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  1. più che altro mi pare che la gente si dedichi quasi esclusivamente allo smartphone e che i libri siano in via d'estinzione. parlo della vita di ogni giorno, non della scuola o dei luoghi di lavoro. è vero che se guardiamo al numero di pubblicazioni o di vendite sono stabili o addirittura in salita, ma non so dove vadano a finire (o se non restino in gran parte sugli scaffali o nei magazzini). è peggio che per i quotidiani, di questi qualcuno se ne vede ancora in giro ma di libri zero in quanto alla relazione tra informazione e scrittori, è da un pezzo che la cronaca (nera, rosa e di ogni colore) ha sostituito la narrativa; oggi poi con i social possiamo seguire in diretta la vita dei nostri eroi preferiti e persino interagire con loro. ci manca solo che un novello raskolnikov posti in diretta su instagram le fasi salienti del delitto e del castigo (con tanto di like e di commenti degli haters)
  2. tanti pensavano che l'ebook avrebbe ucciso il libro cartaceo, invece ho l'impressione che lo smartphone li abbia uccisi tutti e due un po' allo stesso modo delle serie tv che hanno ucciso il cinema niente più film e registi, ma innumerevoli episodi che si trascinano stancamente di anno in anno niente più libri e scrittori, ma wikipedia, siti più o meno informativi, video su youtube and so on...
  3. Buongiorno a tutti, avrei intenzione di partecipare a questo concorso, volevo un consiglio... il manoscritto può essere stampato fronte-retro? questo mi consentirebbe di risparmiare sia sui costi di stampa che sulla spedizione. ho visto le faq ma non ho trovato nulla
  4. sulla questione che il popolo sia poco alfabetizzato, poco amante dei libri, propenso ad altri svaghi, ecc., io osservo solo che una delle più grandi stagioni letterarie, quella russa, si è verificata presso quello che forse all'epoca era il popolo più ignorante, rozzo e incivile della terra (non me ne vogliano i russi, per i quali d'altronde nutro solo stima). dostoevskij viveva di scrittura perché, anche in quel contesto, vendeva un sacco in quanto a mecenate, mi permetto di ricordare che orazio e virgilio erano ferventi repubblicani (soprattutto il primo). l'ultimo grande della letteratura latina, tacito, è stato il più repubblicano di tutti. ma prendiamo la letteratura italiana. le sue grandi stagioni sono quelle della lotta politica più intensa: il duecento a firenze e poi il cinquecento. le signorie del tre-quattrocento e gli spagnoli nel seicento hanno soffocato la vita politica e, con essa, quella culturale. a qualunque epoca e popolo vi volgiate, vedrete che cultura e politica vanno a braccetto. la cultura prospera solo tra gli uomini liberi ps. io trovo la tesi di omero nel baltico estremamente plausibile
  5. questa discussione è interessante. provo a dire la mia credo che la cultura e in particolare la letteratura di una società siano legate soprattutto alla situazione politica. società con una grande letteratura sono anche quelle con una vita politica intensa; quando questa scompare lo fa anche la cultura roma ha avuto una grande letteratura in età repubblicana, l'età in cui la lotta politica dominò di continuo la vita della società; in età imperiale la cultura andò scemando fino a scomparire. lo stesso si può dire della Grecia, dove l'apice della cultura coincise con quello del dominio politico. lo stesso si può dire in pratica di ogni altra grande stagione culturale. nei periodi in cui la gente perde interesse per la vita pubblica e si ritira nel proprio "particulare" la cultura non ha più senso in italia c'è stato un certo fermento culturale fino agli anni settanta (ottanta al massimo) legato all'intensa lotta ideologica (pci-dc). con la fine delle ideologie in italia come in tutto l'occidente la politica è cessata e le masse hanno abbandonato la vita pubblica. date queste condizioni politiche, la cultura con la C maiuscola non è più possibile; gli unici temi che possono riscuotere interesse sono le ricette, gli ospedali, i soldi e tutto ciò che abbia a che fare col proprio meschino ed insignificante "particulare".
  6. steamdoll RILASSATI!!!!!
  7. x steamdoll non vedo contraddizione. le case editrici guardano al valore commerciale, io in quei post pensavo al valore letterario. poi io penso che la grande letteratura abbia anche un enorme valore commerciale, ma ora non riprendiamo quel discorso... comunque è chiaro che nutrite ancora ostilità nei miei confronti. non era mia intenzione, pensavo fosse una domanda come le altre.
  8. allora... forse sono stato frainteso anch'io sono contro l'editoria a pagamento. ma con "editoria a pagamento" intendo tutti i piccoli e sconosciuti editori che lo fanno a mero scopo di lucro non penso che una big inserisca nel suo catalogo libri che non valgono nulla. se chiede un contributo potrà avere i suoi motivi, discutibili oppure no, ma sono sicuro che riconosce un valore all'opera che intende pubblicare. in quanto al valore per il curriculum, è ovvio che non mi riferisco all'ambito accademico o scientifico. ma, che so, se uno che lavora in banca ha pubblicato un saggio sugli aspetti fiscali degli strumenti derivati con una c.e. tipo il mulino, penso che la sua bella figura l'avrà fatta. se non altro lo inviteranno a qualche convegno
  9. A dire il vero non immaginavo di suscitare polemiche, non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi. Gran parte della saggistica in Italia viene pubblicata con finanziamento pubblico Del resto, lasciando stare la narrativa, io ad esempio pubblicherei immediatamente la mia tesi di laurea con una big a pagamento. Sul curriculum penso che valga più di dieci master
  10. beh non è accaduto direttamente a me... magari dirò alla mia amica di passare sul forum in ogni caso per pubblicare con una big io 3-4000 euri ce li spenderei. se non altro per la soddisfazione
  11. parlo di uno di quei quattro o cinque che dominano l'editoria italiana. non farmi fare il nome...
  12. è una curiosità che mi è nata quando un'amica mi ha detto che aveva spedito un suo romanzo a una grande e notissima casa editrice, che avevano mostrato interesse e che alla fine le avevano detto che non se la sentivano di pubblicarlo ma che l'avrebbero fatto per il modico contributo da parte sua di 10000 euro. ad altri è mai capitato qualcosa del genere?
  13. questo non posso che sottoscriverlo per il resto che dire? mi rendo conto di aver sviluppato una visione della letteratura, della cultura e di tutto il resto così negativa e pessimista che quando mi si dice che c'è anche qualcosa di buono da leggere là fuori stento a crederci. poi è vero che ci sono mille cose da considerare... però quando un po' di tempo fa ho visto che le notti bianche erano prime in classifica, beh... sarà stato il marketing, il prezzo, quello che volete, ma per me vuol dire che il pubblico ha FAME di capolavori e che metà delle pubblicazioni attuali non valgono quel racconto giovanile di dostoevsky
  14. sottoscrivo quanto detto da alexander91 a chi mi accusa di essere un troll, è vero che qualche volta mi diverto a provocare. però cercate di capirmi. per me, povero ingenuo prima di conoscere questo forum, la scarsa qualità della narrativa attuale era un fatto scontato, banale. poi qui scopro con sorpresa che tanto banale non è. perciò o ho gusti troppo difficili oppure mi sono perso qualcosa. d'altronde magari ci saranno anche autori attuali discreti, ma se voi volete diventare scrittori dovete guardare sempre al meglio, ai vertici. non esiste scrittore che non abbia tratto ispirazione da un altro grande scrittore. dal momento che quello che leggete influenzerà il vostro stile, più leggete i grandi e meglio è, più leggete i piccoli più il vostro stile si guasterà ultima cosa, faccio notare che ultimamente è uscita non ricordo che edizione super-economica di classici (mi pare a 1 euro). questi classici hanno superato di gran lunga le vendite dei libri attuali. chissà, forse la colpa non è del pubblico, ma di quello che si pubblica oggi che al 90% (come vedete lascio addirittura un 10% di autori decenti) fa schifo
  15. bah s'è persa la citazione... mi riferivo al messaggio di manua più sopra