simone volponi

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Tutti i contenuti di simone volponi

  1. Mi chiudo in un Sarriano silenzio stampa, che già... e ho detto tutto.
  2. A proposito: "Sì, sì, ma l'importante è fare bene, per il gruppo, il mister, i tifosi, la società, ma pensiamo partita per partita. Le scelte le fa il mister, io mi metto a disposizione del mister, e poi decide lui. Noi daremo il massimo."
  3. Traditore, vai con il tuo Tavecchio, ci vediamo sul campo (se mi convocano)
  4. Non sono un leader, sono uno scarpino anarchico, un Bauer diciamo, ma non gioco in porta, preferisco lo sfondamento. Per chi fosse agli estremi, a corto di idee, e se dovete battere il Giappone in finale, mandate pure una messaggera in bikini per convocarmi.
  5. Partecipo, regolamento a parte. Tiè, guarda che coordinazione!
  6. commento Traccia mezzanotte Il dottor Spoiler scrutava sempre il cielo perché sapeva che era da lì, dalle profondità dello spazio, che piovevano pericoli e terrori. La folta barba malinconica, il corruccio fisso in volto di chi spende la propria vita a riflettere, aveva sempre ravvisato prima di chiunque altro l’arrivo degli astro orrori. Ma stavolta era diverso. L’attacco atomico nordcoreano era stato devastante e in Giappone aveva fatto affiorare una nuova isola. Non aveva ancora un nome, il mondo era troppo preso dalle conseguenze catastrofiche per battezzare quella massa informe di rocce e alghe smisurate. Ma dalle caverne dell’isola erano usciti dei terribili kaiju e i giapponesi chiedevano aiuto. Solo l’Italia poteva intervenire, solo il team Power Cosplayers del dottor Spoiler era in grado di arginare la forza distruttrice dei kaiju. Si rivolse al robottino Spam. «Li hai contattati? La tempestività del nostro intervento si sta trasformando in un imbarazzante ritardo.» Gli occhi a orologio di Spam erano luminosi, le lancette giravano frenetiche. Sul suo corpo di acciaio cromato di rosso erano accese cinque luci verdi. «Sì dottor Spoiler, sono connessi Stefan, Lucione, Marta e Gigi. Manca solo Mirko.» «Ti pareva, il solito stronzo. Chissà dove se ne è andato.» Mirko, in ciabatte, canottiera e ciuffo scompigliato, stava dando la caccia al nuovo record personale a Super Mario. Il power-braccialetto lampeggiava e trillava, ma lui faceva finta di niente, anche se l’avviso “Allarme, sei convocato! Allarme, sei convocato!” comparve in ogni angolo della sua visuale. «È domenica, non ci sono per nessuno» disse a denti stretti, preso dal videogioco. «Per me ci sei stato» gli rispose la voce di Marta appena uscita dalla doccia. Asciugamano bianco avvolto sulle forme obese, le mani che si adoperavano per pettinare i capelli rossi. «La nostra domenica romantica finisce qui, il dottor Spoiler ci chiama.» Mirko gettò il joystick sul divano. «Dobbiamo proprio? Che palle!» «Kaiju? Roba tosta allora» disse tetro Mirko mentre si pettinava il ciuffo e le sopracciglia ad ali di gabbiano. La tuta rossa aderiva come un guanto al suo fisico asciutto. Erano in volo verso il Giappone i cinque Power Cosplayers, insieme al Dottor Spoiler e a Spam. «Già. Orrendi esseri umanoidi vomitati da quella misteriosa isola, che razziano il Giappone e si ritirano nei loro antri. Spetta a noi combatterli, e cerchiamo di tenere alto il nome dell’Italia in mezzo a tutto lo sfacelo in cui versa il mondo» rispose il dottore. «Per il tricolore, ragazzi! Forza azzurri!» incitò il gruppo Lucione, due metri di ultrà per centocinquanta chili mal distribuiti e riversati nella tuta gialla. Era l’unico a pesare più di Marta. Stefan, abbreviativo di Stefano in onore delle sue origini ghanesi, era come sempre scuro in volto e si sistemava per la millesima volta la tuta blu sulle braccia pelle e ossa. «Tranquilli, ce li mangiamo per colazione quei mostriciattoli!» disse Marta mentre si sbafava le labbra con il rossetto viola. Teneva sempre a farsi bella prima di un combattimento, ma la drastica miopia finiva col darle come risultato una somiglianza inquietante con Pennywise. La sua tutina rosa sembrava un pallone sul punto di esplodere tanto contenevano a fatica i rotoli di grasso e il seno abnorme. Il piccolo Gigi, in tuta verde, dieci anni e una psicopatia già confermata dai migliori luminari d’Europa, passò invece tutto il tempo del volo facendo capriole al grido: «Kaiju nel culo ve lo metterò!» Il cielo dell’isola era un dissennato insieme di fumo nero, lampi squamosi e polveri di sostanze variopinte che sembravano briciole sospese in aria. «Là!» urlò il dottor Spoiler prima di svenire. Il suo indice saggio aveva indicato un monolite unto dei liquami abissali, e i kaiju ne sciamavano fuori dalle grotte frastagliate. «Spam, stai vicino al dottore» disse Mirko. «Ragazzi, mettete i caschi, pronti al lancio!» «Si perde sempre il meglio, il doc» rise Lucione. Cinque figure colorate piovvero verso la sagoma rocciosa dell’isola e atterrarono con pose plastiche da arti marziali sopra un costone, proprio davanti al monolite. Erano i primi uomini a metterci piede. «Che posto di merda» soffiò da sotto il casco Stefan. «E quelli fanno davvero schifo» disse Marta con una smorfia. Il suo grasso si stava ancora assestando dopo aver toccato terra e ondeggiava nella tuta. I mostri venivano giù tra grida stridule e salti, alcuni erano verdi, altri color sangue, altri marroni. Forme sbilenche che sommavano rettili, tartarughe, pesci e insetti. «Kaiju vi faccio il culo!» gridò il piccolo Gigi. «Uniamo i power-braccialetti» ordinò Mirko. Schiene dritte, gambe larghe, braccia in alto, i Power Cosplayers incrociarono i polsi – Gigi dovette saltare per incrociarlo con Stefan – e urlarono: «Power Cosplayers!» Una vibrazione energetica sotto forma di scariche elettriche avvampò bianca. Mirko si trasformò in Capitan Sherlock, un pirata con il ciuffo disteso sulla benda nera e berretto in testa, mantello al vento e la micidiale pipa laser pronta all’uso, mentre la lente d’ingrandimento avrebbe fatto da scudo contro qualsiasi raggio potessero sparare quei mostri. Marta divenne Spastica Rabbit, scosciata pin-up oversize dai fluenti capelli rossi armata di revolver a forma microfono agganciato all’asta. Stefan divenne Orcahontas. Il suo animo gay prendeva il sopravvento tramutandolo in una sexy donna-pesce di colore, coperta da un vestito indiano e con micidiali bocche di orca al posto delle mani. Lucione si trasformò in Super Sifone, uno Jaggernaut con la testa enorme a forma di radiatore di ghisa. Gigi infine divenne Mini-Dux, una miniatura di Mussolini in divisa la cui arma era uno scudiscio infuocato. Mirko indicò l’orda nemica e ordinò: «Come direbbe Gigi, facciamogli il culo!» Spastica Rabbit cantò suadente una raffica di proiettili fotonici che spaccarono scaglie e testuggini. La pipa laser folgorò e cosse carni che emisero un puzzo infernale. Le zanne di Orcahontas tranciarono in brandelli gli arti gelatinosi dei mostri. Le testate del Super Sifone sfondarono ossa e creparono musi mai visti. Mini-Dux seviziò e mutilò facendo salti e capriole e urlano “culo” per tutto il tempo. Lerci e ricoperti di resti viscidi, i cinque eroi uscirono trionfanti dalla battaglia. Il monolite dell’isola misteriosa era una distesa di kaiju schiantati. In volo verso casa, il dottor Spoiler, ripresosi dal solito mancamento, comunicò alle autorità giapponesi la riuscita delle operazioni, l’isola era adesso ospitale e abitabile da quanti avevano perduto la propria casa. «I Power Cosplayers sono i migliori!» esultò Lucione. «Ohi ohi ohi! I più forti siamo noi!» Tutti urlarono un liberatorio “sì!”. «Brutte bestie schifose, eh?» rise Marta intenta a sbafarsi con il trucco. Il dottor Spoiler affiancò Mirko. «Ottimo lavoro, abbiamo dato il nostro contributo per un mondo migliore.» «E che la colomba della pace non perda mai le piume» aggiunse Mirko. I due batterono il pugno in segno di fratellanza. Nel silenzio delle caverne, giù nell’isola misteriosa, grosse uova verdi pulsavano…
  7. Uh! Un altro contest da boicott... a cui partecipare! Deduco ci sia un regolamento, mi fiondo a leggerlo e a non capirci niente
  8. Entrambe le cose. È troppo lineare come racconto e ha tanti elementi che si possono sviluppare in qualcosa di più lungo, in modo anche da non mettere tutti gli elementi troppo appiccicati insieme. No, anzi. Credo che a ogni uomo ecciti l'idea (occhio, idea, non azione) di una donna sessualmente in balia di un gruppo si bruti... chi dice il contrario, mente. Altrimenti non sarebbe un cliché così diffuso
  9. A me il papa piace, specie adesso che parla di morte, un argomento che mi sta a "cuore"... Se mai dio esiste, mi dovrà spiegare perché, lui che tutto sa e può, non ci fa nascere direttamente nel bel mondo di là invece di patire 'sto scatafascio di vita e, per giunta, dover crepare. Racconto un po' asettico e troppo biblico in quel passaggio lì. Lo scrittore che aveva parlato d altri mondi dopo Antartide è stato Poe
  10. Non faccio le pulci, ma quella virgola lì a inizio racconto... argh! Uh... sinfonia per i miei occhi... Qui mi ricorda il cammino della penitenza (mi pare) di Cersei in GoT. Evviva la narrativa di genere! Anche se col fantasy, senza un po' di azione prima del finale, si rischia sempre di far sembrare il racconto come un capitolo di una storia più grande. Ma, w la narrativa di genere!
  11. Il colpaccio di Mac
  12. Sì, di un quarto al mezzanotte Viva il fantasy! Evviva i racconti di genere! Qui abbiamo toni favolistici che richiamano alle simpatiche descrizioni tolkeniane degli Hobbit ma con finale severo. Un po' telefonato il finale eh, tutte quelle aspettative... e magari qualche cenno in più alle simpatiche creature degli acquitrini ci stava. Però racconto carino che ho letto volentieri, grazie!
  13. Il problema dei racconti con protagonisti animali, è che non sempre viene centrato il punto di vista realistico di un animale. Per dire, London era un maestro in tal senso. Qui mi pare che Graffio sia troppo umano nel pensiero, almeno in alcune parti dei suoi movimenti. Amo i gatti, e ieri una delle mie bimbe mi ha portato in dono una lucertola... Il racconto è scritto bene, troppi a capo forse, però è carino e centra il tema in modo non convenzionale.
  14. Sta in trattative per comprarsi il Pechin Jinsang, squadrone del campionato. Ha fatto la graaaaaana!
  15. L'assegnazione del @Criptico... tra l'altro @Niko sta celebrando in Cina l'ultimo volo del Divin Bimbo.
  16. @Marcello al posto di Tavecchio, e s'abbracciamo!
  17. Mi era sfuggita questa... costretti? Nessuno è costretto a far nulla, è solo un piacere partecipare al MI, chi non vuole si metta a fare altro, che so, taglio e cuci, due uova sode... la domenica si passa uguale.
  18. In parte, sulla soggettività dell'aderenza, sono d'accordo. Mi si chiede un mondo nuovo, mai esplorato prima, metto un'isola appena emersa dall'oceano (un'Atlantidata), specifico che nessun umano vi aveva mai messo piede prima... non posso mica stare tutto il racconto a ripetere al lettore che l'isola è misteriosa e appena affiorata, bastano quelle due-tre indicazioni e si capisce. Credo.
  19. Chi mi conosce sa quanto amo questa competizione, cerco di non mancare mai e per me è un appuntamento che mi smuove un brivido di creatività, una bella eccitazione. Ma non mi faccio zittire da nessuno, se una cosa non mi sta bene, chiedo spiegazioni e stop. Anch'io sono stato dall'altra parte, quella dei giudici, e ho sempre sostenuto il lavoro di chi scrive, non le penalità (che ci devono essere, da regolamento, giustissime) perché se fatica chi deve ponderare e controllare, fatica anche chi crea, e un minimo di dialogo penso ci debba sempre essere. Resto, grazie.
  20. @Joyopi Mi si possono dare anche 100 punti di penalità, non cambia la vita a nessuno, ma se non sono d'accordo ho il diritto di dirlo, e lo dico, senza dover essere ripreso, che alla mia età mi sono rotto le balle.
  21. Chiedo gentilmente di estromettere il mio racconto dalla competizione, visto che non si può fiatare altrimenti si polemizza e si parlano lingue diverse. Non mi piace questa gestione. Grazie.
  22. Avevo anche chiesto all'inventore della traccia se l'idea andasse bene... mah...
  23. @Macleo Grazie Mac! Ottime osservazioni. Col PC che si impallava tutto il pomeriggio, mi sono trovato a scrivere di sera e, per quanto il racconto sia leggero e senza pretese, non sono riuscito a mettere la cura giusta nella scelta dei termini. Eh, mi seducete e mi abbandonete Grazie caro.
  24. Ciao Marty! Hai ragione, svista grave Quel pezzo l'ho aggiunto all'ultimo. Chiamandosi Spam il robottino, ho pensato di fargli spammare l'allarme ovunque, mi è saltata la consecutio. Contento di aver fatto ridere un po' con le trasformazioni, hai colto l'intento Per la boa ho citato un film e forse qualche nerdone della mia età ci arriva (altrimenti ha avuto una brutta infanzia). Finale come Godzilla insegna... Grazie del passaggio!
  25. "Nemmeno noi" (cit. Speroni ne "L'allenatore nel pallone" in risposta alla spiegazione del 5-5-5.)