Vai al contenuto

Riccardo_K

Utente
  • Numero contenuti

    32
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutrale

Su Riccardo_K

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio

Visite recenti

944 visite nel profilo
  1. Ticonzero

    Io però non ho capito una cosa. Ti hanno detto che avrebbero mandato il tuo romanzo a queste due CE medie, oppure ti hanno detto che queste due CE medie da loro contattate vogliono già pubblicarlo?
  2. Vincoli concorso

    Ma io infatti non parlavo dello standard per i concorsi, ma per lo standard di chi sottoscrive un contratto con una grossa CE. Grazie
  3. Vincoli concorso

    Ciao a tutti Ho letto il regolamento di un concorso che prevede la pubblicazione per i vincitori con una casa editrice piuttosto grande (Newton Compton). I vincoli sono i seguenti: 20 anni di vincolo Royalties del 6% sul prezzo di copertina Capisco che la casa editrice sia grossa, ma non sono un po' delle condizioni fin troppo restrittive? O è lo standard per questo genere di concorsi?
  4. L'Anno Della Pantera - Libro I: Fiori D'Inverno

    @Roger1969 no, la volpe era dietro il babbuino (e se ne stava appoggiata al muro) Il babbuino davanti, e dietro di lui la volpe se ne sta appoggiata al muro Non è "proprio dietro a lei c'era un babbuino", ma "[lei stava lì] proprio dietro a un babbuino"
  5. Tra il Sogno e la Realtà.

    La trama funziona e mette quel pizzico di tensione inevitabile quando si parla di ospedali e operazioni. L'ambientazione ospedaliera si sposa bene con l'idea del loop, una cosa da cui sembra di non poter uscire (proprio come quando si sta in ospedale). Non avevo fatto caso alle ripetizioni prima di vederle segnalate, quindi o sono disattento oppure non disturbano :-D L'io narrante è una buona scelta per immergere il lettore in prima persona nel loop, piuttosto che assistervi dall'esterno, che ne avrebbe smorzato l'intensità. Ambientazione ospedaliera, operazione chirurgica, io narrante in un loop di angoscia, gli elementi ci sono tutti Il ritmo della narrazione, come dicevo poco sopra, è cadenzato al punto giusto, frasi brevi e percussive come un ECG. Una narrazione più classica avrebbe "rilassato" la lettura. L'unico appunto che mi sento di fare è la durata: avrei dilatato un po' di più, proprio per far pesare maggiormente il ritorno all'inizio, ma essendoci limiti di lunghezza per la sezione non si poteva fare altrimenti...
  6. L'Anno Della Pantera - Libro I: Fiori D'Inverno

    Si avvertiva una certa inquietudine nell’aria. Il gruppo di fiere in attesa di istruzioni era stato parcheggiato nel seminterrato, nel piccolo atrio antistante il corridoio che divideva le celle del distretto in due file parallele da quattro per lato. La metà di esse era occupata. I prigionieri si erano accorti della presenza dei vigilanti ma non potevano vederli perché Trejo, un messicano quasi sessantenne dai capelli grigi e la divisa blu, impediva loro di inoltrarsi nel corridoio, temendo che i detenuti avrebbero cominciato a dare in escandescenze lanciandosi in commenti razzisti che in precedenza non avevano risparmiato neppure a lui. Le fiere, dal canto loro, iniziavano a essere logorate dall’attesa, che in quel ritrovo tanto improvvisato stava diventando snervante. Trejo si stava dando un bel daffare affinché tutti rimanessero calmi. La comitiva di fiere era variegata: ognuna di esse era diversa dall’altra, ed erano dieci in tutto. Alex, in mezzo a loro, non ne riconosceva nessuna. La sua squadra di addestramento era stata smembrata per evitare che gli elementi fraternizzassero troppo tra loro, secondo l’arcaico dettame del divide et impera. Alla propria destra aveva un lupo dalla folta pelliccia grigia che pareva piuttosto innervosito, sicuramente il più irascibile del gruppo, mentre alla sua sinistra un cavallo dal manto marrone appariva decisamente più pacato. Davanti a lui, un geco esile e slanciato continuava a mettere e togliere le mani dalle tasche dei pantaloni, spesso toccando con il gomito il giovane cervo dalle piccole corna appena accennate sul capo che gli stava accanto. Il cervo, dal canto suo, continuava a muovere lo sguardo da un punto della stanza all’altro, come se una minaccia improvvisa potesse spuntare in ogni momento. Incurante di loro, una volpe rossiccia stava appoggiata al muro con le braccia incrociate, proprio dietro ad un babbuino dallo sguardo severo. Una salamandra nera e arancione aveva attaccato bottone con un camaleonte dagli occhi piccoli e sporgenti, mentre un robusto cinghiale continuava a borbottare tra sé e sé. «Dovete aspettare ancora un poco» disse Trejo rivolto al gruppo di fiere. Il lupo alzò la testa verso il messicano. «Quanto?» gli chiese. «Esattamente quanto c’è da aspettare, chiaro?» rispose il poliziotto. «Non ci vorrà ancora molto, ma intanto cercate di restare tranquilli.» Una voce risuonò dal corridoio delle celle: «Sta’ zitto, vecchio. Fai venire qui gli sbirrettini.» «Vieni qui tu» lo provocò il lupo. «Non rispondete» disse Trejo come un insegnante a degli alunni agitati, prima di addentrarsi fra le due file di porte sbarrate. «Statevene buoni, ragazzi» disse rivolto ai prigionieri in cella. «Perché, altrimenti?» chiese ridendo uno dei prigionieri umani alla destra di Trejo. Il poliziotto colpì le sbarre della cella con lo sfollagente, più per fare rumore che per intimidire. «Su, smettila di fare l’idiota» lo esortò. Trejo continuò a percorrere il corridoio, voltando lo sguardo a destra e a sinistra. Il prigioniero nell’ultima cella gli disse: «Ciao, nonno.» Il poliziotto non lo calcolò nemmeno e si girò ripercorrendo il corridoio a ritroso. Alex stava cercando di mantenere la tensione sotto controllo. La situazione lo faceva sentire in qualche modo in trappola, come se si trovasse lì per essere imprigionato piuttosto che per ottenere un impiego. «Mi scusi» disse il cervo chiamando Trejo. Il messicano alzò la testa in sua direzione. «Si sa già a quale poliziotto siamo assegnati?» ESTRATTO DA:
  7. Tra il Sogno e la Realtà.

    Ha un bel ritmo, proprio nel senso musicale del termine. E'... percussivo, proprio come un un ECG. L'idea del loop funziona, forse potrebbe essere reso più palese nel finale, ma gira comunque.
  8. Ieri. Il Gravilen, un semplice e diffuso farmaco ideato per le donne in stato di gravidanza, è destinato ad avere inaspettate e drammatiche conseguenze che scuoteranno la società umana dalle fondamenta, costringendola a guardare se stessa con nuovi occhi. Oggi. Blackburgh è una metropoli spaccata in due. Gli umani vivono la propria vita all’insegna del benessere e dei privilegi sociali, mentre dietro una cortina di intolleranza, nel ghetto noto come Subtown, vive una parte dei figli del Gravilen: belve antropomorfe chiamate da tutti semplicemente “fiere”, creature senzienti dall’aspetto animalesco, menti umane in corpi ferini che rappresentano il gradino più basso della scala sociale. Quando alle fiere vengono aperte le porte del corpo di polizia cittadino, il giovane Alexander Bannon, dall’aspetto di pantera nera, si arruola con il semplice intento di trovare finalmente un impiego stabile. Ma l’impatto con la realtà di Blackburgh è squassante: faccendieri politici, ufficiali violenti e razzisti, fabbricanti d’armi che si muovono nell’ombra, terroristi ferocemente contrari a qualunque integrazione. Alex si renderà ben presto conto che quanto si para davanti ai suoi occhi è soltanto la punta di un iceberg, l'occhio di un ciclone che nemmeno la presenza di Jean Louise Maycomb, leader pacifica del popolo delle fiere, sembra poter fermare.
  9. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Ti hanno chiesto denaro sull'unghia oppure solo percentuale in caso di pubblicazione?
  10. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Mi accodo alla richiesta di info sugli sviluppi
  11. I Doni delle Muse

    Che distribuzione effettuate?
  12. Elèuthera

    Ho fatto copia/incolla da lì.
  13. Elèuthera

    Direi di togliere la dicitura dall'intestazione del thread
  14. Corbaccio Editore

    Ho inviato tramite mail il mio materiale. Risposta: Buongiorno, Non accettiamo proposte via email e in ogni caso suggeriamo di rivolgersi a www.ioscrittore.it per sottoporre il proprio materiale. IoScrittore è un’iniziativa del nostro gruppo editoriale che dà concrete possibilità di essere pubblicati. Cordiali saluti Allora ho chiesto l'indirizzo a cui mandare il cartaceo, dato che non accettano mail (e Ioscrittore lo danno solo come suggerimento) Buongiorno, non accettiamo invii cartacei.
  15. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Ma guarda un po'... Registrata al forum ieri, subito intervento pro-agenzia... "A pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si azzecca."
×