Nuwanda

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  • Sito personale http://eadessochecosaseidispostoafare.blogspot.it/

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  1. Tremate! Minuccio è maggiorenne!

    Auguri
  2. Amazon Publishing

    Nome: Amazon Publishing Generi trattati: narrativa, saggistica, biografie e ecc. Modalità di invio dei manoscritti: Non specificata. Distribuzione: Tutti i romanzi Amazon Publishing sono disponibili su Amazon.it in edizione cartacea. L’edizione digitale è disponibile su Kindle Store. Sito: Amazon Facebook: https://it-it.facebook.com/KindleDirectPublishing/   Amazon Publishing è la casa editrice di Amazon.com. La famiglia di Amazon Publishing è composta da 14 marchi editoriali: 47 Nord, AmazonCrossing, AmazonEncore, Amazon Publishing, Grand Harbor Press, Jet City Comics, Lake Union, Little A, Montlake Romance, Skyscape, StoryFront, Thomas & Mercer, Two Lions e  Waterfall Press. Amazon Publishing sarà presente alla prima edizione di Tempo di Libri, la nuova Fiera dell’editoria italiana che si svolgerà a Milano dal 19 al 23 aprile 2017. Un link di riferimento: Comunicato stampa di Amazon Publishing  
  3. Undici Edizioni

      Quel 11% sembra proprio una "firma" dell'editore. Valuterei se non è il caso di definirla proprio una CE a pagamento, altrimenti, si dovrebbe spiegare perchè proprio 11%. Grazie a chi fornirà delle valide risposte in merito.
  4. Dubbi sui Contratti editoriali

    Un altro "punto saliente", che non può mancare a questa lista, è di non accettare di firmare senza la piena conoscenza dell'editore e della sua casa editrice. Io consiglio sempre un incontro dal vivo, dove è possibile discutere le vari fasi contrattuali, le dinamiche di promozione, le strategie comuni e ecc., dopodichè, fare la scelta migliore per il proprio romanzo. Credo non sia più possibile firmare a "scatola chiusa", bisogna vedere in quale redazione è arrivato il nostro romanzo, come è stato valutato e gli investimenti che si vogliono fare per promuoverlo.
  5. Youcanprint

      Sì, infatti. Non condivido la politica, in questo caso, di Youcanprint. Lavorare con un editor richiede una conoscenza profonda delle persona, delle sue capacità tecniche, professionali e umane. Se non sono forniti questi requisiti minimi, non si può iniziare nessun tipo di lavoro.
  6. Robin

      I contratti si firmano in due, se a insistere è l'editore o l'autore, ritengo questo un problema marginale, fatto sta che avviene una "forzatura", superando le difficoltà dietro pagamento. L'editore che accetta di pubblicare con contributo, magari aumentando la "spazzatura circolante", per me non è di certo un punto a suo favore. Naturalmente è una questione di scelte e ognuno decide da che parte stare. @Arya Stark La pubblicità è un altro tema interessante. Sappiamo bene però che pubblicare con contributo, non è una pubblicità positiva, quindi, in questo caso, bisogna tenere in conto anche questo aspetto.
  7. Quando è il caso di smettere?

      Spero così di aver eseguito in maniera corretta l'ordine. Credo sia chiaro a questo punto che non è la quantità dell'offerta a "ingolfare" il mercato, ma è la disponibilità economica a dettare legge in questo campo (così come in altri settori). Non penso proprio che un "diario" messo online possa scalfire o danneggiare i grandi colossi. Qualcuno su quel "diario" guadagnerà sempre e comunque più dell'autore. Anzi, qualcuno, ancora più furbo, ha già mangiato la foglia: in un mondo editoriale così povero di lettori, ha scoperto che quelli che vanno spremuti sono gli aspiranti scrittori. E tu vorresti farli smettere? Niente, non resta altro che galleggiare, in cerca di una spiaggia sicura, offrendo ad altri naufraghi delle possibilità, invece di lasciarli annegare.  
  8. Quando è il caso di smettere?

    Propongo un altro articolo, invece, che sembra proprio rispondere al quesito del nostro topic:   http://leultime20.it/le-porte-in-faccia-degli-scrittori-di-successo/    
  9. Quando è il caso di smettere?

    All'elenco non possono mancare anche Guido Morselli e John Kennedy Toole (Ricordati entrambi in questo articolo LINKIESTA). Per dirla tutta, si smette quando finisce il "sogno", quel fantastico idillio, quel fuoco che brucia dentro...
  10. Quando è il caso di smettere?

    Posto 11 rifiuti che avrebbero indotto molti scrittori a smettere, invece... http://www.ilpost.it/2014/06/11/lettere-rifiuto-grandi-scrittori/   Intressante, invece, in una società dichiarata molto spesso "priva di valori", che ci siano degli irriducibili, malpagati, eppure continuano a scrivere... La scrittura non paga
  11. Autopubblicarsi per farsi notare dalle CE

      Non ostenterei tanta sicurezza... Quanto costa la pubblicità? Dipende da molte cose e soprattutto dagli scopi.   Credo che se l'autore vuole sostituirsi alla CE, in definitiva deve tenere almeno in conto le spese che sostiene una di queste piccole realtà, in un altro post mi sembra che si ipotizzava una spesa iniziale di 10.000 euro.
  12. Quando è il caso di smettere?

    Sì, divergiamo irrimediabilmente Ai posteri l'ardua sentenza.
  13. Quando è il caso di smettere?

    Se vogliamo inserire autori che in vita non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti, in effetti, potremo dire addirittura migliaia!
  14. Quando è il caso di smettere?

      Carmelo Bene può rientrare nell'orda infernale Sono davvero tanti, non obbligarci a lunghi elenchi...
  15. Quando è il caso di smettere?

      Non volendo soffermarci inutilmente sulle EAP e i concorsi a pagamento, l'autopubblicazione è una giusta "valvola di sfogo" per chi non vuole smettere e accettare la sfida in modo diverso. Tant'è vero che le grandi CE guardano a questo nuovo fenomeno, attingendo in questo campo autori da un forte spirito imprenditoriale. In più, non è detto che ai grandi scrittori sia vietata questa nuova possibilità, per sperimentare una più ampia autonomia.