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ღ Magnolia ღ

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Su ღ Magnolia ღ

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  • Compleanno 28 marzo

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  • Genere
    Donna
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    Campania
  1. ci sono dei punti da rivedere, a mio parere. I periodi troppo lunghi, nei componimenti in versi, sono quasi sempre un limite. A meno che non siano studiati nel dettaglio. Non amo i pronomi relativi nelle poesie, "il cui" e "la quale" secondo me vanno tolti. Infine, non capisco la funzione di quel "nonostante", come chiusa... Nel complesso non è una brutta poesia, ma non mi ha preso pienamente.
  2. Eccomi qui a chiarire. Scusate, forse mi sono espressa male! La poesia mi piace e ha del potenziale, la trovo gradevole se non nel fatto che nel leggerla trovavo un po' di difficoltà iniziale, per il fatto che anche visivamente si vede e sente il distacco tra versi molto brevi seguiti da altri molto lunghi. Detto ciò, nemmeno io sono una fan di rime e di metrica: adoro i versi liberi e le poesie come questa! Una cosa che ho notato rileggendo (e che magari era proprio ciò che non mi rendeva scorrevole la lettura) è il "ferma": non sarebbe meglio tenerlo "fermo" tra due virgole, in modo da creare la pausa giusta con il verso successivo? (così come hai fatto con determinato)
  3. grazie mille a tutti per la calorosa (ri)accoglienza!
  4. "La descrizione di un attimo": questo suggerisce il tuo componimento! Troppo breve, forse, per arrivare al cuore di chi è estraneo a questo bel quadretto, ma perfetto per lasciare nella mente un fotogramma commovente. D'altronde il mare d'inverno (o almeno suppongo) è ciò che di più romantico e insieme malinconico si possa trovare. Bella la scelta di iniziare con un'immagine "concreta" per poi passare, cautamente, a territori più astratti! E complimenti per la raffinatezza: ho apprezzato in particolare l'ultimo verso! Chiude molto bene il componimento. Alla prossima!
  5. L'ho riletta più volte, ma non riesco a cogliere il punto esatto per cui non mi convince. Forse perché è un po' "macchinosa", non si legge in modo fluido. Però mi sembra un buon componimento, globalmente mi piace. Gli occhi sono sempre un "pozzo dei desideri". A volte nascosti, a volte palesi. Prova a lavorarci su, magari cambiando ordine ai versi... Alleggerendo qualcosa. Magari il limite è la metrica: versi di una sola parola che seguono (o precedono) versi elaborati sintatticamente. Una cosa che non capisco: sulle pietre del duro cammino, il suo (il soggetto della poesia) o il tuo (l'autrice)?
  6. Trionfo di luoghi comuni. Sia nel contenuto che nella forma. Non la reputo una poesia, e non solo perché mancano le rime. Manca il pathos, manca un soggetto, un oggetto. Manca (quasi) tutto. Purtroppo non è nemmeno recuperabile, qui non si tratta di lavorare di lima e ridefinire lo stile, bisognerebbe strappare il foglio e ricominciare. Magari, cambiando "musa".. Qui, di seguito, i limiti (secondo il mio modesto parere) di questo componimento: 1. la presentazione: troppi spazi tra un verso e l'altro. Sembra banale, ma la formattazione di un testo è un biglietto da visita! 2. aveva / era: eppure esistono talmente tanti verbi... perché limitarsi all'utilizzo dei due ausiliari?! 3. davvero tanti luoghi comuni: il problema non è tanto la sciagurata vita di questa ragazza, ma il modo in cui l'autore (tu) la descrivi. Non aggiungi nulla a quello che una qualsiasi "pettegola" del paese potrebbe dire.
  7. Eh, già... Sono tornata. Manco dal forum da più di un anno, oramai, e mi sembrava opportuno (ri)presentarmi, nonostante sia una vecchia utente. Il lavoro, le scelte (giuste o sbagliate) di vita, la famiglia e tanti tanti "et cetera" mi hanno tenuta lontana non solo dal forum, ma dalla scrittura (ahimé). La decisione di riprendere è venuta di getto: chi smette di sperare inizia un po' a morire, dice Liga, ed è così per tutte le cose che si "abbandonano". Si muore lentamente nella negligenza, nella pigrizia, nella routine... Bando alla ciance, comunque. Sono Anna, alias Magnolia, ho 25 anni, campana. Amo, oltre la scrittura, la musica, il rock, Liga, il mio lavoro. Spero di riprendere con assiduità a frequentare il forum, tempo permettendo. Anche se per un po' mi limiterò a commentare e criticare testi, piuttosto che postarne di miei (anche perché come detto sopra non scrivo da un po'). Spero di ritrovare presto la "penna". Ciao e grazie per la cortese attenzione!
  8. Sì, hai ragione.. E' un'espressione già sentita, ma tutte le immagini che ho utilizzato sono, in qualche modo, "rappresentative". Voleva essere semplicemente una descrizione, di ciò che si vede quando ti ritrovi ad aspettare l'alba su un treno che minuto dopo minuto fa variare il paesaggio all'esterno Grazie per l'attenzione, alla prossima.
  9. Non sono d'accordo con BRADIPINO, secondo me questo non è un testo in prosa: è poesia! E' vero che andrebbe rivisto, forse di "prosa" ci hai messo veramente troppo, ed è in questo senso che andrebbe definito meglio. Dovresti magari esercitarti leggendo molta poesia, in modo da percepire la differenza con un testo in prosa. Non sono gli "a capo" a fare la differenza: è la musicalità, il modo in cui i temi vengono trattati... La prosa spiega; la poesia svela, ma allo stesso tempo nasconde... Questo componimento ha un'elevata potenzialità, anche se ci sono dei punti che non ho apprezzato. La punteggiatura, ad esempio: questi continui punti di sospensione, mi hanno infastidito la lettura. Ci sono delle ripetizioni che avrei evitato: Respiro e viso sono termini che hai già utilizzato nei versi precedenti. parli delle dita e poi, con un colpo di virgola il soggetto diventa la mano: avrei messo una punteggiatura più marcata, almeno un punto e virgola. Anche se io sarei stata anche più drastica, avrei tolto completamente quel soggetto, in questo modo: Ti accarezzo le dita, affusolate, lunghe, magnifiche: stringo, sento che stringi. Ti amo, lo sai? Non ho capito il perché di quelle parti in latino... Non ha senso ripeterlo quasi ossessivamente: snellisci i versi e rendili più incisivi.
  10. Mi piace molto il tuo stile: poesie brevi, lessico scorrevole, quasi una prosa. Il tema lascia molto spazio all'introspezione: dell'autore, del lettore? Chissà, magari per entrambi! L'unico appunto: non sarebbe meglio rendere la proposizione implicita: per andare avanti?
  11. cavolo, quanto sono veri i primi due versi! Beh, molto breve come componimento.. ma abbastanza incisivo! Purtroppo, però, quando si ama "un'idea" non c'è mai futuro... Perché scontrarsi con il reale fa nascere contrapposizioni, contrasti, incidenti di percorso.. E allora lì non è più l'altro che non accetta che la bellezza è "nei nostri occhi", ma siamo noi stessi prima o poi a voler vedere una bellezza diversa, magari in altri occhi, magari in altre "idee di te"...
  12. Ammetto che il tuo stile non è tra quelli che preferisco, ma questo componimento non l'ho disprezzato. L'unica pecca, come spesso nelle tue poesie, è la punteggiatura: periodi troppo lunghi e troppo articolati a volte fanno perdere il filo al lettore, specie se, come fai tu, giochi molto con le parole e la musicalità. L'eccessiva attenzione sul significante rischia di portare in secondo piano il significato. Comunque è una bella prova, bella la chiusa: complimenti! " 'A morte 'o ssaje ched'è? è una livella... " (Totò)
  13. Per quanto io mi sforzi, non riesco a trovare un punto a favore di questo componimento. Forse la pecca è la brevità: quanto più breve è una poesia tanto più dovrebbe essere incisiva, dire molto in poche parole. Qui non ritrovo questa particolarità. Inoltre i versi sono privi di musicalità: mancano rime, assonanze, allitterazioni... Insomma, tutto ciò che avrebbe contribuito a cambiare il fine dell'opera stessa. Anzi, il terzo verso è anche meno chiaro degli altri, la lettura si inceppa con i due "per". Ricapitolando, avrei apprezzato un lavoro più lungo, o per lo meno un più sapiente gioco con le parole... Lasciato così è inutile. A rileggerti.
  14. Descrivere è uno dei compiti più difficili per uno scrittore, in primis perché di norma le parti descrittive sono quelle che più annoiano il lettore... Quindi è fondamentale, nella descrizione, cercare di utilizzare il meno possibile aggettivi scontati, binomi classici, luoghi comuni. Usi lo stesso aggettivo per le mani e per gli occhi... Potresti provare a farti qualche domanda, per riuscire a descrivere meglio il personaggio: le mani sono callose o curate? Portano addosso i segni del tempo che scorre? Impossibile che l'unica cosa che valga la pena sottolineare sia la grandezza di queste mani Punto numero due: abbinare il colore degli occhi a quello del cielo. Uno degli espedienti più abusati, oramai non stupisce più. Da rivedere la forma. 1) trovo che i termini sottolineati invecchino il testo. 2) trotterellando: non sarebbe più appropriato scodinzolando? la virgola è superflua. E' un frammento che punta tutto (o quasi) sulle descrizioni ma, ahimé, sono proprio le descrizioni il punto debole del componimento! Non cattura l'attenzione, andrebbe rivisto sia sul piano stilistico che contenutistico. Magari cercando di focalizzare l'attenzione sui dettagli, quelli che "fanno la differenza". Alla prossima.
  15. http://www.writersdream.org/forum/topic/9420-giochiamo-a-chi-e-piu-in-debito/ Albeggia. È triste il sorriso di un mattino senza sole. Da un treno senza direzione la vista costeggia il sudore del contadino e il fumo nero delle ciminiere: nuvole prive di emozione. Albeggia. Contano chilometri quelle pietre miliari ad ogni stazione. Contano i pensieri che non attraversano i vetri appannati dal vapore, dal grigiore della polvere, dallo stupore. Albeggia sul paesello fermo in collina. È già mattina per il panettiere che dona la prima colazione al suo bambino. Albeggia tra i riflessi delle onde: un cielo che arrossisce sfiorando lieve il mare. Un vecchio faro custodisce tragedie antiche e nuove. Non si muove: È il riposo di vite amare, d’anime sulle sponde alla fine della spiaggia. Albeggia. Rinasce un altro giorno nei cuori intrisi di rabbia, nella mente di chi viaggia. Nelle strade senza ritorno. Albeggia e si fa più chiara la vita per chi stringe tra le dita solo un pugno di sabbia.