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  1. Lifters Lab

    Quanti di voi si ricordano il mio disastroso esordio su wd con "Alex Ranieri"? :mrgreen: Beh, quello è stato il mio primo romanzo, la mia "prima volta" e, dato che quel manoscritto è meglio tenerlo al caldo e nascosto da ogni eventuale sguardo indiscreto, ho preferito cominciarlo da capo. Un pezzo per volta, giusto per occupare il tempo quando non sono in palestra o intento a scrivere l'altro romanzo, quello che, prima o poi, se trovo la persona giusta, vorrei pubblicare. Questo è il capitolo uno. 1 La sala ovale cominciava a riempirsi di gente. Alex riuscì a contare circa cinquanta persone, anche se non poteva dirlo con assoluta certezza. Dall’alto del piccolo palcoscenico, montato accuratamente dagli operai della “Chris Music”, non disponeva di una visuale che fosse in grado di permettergli di contare con precisione quante persone fossero presenti nella sede della sua azienda. “Comincia a riempirsi.” osservò Danilo, che si guardava intorno fiero di se, mentre spocchioso sistemava la cravatta blu che gli aveva donato Mary, sua moglie. Nuovamente un rumore cupo, quello delle porte automatiche che scorrevano nei binari, ed ancora gente che affluiva nella sala, cominciando ad affollarla. Gruppi di due, tre, dieci persone...la cosa continuò per circa mezzora. “Non hai idea di quanto sia teso in questo momento!” esclamò Alex, mentre osservava freneticamente l’orologio, per poi continuare a fare nervosamente avanti e indietro come una tigre in gabbia. Era il suo momento, il momento in cui i suoi sacrifici avrebbero avuto modo di essere apprezzati dal mondo intero. “Devi stare calmo, altrimenti oggi rimedi una figura di merda.” gli suggerì premurosamente Danilo, che sapeva quanto fosse importante per il suo amico quel giorno. Alex lo ignorò. Continuava a muoversi freneticamente ed a giocare nervosamente coi bottoni della giacca, rischiando di romperli. Un momento più tardi, una mano lo bloccò. Era Eliana, bella come sempre, che gli impediva di rovinarsi l’abito prima del momento più importante della sua vita. Doveva esibirsi di fronte ad una folta platea, ansiosa di ascoltare il discorso inaugurale della Lifters Lab. “Quante persone ci sono ora?” domandò lei, sperando di distrarlo, mentre Danilo si dirigeva all’ingresso con passo spedito. Stava salutando sua moglie, anche lei vestita con un elegante abito nero che metteva in risalto la sua splendida shilouette. “Circa settanta, o forse settantacinque. Non so dirtelo con precisione.” rispose Alex, alzando la testa e seguendo con lo sguardo lo spostamento di Dan, così com’era solito chiamare lui uno dei suoi amici più vecchi. “Sono molte. Mi aspettavo qualcosa di più...familiare.” commentò Eliana, che di tanto in tanto dava una sistematina al suo tajer nero. “Io invece mi aspettavo qualcosa di più. Diamine...” continuò, sedendosi su una sedia da regista di proprietà di uno dei fonici, “stiamo inaugurando una delle più grosse realtà biochimiche italiane, non una salumeria di quartiere.” “Ma dai, non essere così duro.” lo riprese lei, mentre con la mano spostava uno sgabello e ci si accomodava sopra. “Manca ancora mezzora prima del discorso e già ci sono molte persone.” Un momento dopo, una voce forte, risonante ed al contempo familiare, distrasse la coppia dalla conversazione. I due non si alzarono. Si limitarono a voltarsi, per osservare e scambiare un saluto con il socio in affari di Alex: l’ex generale in congedo Francesco Marino. “Eliana...” esordì l’uomo, porgendo le mani in avanti per poi poggiarle sui fianchi della donna, che provò una strana sensazione di disagio davanti a quella confidenza del generale. “Ma dimmi un po’, com’è possibile che una splendida donna come te, sia fidanzata con uno come lui?” Alex sorrise. In fondo il generale gli era simpatico, anche se di tanto in tanto si lasciava sfuggire qualche commento osè sulla sua donna. D’altronde, era un bell’uomo, con un certo fascino e con un savoir faire che attirava le donne come gli orsi al miele, nonostante i suoi anta cominciassero col sei e terminassero col due. “Stà con me perché sono più giovane e prestante di te.” scherzò Alex, alzandosi dalla sedia e stringendo la mano al generale, mentre riprendeva a giocare coi bottoni della giacca. Eliana questa volta non fece nulla per fermarlo. C’era troppa gente e non voleva mettere in ridicolo il suo uomo. “Allora affrettati a sposarla e non farti sfuggire questa occasione!” “Certamente, ma di questo ne parleremo in privato.” replicò Alex, continuando a sorridergli. “Bene bene...e quando avevi intenzione di dirmelo?” esordì Mary, la moglie di Danilo, che si porse scherzosamente con aria irritata. Voleva un gran bene ad Eliana, nonostante fosse in procinto di sposare l’uomo con cui lei, un tempo, condivise circa due anni della propria vita. Era un rapporto adulterino, ma lo amava molto. “Ehi, andateci piano.” rispose Eliana, alzando le spalle. Alex adorava vederle fare quel movimento. Non era un movimento sexy, tantomeno uno malizioso, ma vederla così, in imbarazzo, gli causava sbalzi ormonali degni di una pillola di tribulus. “Francesco, andiamo...credo sia ora.” L’irruzione di Danilo salvò Eliana in calcio d’angolo, che non aveva alcuna voglia di dare spiegazioni davanti al generale e, sopratutto, davanti a Mary. “Di già?” “Si, sono le 18.00 in punto.” precisò Alex, dopo aver controllato sul suo orologio da polso. “Ok, arrivo.” concluse il generale. Poco dopo si alzò e diede uno sguardo allo specchio, controllando che tutto fosse in ordine. Alex si limitò a seguirlo, evitando perfino di specchiarsi, anche se, con un certo imbarazzo, pronunciò delle strane parole che probabilmente erano la parte iniziale del suo discorso. Il cd di sottofondo passava una vecchia canzone dei Litfiba, “Fatamorgana”, una canzone che ricordava ad Alex i suoi vent’anni e che per qualche istante allontanò la tensione di quegli istanti. Subito dopo il volume della musica cominciò a scemare, lasciando spazio alla voce di Francesco, che attirò a se l’orda di curiosi con il suo temibile ed inconfondibile vocione. Tutti erano accalcati nei pressi del palco. Di tanto in tanto un flash accecava il generale, intento a dare l’ultima fugace lettura prima di cimentarsi nel discorso inaugurale, mentre dal lato opposto della stanza dei camerieri vestiti con un elegante abito nero, imbastivano una tavolata con uno sfarzoso buffet. “Salve a tutti e grazie per essere venuti qui, alla Lifters Lab.” esordì Francesco. Un lungo applauso lo interruppe per qualche istante. Alex notò che il numero di spettatori era salito vertiginosamente negli ultimi minuti prima dell’inizio della cerimonia, ed ora riusciva a contare addirittura oltre centoventi persone ferme ad ascoltare il discorso del generale. “Oggi, siamo qui riuniti per inaugurare una grandiosa realtà industriale, che rappresenta una novità assoluta per l’industria biochimica italiana.” Francesco era gasato e si guardava intorno fiero di se. “Abbiamo l’onore di ospitare in Puglia, nella provincia tarantina, un laboratorio di microfiltrazione e produzione proteica; ma risultato ancora più importante, è che abbiamo l’onore di avere nelle nostre terre, un laboratorio di livello di sicurezza biologica pari a quattro.” “Esattamente...” esordì Alex, rimasto fermo ed in silenzio per tutto il tempo del discorso del generale. “Questo laboratorio è un risultato grandioso non solo per la Puglia, ma per l’Italia intera, che d’ora in avanti potrà fregiarsi dell’onore di avere nel proprio territorio un BLS4. In tutto il mondo ci sono solo altri tre laboratori simili e, con grande onore, vi annuncio che questo sarà autofinanziato da un progetto interno e, sopratutto, collaborarà col polo universitario barese per dare la possibilità agli studenti di visitare e condurre delle ricerche nel laboratorio migliore e teconogicamente più avanzato al mondo.” “Senza contare che questo laboratorio darà lavoro a otto biologi, due chimici, tre contabili e due magazzinieri, per un totale di ben quindici impiegati.” aggiunse il generale, aprendo le braccia verso la platea. Eliana sorrideva, fiera del risultato ottenuto dal suo uomo e dal modo in cui aveva tenuto testa a tutte le dure pressioni subite durante la creazione di quel laboratorio. Sapeva quanto fosse stato difficile per lui riprendersi dallo shock per la perdita del suo amico Tommy, senza contare il periodo di depressione che seguitò il suo abbandono del D.A.R.S., la società che per molti anni gli diede lavoro e gloria. Era certa che in quel momento così gioioso, la testa del suo Alex fosse ancora rivolta al suo amico, perso tragicamente in seguito ad un macabro piano del cancelliere tedesco Bastian Schweinsteiger. Morì in Antartide con un colpo di pistola alla pancia, dopo una lunga agonia di circa due ore. “Se avete domande, fatevi avanti!” esclamò gioiosamente Francesco. I giornalisti, arrivati numerosi per l’evento, cominciarono a sventagliare in aria dei fogli, cercando ardentemente di catturare l’attenzione del generale. “Lei...” il generale indicò una giornalista, bionda e con degli occhialini tondi. Era l’unica donna degna di nota, e fu principalmente per quel motivo che lui la selezionò. “Signor Marino...” “Mi chiami Frencesco.” la corresse il generale, bofonchiando davanti ai numerosi uomini presenti in sala, che si lasciarono sfuggire una risata. “Signor Marino”, ripetè la donna, con aria stizzita, “quali sono i rischi per la popolazione, di fronte ad un laboratorio in cui verranno testati medicinali e nuove forme virali?” “Che domanda del cazzo!” mugugnò Alex, che cercava come meglio poteva di nascondere il suo disappunto. “Nessuno.” rispose sorridente il generale. “Nessuno? Tutto qui quello che ha da dire?” “Non c’è nulla da aggiungere. I test sono effettuati in un ambiente particolarmente protetto, dove l’ingresso è consentito solo, e ripeto, solo a tre persone. Non posso divulgare informazioni circa l’impianto di allarme e le guardie di sicurezza, ma le assicuro che ciò che verrà fatto nel BLS, rimarrà per sempre nel BLS.”
  2. Il fuoco nell'anima - capitolo 3

    Jack, premetto che sono una nerchia nello scrivere e che non mi permetterei mai di dare un consiglio ad un'altra persona inmerito alla scrittura di un romanzo, ma questa la devo dire. Se io fossi un bidello e vedessi entrare nel corridoio una persona, magari esordirei con un ." salve, mi dica..." , magari detto con un tono autoritario, piuttosto che con un secco: "chi è lei? Cosa ci fa qui? ecc..." Secondo me è troppo duro far cominciare così un discorso. Per il resto, nulla da dire. Scrivi benissimo!
  3. Print on demand - quale scegliere ?

    Sai che la questione del POD interessa anche me? Ho finito da qualche giorno la prima stesura del mio romanzo e, nonostante mi piacerebbe un mondo vedere il mio testo pubblicato da qualche editore serio(rimango sul vago perché non sono un gran conoscitore delle case editrici), rimango un novizio che ha ancora molto ma molto da imparare sia in termini di scrittura, che in termini di composizione. Ho provato a contattare un paio di agenzie, ma i costi sono proibitivi...lo sono per uno che un lavoro ce l'ha, figuriamoci per uno che, come me, al momento è costretto a star fermo. Quindi l'idea del POD non mi dispiacerebbe, anche se, ovviamente, pubblicare con LULU (ad esempio) vorrebbe dire mettere in giro un libro editato solo da me (che non sono editor) o da qualche prof di lettere che ho la fortuna di frequentare in palestra, e che mi farebbe il piacere di revisionare il mio manoscritto. Una cosa approssimativa, insomma. In fondo, pubblicare una ca..ta, equivale a non pubblicare...ecco perché, al momento, ci sto pensando molto ma molto bene. Comunque per quanto riguarda i POD, credo che il fattore che limita la popolarità degli autori, anche di quei pochi che sono bravi, sia la professionalità. Il fatto che su siti come lulu o Boopen non sia presente una vera sezione dedicata alla vendita, dove una persona intenzionata a comprare sia libera di muoversi senza veder sbandierato ai 4 venti la possibilità di diventare, come se nulla fosse, autore o editore di se stesso, è un limite mostruoso. Insormontabile per certi aspetti. Questo vuol dire correre il rischio di trovarsi faccia a faccia con un libro composto per il 90% da frasi parzialmente incomprensibili e con una veste grafica da cane (perché non tutti sanno usare Illustrator). C'è poca professionalità, se di professionalità si può parlare di fronte ad un "luogo" in cui, tutti danno libero sfogo alla propria immaginazione, partendo dal contenuto fino ad arrivare alla copertina.
  4. Gli errori nei libri

    Concorrenziali? Dipende...io ho "rubato" a mio cognato il libro 2012 con un prezzo di copertina di 14 euro puliti pulti. Copertina morbida, grafica penosa, ecc ecc...
  5. Gli errori nei libri

    Credo che la Newton sia da considerare una delle grandi ormai...c'è praticamente ovunque, nonostante i loro libri siano di qualità scadente.
  6. Addestramento medioevo.

    Dato che si tratta di un fantasy (se non ricordo male è la tua passione) puoi anche sbizzarrirti con trazioni appesi ad un ramo dell'albero, affondi con tronchi sulle spalle, sollevamento di oggetti pesanti suddivisi in set e reps. Puoi usare anche il tronco dell'albero come sacco, da usare con le dovute protezioni, tipo delle fasce o dei guanti ricavati dalla pelle di qualche animale...tanto, chi se ne frega dei dettagli? Poi, se la trama è basata sulle capacità fisico/atletiche del personaggio X, descrivere come questo sia diventato così cazzuto, capace, potente o invincibile che sia, credo che sia fondamentale, non credi?
  7. Riscrivimi

    Descrizione: Lettura gratuita, scheda di valutazione, editing, impaginazione testi Costi (se previsti): la prima valutazione del testo è gratuita, per la realizzazione della scheda e per gli altri servizi è necessario richiedere un preventivo. Sito web: http://www.riscrivimi.it/index.htm Facebook: https://www.facebook.com/riscrivimi Esperienza personale (se esistente): / L'ho trovata per caso in giro per il web. Ovviamente non ho idea della qualità dei servizi offerti, però si può sempre indagare, no?
  8. Gli errori nei libri

    Non c'è da stupirsi...con tutta quella pubblicità, sai quanta gente è disposta ad investire i propri soldi per ottenere una pubblicazione con il gruppo Albatros? Comunque, secondo me l'errore grammaticale e l'utilizzo di un linguaggio "pesante", è dvuto alla totale assenza di editing sul 90% dei testi che passano in libreria. La classica truffa all'italiana....
  9. Mi sono bloccato su due punti

    Eh, Dirty...ma poi dovrei eliminare troppe cose spostandomi negli anni '40. Le idee che hai sono ottime, per carità, ma avrei dovuto far prendere quella piega all'inizio del testo, quando era tutto ancora da scrivere. Ora ho già buttato giù 204 pagine e mi dispiacerebbe (in realtà non mi va ) ricominciare tutto da capo. Comunque, il discorsa nazi/neo nazi, non regge troppo. Le ideologie naziste e quelle Neonaziste sono differenti in molti punti e questo potrebbe creare problemi nella stesura delle parti in cui viene spiegato il perché di tutto il piano. Bene o male, appoggiandomi al Nazismo stile Gestapo, potrei fare riferimento al Mein Kampf, che conosco bene, o ad altre ricerche svolte qua e la. tutto questo senza contare la rabbia dell'esaltato di turno che dopo quasi 80 anni prova ancora rabbia per il trattamento riservato alla Germania dopo la fine dei conflitti, che sarebbe un buon movente... @ Elecrta. Così com'è vero che un generatore necessiti di molto spazio, figurati quanto debba essere grande la batteria per alimentare un macchinario del genere. Credo che gli xMila metri quadri che ho a disposizione nel cubo, siano più che sufficienti per creare un un piccolo reattore nucleare. D'altrone, tutta la storia è piana di fantascienza...
  10. Mi sono bloccato su due punti

    Mmm... Parli di una struttura che richiede una certa potenza, se all'interno ha cose tipo laboratori, strumentazioni, luci, macchinari, ecc. Quindi non è che lo attacchi a una vecchia stazione e quella funziona automaticamente: è molto più probabile che la stazione salti perchè non ha abbastanza potenza. Scarterei l'idea del nucleare che mi sembra tra l'altro abbastanza irrealizzabile in quel contesto polare. Se posso ti suggerirei questo: visto che il tutto potrebbe essere ambientato in un futuro prossimo e che questo cubo ha dimensioni così grandi, perchè non ricopri tutta la sua superficie di pannelli fotovoltaici? Non ha lacuna importanza se sotto è tutto in ferro e manterresti anche l'idea iniziale. Una superficie ricoperta di pannelli farebbe sì che il cubo fosse tra l'altro autosufficiente. I pannelli potrebbero essere della tecnologia del tipo a film sottile, ossia una pellicola che si applica alla superficie e che utilizza o silicio amorfo o altre sostanze. Dovresti risolvere il problema del fatto che il cubo è sotto i ghiacci e quindi di come i pannelli possono funzionare, ma, visto che siamo nel futuro, e che comunque le struttura fotovoltaiche per esterno sono comunque già isolate (solo per la pioggia però), penso che potresti trovare un modo per spiegarlo. Ad esempio potresti dire che finchè era sotto i ghiacci il cubo era come "addormentato" ossia la pochissima luce che filtrava era troppo poca per attivare tutti i suoi dispositivi all'interno. Come il cubo viene rinvenuto, la luce e soprattutto il riverbero di essa sul ghiaccio potrebbero riportare alla massima potenza l'impianto dle cubo. Però adesso mi è venuto il dubbio che forse il cubo resta sotto i ghiacci dall'inizio alla fine... Altrimenti come seconda ipotesi posso suggerirti l'uso di batterie, tipo quelle che si utilizzano per le auto elettriche, ovviamente di dimensioni molto molto molto più grandi (e ricordandoti che la loro autonimia a tutt'oggi non è molto elevata, ma se lo ambienti nel futuro...). Beh, il cubo non è li per caso, ma perché qualcuno ha deciso di metterlo li per tenerlo lontano da occhi indiscreti durante la sua costruzione. Considera che c'è molto lavoro di fantasia in un romanzo del genere, anche se sto cercando di sfruttare idee che lo rendano, nonostante tutto, un qualcosa che abbia dei collegamenti con la realtà. Come ha detto Jack, il pannello fotovoltaico non andrebbe bene, perché nei sei mesi di buio sarebbe fermo li, senza energie. Ad esempio, per alimentarlo, ho preso in considerazione questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare_fredda. In aggiunta, ho inserito un sistema simile ad una dinamo che faccia da supporto alla centrale, alimentando le attrezzature dei laboratori, la linea per l'illuminazione e la depurazione dell'aria. (altrimenti creperebbero! ) Per inviare il segnale invece, ho inventato un ripetitore simile a quello dei cellulari, con dei condensatori ecc... Insomma...ho dovuto lavorare di fantasia, magari snaturando un po' questo e un po' quello.
  11. Mi sono bloccato su due punti

    @ Jack, il romanzo lo vorrei ambientare nel presente, ma considerando che le date sono scritte all'inizio di ogni capitolo, non sarebbe poi un problema sostituire il 2010 con il 2030. Per quanto riguarda il satellite...ho lasciato perdere. Ho scritto che il comando è manuale ed avviene tramite un pc complesso ecc ecc... La soluzione a quelli che leggendolo si potrebbero domandare, "e questo come lo scatena il terremoto?" l'ho inserita così: “...ho sfruttato la capacità delle onde P e delle onde S di attraversare la materia, riuscendo così, inserendo delle coordinate nel server che gestisce questo...” ed indicò il monitor in cui si vedeva il martello muoversi a destra ed a sinistra, “...a produrre grosse scosse di terremoto di magnitudo e profondità a discrezione di chi invia il segnale, semplicemente interrompendone l'invio al momento opportuno.” @ Akiko, come ho già detto, avrei voluto ambientarlo nel presente...ma dovrò valutare la cosa. in fondo, tra il 2010 ed il 2030 non c'è poi grande differenza, però, quei vent'anni mi potrebero dare la possibilità di sparare quà e la delle fesserie, senza risultare pallonaro.
  12. Mi sono bloccato su due punti

    Aggiungo un'altra piccola domanda: Dato che Tommy è balbuziente, scrivere cose tipo: “ Io...io...ho ca...capito”, quando è particolarmente teso, potrebbe risultare offensivo per le persone che soffrono di quel disturbo? A me non pare una cosa così tragica, però...non saprei, magari a qualcuno potrebbe dar fastidio.
  13. Mi sono bloccato su due punti

    Beh, innanzitutto grazie per le risposte. @ Akiko, la sinossi ancora non l'ho scritta. Finora ho solo riportato sul pc un 150 pagine circa, dopo averle scritte inizialmente con carta e penna. @ Max Beh, proverò a non renderlo scontato, e per aggiungere un po' di pepe alla minestra ho reso Alex e Tommy due persone totalmente differenti. Alex è una testa calda, poco attenta ai dettagli, con una storia finita male con una delle due donne che lo raggiungono nella spedizione. Tommy invece è uno riflessivo, balbuziente e pieno di altri tic. Gli uomini della trivella invece sono tutti stranieri. Un francese antipatico e scontroso, che però aiuta, mettendo a repentaglio la sua vita, Eliana e Federica. Un brasiliano che vorrebbe fare l'eroe ma che in realtà combina solo un gran casino, ed in fine un cinese, Huang (significa giallo e lo spiega B)) che è quello che riesce a sedare gli animi dei suoi colleghi scapestrati. Per i generatori...beh, ho reso il laboratorio una cosa fantascentifica, in grado di causare problemi perfino alla magnetosfera, quindi l'alimentazione a gasolio non basterebbe ad alimentare un laboratorio di quella portata. @Electra Il cubo ha dimensioni spropositate. Immagina una struttuta di forma cubica con i lati lunghi 350 metri. Una cosa grande come 10 Titanic!!! Ecco perché vorrei creare al suo interno delle camere, dei laboratori...insomma, il necessario per lavorare e per consentire l'assemblaggio dell'enorme struttura dell'oscillatore. Per quanto riguarda il satellite, beh...avevo preso in considerazione l'idea che il cancelliere tedesco riuscisse a scatenare un terremotino qui ed uno li, tanto per rendere più intrigante la storia con scene catastrofiche e paesaggi "post apocalittici", anche se in questo modo finirei con l'allungare il brodo ad una storia di circa 500 pagine.
  14. Mi sono bloccato su due punti

    Grazie per la risposta Akiko B) Comunque, so che la trama è scritta malaccio, ma se avete idee od opinioni in merito, le accetto volentieri!
  15. Mi sono bloccato su due punti

    Innanzitutto la trama è questa: Tommaso ed Alessando lavorano in Antartide per conto del D.A.R.S, una società italiana che si occupa di effettuare delle ricerca scientifiche di varia natura (lo spiego nel dettaglio nel libro, ora non conta) e per puro caso, accendendo un radar a disposizione del loro laboratorio, scovano a 1550 metri di profondità una grossissima masa ferrosa di circa 300mt di lunghezza e 30 di larghezza. Poche ore dopo ne rilevano un'altra, interrata pochi metri sotto i ghiacci antartici. Senza tirarla alla lunga, il loro capo invia tre uomini, due donne ed una grossa trivella per verificare cosa fosse quella gigantesca massa ferrosa. L'atra faccia della storia riguarda dei ricercatori tedeschi che creano un oscillatore sismico in grado di riprodurre le onde P e le onde S che sono alla base dei terremoti. Questo progetto è sviluppato da decine di uomini, ma da tre in particolare, comandati dal cancelliere in persona, un balordo che ha la testa fusa. (questo poi lo chiarisco. Mein Kamps a manetta nelle sue idee.) Decidono di installarlo in Antartide, sfruttando il fattore riservatezza dei deserti freddi per poter agire indisturbati. Fatto sta che le 5 persone che dovevano aiutare Alex e Tommy nel giro di 5 gg raggiungono la destinazione e cominciano lo scavo. Nel frattempo, i tre tedeschi si avviano sul posto per cercare di mandar via gli italiani che avrebbero potuto scoprire il piano del cancelliere. Il finale lo prevedevo con una cattura degli italiani che riuscivano ad annientare i piani dei tedeschi, mettendo nel sacco anche il cancelliere in persona, recatosi sul posto per verificare che tutto fosse a posto. Ovviamente il tutto detto così è un po' privo di senso, ma i dubbi che mi affiggono sono: 1) come posso far arrivare la corrente all'oscillatore sismico tedesco se si trova in mezzo ai deserti freddi dell'Antartide? a) utilizzare la corrente della Plateau Station, una vecchia stazione di ricerca americana in disuso da qualche anno un favore dei giapponesi c) impianto di autoproduzione di energia, come nucleare et simila d) ditemi voi che forse è meglio. 2)Esagero se rendo l'oscillatore, (una massa ferrosa di forma cubica di 350mt per lato) un laboratorio vero e proprio? a) si B) no c) datti fuoco 3) Esagero se utilizzo il satellite per attivare il segnale che scatena un terremoto sulla faglia antartica?