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Unius

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  • Genere
  • Provenienza
    Sardegna
  • Interessi
    Camminare sulle rive del mare d'inverno.
    La delusione e una struggente nostalgia mi accompagnano.
    Ho scordato come si cammina sull'acqua.

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  1. I testi della mia settimana sono questi: Racconti: Arancione di @paolati Racconti brevi in "5 punti": Serial killer di @Macleo Racconti brevi in "5 punti": Cattivi consigli di @Macleo Le zanzare e il benzinaio di @Plop Stories Camminata di @Bruno Traven Il Liutnent della Reserve Gustav Leffers di @Bruno Traven Risonanza Schumann di @Pietro97 Racconti brevi in "5 punti": I due re di @Joyopi Contro il rip di @Elisah15 Racconti lunghi: La rimozione di @Davide Carrozza Ritorni di @Ella F. Il lato nerd di @Roberto Ballardini Siamo in concomitanza con MI105 OL, quindi ho un pochino di racconti supplementari da leggere, ma si farà, siatene certi Pazientate un pochino... ino... ino...
  2. Generazione Antartide Traccia di mezzanotte
  3. Traccia di mezzanotte commento In memoria dell’Ammiraglio Richard Evelyn Byrd. Il panfilo “Admiral Byrd” non aveva ancora finito di affondare che già alcuni superstiti erano stati raccolti dalla nave da crociera “Odysseus”, partita da Ushuaja, ultima città della Terra del Fuoco, in Argentina, che aveva raccolto il suo SOS poche ore prima. Quando il comandante della Odisseus, capitano Colajerta, diede in seguito l’allarme via radio, notò che tutte le linee erano disturbate; poteva trasmettere solo su una frequenza usata di solito dai militari. Che risposero di non muoversi. Stavano arrivando. – Abbiamo necessità di trasportare alcuni feriti. Necessitano elicotteri, passo. – Stiamo arrivando. Curate i feriti nella vostra infermeria. Non muovetevi. È un ordine. Passo. – Ricevuto. Passo e chiudo. Colajerta uscì sul ponte pensieroso. Aveva un centinaio di turisti sulla nave, alcuni affollavano la fiancata di poppa riprendendo con i loro telefonini il panfilo poco distante che stava per affondare, mentre l’equipaggio dell’Odysseus issava a bordo le due scialuppe di salvataggio con le quali avevano recuperato i pochi superstiti. Vide che alcuni passeggeri lo guardavano e Colajerta, per evitare domande, si ritirò. Fece diramare la voce che dovevano stazionare sul posto in attesa dei soccorsi. Ma qualcosa non quadrava. Quando aveva ricevuto l’SOS del Byrd tutte le linee di comunicazione funzionavano regolarmente e al momento in cui aveva potuto inquadrare il panfilo con i binocoli lo aveva visto intatto. Anche il suo secondo e alcuni membri dell’equipaggio avevano visto la stessa cosa, salvo notare l’esplosione successiva. Come avevano potuto mandare la richiesta di soccorso prima dell’esplosione? Come potevano sapere che sarebbe avvenuta? Scese sottocoperta, nella piccola infermeria dove erano stati sistemati i feriti. Erano sette, in pessime condizioni, ma uno, benché molto debole era in grado di parlare. Il medico di bordo si alternava al capezzale degli altri. Colajerta guardò il marinaio. – Come ti chiami? – Alberth Troskj, signore. – Cosa ci facevate qui con un panfilo privato? – In gita… – rispose l’uomo con un sorriso stanco Ma divertito. – Americano? – Russo. – Complimenti per l’inglese. – Anche a lei. – Il nome del panfilo… inusuale. Chi è il proprietario? – Un pezzo grosso, capitano. Parjeskii… – Il miliardario? È morto? Alberth sorrise. – No. Lui no. – Come fate a saperlo? Non può sopravvivere in mezzo a quel ghiaccio… – Non è nel ghiaccio… Colajerta toccò la fronte del marinaio. – Mi ascolti, capitano… – Sono qui. Tranquillo. Stanno arrivando i soccorsi. – Le hanno risposto… militari? – Come lo sa? Alberth scosse la testa. – Non arriveranno i soccorsi. Mi dispiace… Colajerta si sedette vicino al marinaio. Vide che il dottore, poco più avanti, era intento a medicare un altro ferito, e gli dava le spalle. – Cosa dispiace? Lei non è grave. Guarirà. – Abbiamo oltrepassato… la linea. – Sì. Anche noi per soccorrervi. Ci hanno ordinato di restare qui. – Noi… Siamo andati oltre… – Sì. Per quello hanno risposto i militari. Loro controllano… Non si può andare oltre. Solo i militari possono. – Come l’Ammiraglio Byrd… Colajerta non rispose. Il dottore si voltò appena verso di loro, come se avesse sentito. Il capitano gli fece cenno che tutto andava bene. – Lei è argentino – disse Alberth – Conosce Byrd, vero? Colajerta annuì. – Si raccontano tante storie – – No. No. No. Parjeskii ha trovato un passaggio… nelle montagne di… ghiaccio… Lo attraverserà. – Se non è tra i feriti è morto. Non crede? – No. È su un sommergibile scientifico. Navigava sotto di noi per non essere individuato. Vedevano solo noi dal satellite. Un piccolo sommergibile a propulsione nucleare… Si sentirono delle urla provenire dall’esterno. Un membro dell’equipaggio enrò trafelato nell’infermeria. – Capitano! Delle esplosioni al largo, dove stava il Byrd! Sembrano… Madre de Dios! Sembrano missili! Colajerta sentì un rivolo di sudore freddo colargli per la schiena, il sangue gelarsi. E non era il freddo. – Lo hanno individuato adesso… Ma navigherà sotto il ghiaccio, lungo il passaggio, fino a uscirne fuori… Là non potranno colpirlo… Mai… – disse Alberth. Il dottore guardò il capitano, che si mise una mano in tasca, ansimando. Il dottore uscì di corsa seguendo il marinaio, andando sopra il ponte di coperta. – Mi dispiace – disse Alberth. – Tra poco colpiranno voi. Non vogliono testimoni. – Ma noi… non sappiamo niente. Non abbiamo visto niente. Siamo una nave da crociera con tutte le autorizzazioni in ordine. Siamo andati oltre per soccorrervi… ma siamo sempre dentro… – No. Avete comunicato che c’erano superstiti. Loro sanno che qualcuno poteva parlare… Sono io. Mi dispiace. Loro non possono correre rischi… Colajerta tirò fuori dalla tasca un rosario. Lo strinse forte. Se lo mise in fronte mormorando una preghiera in spagnolo. – Antardide è solo un confine, non è il limite della Terra, capitano. Tra le montagne di ghiaccio ci sono passaggi per andare oltre. Ci sono altri mari, c’è caldo… Oltre i ghiacci… altri mari, altri continenti. Infiniti… Alberth sorrideva estasiato, con lo sguardo luminoso come se vedesse oltre. – Continenti con altri uomini. Migliori di noi. La Terra non è una palla che gira e si muove a mille chilometri all’ora in mezzo al niente, senza importanza. No capitano. La Terra è un’universo infinito, terre infinite, mari infiniti su diversi piani. Sopra e sotto… – Come dice la Bibbia. – Sì. La Bibbia. – Ce la farà… Par… – Parjeskii ce la farà. Sì. I ghiacci sopra l’acqua sono spessi. Non lo colpiranno. Sotto il ghiaccio è difficile individuare un bersaglio dai satelliti. E poi… qualcuno lo aiuta… – Chi? – Lo stesso che aiutò Colombo quando decise di andare oltre l’Atlantico. Nessuno che credeva in lui. Ma Dio sì e permise che andasse oltre… – Lo aiuta… Dio? Alberth sorrise felice. – Sì – – Il mondo sarà migliore, dopo? – Sì. È per quello che non vogliono che si vada oltre Antartide, capitano… – Lo so. – E io sapevo che lo sapevate. Ci fu un attimo di silenzio, che però ora sembrò durare molto di più. – Ci vorrà molto… Alberth? – Per cosa? – Per morire – disse Colajerta. – No. Mi dispiace. Hai famiglia? – Sì. Moglie e due figli. Due maschi. – Anchio. Moglie e due figli. Due maschi. I due uomini sorrisero annuendo. Alberth fissò il soffitto. – Sono un militare. Sento che tra poco ce ne andremo… Istinto, sai… Colajerta annuì, guardandosi intorno. Tutto era silenzio. – Speriamo che i nostri figli riescano a vedere il nuovo mondo. – Speriamo. – Avvicinami il rosario, capitano. E intorno a loro parve accendersi un immenso sole.
  4. @stefia Ammiro questo sottile gioco di perifrasi per non dire direttamente che Priscilla è stata violentata dai soldati... Ho pensato fosse una monaca... Eve è coetanea di Priscilla? Appartiene a un'altra congregazione? Qui non appare chiaro. Quel riuscire a concentrarsi non mi convince appieno. Il termine è giusto, ma è un linguaggio troppo moderno rispetto al contesto antico, seppure in un mondo fantasy. Userei un altro termine. Approfondirei i concetti. Dai ripetuti accenni ai voti, sopportare le offese senza vendicarsi, sembrerebbe cristiana, ma non lo è. In un mondo antico era comunque la natura a essere predominante, anche per chi viveva in una città. Non dovrebbe essere una cosa da far notare e in ogni caso, anche qui, il linguaggio è tipico dei cittadini dei giorni nostri che cercano la natura... La descrizione della natura di quella foresta è molto bella e suggestiva e anche l'incontro con l'Albero delle Anime. Alcuni passaggi mi sono davvero piaciuti e alla fine si capisce che Priscilla era sacerdotessa della Grande Madre, un culto che però doveva tenere nascosto... non si sa perchè, e se scoperta sarebbe stata esiliata nel Selvaticus, che poi è il luogo a lei congeniale, il ritorno alla sua vera natura. Potresti approfondire il suo culto, è interessante rilevare che sia praticamente proibito in città, se male non ho capito. Molto intrigante il fatto che Priscilla, e altre, siano sacerdotesse di qualcosa che ha a che fare con la natura, la Grande Madre, che però vive nel Selvaticus esterno alla città... Due contrapposizioni, assieme a quella degli abitanti della città, che portano a mille affascinanti congetture... Ci lavorerei moltissimo (amo il Fantasy...) perchè qui si tratta di creare un nuovo intrigante mondo che hai espresso, per forza di cose, con pochi vividi tratti.
  5. @Spazzolina Ciao e benvenuta al WD
  6. @Andrea Bianchini Ciao e benvenuto al WD
  7. @Kamil Ciao e benvenuto al WD. Il titolo di studio è relativo... Grazia Deledda, una grande scrittrice sarda, vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1926 e aveva la quinta elementare... Molti laureati non lo sanno nemmeno.
  8. @Matti Ciao e benvenuto al WD
  9. @CristinaWriter Ciao e benvenuta al WD
  10. @Kora87 Ciao e benvenuta al WD
  11. @bertuccia Ciao e benvenuto al WD
  12. @Ella F. Ciao e benvenuta al WD.
  13. Chiedo umilmente scusa,
  14. @Emy @Ljuset Ok. Do il via ufficialmente alla sfida numero 7 tra il campione Ljuset e lo sfidante Emy. Genere: Distopia. Tema: La soppressione programmata dell'individuo. Come stabilito dallo sfidato Ljuset, per soppressione si intende l'eliminazione fisica oppure la distruzione della mente/psiche dell'uomo, a causa di un'usanza, una regola, una legge. (Pena per un "crimine", definito tale dalla società). L'interpretazione si presta a tematiche e ambientazioni alquanto ampie. Numero caratteri: 8000. Non ritengo necessario l'inserimento di boe. L'argomento è già impegnativo di suo. Avete tempo da ora fino alle ore 24:00 del 23 novembre 2017 per la pubblicazione dei racconti. Buona scrittura.
  15. @Emy @Ljuset Ciao. Ho dato un'occhiata adesso... Ok per l'arbitrato... Avete già stabilito per intero i termini su cui verterà la sfida? (Affinchè possa riassumerla e dare il via alla gara. Vi avverto che non metterò boe. Non amo le boe). Un racconto distopico è "tosto", specie se espresso in sole quattro cartelle, che poi sono circa i canonici 8000 caratteri...