Kenzo Kabuto

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  1. @Ret se lo fai ristampare lo porti a casa ed ecco che ti accorgi di un altro errore. Ce ne saranno sempre. A me succede di continuo, è normale. Alcuni studi scientifici sui manoscritti hanno concluso che si autoptoducono per osmosi, altri sostengono sia riproduzione sessuata, sai... quando chiudi le pagine, le parole delle pari con quelle delle dispari... Insomma, le api, i fiori, presente? non dovrò spiegartelo io... Per me qualche errore random non incide nulla. Se ti manda ai matti correggilo a penna e vai.
  2. Alla fine mi sono iscritto. Ho letto tutta la discussione, devo dire che dare 120€ (il mio sfonda quota minima di battute) mi ha pesato. Per una questione di principio, mi ero sempre riproposto di non dico di esser pagato, ma sicuro non pagare io. Della scheda di valutazione, di cui poi leggo pareri piuttosto discordanti, non mi importa nulla. Mi sono iscritto per concorrere e quindi, visti pure i partecipanti, la sensazione di aver buttato i soldi rimane. Amen. Ora non ci si pensa più per 6 mesi.
  3. Copio e incollo dal sito: "La scadenza per iscriversi alla XXXI edizione del Premio viene prorogata, anche quest’anno, di una settimana ed è così spostata da lunedì 16 ottobre a martedì 24 ottobre 2017. Farà come sempre fede il timbro di invio. Cordiali saluti e auguri a tutti i nostri concorrenti. Mario Marchetti, Presidente del Premio Italo Calvino" Una domanda, io ho già delle stampe, sono in A5 fronte retro. Non mi pare venga specificato che vogliono A4. Vorrei evitare di ristampare e formattare il testo. Ho mandato una mail alla segreteria ma non mi si sono filati. Non mi si fila mai nessuno.
  4. Una curiosità: Stai aspettando da un anno l'eventuale proposta di rappresentanza o sei rappresentata da LI da un anno e stai aspettando da loro proposte editoriali di CE? Se è la prima opzione secondo me hai diritto a mandare anche altrove, non sei legata da vincoli e un anno è pur sempre un anno; anche per il mondo editoriale, dove al Tempo avviene quello che accade su Interstellar, il film di Nolan, presente? Noi orbitiamo intorno ad un buco nero, cioè l'editoria, inviamo il manoscritto lì dentro e aspettiamo in orbita. Quando il manoscritto torna indietro per lui sono passate un paio d'ore, per noi tipo ventitré anni. È una cosa piuttosto grave da sopportare, infatti si dice che è una questione di gravità. ;-)
  5. Grazie per la pazienza e la rapidità
  6. Ciao ragazzi, potreste cortesemente cancellare i miei due raccontini? grazie. Eccoli:
  7. Stamane, con una certa sorpresa, mi sono visto recapitare una mail da questa CE. Sarò onesto, non ricordavo neanche di aver inviato loro il manoscritto. Sono andato a controllare, la risposta mi è arrivata dopo 17 mesi. La risposta (negativa) si poggia su di una ragione davvero scheletrica, che mi ha fatto riflettere. Per intenderci non è presente neanche la bella frase sui tempi d'oggi che sono maledetti e che costringono la politica editoriale e vattelapesca. Quella meraviglia che ti fa pensare che non è né colpa tua né loro ma solo della sfortuna di esser figlio di questi tempi, che forse neanche a Dostoevskij avrebbero pubblicato. Eh, è la crisi, Fedor, che ci vuoi fare. Sarò onesto, ricevere una cosa simile - cioè "abbiamo letto il tuo testo e, purtroppo, non pensiamo sia adatto alle nostre collane" - dopo un anno e mezzo mi ha fatto uno strano effetto, davvero. Ha senso? Io nel frattempo ho scritto altro, sono morto, ho cambiato sesso, ho ucciso, amato, lavorato, ho fatto il mio percorso, forse ho pure abbandonato certi sogni e che diritto avete di ricordarmeli? Siete fuori tempo massimo per darmi una delusione, ragazzi. 500 giorni della mia vita, oh. Non so se mi capite. Mi hanno depresso.
  8. @Letiziadilorenzo Ciao di nuovo e di nuovo grazie. Allacciandomi al tuo discorso io su questo spazio ho letto davvero di tutto: Alcuni lo utilizzano per confrontarsi, altri per sperimentare, altri ancora postano la prima cosa che gli viene da scrivere. Va bene tutto, secondo me. Io, per quel che è il mio carattere, tendo a "buttar fuori" qualcosa solo quando è come vorrei, bella o brutta. E qui mi collego al discorso scelta dei termini e via dicendo. Ad esser sincero non c'è trucco, ci sudo parecchio sopra. La difficoltà non è però nel cercare (un sinonimi/contrari, un vocabolario, c'erano pure prima di Google), la difficoltà secondo me è nello scegliere cosa e se usarlo. Come una spezia. Il rischio dell'inciampo è molto alto, del ridicolo involontario, ed il piatto è da buttare. @Floriana Mi dispiace non sia chiaro, questo non va mai bene, se non si capisce non serve. Tendo alla costruzione "complicata" dei periodi, intricata, meglio. Anzi, è una cosa che ricerco rispetto allo stile telegramma, chiamiamolo così. Però se poi non si capisce allora non funziona. Grazie.
  9. Sono di nuovo in pista :-)
  10. Siamo su terreno dispotico, bene, mi piace anche se credo sia troppo inflazionato per poter dire qualcosa di davvero diverso, ma tu... e, a proposito, ciao, @Ludwig von Drake . Del tuo racconto mi ha incuriosito un aspetto, la tua non è una dittatura di carattere solo ideologico o di razza, classica, insomma. Si va oltre. Mi sembra che alla base di tutto ci sia la religione, il cristianesimo, ad averla innescata. Vorrei saperne di più, quando vedo un film di questo genere o leggo un libro io vorrei sempre conoscere gli antefatti, come è successo. Ma okay, non si può. Da come l'ho percepita l'Imperatore è quindi una sorta di sterminatore cristiano, questa è una crociata futuristica, ma poi, con le ultime righe, ecco che mi sembra cristiano non cattolico, protestante forse, visto che ci sveli una sua "propensione" al sesso, seppur per "nobili" intenti. Ma sto divagando. L'idea che sia la madre a ripudiare il passato (che ha vissuto) e che voglia convincere, rassicurare, la figlia sulla bontà del presente (di cui lei ha dubbi), è la pietra angolare della tua idea. È ottima perché ci si aspetterebbe il contrario. È un'idea vincente. Lo sviluppo avresti potuto curarlo meglio, parlo della struttura del racconto che poteva respirare di più e allargarsi al di fuori della scuola, dirci qualcos'altro sulla vita, sul loro quotidiano. La morale, mi pare sia chiara. La madre fa leva sul concetto di maggior sicurezza, per giustificare gli orrori. Quindi bene, ripeto, serviva un po' di cura maggiore nella scelta di alcuni termini (es. Mitragliatrici compiuterizzate?) ma l'idea di fondo, in un contesto usurato come quello dispotico/futurista, mi piace. Mi sembra, te lo dico, una sinossi di una possibile mega trilogia con protagonista questa ragazzina ribelle. Quindi dispotico/futuristico/young adult. Cioè, wow, sei sul pezzo, hai due o tre anni per scriverlo e farci i soldi? :-) ps il titolo non mi piace. No. Se siamo sul dispotico i maiali, come sai da una certa fattoria, non puzzano, sono solo più uguali.
  11. @Letiziadilorenzo Per ora ti rispondo al volo col cellulare... Per dirti solo grazie. Che cavolo di post che mi hai scritto. Mi hai lasciato di sasso. Dopo o domani vorrei aggiungete delle cose. Grazie di nuovo!
  12. Cancellato su richiesta dell'autore.
  13. Neanche io che l'ho scritto lo capisco... riproviamo a prenderci un po' di dignità, volevo dire: "Questo che leggete, mie care signore, è quel che è successo nel libro, cioè nella mia testa, o forse per davvero, chissà. Quindi, mie signore, lettrici belle, questo è quanto, prendere o lasciare".
  14. Non male è: "Si!, Non è male!", cioè mi piace. È positivo. Per il resto, secondo il mio - insignificante - parere, dovresti calcolare meno. Andare sparato per quel che senti. Voglio dire, va bene un occhio alla vendibilità, all'equilibrio, ma attento, si rischia di scontentare gli uni e gli altri. Se qualcuno si schifa, ohi, amen. Questo signore è quel che è successo nel libro, nella mia testa, o per davvero, quindi signore, questo è quanto. Ma, ribadisco, solo un mio modo di vedere le cose.
  15. Ciao ciao, non sono un gran commentatore, questa credo sia la mia seconda volta e, sono sincero, come la prima, è in prospettiva di mettere un mio racconto. Non scendo nei dettagli grammaticali ma, comunque, ti volevo dire che a me non dispiace e non disturba affatto. Anzi, secondo me è un inizio più che buono, mi "trascina" subito in un determinato contesto. Vedo i luoghi, ne sento la puzza, vedo lo sporco. Io non ci trovo alcuna "nefandezza", nulla per cui scandalizzarsi, però comprendo anche che è tutto molto soggettivo, dipende da cosa sei abituato a leggere, da cosa ti piace e soprattutto dalla sostanza che il libro doveva prendere in seguito. Ad ogni modo, non male.