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Eudes

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Tutti i contenuti di Eudes

  1. Me ne sono accorto solo ora che era il tuo compleanno. Auguri! (Con un giorno di ritardo o 364 di anticipo, come preferisci)
  2. Abbiano notato che il sondaggio ufficiale del wd è strutturato quasi come un'indagine di mercato rivolta soprattutto a chi prende la scrittura come un'attività molto seria ed è interessato ad ottenere dei percorsi di pubblicazione. Niente di male in questo, ma ovvio che così facendo manchi la voce degli altri: quelli per cui la scrittura è soprattutto un hobby, che non mirano a produrre libri o ebook rivolti agli editori o un consistente numero di lettori, quelli che sul sito magari ci vengono più per giocare ai contest tipo il Mezzogiorno d'Inchiostro che ad imparare. Insomma quelli che, con una definizione per quanto impropria ma che renda l'idea, potremmo chiamare gli scrittori amatoriali. Il sondaggio lo abbiamo redatto Luna e io, e Andrea28 è stato il nostro primo tester. Ci ha fatto notare che qualche domanda è un po' ripetitiva, ma abbiamo deciso di lasciarle tutte, in modo che chi ne abbia voglia abbia spazio per ampliare le sue risposte agli argomenti proposti. Nelle nostre intenzioni, questo sondaggio è solo uno spunto per stimolare il dibattito su determinati argomenti, quindi abbiamo deciso che sarà possibile, per chi avesse voglia di farlo, commentare le risposte. Benché le domande siano rivolte soprattutto agli scrittori amatoriali - perché è sul loro punto di vista che vogliamo focalizzarci - lo lasciamo aperto a chiunque abbia voglia di rispondere. 1. Hai mai tentato di farti pubblicazione/Pensi di farlo in futuro? Se no, come mai non ti interessa? 2. Dove trovi lo spirito per scrivere ed essere costante (se lo sei)? 3. A cosa saresti disposto a rinunciare per diventare uno scrittore? 4. Come, se e quando provi a migliorarti? 5. A chi mostri ciò che scrivi? a- amici b- familiari c- conoscenti d- a nessuno e- altro 6. Con che animo reagisci alle critiche? a- ci resto male b- mi fanno piacere, le critiche fanno crescere! c- le accetto solo se sono costruttive 7. Ti piace leggere? Se sì, quando tempo dedichi alla lettura? 8. Cosa leggi? 9. Leggi gli "amatori" come te? Quali pensi che siano i loro limiti più evidenti? 10. Nella lettura prediligi solo alcuni generi letterari oppure leggi indipendentemente dalle tue preferenze? 11. E tra le cose che scrivi? 12. Hai un metodo di scrittura? a- no, mi lascio guidare dall'ispirazione b- sì, preparo sempre bozze e seguo delle scalette c- dipende da cosa scrivo d- altro 13. Quali pensi siano i pregi e i limiti della tua scrittura? 14. La cosa che trovi più difficile quando scrivi? a- grammatica b- trovare l'ispirazione c- caratterizzazione dei personaggi d- scrivere qualcosa di originale e- scrivere dialoghi credibili f- altro 15- Quando scrivi utilizzi un linguaggio ricercato o no? 16- Quali sono le tue influenze letterarie? 17- Pensi di essere sufficientemente informato sui meccanismi del mondo editoriale? a- quanto basta b- no, ma non mi interessa c- so tutto ciò che c'è da sapere d- altro 18 - Cosa significa scrivere per te? 19 - Conosci e frequenti piattaforme per il self publishing? 20 - Nel self, attualmente operano scrittori che investono su sé stessi per farsi conoscere al grande pubblico: alcuni hanno discrete capacità letterarie e si propongono con una certa professionalità, ad altri piacerebbe fare lo stesso ma non hanno la maturità necessaria, quindi propongono opere troppo grezze, infine ci sono quelli che vi si dedicano senza alcuna serietà, giusto per vedere "l'effetto che fa". Trovi che questa contaminazione di esperti e meno esperti sia nociva al settore o, in qualche modo, magari nel medio lungo periodo, potrebbe persino giovare? Di seguito trovate le risposte date di Andrea, Luna e me. 1. Hai mai tentato di farti pubblicazione/Pensi di farlo in futuro? Se no, come mai non ti interessa? (Andrea028) No, ma non escludo di provarci in futuro. (Luna) Sì, ho tentato annissimi fa, più per gioco per altro. Non so se lo farò in futuro, per ora non mi interessa perché voglio che la scrittura resti un hobby che svolgo a tempo perso. (Eudes) No, non ho mai tentato davvero. A 24 anni portai tipo una ventina di poesie a una casa editrice, ma non volevo le pubblicassero. Volevo soltanto un parere. Ingenuamente credevo le cose andassero come nello sport, dove "un provino" non lo si nega a nessuno e qualcuno, interessato o meno a ciò che sai fare, ti comunichi, anche brevemente, pregi, difetti e su cosa puntare. Mi arrivò invece una proposta di pubblicazione a pagamento che rifiutai. Da allora ho anche avuto contatti con piccoli editori, ma un tentativo di pubblicazione vero e proprio non l'ho mai fatto. Ormai ho capito che, in fondo, non mi interessa. Innanzitutto non sono pronto: sono troppo disorganizzato e discontinuo per pensare di produrre un'opera compiuta di buon livello. E poi mi piace vivere la scrittura in maniera molto libera: scrivere cosa voglio, come voglio e quando voglio, senza dover venire incontro a nessun tipo di compromesso e tempistica editoriale. 2. Dove trovi lo spirito per scrivere ed essere costante (se lo sei)? (Andrea028) Non sono particolarmente costante. In questo il WD mi ha aiutato. I contest e i commenti mi spronano a scrivere e a migliorare. (Luna) Non lo cerco e non lo trovo. Sono molto incostante, scrivo quando mi gira di farlo. (Eudes) Non sono costante, affatto, anche se ogni tanto rimugino sull'idea di provare ad esserlo, giusto per vedere se davvero riuscirei a produrre miglioramenti significativi. 3. A cosa saresti disposto a rinunciare per diventare uno scrittore? (Andrea028) Se avessi la certezza di diventare uno scrittore di discreto successo, rinuncerei senza problemi ad ogni altra velleità lavorativa. (Luna) Per me scrivere non è questione di rilevante importanza, non è una necessità. Se mai dovessi diventare scrittore dovrei rinunciare alla mia incostanza e forse mettermici su più seriamente, ma non so a cosa sarei disposta a rinunciare. (Eudes) Non voglio diventare uno scrittore serio, quindi faccio fatica a immaginarmi il tipo di rinunce che comporterebbe. Potrei magari accettare compromessi che non mi piacciono, ma se proprio non sono nella mia natura non durerebbero a lungo: più facile rinuncerei a fare lo scrittore pur di spezzarli. 4. Come, se e quando provi a migliorarti? (Andrea028) Leggo molto e scrivo sul forum per migliorare la mia scrittura. (Luna) Qui sul WD se ricevo dei consigli cerco di metterli in pratica già dalla volta dopo, cercando di ricordarli. Parlando in generale invece non faccio niente. Non faccio esercizi mirati di scrittura per provare a migliorare. (Eudes) Leggo molto materiale inerente all'argomento: dalle discussioni sui forum a manuali, saggi, interviste e biografie di scrittori. Qualche volta ho anche seguito dei corsi. Ma a tutto questo non ho mai dato seguito con l'applicazione: tanta teoria, poca pratica. 5. A chi mostri ciò che scrivi? a- amici b- familiari c- conoscenti d- a nessuno e- altro (Andrea028) E- Forum WD (Luna) E- in passato a familiari e amici, adesso postandoli su WD mi affido a chi ha pazienza e voglia di leggermi. (Eudes) E- mi è capitato di far leggere a familiari e amici qualche mia poesia o racconto. Ma loro, in genere, sono curiosi solo le prime volte che vengono a conoscenza del tuo hobby. Una volta che han chiara la percezione di come e di cosa scrivi, smettono di interessarsene. Ed è già tanto così, visto che la maggior parte dei miei conoscenti non sono grandi lettori. Inevitabile quindi ricorrere a forum come il wd. 6. Con che animo reagisci alle critiche? a- ci resto male b- mi fanno piacere, le critiche fanno crescere! c- le accetto solo se sono costruttive (Andrea028) B (Luna) B- le critiche sono il mezzo che utilizzo per provare a migliorarmi, quindi mi servono e mi fanno molto piacere. (Eudes) Penso sempre che alle critiche, soprattutto se aspre, non si risponda mai a caldo ma a mente fredda. Quando si è abbastanza lucidi per chiedersi "e se avessero ragione?", e si è sbollita la rabbia che rischierebbe di farti rispondere con toni polemici o inopportuni. In genere accolgo quelle che non solo aiutano a migliorare il racconto ma ritengo idonee a mandarlo nella direzione in cui vorrei andasse. Sulle altre ci rifletto, ma faccio comunque di testa mia. Comunque sia, che abbia gradito o meno le critiche ricevute, evito di lamentarmene. 7. Ti piace leggere? Se sì, quando tempo dedichi alla lettura? (Andrea028) Si, molto. Un oretta prima di andare a dormire. (Luna) Abbastanza e, considerando che scrivo, mi definisco una pessima lettrice. (Eudes) Sì, mi piace leggere qualsiasi cosa: libri, fumetti, giornali, riviste, articoli e tutorial online oltre a sterminate discussioni sui forum, in merito a qualsiasi argomento. Alla lettura di libri, ultimamente non sto dedicando molto tempo. Se consideriamo tutto l'elenco di cui sopra, alle tre ore al giorno posso facilmente arrivarci. 8. Cosa leggi? (Andrea028) Libri "non di genere" di autori dei quali mi fido. (Luna) Manga, manhwa e pochi libri. (Eudes) Non ho preclusione verso nessun genere ma leggo prevalentemente mainstream. 9. Leggi gli "amatori" come te? Quali pensi che siano i loro limiti più evidenti? (Andrea028) Li leggo qui sul forum. Tanti sono spanne sopra a me quindi non mi permetto di giudicarli. Quanto agli altri, non apprezzo i contenuti o l'eccessiva retorica. (Luna) Qui sul WD li leggo appena posso. Penso che alcuni non si rendano conto del loro potenziale. Non sono adatta per parlare dei limiti degli scrittori amatoriali, perché sono nella cerchia anch'io, però penso - parlando in generale- che il pregio più grande sia l'umiltà. (Eudes) Sì, molto volentieri. Ne leggo tanti ma ne commento pochi. Mi sembra che la maggior parte inseguano una ricerca quasi ossessiva - e secondo me in qualche modo anche disperata - dell'originalità. La ritengo "disperata" perché penso che "qualunque tipo di storia sia già stata scritta". Mentre in pochi cercano una voce propria, uno stile identitario che appartenga a loro e nessun altro. Quelli più bravi hanno magari imparato ad avere uno stile che non abbia nulla da invidiare ai loro autori di riferimento, le loro storie sono belle e fatte bene, epperò nei loro racconti si notano le suggestioni da cui derivano, mentre non c'è quella ricerca sulla voce che conferirebbe ai loro scritti quell'originalità che tanto inseguono ma che qualsiasi trama non riuscirà mai a dargli. 10. Nella lettura prediligi solo alcuni generi letterari oppure leggi indipendentemente dalle tue preferenze? (Andrea028) Non amo particolarmente i "generi" classici. Leggo solo "mainstream" (non genere. Non so come altro definirli). (Luna) Leggendo poco, quando lo faccio, generalmente mi butto su generi che già conosco, ma non disprezzo gli altri. Mi reputo abbastanza ignorante in gran parte dei generi letterari. Alcuni li evito perché sono abbastanza suggestionabile, altri perché troppo complicati, altri ancora perché troppo sdolcinati. (Eudes) Prediligo il mainstream. Adoro soprattutto i romanzi di formazione o lunghe saghe familiari. In entrambi i casi di ambientazione reale, non fantasy. Però fondamentalmente sono un tipo curioso, quindi leggo di tutto. Primo, perché penso che da tutto ci sia da imparare. E poi, nel caso volessi parlar male di un libro, preferisco prima averlo letto. 11. E tra le cose che scrivi? (Andrea028) Salvo restrizioni imposte dai contest, vedi sopra. (Luna) Nella scrittura mi piace sperimentare, non bado molto al genere quando scrivo. (Eudes) Le tematiche: quasi sempre quelle tipiche del mainstream. I racconti: spesso introspettivi. I contesti, a volte fantastici. I personaggi: gente comune, perdenti e reietti. 12. Hai un metodo di scrittura? a- no, mi lascio guidare dall'ispirazione b- sì, preparo sempre bozze e seguo delle scalette c- dipende da cosa scrivo d- altro (Andrea028) A (Luna) C- Non ho un metodo, dipende da cosa scrivo. Se scrivo storie lunghe un minimo di bozza la faccio, perché ho una pessima memoria. Se scrivo cose brevi non mi appunto nulla. (Eudes) C - dipende da cosa scrivo. In genere almeno il soggetto lo sviluppo. Solo nella testa se è per un racconto breve, altrimenti ne scrivo una minima sinossi a farmi da linea guida. Solo per i progetti più impegnativi, puntualmente lasciati in sospeso, ho tentato un trattamento o una scaletta. 13. Quali pensi siano i pregi e i limiti della tua scrittura? (Andrea028) Pregi: qualcuno dice che sia ironico ma ho sempre pensato che la mia sia una comicità un po' trash. Limiti: tra i tanti, direi che non ho buone capacità descrittive. (Luna) Questa domanda dovrei farla a chi mi ha letto. Da sola non me ne rendo conto perché tendo a essere molto autocritica. Comunque un pregio, penso, che non mi perdo in giri di parole. Un limite è che sono troppo sintetica. (Eudes) Pregi non saprei. Mi dicono di essere portato per i racconti introspettivi e di saper rendere credibili i miei personaggi femminili. Siccome mi piace illudermi che sia vero, do per buoni quelli. Inoltre mi piace provare a fornire qualche piccolo spunto di riflessione ma non sono sicuro mi riesca sempre. E' possibile che a volte questi tentativi impregnino i miei racconti di eccessiva retorica. Tra gli altri difetti, rileggo poco i miei testi, motivo per cui mi sfuggono troppi refusi. E anche la mia proprietà di linguaggio è, purtroppo, piuttosto limitata. 14. La cosa che trovi più difficile quando scrivi? a- grammatica b- trovare l'ispirazione c- caratterizzazione dei personaggi d- scrivere qualcosa di originale e- scrivere dialoghi credibili f- altro (Andrea028) B (Luna) F- Un po' tutto. Inizio, sviluppo, originalità, caratterizzazione dei personaggi, trovare l'ispirazione, scrivere un finale decente. (Eudes) F- Per me la d è impossibile, quindi non è qualcosa che inseguo. Ho difficoltà un po' in tutto ma proprio per la mia proprietà di linguaggio piuttosto limitata credo siano le descrizioni quelle a venirmi peggio. 15- Quando scrivi utilizzi un linguaggio ricercato o no? (Andrea028) Dipende da ciò che intendo scrivere, generalmente no comunque. (Luna) Non saprei, ma l'ultima critica che mi hanno fatto è che il linguaggio dato al mio personaggio (diciannovenne o giù di lì) era troppo ricercato e non adatto alla sua età. Quindi forse sì, ma se lo faccio non me ne accorgo. (Eudes) No, ma mi piacerebbe rendere la mia prosa più elegante. 16- Quali sono le tue influenze letterarie? (Andrea028) Il mio modello è Fante. Il suo riuscire a condensare in poche frasi umorismo e dramma, paura di vivere e cieca speranza. Per il resto cerco di trarre ispirazione - (senza troppo successo - dai grandi del passato e contemporanei. (Luna) Da quando ho iniziato a scrivere, iniziando dai fantasy, ho sempre avuto come "modelli" la Rowling - amo il suo modo di descrivere - e Tolkien, soprattutto lui. Non so se si possano chiamare influenze visto che non scrivo solo fantasy, però inizialmente erano loro. (Eudes) Ammiro molti scrittori ma non seguo veri e propri modelli. Non consapevolmente almeno. Tra i miei scrittori preferiti - e a cui dubito di aver carpito qualche segreto - ci sono: John Fante, John Irving, Stephen King, Elsa Morante, Michel Faber, Tracy Chevalier, Niccolò Ammaniti. Tra i classici, quelli di cui probabilmente ho letto più opere sono William Shakespeare e Edith Wharton. 17- Pensi di essere sufficientemente informato sui meccanismi del mondo editoriale? a- quanto basta b- no, ma non mi interessa c- so tutto ciò che c'è da sapere d- altro (Andrea028) D- Non so praticamente niente ma mi piacerebbe saperne un po' di più. (Luna) b- No, ma non mi interessa (Eudes) c/d- Dei meccanismi della piccola editoria penso di conoscerne abbastanza, quantomeno tutto quello che c'è da sapere. Media è grande editoria sembrano essere un mondo talmente chiuso per i non addetti ai lavori, che è difficilissimo anche solo dare una sbirciatina da dietro la porta per saperne qualcosa in più. 18 - Cosa significa scrivere per te? (Andrea028) Buttare fuori qualcosa. Divertirsi. Passare un po' di tempo. (Luna) Significa provare a mettere nero su bianco ciò che mi passa per la testa, creando realtà alternative. (Eudes) Scrivere l'ho sempre considerato un hobby, uno sfogo di creatività che ogni tanto ho bisogno di liberare. Il risultato, che venga all'altezza o meno, mi sembra la cosa meno importante. 19 - Conosci e frequenti piattaforme per il self publishing? (Andrea028) No (Luna) Credo di conoscerne un paio, ma non le frequento. (Eudes) Le conosco ma quelli che frequento sono più che altro piccole community, anche se c'è l'opzione per vendere i propri ebook. Mentre quella più conosciuta, ovvero Amazon, non la frequento né da lettore né da scrittore. 20 - Nel self, attualmente operano scrittori che investono su sé stessi per farsi conoscere al grande pubblico: alcuni hanno discrete capacità letterarie e si propongono con una certa professionalità, ad altri piacerebbe fare lo stesso ma non hanno la maturità necessaria, quindi propongono opere troppo grezze, infine ci sono quelli che vi si dedicano senza alcuna serietà, giusto per vedere "l'effetto che fa". Trovi che questa contaminazione di esperti e meno esperti sia nociva al settore o, in qualche modo, magari nel medio lungo periodo, potrebbe persino giovare? (Andrea028) Non saprei. Non ho mai letto niente di auto pubblicato ma non ho pregiudizi di sorta. Presumo ci siano buoni romanzi, così come schifezze immonde. Ma lo stesso discorso potrebbe farsi per i libri pubblicati dalle case editrici più prestigiose. Quanto all'ultima domanda, onestamente non saprei che cosa rispondere. Non credo che i self publishing, per la loro stessa natura, possano invadere invasivamente il mercato ergo non capisco quale fastidi possano creare al mondo letterario. (Luna) Non saprei, però penso che le persone che tentano la via del self publishing per vedere "l'effetto che fa" rovinino l'immagine di un modo alternativo di pubblicazione che potrebbe essere serio e curato, tanto quanto quello tradizionale. (Eudes) Sarò controtendenza, ma penso che se il self si liberasse dalla voglia di inseguire modelli e dinamiche del settore editoriale sarebbe meglio. Per me dovrebbe essere una sorta di nuova frontiera dell'underground. Non qualcosa che assomigli a una rivincita per chi non trova spazio nell'editoria tradizionale, ma un modello completamente diverso, con sperimentazioni, pubblico e percorsi che con l'editoria così come oggi la conosciamo non abbia quasi nessun contatto. In tale contesto, sono convinto che una contaminazione tra bravi e scarsi potrebbe persino essere un valore aggiunto.
  3. Commento Uno e Due La tua calligrafia. Le tue parole. Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia. Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, nascondendola in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata. Hai lasciato troppi indizi, mia cara. Davvero credevi che non ti avrei riconosciuta? Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto, anche solo un paio d’ore, il tempo di assistere insieme ad una commedia teatrale. No, non mi sono dimenticato di te. Ti ho cercata, sai? Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso. "Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero. E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro! Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere. E poi, io davanti la tua vecchia casa, la villetta a schiera in cui vivevi da ragazza, sono passato spesso, nella segreta speranza di rivederti. Le ho dedicato centinaia di scatti, tanto che qualche vicino mi ha chiesto se avessi intenzione di comprarla, o fossi io stesso di qualche agenzia immobiliare. Ma è abbandonata da anni. Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo. Tuttavia, mi sono informato, la casa appartiene ancora alla tua famiglia, anche se, da quanto vi siete trasferiti, nessuno dei proprietari si è mai fatto vivo. Ma non credere sia stato quello il mio unico tentativo di rintracciarti. Ti ho cercata, e ti cerco ancora. Ti cerco tutte le volte che inseguo la bellezza nascosta nella semplicità. E la bellezza è tutto per un fotografo, ciò che invano aspiravo a diventare. Ma tu ti sei nascosta e nessuno dei miei scatti ha mai raggiunto l'intensità del fascino evocato dai tuoi gesti, per spontanei e naturali che fossero. Ti ho cercata, lo ammetto, anche nelle figure di altre donne che hanno incrociato il mio cammino, cercando nei loro modi di fare, vestire, parlare ed essere qualcosa che ti somigliasse. Finché ho capito che me le stavo perdendo, facendo un torto sia a loro, che mostravano atteggiamenti estranei allo loro natura solo per compiacermi, sia a te: come se l'essere meraviglioso che sei sempre stata fosse riproducibile! Ti chiederai allora perché, quel giorno, durante la rappresentazione teatrale non approfittai della vicinanza per instaurare un dialogo. Quale altra giustificazione potrei addurre, se non quella che ero giovane e stupido e non volli fare un torto alla persona che, per assistere allo spettacolo, aveva chiesto espressamente di potermi sedere accanto? Ero convinto che il tempo ci avrebbe concesso innumerevoli altre occasioni. Invece non ce ne furono affatto. Il rammarico fu tale, e tale l'evidenza di essere incapace di cogliere l'attimo, che fu proprio la voglia di superare questo mio limite ad alimentare la passione per l'arte fotografica: come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti. In qualche modo anche tu hai segnato la mia vita, ogni mia foto è un omaggio al ricordo che ho di te. Non ti ho raggiunto nei miei scatti come non ti ho raggiunto nella realtà. Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi. E, forse, ormai è troppo tardi. Allo specchio vedo un uomo con la fronte stempiata, i capelli ingrigiti e gli occhi stanchi. Abito in un monolocale mansardato da oltre due anni; lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani, travi a vista con agli angoli abbondanti ragnatele, pareti in cui si alternano librerie stracolme di saggi, romanzi e fumetti a spazi dedicati a fotografie impolverate appese in maniera caotica; senza contare le tante altre sparse sul pavimento, eterna memoria di promesse mai mantenute. Piatti da lavare, cumuli di vestiti e bollette scadute: non c'è zona di questa casa che non mi rimproveri per incombenze continuamente rimandate. Un animo romantico direbbe che non importa, "basteresti tu a farla felice", persone più pragmatiche e realiste dissentirebbero, ricordandomi quanto io abbia giocato male le mie chance. Bellezza, passione, coraggio e animo non sono più sorretti dalla sfrontatezza della gioventù e il mio cuore è troppo orgoglioso per offrirti una vita caotica fatta di stenti e lavori malpagati. Migliaia di scatti fotografici mi hanno insegnato che l'unica anima capace di catturare attimi eterni è quella che osa, sfidando le convenzioni, le intemperie del tempo e le proprie barriere mentali. Ti ho perso per non aver osato. Ti perderò ancora per non saper osare. Invidio quei croissant che mangi a colazione, o la battigia su cui posi i tuoi piedi nudi per lunghe passeggiate in riva al mare; invidio le lacrime che scendono dai tuoi occhi per accarezzarti il volto, il sole che ti scalda, la notte che ti nasconde agli sguardi altrui per ammirarti indisturbata coi suoi raggi di luna, i film che ti hanno emozionato, le tue canzoni preferite, i libri da te sfogliati e amati. Li invidio per averti saputo regalare emozioni vere, io che ho dovuto accontentarmi di essere un'illusione. Una relazione insipida e una professione deludente sono pur sempre meglio di quanto saprei offrirti io. Con la tua immaginazione hai trafugato la parte migliore di me. Ti direi di restituirmela, se non la ritenessi la cosa più bella che mi sia mai capitato. Mi hai dato ben più di una mano d’inchiostro, ben prima che io riuscissi a leggere la lettera. Sei stata l’ ispirazione della mia vita, mi spiace solo non essermene dimostrato all’altezza. Vorrei poter rimediare, vorrei imparare a diventar degno della persona che tu immagini io sia o sia stato, quando chiudi gli occhi e mi pensi. Non basterà a mitigare i rimpianti ma mi piace illudermi che quanto più mi ci avvicinerò tanto più il destino sarà benevolo nei nostri confronti., almeno in futuro. Se stai leggendo queste parole vorrà dire che, per una volta, la tua vecchia casa non mi sono limitato a fotografarla: ho scavalcato il cancello per infilare sotto la porta la busta che contiene questo foglio. Se anche non dovessi essere tu a raccoglierla per prima, spero che chiunque la noti voglia recapitartela. Al suo interno troverai anche quelle che ritengo le mie foto più riuscite. Mi faceva piacere mostrartele, credo siano il legame più concreto di una storia che non abbiamo vissuto. Ma chi può dire cosa riserverà il futuro? Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima. Continuerò a cercarti tra i gesti delle persone, i sorrisi delle donne, il baccano di bambini che giocano, l'allegria dei giovani innamorati o la saggezza degli anziani; mi mescolerò alla folla delle piazze, mi lascerò coinvolgere dalle vite altrui, dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cercherò una guida in chiunque e in qualunque cosa. E quando sarà il momento, spero, ti ritroverò. Per quanto lunga potrà sembrare l'attesa, minuti, ore, giorni o anni, non importa. La sola possibilità di rivederti basta a dar sapore alla vita.
  4. Ciao, @gecosulmuro Intanto grazie per il commento. Rispondo ad alcune delle questioni rilevate, non tanto per convincerti quanto per rendere più chiare le mie intenzioni. In realtà non sempre, ma in questa occasione, e più in generale se davvero mi capitasse di scrivere una lettera di questo tipo, sì. Aiutami a perfezionarla allora. Basta che non mi dici "piuttosto spezza con dei punti" perché è spesso quello che si consiglia in certi casi ma non è, almeno in questo contesto, la strada che vorrei seguire. Se mi dici che tra le due lettera c'è un incoerenza di fondo, per i motivi che citi, ok. Però quanto Lizz ha chiesto come immagineremmo la risposta, ammetto che a me l'unica che interessasse davvero era quella della persona che la lettera l'ha ispirata. Non dei tanti che avrebbero potuto ritrovarla, per quanto più credibili. Quindi sono partito da qualcuno che avesse così tante coincidenze con quello che la lettera raccontava da potersi riconoscere come il vero destinatario. Lo è davvero, o sono solo tante coincidenze che rendono possibile l'illusione? In realtà non lo so, penso che l'unico che potrebbe saperlo sia qualcuno che abbia voglia di riprendere entrambe le lettere e farne un seguito ma dubito ci sarà mai. Ci sono state altre lettere, ma tutte si relazionano solo con le prima, e non con i seguiti ideati da altri. Tra tutte, la più verosimile credo sia stata la numero Cinque di Thea, ma io volevo seguire una strada diversa. Io penso che "rischi" anche avendo più spazio. Tendo a notare una sorta di standardizzazione nella narrativa moderna e anche noi, nel nostro piccolo, con i racconti brevi che proponiamo qui, ci stiamo uniformando a un'idea di stile abbastanza precisa in quanto la più suggerita. Diciamo che preferisco fallire cambiando strada. Non per fare l'alternativo a tutti i costi ma solo perché le possibilità del linguaggio sono talmente tante che uniformarle a un modello, per quanto il più accettato e compreso, mi sembra uno spreco. Che poi non è che voglia tentare chissà cosa, solo che ormai se qualcosa "è troppo complesso farla riuscire bene entro il limite degli 8000 caratteri", la faccio lo stesso. Qualunque sia il problema: una trama troppo articolata, racconto corale dove non si riesce a caratterizzare bene i personaggi, o uno stile un po' diverso dal solito. Anche perché, se non si usa il wd come laboratorio di scrittura, non vedo quale altro posto potrebbe esserlo. Tutto sommato, questa è una lettera d'amore. Se anche il loro intento fosse la suggestione, penso ci possa stare. Gli uomini sono incoerenti. Di sicuro lo è uno che ha lasciato che una ragazza ne ispirasse le scelte, vorrebbe cercarla, ma poi non lo fa mai davvero. Non lo fa neanche quando scopre (o pensa di scoprire, è lo stesso), a distanza di anni, di essere ricambiato. Perciò credo sia la verità, ciò che questo personaggio realmente fa. o di gente che crede molto nella serendipità, la possibilità di giungere alla meta seguendo i segni lasciati dal caso. non tutte le strade li hanno. O se sono molto innevate non è detto si distinguano. Così però la decontestualizzi. La frase per intero dice: più o meno il senso era: solo una che conosce bene in che biblioteca vado e che libri scelgo, avrebbe potuto mettere una lettera all'interno di uno di essi, sicura che sarebbe pervenuta al destinatario. Mentre la frase con cui concludi magari sarà anche vero (che faccio letture frettolose, intendo) ma non riesco a capire in che senso e cosa esattamente renda evidente questa correlazione. Infine concludo con un invito a provare tu a scrivere un seguito alla lettera di Lizz. In fondo è da un po' che nessuno ci prova. E poi son curioso di vedere cosa ne ricaveresti.
  5. Grazie, @Andrea28. Ti ho chiesto di preferire commentasse questo pezzo, al di là dei tuo gusti, perché penso sia l'unico, tra quelli postati nel wd, in cui ci abbia messo un po' di impegno. Quindi, non mi dispiacerebbe migliorarlo. Se non hai letto Lettera 1, di cui questa sarebbe la risposta, ovvio che qualcosa si perda. Sarebbe anche più chiaro il rapporto con la ragazza. Che non ha conosciuto in quelle due ore, ma appunto per capire il legame va letta quella. Però è stato interessante lo stesso notare cosa arrivi al lettore partendo direttamente dalla mia. I suggerimenti li accetto quasi tutti tranne quattro o cinque (tipo usare chances, se non ricordo male il plurale delle parole straniere in italiano resta invariato) o altri piccoli dettagli che tutto sommato preferisco lasciare invariati. Per il resto, sei stato molto utile grazie.
  6. @Joyopi Non credo ci sia bisogno di dare le risposte in segreto, tanto più che si vorrebbe stimolare il dibattito. Scrivile pure qui.
  7. @GiuliaM mi ricordi qualcuno, ma non sono sicuro. Comunque sia, bentornata.
  8. Cominciano a esserci troppi Lupi qua dentro! Scherzo, benvenuto nel branco.
  9. Bello. Il mio preferito insieme a Chiedi alla polvere.
  10. Commento È di sopra, a preparare la sua roba. Forse è giusto così. Perché in questi quindici anni non c’è mai stato un passo, un contatto, un tentativo di riavvicinamento vero e proprio. Abbiamo saputo solo odiarci. E se quindi ha deciso di andar via, lo ammetto, è la cosa più sensata che abbia mai pensato di fare in quindici anni. Eppure, è stata la mia vita. Non ci sarà più il mattino a brontolare dove sono i suoi vestiti. Non ci saranno più le sue domande stupide, i suoi discorsi inutili, i suoi atteggiamenti arroganti, i suoi pareri negativi, i suoi brontolii frequenti. Non ci saranno bugie e scuse di aver fatto tardi al lavoro. Non ci saranno regali ad anniversari e compleanni, i suoi ultimi piccoli ed insignificanti gesti con cui a volte tentava di ricordarsi di me, con cui forse chiedeva un perdono che non gli ho mai concesso, perché no, non mi basta un fiore, un vestito od un gioiello per consolarmi delle umiliazioni subite. Non ci saranno lacrime sul cuscino, quando la notte rincasava e sapevo dov’era andato, a trovare lei, una puttana sul lungomare, bella come non lo sono mai stata, desiderabile come può esserlo una donna che si preferisce pagare quasi ogni notte e dividerla con gli altri, piuttosto che recuperare terreno e l’esclusiva della propria moglie. Ha deciso che sia meglio separarci, per tutti e due, ed io non posso certo dargli torto. Non era questo che volevo, benché sapessi che fosse inevitabile. Avevo più motivi di lui per prendere una decisione del genere, eppure non me la sono mai sentita. Perché è stato l’unico amore della mia vita, perché a me ancora mancano i baci, le carezze, gli abbracci e gli sguardi di desiderio dei primi anni, perché questa decisione annulla la mia vita, mi dice in modo chiaro e definitivo quando siano state inutili le mie lacrime sul cuscino quando la notte lo sentivo rincasare ed avviarsi verso la nostra camera, spogliarsi e dopo aver spento la luce, infilarsi tra le coperte, senza avermi nemmeno dato un’occhiata, senza neanche essersi chiesto se davvero stessi dormendo o no; inutili saranno anche la mia rabbia ed il mio dolore: non c’è nulla di recuperabile nel mio matrimonio. Ma di cosa mi lamento? Pensavo di aver sposato un uomo. Mi ritrovo con un idiota, che prima ha perso i capelli e poi la testa per un'altra donna, poi anche il pudore, la discrezione ed il rispetto per sua moglie. L’unica cosa che gli è cresciuta è la trippa. Dovrei augurarmi che si sbrighi. Che esca da quella porta al più presto per non tornare mai più. Che schiatti. So di valere molto di più di come mi ha trattata. E di certo valgo molto più di lui. Valgo diecimila volte più di lui. Non sono stata io a ferire i sentimenti di una persona che aveva giurato di amare per sempre. Non mi sono cercata un’amante solo perché tra noi le cose cominciavano a non funzionare. Non sono io quella che ha deciso che una puttana con una figlia è meglio di una moglie che non può dartene. L’unico peccato davvero commesso da quella ragazza è l’essere nata, eppure mi basta per odiarla. Perché se non fosse successo forse avremmo recuperato il nostro rapporto e magari oggi non sarei così infelice. Non importa più di chi sia davvero figlia, l’idea che possa anche essere sua gli è bastata per affezionarsi sia a lei che alla madre. Ed io? Ti sei preso la mia vita, brutto stronzo. Rendimela. Rendimi l’autostima, la voglia di vivere e quella di amare, il piacere delle piccole cose, i sorrisi e le lacrime perse. Rendimi tutti i miei sogni prima di sparire per sempre. È ancora di sopra, a preparare la sua roba, ma credo che ormai manchi poco. Sto piangendo per un coglione calvo grasso ed ipocrita che mi sta per lasciare, e che forse non mi ha mai avuta davvero. Lo so che non dovrei, che non ne vale la pena, che, tra i due, sono io a guadagnarci, perché sì, valgo molto più di quanto quel deficiente pensi. Ma so anche che il momento in cui uscirà da quel portone, da questa casa e dalla mia vita, mi farà sentire meno di niente.
  11. Ciao @Floriana A chi si riferisce? Alla figlia o alla madre? Alla figlia. Questo brano è l'estratto di un romanzo che stavo tentando di scrivere anni fa, poi ho smesso. L'io narrante sarebbe la professoressa della ragazzina in questione. Ragazzina che odia perché la madre, prostituta, è l'amante del marito. Qualcosa del genere. Scusa il ritardo per la risposta e grazie per i complimenti. Grazie per il tuo parere @Aljena Non sono sicuro di aver capito la critica o meglio, forse l'ho capita, ma a me se il racconto suona o meglio ancora sembrano elementi positivi, anzi per certi versi li considero veri e propri complimenti. Mentre, mi sembra di capire, secondo te ho ecceduto in qualcosa. In ogni caso sono un uomo e no, non è una pagina di vita vissuta. Come spiegato prima, è il frammento di un tentativo di romanzo, lasciato in sospeso anni fa (e che non credo riprenderò in mano).
  12. Visto che rispondi volentieri alle domande, te ne faccio io qualcuna: 1. Autori preferiti? 2. Ci son generi e argomenti prevalenti nella tua scrittura? Insomma, di cosa ti piace scrivere? 3. Hai altri hobby, oltre lettura e scrittura? Quali? 4. Di dove sei? 5. Cosa fai nella vita? Basta così, per ora.
  13. La questione credo sia un po' diversa. Tu non puoi usare il Peter Pan o il Pinocchio con fattezze Disney, perchè quel tipo di rappresentazione è sotto copyright della Disney. Ma puoi tranquillamente utilizzare quelli originali, di Barrie o di Collodi, in qualunque modo, perché di quei testi il diritto d'autore è scaduto e i personaggi sono di dominio pubblico. La loro storia, e le età descritte in quei libri, restano libere di essere utilizzate. Tutto quel che devi fare è non ispirarti alla rappresentazioni fatte da altri autori contemporanei o di cui qualcuno detenga i diritti. Non è che se non esiste un Peter Pan vecchio, e lo inventi tu, poi tutti quelli che vogliono farlo invecchiare devono chiedere i diritti a te. Per la cronaca, comunque, in alcuni fumetti, tipo quelli di Dylan Dog, Peter Pan invecchia.
  14. La risposta c'era. Ed è la stessa che ti avevo dato in chat. Tranquillo, con un po' di metodo imparerai a cercare meglio sfruttando le opzioni di ricerca.
  15. Contrattazione proficua che lascia wivern "provato"? Uhm...mica me lo aspettavo da Arya. Da wivern un po' magari sì.
  16. Ormai langue solo la scelta del capitano. Secondo me, il più adatto al ruolo è @Joyopi Vincitore del miglior racconto maschile nel 2016 Attualmente Campione in carica nel Penna e & Spada; I titoli non gli mancano; ora si prendesse pure le responsabilità. (Vediamo cosa ne pensa lui )
  17. "Fanculopensiero" la Feltrinelli ho ha pubblicato. Quindi, superare la soglia della diffidenza, dell'editore o dei lettori, non è impossibile. Per quanto, come per più o meno più o meno tutti quelli che si sono espressi, il rischio di ricevere pregiudizi, prima ancora di leggere il manoscritto, c'è.
  18. Ce ne sono di molto più lunghi, ma certo è un bel tomo anche lui.
  19. A me lo sembrano tutti. Ma sarà che appunto non è che se un libro mi piace smetto di chiamarlo mattone. Infatti alcuni di quelli proposti e li ho letti e mi son piaciuti. Sarà proprio perché, come ribadito su, per me lo sono un po' tutti i "classici vecchio stampo discretamente lunghi". Forse per qualcun altro il termine "mattone" è più sinonimo di "indigeribile". Ma se li avesse ritenuti tali, a questa proposta non mi sarei proprio avvicinato.
  20. Beh, ha quasi 700 pagine, almeno la mia edizione. E, a quanto ricordo, almeno perdere la sensazione di sospensione del tempo, ha un ritmo molto tempo, non sempre agevole da seguire per chi vive in una società che corre. Ma credo che col termine "mattone" non volevamo alludere a nessuna qualità dispregiativa, ma solo lunghezza standard superiore alla media degli altri libri proposti di solito nei gruppi di lettura e di qualità culturale più elevata del solito. Insomma, consideralo una sorta di sinonimo di "classico vecchio stampo"
  21. Vero...ricordatevi che in questo contest le ultime sfide "regolari" hanno avuto la differenza di un punto. Quindi, meglio premunirsi con qualche punto di vantaggio in modo di avere buone chance di sovvertire la situazione, nel caso si mettesse male!
  22. Pure io eviterò di fare favoritismi...cederò il mio voto al miglior offerente, senza preclusioni verso nessuno.
  23. @Luna: per farlo riflettere sul fatto che lo massacreremo, qualora si ritirasse davvero.
  24. @Joyopi: sembra che sia andata male a entrambi. Continuiamo a farci dare due di picche (che so, magari invitando gente come @mina99 e @Kuno ragazzi giovani e talentuosi dal tocco imprevedibile) o lo prendiamo come un segno che sia il caso di smetterla?
  25. Ad @AlexComan: sì. Ormai l'ha promesso (anche se il furbone sta cercando di iscriversi all'ultimo minuto nella vana speranza di finire in panchina) quindi, con le buone o con le cattive, sarà dei nostri.