Limonecandito

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  • Compleanno 01/05/1983

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  1. Ciao Camparino, è molto che non bazzico dalle parti del forum e questo è il primo racconto che leggo da quando sono rientrata. La forma è corretta. Gli unici appunti che ti faccio riguardano un accento ( La E maiuscola è apostrofata, ma ritengo che sia dovuto a un errore di formattazione), e la punteggiatura a fine citazione in flusso. In questo caso, dopo le virgolette, sento che manca qualcosa. Una virgola credo, per rimanere coerenti su come hai trattato casi simili durante il testo. Mi è piaciuta moltissimo la scelta di usare un ritornello, una frase riproposta a cadenzare il tempo. Non saprei sulla scelta del corsivo, forse sarebbe stato più efficace in tondo. Mi è piaciuto il ritmo iniziale, con le descrizioni nette dei personaggi. Le categorizzazioni fatte dal protagonista dicono molto senza usare tante parole. Sei andato un po' di corsa sul finale, però considerandolo più una sequenza di immagini che un racconto vero e proprio, direi che va benissimo anche così. Nel complesso mi è piaciuto. Un saluto.
  2. Si
  3. In provincia di Grosseto, in Toscana.
  4. Nome: Ouverture Edizioni Generi: Narrativa, Saggistica Modalità di invio manoscritti: http://www.ouverture...anoscritto.html Sito Internet: http://www.ouverturedizioni.it/ Vi segnalo questa casa editrice con la quale ho il piacere di far uscire il mio romanzo. La casa editrice non chiede contributo per la pubblicazione. E' una casa nata da poco, con già diverse pubblicazioni all'attivo e una gran voglia di fare. Nella mia esperienza personale posso dirvi che sono molto seri e disponibili, fanno il loro lavoro con passione e dedizione impegnandosi non solo nella mera pubblicazione, ma affiancando l'autore in tutti gli step necessari al completamento dell'opera (correzione bozze, impaginazione, editing e grafica) e dedicando particolare attenzione anche alla promozione e alle presentazioni. Spero che questa segnalazione possa tornarvi utile.
  5. Niente, non c'è verso, i ringraziamenti non riesco a scriverli. Non che io sia una persone poco umile e che pecchi di autonomia, né tanto meno che non riesca a trovare qualcuno che ha contribuito in maniera incisiva ai vari step che mi hanno condotta alla pubblicazione del romanzo, ma, in ogni caso, questi maledetti ringraziamenti non so proprio come scriverli. Non mi piace l'idea di fare una specie di elenco scialbo e banale di "ringrazio Tizio per avermi sostenuta, ringrazio Caio per aver creduto in me"; non che ci sia qualcosa di male in questo, ma non fanno proprio parte del mio stile e poi, conoscendomi, va a finire che a stampa inoltrata mi accorgo di essermi dimenticata Sempronio e sicuramente il Sempronio in questione è una di quelle figure che non puoi non ringraziare. Mi piacerebbe fare dei ringraziamenti abbastanza originali, poco pretenziosi e non troppo seri. Insomma qualcuno di voi a qualche idea da suggerirmi? E soprattutto quali sono le figure che sarebbe bene non dimenticarsi di ringraziare? intanto io ringrazio voi e aspetto qualche consiglio p.s. ho controllato nei vecchi post, ce ne sono altri con questo argomento, ma non mi è parso che facessero al caso mio. Se questa discussione vi pare un doppione cancellatela o spostatela pure.
  6. Benvenuta
  7. Benvenuta! Anche se sono nel forum da pochissimo tempo posso dirti che ti accorgerai presto che è davvero un bell'ambiente.
  8. Ciao, ti segnalo un paio di inesattezze di punteggiatura: In questa frase ogni virgola è assolutamente non necessaria. Se provi a leggerlo senza virgole ti accorgerai che il senso della frase si comprende benissimo e che porta il lettore a fare delle pause senza bisogno che queste vengano segnalate ogni tre parole. La prima virgola non serve. Alleggerirei il periodo togliendo "infatti" come inciso e sostituendo l'esclamazione con un punto fermo. In questa frase non capisco se è una cosa che il protagonista fa abitualmente mentre attende gli incontri o in questo incontro specifico. Nel primo caso aggiungerei "Di solito/solitamente nell'attesa cerco...". Se invece è la seconda opzione toglierei "oppure". In entrambi i casi la virgola non serve. Ma a cosa servono tutte queste virgole? Vanno tolte tutte secondo me.Mi fermo qua con la segnalazione delle virgole, ma la stessa abbondanza continua per tutto il testo. Cerca di domandarti se il testo è comprensibile anche senza virgola, se la risposta è positiva non metterla. Per quanto riguarda il contenuto ho trovato molto interessante lo spunto dell'equivoco iniziale (potrebbe trattarsi di un incontro fisico e invece è una videochiamata). Avrei giocato molto di più su questo aspetto, magari lasciando per il finale la chiarificazione con conseguente effetto sorpresa.
  9. Ciao Mila, spero questo mio commento non ti offenda, ma trovo che questo frammento sia adatto ad una pagina di diario e che non contenga spunti innovativi o considerazioni interessanti. Purtroppo l'argomento è inflazionato e se proprio vuoi parlare di questo cerca di renderlo in maniera un po' più originale. Dopo la virgola devi lasciare uno spazio.
  10. Ti dico solo che da quando ho ricevuto la proposta di pubblicazione a quando ho effettivamente firmato il contratto è passato talmente tanto tempo che per ingannare l'attesa ho cambiato nazione, comprato un cane, aperto un'attività e fatto un figlio (per quanto possa apparire sarcastico è veramente successo). In compenso ho avuto dei picchi esilaranti di adrenalina nei seguenti momenti: quando ho ricevuto la proposta, quando ho firmato il contratto e quando ho visto la copertina (che adoro). Per il resto, visto i tempi giurassici, ogni tanto ero presa dallo sconforto.
  11. Premetto dicendo che questo è il mio primo commento e, nonostante abbia letto il regolamento, non sono sicura di farlo nel modo giusto. Detto questo, mi permetto di farti le seguenti segnalazioni: Credo che sia più appropriato scrivere "all'orecchio" piuttosto che "nell'orecchio". Le virgolette di apertura devono essere attaccate alla parola che segue e staccate dalla parola che precede. Credo che la prima virgola sia superflua e che appesantisca la lettura. Immagino che lo spazio dopo "carta" sia una svista.Nel complesso il frammento mi è parso interessante ed evocativo, giocato molto su contrasti, accostamenti insoliti e frasi spezzate. Data la sua brevità lo stile scelto, anche se pesante, è molto appropriato.
  12. Benvenuto
  13. Che bell'accoglienza! Grazie a tutti
  14. Grazie
  15. Amo: il sale, l'odore della plastica, gli oggetti riposti nelle scatole, la ciniglia, il sorriso sdentato di mia figlia, l'odore del suo respiro e i suoni che fa quando dorme. Adoro il limone, l'avocado e penso che la leggerezza sia migliore della pesantezza. Credo che la sigaretta mi dia un tono più sofisticato, ma ero talmente indisciplinata che ho dovuto smettere di fumare. Ritengo che i tacchi alti siano una buona medicina per la depressione e che lo siano ancora di più se le scarpe sono di vernice. Mi piacciono le lingue straniere e penso che chi ne è un buon conoscitore sia maggiormente in grado di decifrare l'animo umano. Mi piacciono i pois, le idee brillanti e i discorsi filosofici. Penso che l'Estatè abbia un sapore rivoltante, ma lo bevo ugualmente, probabilmente per una questione affettiva. Non sono semplicemente credente, ma piuttosto astutamente credulona: non c'è culto, religione o credo che non desti la mia curiosità. Detesto le code alla posta, ma mi piace molto vedere le reazioni della gente se sbuffo rumorosamente durante l'attesa. Non mi piace lavare i fornelli, il sapore dei capperi e della selvaggina. Inorridisco quando sento le seguenti parole: apericena, populista, fazioso, colpa, cellulite e animalier. Mi piacciono molto invece le seguenti parole: ti, amo, no, non, sei, grassa. I capelli devono essere ricci, i fiocchi devono essere grandi, gli spaghetti alle vongole, i quaderni a quadretti e l'acqua calda. Non mi piace chi è certo, chi dice di non essere razzista, sessista, omofobo, ma... e chi in nome della sincerità si permette di dire tutto. Nei libri non sopporto i paroloni, i dettagli irrilevanti, le virgole abbondanti; mi piacciono molto però gli eroi goffi, l'autoironia e i narratori interni in prima persona. Ecco, direi che ho scritto abbastanza. Piacere di conoscervi.