Francys

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  1. L'età per me è quella mentale, quindi siete tutti giovani
  2. Mio parere personale è che la genialità di Freud non sia stata tanto l’elucubrazione mentale che l’ha portato a diventare un filosofo di fama mondiale, ma l’elemento focalizzante che ha di aver saputo sfruttare due specializzazioni quali la filosofia e la psicoanalisi per creare sentieri in cui entrambe si confondono e permettono ulteriori linee di intersezione e prospettive. Cartesio disse: “Io penso, dunque sono, quindi esisto.” Tu dirai, vabbè ma la relazione con il mio racconto qual è? Tu hai la genialità di aver preso situazioni comuni e predisposto un asse cartesiano in cui gli elementi si confondono, creando un quadro apparentemente astratto, ma che restituisce sensazioni e sapori che hanno un senso compiuto: da qui l’analogia di cui sopra. Per quanto mi riguarda essere scrittori non significa confinarsi in una camera blindata e partorire parole allineate, ma mesh-uppare una sana dose di follia con fantasia e capacità di frullare la normalità con spezie dal sapore emozionante. Potrebbe essere l’etichetta di qualcosa intorno a lui. O il nome di una portata chissà di quale nazione. Come essere in un ristorante greco senza essere in Grecia o in un ristorante pugliese senza ordinare la burrata. O spedire cartoline chissà dove. Ho una domanda che toccherebbe convocare il papa: il tuo racconto regala sensazioni che hanno il sapore di un libro di ricette al cioccolato, di una fontana i cui desideri rimangono sepolti in volti di monetine da venti centesimi o camminate chilometriche che rendono il ritorno in albergo accattivante: è un racconto che trasmette la sensazione di una giornata che vale la pena assaporare. Per me sei un genio e sta’ storia è una figata pazzesca. Se non fosse che ti adoro già, ti adorerei! Non ti faccio le pulci perché la pulce è quella ragazza rossa Continua a scrivere su fogli di carta rimediati in un bar, ti dona.
  3. Bravi ragazzi/e partecipate numerosi tanto io non ci sono
  4. Mettetevi comodi che di solito per i voti utilizzo 8000 caratteri, il mio modo di ringraziare giudice, giuria e i compagni di sventura avventura. Leggervi è stato un lavoro, appagante e laborioso, non sono sicura che vi avrei apprezzato nello stesso modo se non fossi stata a letto già agonizzante e quindi avvantaggiata per il colpo finale In ogni caso il lavoro è finito, le mie impressioni ve l’ho lasciate, a chi meglio a chi peggio, tirando a sorte con un dato d20. Mancano i voti, ho paura che se non lo facessi, Simone e Plata investigherebbero sul mio ID e me li ritroverei sotto casa. Per Nerio vado tranquilla, so che è troppo impegnato a piazzare bombe lavorare da una parte all’altra dell’emisfero. Voti Queffe: perché la mia febbre è aumentata da 38 a 39,5 solo leggendolo. Rewind: perché mi sono fatta una spremuta con un frullatore che mi ha portato un tizio verde e rosso e mi sono ritrovata alla presentazione degli oscar 2016, solo che invece di Leonardo di Caprio c’era lui. L’ho preso come un segno. Calvero: perché mi sono svegliata coperta di fango (grazie INTRO) con Calv che continuava a dire “non sono bello come Rew, non sono bello come Rew”. Questo è il mio modo di dirgli: “però sai scrivere.” Menzioni speciali: in modo particolare a… TUTTI! Che io ricordi è una delle edizioni del MI in cui ho avuto più dibattiti interni e già le mie voci (ne ho molte dentro) parlano parecchio. Per cui a differenza di sempre ci sono nomi che continueranno a blaterarmi trasformandosi in uno dei miei io e un altro che prenderà le difese dell’io che ha deciso: dovevi votarmi si lo so, ma i voti erano 3 e non è che ho votato pizza e fichi io lo meritavo e quindi? Chiedimi perdono Mmm per queste cose è una vita che mi esercito con scarsi risultati Pentiti Naaaa Voglio vedere la prossima volta come finisce Ok siete tutti vendicati. Thanks! Vi odio amo tutti. E ora scappo sul serio! PS Per Nerio, Simone e Plata
  5. Il messaggio o meglio la consapevolezza del messaggio che volevi lasciar passare mi è arrivato e l'ho anche apprezzato. Ripeto, in questo tuo testo, sono stati i miei limiti la penalizzazione. Non mancherò di leggere volentieri altro di tuo. P.S. vedrò il film, me lo sono sempre ripromessa, ma poi...
  6. Inc tu sei il vendicatore mascherato della lingua italiana Vorrei farti un commento adeguato all'importanza di un testo come questo, apparentemente semplice ma profondamente elaborato. La tecnica che metti in ogni pausa, virgola e punto rimane sospesa riportando un significato che si avvicina alla perfezione, le parole e i personaggi sono scelti con cura e dimostrano lo scrittore che stai diventando. Rimane un esercizio ottimamente svolto, perchè con più tempo (e una doccia ) avresti tolto alcune imperfezioni che stonano in un'elaborazione come questa. Scusa che non entro nei dettagli, ma anch'io ho una doccia e delle votazioni che mi aspettano prima di uscire da casa. Leggerti è sempre un godimento! Alla prox
  7. @simone volponi @acronimo4 grazie del passaggio scusate la velocità, ma sono tipo indecisa tra sei racconti. Ce la posso fare
  8. Ciao Mina, è la prima volta che ti leggo e non mi dispiaci. L'aria alla Tarantino l'ho avvertita, avrei puntato su un'ambientazione diversa e dialoghi meno stereotipati (in questo Tarantino è il top), se ci avessi messo più originalità sarebbe stato un mio voto sicuro. Quello che non mi ha convinta è aver puntato tre quarti del racconti sull'attrazione, che sì è un bel diversivo, ma l'avrei lasciato più di sottofondo. Rimane comunque un bel racconto, scritto bene e scorrevole, con punti che se avresti interiorizzato per renderli più credibili, sarebbero stati ottimali. A rileggerti
  9. Il racconto è pulito, nel senso che si legge senza intoppi (a parte la fine troppo frettolosa) e non si notano refusi e quant'altro o almeno io non ne ho visti. La sensazione fastidiosa che mi colpisce è che una volta terminata, della storia non rimane nulla, come una stanza asettica. Immagino che, data la trama, sia anche il tuo obiettivo e in questo lo definirei centrato, ma resta quel vuoto che non è stato colmato. Forse è la mancanza di personalizzazione, di pecularietà che ti fanno aggrappare a qualcosa, ma dovunque posi lo sguardo non vedo nulla sul quale soffermarmi; come una pagina bianca sul quale scorrono parole che si allineano bene ma non hanno colore. L'unico consiglio che mi sento di darti è che puoi togliere la canzone che anche se fa riferimento al film non aggiunge nulla e puoi caratterizzare meglio i personaggi, far conoscere la vittima o il Killer. A rileggerti
  10. @puntoevirgola Ciao, strano nick che hai scelto, fa pensare sia alle emoticon che al motivo per cui ci si iscrive a un sito come questo. Venendo al testo, devo dire che il tuo racconto è quello che più mi ha messo in difficoltà: hai scelto due film di cui uno fa parte degli intramontabili e ciò mi ha creato un conflitto di interesse, nel senso che i personaggi di Rossella e Rhett sono intoccabili, perchè nessuno (secondo me) per quanto bravo può rimetterci le mani e proseguire quello che originariamente hanno creato (Mitchell/Selznick/Howard & c.) tra romanzo e sceneggiatura. Il mesh-up con "Harry ti presento Sally" poi mi è sfuggito, mio limite, non ho mai visto il film. Quindi leggendo il racconto il confronto è nato spontaneo e non ho affatto riconosciuto le particolarità dei due protagonisti di "Via col vento", ripeto un mio limite, che comunque non mi permette di valutare il contesto come merita. Estrapolando la trama dal contesto ne esce fuori una storia normale, la cui particolarità di Sally è continuamente ribadita ma non per nulla comprovata, quasi un dato di fatto contestualizzato di diritto. I fatti mostrano una caduta, seguita dalla rinascita e una fine che banalizza sia la protagonista che lui, rendendo vano tutto il percorso. I dialoghi andrebbero rivisti se non per intero, per buona parte della storia. A rileggerti
  11. Ciao Lizz, ho gustato questo chicca al quale mancava solo una manciata di popcorn Un bell'esperimento, in parte riuscito. Il protagonista diventa la proiezione dell'io narrante e ci regala una perla di surrealismo rovinata (in parte) solo da un suo immedesinarsi troppo nella situazione. Se avresti lavorato quel tanto in più sulla distanza sarebbe diventato un capolavoro. Rimane comunque un bellissimo flash, scritto veramente bene, sul quale lo sguardo si sofferma piacevolmente colpito. Ti rileggerò molto volentieri
  12. Ciao Taiga, inizio con il dirti che hai scelto un'argomento difficile trattandolo con una delicatezza ammirevole. Un consiglio che mi sento di darti è che l'ambientazione in casi come questo (eutanausia assistita) ha un ruolo fondamentale, dato che viene praticata solo in alcuni stati mentre in altri è vietata. Non dico che devi dedicargli chissà quanti caratteri, quel tanto che basta a eliminare il problema. Un altro dettaglio è il rapporto tra madre-figlia che anzichè essere il perno centrale del racconto diventa marginale. Quello che a me risulta evidente è una storia incentrata sull'amore di Hope e Garrett, il che non sarebbe un problema, se non fosse per quella presenza costante - Jenny - che pare quasi elemosinare un'attenzione vistosamente assente. Rimane quasi un senso d'incompiuto. Questa figlia che venera la madre sembra completamente abbandonata a sè stessa da sempre, e nella storia questa sensazione viene confermata, nonostante l'accenno al fattio che Hope si sacrifica nel tornare tra i vivi per crescere Jenny. Ti vorrei consigliare di dare più spazio a questo rapporto che così sempre unilaterale, altrimenti se rimane predominante scrivere di Hope e Garrett, togli Jenny dalla stanza dell'ospedale (immagino che sia l'ospedale perchè entra il medico, ma potrebbe essere una clinica o qualunque altra cosa, da specificare: i dettagli sono importanti) e falla vivere solo attraverso i ricordi di Hope, anche questa può essere una soluzione. E nella tua testa che prima deve essere chiaro ciò di cui vuoi narrare. Per il resto rimane una storia che mostra un ingenuità a tratti commovente con punti di una freschezza che rimane sulla pelle. A rileggerti
  13. Questo racconto è un piccolo capolavoro. Già so che il mio commento ti farà rabbrividire ma sono decisa a fartelo lo stesso Geniale l’idea del frullatore mesh-up di libri/cd in cui dai vita a una storia improponibile, con personaggi assurdi e per questo vincenti. Personaggi: Mi sono intestardita a dargli il nome reale; quello che tu hai tirato fuori dal cilindro magico. L’io narrante: l’ideatore del frullatore mesh-up, ovvero tu. Il fratello di IT con i capelli verdi: ho pensato al cappellaio matto di Alice (avvallato dal fatto che ride sempre e non spiega il perché) poi ho digitato su google ed è uscito fuori un film “Il ragazzo dai capelli verdi” una storia triste che mi ha commosso (Dovunque andrai tutti diranno: "Quello è il ragazzo dai capelli verdi" e poi ti chiederanno: "Perchè hai i capelli verdi?" E tu glielo dirai. "Perchè io sono un orfano di guerra e i miei capelli vi ricordano che la guerra fa tanto male ai bambini".) Resto sul cappellaio matto. Cavaliere scheletrico e il suo porta borse: Mi è venuto in mente Ronzinante e Sancho (un cavallo solo scheletro e pelle, un mesh-up nel mesh-up divertente se fosse stato Ronzinante il cavaliere scheletrico e Sancho il panciuto, ma capisco come coglierne l’ironia poi sarebbe stato da psiche instabile come la mia). Molto più idoneo Don Chisciotte. Capelli da scossa: Confesso che l’unica immagine è stata Edward mani di forbice. Ma la bacchetta che usa per ammazzare le zanzare identifica uno strumento avvallata dalla tua definizione “Pare un maestro d’orchestra”. Dopo aver scritto il commento ho letto le tue risposte ed ho sorriso. L’ho riletta in chiave e mi sono divertita ancor di più, in effetti nei dialoghi risulta evidente che era sordo, inoltre la battuta sull’alcool (visto i suoi problemi) era cattivamente spassosa. Gli indizi erano chiari. Trama: Un inizio scoppiettante (“Il campanello troneggia. Vado ad aprire. Il postino, faccia da ex cannibale di Bolzano, alito da golia post mortem, mi consegna un pacco nero. Se ne va, il postino, non il pacco nero. Lo apro, il pacco nero, non il postino cannibale che se n’è andato senza salutare” mi piace molto) da il via a una storia dai sapori molteplici, condita da buona ironia, dialoghi divertenti, personaggi che giusto un frullatore mesh-up ordinato da un io narrante folle poteva mettere magistralmente insieme, perdipiùquell’ionarrantesiritrovafrullatoinsiemeailibrieicdeciconducepermanoallascopertadell’identitàsegretadeipersonaggi. Cosa chiedere di più? Bravissimo! P.S. Ho poi letto tutti i commenti e il racconto mi sembra chiarissimo (compresa la morte di Steven/Clint), specificare oltre diventerebbe dannoso. Secondo me la storia è perfetta com'è.
  14. Ciao Edison, passo a darti le mie impressioni perchè il poco tempo non mi concede altro. Questo (per me) è un racconto a metà, incentrato sul mondo del calcio ma focalizzato su due personaggi che definirei principali: Stefano e Don Tano. Il problema è che questa dualità di aspetti rende impossibile mettere in primo piano entrambi, di conseguenza l'empatia del lettore non ha modo di patteggiare per niente e nessuno. Probabilmente se avessi approfondito la rivalità di Stefano con Alex e/o il confronto tra Don Tano e Stefano avresti creato degli specchi di cui parlare. Il calcio, seppur protagonista è quasi messo in panchina. Gli elementi su cui lavorare ci sono, fossi in te guarderei la storia da un'altra angolazione. A rileggerti!
  15. @sioux mi scuso veramente perchè meriteresti un commento nello specifico ma ho intenzione di lasciare due righe a tutti, devo ancora finire di leggerli (e ho poco tempo) per cui mi limiterò alle impressioni generali: splendido racconto curato nei particolari, ho gradito molto i personaggi che hai incastrato in questo racconto e devo dire che sei stato particolarmente bravo a metterli insieme perchè, apparentemente, non avrebbero modo di poter convivere. Sei riuscito nel creare una catena che seppur mostra qualche cedimento, regge. Due cose che non ho gradito: il giochetto delle lettere (quando metti in piedi una cosa così non puoi giocarci sopra, capisco il motivo che ti ha portato a farlo ma potevi inventarti qualcos'altro per legare) e la fine che sembra quasi una presa in giro per il lettore, un modo di tirarsi in disparte che sa molto di prestigiatore. Io credo che questo racconto merita una fine migliore, ma sei tu l'autore e tua la decisione. Ti lascio con una frase che (spero) apprezzerai: Vorrei confessarmi ma non ne sono capace, perché il mio cuore è vuoto. Ed è vuoto come uno specchio che sono costretto a fissare. Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e paura. Vi leggo indifferenza verso il prossimo, verso tutti i miei irriconoscibili simili. Vi scorgo immagini di incubo nate dai miei sogni e dalle mie fantasie. (Antonius Block)