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Moritz Benedikt

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  1. La solidarietà fra voi è sicuramente una bella cosa ma nella mia opinione uno scrittore ha bisogno di critiche spietate e non di un gruppo di sostegno per giustificare o negare il fallimento. Nella mia per ora breve carriera di aspirante scrittore la cosa più salutare che mi sia capitata è stata una brutale stroncatura telefonica del mio primo romanzo di fantascienza da parte di Giulio Mozzi (e non era uno di quei pregiudizi letterari che si accampano così facilmente e così a casaccio: uno dei romanzi preferiti di Mozzi è Dune, di Frank Herbert). Quando mi sono rimesso all'opera ho deciso di provare, per la prima volta in vita mia, a narrare una storia 'realistica', cioè ambientata qui ed oggi. Soprattutto ho deciso di lavorare molto sulla struttura e sullo stile, tanto da sentirmi dire che se il mio romanzo aveva un difetto era quello di 'essere strutturato e scritto fin troppo bene, tanto da risultare a tratti artificioso'. Una critica - in mezzo a tanti complimenti che mi hanno quasi imbarazzato - che posso accettare tranquillamente dato che credo nella letteratura come artificio. Le polemiche a favore del 'fantastico' contro il 'realistico' sono stantie e in malafede dato che chiunque abbia provato a scrivere seriamente sa quanti artifici e trucchi e convenzioni siano necessarie per rendere un effetto di realtà e quanta realtà della più quotidiana sia necessaria per dare un qualche peso e colore alla fantasia più sfrenata (ma di solito non è un problema per gli aspiranti, se per fantasia si intende copiare i modelli industriali alla moda nel momento che puntano decisamente e graniticamente sul fantastico o al massimo sull'autofiction). Non avevo e non ho la passione di apparire in tivù. L'ho fatto come una necessità per ottenere un minimo di attenzione per il mio romanzo, dopo che l'invio a una dozzina di case editrici scelte con cura mi avevo fruttato solo un assordante silenzio. Poteva darsi che il mio romanzo fosse assolutamente terribile ma avrei voluto sentirmelo dire e magari anche perchè (Mozzi in quel momento non era disponibile). La pubblicazione a pagamento è una truffa pura e semplice e quindi da evitare a tutti i costi; l'autopubblicazione un'ammissione di sconfitta (anche se, lo sappiamo, intorno all'autopubblicazione gira un mondo ancor meno pulito di quello dell'editoria a pagamento). La pubblicazione vera è quella per cui 'loro' danno dei soldi a 'te' e non 'te' a 'loro'. Ma le case editrici italiane d'oggi sono strette fra una dilagante marea di romanzi (grazie anche alle tecnologie digitali) e staff sempre più ridotti e a volte mal pagati. Così, convinto di non essere stato nemmeno letto, quando apparve la possibilità di partecipare a un programma televisivo per scrittori esordienti decisi che dovevo provare, che mi piacesse o meno. Con modeste speranze fui uno dei 4919 aspiranti autori che inviò il manoscritto lo scorso agosto; la cosa poi, avete visto, è degenerata... Aggiungo un po' di link di libri che mi sono stati utili e che potrebbero esserlo anche per voi. http://www.ibs.it/code/9788804596868/wood-james/come-funzionano-i-romanzi.html http://www.ibs.it/code/9788861891050/mozzi-giulio/-non-un-corso-di.html http://www.ibs.it/code/9788811675433/forster-edward-m/aspetti-del-romanzo.html (Siti, per chi non lo sapesse, è forse il miglior scrittore italiano d'oggi, ha vinto lo Strega l'anno scorso ed è stato ospite della seconda puntata di Masterpiece) Se poi voleste farvi un'idea di chi sono e cosa scrivo, potete dare un'occhiata qui: *RIMOSSO DALLO STAFF*
  2. Vediamo se lo capisci da solo/a.
  3. Chiudo con un pensierino breve, breve. Vi siete mai chiesti perchè i lettori italiani non leggano la narrativa fantastica italiana mentre leggono avidamente quella di altri paesi? Vi siete mai chiesti perchè, oggettivamente, la narrativa fantastica italiana sia, quasi tutta, di scarso valore? Guardatevi allo specchio e lo capirete.
  4. Le 'creature fantastiche' di cui parli sono solo dei precotti che comprate scontati nei Carrefour degli stereotipi, roba oltre la data di scadenza, buona, è vero, per gente debole nel senso di priva di fantasia o di una personalità propria. Una cosa è la fantasia, altra cosa è il fantasy. Ci sono editori che pensano al suicidio ogni volta che voi 'scrittori' gli mandate l'ennesimo compitino che inizia con un cavaliere, un mago, un elfo e un nano che si incontrano in una locanda etc etc etc. (ma tanto ormai avete cominciato tutti a scrivere romanzi erotici per casalinghe: è quella la roba che va al momento...)
  5. Le storie di folletti e gnomi (e magari zombie e vampiri) hanno a che fare con la fantasia? Davvero? E io che credevo fossero solo un patetico tentativo di imitare senza sforzo nè originalità nè personalità i successi televisivi del momento nel patetico tentativo di scroccare qualche copia da lettori molto giovani e ingenui...
  6. Se nessuno mi cita almeno un nome comincio ad avere il sospetto che l'insieme di 'quelli che criticano in blocco la letteratura d'intrattenimento' sia un insieme vuoto. Un parto della fantasia di Marylin, diciamo.
  7. Qualche nome di questi 'sacerdoti della cultura' con citazione appropriata?
  8. Nanni, tu hai tutto il diritto di criticare i libri che non piacciono a Marylin e Lem ma non devi azzardarti a provarci con quelli che loro apprezzano, la prendono come offesa personale oppure dicono che lo fai per invidia (rivelando inavvertitamente la loro passione dominante...) Io comunque vorrei sapere chi è che dice queste brutte cose contro la lettura d'intrattenimento ma la vigliaccheria domina e non si fanno nomi...
  9. Bufala. L'articolo del Corriere-Sette è semplicemente un'intervista ad alcuni concorrenti al casting di Roma e non parla assolutamente di 'selezionati'. Lo sapete che non dovete credere a tutto quel che si trova su Internet, specie su siti sconosciuti e inaffidabili... http://www.corriere.it/sette/13_ottobre_10/2013-41-conti-storie_dfbb7a30-31b7-11e3-a0f3-2e633fccd1c7.shtml Come faccio a esserne così sicuro? Perchè purtroppo ci sono anch'io, fra gli undici, e non sono un concorrente...
  10. In effetti mi piacerebbe che venisse indicato qualche nome, qualche critico 'con la puzza al naso' che condanna il blocco tutta la 'letteratura d'intrattenimento'. Personalmente non me ne viene in mente nemmeno uno. Probabilmente Marylin e chi le da retta ha in mente qualcuno che ha criticato, come suo diritto, qualche scrittore che a lei piace e che perciò è un idiota, avendo gusti diversi dai suoi...
  11. "se non mi dovessimo prendere"... oggesù...
  12. Agli inizi della carriera Georges Simenon accettò di scrivere un romanzo in una gabbia all'interno dei grandi magazzini La Samaritaine di Parigi. Non ho dubbi sul fatto che al mio posto cercherebbe anche lui di andare in televisione, magari pure a un talent...
  13. Convocato per venerdì alle 9.30 a Roma. Meno male. Se non mi dovessimo prendere per il programma, amen: il mio non sarà certo l'unico romanzo valido e a parità di valore immagino possano preferire un personaggio più pittoresco o con una storia più drammatica. Insomma, me ne farei una ragione. Se non mi avessero nemmeno chiamato per il casting (che quand'ero giovane si chiamava provino) mi sarei davvero depresso.
  14. Scusate la pignoleria, sono 4919. Questo significa che devo vedermela contro 4918 avversarsi. Per fortuna anche ognuno di loro deve vedersela con 4918 avversari, me compreso.
  15. Annuncio ufficiale della redazione: i manoscritti pervenuti sono 4919. Mi viene da piangere...