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Black

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  1. @Neyther Se il protagonista è il "cattivo" e riesci a farmelo apprezzare, allora sì. Se il protagonista è l'eroe e dopo pagine e pagine me lo fai perdere, dovresti scrivere un finale davvero grandioso per non farmi gettare tutto nella pattumiera. Ti faccio un esempio con un romanzo che non è fantasy, ma che ha un protagonista "perdente". Metto tutto sotto spoiler, per evitare di rovinare la sorpresa agli altri utenti.
  2. Comincia da ciò che hai in testa. Il resto, che sia incipit o finale, verrà dopo. Come dice @butch, finirai per modificarlo più volte, quindi non dargli troppa importanza.
  3. @Fraudolente Attento, non confondere lo show, don't tell con la trasparenza del narratore. Il commento che ti è stato fatto riguarda quest'ultima, e io come editor non sono d'accordo. La scelta del tipo di narratore (se renderlo invisibile o se farlo apparire nel testo) è una questione di stile. È vero che creare un narratore forte e non fastidioso è parecchio difficile, e spesso il risultato è una voce esterna che ti trascina fuori dalla storia (questo è sempre un male); se però sei in grado di usarlo, non ci vedo nulla di sbagliato. Per quanto riguarda lo show, don't tell, ne sono un fermo sostenitore, ma bisogna comprenderlo. In generale dico sempre che il mostrare dovrebbe equivalere al 70% del romanzo; questo perché anche il raccontato è essenziale. Scrivere mostrando tutto, ma proprio tutto, annoia. Ci sono cose che andrebbero soltanto raccontate. Il problema è che spesso si tende a raccontare ciò che invece andrebbe mostrato, come gli eventi principali di un romanzo. È per risolvere questo problema che nasce la regola, più vecchia di quanto pensi a dire il vero, e non per eliminare il raccontato. Ti faccio due esempi tratti dal mio blog, dove di recente ho parlato di quest'argomento: Il primo equivale al giudizio del narratore? Sì. Non l'ho tolto perché è tale, però; l'ho fatto perché ho trovato un modo migliore per mostrare la sua stazza. Avrei potuto scrivere anche: Roberto è l'unico a trovare stretta la porta d'ingresso, grasso com'è. Fa fatica a camminare, ma non ho alcuna sedia da prestargli; le ha già rotte tutte. Con quella piccola aggiunta, che non considero ridondante né sbagliata, posso esporre in maniera più esplicita il giudizio del narratore. Hai detto che la nostra lingua è ricca di termini e sfumature, e hai detto bene. In quale dei due, però, pensi che ne abbia usate di più? La regola serve anche a questo, ad ampliare il nostro vocabolario. È ovvio che non racconterò tutte le battaglie in questo modo perché risulterei ripetitivo; ma quelle più importanti meritano di essere mostrate. Un'ultima cosa: le regole non vanno seguite alla lettera. Agli esordienti si dice (io stesso lo faccio) di evitare l'uso degli avverbi in -mente. Pensi che i grandi autori non li usino? Loro, però, lo fanno con moderazione. Le regole servono a evitare l'abuso: quello degli avverbi in -mente, quello del raccontato, quello del gerundio e tanti altri ancora. Quando si diventa davvero padroni della propria scrittura nasce una nuova regola: infrangere le precedenti, ma farlo con giudizio.
  4. Intendi Frammenti? Il racconto, oltre a superare il limite massimo di quella sezione (ma non di questa), mi sembra completo. Frammenti è per testi brevi e incompleti; in Racconti puoi postare anche testi brevissimi, purché completi. Ora ti lascio il mio commento: Un buon testo; andrebbe rivisto ma è gradevole e interessante. La protagonista mi piace; è una donna infelice, vittima di scelte sbagliate e incapace di migliorare. L'unico altro personaggio è sua figlia che appare poco e niente; è giusto così, perché la storia riguarda solo la madre. Farei a meno degli avverbi in -mente, nel tuo testo possono essere sostituiti senza problemi. Attenta alla punteggiatura, mentre lo stile va bene. Scorrevole e ben strutturato. Bello.
  5. @Claudia87 Fai attenzione, non è consentito usare più di un punto esclamativo consecutivo.
  6. @nanoFatato E grazie a voi che leggete.
  7. @Skorpiòs Sì, anche se più breve del solito: Tecnica e Creatività.
  8. @Andrea28
  9. @Andrea28 Il pulsante "Visualizzare le firme?" è attivo? Si trova sopra la casella in cui inserire la firma, appunto (Tuo nick in alto a destra, impostazioni Account, Firma). Se lo è e la firma continua a non apparire, scrivimi qui o in MP cosa vuoi mettere e provo a inserirlo io.
  10. @Andrea28 Puoi essere più specifico? L'opzione è scomparsa, non ti permette di modificare, anche se modifichi non cambia nulla...
  11. Mi pare difficile immaginarlo. Sei sicuro di non aver fatto alcun riferimento, anche minimo? Basta un "alle nove andarono al ristorante", rimanendo in tema col tuo esempio. Se non sei partito dal presupposto di descrivere il mondo anglosassone o americano, è probabile che ci siano riferimenti (magari da te difficili da individuare, visto che sei l'autore) alla realtà italiana. Da questo punto di vista ti consiglierei di puntare su questa versione.
  12. Il racconto che ho scelto per la mia settimana è L'uomo che diceva l'indispensabile di @RicMan
  13. Concordo con @Luna riguardo ai nomi. Sull'ambientazione dipende; sarei tentato per quella anglosassone, ma hai detto che l'autore è statunitense quindi mi chiedo se si tratta davvero di un'ambientazione British. Se la storia è la stessa e si adatta a entrambe le ambientazioni, però, un romanzo vale l'altro.
  14. Non lo è mai. Finché non pubblichi, il libro sarà sempre migliorabile. Se non è il tuo lavoro migliore, lo sarà il prossimo. O quello dopo ancora. Finché non pubblichi e non hai il riscontro dei lettori, però, i tuoi romanzi saranno sempre acerbi. La CE free ha deciso di pubblicarlo. Ti rifarai con il prossimo. PS: non sei matto, è così per tantissimi autori. Anche fra i "big".
  15. Molto bello. Ho letto anche Serial Killer, ma questo mi è piaciuto di più: imprevedibile e particolare. Ognuno dei cinque punti ha un suo motivo d'essere e quello finale conclude degnamente il racconto. Due soli appunti: il primo è lo stesso di @Anglares, ovvero l'assenza del segno di punteggiatura dopo psicoterapeuta di coppia. Ci vorrebbe il punto, ma poi non sarebbe più un racconto in cinque punti. Un'alternativa è quella di scrivere così (anche se a me non piace ): Il secondo appunto riguarda l'uso degli avverbi in -mente, che eviterei soprattutto in un testo così breve.