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  1. La sigla di apertura dell'anime era uno spettacolo E poi come dimenticarsi di una palla come Excalibur ?
  2. Ce la si può fare: basta cominciare a sforzarsi di scrivere periodi più brevi
  3. sfuggì L'idea è valida e il testo è ben scritto. Seconda parte meglio riuscita della prima perché tutto viene rivelato e dà un significato più profondo al brano.
  4. “Non voglio…” Un moto di paura e nostalgia mescolate lo invase. I volti degli amici, di Lucas, di Hilbert, la scuola; il campetto sportivo. E Maya, che lo guardava giocare, sorridendo. Che gli teneva la giacca e lo zaino. “Volevo Maya qui con me…”. questa frase non mi convince: si contraddice. Meglio: "Per azzerare gli errori, per commetterne dei nuovi e ripetere i vecchi, in un reiterato ciclo infinito di comprensione ed evoluzione." Bel racconto: scritto bene, l'idea mi è piaciuta ed è ben sviluppata
  5. refuso: "ma" va minuscolo. Hai elaborato teorie passate secondo le quali dall'Antartide era possibile raggiungere un altro mondo e ho apprezzato la scelta. Il racconto mi è piaciuto ed è scritto bene, è coinvolgente. Una buona prova
  6. è un refuso o hai voluto proprio scrivere così? Se non sbaglio il tuo avatar @Luna è preso da Soul Eater Si capisce che il racconto non si prende sul serio, ma è questo il suo bello. Un racconto gradevole.
  7. Ma non è che se lo nomiamo troppo salta fuori come Beetleiuice ?
  8. Basta che non salti fuori Tavecchio, che ora che non è più presidente, per avere un ruolo di potere si può infilare ovunque
  9. Il titolo è uno spettacolo Non so perché, ma mi è venuta in mente Ratman quando faceva il grande Ratzinga Non poteva che essere il film di Emmerich Parodia che fa incetta di cartoni (e altra roba) a tutto spiano. Giudizio:
  10. Toglierei la virgola. Tuttavia eviterei di mettere uno di questi termini: improvviso, inatteso. Sono molto simili, quindi sarebbe una ripetizione. ancora intontita si guardò attorno La Gran Madre era stata categorica riguardo alla produttività giornaliera Chicca fu assalita da un senso di vertigine a quella vista: com'era possibile che attorno al suo sentiero ci fosse tutto quello? Niente virgola. Il testo ha bisogno di essere revisionato a livello di punteggiatura, per me. L'idea è carina ma, come già fatto notare, le due parti paiono scollegate tra loro: per far apprezzare il brano si doveva scegliere o un tipo o l'altro. Mischiandole si fa perdere l'orientamento al lettore.
  11. @Vincenzo Iennaco allora eccoti accontentato (almeno in parte): mp anche per te
  12. No, è un aggancio a qualcosa di più grande già esistente.
  13. lasciarsi andare (?) mi sembra incompleto con "lasciare"... lasciare andare cosa? Lasciare andare le cose, lasciare andare tutto. anche per te un mp. Grazie del passaggio!
  14. Si voltò abbassando le orecchie in posizione di battaglia. Si rilassò: erano solo Mau e Rosso che lo seguivano da lontano. Sapeva cosa stavano pensando: che era un pazzo ad avventurarsi in un territorio sconosciuto, vietato, sicuramente zeppo di pericoli. Non avevano il coraggio di impedirglielo e in ogni caso non ne sarebbero stati capaci: era molto più forte di loro. Qui, però, non si trattava di audacia eccessiva, della famigerata curiosità che uccide i gatti, secondo lo stupido detto umano; semplicemente, non poteva lasciar passare l'occasione. cucciolata Non ci vuole "avere" ma "essere" con "sopravvissuto", ma questo ti è già stato fatto notare in un boccone. Il racconto ha un paio di problemi. Uno, l'uso della punteggiatura come ho fatto notare sopra. Due, ti dilunghi a dare informazioni che potrebbero essere evitate, oppure essere messe in una maniera più coinvolgente per il lettore; così sembra quasi una lista, soprattutto all'inzio. Inoltre, con una maggiore sintesi, il brano ne guadagnerebbe in vivacità. L'idea del racconto è piacevole e così la storia con protagonisti i gatti
  15. Questo stile veniva usato qualche decina di anni fa; apprezzo alcune opere di quel tempo, specie per le idee, e comprendo l'uso di quello stile per quel periodo, anche se alle volte è un po' pesante da leggere. Adesso però è un altro tempo e risulterebbe un po' anacronistico, rischiando di annoiare il lettore ed è una cosa che non voglio fare: mi piace il fantastico per la libertà che dà, le idee che permette di sviluppare, ma occorre uno stile che coinvolga (un autore che apprezzo è Sanderson per questo). La foresta è un archetipo antico e potente: è il luogo dove ci si reca per ritrovare se stessi. Un mondo cardine è un mondo molto importante, cui dipendono tutti gli altri esistenti: se sparisse o andasse in rovina, stessa sorte toccherebbe anche gli altri. Nella letteratura fantastica ciò è stato usato da autori come Stephen King nella serie della Torre Nera e Guy Gabriel Kay nella trilogia di Fionavar. Bardo è un personaggio le cui vicende ho narrato altrove: ho voluto utilizzarlo per creare questa storia, dato che gli Osservatori dei Mondi e quello che fanno ben si prestano al tema del nuovo mondo.