso aderire con opere premiate o no in altri concorsi letterari. A) Sezione Poesie e Filastrocche a tema fantasy: si può partecipare con poesie o filastrocche edite o inedite in lingua italiana o vernacolo con traduzione che decantino la fantasia o che abbiano comunque come filone portante qualcosa di fantastico. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione con annessa poesia o filastrocca, in tal caso allegare copia disegno in formato jpeg 13 x18. B) Sezione Poesie e Filastrocche a tema libero: si può partecipare con testi editi o inediti in lingua italiana o vernacolo con traduzione a tema libero. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. C) Sezione Racconti e Fiabe a tema fantasy: si può partecipare con racconti fantastici e fiabe editi ed inediti. Sono ammessi anche libri editi di racconti e fiabe o e-book. E’ possibile aderire peraltro con sceneggiature, purché fantasy. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. N.B. E’ possibile inviare illustrazione con annesso breve racconto o fiaba, in tal caso allegare copia disegno in formato jpeg 13 x18. D) Sezione Racconti e Romanzi a tema libero: si può partecipare con racconti e romanzi editi ed inediti. Sono ammessi anche libri editi o e-book. E’ possibile aderire peraltro con sceneggiature a tema libero. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. E’ possibile seguire tutte le novità sul Concorso alla Pagina Facebook e alla Pagina Google entrambe intitolate: Concorso di Poesie, Filastrocche, Racconti e Fiabe “Libera la fantasia”. Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando il 31/03/2017. Per richiesta del bando completo, contattare il Presidente dell'Associazione, la dott.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: associazionelucedellarte@live.it. Recapito: 3481184968. Il sito dell'Associazione da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org