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  1. Sweety, più o meno nel regolamento che avevo proposto, il Campione si gestisce come vuole. Quindi potrebbe, che so, accettare cinque sfide in un mese (magari è in un periodo di ferie e ha tempo) e poi, proprio per non "sfinirsi" (o perché torna al lavoro), prendersi un periodo sabbatico. Quando rientra potrebbe essere passato un po'. Alcuni di quelli che si erano messi in lista potrebbero non esser più interessati (cosa che si rischia anche con l'attuale sistema, visto che appunto passa un po' di tempo tra una sfida e l'altra) ma tanto il Campione si sceglie gli sfidanti, ed è ovvio gli sceglierà tra quelli ancora interessati. Per tutti gli altri ci sarebbe stata sempre la possibilità di incrociarsi tra loro, per non correre il rischio di restare ad ammuffire. Comunque ho spiegato il senso Delle modifiche suggerite non perché voglia insistere, ma solo perché mi hai chiamato in causa. Io penso che vincere per ritiro del Campione non piaccia a nessun sfidante ma sentirsi un po' obbligato a sfide per cui non si ha interesse anche. Una certa libertà di movimento (non "tempi più umani", non è quello il problema) concessa al Campione può aiutare, credo.
  2. Quindi @Niko hai detto "se due persone vogliono sfidarsi in simpatia, lo possono fare in autonomia senza passare per il Penna e Spada, non vedo dove sta il problema" Ok, ma in che sezione dovrebbero farlo, e chi possono chiamare ad arbitrare?
  3. Be', @Marcellohai ragione nel caso il Campione allunghi i tempi, nel senso si prenda tutti i sette giorni per accettare, e poi i 10 giorni per la sfida. Se lui e l'avversario invece decidere di correre, ad esempio il Campione accetta subito la sfida ed entro tre giorni sforna il racconto, e lo stesso fa il suo avversario, in realtà il tempo guadagnato (che magari avrà cercato di guadagnare proprio per esser libero più avanti) rischia di doverlo impegnare in una nuova sfida contro chi si sarà messo in lista di attesa. Personalmente lascerei comunque al Campione la possibilità di gestirsi i tempi (che se uno ha voglia magari accetta anche 10 sfide di seguito a distanza ravvicinatissima, se però ne è stanco persino una al mese può sembrargli tanto) e la possibilità agli altri di sfidarsi tra loro, se ne han voglia o se il campione è impegnato. Altrimenti uno quarto in lista può, nel caso le sfide vadano per le lunghe, aspettare anche due mesi e mezzo prima di iniziare a giocare. Comunque, a ben guardare, non è che abbia fatto chissà quali tipi di modifiche, a ben guardare son solo poche aggiunte. Sono quelle che avrei apportato io per risolvere le suddette questioni (ammesso che le risolvano), mica voglio forzare nessuno a fare quanto suggerito.
  4. Ho notato che l'attuale sistema di Penna e Spada lascia aperte alcune problematiche. Per esempio per il Campione la faccenda finisce per essere più un onere che un onore, rischiando di essere subissato di sfide in un periodo in cui non ha voglia o tempo di affrontarle. Né credo sia piacevole per nessuno vincere per rinuncia dell'avversario. E però gli utenti non possono sfidarsi tra loro, ma sfidare necessariamente il Campione, aspettando il proprio turno (e se le sfide precedenti finiscono quando uno non ha più tempo?). Per risolvere queste criticità mi permetto di consigliare al gentile staff le seguenti modifiche: a) Il Campione non ha l'obbligo di accettare tutte le sfide che gli verranno lanciate, ma non più di 10 l'anno (sempre che nel frattempo non perda la cintura) tra coloro che si metteranno in lizza nella discussione Guanto di sfida. b) lascerei al Campione facoltà di scegliere chi sfidare tra tutti coloro che lo avranno sfidato in quella discussione, senza necessariamente doverne rispettare l'ordine di iscrizione. L'unico obbligo del campione è accettare almeno 10 sfide in un anno (l'obbligo naturalmente non sussiste se nel frattempo, in una di queste 10 sfide, il Campione perde la cintura. c) qualora il Campione dovesse vincere le 10 sfide consecutive, acquisirebbe un titolo definitivo (che ne so "Campione P&S 2017", targhette o cose del genere). Potrebbe o ritirarsi o continuare a difendere il titolo. In ogni caso non perderebbe il titolo acquisito ma solo la cintura. d) Nel frattempo lascerei agli altri utenti la possibilità di sfidarsi tra loro. In gioco non ci sarebbe il titolo ma solo delle sorti di medaglie. Chi, entro una data prestabilita, diciamo Ottobre, ha vinto più sfide e quindi conseguito più medaglie, può sfidare il Campione in carica in una sorta di super-sfida. e) La super-sfida sarà l'unica sfida che il campione non può permettersi di rifiutare. Nella super-sfida ci si gioca comunque la Cintura. f) darei dei tempi mediamente lunghi, diciamo due mesi, quindi riportandomi all'esempio precedente, tra Ottobre e Dicembre, al Campione a al più medagliato per accordarsi sui termini della sfida. Questo per evitare che uno dei due rischi di perdere la gara perché proposta in un periodo in cui non abbia modo di affrontarla. g) Qualora il Campione conquisti le sue 10 vittorie e decida di ritirarsi, la Cintura passerebbe al finalista della super-sfida Diciamo che queste modifiche sono state ideate per: 1. lasciare dei vantaggi al Campione (può scegliersi gli avversari, tutti meno uno, quello della supersfida), oltre che lasciargli la possibilità di risposare e gestirsi le varie sfide in tempi umani 2. lasciare a chi non viene mai scelto dal Campione la possibilità di arrivare comunque a sfidarlo (vincendo le medaglie) 3. lasciare agli utenti che hanno voglia di affrontarsi tra loro in un Penna & Spada la possibilità di farlo, senza dover necessariamente aspettare che uno dei due vinca la cintura e l'altro poi si metta in lista. Non dico di procedere per forza in questo, però mi sembra che andare in questa direzione potrebbe aiutare a risolvere qualcuna delle problematiche emerse dall'attuale regolamento. Mi piacerebbe sentire l'opinione di @Plata, visto che è il Campione in carica.
  5. Mi prenoto per sfidare il vincente della sfida numero 2. Mi prenoto per quella successiva
  6. C'è una cosa che non ho ben capito. Il regolamento dice: Gli Sfidanti possono mettersi in lista d'attesa per lanciare il Guanto, qualora sia già in corso una sfida al Campione. La lista d'attesa sarà aggiornata dallo Staff nel primo messaggio della discussione Cioè, se io voglio mettermi in lista di attesa (considerando che, dopo la prima sfida, si è proposto Alex-Coman per detronizzare Plata), mi è parso di capire che la lista d'attesa la gestisca lo staff. Come è dove non mi è chiaro, ma non fa nulla. Però io dove dovrei propormi? Sempre nella discussione "Guanto di sfida"?
  7. Ammetto che pur essendo il tuo personaggio molto diverso da quello della Lettera Tre di Federico mi ha fatto fare considerazioni simili. Carlo rappresenta il tipico nerd che un lettore (o un telespettatore, fossimo sul grande schermo) si aspetterebbe: ingenuo, imbranato, passivo. In questo caso anche sovrappeso. Pur consapevole dei suoi limiti, è incapace di rapportarsi col mondo reale con una certa obiettività. Tutti elementi che un lettore può aspettarsi da un nerd. Mi è mancato l'inaspettato. Ammetto che io avrei dato a Carlo qualcosina in più, quel tipo di qualità che proprio non ti aspetteresti da un nerd ma invece no, in quanto essere umano, può averle anche lui. Diciamo che Carlo mi è sembrato il perfetto personaggio nerd. Personaggio, appunto. Aggiungendoli qualche elemento a sorpresa lo renderesti meno personaggio e quindi, in qualche modo, anche più verosimile. Almeno secondo me. Ammetto, per come mi hai presentato il personaggio, di ritenere quasi impossibile che la Lettera Uno sia di Elena e indirizzata a lui. Però sì, ammetto che una possibile risposta all'email mi sia venuta in mente. Evito di scriverla, perché magari Lizz o qualche altro animo femminile potrebbe aver voglia di farlo loro, e sarebbe più indicato. Per cui lascio loro la precedenza.
  8. Alex, veramente il tuo commento è questo: Dai, l'importante è averlo fatto.
  9. Grazie a wy e Sarah per i complimenti, ma soprattutto a Black per aver scelto il mio racconto. Onorato di esser finito nella prestigiosa raccolta wd dei migliori racconti della settimana.
  10. Adams e Asimov*
  11. @Ludwig von Drake: grazie per i numerosi suggerimenti. Qualcuno lo adotterò di sicuro. "Il tredicesimo piano" avevo iniziato a vederlo anni fa. Poi, per non ricordo più qual motivo, ho dovuto abbandonarlo e non mi è più capitata l'occasione di riprenderlo. @Luce Allievi: credo che il tuo sia uno dei commenti più originali che un mia racconto abbia mai ricevuto. L'ho apprezzato anche per questo. @UmbertoBieco So chi sono Douglas e Adams, ma mai letto niente di loro. Certo, ho usato temi ricorrenti della fantascienza, quindi ci sta che il racconto possa avere in comune qualcosa coi loro (oltre che con innumerevoli altri). Quindi se, quando hai definito il pezzo triviale, lo intendessi nel significato di "banale"...evvabe', ci può anche stare. Se invece con triviale intendevi dire che, come riporta il vocabolario, è "di una volgarità sguaiata e disgustosa", mi sembra una definizione un po' eccessiva. Grazie comunque per averlo letto.
  12. Ciao @Dav, Stiamo cercando di creare un sistema per cui sia possibile inserirsi anche a gioco in corso, figuriamoci quando non siamo ancora partiti. Benvenuto in carrozza!
  13. Scusate, ho letto in ritardo il libro e l'ho finito solo la settimana scorsa. Infatti ammetto di trovarmi meglio coi gruppi di lettura che partono con la lettura parallelamente alla discussione, perché mi fa da stimolo a non restare indietro. Tuttavia, per quel che vale, voglio dare le mie risposte ai quesiti posti. Ma avviso: post lunghetto, disorganizzato e non editato, prendetelo per quel che è. Se la trama e i personaggi nel loro insieme sono frutto della sua immaginazione, alcune scene, molte caratteristiche e pensieri dei personaggi e persino tanti dialoghi sono ripresi dalla realtà processuale che l'autore ha avuto modo di studiare. Allora vi chiedo: credete che questa fusione sia riuscita bene? E quale dei due livelli (fantasia/realtà) pensate prenda il sopravvento? Sì, in linea di massima la fusione mi sembra molto riuscita. Certo, forse si può – a tratti – notare una certa ripetitività nelle espressioni, atteggiamenti e azioni dei protagonisti. Elementi tutto sommato abbastanza credibili se si vuol far prevalere, come penso volesse fare l’autore, la realtà sulla fiction. Poi, certo, alla lunga un po’ appesantiscono la lettura. Ma, visto le intenzioni dell’autore, credo che l’equilibrio raggiunto sia moto buono. L’intervento familiare, pur poco presente, non direi sia assente. In fondo si avverte nella prima parte del libro, pur scomparendo completamente nella seconda, per poi ricomparire solo nelle ultimissime pagine. Mi ha fatto più di l’effetto di “gente che magari di qualcosa si accorge, ma non vuole davvero vedere. Perché quelli sono i loro figli, perché vedere vuol dire contrastare e contrastare, i figli che si stanno infilando in ambienti camorristici, vuol dire mettersi contro non solo contro di loro ma contro tutto il sistema”. E’ una cosa rimasta un po’ implicita ma tutto sommato avvertibile e (in quei contesti) piuttosto realistica. Mi ha fatto anche riflettere la figura del professore. Nicolas è convinto che non riuscirà a salvare nessuno, però lo rispetta, lo rispetta più del padre perché “ha le palle” di provarci, laddove il padre vorrebbe solo evitargli una vita da delinquente, mentre dal suo punto di vista quello è il tentativo dei vili, di chi non sa affrontarli. Mi è piaciuta anche la scelta, pur partendo da un episodio, quella della vendetta su Renatino, raccontato in maniera piuttosto cruda, negli altri, nonostante si raccontassero episodi di violenza ben peggiori, non ci si è soffermati sui particolari. Dare l’idea su quello che fanno e perché lo fanno, ma cercando di lasciarsi seguire anche da “stomaci deboli”, quale temo di essere. Non credo che opere come quelle di Saviano contribuiscano a creare miti. O meglio: sì, ragazzi che appartengono a quel tipo di delinquenza, innalzano i personaggi di cinema e televisione ispirati al loro ambiente, a “simboli” cui ispirarsi. Non è quello che fa Nicolas col film di Tornatore “Il camorrista”? O con “Quei bravi ragazzi” e gli altri film citati nel libro. Ma non servirebbe a nulla non diffondere certe opere. In fondo, il rituale con cui creano la Paranza, come altri episodi, si ispirano alla Bibbia. Hanno bisogno di simboli e se gli scelgono. Se non li trovano in fiction che parlano di mafia, useranno altri strumenti, persino la Bibbia. Non diffondere certe opere non serve a nulla in questo senso. Anzi, sarebbe un peccato perché immagino che il vero pubblico di queste opere siamo noi, gente normale che non sa o non vuole vedere certe realtà. E, da questo punto di vista, invece le ritengo molto utili. Come giudicate il lavoro fatto dall'autore sui personaggi? Pregi e difetti. E inoltre, con quale di loro siete riusciti (se ci siete riusciti) ad entrare in empatia? E perché? E ancora, che tipo di ragionamento avete colto sotto le scelte di caratterizzazione dei personaggi? Sono d’accordo che nessuno dei personaggi, a parte, Nicolas, spicchi davvero. Ma credo, anche in questo caso sia un effetto voluto: sono una paranza. Lo stesso autore spiega cosa rende, in gastronomia, una paranza davvero tale: l’indistinguibilità degli elementi. Se avverti il sapore di uno degli ingredienti rispetto agli altri, significa che non è stata cucinata bene. Da questo punto di vista la Paranza dei bambini è riuscita: spicca solo il capo, ovvero Nicolas. Non sono riuscito a provare empatia con nessuno. A parte, ma giusto un minimo, nell’episodio con Drone e Annalisa. Salvi la vita ai tuoi compagni e ti ritrovi dagli stessi condannati per non aver rispettato le regole. In modo che sia chiaro a tutti certi legami debbano essere più forti di tutto anche della famiglia. Una presa di coscienza difficile da accettare. Però anche in quel caso: Annalisa appare una ragazza in fondo onesta, con una certa dose di coraggio e intelligenza. Eppure, intuendo che in fratello si debba essere infilato in qualche giro poco pulito, ne è quasi orgogliosa, perché è contenta che suo fratello stia diventando “qualcuno che conta”. Anche per lei, l’essere temuto e far soldi, anche in maniera criminale, significa farsi rispettare. Vedrà lo schifo della situazione solo quando le arriva addosso. Troppo comodo e ipocrita, tutto sommato. Anche in questo caso (Annalisa è diciottenne, quindi adulta): gente che non vuole vedere. Non ho trovato del tutto assurdi i mancati interventi della Polizia (che però nel matrimonio del Micione sono intervenuti eccome). Mi è sembrata piuttosto una sorta di critica a un meccanismo che spiega le sue forza per le retate coi grandi nomi, ma lascia senza forze e mezzi chi dovrebbe agire per la sicurezza delle strade in cui agiscono delinquenti di mezza tacca. Non conosco Napoli o altre zone d’Italia in cui la presenza mafiosa è forte, ma da come la si racconta temo che in certi quartieri certi episodi avvengano davvero. E pure l’autore ha lasciato intendere come questi ragazzini non temono davvero il carcere, ma anzi lo ritengono un luogo dove imparare e farsi i contatti “giusti” per continuare a delinquere con maggiore efficacia. Ritenete fondate le critiche feroci che vedono in Saviano un mero sfruttatore dei fenomeni criminali al solo scopo di lucro personale? No, anche perché alla fin fine Saviano ha fatto una cosa che, prima di lui, ben pochi rischiavano: ha usato nomi e cognomi. Vero che di certe cose si parlasse anche prima di lui e che tutti sapessero chi fossero e dove fossero i criminali più potenti. Ma tutti venivano trattati come fossero innominabili in una sorta di “tutti sanno, nessuno dice”. L’arrivo di Saviano è stato uno spartiacque che ha rotto quell’argine. Sicuramente il successo mediatico che ne ha ottenuto gli ha permesso di lucrarci un po’ . Ma se qualcosa gli ha dato qualcosa gli ha anche tolto, visto che deve vivere sotto scorta. I recenti fatti di camorra giovanile sembrano anche a voi (abbiamo due napoletani) uscite pari pari da lì, o quasi? Bravura dell'autore o fenomeni imitativi? Bravura dell’autore. Mi associo alla risposta di Joyopi secondo cui “Tutto si può imputare a Saviano, ma non che non si documenti adeguatamente sull'argomento che tratta” Lo stile: come vi è sembrato? Scorrevole ma, in parte, ripetitivo. Ci sono aspetti che vi hanno colpito favorevolmente o negativamente? Come detto, la capacità di raccontare cose piuttosto crude e violente senza insistere senza insistere troppo su dettagli che avrebbero resto la narrazione troppo “splatter”. Insomma, mi è piaciuta la capacità dell’autore di raccontare una realtà cruda seza dare (troppi) pugni allo stomaco al lettore Avete apprezzato alcune scelte "particolari", come ad esempio quella di riportare le chat direttamente? No. o meglio, ho apprezzato alcune spiegazioni come l’uso dei post su facebook come messaggi in codice. Non ho apprezzato, come non le apprezzo quasi mai, le chat dirette o i messaggi whatsapp o cose di questo genere. Mi sembra ci sia una discussione sull’argomento, in cui ci si chiede se il loro utilizzo sia necessario in letteratura per non far sembrare le nostre storie ferme agli inizi degli anni ‘90. La mia risposta sarebbe: la tecnologia è troppo veloce. Introdurre questi elementi data in maniera molto precisa ciò che scriviamo. Il che vuol dire che tra 10 anni, quando avremo sostituito sms, msm, post, whatapp e smartphone con tecnologie e modelli più avanzati, il nostro scritto acquisirà una precisa connotazione temporale. Invecchierà troppo presto, insomma. Ovvio, se il pubblico a cui ci si rivolge è quello dei contemporanei la cosa ha poca importanza, se si sta tentando una storia “senza tempo” ne ha qualcuna in più. Da questo punto di vista, l’uso della chat nel libro non mi ha convinto. Fortunatamente l’autore ha deciso di farne un uso piuttosto limitato. Penso abbia fatto bene. La lettura vi ha soddisfatto? Vi aspettavate di più o di meno? E infine, visto che Saviano è un autore molto discusso, come è cambiata (se lo è) la vostra considerazione nei suoi confronti? Motivazioni argomentate sono gradite! Sì, mi ha soddisfatto. Diciamo che, in una scala da 1 a 10, do al libro sette e mezzo. Mi aspettavo più o meno ciò che ho trovato. Pur avendo Gomorra in libreria, non avevo mai letto il Saviano scrittore, mi ero limitato a qualche suo articolo sui quotidiani. L’ho apprezzato nello stile e nella capacità di raccontare la realtà. Non tutta la gestione dei singoli personaggi gli è riuscita, ma ci sta: in fondo era la sua prima opera completamente narrativa. Da questo punto di vista, direi che qualche pecca da “esordiente” l’abbia commessa. La mia considerazione su di lui resta la stessa che avevo prima della lettura. Quella di cui ho accennato nelle risposte precedenti. Però ammetto che ogni tanto succede anche a me a cui accennava Rica “A volte, anche quando condivido il suo pensiero, arriva prima il fastidio nei suoi confronti”. Però tutto sommato lo apprezzo, per quello che fa o tenta di fare. Visto che il finale è aperto, sembra legittimo chiedervi se sareste intenzionati a leggerne un seguito. Non amo i sequel e nessuno dei personaggi ha fatto “presa” su di me, tanto da volerne sapere di più sul loro futuro. Altri romanzi di Saviano è possibile li legga e di certo prima o poi leggerò Gomorra. Ma di un seguito alla Paranza non sento l’esigenza e dubito cambierò idea.
  14. Riprendo la discussione, partendo dal riepilogo delle scelte fatte finora. Garantiscono di partecipare ad almeno una tappa: Lizz (preferenza per la soluzione mista, interessata a scrivere un episodio in cui siano presenti elementi fantastici) Daleko (Preferenza per destinazioni realistiche) Kotobi (preferenza per una soluzione realistica, magari ambientata nel passato) Komorebi (preferenza per la soluzione mista) Thea (preferenza per itinerario misto, interessata a inserire elementi fantastici nell'episodio di sua competenza) Joyopi (preferenza per fare suicidi/cadaveri, indifferente al genere) Doria (preferisce scrivere un episodio realistico) Wivern (preferenza per ?) Emy (preferenza per ?) Eudes (sarei interessato a scrivere un episodio di transizione, ovvero a tentare di riportare nel realistico, succedendomi a qualcuno degli episodi con elementi fantasy) Hanno mostrato interesse, ma non hanno ancora assicurato certezza di partecipare: Marcello (che valuterebbe la possibilità di prendere parte al viaggio solo nel caso si scegliesse un itinerario realistico, ipotesi che si sta alquanto allontanando) Kuno (preferenza per le fermate fantastiche) Per mantenere una certe uniformità del progetto, la maggiorante si è mostrata favorevole all'uso della terza persona. Quindi tutti i racconti dovranno avere una voce narrante in terza persona. Descrizione del treno, a cui tutti dovranno attenersi: locomotore; Carrozza numero 1: carrozza letto, quindi fornita di cuccette Carrozza numero 2: carrozza ristorante, con bar e cucina aperte per tutta la durata del viaggio Carrozze 3 e 4: Prima classe Carrozza 4, 5 e 6: seconda classe, piuttosto affollata Carrozze 7 e 8: sempre seconda classe, ma piuttosto libere, pochi viaggiatori sparsi tra gli scompartimenti Carrozza 9: Carrozza bagagliaio. Adibita a chi ha necessità di portarsi dietro grandi bagagli, biciclette, talvolta usata anche per i pacchi postali. Essendo poco sfruttato (biciclette a parte) il più delle volte è una carrozza semivuota. Così chi ha bisogno di folla sa in quali carrozze è meglio il suo personaggio si stabilisca. Lo stesso per chi cerca solitudine. Altri particolari, come il colore dei sedili, delle tende, se ci sono murales all'esterno dei vagoni, ecc. possiamo anche lasciare vengano aggiunti man mano dagli autori e chi se li trova già fatti vi si adegua. La maggioranza si è mostrata favorevole all'itinerario misto. Ovvero il viaggio in treno avrebbe un'impronta e destinazioni perlopiù realistiche, ma in alcune tappe si faranno delle eccezioni, una sorta di parentesi in cui potrà avere spazio chi vuole destreggiarsi nel fantastico. A questo punto però, se le tappe nel fantastico dovranno essere solo piccole parentesi, ricordo che l'autore che scriverà dopo dovrà essere bravo a chiudere la parentesi per riportare il viaggio nella normalità (sempre che ce ne sia bisogno). Resta da decidere: il nostro treno: a) il nostro treno sarà un locale, espresso o intercity? per il tipo di treno scelto, le ipotesi b e c sarebbero le più plausibili Non siamo costretti a scrivere tutte le tappe. Se partecipiamo al progetto solo in 6, potremmo anche concludere il tutto raccontando solo le nostre sei fermate. Mentre se nel frattempo qualcuno vorrà aggiungersi o scrivere altri episodi, saprà di cosa tener conto. Non dobbiamo per forza scrivere i nostri racconti in ordine cronologico. Se io ho già scritto il racconto delle 16:00 e qualcuno vorrebbe partecipare scrivendo qualcosa di accaduto all'alba potrà comunque farlo, purché tenga in considerazione quello che gli altri utenti hanno scritto, sia di ciò che è accaduto prima dell'alba, sia di ciò che è successo dopo (se sarà necessario per non creare incoerenze). Per venire incontro a questo tipo di esigenze terremo una sorta di bibbia con tutti i personaggi presentati (anche quelli minori quindi, tipo qualcuno che ha accompagnato il passeggero aiutandolo a portare le valigie e poi è sceso dal treno) oltre le descrizioni materiali del treno che gli altri utenti avranno mano a mano aggiunto con i loro racconti. Resterebbe da decidere l'itinerario. Si sono fatte le seguenti ipotesi: a)luoghi esistenti (es: Italia, Francia), in cui magari si alternano fermate in città reali come Milano ad altre completamente inventate b)itinerario completamente immaginario, in cui il treno potrà anche muoversi in un mondo realistico ma ogni destinazione e anche la nazione che percorre durante il suo viaggio (es: stato del Kizzandocazistan) è completamente inventato. Ma la maggioranza (tra coloro che hanno espresso un'opinione al riguardo) si è espressa in favore di un itinerario realistico. A questo punto, resta da decidere quali terre percorrerà il treno. Se vogliamo essere realistici, forse ci conviene puntare sull'Italia, ma resta comunque da scegliere il tragitto. Dal meridione al settentrione o viceversa? costa tirrenica o adriatica? dall'Italia verso altre nazioni europee? dove preferite andare?
  15. @m.q.s. pur essendo affezionato al personaggio di Lily, non credo che scriverò altri episodi su di lei. ma sapere che il lettore vuol saperne di più vuol dire che il personaggio è riuscito, quindi lo vedo come un complimento e ti ringrazio. @Pietro97 il tuo commento rappresenta probabilmente uno dei migliori, se non il migliore, complimento mai ricevuto per un mio racconto. Vien voglia di stamparselo. Grazie! Però sarei curioso di sapere a quale anime ti riferisci. Anche perché la stesura di questo racconto risale a inizio 2014 e mi piacerebbe capire, soprattutto se ci sono similitudini come affermi, se posso vantarmi di "aver avuto prima io l'idea" o meno.