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  • Il mito dell'amore perduto


    Jaquiline

    C’era una volta una principessa che durante un ballo in maschera si invaghì di un baldo giovane ed intelligente principe. Molti erano i sovrani che lo chiamavano a corte per ricevere delle lezioni private da lui. Egli conosceva dalla matematica, all’astronomia, dalla storia alla letteratura e sapeva parlare perfettamente già cinque lingue. Era anche molto ambito da molte altre principesse.

    Lui però quella sera scelse lei e i due, durante vari incontri e conversazioni si conobbero sempre meglio. Lui scoprì che seppur lei avesse dei difetti come le mani molto piccole e un occhio cieco, era molto profonda ed empatica. Aspirava ed emanava emozioni e lui non aveva mai conosciuto nessuno di simile a lei. Così si fecero svariate promesse molto allettanti ed assieme iniziarono a programmare ed organizzare la loro vita futura.

    Un giorno però il principe mise la principessa in un bivio e le chiese di scegliere se scappare con lui, oppure rimanere con la sua famiglia ed attendere che arrivasse un altro pretendente a sposarla e prendersi le responsabilità della famiglia. Lei era indecisa, ma dato l’amore folle che aveva nei suoi confronti e il fatto che lui aveva la smania del viaggiare, alla fine scelse di scappare con lui.

    Così presero un calasse e a guidarlo vi misero a destra il giovane cavallo della principessa, e a sinistra quello vecchio del principe e partirono. Durante il viaggio parlarono molto di argomenti a cui serviva sia l’intelligenza che la sensibilità e la profondità, degli argomenti che la gente avrebbe ritenuto ambigui e troppo strani, ma a loro piaceva! Sapevano che non esisteva nessun’altro al mondo eccetto loro due con cui potevano parlarne.

    Però ad un certo punto, il giovane principe si buttò giù dal calesse, dato che sugli argini della strada aveva visto una ragazza ancora più bella.

    La principessa si ritrovò tutto ad un tratto a dover prendere in mano anche le redini del vecchio cavallo del principe, almeno fino a quando non sarebbe morto anche lui.

    Quando arrivò a destinazione, vide che in realtà il principe la voleva portare in un capanno in rovina, al cui interno vi era già pronto un letto.

    Osservò il suo corpo, e capì che al principe non gli era mai importata la sua essenza, ma sempre e solo la sua apparenza e lei a differenza di molte altri fanciulle, possedeva un busto abbastanza sporgente.

    Capito l’arcano, lei risalì al calesse e riprese in mano le briglie. Non are amareggiata e nemmeno triste. Con questa esperienza capì molte cose come per esempio che l’essere intelligenti non significa per forza essere profondi ed aperti mentalmente. In seguito  ritorno a casa a testa alta, dato che lei non era colpevole ne di infedeltà, ne di menzogna, alla fin fine lei fu sempre rimasta fedele al suo cuore e ai suoi valori. Infatti quando arrivò a palazzo e raccontò la sua esperienza, la stimava che la gente aveva nei suoi confronti aumentò.

    E lei visse felice e contenta


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