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Bilbo

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  1. Ciao a tutti, mentre scrivevo mi sono accorto di aver usato per alcune frasi usando il passato remoto e l'imperfetto ed altre utilizzando il passato prossimo e l'imperfetto. E' un errore? E' possibile alternare l'uso di questi tempi verbali? Inoltre mi sono accorto che il passato remoto appesantisce la narrazione in prima persona( Il narratore è un adolescente). Tuttavia, i fatti narrati sono già accaduti. Secondo voi è possibile sostituire la combinazione di passato remoto e imperfetto con il passato prossimo e imperfetto? Alcuni esempi per spiegarmi meglio: "Forse tutto è cominciato quando io, mamma e papà ci trasferimmo ad Aurora" cambiata in "Forse tutto è cominciato quando io, mamma e papà ci siamo trasferiti ad Aurora" "Uscii di casa senza svegliare nessuno, passando per il garage ..." cambiata in "Ero uscito senza svegliare nessuno, passando per il garage ..." "Per un attimo pensai ai miei amici, alla scuola e alla città." cambiata in "Per un attimo ho pensato ai miei amici, alla scuola e alla città." Scusate la domanda un po' contorta ma questo dubbio mi sta mandando fuori di testa!
  2. Ciao a tutti, cosa ne pensate di questo master? Credete che per un ragazzo che vorrebbe lavorare nel mondo dell'editoria sia il percorso di studio giusto? Sembra essere molto valido, qualcuno ha esperienze al riguardo?
  3. Ciao! Il servizio di consulenza/lettura gratuita è rivolto anche ai racconti? Ho provato a chiedere direttamente a loro con un messaggio su facebook ma non mi hanno risposto
  4. Come proporsi? Non ho idea di come scrivere l'email...
  5. @Niko noncinema hocinema capito se devo scriverti qui o in privato.. nel dubbio ho fatto entrambi
  6. Ciao a tutti, conoscete case editrici che accettino proposte per diventare lettori (anche gratuitamente) per i manoscritti e il materiale che ricevono? Credo che sia un buon modo per entrare nel mondo degli "addetti ai lavori" dell'editoria. Come proporsi?
  7. The Knick merita tantissimo secondo me.
  8. Rabbia di Chuck Palahniuk, amo il suo modo di scrivere!
  9. Benvenuto!
  10. Benvenuta
  11. COMMENTO: http://www.writersdream.org/forum/topic/26979-akai-parte-1x/?p=474109 Questo è un "pezzettino" di una storia che sto scrivendo in prima persona al presente. Vorrei sapere cosa ne pensate Accetto consigli di qualsiasi tipo Il giorno del mio diciassettesimo compleanno, quando rientro a casa dopo la scuola, scopro che mia madre ha avuto la pessima idea di organizzarmi un festa a sorpresa. Così, mi ritrovo in soggiorno insieme ai miei due migliori amici e un ragazzo con problemi di salivazione. «Che bella sorpresa!» mento. Cerco di sembrare contento. Non mi sono mai piaciute le feste di compleanno, non viene quasi nessuno alle mie. «Tanti auguri amore mio!­» strilla mia madre venendomi incontro. Mi abbraccia tutta emozionata. Forse non si è accorta di quanto sia un fiasco la festa. Mi bacia a ripetizione sulla fronte, un bacio per ogni mio anno di vita. Lo fa fin da quando ero piccolo. E’ imbarazzante. Resto in apnea per tutta la dimostrazione di affetto materno. Finalmente, dopo aver dato il diciassettesimo bacio mi lascia andare. Poi mi fanno gli auguri Omar e Laura, i miei migliori amici. Io e Omar ci conosciamo da sempre. Facciamo contrasto quando siamo vicini, io pallido come il latte e lui color caffè. Caffelatte ci chiama sua madre. All’inizio le nostre madri non si piacevano, poi con il tempo sono diventate amiche. Invece Laura l’ho conosciuta alle medie. La prima cosa che noti di lei sono i grandi occhi castani, incastonati in un faccino appuntito che toglie il fiato. I capelli neri mettono in risalto la pelle leggermente pallida. In poche parole è una gran bella ragazza. Omar ne è innamorato e lei lo sa, ma lo lascia sulle spine. Mi saltano addosso e mi abbracciano stringendomi tra loro. Contraccambio con tutta la forza che ho. «Auguri Al» dicono insieme. «Siete i migliori» rispondo sorridendo. Sono felice che siano venuti, riescono sempre a tirarmi su di morale. Poi mi fa gli auguri (tra uno sputo e l’altro) Teo, un ragazzo gobbo e occhialuto che ho visto si e no due volte alla mensa scolastica. Devo ricordarmi di lavarmi la faccia appena posso. Dopo aver salutato gli ospiti, la festa a sorpresa è ufficialmente iniziata. Pizzette e bevande zuccherate sono l’attrazione principale. Teo si ingozza come un maiale sopra la ciotola delle patatine. Se ne sta per i fatti suoi, si guarda intorno ma non dice niente. Comunque sia, mi tengo a distanza di sicurezza. Poco dopo arriva la torta di compleanno, con ben diciassette candeline pirotecniche. Un'altra usanza di mia madre. Ne mangiamo tutti una fetta, Laura fa i complimenti a mia madre per la torta. Omar le stringe addirittura la mano. Teo se ne va dopo pochi minuti senza salutare. Con la pancia piena, ci accasciamo sul divano. Mia madre annuncia che ha un video da mostrarci. Tira fuori dalla borsa un DVD intitolato “Mio figlio Alphonse” e lo infila nel lettore. Inizia la cinematica. Eccomi a quattro anni nudo come un verme mentre corro avanti e indietro in una spiaggia. Urlo ai passanti che camminano per la battigia: “Ci sono i granchi! Quanto sono belli i granchi!” Poi mi tuffo in mare. Il DVD finisce con mia madre che mi prende in braccio e mi da un bacio in fronte. Omar non riesce a trattenersi e scoppia a ridere. Laura mi guarda e fa una faccia buffa. *** Dopo aver chiacchierato con mamma delle imminenti vacanze estive, andiamo al piano secondo piano. Entriamo nella mia camera. Magliette, pantaloni e scarpe sono dappertutto. Sulle mensole, sotto il letto e sopra la play station. Faccio spazio nel letto e ci sediamo. «Che facciamo?» chiedo. «Amico, la vera festa è stasera. Tua mamma ci ha dato il permesso per dormire qua» annuncia Omar. «Maratona alla play?» «Speravo in qualcosa di più divertente» «Ehi, stasera ci sono anche io. Che nessuno si infili nel mio sacco a pelo» scherza Laura. «Omar è la tua occasione!» Esclamo. Un rumore di cose che si rompono interrompe la conversazione. Ci alziamo e andiamo alla finestra. La casa davanti alla mia, che era in vendita da ormai tre anni aveva trovato dei nuovi proprietari. Una ragazza, che sembra avere la nostra età, aveva fatto cadere uno scatolone. Invece di raccoglierlo gli tira un calcio. Poi un altro. Poi se ne va in casa. «Hai una nuova vicina di casa» dice Laura. «Sembra carina, vai a parlarle Don Giovanni!» Dice Omar mentre mi da una pacca sulla schiena. « Ma non la conosco nemmeno! Cioè, vorrei ma adesso non mi va okay?» bisbiglio, come se quella ragazza potesse sentirci. «Che timidone che sei» Laura mi sorride. «Ho voglia di guardare un film vi va? » Così concludo il discorso “nuova vicina”.