syllon

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  1. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Io ho riportato ciò che mi ha detto il nostro legale e ciò che mi riferisce il commercialista. Tra l'altro abbiamo applicato alla lettera le loro disposizioni e a loro mi attengo. Non è che le cose cambiano da regione a regione? Ripeto, non me ne intendo.
  2. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Dimenticavo: oggi pare che la registrazione non costi più qualche decina di euro, purtroppo. La crisi, il governo e tutto il resto... Tuttavia, c'informeremo al momento opportuno.
  3. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Swetty, senza offesa, ma l'avrò spiegato qualche centinaio di volte, dai! Per effettuare la registrazione presso l'ufficio del registro è indispensabile fare la costituente: ossia, un'assemblea che preveda la presenza fisica di almeno un quinto (un terzo per rappresentanza) dei soci. La faremo e passeremo al registro, ma gli associati, fra autori ed editori, sono sparsi in tutto il territorio nazionale e la cosa non è semplice per nulla. Anzi, ogni volta che ne parlo è un putiferio lì dentro!
  4. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Memory, io mi occupo di fisica, elettronica, musica e faccio lo scrittore. Di juris neanche l'ombra come vedi. Quello che so è quanto mi ha spiegato il nostro legale che poi è più o meno ciò che ho detto. So solo che il deposito in bollo prevede l'assegnazione di un codice simile al numero di protocollo e che ne ha più o meno la stessa funzione. E che il deposito presso un notaio ha valore sostitutivo. In pratica, chiunque può richiedere al notaio,che asume una carica simile a quella di un pubblico ufficiale, un attestato o una verifica. Il numero è pubblicabile presso qualsiasi sede facendone merito. Tra l'altro, ho pure consultato dei siti internet che spiegavano queste cose, così come anche il fatto che un'associazione non è obbligata per legge né alla registrazione, né al deposito. Basta l'esistenza di uno statuto e dei firmatari: http://www.aerrepici.org/associazione.htm se leggi il punto 4, è scritto testualmente: Facoltativo, ma consigliato: registrare l’atto costitutivo al Pubblico Registro – Atti Privati (costo: alcune decine di euro) o da un notaio (costo 1.000 euro circa).
  5. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    @ Feleset: la parte esterna del sito, quella "pubblica", non è ancora pronta. Per ora esiste solo il forum e le pagine interne, riservati solo ai soci. @ Memory: il deposito legale sostituisce (in via provvisoria o definitiva) la registrazione presso l'ufficio del registro. Ripeto che entrambi non sono obbligatori per un'associazione no-profit, però conviene fare o l'uno o l'altro, per i motivi già spiegati.
  6. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Rispondo brevemente: 1) La redazione è cambiata e ora sta lavorando in modo più professionale; 2) Civoli non è il presidente, è uno che decise di darci una mano. La faccia e il nome ce li avrebbe messi quando (a detta sua) la cosa avesse cominciato a prendere piede. Le ragioni da lui addotte (e che rendono onestamente perplesso anche me!) sono troppo complesse per spiegarle qui in poche chiacchiere; 3) Ora il sito c'è e conterrà tutte le informazioni, le liste e quant'altro. Non ci affideremo più a social tipo FB; 4) Non posso entrare nel merito di quanto affermato da Mr Bungle. Le schede sono preparate da una commissione "esterna", formata da giornalisti, docenti (o ex) di scrittura creativa, esperti vari, la cui competenza è fuori dubbio. Tuttavia, non sapendo di che scheda si tratti, né chi l'ha redatta, non sono in grado di dire nulla.Però attenzione: un mio amico andò dal medico che gli pronosticò un infiammazione della vescica. Dolori forti lo indussero a rivolgersi a un ospedale dove gli diagnosticarono la stessa cosa. Solo un medico di un'altra città gli disse che forse aveva un problema ai reni provocato da una forma di diabete. Era quello...
  7. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Infine: invito Linda Rando a intervenire. Il signor Pietro sta usando il suo forum per fare esplicite accuse infondate contro il sottoscritto. Questo non è più ammissibile. Non è più una questione di informazione e di democrazia.
  8. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Projet è scritto benissimo. Non è in inglese, ma in gallico (si pronuncia "projé"). Per quanto riguarda le tue accuse di millantamento e addirittura di contaffazione della voce (questa è gravissima) ne parlerai presto con chi di dovere. Tranquillo.
  9. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Come può essere ritenuto ancora attendibile in tutta questa storia uno che continua a confondere (dopo mesi e mesi che se n'è parlato) la cantante Lia Fontana (Pompilia Fontana, all'anagrafe) mia fidanzata di 34 anni, con Amalia Fontana (docente in pensione di oltre settant'anni di età)? Ai posteri l'ardua sentenza.
  10. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Beh, frà, è incredibile! Davvero mi cascano le braccia. Qui dentro vengo continuamente offeso, deriso (nella migliore delle ipotesi), chiamato incompetente (siamo sempre nella migliore delle ipotesi), tacciato di truffaldino, di millantatore, sostituzione di persona, "inventore" di gente che non esiste, poi, per rispondere scherzosamente a un utente (la faccina, la metto proprio per sottolineare che intendo fare una battuta scherzosa, stemperante) vengo richiamato all'ordine. A non "offendere". Benissimo. Mi attengo al regolamento, e chiedo scusa a Mr Bungle.
  11. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Pietro continua impunemente a postare cose che non stanno né in cielo né in terra (per usare un eufemismo). FC ha firmato quella recensione, poi è chiaro che sia stato io a postarla in quei siti. Cioè, avrò pure i miei problemi, ma non sono scemo fino a questo punto! Amalia Fontana è una di quelle all'antica che usa internet solo per scaricarsi la posta. Infine, FC è uno pseudonimo. Il nome vero lo trovi eccome sul web! Il "cazziatone" c'è stato, ma per ora è finita lì. Infine, vi ricordo che potete esprimere tutte le opinioni che volete, favorevoli o contrarie, ma attenti a postare insinuazioni evidenti contro la mia buona fede. Questo non posso accettarlo, anche perché non si offende solo la mia persona, ma anche la mia intelligenza. Una truffa o un raggiro non li avrei organizzati in questo modo, mettendo il mio nome, cognome, telefono e indirizzo. Le persone che ancora attendono il rimborso sono due e non tre. I soci rimasti sono fiduciosi adesso perché (e qui non ho problemi ad ammetterlo) la cosa fino a questo momento era stata gestita male, essendomi fidato a mia volta di una redazione che si è dimostrata poco professionale. Ora ne abbiamo una ex-novo e si sente ben altra "atmosfera" nell'aria. Mr Bungle: il fatto che la scheda non ti sia piaciuta o, semplicemente, che tu non la condivida non significa che fosse sballata. Tu devi essere uno di quelli che quando riceve il rifiuto da un editore non perde tempo a dichiararlo incompetente ...
  12. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    Ehm, scusate i refusi...
  13. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    No, no, vale, non ci siamo capito. Mi sono espresso male. Lo statuto è valido e quando lo firmi lo accetti e lo approvi automaticamente. Se no perché firmarlo, e prima di versare le quote? Quello che dici poi sarebbe giustissimo se fossimo un'associazione culturale nata in ambito territoriale, i cui associati fossero tutti abitanti nel comprensorio del mio paese. Ma non è così. I soci sono, fra autori ed editori, sparsi per tutto il territorio nazionale. Quindi organizzare una costituente (che prevede la presenza fisica di almeno un quinto dei soci e della metà con delega di rappresentanza) non è semplice per ovvi problemi logistici. Tutto qua. E che cavolo, saremmo stati degli idioti con tanto di qualifica a spendere circa seicento euro per un bollo (siamo stati pure sfortunati, perché se ci fossimo costituiti l'anno scorso, avremmo pagato molto di meno), quando potevamo fare l'assemblea subito e registrare lo statuto presso l'ufficio di Castellammare di Stabia, che dista pochi chilometri da dove abito io!
  14. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    @ Frà: che tu lo abbia saputo solo adesso non esclude che io lo abbia più volte confessato e ribadito a tutti nel gruppo. E' storia vecchia e risaputa. La malafede l'hai captata tu da solo. Io non ho detto che i soci uscenti erano in malafede o altro. Ho solo spiegato i fatti freddamente, senza entrare nel merito delle motivazioni, che sono soggettive e non dimostrabili. Certo, incomprensioni è un termine corretto, ma che più o meno sostituisce quello che ho scritto io. @ Vale: queste questioni, come ho già spiegato, sono competenza di altri. Noi abbiamo un legale, il quale ci ha garantito che un'associazione no-profit può esistere anche senza la registrazione presso l'ufficio del registro (l'agenzia delle entrate non c'entra nulla). Tuttavia, conviene effettuare questa registrazione per ottenere un codice fiscale collettivo e un numero di protocollo, in modo da essere riconosciuti anche dallo Stato. Ma in via provvisoria si può optare per il deposito con "bollo", presso un notaio o un legale autorizzato. Si ha un numero di deposito e si utilizza il codice fiscale di uno degli associati. L'abbiamo adottata come soluzione provvisoria, fino alla costituente, senza la quale non si può essere inscritti all'ufficio. Questo dice il nostro legale e questo ti dico. Tra l'altro ne ho trovata conferma anche su siti internet che spiegano queste cose.
  15. EditAutori: lo scioglimento dell'enigma

    @ Vale: un mio conto inattivo, messo a disposizione esclusivamente dell'associazione. Tra l'altro è provvisorio, visto che stiamo per aprire un conto amministrativo intestato a Editautori. Aspettiamo solo di effettuare la registrazione all'ufficio del registro per avere le agevolazioni del caso.