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  1. Eppure lo aveva già fatto diverse volte e non era mai stato così complesso decidere. Da quando aveva scoperto il suo potere, uccidere con un solo intenso sguardo, l'Uomo se ne era servito in più di un'occasione. Certo, non lo faceva a casaccio, ad eccezione delle prime morti quando ancora non sapeva cosa era in grado di fare e un paio di malcapitati erano finiti stecchiti all'improvviso, tutte le altre erano uccisioni ben mirate: papponi, sfruttatori, manager senza scrupolo, corrotti, assassini, tutte quelle persone che a insindacabile giudizio dell'Uomo erano immorali. Ma quella mattina la storia era diversa: quella mattina l'Uomo si era alzato come tutte le mattine, si era preparato la colazione, si era lavato e vestito, aveva salutato moglie e figli augurando loro buona giornata, poi era uscito, aveva preso la macchina e iniziato a guidare verso il lavoro. Fino a quando non arrivò li, a quel semaforo e aveva dovuto fermarsi trovandolo rosso. Si guardò in giro ancora assonnato, distratto, e qualcosa attirò il suo sguardo: pochi metri dopo l'incrocio c'era una fermata dell'autobus e tra i vari pendolari che aspettavano stava un signore, un tizio qualunque che non aveva niente di particolare da farlo notare rispetto agli altri. Eppure l'Uomo sentiva che i suoi occhi erano attratti da quel Tizio. Cercò di guardare altrove, cominciò a giocare anche con il display del cruscotto pur di non vederlo, ma ogni volta gli occhi si andavano a posare sul signore, ignaro di essere oggetto di attenzione di qualcuno. L'Uomo sapeva che sarebbe bastato poco, un unico solo sguardo prolungato, concentrato in modo da cancellare tutto quello che non era Tizio e lo avrebbe ammazzato; ma cosa sapeva di questo Tizio? Niente! Le altre sue vittime erano persone che in qualche modo avevano dimostrato di meritarsela la morte, ma questo no, non lo aveva mai visto prima, non sapeva chi fosse, cosa stava facendo li esattamente. Appunto, pensò, magari sta andando a rapinare una banca o è un borseggiatore che ha puntato una vecchia e sta aspettando solo il momento propizio. Non poteva esserne sicuro, più probabilmente era solo uno che stava andando a lavorare come lui. Vero, ma se non fosse così? E se invece lo fosse? Ok, ammettiamo che stia andando a lavorare. Che lavoro fa? Magari è amministratore delegato di una ditta che causa tumori e morte altrui. Ma no, un amministratore delegato non si muoverebbe in autobus. Vero anche questo, ma forse è uno di quelli che è andato in pensione troppo presto sfruttando immeritatamente alcune leggi che avrebbero dovuto applicarsi su qualcuno che invece ora è gravemente malato per colpa sua. Non posso saperlo, in ogni caso non sembra così vecchio da poter essere già in pensione. O forse è un puttaniere, uno che di giorno veste elegante e fa il moralista, poi la notte va alla ricerca della prima donna a pagamento che trova per soddisfare tutti i suoi più bassi istinti. Ma poi, è così grave andare a troie? Certo che lo è, cosa pensi? Credi che sia bello approfittarsi di una donna sfruttata, venduta per soldi o abbindolata da gente senza scrupolo? E magari questo è pure sposato e la moglie non la guarda più. Ok, ma anche in questo caso non ho nessuna prova che questo qui sia un puttaniere, potrebbe esserlo come no. Certo, ma coi se non si fa la storia; tu stai qui a farti mille domande, tra poco riparti, perderai le tracce di Tizio e questo stasera stupra una ragazza o picchia la moglie o peggio ancora uccide qualcuno. Tutta questa riflessione stancò parecchio Uomo che del resto era pure stanco di avere un potere così pesante: togliere la vita ad un'altra persona e solo per un suo giudizio poi. Decise di farla finita e proprio mentre ormai il verde era già scattato e gli automobilisti cominciavano a suonare ed imprecare lui girò lo specchietto retrovisore in modo da vedersi bene gli occhi, poi guardò intensamente la sua immagine riflessa finché non fu pervaso da un forte dolore che lo uccise. Questo avrebbe fatto un uomo saggio, perché un uomo saggio sa che uccidere è un gesto che nessuno dovrebbe mai compiere, men che meno se fatto in base ad un giudizio. Ma Uomo era uomo di potere e l'uomo di potere ha come primo pensiero la salvaguardia dello stesso e dei propri interessi, ed è per questo che proprio mentre ormai il verde era già scattato e gli automobilisti cominciavano a suonare ed imprecare lui si voltò a guardare Tizio e lo guardò con un unico intenso sguardo, fino a che non lo vide accasciarsi per terra. Poi rivolto a chi lo seguiva fece un gesto di scusa con la mano e ripartì.
  2. Nel nord più profondo, a pochi chilometri da dove i confini delimitano la fine dell’Italia, c'è un paese di nome Gentrano, un minuscolo villaggio con poche centinaia di abitanti attraversato da un’unica strada, dove il passatempo preferito è passare il pomeriggio nel circolo del paese. Alcuni documenti conservati nell’ufficio municipale attestano che in origine il nome di tale luogo era un altro, ma poi verso gli anni venti del secolo scorso la fame patita durante la guerra e il lavoro che scarseggiava spinsero gli abitanti a muoversi verso sud in cerca di migliori condizioni; fu solo durante il secondo dopo guerra che, ormai ridotto ad un cumulo di catapecchie abbandonate, questo paese venne riscoperto e diventò meta del desiderio di facoltosi signori che vedevano in esso un’enorme possibilità di guadagno: in poco tempo fu possibile notare fin da lontano i bracci delle ruspe e delle gru che si indaffaravano a ricostruire un luogo dimenticato da tutti e già solo dopo poche settimane i cumuli di macerie furono sostituiti da villette a schiera con giardino e box compreso. I ricchi più in vista non persero l’occasione di trasferirsi in questo nuovo monumento dello sfarzo, seguiti presto da altre persone meno note ma non meno facoltose, invitate dall’idea di allontanarsi dal volgar popolo. In breve tempo i nuovi abitanti di questo paese che prima non c’era costituirono tutti gli enti necessari, crearono alcuni partiti che seguivano più o meno l’andamento di quelli nazionali e indirono le elezioni che portarono ad un sindaco, il primo primo cittadino che come prima ordinanza emise la nuova nomenclatura di quel luogo: Gentrano. Né la cronaca locale, né tanto meno quella nazionale, riportano di fatti particolari accaduti in questo paesello e non si hanno notizie di nascite o morti celebri avvenute proprio lì; forse l’evento che maggiormente ha scosso i placidi e sonnacchiosi abitanti è stato quando uno dei pochi ragazzi che non erano fuggiti via appena maggiorenni ha inavvertitamente dato fuoco al cestino della spazzatura in piazza dopo averci buttato dentro una cicca di sigaretta mal spenta. Tuttavia in tempi più recenti accadde qualcosa che scosse l’intera comunità, un fatto che sicuramente passerà alla storia come la vicenda del “Brutto di Gentrano”: in un tranquillo giorno di primavera un vecchio, la persona più anziana del paese e quindi la più conosciuta, stava camminando con il giornale tra le mani intrecciate dietro la schiena guardandosi intorno come era solito fare. Arrivato nella piazza salutò col capo i frequentatori del circolo che stavano seduti a godersi un sole raro e fece qualche battuta facendo notare il suo bel cappello bianco nuovo che gli dava un’aria da intellettuale. Dopo aver disquisito per un po’ il vecchio si allontanò e girò attorno alla fontana per svoltare nella via che portava a casa sua, fece qualche passo, poi qualcosa di strano catturò la sua attenzione: proprio davanti a lui, a pochi metri di distanza un ragazzo camminava verso la sua direzione, apparentemente senza notarlo nemmeno. Il vecchio lo squadrò da capo a piedi e continuò a fissarlo fino a quando questo sconosciuto non passò oltre i portici che dalla piazza portavano verso la stazione; era certo di non averlo mai visto prima e di per se questo non era un problema, Gentrano era piena di quei Gabibbi che arrivavano la mattina con la scusa del lavoro e se ne andavano solo a pomeriggio quasi terminato, ma la cosa che preoccupò molto l’anziano fu che questo ragazzo era terribilmente brutto: faccia scura, occhi piccoli e sopracciglia enormi, un naso aguzzo e storto, il labbro alzato da un dente fuori posto che gli disegnava sul volto una smorfia spaventosa e come se non bastasse a completare l’opera c’era un enorme porro peloso proprio accanto al naso, sul lato destro. Era inammissibile che un essere di cotanta bruttezza potesse anche solo passare per le strade di un paese come Gentrano. Il vecchio cercò di dimenticare subito quell’orrenda visione e tornò a casa certo che l’immondo non si sarebbe più fatto vivo. Eppure, anche dopo parecchie ore da quell’incontro, non si sentiva tranquillo. Il giorno dopo si alzò di buon ora, si lavò e si vestì di tutto punto, quasi come se dovesse andare ad una festa, salutò la moglie che ancora dormiva e scese al circolo per fare colazione. In realtà quello che stava cercando non era tanto la compagnia di qualche paesano, ma lo stesso ragazzo del giorno prima, o meglio, sperava che, restando a sorvegliare il principale punto di passaggio del paese per tutto il giorno, potesse arrivare alla conclusione che quell’essere non aveva niente a che fare con il posto che lui stesso aveva contribuito con soddisfazione a ripopolare. Ma fu deluso perché dopo qualche ora, proprio tra un commento sui risultati della Juventus e una discussione che verteva sullo scandalo del ministro sorpreso a mangiare delle mutande commestibili indossate da una quasi certa prostituta, il ragazzo spuntò col suo passo un po’ claudicante ma veloce e si manifestò ai suoi occhi in tutta la sua porrezza - Moh, se l’è brutt- disse cercando consenso tra gli altri -E ti ghe raxón- disse qualcuno -Ostreghetta, l’è brutto assai- -Minchiassorreta- Tutti i presenti concordavano col vecchio saggio, quel ragazzo era davvero brutto: bisognava fare qualcosa per evitare che la sua bruttezza contagiasse i poveri abitanti di Gentrano, ma cosa? Fu proprio il vecchio a prendere iniziativa e scortato da un paio di pensionati preoccupati per il futuro delle loro nipotine si recò alla centrale dei carabinieri. Quando lo videro gli agenti si misero subito sull’attenti e lo salutarono -Buonasera signore- -Comodi, comodi. Piuttosto, fatemi sedere- -Certo, prego- e una sedia comparve sotto le natiche dell’anziano -Come possiamo aiutarla?- chiese un altro agente -Signori, credo che qui ci siano tutti i presupposti per un vostro pronto intervento- -Ci dica- -Non so se anche voialtri ve ne siate accorti, ma da qualche giorno la quiete di Gentrano è messa a repentaglio da un facinoroso proveniente da chissà dove- -Non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione- -Bene, allora ve lo segnalo io- -E chi sarebbe questo facinoroso?- -È proprio questo il punto: non lo sappiamo- -Ma avrà ben fatto qualcosa per meritarsi l’appellativo di facinoroso- -Certo. Vede agente, è convinzione non solo mia che quel ragazzo sia particolarmente brutto, ma non brutto come ce ne sono tanti in giro, questo è di una bruttezza mai vista, che non si confà con l’immagine che noialtri cittadini gentranesi abbiamo sempre cercato di mantenere- -Capisco. Ma in questo noi come possiamo intervenire?- -Beh, ve lo devo dire io? Arrestatelo, espelletelo, fate quel che vi pare, ma mandatelo via da qui prima che la sua bruttezza ci infetti tutti - -Ma signore, lei capirà che noi non possiamo di certo arrestare un uomo solo perché è brutto- -E perché no? Dove sta scritto?- -Proprio perché non sta scritto da nessuna parte. Comprendiamo la sua più che giusta preoccupazione, ma non esiste nessuna legge che vieti alle persone brutte di girare per strada- -Beh, allora scrivetela voi, no? Non siete tutori della legge?- -Si, ma non è così facile: noi siamo solo semplici agenti, per emettere una legge ci vuole un giudice, la cassazione, l’ordine dei magistrati, il ministero…- -Si, si, ho capito. Come al solito non potete farci niente- -No, è che…- -Ma piantatela- Il vecchio si alzò con un gesto di stizza e si incamminò fuori dalla centrale seguito dai commenti dei suoi accompagnatori che continuavano a ribadire “È un’ingiustizia”, “È uno scandalo”. Scese in piazza visibilmente adirato continuando ad urlare come un forsennato; urlava così forte che tutti si affacciarono dalle finestre per vedere cosa stava succedendo al loro povero, stimatissimo, vecchio -Gente- disse il vecchio appena ebbe raggiunto la piazza -oggi è successo qualcosa che nei diversi anni di esistenza di questo paese non è mai accaduto e che spero non accada mai più . Come voi ben sapete la tranquillità della nostra bella Gentrano è messa in discussione da un essere la cui identità ci è ignota ma, soprattutto, il cui aspetto fisico è un’offesa all’immagine di casa nostra- Grida di assenso -La cosa grave è che i carabinieri, i cosiddetti tutori dell’ordine, se ne fregano- Grida di negazione -Dicono che non esiste una legge. Puah- Risa di disprezzo -E io dico allora, cari concittadini, che è giunto il momento che noi abitanti facciamo qualcosa per la nostra bella Gentrano- Urla di attesa -Cittadini, in quanto membro più anziano di questa comunità, io vi dico: caccia all’immondo- Urla di assenso -Ora!!- Urla di follia pura. In un attimo la piazza di Gentrano fu invasa da decine e decine di persone indemoniate, desiderose solo del sangue di quel povero ragazzo che non arrivava nemmeno a vent’anni. Venne improvvisato un corteo per le strade del paese, mentre i carabinieri, preoccupati che la scena sfociasse in tragedia, scesero in assetto anti sommossa anche se non sapevano che fare: fosse stato per loro si sarebbero uniti alla caccia al mostro, ma non potevano. Pochi minuti dopo arrivò anche il sindaco che riuscì a placare le grida. -Cosa sta succedendo qui?- -Signor sindaco, un giovane dall’aria veramente brutta si sta aggirando per queste vie che finora, grazie anche alla sua amministrazione, sono sempre state tranquille- -E dunque?- -Dunque bisogna intervenire, prima che anche noi, infettati da quell’essere, si diventi brutti- -E voi volete questo?- -Certo e siamo ben determinati ad averlo in qualunque modo. Ed essendo che i carabinieri non possono intervenire…- -Fermi, fermi, lasciatemi pensare. Dunque, effettivamente i carabinieri non possono farci nulla, mica si può arrestare un uomo solo perché è brutto- -E allora?- -Allora, allora...È anche vero che io sono il vostro sindaco e devo garantire, oltre alla vostra incolumità, anche il vostro benessere- -Esatto- -E allora provvedo: chiedo a tutti gli agenti qui presenti di intervenire e porre sotto arresto questo ragazzo dalla bruttezza infinita- -Ma con quale motivo?- -Un motivo lo si trova, chiedete al vostro superiore- Il corteo ripartì, più tranquillo e composto di prima che non si sa mai che qualcuno testimoni di aver visto una folla inferocita scagliarsi contro un ragazzo inerme, ma con tutti i cittadini di Gentrano presenti: dal vecchio al farmacista, dal sindaco al comandante dei carabinieri fino al panettiere. E non dovettero fare molta strada perché, svoltato l’angolo, proprio il sindaco andò a sbattere contro il giovane ignaro di essere l’oggetto di tanta attenzione. -Buonasera, lei è il giovane brutto, suppongo- -Oh, buonasera sindaco. Mi scusi, non ho avuto ancora il tempo di presentarmi a lei e ai miei concittadini- -Mi scusi, ha con lei il certificato di bruttezza? Il documento che attesta che lei può circolare per le nostre strade nonostante la sua immondità?- Il ragazzo fu frastornato, non si aspettava un’accoglienza del genere -Ma...ma certo signor sindaco. Me l’hanno data i suoi dipendenti appena sono arrivato, come vuole la legge- -Bene, può mostrarmelo ora?- -Beh...ora veramente non ce l’ho con me, dovrei passare un attimo a casa…- -Lei lo sa che Gentrano è un paese di alte tradizioni e che mai, dico mai, nella storia del nostro paese si è avuto un disguido come quello che lei ora ci sta creando?- -Mi dispiace, non volevo. Ma se volete seguirmi…- -Che fa, oppone resistenza?- -Chi, io? Ma no, io…- -Presto agenti, mettetelo in stato di fermo. L’uomo ha opposto resistenza e offeso un rappresentante dello stato- -Ma non ho detto nulla…- Il ragazzo non poteva credere a quello che gli stava succedendo: nel giro di pochi secondi venne circondato da alcuni agenti che lo bloccarono e gli misero le manette, poi lo caricarono di forza su una volante arrivata per l’occasione per portarlo in caserma, a pochi metri da li. Lui si dimenava, continuando ad urlare di non avere fatto niente. -Vedo che il soggetto continua a ribellarsi alle forze dell’ordine, dimostrando di essere un individuo altamente pericoloso per la società. Trattatelo in regime di TSO- Gli agenti trascinarono il ragazzo dentro la caserma, poi chiusero le porte per evitare che la folla entrasse dentro e cercasse di linciarlo. Non è dato sapere cosa abbiano realmente fatto a quel ragazzo, tutto quello che si sa e gli eventi di cronaca non smettono mai di ricordarcelo e che da quella caserma ne è uscito solo quarantotto ore dopo e da morto, il corpo pieno di ecchimosi, graffi e tracce di sangue. Incidente diranno, un carattere troppo difficile non gli ha permesso di restare calmo e in un tentativo di fuga è caduto dalle scale riportando ferite che gli sono state fatali. I fatti di cronaca ce lo ricordano sempre, appunto: qualcuno entra in una caserma vivo e sano e ne esce qualche giorno dopo stecchito senza che si sappia perché. Ma da quel giorno a Gentrano non si è mai più vista una persona brutta.
  3. Si, riporto sotto la mail arrivata l'undici febbraio scorso: Gent.mo Sig.Adesso, abbiamo esaminato l’Opera “La fuga di Ike" che ci ha inviato. Pur apprezzandone il contenuto al momento non riteniamo possa rientrare nei nostri programmi editoriali. La informiamo che potremmo sottoporre la Sua Opera ad altri marchi editoriali con i quali collaboriamo nel caso di un loro possibile interesse. Nel ringraziarLa inviamo i nostri migliori saluti SBC edizioni Direzione editoriale
  4. E' vero, ho controllato meglio e la busta e' intestata SBC Communication, scusate l'errore di distrazione. Pero' in ogni caso mi sembra cambi poco: io sbc edizioni ti dico che non ti faccio pagare per una pubblicazione, ricevo il tuo romanzo e lo passo ad Akea, che te lo pubblica facendoti pagare...mi pare un trucco per ovviare a quanto scritto nel famoso comunicato, quello in cui SBC dice che non fara' pagare i suoi autori; sbc no, ma Akea si!
  5. Ciao a tutti, mi chiamo Alessandro, sono nuovo di questo forum... Volevo dare il mio contributo alla discussione: tempo fa ho ricevuto una mail da parte della SBC edizioni, diceva che il romanzo proposto era valido, ma non rientrava nelle loro linee editoriali, in ogni caso si sarebbero riservati la possibilita' di segnalarlo a qualche altra casa con la quale collaborano. Un paio di giorni fa mi arriva una lettera da parte dell'Akea edizioni: vogliono pubblicarmi il romanzo, ma devo sborsare 1200 euro comodamente pagabili in due rate. La cifra servira' per la stampa di 120 copie del mio libro da distribuire durante le presentazioni (quali????). Altra cosa, la busta era intestata SBC Edizioni, mi sembra che la "nuova politica" della lettera di poco sopra sia gia' stata bella che dimenticata...
  6. Ciao a tutti, mi presento: mi chiamo Alessandro, vivo a Genova, citta' nella quale sono nato nel 1977. Lavoro presso una grossa compagnia di informatica, anche se ormai a forza di smantellamenti tanto grossa non e' piu'. Sono appassionato di musica, cinema, libri, viaggi: ho un paio di progetti musicali nei quali cerco il piu' possibile di trovare nuove sonorita'. Scrivo per la voglia di raccontare che ho, pari a quella di ascoltare. Attualmente ho pubblicato qualche racconto in alcune raccolte e ho scritto due romanzi: *EDIT DALLO STAFF* per il quale sono alla ricerca di una casa editrice Ci sentiamo presto, buona scrittura a tutti, Alessandro