Eudes

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Tutti i contenuti di Eudes

  1. Votazione 2° Girone [MI100-3 e MI100-4]

    Voto per:   La morte è pigra di Macleo; Linea 69 di LIzz (non sono sicuro di preferirlo all'altro da lei scritto per il girone, ma di votarla due volte non mi sembrava il caso, e visto che è con questo racconto che sta raccogliendo punti, ho optato per un voto che possa tornargli utile) Quant'è vecchio il mondo? di Plata   Avessi avuto altri tre voti a disposizione li avrei lasciati a Chiudi gli occhi e aspetti lo schianto, Nato per soffrire, Il biondo, la rossa, il prato, i crateri. Ma non ho scritto due racconti e non li ho, sorry.
  2. [MI 100-4] Il tuo mondo segreto

    non può che farmi piacere, visto che erano più o meno le mie intenzioni.
  3. [MI 100-4] Il tuo mondo segreto

    Traccia di mezzanotte   “Ma quanto gli piace questa canzone, la canta sempre!” dice la mamma con un sorriso, mentre imiti sguiatamente la voce di Marion Gold che canta Forever Young, correndo come un pazzo intorno al tavolo. La mamma ti rincorre, teme tu possa inciampare e farti male, riesce a raggiungerti, ti solleva e ti abbraccia.   I want to be forever young cantate ora insieme. “Sì, bambno mio, tu resterai per sempre giovane”, lo dice più rivolta a sé stessa che a te, nel tentativo di convincersi che sì, il tuo è un dono e non un problema. Ti regala un bacio sulla guancia, mentre tu continui a cantare.   Penso di doverti delle scuse perché sei mio fratello e dovrei volerti bene, invece mi fai una fottuta paura. Tu sei il fratello di quello scemo, mi apostrofano gli altri ragazzi a scuola e persino al bar. E sì, è fastidioso ma sono in grado di sopportarlo, mica è là il problema. Il problema è che mentre tu continui a mangiare pappine di verdure, ti fai la pipì addosso, impari cose che non comprendi solo perché altri abbiano l’illusione di starti insegnando qualcosa, io sto crescendo. E tra un po’ mi riterranno abbastanza maturo per chiedermelo, far loro la promessa. Occuparmi di te, quando non ci saranno più. Come faccio a rifiutare, senza che non sembri egoismo, ingratitudine e insensibilità? Come faccio ad accettare, senza che non sembri una condanna? E allora vorrei restare per sempre giovane anch’io, perso nell’immaturità dei miei quindici anni quando ancora mi ritengono troppo piccolo per farmi carico di una tale responsabilità e mi lasciano vivere con tranquillità la mia giovinezza, le mie cotte, le mie amicizie e i miei spazi.   Ti vedo ridere a crepapelle e mica lo so se stai ridendo davvero. Usi un linguaggio tutto tuo per farti comprendere, come quando gridi Bambi! quando hai voglia di vedere i cartoni. Non è che ti freghi davvero che il cerbiatto sia in scena o meno, l’importante è che qualcuno trovi un cartone da farti vedere sullo schermo. Ti hanno riempito di peluche di varie dimensioni, convinti che quello sia il tuo personaggio preferito, ma io mi chiedo se davvero sia così. Non ci giochi mai. Avevo una collezione di albi illustrati completamente rovinata dai tuoi scarabocchi. Leggibilità e illustrazioni rovinate per sempre, hai lasciato intonse solo le pagine vuote. Usi il colore dove c’è già, come se tu abbia rispetto per tutto ciò che è candido. Per questo vai su tutte le furie quando ti consegnano dei fogli bianchi, cercando di convincerti che è proprio su quelli che dovresti scrivere e disegnare.   Ti guardo mentre stai letteralmente soffocando per le risate, hai un riso contagioso che sta facendo divertire anche la mamma, però io mica son convinto tu stia ridendo davvero: usi un linguaggio tutto tuo, chi mi garantisce tu non faccia lo stesso con le emozioni? Sono convinto che nessuno ti capisca e che tu non capisca nessuno di loro. Anche mamma e papà fanno tanti sforzi, prima ancora che per renderti felice, per darti quelle che ritengono minime e necessarie misure affinché tu possa sopravvivere in un mondo che non riconosci. Ti esprimi quasi allo stesso modo di quanto avevi quattro anni, usi gli stessi giocattoli, frequenti gli stessi posti quasi pretendendo di poterlo fare anche negli stessi orari. Mostri insofferenza quando, nei giorni di ferie o simili, gli scenari cambiano.   Vogliono trattarti come un bambino sospeso nel tempo, che non perderà mai la spontaneità, la voglia di vivere e scoprire il mondo tipica di quell’età. Li consola, pensarlo. Ma a me sembrano tutti degli illusi. Te cresci, e non solo nel corpo. Per te i veri idioti siamo noi, che facciamo cose pazze e pretendiamo le faccia anche tu. E non potrai mai scappare: siamo tanti, siamo troppi e quelle poche volte che ci hai provato ti abbiamo sempre ripreso. Non ti fa paura la tua presunta eterna giovinezza, quell’impossibilità di mostrarti adulto anche quando adulto, un giorno, lo sarei comunque. Credo ti facciano più paura gli alieni da cui ti senti circondato. Puoi solo rinchiuderti nel tuo mondo segreto, avvolgendoti intorno alla tenda del balcone di casa. La tua coperta di Linus, ti spiegherei, se tu fossi in grado di comprendermi. Ti avvolgi e canti, anche per ore, Forever Young degli Alphaville, la tua canzone preferita. Gli altri sono contenti quando canti sotto la tenda: non rompi niente, non dai fastidio, non devono badare a te e possono tornare agli impegni della loro vita quotidiana, senza doversi fare carico della tua. Però a me farai anche paura ma una cosa sono sicuro di averla capita.   Forever young, I want to be forever young do you really want to live forever, forever and eve   La canti tutte le volte che hai voglia di piangere.        
  4. [MI 100-3] Eleno, futuro re di Troia

    Mah, gli altri si preoccupano di farci arrivare i trans, poi siamo Sioux e io a volerlo trasformare in un bordello...
  5. Non so perché, ma la mia sospensione dell'incredulità ha un colpo non tanto quanto si parla di Grimilde, Biancaneve, uno specchio senziente, parlante e che non va troppo per il sottile, ma quando nessuno, nei tempi moderni in cui è ambientata la storia, ipotizza la possibilità di un trucco.   La tecnologia a disposizione nei tempi moderni permetterebbe di creare uno specchio, vero o apparente, in grado di comunicare con chi vi si specchia. Eppure nessuno si pone la domanda, e tutti danno per scontato che quello specchio funzioni davvero, anzi sia proprio l'originale della favola.   Per due ragazze che si sballano in discoteca magari ci può anche stare pensare che il problema sia le sostanze che han preso durante la serata, è per il proseguo del racconto che la cosa non mi torna. Normalmente, sarebbero tutti scettici. Quindi qualche accenno sul perché invece no, sono sicuri che sia davvero lo specchio a parlare, l'avrei gradita.
  6. [MI 100-3] Eleno, futuro re di Troia

    Dal momento che anche Eleno aveva il dono della preveggenza, magari meno potente di quello della sua gemella, ci sta che possa credere alle parole di Cassandra. Del resto, la mitologia stessa aveva fatto un'eccezione, visto che anche Laocoonte le credette (non a caso, indovino anche lui), prima di essere ammazzato dagli dei con dei serpenti marini proprio perché stava mettendo in guardia i troiani.   Però, proprio perché anche Eleno è un oracolo, mica mi convince molto il modo in cui si lascia ingannare. Magari si potrebbero aggiungere delle visioni di ulteriori battaglie tra greci e troiani e di città incendiatete. Eleno, per via dell'hybris, le interpreta male pensando che quelle che ha in visione sono città della Grecia devastate dai troiani e non riconosce i segni che avrebbero dovuto fargli capire che invece si trattasse della sua, di città.   E per chi vorrebbe inserire dei trans nella mitologia greca...ricordo che Ermafrodito è arrivato prima di voi.  La mitologia greca non era mica bigotta come i tempi moderni. Zeus, e non solo lui, si invaghiva spesso anche di uomini, tanti altri miti raccontavano di gente che se la faceva con tori, serpenti, cavalli, uccelli, pesci...
  7. [MI 100-3] Destino? No (e senza il grazie).

    Anche se le riflessioni del protagonista in linea di massima le condivido, c'è una cosa che non mi convince: in genere, mantenere una propria coerenza morale richiede un prezzo altissimo. Se tu rifiuti il mondo, il mondo rifiuta te.   Tanto per fare degli esempi: studiare in un contesto in cui i familiari pensano sarebbe meglio tu andassi a lavorare, ti fanno pesare ogni giorni che gli altri membri della famiglia portano i soldi a casa o comunque si rendono utili. Tu, no, studi anche se nessuno te l'ha chiesto, quindi fai quello che piace a te: in pratica, cazzeggi.   Ci può anche stare non accettare un posto di lavoro che potrebbe condurre a scelte poco etiche o di cui comunque non ci si vuole assumere la responsabilità. Come ci può stare litigare con la fidanzata per questo. Però, si presume, erano insieme perché si erano amati. E scoprire che la propria donna non è la persona che speravi che fosse, non rispetta le tue scelte o peggio ti costringe a scegliere tra lei e i tuoi ideali è una cosa che, in genere, fa soffrire. Resta comunque una perdita.    Tra l'altro, piuttosto che ammirati, si viene presi per egoisti (ti permetti certe scelte perché non ti fai carico delle responsabilità che hai nei confronti degli altri) o anche per pazzi (questo però l'hai sottolineato, anche se in maniera sbrigativa)  Il senso di liberazione nel rifiutare ciò che la società vorrebbe imporre lo si prova magari all'inizio, poi subentra la solitudine, la vita che ti scorre davanti senza riuscire ad evolversi, i soldi che cominciano a scarseggiare e, se davvero si finisce nel baratro diventando un barbone:, la fame, la sporcizia, il freddo d'inverno. Tutte cose che ti fanno ripetere ogni giorno le stesse domande: ne valeva davvero la pena? sto facendo la scelta giusta?  E devi ritrovare ogni giorno la forza per dirti sì.   Ecco, tutti questi passaggi quasi non vengono affrontati dal tuo protagonista. Lo fai agire come se se ne fregasse (e se se ne frega non è credibile). Io penso invece che, almeno parzialmente, avresti dovuto trattarli perché darebbero spessore al narratore, dandogli quel tipo di evoluzione di cui anche altri commentatori hanno avvertito la mancanza.
  8. [MI 100-3] La morte è pigra

    Mi ha ricordato "Le intermittenze della morte" di Saramago, almeno fino al finale, che prende tutt'altra piega.  L'identità del narratore la sveli un po' tardi, secondo me sarebbe giusto anticiparla un po'.  Comunque sia, mi è piaciuto.
  9. [MI 100-4] Da sola, nel buio

    Guarda, neanche io sono esperto in materia, e non ricordo il film, ma credo che se quei vestiti non li bagni con determinati oli e grassi, non possa funzionare che per pochi minuti.   Se poi esiste qualche tessuto che invece arde lentamente (io non credo, ma appunto non me ne intendo), andrebbe specificato.   Il legno del bastone magari potrebbe metterci un po' di più a consumarsi...però il legno è un conduttore termico. Insomma, se un lato è infuocato, l'altro estremo scotta...e lei lo prende coi denti?   Credo basti poco a rendere più verosimile questa parte (appunto, anche diminuendo le tempistiche), però così come l'hai descritta mi lascia perplesso.
  10. [MI 100-4] Da sola, nel buio

    A me una cosa non torna: una torcia fatto con i vestiti durerebbe pochi minuti.   Quindi in quei pochi minuti o dovrebbe trovare il modo di non aver più bisogno della luce o recupera la lampada a olio.
  11. è tutta pubblicità, Siuox. Adesso si fionderanno tutti a leggere il racconto per capire se hanno ragione.
  12. Oh, io il quiz ve lo faccio davvero:   1. In quale racconto una delle protagoniste viene soprannominata sale e pepe? 2. Un autore ha approfittato di due tappe successive per scrivere un racconto e quello che potremmo considerare il suo seguito. Chi? 3. Citate due racconti - di due MI diversi - in cui compare almeno una testa mozzata 4. In quale storia c'è un omaggio a Pirandello? 5. In quale storia il protagonista è un pesce? 6. In quale racconto c'è un modo per sconfiggere la morte? 7. In quale racconto non ci avete capito niente anche se lo  avete letto più volte?   (Nel caso decidiate di rispondere davvero, meglio se mettete le risposte sotto spoiler) (Nel caso conoscete le risposte in quanto autori dei racconti in questione, troppo comodo rispondere correttamente alla risposta che vi riguarda...piuttosto bluffate)
  13. A che velocità leggete?

    Non ne sono sicuro, mica mi cronometro quanto leggo tuttavia:   La maggior parte dei miei libri di narrativa hanno le pagine impostate sulle 30-35 righe per 60 battute; in mezz'ora, se son preso e senza altre distrazioni, dalle 30 alle 40 pagine riesco a leggerle. Di più non credo.   Ho fatto spesso il pendolare ma non ho mai scelto il libro da portarmi in base alla lunghezza. Comunque ipotizzo come lunghezza ideale quella compresa tra le 280 e le 400 pagine.
  14. [MI 100-5] La bambina nello specchio

    Quindi, se parli di adesso le sue azioni e quelle dell'immagine riflessa sono diventate contemporanee. O è inquieta o sorride. Tutte e due le cose non credo sia possibile. Un conto è un sorriso forzato, ma qui parliamo di un sorriso inquietante. Se ne fosse spaventata non potrebbe averlo, questo intendo. Se invece è avvenuta una sorta di trasformazione e il senso sarebbe che ormai gode ad avere un sorriso inquietante (inquietante per gli altri quindi), va reso meglio.   Buona prova anche questa. Lo ribadisco: sei in forma.
  15. [MI 100-4] Il tuo mondo segreto

    @simone volponi @sefora @Joyopi : grazie.   Alcune questioni le ho volutamente lasciate un po' implicite e magari le chiarisco più in là. Per ora preferisco, nel caso ne vengano, raccogliere altri commenti le cui impressioni non rischino di essere influenzate dalle intenzioni dell'autore.   Non sono abituato a scrivere in velocità, anche per questo partecipo di rado al MI, perciò sono già soddisfatto se ne è venuto fuori un racconto dignitoso. Condivido l'opinione di Joyopi che si dovrebbe aggiungere qualcosa e infatti pensavo di farlo, tenendo conto anche delle vostre indicazioni.   Il corsivo lo avevo messo, è stato un problema di formattazione quando ho copiaincollato il brano da Libre Office al wd. Non postando di frequente, non ho neanche molta abitudine a tener certe cose sotto controllo.  Le scelta delle virgolette al posto dei caporali invece, lo ammetto, è stata proprio questione di pigrizia: non avevo voglia di aprire il menù dei caratteri speciali. I refusi solite disattenzioni. Però è breve, spero di averne commessi meno del solito. Grazie comunque per avermeli segnalati.
  16. Mezzogiorno d'inchiostro n.100-4 – Topic Ufficiale

    Ho aggiunto il commento al racconto. Spero vada bene. In caso contrario, avvertitemi.   Ora non mi resta che attendere la lista degli ammessi, esclusi o penalizzati per capire di quale categoria faccio parte.
  17. [MI 100-4] Il tuo mondo segreto

    commento utilizzato per postare il brano:   
  18. La mia Bolivia esiste #2

    Se l'attenzione deve essere alta, associandola al verbo bastare produci una sorta di ossimoro. Io mi limiterei a qualcosa del tipo: basta concentrarsi, senza distrarsi mai oppure, forse più efficace direi semplicemente bisogna concentrarsi, senza distrarsi mai.   Credo che in questo capitolo ci siano elementi per almeno dieci email, e stiano stretti in questi 8.000 caratteri. Perché sarà vero che le email tendono alla sintesi, ma il tuo è pur sempre un romanzo...c'è un altro tipo di pubblico, oltre il destinatario della missiva, e devi tenerne conto.  Per esempio in questo capitolo hanno fatto fugaci apparizioni diversi personaggi. Almeno su un paio di loro mi sarei soffermato di più, magari raccontando qualche aneddoto su di essi, in modo che quando leggeremo ancora di loro ci ricorderemo facilmente chi siano. Non deve essere un caso che di tutti coloro che sono stati menzionati, protagonista a parte, quello che resta più impresso sia Matteo, e non certo per il nome italiano.    Aggiungo che con le motivazioni della fuga in Bolivia ci avrei aperto il capitolo, anziché chiuderlo.   Sono solo al secondo capitolo, poco per un giudizio, comunque finora l'impressione è che forse è vero che è ingenuo in alcune parti, però mi sembra ci siano tutti gli elementi per trarne un bellissimo romanzo. E visto che stavi considerando l'idea di riproporlo, fossi in te lavorerei in tal senso, magari aggiungendo cose, ampliando i paragrafi,  caratterizzando i personaggi dando maggior peso a quelli potenzialmente più interessanti, anche inventando se ciò può aiutare a valorizzarli.   Hai base e ricordi da cui partire a cui nel frattempo si è aggiunge una scrittura senz'altro migliorata. Alla fine ne verrebbe fuori un romanzo diverso, più completo e che a questo si ispira solo in parte, sarebbe anche più facile da proporre a qualche editore. Almeno credo.      
  19. Mezzogiorno d'inchiostro n.100-4 – Topic Ufficiale

      La traccia sarebbe quella di mezzanotte (sempre che io sia riuscito a rispettarla), il commento lo faccio nel pomeriggio.
  20. [Lettera tre] Una strana lettera anonima

    Anch'io son rimasto un po' perplesso per la tua scelta di includere molti stralci della lettera di Lizz. Non perché non funzionino, anzi, penso che tu sia riuscito a integrarli bene con la tua scrittura, rendendo il racconto godibile anche per chi non conosca l'iniziativa nata con la Lettera Uno. Però son pur sempre parole altrui, e averne utilizzate in buona dose è un po' come se rendesse Lizz coautrice del tuo racconto.    Forse, che una lettera simile non sortisca gli effetti sperati dall'autrice e finisca in un cestino dopo esser stato notata da qualcuno, è la possibilità più plausibile e realistica. Mi ha convinto meno la caratterizzazione di Mario Rossi. Mi è sembrato però un po' troppo "personaggio", appunto. E' vero che esistono persone che rinunciano a tutto o quasi per inseguire i soldi o una carriera. Eppure, almeno nella vita vera, non riescono a privarsi completamente di  piccole abitudini, emozioni, manie, fragilità. Si resta tutti sfumature di grigio alla fine. Mentre il tuo protagonista ricorda molto altri personaggi letterari e televisivi ( e se vogliamo, è un complimento), dove le caratteristiche, sia nel bene che nel male, devono essere enfatizzate per essere più facilmente identificabili dal lettore. Però ricorda un po' meno le persone reali, a cui in genere delle emozioni del cuore resta ben più di un vago ricordo.    Io, anziché per Laura, ho tifato per la moglie Sandra. Ho immaginato che potesse essere lei l'autrice della lettera, indirizzata ovviamente a qualcun altro. E lui, che pure si sente un esperto di calligrafia, è ormai così distante dalle emozioni di sua moglie che neanche ne riconosce la scrittura.   Al di là di tutto, racconto interessante.
  21. Commento Uno e Due   La tua calligrafia. Le tue parole. Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia.   Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, nascondendola in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata.   Hai lasciato troppi indizi, mia cara. Davvero credevi che non ti avrei riconosciuta? Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto, anche solo un paio d’ore, il tempo di assistere insieme ad una commedia teatrale.   No, non mi sono dimenticato di te. Ti ho cercata, sai? Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso. "Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero. E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro! Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.   E poi, io davanti la tua vecchia casa, la villetta a schiera in cui vivevi da ragazza, sono passato spesso, nella segreta speranza di rivederti. Le ho dedicato centinaia di scatti, tanto che qualche vicino mi ha chiesto se avessi intenzione di comprarla, o fossi io stesso di qualche agenzia immobiliare. Ma è abbandonata da anni. Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo. Tuttavia, mi sono informato, la casa appartiene ancora alla tua famiglia, anche se, da quanto vi siete trasferiti, nessuno dei proprietari si è mai fatto vivo. Ma non credere sia stato quello il mio unico tentativo di rintracciarti.   Ti ho cercata, e ti cerco ancora. Ti cerco tutte le volte che inseguo la bellezza nascosta nella semplicità. E la bellezza è tutto per un fotografo, ciò che invano aspiravo a diventare. Ma tu ti sei nascosta e nessuno dei miei scatti ha mai raggiunto l'intensità del fascino evocato dai tuoi gesti, per spontanei e naturali che fossero.   Ti ho cercata, lo ammetto, anche nelle figure di altre donne che hanno incrociato il mio cammino, cercando nei loro modi di fare, vestire, parlare ed essere qualcosa che ti somigliasse. Finché ho capito che me le stavo perdendo, facendo un torto sia a loro, che mostravano atteggiamenti estranei allo loro natura solo per compiacermi, sia a te: come se l'essere meraviglioso che sei sempre stata fosse riproducibile!   Ti chiederai allora perché, quel giorno, durante la rappresentazione teatrale non approfittai della vicinanza per instaurare un dialogo. Quale altra giustificazione potrei addurre, se non quella che ero giovane e stupido e non volli fare un torto alla persona che, per assistere allo spettacolo, aveva chiesto espressamente di potermi sedere accanto? Ero convinto che il tempo ci avrebbe concesso innumerevoli altre occasioni. Invece non ce ne furono affatto.   Il rammarico fu tale, e tale l'evidenza di essere incapace di cogliere l'attimo, che fu proprio la voglia di superare questo mio limite ad alimentare la passione per l'arte fotografica: come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti. In qualche modo anche tu hai segnato la mia vita, ogni mia foto è un omaggio al ricordo che ho di te.   Non ti ho raggiunto nei miei scatti come non ti ho raggiunto nella realtà. Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.   E, forse, ormai è troppo tardi. Allo specchio vedo un uomo con la fronte stempiata, i capelli ingrigiti e gli occhi stanchi. Abito in un monolocale mansardato da oltre due anni; lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani, travi a vista con agli angoli abbondanti ragnatele, pareti in cui si alternano librerie stracolme di saggi, romanzi e fumetti a spazi dedicati a fotografie impolverate appese in maniera caotica; senza contare le tante altre sparse sul pavimento, eterna memoria di promesse mai mantenute. Piatti da lavare, cumuli di vestiti e bollette scadute: non c'è zona di questa casa che non mi rimproveri per incombenze continuamente rimandate. Un animo romantico direbbe che non importa, "basteresti tu a farla felice", persone più pragmatiche e realiste dissentirebbero, ricordandomi quanto io abbia giocato male le mie chance. Bellezza, passione, coraggio e animo non sono più sorretti dalla sfrontatezza della gioventù e il mio cuore è troppo orgoglioso per offrirti una vita caotica fatta di stenti e lavori malpagati.   Migliaia di scatti fotografici mi hanno insegnato che l'unica anima capace di catturare attimi eterni è quella che osa, sfidando le convenzioni, le intemperie del tempo e le proprie barriere mentali. Ti ho perso per non aver osato. Ti perderò ancora per non saper osare.   Invidio quei croissant che mangi a colazione, o la battigia su cui posi i tuoi piedi nudi per lunghe passeggiate in riva al mare; invidio le lacrime che scendono dai tuoi occhi per accarezzarti il volto, il sole che ti scalda, la notte che ti nasconde agli sguardi altrui per ammirarti indisturbata coi suoi raggi di luna, i film che ti hanno emozionato, le tue canzoni preferite, i libri da te sfogliati e amati. Li invidio per averti saputo regalare emozioni vere, io che ho dovuto accontentarmi di essere un'illusione.   Una relazione insipida e una professione deludente sono pur sempre meglio di quanto saprei offrirti io. Con la tua immaginazione hai trafugato la parte migliore di me. Ti direi di restituirmela, se non la ritenessi la cosa più bella che mi sia mai capitato.   Mi hai dato ben più di una mano d’inchiostro, ben prima che io riuscissi a leggere la lettera. Sei stata l’ ispirazione della mia vita, mi spiace solo non essermene dimostrato all’altezza. Vorrei poter rimediare, vorrei imparare a diventar degno della persona che tu immagini io sia o sia stato, quando chiudi gli occhi e mi pensi. Non basterà a mitigare i rimpianti ma mi piace illudermi che quanto più mi ci avvicinerò tanto più il destino sarà benevolo nei nostri confronti., almeno in futuro.   Se stai leggendo queste parole vorrà dire che, per una volta, la tua vecchia casa non mi sono limitato a fotografarla: ho scavalcato il cancello per infilare sotto la porta la busta che contiene questo foglio. Se anche non dovessi essere tu a raccoglierla per prima, spero che chiunque la noti voglia recapitartela. Al suo interno troverai anche quelle che ritengo le mie foto più riuscite. Mi faceva piacere mostrartele, credo siano il legame più concreto di una storia che non abbiamo vissuto.   Ma chi può dire cosa riserverà il futuro? Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.   Continuerò a cercarti tra i gesti delle persone, i sorrisi delle donne, il baccano di bambini che giocano, l'allegria dei giovani innamorati o la saggezza degli anziani; mi mescolerò alla folla delle piazze, mi lascerò coinvolgere dalle vite altrui, dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cercherò una guida in chiunque e in qualunque cosa. E quando sarà il momento, spero, ti ritroverò. Per quanto lunga potrà sembrare l'attesa, minuti, ore, giorni o anni, non importa. La sola possibilità di rivederti basta a dar sapore alla vita.    
  22. Ciao, @Emy, grazie per i suggerimenti. Non ho ben capito quest'avversione per i gerundi ma può darsi, se mai rimetterò mano a questo pezzo, che qualcuno lo faccia sparire. Alcuni refusi che mi hai segnalato non li avevo proprio notati.   @Lizz, grazie anche a te. Visto che questo pezzo deriva da un tuo racconto e una tua idea, mi fa molto piacere tu l'abbia apprezzata.
  23. Mezzogiorno d'Inchiostro n.100 – Pre-gara

    Voto per l'aforisma di Vincenzo Iennaco. (Ma ho apprezzato molto anche quelli di Thea, Rica e Macleo) 
  24. Mezzogiorno d'Inchiostro n.100 – Pre-gara

    Anche vivendo di solide convinzioni e azioni concrete, a prevalere saranno sempre i propri fantasmi.  
  25. La mia Bolivia esiste #1

    Grazie per il "followeraggio" e la risposta. Ma a me sembra di aver fatto poca cosa, sia in questo che nel commento all'altro racconto. Non c'è bisogno di ringraziarmi. Per altre cose, tranquilla, se preferisci parlarne in privato, nessun problema.   Non ho postato grandi cose qui, poi in realtà almeno una l'hai commentata. Ma, più che altro, non scrivo proprio grandi cose. Se non le hai lette, ti sei persa ben poco.   Ok, vorrà dire che la storia te la scroccherò qua sul wd e man mano che vado avanti ti lascerò le mie impressioni.