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Trovato 14 risultati

  1. Rimosso su richiesta dell'autore.
  2. Nome: Leggereditore Generi pubblicati: Letteratura femminile di vari generi, dallo storico, all’erotico, passando per il paranormal, l’avventura, il thriller, il romance, ma anche la letteratura tout-court. Modalità d'invio manoscritti: http://www.fanucci.it/pages/aspiranti-scrittori Tempi di lettura: dai 6 agli 8 mesi, rispondono unicamente in caso di interesse. Sito web: http://www.leggereditore.it/index.php Attualmente appartenente al GE Fanucci.
  3. Nome: Delrai edizioni Generi trattati: romance, distopico, fantasy, erotico, retelling, steam-punk, thriller e giallo Modalità di invio dei manoscritti: http://www.delraiedizioni.com/invio-manoscritti Distribuzione: Sito: http://www.delraiedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/delraiedizioni/?fref=nf Conosciuti alla fiera del libro di Torino, molto gentili... Per invio manoscritti le modalità sono indicate sul loro sito internet. I tempi di attesa per la valutazione si aggirano attorno ai 3 mesi, così mi è stato detto a voce ed è scritto anche sul sito. Casa editrice free. Qualcuno ha avuto esperienze con questa loro?
  4. commento Traccia mezzogiorno «Ci voleva proprio una gita fuori città, Remo. Così possiamo stare tranquilli, per una volta.» Laura Rizzoli era appena uscita dalla doccia, e si asciugava la cascata di capelli scuri. Il suo corpo snello e dalla carnagione olivastra, brillava nudo sotto la luce bianca delle lampade a parete che illuminavano la piccola baita. I piccoli piedi si mossero leggeri sul tappeto per raggiungere Remo che, steso sul divano, le fissava incantato il pube dal pelo sottile che danzava nel movimento dei fianchi. «Eh sì, ci voleva proprio» disse lui, «per fortuna sono riuscito a rubare la chiave della baita ai miei, così possiamo stare soli soletti. Spero solo che non se ne accorgano fino al mio rientro.» «Mh, ragazzo cattivo!» Laura piovve tra le braccia di Remo, e le loro bocche si incastrarono con passione. Il ragazzo aveva già i pantaloni gonfi. «Non sai che pena dover far finta di nulla quando siamo a scuola» disse lei specchiando gli occhi come perle scure in quelli marroni di Remo. «Fingere che tu sia un semplice allievo e io soltanto la tua supplente, evitare i tuoi sguardi…» «Lo so, dovrei smetterla di lanciarti certe occhiate. Ma sono solo uno studente ammaliato dalla sua bellissima insegnante, i miei ormoni sono giustificati!» Risero e si baciarono. Laura si corrucciò per un attimo. «Supplente, non insegnante. Prima o poi dovrò lasciare il posto.» «Ma continueremo a vederci lo stesso.» Fecero l’amore sul divano. Era la terza volta per loro. La prima era stata un veloce amplesso nel bagno della scuola, dopo l’ora di uscita, quando Laura colse la verginità adolescenziale di Remo. «Certo, pensare che a Roma gira questo Segatore, e che non riescono ancora a catturarlo… c’è da aver paura.» Laura commentava l’articolo del Messaggero, mentre sorseggiava il vino in attesa della cena. C’era una nuova vittima del killer soprannominato “il Segatore”, una donna uccisa nella sua cucina e tagliata a pezzi. Il numero degli omicidi saliva, e la polizia ancora non aveva cavato un ragno dal buco. “Siamo terrorizzati anche noi, come tutti i cittadini” aveva dichiarato il commissario Banzi. Remo le rispose dalla cucina: «Già, pensare che esistono certi maniaci mette i brividi. Molla il giornale, dai, godiamoci il nostro momento.» Cenarono leggeri, con un occhio di riguardo alla linea impeccabile di Laura. Finito a tavola, si spostarono davanti alla finestra a guardare il paesaggio, Remo che cingeva da dietro la sua bellissima supplente. I quindici anni che li separavano erano annullati in quel momento di intima convivenza. Fuori, la neve scendeva lenta, leggera, attecchiva poco sull’erba verde che circondava la baita, e gli alberi sullo sfondo, fitti e scuri, sembravano lì per metterli al riparo da qualsiasi occhio indiscreto e da ogni possibilità di scandalo. «Magari potrei approfittare delle nostre scappatelle qui per fare esercizio con la carabina» disse Laura, che lontana dagli impegni scolastici praticava il tiro a segno sportivo. «Sì, potremmo disegnare dei bersagli sugli alberi. Per te qualsiasi cosa» disse Remo. Lei lo baciò, poi si mosse felina verso il bagno, lasciandolo momentaneamente solo con il suo desiderio. Poco dopo, il rumore dell’acqua divenne un sottofondo che creava un’attesa eccitante. Uno scatto metallico distolse Remo dai suoi pensieri. Ne sentì un altro, proveniente dalla porta d’ingresso. Remo si accigliò nel sentire alcuni scricchiolii sparsi all’interno della stanza; forse era il parquet, ma potevano provenire anche dalle pareti in legno. Sospirò con fastidio pensando ai topi. Era un po’ che la baita non veniva usata, di certo i topi ne avevano approfittato, e adesso doveva dargli la caccia per non far spaventare Laura e rovinare così il loro week end. La schiuma si gonfiava fuoriuscendo dalla spugna stretta tra le mani, per poi scivolare in basso sotto la spinta liscia dell’acqua calda. Laura strofinò con leggerezza la pelle delle cosce e del sedere tondo, lasciò che la schiuma le coprisse i piccoli seni e piegò la testa all’indietro sotto lo scroscio della doccia. L’occhio che la scrutava attraverso il buco della serratura batteva le palpebre con nervosismo. Stava lì dietro la porta da diversi minuti a godersi lo spettacolo, assorbito dalla sensualità di Laura che si muoveva sinuosa tra i vapori e gli schizzi, e che ora offriva una visuale della schiena perfetta, con l’acqua che convergeva tra le natiche formando una piccola cascata. Laura mise l’accappatoio rosa e diede una rapida controllata nello specchio al proprio volto esotico, frutto del genoma indiano ereditato dalla madre. Sorrise pensando a Remo che l’attendeva. Uscì dal bagno e trovò le luci spente e un silenzio inaspettato. «Remo?» Nessuna risposta. Laura camminò lenta verso il tavolo al centro della stanza, l’unica illuminazione era quella flebile che penetrava attraverso i vetri delle finestre. «Remo, sei in camera?» La camera da letto era a destra, e Laura si diresse da quella parte scrutando la penombra. «Va bene creare l’atmosfera, ma potevi accendere qualche candela almeno.» Raggiunse la porta della camera e aprì. Fu investita da qualcosa che crollava in pezzi, come se avesse urtato delle scatole incolonnate con scarso equilibrio. Le sfuggì un grido di sorpresa, che divenne urlo di terrore quando si chinò a raccogliere da terra uno di quegli strani oggetti e si trovò tra le mani la testa di Remo. Mentre urlava, sentì tra le dita i capelli ricci del ragazzo, e l’umido appiccicaticcio del sangue. Senza capire bene cosa faceva, mollò di scatto la testa e raccolse altri pezzi dall’ombra: una mano, le braccia, le caviglie, i piedi. C’ era tutto Remo sparso sul parquet. Laura annaspò all’indietro, si voltò e corse verso l’uscita. Picchiò duro contro il tavolo, rimbalzò tra le sedie, finì contro la porta d’ingresso, le mani tremanti sulla maniglia. Non si apriva. Spinse per forzarla, ma la porta era chiusa a doppia mandata. Tentò allora di aprire una delle finestre per poter scivolare fuori, ma anche quella risultò bloccata. Lo erano tutte, chiuse, serrate, non si sollevavano. Fuori la neve era aumentata d’intensità, la barriera di alberi ora sembrava il muro di una prigione. La mano inguantata avanzò verso di lei e l’afferrò per l’accappatoio. Laura si divincolò e l’accappatoio si aprì, scoprendole il davanti, mentre la sagoma dell’uomo sollevò una lama dentata pronta a colpirla. D’istinto, Laura si gettò di corsa verso la camera da letto, cercando di non guardare Remo sparpagliato come i pezzi di un puzzle. Chiuse la porta e girò la chiave. Rimase immobile per qualche istante, le mani tra i capelli bagnati, i seni turgidi. Vide la maniglia cominciare ad abbassarsi, una, due volte, finché non prese a fare su e giù con rapidi colpi, mentre la porta veniva percossa da tonfi sordi. Laura si guardò intorno; la finestra della camera era un riquadro in alto, con una inferriata che sporgeva verso l’esterno. Frugò allora nella cassettiera, in cerca di qualche oggetto da usare come difesa. Aprì l’armadio e sussultò in un moto di gioia: una doppietta da caccia era agganciata all’anta destra. La prese, si concentrò per calmarsi e riuscì a maneggiarla abilmente. La porta continuava a essere colpita, la maniglia a essere scossa. Laura trovò le cartucce del fucile dentro una scatola sul fondo dell’armadio. «Adesso me la paghi» disse mentre caricava la doppietta. Puntò verso la porta e sparò. I due colpi aprirono un grosso otto fumante nel legno. Attraverso i due buchi, Laura vide la sagoma del Segatore barcollare contro il muro e scivolare a sinistra. Ricaricò la doppietta e si fece avanti, cauta, la canna d’acciaio puntata. Aprì la porta e poggiò il calcio sulla spalla destra. Camminò di nuovo tra i resti di Remo, inseguendo un lamento affannato. Trovò il Segatore pigiato contro la porta. La stava aprendo. Nel momento in cui la neve penetrò nella baita insieme al soffio del vento, Laura esplose due colpi, e un getto scuro schizzò dal petto dell’assassino. La forza degli spari lo gettò fuori, con la faccia sull’erba.
  5. Immagine di copertina: Titolo: SEXSPOTTING Autore: Alea Corini Collana: Casa editrice: ErosCultura ISBN: 9788869360800 Data di pubblicazione: 16 luglio 2016 Prezzo: 4,99 € in formato digitale, 11,49 € in formato cartaceo solo su Amazon CreateSpace Genere: Young Adults Erotico Pagine: 186 Estratto del libro e Quarta di copertina: UNDICESIMO VAGONE «Ciao Marco». Ohmammamia la “scimmietta". «Ciao Cristina, come va? Ė un tot che non ci si sente». Il mio amico “nome noto” mi aveva messo al corrente che Cristina e il graduato si erano lasciati, ma mai avrei supposto che mi avrebbe cercato. L’istinto mi diceva di buttare giù il ricevitore. Le diedi una chance. «Vero. Sai, avevo un ragazzo fisso… Comunque non ti sto telefonando per uscire con te: a me piacciono i maschi che cercano, non che si fanno cercare». Seee. «Volevo solo invitarti sabato mattina alla sfilata delle acconciature presso il professionale». «Devo votare la tua acconciatura?» “Per forza hai bisogno di voti, sarà una roba inguardabile”, pensai. «Nooo, sono già arrivata terza. Le mostriamo al pubblico. Sai, finito l’anno dobbiamo iniziare a cercare lavoro. Meglio se ci si fa conoscere già. E poi, sarà pieno di ragazze, vuoi mettere». L’ultima frase me la sussurrò via cavo come se, dicendo quella, potessi solo rispondere di sì. «Dai, vengo con alcuni compagni allupati. Ci vediamo sabato mattina». Anche se poco allettato, restava sempre una buona scusa per fare fughino. I corridoi della scuola brulicavano di esaltate. La sfilata c’era stata alle dieci, noi eravamo arrivati alle undici, ma c’era ancora il pienone di gente. Ed erano tutte ragazze! I miei compagni giravano tra di loro, eccitati al massimo. Ragazze in reggiseno o addirittura in mutande, che urlavano in visibilio alle amiche in visibilio. Si trattava delle “modelle” della sfilata: tutte le bellone di sedici, diciassette anni della città, pettinate a puntino, che davano una mano alle amiche future parrucchiere a farsi conoscere. Presentarsi con la modella migliore aumentava le possibilità di essere notate. Se Cristina aveva usato la “bisteccona” come modella, auguri! «Ciao Marco!» Mi girai convinto di trovarmi di fronte la “scimmietta”, magari ben agghindata. E, invece, rimasi a bocca aperta. Chi mi stava sorridendo era una strafiga con un taglio di capelli da urlo che le evidenziava i lineamenti del viso. Oltre a sorridere stava anche dicendomi qualcosa del tipo “sono contenta che sei venuto”. Non l’ascoltai nemmeno, rapito com’ero a fissarla. «Teresa! Sei bellissima». … QUARTA DI COPERTINA Sotto le mentite spoglie di Alea Corini non si nasconde un autore al suo primo romanzo YA erotico, bensì un barman acrobatico. Per creare il suo cocktail è partito da una base composta da fasti e delusioni dell’adolescenza. L’ha mischiata con quelli di amiche, amici e conoscenze dell’epoca. Per alzare il tasso alcoolico-erotico ha versato alcune gocce di “sarebbe potuto essere” e “sarebbe stato bello fosse”. Infine ha shakerato il tutto con innumerevoli evoluzioni di fantasia e umorismo. Il risultato è Sexspotting. Link all'acquisto: in digitale: http://www.eroscultura.com/prodotto/sexspotting/
  6. Nome: Smasher Edizioni Generi: Narrativa, Poesia, Erotico, Saggistica, Narrativa sperimentale Modalità di invio manoscritti: http://www.edizionismasher.it/pubblicaconnoi.html Distribuzione: http://www.edizionismasher.it/distribuzionelibrerie.html Sito web: http://www.edizionismasher.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionismasher/
  7. Nome editore: Borelli Editore Generi pubblicati: Erotismo al femminile Invio Manoscritti: inviare un sunto dell'opera all'indirizzo info@borellieditore.it Distribuzione: non specificata Sito: http://www.borellieditore.it/ Facebook: https://it-it.facebook.com/BorelliEditore/
  8. Nome: Diamond Editrice Generi valutati: narrativa, racconti, erotico, storia, gialli Invio Manoscritti: http://www.diamondeditrice.eu/leggimi-e-sarai-letto/ Distribuzione: circuiti Feltrinelli e Centri Euronics Andreoli Spa Sito: http://www.diamondeditrice.eu/ Facebook: https://www.facebook.com/pages/Diamond-Editrice/257433537753539?fref=ts Per poter proporre all'editore un manoscritto (quindi essere letto per poter eventualmente accedere alla selezione dei testi da pubblicare) è obbligatorio comprare un libro del loro catalogo e darne dimostrazione mediante email, come specificato qui
  9. prompt di mezzanotte commento «Che entri il pachiderma!» La porta damascata sulla mia destra viene spalancata e nella stanza fa il suo ingresso un elefante in carne e ossa. Sulle sue possenti zanne sono state montate due corde nodose e resistenti, spruzzate d’oro, che sorreggono una tavola di ebano. Sull’originale e preziosa altalena se ne sta seduta una donna nuda, dal corpo completamente dipinto di bianco, il cui canto argentino risuona in ogni angolo dell’enorme stanza. L’elefante cammina a rilento, ma ogni volta che termina un passo e le zampe battono sul pavimento mosaicato, tutto trema. Posso sentire persino il mio stomaco vibrare, mentre butto giù uno shot dopo l’altro. Non appena l’animale arriva all’altro capo del salone, ecco che fanno il loro ingresso dei coloratissimi trampolieri. Il loro abbigliamento sgargiante si compone per lo più di mantelli fatti di piume variopinte e nei loro volteggi incrociati fanno comparire nell’aria prima un pavone, poi un colibrì, quindi un’upupa. Il dubstep assordante di sottofondo si blocca nei momenti precisi in cui gli uccelli si materializzano e un trio di archi ne riproduce fedelmente il verso. «Questi cinesi arricchiti non badano a spese, eh? Cercano a tutti i costi di piacere a noi occidentali e il risultato è, come dire, kitsch?» Una donna mi guarda dall’alto della sua coppa “margarita”. Ha gli occhi troppo distanti uno dall’altro e, cosa che mi infastidisce ancor di più, le braccia davvero esili. Odio quando la natura non si impegna. «Cara, credi davvero di avere le potenzialità per finire a letto con me? Con questi presupposti il processo per l’acquisizione di una minima onestà intellettuale mi sembra lungo e tortuoso, ma io posso aiutarti: la compassione è una delle mie doti migliori.» L’essere sproporzionato capisce che non è aria e si allontana. La saluto con la mano destra e aggiungo: «Ho adorato l’elefante!», quindi mi ributto su shot e tartine al caviale, gli unici eccessi che concedo a quel tempio che è il mio corpo. Faccio l’accompagnatore di professione e intrattengo allo stesso modo uomini e donne, purché paghino il mio corposo cachet. Quello che assicuro ai miei clienti è un servizio extralusso ed è mia premura tenere degli standard altissimi. Mi muovo dunque con discrezione fra yatch ancorati al largo delle Seychelles, manieri del nord Europa e ville della west coast statunitense, alla ricerca del party più esclusivo e dei pesci più grossi. All’inizio prendevo tutto, ma il tempo mi ha insegnato prima a essere selettivo, poi iper selettivo, infine maniacale. Ora preferisco persino restare senza lavoro per qualche tempo, se non trovo nessuno che risponda ai canoni estetici che richiedo. Oggi ad esempio credo che continuerò a vagare in questa villa di Shangai, buttando giù il rum divino che i camerieri fanno circolare fra gli astanti. Bao Hu Jie, leader della “Tomorrobot”, start up di robotica numero uno al mondo, ha voluto festeggiare il raggiungimento del valore record di nove milioni di euro in borsa della sua compagnia, con una festa colossale. Mi sono procurato l’invito con l’intento di intercettare il maggior numero possibile di uomini di potere, ma finora sul piano estetico è stato un misero fallimento. «Sapevo di trovarti qui.» Un uomo di una decina d’anni più vecchio di me mi ha messo una mano sulla spalla. «Ci conosciamo?» Sorride ed è un bel sorriso, disteso. «Ti direi di sì, ma mentirei. Io so tutto di te, ma in definitiva tu non sai nulla di me. Se ti chiedessi di seguirmi, lo faresti? Non posso più aspettare.» Nei suoi occhi c’è un riflesso strano. No, non posso andare con lui. E invece le gambe lo seguono, oltre gli ultimi volteggi dei trampolieri, oltre i pavimenti mosaicati, fino a dei lussuosi bagni dai marmi multicolore. Si guarda attorno con circospezione, ma sulla sua faccia c’è sempre quel sorriso rassicurante che mi ha conquistato. Poi mi fa una cosa che nessuno osava farmi da tempo immemore: mi ficca la lingua in bocca senza chiedere, mentre con i palmi delle mani mi spinge delicatamente contro la parete. Restiamo così per un tempo indefinito e io ci sto, perché il suo sapore e il suo odore sono insieme passione profonda e tenero ricordo di qualcosa che la mia mente ha ben presente, ma non riesce a focalizzare. Quando la sua mano va a infilarsi nei miei pantaloni di lino, finalmente riprendo coscienza del tempo e dello spazio e riesco a fermarlo. «Tutto questo ha un prezzo che possono permettersi in pochi» sussurro con poca convinzione nel suo orecchio sinistro. Quello, continuando imperterrito l’attività carnale con una mano, con l’altra tira fuori dalla propria tasca un American Express Centurion Card uguale a una delle mie, quindi la rimette a posto e mi piazza un indice sulle labbra. «Fai solo un cenno con la testa per rispondere. C’è una stanza in questa villa in cui possiamo oltrepassare il limite?» Io alzo e riabbasso la testa un paio di volte, quindi lo prendo per mano e lo trascino dietro di me, al secondo piano. Totalizzante. Non facevo del sesso di qualità così alta da non so più quando. Ha dettato legge prima lui, poi ha lasciato l’iniziativa a me, quindi ancora lui e infine ci siamo uniti in un unico corpo vibrante. Ha saputo quando spingere e quando rallentare, quando osare e quando no. Me ne sto disteso e nudo, con il petto arrossato, a contare le goccioline di sudore fra i capezzoli, prodotto ultimo di una passione bruciante. Il respiro è ancora corto e irregolare, ma ho bisogno di capire, indagare. «Ci credi se ti dico che non l’ho mai fatto con nessuno… Così? È stato… Non saprei come definirlo.» «Lo credo bene» dice lui in un sussurro. Se ne sta allungato sul fianco sinistro, con il solito sorriso disteso sul volto, ma mi osserva con attenzione, quasi a voler esaminare il mio corpo, a voler imprimere nella memoria le mie forme. «Chi sei?» L’ho chiesto davvero? E perché con un tono d’un tratto stridulo, insicuro? «Non vuoi saperlo. Non ti interessa.» Lui parla in modo bonario, che scansa l’indagine e aumenta il mistero. «E invece sì, perché io…» Mi porto una mano davanti alla bocca. Sul serio stavo per dire “Ti amo”? Sulla base di cosa? Partendo da quali presupposti? Ho vissuto relazioni di ogni forma, colore e intensità. Sto sul serio perdendo la testa per un brizzolato sul viale del tramonto? No no, riprenditi, David. Tu ci lavori con i sentimenti e li soggioghi. Non ti fai soggiogare. «Fai sempre così, lo sai? Dopo esserti fatto trascinare, ti crucci e ti perdi in mille pensieri. Anche il mese scorso, prima che ti svelassi chi ero, ti sei rabbuiato in un modo… Ma eri ancora più sexy, lo sai? O forse dovrei dire “eravamo”? Non so più bene nemmeno io come definire tutto questo. Gli amici del mio tempo mi implorano di smetterla, ma ormai è come una droga.» Lo osservo a lungo, soppesando ogni sua parola una seconda volta nella mia testa, prima di formulare una risposta. Alla fine mi esce fuori solo un incerto: «Non credo di capire.». Il mio amante allora si tocca un punto dietro l’orecchio destro e per poco non svengo dall’emozione. I suoi connotati si muovono sulla faccia e nel giro di un paio di secondi danno vita a un nuovo volto: il mio, invecchiato di dieci anni. «Tu sei…» «Te.» «P-perché?» «Perché quando la perfezione non trova più un confronto degno, può solo riflettere su sé stessa. Altri dieci anni di relazioni insoddisfacenti, mi hanno portato a elaborare questa follia e le nuove tecnologie di viaggi intertemporali ne hanno permesso l’attuazione. Questa è la diciannovesima volta che torno indietro e giaccio con te, il me stesso all’apice della prestanza fisica e del vigore. Un dio in terra.» Non so cosa rispondere. Sento che il cervello sta per friggere, tanto è lo sforzo che gli si chiede per elaborare una simile mole di assurdità. «Perdonami, ma adesso dovrò cancellarti di nuovo i ricordi di questi eventi, per evitare complesse ripercussioni.» Faccio un cenno di assenso meccanico, innaturale, poi gli metto una mano sul polso. «Prima che tu lo faccia, voglio togliermi un peso: mi amo infinitamente.»
  10. Nome: Stampa alternativa Genere valutati: Inchiesta giornalistica, Saggistica(anche musicale), Erotismo, narrativa Pubblicazione: Senza contributo Invio manoscritti: http://www.stampalternativa.it/manoscritti.php Distribuzione: http://www.stampalternativa.it/librerie.php Sito: http://www.stampalternativa.it Facebook: https://www.facebook.com/stampaalternativa.nuoviequilibri
  11. Nome: Eroscultura Generi: Erotico Modalità di invio dei manoscritti: http://www.eroscultura.com/pubblica-il-tuo-racconto/ Distribuzione: attraverso il sito o le principali librerie on-line Sito: http://www.eroscultura.com/ Dal loro sito web, pagina chi siamo: Ci sono stati segnalati da un utente per email, li abbiamo contattati. Ci rispondono di non chiedere contributi, di pubblicare ebook sui maggiori canali distributivi online e di sottoporre i testi ad accurato editing.
  12. Nome: Golena Generi: Saggistica, Erotico, Narrativa Modalità di invio manoscritti: email Sito Web: http://www.golenaedizioni.com/ A giorni pubblicherò con loro. Si tratta della rinascita editoriale della storica Mala Tempora (già a suo tempo presente nella lista free), che chiuse circa un paio di anni fa. Pur personalmente certo della loro correttezza, ve la sottopongo come da regolamento.
  13. Nome: Lite Editions Generi valutati: storia (antichi amori), cucina, narrativa romantica, pulp: racconti hard boiled, gotico, poliziesco, dark e horror, gialli, fantasy e fantascientifico Invio manoscritti: https://liteeditions.wordpress.com/2011/10/24/per-proposte-informazioni-e-contatti/ Distribuzione: digitale. E' possibile acquistare i loro libri direttamente dal sito Sito: https://liteeditions.wordpress.com/ Facebook: /
  14. Nome: Graphe Generi valutati: cucina, narrativa in formato e-book, linguistica, erotismo, poesia, saggistica, spiritualità Invio manoscritti: Al momento non accettano manoscritti come specificato qui: http://www.graphe.it/contattaci.html Distribuzione: http://www.graphe.it...tribuzione.html Sito: http://www.graphe.it/ Facebook: https://www.facebook.com/Graphe.itEdizioni