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Steamdoll

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  1. Amazon Crossing

    Io, che non avevo mai sentito prima questo servizio, ho trovato questo: Sottoscrizioni I traduttori, invece, hanno la necessità di passare una selezione diversa, effettivamente, ma mi pare di aver capito che i testi possano essere sottoposti attraverso il modulo che ho messo prima senza restrizioni; non ho ancora capito se si deve aver pubblicato con Amazon; ho tentato di comprenderlo analizzando il caso del libro di Amabile Giusti, ma tuttora non so se i diritti siano di Mondadori o suoi, perciò diventa difficile.
  2. 19 considerazioni sparse

    Mat, io non parlavo di questo. Io non dicevo che ci sia qualcosa di male a pubblicare con Mondadori o che chi manda a Mondadori debba sentirsi in qualche modo immorale; di contro, ribattevo anche che c'è chi può avere questo genere di pensieri. Tutto qui: la mia scelta di non aderire al concorso Urania per motivazioni personali, per esempio, non rende tutta Mondadori una casa editrice da evitare. Tu, come tutti gli altri, fate benissimo a spedire a Mondadori. E il cielo voglia che vi prenda tutti. Il mio discorso verteva su chi invece sosteneva che fosse impossibile rifiutare il contratto di Mondadori. Ecco, questo io non lo ritengo così fantascientifico, ma è tutto qui. Quindi, mi dispiace che si sia inteso diversamente, ma non era una critica né verso chi decide di pubblicare con Mondadori, né verso chi pubblica attualmente con Mondadori. Era un discorso molto diverso, che non aveva a che fare né con la tua dignità di scrittore, né con la dignità della casa editrice in sé. Credo solo che presupporre cosa sia bene e giusto per gli altri in assoluto sia un discorso pericoloso. In ogni caso mi rendo conto che non è il topic adatto: le tue considerazioni vertevano su altro, quindi non ha senso trascinare l'off topic da parte mia.
  3. 19 considerazioni sparse

    Non sono d'accordo. Ognuno risponde ai propri principi e i limiti non sono assoluti: io per esempio non mi farei mai incatenare a un albero per combattere la deforestazione, ma c'è chi lo fa. Questo va ben oltre i miei limiti, ma non di chi tiene molto più di me a queste tematiche ecologiste. Pensare che tutti abbiano la stessa prospettiva etica (deduco nessuna, dalla tua risposta in realtà!) mi sembra un po' semplicistico. Senza considerare che sì, Mondadori sarà una casa editrice generalista e sicuramente la più grande in Italia, ma questo autorizza qualsiasi comportamento? Qualsiasi scelta? Magari come autore mi dà molto fastidio che i romanzi degli esordienti vengano passati con venti colini, escludendo anche testi validi per numero, e poi vengano pubblicati trecento biografie di youtuber e calciatori tutti uguali. Non è forse mio diritto pensarlo? Senza considerare che pubblicare con una grande case editrice non è sinonimo automatico di successo. Quindi, ammettendo che esistano, butterei i miei ipotetici ideali dalla finestra per una possibilità che si aggira intorno all'un per cento, che a sua volta non è sicurezza di grandi vendite. Una volta messo sul piatto della bilancia tutto questo, uno può decidere di non voler partecipare al gioco. Rimane quanto detto: se non credo in Mondadori, non spedisco a Mondadori. Eppure. Eppure io volevo partecipare al premio Urania prima di "scoprire" leggendo in rete certe politiche della collana, come la mutilazione sistematica dei libri a fini commerciali o che i concorsi Urania short chiedano una cessione gratuita dei diritti. Se avessi spedito a Urania, avessi vinto (molto improbabile, ma ammettiamo che succeda) e mi avessero chiesto di pubblicare tagliando parte del testo perché non rientra appieno nei limiti economici, che avrei detto? Sì, no? Non sono così ipocrita da dire con certezza che la mia integrità mi avrebbe spinto a rifiutare, diciamo che mi limito a sperare che l'avrei fatto. Questa è la mia posizione, Chiunque altro sarebbe pronto a vendere familiari e amici per la pubblicazione? Non sarò io a giudicarli. Dico semplicemente che dare per scontato che tutti siamo a fissare dal basso la Mondadori come i poveracci in attesa dell'acqua di Immortan Joe è presumere troppo non conoscendo i pensieri degli altri.
  4. 19 considerazioni sparse

    Mh. Però esiste anche una posizione etica: a qualcuno può non piacere come Mondadori conduca le cose. Per voi saranno sicuramente matti, ma esistono. Certo, rimane la domanda: se non ti interessa e non condividi la linea editoriale, come mai hai sottoposto il tuo testo a Mondadori? Perché dubito che vadano a pescare molto a strascico all'esterno, tranne le testimonianze degli autopubblicati di successo. Però credo sia ampiamente possibile che qualcuno vedendo, chessò, la linea "Webstar" della Mondadori rabbrividisca e dica "non voglio foraggiare questo genere di editoria". Certo, se si pensa in ottica individualista di autore no, pubblicare col colosso è sicuramente una grande opportunità. Gli idealisti non si sono ancora estinti. Oppure sono davvero la volpe e l'uva, chi lo sa. Io stessa ho visto cambiare sotto i miei occhi la CE dei miei sogni che ora è irriconoscibile e mi fa male ogni volta scorrere il catalogo e leggere certi titoli, per cui sono molto indecisa se mandare o meno. Perciò trovo solo improbabile che qualche esordiente rifiuti Mondadori, non impossibile. Farei le congratulazioni a Mat ma non ne ha bisogno, visto quelle che sono già piovute sinora. Lo ringrazio, tuttavia, per aver mitigato la leggenda del "parti col piccolo editore o abbi un parente nell'editoria" che era alquanto desolante e oppressiva negli ultimi tempi.
  5. attenti al sito http://www.ebooks-downloads.net

    Qui temo che stiamo cercando di fare di tutto per non capirci. Non è vero che in Italia siamo così abituati (luogo comune), in tutto il mondo funziona così a livello di web. In moltissimi forum le immagini che usiamo sono di proprietà intellettuale di qualcun altro, anche quelle che usiamo qui come avatar potenzialmente lo sono (la mia non è una mia foto, per esempio), così come l'immagine di copertina che ho scelto da mettere nel mio profilo. Quello che dico è che fare di un'erba un fascio rischia di sembrare una rivolta con torce e forconi e fare confusione. Che il sito in questione sia da denunciare io l'ho ribadito a mia volta: la truffa, indipendentemente da tutto, merita di essere punita. Tuttavia, frasi come "Sinceramente, dopo che uno si è fatto il mazzo, che prova a farsi conoscere, gli viene fregato anche quel poco che potrebbe guadagnare, è una cosa che urta parecchio: è l'equivalente di uno che va a lavorare tutti i giorni e poi non viene pagato. Il lavoro va pagato." sembrano più generali di "giustamente mi secca che la mia opera venga usata a scopo di inganno" quindi sì, ci siamo allontanati dal seminato, ma perché si è iniziato a estendere il discorso secondo me in maniera impropria. In poche parole: se è vero che un reato è sempre un reato, attenzione perché tra rubare una caramella e portarsi via un treno merci pieno di Haribo è molto diverso. Quindi il sito di truffe citato è un caso ben diverso da un sitarello che mette il pdf della tua opera; mi spiace se ho alimentato questa confusione, ma credo di essere stata più chiara adesso.
  6. attenti al sito http://www.ebooks-downloads.net

    Non è che me "vada bene", specie se si tratta di truffe. Quello che mi chiedo è se valga la pena di farsi il sangue amaro sulla pirateria; in linea teorica il lavoro dovrebbe essere sempre pagato, verissimo. Eppure non riesco a non pensare che se fossimo autori debitamente pagati dalle case editrici, tutti questi problemi non ce li faremmo; invece, dato che gli autori devono necessariamente salvaguardare il proprio guadagno, allora diventano questioni, al di là del principio, molto pressanti. Ergo, per me tutto ciò sottolinea un problema a monte molto grave, ovvero l'autore non viene a sufficienza pagato, prima ancora dell'ovvia illegalità del tutto. Ti farò un esempio: l'utilizzo di immagini di disegnatori famosi. È ovvio che se io voglio lucrare sull'immagine realizzata di qualcun altro (magari mettendomela come copertina del libro), allora sto chiaramente compiendo un illecito grave per quell'autore. Quell'autore dovrebbe essere sicuramente pagato se io voglio fare soldi sfruttando la sua immagine. Però è la stessa cosa se quell'immagine la metto sul mio forum come firma? Tecnicamente, sto di nuovo infrangendo il diritto d'autore. Se voglio usarla, dovrei sganciare, però in questo secondo caso non sto attivamente ledendo i profitti del disegnatore, che ha già incassato da chi gliel'ha commissionata. Vedo troppo estremismo, passando dal "bisogna assicurarsi la caccia al pirata" al "se qualcuno vuole lavorare gratis". Anche perché, se ho ben capito non si sta parlando di "prima riuscivo a pagare le bollette e a causa dei pirati non ci riesco", quindi mi sembra un'esagerazione solo per portare acqua al proprio mulino che non corrisponde alla realtà. Se si vuole affrontare il discorso in questa maniera, è chiaro che il dialogo diventa del tutto superfluo perché se ci mettiamo di mezzo "l'esistenza di questi siti mi leva il salario" stiamo chiaramente esasperando la situazione. Detto ciò, non ho giustificato l'esistenza di quei siti, specie se truffaldini. Dico solo che forse non è il modo migliore per condurre questa guerra; ognuno, chiaramente, è comunque libero di affrontare le sue battaglie come preferisce.
  7. attenti al sito http://www.ebooks-downloads.net

    Io non lo ritengo un luogo comune, però, solo un'opinione diversa, che mi sembra si stia tentando di screditare con eccessiva facilità. Parliamoci schiettamente: non è con quella decina (sto molto larga) di copie eventualmente piratate che ti verranno tolti soldi e gloria. Se un autore è di così basso profilo, è molto improbabile che qualcuno voglia scaricarlo, anche se gratis; penso che nessun autore apprezzi la pirateria come concetto, ma spesso sostengono invece che avere una diffusione, anche gratuita, possa beneficiare alla fama dell'autore. Più persone ti leggono, più persone ne parlano; in pratica, stai contrapponendo un discorso di marketing a uno etico, ma i due aspetti, seppur intrecciati, non stanno sullo stesso piano. Posso andare sul sicuro dicendo che prima o poi tutti un film non l'abbiamo proprio visto al cinema o in dvd, così come tutti abbiamo letto (a volte costretti dalla mancanza di ristampe e diffusione in libreria) copie di libri non più reperibili; certo, non è questo il caso, ma per me additare la pirateria come un male da distruggere è indicare la luna ma soffermarsi a osservare il dito. Se è vero che c'è gente che non sarebbe mai disposta a pagare il tuo libro (e a quel punto, che lo scarichi gratuitamente o meno sono soldi che non ti arriverebbero comunque mai), è anche vero che c'è gente che dopo essersi letta qualche capitolo preferisce avere una copia originale, specie se questa è di qualità superiore alla copia piratata. Se io dovessi vedere al cinema tutti i film che voglio vedere non mi basterebbe avere uno stipendio da parlamentare. Vado al cinema più o meno una volta a settimana, e il resto dei film? Non ho neanche i soldi per comprarmi tutti quei dvd, né lo spazio dove metterli. Quindi fare il discordo di "se vuoi qualcosa paghi sennò attaccati" porta a un approccio un filino generico: questo vuol dire che va incitata la pirateria? Assolutamente no. Tuttavia, vale la pena fare la guerra a ogni sito della rete che possa mettere un pdf? Neanche le grandi case editrici lo fanno sul serio. È un dispendio di tempo ed energia che sarebbe meglio impiegato a scriverne un altro, di libro. A farsi apprezzare tanto che i lettori vogliano pagare per apprezzamento, anziché trovarsi costretti a chiedersi: prendo davvero l'ebook di questo sconosciuto o scelgo l'ultimo di Lansdale? Mh, fammi pensare un po'...
  8. Lorem Ipsum

    Magari non è il posto giusto, spero di non far intervenire Niko di nuovo, però vorrei porre una domanda a @JaV in merito alla loro presa di posizione: spesso in Italia vedo i lettori lamentarsi del trattamento delle case editrici in genere, del fatto che seguano le mode imposte dai filoni cinematografici d'oltre oceano e che si adagino fin troppo a lungo in quello che ha venduto per il tempo della moda; dando alle case editrici sempre quello che vogliono, non si rischia di fossilizzare ancora di più un mercato che è già piuttosto necrotico? Lo chiedo perché, pur rendendomi conto che il tuo si tratti di un lavoro e non di un hobby, mi pare che ormai il rischio d'impresa sia sempre e solo a carico degli scrittori. L'autore che deve spendere per l'editing, per farsi leggere dalle agenzie (non la tua, almeno non completamente), che deve incrociare le dita che il suo dattiloscritto venga anche solo notato di sfuggita, mentre le case editrici si adagiano su una corrente che non sono in grado di controllare e le agenzie, a seguito, si ritrovano ad accodarsi alle richieste delle case editrici stesse. In questo modo mi pare evidente che per il tipo di libri meno piazzabili l'autore sia abbandonato a se stesso. Il che è naturale conseguenza: diverse agenzie già chiariscono che certi generi/argomenti non li trattano, farete anche voi mai altrettanto? Perché in fondo per un autore si tratta di attendere sempre e comunque, almeno sapere se vale la pena evitare di mandare sarebbe sicuramente cosa gradita.
  9. servizio di rappresentanza

    È probabile che sia già stato risposto in altri topic, ammetto di non averli aperti tutti e mi scuso se vi faccio ripetere gli stessi concetti. Nel caso molto ipotetico in cui qualcuno finisse il proprio, sudatissimo dattiloscritto, a quel punto consigliate di spedire prima alle agenzie e poi alle case editrici? Se non sbaglio, ho letto tempo fa che qualche agenzia non accettava di sottoporre nuovamente un testo già inviato e scartato da una casa editrice. Considerando il fatto che molte non rispondono quando l'esito è negativo, l'agenzia per vostra esperienza dà per scontato di escludere quella casa editrice dai possibili contatti anche se fosse tra quelle che tratta? L'agente potrebbe offendersi se gli invii sono già stati fatti? Diventa inutile se tanto uno ha una lista già bella pronta di suo? Come fidarsi che l'agente che accetta rappresentanza invii davvero il testo quando dice di averlo fatto?
  10. Lorem Ipsum

    Nessun problema! Arrivata la mail; vi ringrazio.
  11. Lorem Ipsum

    Inizio a pensare di aver sbagliato qualcosa io. Voi che avete chiesto conferma che il testo sia ancora in valutazione, a quale indirizzo avete scritto? Io ho inviato una mail a info@liae.it come indicato sul sito il 27 settembre, ma non è mai giunta risposta. Ho controllato anche nello spam, ma sinora non è giunta risposta né all'invio del testo (confermato dalla risposta automatizzata) né al sollecito. Non vorrei risultare insistente, ma se per caso fosse perché ho inviato un racconto vorrei saperlo in modo la prossima volta da inviare un testo più lungo da valutare. Se invece ho sbagliato mail, avere quella giusta mi aiuterebbe moltissimo.
  12. Edit: ho trovato la risposta in seguito su un altro topic in diversa sezione. Riporto per chi come me se l'era perso: Quindi la risposta alla domanda che ho posto nel commento precedente sembra proprio essere sì, è stato fatto e qualcuno non ha apprezzato questa specifica strategia di giveaway. Rimane il: ne è valsa la pena? Molte di quelle recensioni a cinque stelle sono arrivate nel periodo di giveaway a fronte "solo" di due che invece si sono sentite ingannate da questa tecnica di marketing? Secondo te, l'impressione che dà l'autore nel giveaway è negativa o positiva? Quanto ci si può affidare a quelle recensioni a cinque stelle? In pratica: ti interessava aumentare il numerino dei cinque stelle (che è la mira di chi "compra" recensioni nell'altro ambiente citato prima) in modo che attirasse più gente possibile a leggere il tuo estratto indipendentemente dal contenuto delle recensioni oppure credi davvero che il giveaway così organizzato possa creare un numero di lettori interessati anche a opere future? Ho visto diversi giveaway ma, non utilizzando molto i social, offrivano sempre libri in palio e non mi pare richiedessero recensioni a un numero di stelle precise (chiedevano like sulla pagina facebook, commenti su un blog, roba simile). Scusa per le molte domande!
  13. Lorem Ipsum

    In attesa da maggio anche io, per un racconto piuttosto breve inviato nella finestra di inizio mese. Non avevo un romanzo completato e quindi ho voluto solo sapere se l'interesse verso stile e genere potesse esserci; non avendo tuttora ricevuto niente, forse inoltrerò anche io un sollecito, per quanto non mi piaccia particolarmente l'idea. Data tuttavia la concreta possibilità che la probabile risposta sia finita nello spam non vedo altra soluzione; anche io trovo un peccato che il sistema testato in beta non abbia passato il vaglio, perché sarebbe stato molto comodo poter controllare personalmente senza ritrovarsi a chiedersi se Skynet mi ha abbia ingannata.
  14. Innanzitutto ti ringrazio dell'esperienza che hai messo a nostra disposizione, però ho una domanda scomoda (e spero che tu non me ne voglia, ma sembra importante ai fini dell'analisi sulla tua riuscita). Incuriosita ho letto sinossi, anteprima e tutte le recensioni che hai ottenuto; a prescindere da cosa io possa pensare del testo e delle recensioni, mi hanno attirato un paio di recensioni critiche non tanto sull'opera in sé, ma sul tuo operato. Immagino ti riferissi proprio a quelle quando hai parlato della "politica di non rimuovere recensioni" e la domanda è: è vero ciò che dicono? Bada bene: non sto giudicando. Voglio solo capire se tra gli espedienti di marketing ci fosse anche la promessa (per quel che ho capito) di un dispositivo premio in cambio di una recensione a cinque stelle, quindi non una generica recensione. Se sì, quanto credi che questo abbia aiutato? Se no, secondo te come mai sono nate queste voci diffamanti? Uno dei due commenti ha riportato anche uno screenshot, che francamente non ho verificato perché tanto avevo intenzione di chiederlo direttamente a te. Io bazzico spesso un ambiente in cui le recensioni vengono per così dire "comprate" in cambio di qualcos'altro (in quel caso premi all'interno del gioco che si recensisce), quindi al di là del mio pensiero personale è una pratica a cui sono piuttosto abituata. Anzi, ho avuto l'impressione che sia una cosa che fanno anche alcune case editrici (autori di scuderia che si recensiscono tra loro, sicuramente per buon cuore e spirito di corpo più che per malizia, certo...)
  15. @Fraudolente Giusto per curiosità, sai se Follett, Eco e Smith abbiano dovuto inviare delle mail a case editrici italiane? Paragonarsi, poi, al mondo editoriale del secolo scorso è azzardato. Le cose sono molto cambiate da allora (e ci penso anche ogni volta che si tira fuori l'argomentazione de "il Carducci si è pubblicato da solo!", almeno mi pare fosse lui). Capisco l'ottimismo, ma questa è una logica tutt'altro che lineare. Per quanto riguarda il discorso in generale, io ho la (cinica) impressione che quando hanno ricevuto la mail l'abbiano scorsa e abbiano risposto "sì sì, manda pure" per sbrigare la pratica, più che per interesse. Quindi, di base, non credo si sia guadagnato molto in questo modo. Io una volta scrissi a un editore per sincerarmi di quale fosse il numero di battute massime per la sinossi (non precisato nel sito) e mi venne risposto invitandomi a inviare. Quindi, deduco che sia più facile così. Poi magari sbaglio invece; mi auguro spesso che succeda.
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