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Dolcenera

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  1. 19 considerazioni sparse

    Io dopo tutti sti commenti su flop, ustioni di quinto grado e numeri da capogiro c'ho l'ansia, prima e unica volta nella vita che mi ha sfiorato il pensiero: "Meno male che non sono io quella che pubblica con la Mondadori"
  2. Curiosità sull'editor e i corsi

    Io non sono completamente d'accordo con quanto scritto fino a qua. È vero che sicuramente non c'è una strada precisa, è vero che bisogna leggere tanto e avere occhio critico e penso sia verissimo che molti corsi siano fuffe, ma credo che un corso di editing posso aiutare molto a capire "come funziona" una storia e come un editor la dovrebbe analizzare, smontare e comprendere. Io sto seguendo un corso di editing della durata di 9 mesi con un'editor professionista e, se alcune cose le sapevo perché ho letto anch'io tanti manuali/saggi/articoli/ecc sulla scrittura, altre cose sono per me nuove e davvero interessanti. Sicuramente è un costo, ma secondo me è tutto fuorché buttare i soldi. Per me più che altro dovresti stare attento sia a chi insegna nel corso (fa l'editor di professione, quindi non lo scrittore, il professore o altre professioni? E a che livello? Con chi lavora? Da quanto?) e quali temi vengono toccati. Se invece vuoi solo un'infarinatura per sapere se è una cosa che ti può interessare senza spendere un patrimonio ti consiglio un workshop, la Minimum fax ne ha fatto uno da poco con i suoi editor e ne ho sentito parlare bene.
  3. Silvia Meucci

    Complimenti @Ste77, tienici aggiornati
  4. L'angosciante autopromozione

    Secondo me autopromuoversi oggi è molto importante, sia che tu ti sia autopubblicato sia che tu abbia pubblicato con una casa editrice piccola/media/grande. Il modo intelligente di autopromuoversi per me è parlare di cose interessanti (dove per interessante si va dal divertente all'intelligente al commentare una notizia molto popolare in quei giorni al saper fare un ragionamento sensato in questo mondo internettiano dove spesso sembrano tutti cretini) e collegarci poi il tuo prodotto. Spammare solo il tuo prodotto non è una cosa che funziona: se non sei già famoso a nessuno interessa comprare il tuo libro. Ma se ti rendi invece piacevole allora la gente si interesserà a te e a quello che fai. Io ho in mente un progetto da tempo, ma poiché ho i soliti casini della vita di tutti (lavoro full-time che non c'entra una cippa, una casa che ahimè ogni tanto va pulita, cibo da comprare e ingurgitare, corsi di formazione da seguire, libri, auto, viaggi, fogli di giornale) e sono una persona poco costante ogni volta mi perdo. Appena deciderò di ripartire, credo a breve, potrei raccogliere un po' di info sull'argomento (tipo cosa mi sembra funzionare e cosa no) e parlarne sul forum se a qualcuno interessa.
  5. Romanzi in cerca di autore [scad. 17/12/2017]

    Io avrei una domanda su una questione che non mi è chiara. Sul regolamento c'è scritto: "A titolo di riconoscimento personale Mondolibri, Kobo Editore e una casa editrice del Gruppo Mondadori, pubblicheranno ciascuno, a loro insindacabile scelta e giudizio, una delle tre opere vincenti" quindi mi sembra di capire che verranno premiate tre opere: una pubblicherà con Mondolibri, una con Kobo editore e una con una casa editrice del gruppo Mondadori, giusto? E se un partecipante partecipasse per essere pubblicato da una solo o due di queste case editrici e non da quella da cui viene scelto, cioé se venisse scelto da - non so - Mondolibro per la pubblicazione ma non fosse imteressato a pubblicare con loro? Può anche ritirarsi e non firmare una volta che ha vinto il concorso?
  6. Lorem Ipsum

    Mi scusi signor @JaV per l'insistenza, se una persona avesse mandato a maggio il proprio dattiloscritto è possibile che sia ancora in valutazione o è probabile che sia un no a cui si è dimenticato di rispondere?
  7. Norme base di revisione di un testo (correzione di bozze)

    A meno che Word non abbia cambiato da poco la distanza tra i puntini, i puntini che formatta automaticamente durante la digitazione sono più larghi rispetto a tre punti fermi consecutivi (considera che Word li formatta in automatico, devi togliere la correzione automatica se vuoi vedere la differenza). [Edit: sono andata a fare una prova su Word perché mi pareva strano che ci risultasse all'opposto e ho notato che è cambiato il modo in cui vengono disposti i tre puntini, hai ragione tu. Però una volta i tre puntini si "allungavano" di più nel testo. Pensa che ho il normario di una CE, preso qualche giorno fa, che mi segnala questa cosa (di non usare i tre puntini, ma tre punti fermi di seguito), dovrei fargli notare che Word non distanzia più i tre puntini così.] Ma ovviamente io non dico che non sia necessario mettere spazi e accenti giusti o dare una formattazione coerente all'interno del testo. Assolutamente, lungi da me un tale pensiero, dico che per alcune regole è la casa editrice a decidere (tipo se per i dialoghi usano caporali, virgolette alte, linea, ecc) e tu non puoi sapere prima quale casa editrice ti pubblicherà quindi scegli un metodo e resta coerente per comprensibilità, poi i redattori ti faranno sapere le modifiche relazionali. Be' io conosco almeno due CE con cui litigheresti per "sè stessi" e "Occidente" Ma, come dicevo in un altro topic, considera che i correttori e gli editor sono molto rispettosi delle scelte dell'autore, se sono scelte stilistiche ragionate spesso le lasciano. Di solito si media: qualcosa si formatta come vuole la CE, ciò che sta più a cuore allo scrittore si lascia (per esempio si pubblicano romanzi dove i dialoghi non sono "virgolettati" in alcun modo, se è una precisa scelta stilistica).
  8. Una storia travagliata

    Ciao, io ho scritto e riscritto un romanzo dal 2008 al 2017. Mai fatto leggere a nessuno. (Buoni personaggi, poche buone scene, bruttino nell'insieme). Mi accodo a chi dice che forse sarebbe meglio mollarlo per un po' e dedicarti ad altro, ma proprio altro, racconti di generi diversi o un romanzo del tutto nuovo. E non sei patetica, sei umana.
  9. Show don't tell & Co

    *ridondanza *ma un professionista Mi tocca fare la correttrice di me stessa.
  10. Norme base di revisione di un testo (correzione di bozze)

    Per farti un esempio c'è un importante casa editrice che di default sui testi "abbassa" tutto ciò che può abbassare (nel senso che mette senza l'iniziale maiuscola anche ciò che andrebbe); modifica certe parole secondo uno standard, tipo "obbiettivo" verrà sempre cambiato in "obiettivo" dai redattori, "okay" con "ok", "alcool" con "alcol" anche se non sono errori. Poi ha norme redazionali sulla punteggiatura: i tre punti di sospensione non sono i tre punti "automatici" che ti dà Word, ma sono una serie di tre punti fermi (li noti perché non sono allungati, ma stretti): in teoria è un errore perché non è il corretto segno di interpunzione, ma alla CE piace così e li modificano per tutti i libri; il punto fermo non viene messo dopo una battuta di dialogo se all'interno di quest'ultima c'è un punto di domanda/affermativo, ecc. Insomma sono regole redazionali che l'autore non deve sapere e non deve applicare nel proprio manoscritto (anche perché non può sapere chi deciderà di pubblicarlo e come ho detto cambiano da CE a CE), ma che omologano tutte le pubblicazioni di quella casa editrice. Non sono errori, sono preferenze.
  11. Norme base di revisione di un testo (correzione di bozze)

    Molte cose sono corrette, alcune sono in realtà soggette a norme redazionali che possono cambiare molto da casa editrice a casa editrice (non è strettamente un problema dell'autore, ci penseranno i redattori, ma è giusto per dire come stanno le cose). In alcune realtà le norme redazionali interne vincono persino sulle norme grammaticali italiane.
  12. Show don't tell & Co

    Entro a gamba tesa senza aver letto tutte le risposte: 1) Show don't tell: ovviamente ognuno ha un proprio stile e il romanzo deve equilibrare le scene con il raccontato, ma viene proposto come massima perché la scena è capace di far immedesimare, fantasticare ed empatizzare il lettore, il racconto difficilmente ci riesce, anche se ben scritto. Sono le scene il motivo per cui leggiamo un libro. Inoltre il problema di buona parte degli aspiranti scrittori è che spesso credono di mostrare qunando stanno solo dicendo delle cose. 2) "Fu vendicativo". Mi trovo d'accordo con chi ti ha corretto: se hai prima mostrato la scena in cui il personaggio è vendicativo, è inutile ripetere che è stato vendicativo; se non l'hai mostrata il "fu vendicativo" è debole come affermazione e non solletica l'immaginazione del lettore. In ogni caso non tutti gli editor correggerebbero questo tipo di rindondanza, probabilmente la segnalerebbero, ma lascerebbero piena decisione all'autore. 3) editor-autore: con tutti gli editor con cui ho parlato non mi è mai capitato di sentire qualcuno che si ponesse come "insegnante" che corregge un allievo, anzi c'è sempre molto rispetto per lo stile e le scelte dell'autore (più di quanto da esterna potessi immaginare) e un romanzo non viene modificato senza il consenso dello scrittore. Certo se l'editing è molto profondo e importante e l'autore lo boccia su tutte le linee c'è anche la concreta possibilità che si decida di non pubblicarlo, ma io non ho mai sentito che sia accaduta una cosa del genere: si media sempre, tantissimo, portando massimo rispetto per lo scrittore e lasciandolo spesso libero di mettere paletti di stile personale. 4) io quando parlate di tutti questi autori "fatti con lo stampino" vorrei sapere a chi vi riferite perché i grandi scrittori sono tutti molto diversi e riconoscibili, i bravi scrittori hanno comunque un loro punto di vista nel raccontare una storia che non potrà coincidere con quello di un altro, i mediocri scrittori può darsi che si possano confondere... ma voi perché leggete libri mediocri? In ogni caso io consiglierei di non vedere l'editor come una figura che vuole "uccidere" il tuo bambino, ma a un professionista che avendo un occhio pulito ed esperto può davvero aiutare molto un romanzo e l'autore, di solito, è l'ultimo che se ne accorge.
  13. Editor: come sceglierlo?

    Volevo solo fare una precisazione su quanto detto da @bicca56, a parte che la prima persona a cui ti sei rivolta è stata poco professionale e anche molto maleducata, e che, da come scrivi, sembra aver fatto più una valutazione che editing, però una cosa vorrei dirla: se assumi una persona come editor per fare editing non è detto che debba anche fare correzione di bozze (quindi correggere errori grammaticali e refusi), nelle case editrici editor e correttore sono figure diverse e c'è anche un motivo abbastanza valido a mio avviso. Poi molti editor si rendono disponibili a fare entrambi, ma dev'essere specificato.
  14. Lorem Ipsum

    Io i primi di maggio ricevetti dall'agenzia Lorem Ipsum una richiesta del mio manoscritto dopo un evento al BASE di Milano, risposi inviando il romanzo, ma non seppi più nulla. Credo di poter considerare il silenzio un rifiuto a tutti gli effetti, però chiedo lo stesso. JaV le ho inviato un messaggio privato con i miei riferimenti, se e quando riuscisse mi farebbe piacere sapere se posso considerarmi scartata, grazie
  15. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Anch'io prima ho stampato, controllato e corretto il manoscritto fino alla nausea, ma intendo che quando l'ho stampato ufficialmente per il Premio (con prima pagina, impaginazione e rilegatura a caldo) non l'ho più voluto riaprire perché se avessi trovato un errore di distrazione mi sarebbe venuto un nervoso insopportabile. Ti auguro il meglio per il tuo romanzo, Boyle.
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