Nuwanda

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  1. Quando è il caso di smettere?

    @Cannonball Niente baci in bocca, ma "Andiamo" ci sta tutto, è anche il contrario di "Smettere" e restare fermi Quindi, secondo il tuo punto di vista, un autore dovrebbe essere tanto altruista da farsi da parte e lasciare che i romanzi brutti siano scritti solo da alcuni eletti? Mi dispiace: nun se po' fa'
  2. Proposte & Idee (Varie)

      Com'era quella pubblicità: No WD? Ahi ahi ahi
  3. Proposte & Idee (Varie)

      In pratica è quello che avviene per i "Racconti over 18"? Ricercando uno dei loro titoli su google non appare nulla. A questo punto due sono le alternative: pubblichi racconti esclusivamente vietati ai minori oppure si propone di aggiungere una nuova categoria privata, tipo "Racconti per betareader".
  4. Robin

      Sì, ma il punto incomprensibile è che l'acquisto delle copie deve essere una libera scelta e non "imposta" da contratto. Tu non ci vedi niente di male in quest'obbligo? Perchè qui si discuteva sull'esperienze con la Robin e il modo di rapportarsi con queste realtà. Fortunatamente anche l'autore può esprimere un rifiuto. Grazie.  
  5. Gli aspiranti scrittori hanno rotto...

      L’articolo che ho postato inizia proprio così: "Non mi piace l’ironia sugli italiani che hanno un romanzo nel cassetto". Questo tema l’avevo affrontato anche sul mio blog e qui riporto un estratto: Preferisco tenere nel "cassetto" il mio romanzo. Finché sono lì, posso continuare a scriverli, riesaminarli ecc. Questi testi non sono ancora né carne né pesce, un modo di dire usato anche per un adolescente che non è più bambino ma non ancora adulto. Rimanendo proprio su questo tema, molte volte gli autori reputano la loro opera come un “figlio”. Un genitore vorrebbe che il figlio restasse sempre con lui, per insegnargli ancora tanto, prepararlo meglio alla vita, ma quando questo è già pronto per il mondo esterno, conviene lasciarlo andare. Per i romanzi succede che a un certo punto si desidera una valutazione, così inizia la ricerca di un editore davvero interessato. Ecco, quando si trova quello giusto, capisci che il testo ha raggiunto la giusta maturazione: è pronto a camminare da solo, non ha più bisogno dell’autore. Un romanzo finisce, quindi, nel momento in cui viene pubblicato. Penso che sia difficilissimo giudicare la "bontà" di un romanzo e un autore non può dar fastidio a prirori, lasciamolo provare, sperimentare, inciampare, cadere e lasciamo che si alzi da solo più forte di prima ;-)
  6. Robin

    Grazie @Dakota Perdonami ma queste logiche per me restano incomprensibili... Se un libro presenta numerosi difetti perchè insistere per pubblicarlo chiedendo soldi all'autore? Si rifiuta a favore di un altro giudicato "meritevole" senza contributo e basta. La mortificazione, dal mio punto di vista, è fare dell'elemosina all'editore per convicerlo. I ruoli sono diversi, casomai è lui che dovrebbe pagarmi per il lavoro proposto. Dalle bocciature si impara tanto e io rifiuterei una simile promozione. Ringrazio ancora @Randaz, al quale vorrei stringere la mano virtualmente, per aver difeso la rispettabilità di una categoria "Il sognatore", che non ha "prezzo".
  7. Proposte & Idee (Varie)

      Credo che la possibilità di rendere un racconto pubblico/privato potrebbe essere un passo in avanti, certo non ancora risolutivo come in precedenza.
  8. Gli aspiranti scrittori hanno rotto...

    Desidero condividere con voi questo interessante articolo: Scrivere un brutto romanzo    
  9. Robin

      Trovo anch'io mortificante perdersi per 50 copie, senza provare a venderle con l'autore. Spero che l'editore riesca un giorno a farci capire questa politica, almeno che a qualcuno non abbia già confidato il perchè non intende investire nei libri in cui crede e vuole pubblicare? Grazie.
  10. Youcanprint

      Quello di cui le sto parlando rientra nel Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206. "Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229". Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 8 ottobre 2005 - Supplemento Ordinario n. 162 Qui un link di riferimento: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/05206dl.htm In particolare l'art 52 tratta proprio l'argomento: Informazioni per il consumatore. 1. In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni: a) identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l'indirizzo del professionista; Per consumatore si intende: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta; Per professionista si intende: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario Inoltre. vorrei rappresentarle che sempre l'art. 19 di tale decreto, fa riferimento anche ai "caratteri della pubblicità", in particolare indica che questa deve essere palese, veritiera e corretta. All'art 23 si parla di "Trasparenza della pubblicità" in particolare: "I termini «garanzia», «garantito» e simili possono essere usati solo se accompagnati dalla precisazione del contenuto e delle modalità della garanzia offerta. Quando la brevità del messaggio pubblicitario non consente di riportare integralmente tali precisazioni, il riferimento sintetico al contenuto ed alle modalità della garanzia offerta deve essere integrato dall'esplicito rinvio ad un testo facilmente conoscibile dal consumatore in cui siano riportate integralmente le precisazioni medesime. Lei quindi mi conferma che youcanprint non può fornirmi le informazioni richieste, così come previso dal codice del consumo? Grazie.
  11. Sigil

    Calibre e Sigil sono utili anche per lavorare alla cover? Grazie.
  12. Youcanprint

      Forse non sono chiare le mie esigenze. Youcanprint deve rendere noto al cliente chi sono i professionisti che si occupano del servizio pagato. Questo avviene per qualsiasi attività commerciale, perchè non lo fate? Io, prima di iniziare una collaborazione, intendo conoscere chi è la persona incaricata, se queste condizioni non esistono è impossibile alcun dialogo. Ma lei si affiderebbe a un dottore o un altro qualsiasi specialista senza avere alcuna referenza?
  13. Autopubblicarsi per farsi notare dalle CE

      Sì, infatti, ma sono quelle "molte migliaia" che ti portano a farti notare dalle CE. Io ti consiglio di puntare principalmente sulla qualità del libro, a dispetto di alcune leggi di mercato.
  14. Autopubblicarsi per farsi notare dalle CE

      Sì, ma non vendi tante copie con lo schiocco delle dita, alla base ci vuole un gran lavoro di promozione e un'ottima disponibilità economica. Questo perchè la pubblicità costa.
  15. Narcissus o Amazon?

      Sì, questo è un altro aspetto del selfpublishing che non conosco. In riferimento ai due casi proposti, puoi indicarmi dei manuali, guide, programmi adatti allo scopo (se vuoi in MP o in un topic forse più adatto). Grazie.