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  • Favola d'amore tra Vita e Morte


    Jaquiline

    C’era una volta,

    prima ancora che alcun essere vivente ebbe origine, un tempo in cui Vita e Morte si amavano follemente, dato che essendo totalmente diversi come lo yin e lo yang si completavano a vicenda.

    In seguito arrivó un giorno in cui dal loro immenso amore nacquero degli essere umani. Vita era la madre di tutti ed essendo molto premurosa illudeva tutti gli umani, pur di non vederli soffrire per cose che accadevano nella realtá, di cui era di competenza di suo padre: Destino. Ragion per cui lei diede ai suoi figli la capacitá di immaginare e sognare. Tutti erano felici e Vita continuava a dare luce ad altri esseri umani finché il mondo divenne sovrafollato e si rischiava di uccidere tutto quello che vi era nella Terra.  Morte capí la gravitá del problema, cosí mentre la moglie dormiva egli scese in terra e uccise un umano. Il dí seguente a causa del lutto furono tutti afflitti, tanto che alcuni morirono di crepacuore. Vita assieme a tutti gli essere viventi si arrabbió moltissimo con Morte tanto che tutti, compresa lei, lo iniziarono ad odiare.

    Quando il pianeta Terra concluse la sua evoluzione e tutto finì, Vita tornò da Morte e gli chiese: “Perchè quella volta avevi ucciso?” e lui, dopo aver preso un gran sospiro le rispose:” Perchè ti amo e non volevo farti soffrire!” Lei mezza seccata e certa che la sua risposta avrebbe vinto e che quella sua di Morte fosse solo una scusa patetica per farle brillare gli occhi da perfetta innamorata gli disse:” Ma alla fine hai preferito farmi deprimere, altro che rattristare!” Morte in quel momento capì che lei non aveva inteso la gravità del problema quella volta, quindi le prese le mani dolcemente e le rispose sempre con gentilezza e con voce soffice: ” La Terra era sovrapopolata e se continuavi a mettere al mondo persone sarebbe accaduta una catastrofe!” e lei subito di rigetto:” Beh catastrofe, su dai non farne una tragedia!” e lui:” Beh se tu non consideri tragedia il fatto che un’intera popolazione mondiale poteva morire tutto ad un tratto…” Lei realizzò solo in quel momento la gravità del problema così balbuziente e in lacrime si avvicino a lui e si scusò dicendo:” Adesso ho capito! Scusami amore, davvero scusa!” e lui:” un evento così ti avrebbe distrutta in maniera troppo brusca e non era quello il momento, di certo non durante la giovinezza del pianeta. Finalmente lo hai capito!” “inoltre tutti dovrebbero aver il diritto di vivere e godere della tua bellezza e luminosità che rifletti tutti i giorni per loro sulla Terra no? Quella era l’unica soluzione! L’unica! Ti amo ancora molto tesoro. Adesso ti prego stammi accanto, questo vuoto e questa immensa solutudine spaventa molto anche me.” Lei gli andò vicino e lo stinsse forte e lui perse tutto il vigore e la freddezza che fa parte di ogni uomo, e si perse  in un immenso pianto. Le lacrime che aveva reciso dentro di se per tutto quel tempo erano molte e pian pianino stavano cancellando tutto, anche loro stessi; perchè ormai era tutto finito: la terra era spoglia non vi erano più i mari, ne le praterie, ne le case, ne gli animali ne le persone. Il pianeta aveva terminato il suo percorso e pure Vita, Morte e Destino.


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