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  1. Credo che un conto si "l'idea", altro la realizzazione. Ti chiederei gentilmente di non polemizzare con le decisioni prese e di dare il "buon esempio", visto e considerato quel "sostenitore" che ti porti sotot l'avatar (anche perché se ognuno si mette a recriminare, diventa pesante per tutti). Grazie mille.
  2. No, non severa. Anzi, nei limiti del possibile si cerca sempre di essere il meno fiscali che si può. Ma, per quanto sia solo un gioco, ci teniamo molto, visto che per alcuni si tratta di un appuntamento fisso da anni. Ricordiamoci inoltre (e non scordiamocelo mai) che in ogni MI ci sono 3 persone che stanno tutta la domenica a monitorare, osservare, leggere, rispondere; che rimangono sveglie fin dopo la mezzanotte a controllare; che passano buona parte del lunedì a ricontrollare, discutere ecc ecc. Credo quindi che sia sacrosanto che queste persone, se rilevano dei problemi, applichino il regolamento. Mi dispiace sinceramente, però sono i concorrenti delle OL che si dovevano adeguare al WD, e non viceversa. Le OL, inoltre, sono calendarizzate da tempo, quindi c'era per tutti la possibilità di iscriversi prima e familiarizzare con le regole. Detto questo, vorrei sottolineare che le penalità le han prese tutti, anzi... direi che non abbiamo risparmiato i 2 punti di penalità ad utenti storici e assidui frequentatori di MI. Ci tenevo a precisare e puntualizzare questi aspetti, senza polemica alcuna. Ora devo andare, un saluto e buona serata a tutti!
  3. Perché a scrivere son capaci tutti, a scrivere decentemente non troppi, a scrivere davvero bene molto, molto pochi. Il che vale, a mio avviso, per ogni arte. Penso che questo concetto sia la scoperta dell'acqua calda. Il punto vero, e qui il discorso si farebbe assai interessante, è capire quanto manuali, tecniche e allenamento possono far migliorare. Io penso moltissimo (e infatti non smetterò mai di ringraziare questo forum), ma c'è da capire in che grado. Uno che "non sa scrivere", potrà mai diventare un "fenomeno" se si applica? O potrà al massimo ambire a diventare un buon "mestierante", un macinatore di parole assimilabile al mediano cantato da Ligabue, che sta lì in mezzo a prendersi le botte perché non ha lo spunto e il talento dei fantasisti? Questo è il nocciolo della questione, per me.
  4. Modalità che sono queste! Vi chiediamo quindi gentilmente di non inserire in questa discussione i messaggi con i vostri voti! Considerazioni altre (ovvero perché avete votato proprio un racconto piuttosto che un altro, eventuali altri brani che vi sono piaciuti ecc) potrete senz'altro esprimerle qui dopo la fine delle votazioni, a giochi fatti quando @Cicciuzza inserirà la classifica finale! Grazie mille per la comprensione! Un saluto
  5. Personalmente non entro nel merito del discorso e dell'esempio del "Fu vendicativo", ma rimango al titolo: Show don't tell. Per me non esiste Show don't tell, per me non esistono regole di scrittura e bla bla. Per me esiste solo il semplicissimo concetto: è scritto bene e mi piace, mi emoziona vs è scritto male e non mi piace, non mi emoziona. Potrei leggere un intero romanzo in "tell" e reputarlo un capolavoro, se scritto bene. Potrei leggere un intero romanzo in "show" e schifarlo, se scritto male. E l'esatto opposto, ovviamente. Non mi sono mai posto il problema di quanto mostrino o dicano un Dostoevskij, un Palahniuk, un Welsh, un Saramago, un Grass, un Murakami, un Hosseini (per citare autori molto diversi tra loro che mi piacciono parecchio). So che scrivono bene, e tanto mi basta.
  6. Per intenderci dovrete inviare un messaggio in questo modo: Buonanotte a tutti e a domani!
  7. Il meccanismo della votazione lo sanno quelli di Gems e solo loro. Presumo si basino su algoritmi che prendono in considerazione diversi parametri. Esatto. sì. Molto buono, per i miei criteri, vale un 8 - 8,33 o 8,67. Perché è diverso da quasi perfetto (9, 9,33 e 9,67 a seconda delle sfumature della quasi perfezione) o da perfetto (10). Il torneo ha dei bug che ho evidenziato nei vari commenti a questa discussione, ma a mio avviso è molto divertente (soprattutto perché a volte si leggono cose assurde) a patto che: non pesi leggere 10 romanzi in 5 mesi; lo si prenda con lo spirito giusto, ovvero quello di una sorta di "gioco".
  8. Salve a tutti. Il testo con cui ho partecipato si chiamava "Checkpoint Charlie", il genere era fantascienza (non classica ma ucronia). Ho avuto uno dei 10 romanzi vincitori in lettura (non dirò quale). Mi sembra di avergli dato un 7, o 7 e qualcosa. Buono, ma non indimenticabile. Onestamente, non avrei scommesso di vederlo tra i vincitori. Ho preferito un romanzo intitolato "Friendscort" che, a parte un paio di passaggi che potevano forse essere resi meglio, reputo molto buono e ho votato con 8, o 8 e qualcosa. Se l'autore bazzica il Wd, saprà che ho apprezzato! Saluto
  9. Dipende. Devi far capire che si tratta di un presentatore, e non di un giornalista, o del conduttore di un programma. Un documentario sociale non ha un "presentatore", ma un "conduttore" o un "giornalista", e quindi è tutt'altra cosa. Dovresti in quel caso giocare sul paradossale, sul surreale, più che sul realistico. Mi spiego: il presentatore dello sgombro di un campo ROm potrebbe essere il presentatore di uno show che segue le forze dell'ordine mentre eseguono determinate operazioni. E in effetti non è manco tanto surreale, perché su Sky crime c'è uno show del genere, dove due presentatori dallo studio seguono in diretta dei poliziotti americani che fermano gente, fanno inseguimenti ecc ecc... Ecco, in questo modo sì. Ma dietro deve esserci uno "spettacolo" che sta andando in diretta, non un documentario o un report giornalistico. Spero di essermi spiegato decentemente
  10. Sì, infatti far ridere è difficile. Perché ognuno ride per cose diverse, e culture diverse magari ridsono per cose diverse (prendi i giapponesi e i loro spettacoli comici, tanto per dire), ma il "dramma" umano accomuna tutti. ogni uomo diventerà triste di fronte a temi come guerra, sofferenza ecc. Direi che questa è un'ovvietà. E quindi? non sei nesusno tu e non è nessuno "l'operatore professionista" (che non so chi sia e non lo voglio sapere) per porsi domande sul perchè e il per come la gente voti. La gente vota per ciò che preferisce. Se preferisce un racconto che per te è "sterile" rispetto a un racconto che per te "non è sterile", una delle due: tu non c'hai capito niente di quali dei due racconti era sterile, oppure la maggioranza dei lettori non c'ha capito niente. Assumendo questa maggioranza come indicativa della maggioranza dei lettori in generale, in entrambi i casi hai un problema. E ti assicuro che capire (non per un singolo MI che sarebbe impossibile, ma in 4 anni) tendenzialmente cosa "preferiscono" i lettori degli Mi mi ha aiutato molto ad aggiustare il tiro come scrittore. Perché ho avuto l'umiltà di domandarmi perchè racconti che giudicavo superlativi fossero tenuti in così poco contom e racconti che giudicavo debolucci, se non pallosi, fossero invece molto apprezzati.Per me questo è stato (e lo è tuttora) un esercizio utilissimo. Proprio perchè se si vuole percorrere la strada verso il professionismo bisogna lasciare da parte le proprie convinzioni e avere il coraggio di metterle in dubbio tutte. Non dico che ci si deve snaturare, ma che si debba puntare a mantenere la propria identità narrativa cercando di andar eincontro ai gusti del pubblico sì, questa è l'ABC. questo è tutto un altro problema. Ti sarai accorto (o forse no, nel caso te lo dico ora) che non commento più gli MI da mesi, proprio perchè il sistema del "devo commentar epefforza ogni racconto" lo trovo lontanissimo dal mio pensiero, per cui preferisco magari lasciare un commento di un certo tipo che 15 per dire "bravo". Naturalmente, se sono in controtendenza preferisco non commentare nessuno, altrimenti rischierei di sembrare un po' saccente nell'andare a lasciare un commento che "bastona" a 1 concorrente su 15 e agli altri no. Ma questo dei commenti, ripeto, è un altro problema, un altro discorso che nulla e ripeto nulla ha a che fare con quello di partenza.
  11. Hai espresso disprezzo verso questo contest e verso chi lo ha organizzato, definendolo, parole tue, "inutile". Capisci bene che il tuo punto di vista sulla formula del Contest, le tematiche, gli argomenti trattati e come sono stati recepiti e sviluppati dai più è - per quanto assolutamente legittimo - a mio avviso tendenzialmente nullo. Hai deciso che tutto ti faceva schifo, dai prompt alla formula agli scritti. Va bene... ma da qui a voler dare lezioni di cosa sia o cosa non sia "emozionante" per chi legge ce ne passa. Poi, bypassato questo concetto, possiamo trovarci d'accordo sul fatto che andare sul genere sia molto più difficile. Infatti io, scrittore di "genere", sono assolutamente interessato e affascinato dall'interesse che suscitano temi e scritti "non di genere" anche quando, come tu dici, giocano sulla "facile emozione". Il punto non è che una cosa è più semplice dell'altra o meno... può essere difficilissimo scrivere di genere e te lo puoi fare benissimo, ma se non sai emozionare il lettore, allora la tua bravura è inutile, sterile. Per questo gli scrittori di genere che più hanno successo non fanno altro che prendere concetti cardine delle strutture emozionali non di genere e li "spostano" in un contesto "altro". Riguardo al "sono buoni tutti" a mettere in fila due moccoli è una generalizzazione qualunquista, nel senso che è la scoperta dell'acqua calda.Perchè tendenzialmente allora sono buoni tutti a fare qualunque cosa. Son buoni tutti a parlare di vampiri, di streghe, di questo e di quello... che ci vuole? Chiaro: la differenza la fa come parli di quelle cose, a ogni livello. Ma se tra uno scritto di bassa lega che parla di squartamenti e uno di bassa lega che parla di quanto è brutta la guerra 8 persone su 10 preferiscono il secondo, uno che vuole diventare Scrittore dovrebbe porsi la domanda: perché? Sarà forse perchè certi temi hanno una forza e un interesse che suscitano emozioni particolari rispetto ad altri?
  12. Va benissimo, visto che è diretta. Master Chef l'ho portato come esempio perché non è in diretta (a memoria mi sembra che l'unica puntata in diretta di quel format sia stato un disastroso finale nell'ultima puntata in un teatro di Milano, anni fa).
  13. Allora: lo spettacolo deve essere in diretta. Un live. Nel senso: se il presentatore sbaglia qualcosa, non si dovrà sentire la voce del regista che fa 'stooop! Questa la rifacciamo.' Non potrà essere un racconto su un format come Master Chef, quindi, dove le puntate sono registrate prima e montate ad arte. Deve essere uno spettacolo in diretta. Perché il vero presentatore lo vedi nelle dirette!
  14. Anche un rimpiazzo va bene. Basta che poi nel racconto sia lui-lei che "presenta".
  15. Sbagli. In sole 3 righe sei riuscito a fare un frullato di luoghi comuni e presunzione, autocelebrando il tuo gusto come il solo capace di definire ciò che è freddo e ciò che non lo è, ciò che è facile e ciò che non lo è, ciò che emoziona chi legge e ciò che non lo fa. Gli MI, e in generale ogni tipo di Contest che viene fatto, al di là di voti e commenti, tecnica e stile ecc ecc danno la grande opportunità a chi scrive di farsi un'idea di massima di quelli che sono i "temi" che possono interessare maggiormente, emozionare maggiormente. Se a te quei temi e quelle emozioni non piacciono, o piacciono meno che altri temi e altre emozioni più "di genere", non c'è nessun problema, ma questo non ti conferisce alcun diritto al disprezzo degli altri (scrittori o lettori e giudici che siano). Se non capisci questo, e anzi invece di interrogarti sul fatto che le "emozioni" per il lettore medio sono assai diverse da ciò che emoziona il tuo personalissimo gusto, difficilmente diventerai mai uno Scrittore con la S grande, perché tutti gli Scrittori, anche quelli di genere, conoscono benissimo certi meccanismi. Li conoscono e li usano.