Steamdoll

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Reputazione Forum

214 Strepitoso

Su Steamdoll

Informazioni Profilo

  • Genere Donna
  • Provenienza Nirvana meccanico di Mechanus

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  1. Proposte & Idee (Varie)

    Non mi pare di aver mistificato niente. "È vero che basterebbero poche parole in più". Io mi riferivo a quella parte del tuo intervento (l'ho quotato tutto, così non c'è più modo di dire che estrapolo). Sul resto non mi esprimo per un solo motivo: come ho già detto, a me la questione non interessa di per sé, non mi dà fastidio come si modera adesso.   La tua tattica sembra essere: tutti vogliono fare polemica per fare polemica. Non è così, ho riportato le tue parole, ma se vuoi chiudere necessariamente il discorso basta dirlo, non serve negare un dato di fatto. Ora, per me le parole hanno un peso.   Quindi se mi scrivi: "è vero che basterebbero poche parole in più" e nello stesso periodo "ma non dobbiamo dimenticare che lo Staff" e tutto il resto mi sembrano consequenziali: lo Staff ha una vita, quindi anche se basterebbero poche parole in più non rompete l'anima. Dove ho sbagliato? A me sembra pura logica. E non sto facendo polemica con lo Staff, sto discutendo con te, non cercare di farlo passare per ciò che non è.
  2. Proposte & Idee (Varie)

    Non è che non creda che quelli dello Staff abbiano qualcos'altro da fare. È che sostengo che se uno non ha tempo per scrivere sei parole, dubito che possa fare il moderatore di un forum. La differenza non mi sembra così sottile. Poi, se vogliamo proprio insistere sul fatto che fare ctrl+c e ctrl+v porti via tempo prezioso... alzo le mani, perché capisco che non c'è proprio una base per la discussione.
  3. Proposte & Idee (Varie)

    A me non importa molto, sinceramente, se scrivono in rosso, nero, viola, grassetto, sottolineato, maiuscoletto, non mi dà alcun genere di fastidio. Ma la motivazione "hanno una vita anche loro" mi spiace ma non regge, se si parla di mettere qualche parola in più, perché se non hanno il tempo per scrivere sei parole evidentemente non hanno il tempo per assumersi la responsabilità (perché lo è, è una responsabilità) di essere moderatori.   Quindi: il metodo mi lascia indifferente, questa motivazione pigra per natura (anche noi utenti abbiamo una vita eh! Vorrei che non venisse dimenticato. E anche per noi postare richiede tempo non retribuito) è una giustificazione che ho sentito tante, troppe volte su internet. Lo dico a te perché mi pare che nessuno dello Staff abbia ribadito qualcosa di simile, ma consiglio di evitare una formula del genere che, per me, è proprio antipatica.
  4. Eroscultura

    ... ma direi che la vostra diatriba personale non aiuti molto chi cerca di entrare in contatto con questa CE. Né prendere il righello aiuterà a convincere qualcuno che l'una o l'altra abbia ragione.
  5. Diventa Sostenitore

    Gradirei anche io una regressione. Grazie anche da parte mia!
  6. *editato dallo staff*

    Ciò che dice Andrea è vero, succede, ma non si può vivere nella paura. Avete tutta la mia approvazione e se avessi più tempo vi darei anche una mano; non ho neanche più la vostra età ma mi sembra davvero un'ottima attività. Perseverate!
  7. Three Faces Vi saluta!

    Devo dire che avrei apprezzato di più se il post fosse iniziato con, non so, dei saluti (titolo a parte). Spero che il biglietto da visita non sia altrettanto lungo!   La butto lì, ma sicuramente i vostri consulenti di marketing sono più competenti dei miei: temo che su questo forum non ci sia gente a cui vendere qualcosa porta a porta. Perciò tutto ciò che dite è molto interessante, ma credo non sia al posto giusto nelle presentazioni, in quanto questo è un forum, non una vetrina internet come subito.it.   In ogni caso... benvenuti.
  8. Suicidio sessista e coscienza di genere

    Credo che sia un fattore prettamente personale. Io non ho tendenze alla sottomissione, non ho mai cercato di adeguarmi e non ci trovo nulla di interessante in quel tipo di uomini; ma non dipende dalla cultura, dipende da me. Mi rifiuto di credere che sia solo una questione di influenza culturale, il carattere dove lo mettiamo? È vero che sono cresciuta in una famiglia tendenzialmente matriarcale e che l'assenza di una figura paterna può aver contribuito, ma in ogni caso penso che le esperienze personali contino molto più del condizionamento sociale nella crescita dell'individuo. E quelle dipendono solo da lui, femmina o maschio che sia.
  9. Suicidio sessista e coscienza di genere

    Non è ottimistico, è selezione naturale. Non si può educare qualcuno a essere intelligente e non si può forzare a essere colto e assennato. Dobbiamo semplicemente accettare che alcune persone sono sessiste, altre sono razziste e a meno di non voler intraprendere a nostra volta una crociata, c'è poco da fare. La vera utopia è credere che l'umanità possa essere migliorata.   Io non ci credo più. Del resto, anche migliorando il contesto educativo abbiamo le prove che in famiglie amorevoli (o dichiarate tali) crescono delinquenti, da genitori terribili discendono anche figli sensibili e rispettosi. Non c'è niente da fare, se non operare caso per caso, una formula universale, per me, non c'è.
  10. Suicidio sessista e coscienza di genere

    Non è niente di nuovo. Partiamo dagli young adult: spesso sono la trasposizione giovanile degli Harmony che le donne più mature consumano da anni implacabilmente. Ricordo l'adolescenza, ricordo la solitudine, ricordo la necessità di avere qualcuno, chiunque che mi capisse e si interessasse a me. Che fosse un vampiro con gli occhi dorati o una tizia coi capelli rosa o un Barbapapà non avrebbe fatto alcuna differenza. Tuttavia, mischiandosi alle incertezze e alle necessità di scoperta di una fase così delicata, qualcuno di sesso opposto (o dello stesso sesso, a seconda dei casi) è una scelta molto più comprensibile.   Il rap? Ai miei tempi scrivevano di suicidi, sangue, satanismo. Rap e metal erano bersagliati dai genitori perché, secondo loro, saremmo tutti morti suicidi nel giro di qualche anno. Non è successo. Non succederà oggi; penso che a volte noi adulti pretendiamo di comprendere di cosa i giovani hanno bisogno, ma non lo sappiamo davvero. Loro sanno ciò di cui sentono necessità e se la sentono, a volte, si dovrebbe solo accettarlo e basta. Non credo che i ragazzi di oggi siano più alienati di quelli di vent'anni fa, ora l'unica differenza è che indirettamente interagiscono utilizzando i social network e così è sotto i nostri occhi tutto ciò che all'epoca non potevamo che immaginare.   Non sto dicendo che il nostro mondo, specie quello mediatico, non sia sessista. Lo è. E capisco anche la volontà di cambiarlo a partire dalle nuove generazioni, ma anziché preoccuparci di cosa dicono le canzoni o mostrino i libri, forse è all'educazione in famiglia che si dovrebbe pensare come fonte primaria. Perché i genitori sono i primi ad avere un orientamento che possa essere sessista (essendo stati cresciuti così), determinando il moto perpetuo di un cane che si morde la coda. Pensiamo a un caso di divorzio, in cui la madre si sente sola e riversa la propria rabbia e le proprie lacrime verso il marito. Che esempio ne trae la figlia, se non che degli uomini c'è bisogno? Fa molto più danno questo di qualsiasi rapper.   In definitiva, io non voglio condannare nessuno né spiare in casa di nessuno. Dubito, tuttavia, che le nuove generazioni possano essere sessiste per colpa dei media, così come noi non siamo tutti serial killer anche se giocavamo a Karmageddon. Si potrebbe fare qualcosa per migliore la comunicazione e i contenuti? Non universalmente. La vera soluzione sarebbe insegnare, senza pretendere, ai giovani quali contenuti vadano analizzati, sotto quale ottica. E poi aspettare che crescano e capiscano di per sé; non si può giustificare un individuo sessista in base alle sue scelte musicali. Perché quando diventa adulto, esattamente come in ogni altro campo etico, spetta a lui scegliere e lì non ci sono scuse.
  11. Ceccacci literary agency

    È possibile dire il nome. Non c'è nessuna norma nel regolamento che vieti di citare autore e opera, almeno che non si tratti di una propria, in quel caso va utilizzata la sezione Book Street per promuoverla.
  12. Anime Eterne - Lina Giudetti

    La presentazione, purtroppo, al di là dell'argomento lascia per me a desiderare. Intanto perché presenta la parola "impalazione" (che non sono riuscita a trovare da nessuna parte online) al posto del consueto "impalamento" (edit: l'ho trovato, per chi fosse interessato, qui. Lo eviterei in ogni caso, proprio per il fatto che risulta essere tanto desueto) , in secondo luogo perché noto l'abitudine sistematica di porre la virgola tra soggetto e predicato, quando... Capisco la mancanza di editing della casa editrice in questione, ma consiglio di fare più attenzione in futuro. In ogni caso, i migliori auguri anche da parte mia.
  13. Leggere e scrivere

    Ammetterai che tutto questo è molto diverso da non leggo, premessa iniziale. Tuttavia, sono ancora convinta che, per quanto tu possa essere un vulcano creativo, se inizi un libro ma non lo finisci non può piacerti sul serio, non quanto pretendi che sia così. I fumetti non sono letteratura, in ogni caso: sono una forma d'arte a sé, leggere un fumetto non equivale a leggere un libro (lasciamo stare le definizioni fini a se stesse: qui si parla di scrivere libri per il momento, non di sceneggiare fumetti).   Tanto più che, se dopo il raptus, non torni comunque a quella lettura... non voglio giudicare un'altra persona, il tuo carattere (non ti conosco), ma sinceramente a leggerlo così mi viene solo da pensare che sia necessità di imitazione/riconoscimento, più che ispirazione, se ti succede con qualunque lettura che possa piacerti. "Anch'io voglio che gli altri leggano qualcosa di mio come questo". Peccato che si torni al punto iniziale: se fossero tutti come te, allora nessuno leggerebbe i tuoi testi, li inizierebbe e poi li lascerebbe a metà per poi scrivere a sua volta.
  14. Leggere e scrivere

    Un rovescio che non va a tuo favore. In fondo esistono due millenni di letteratura da leggere, nessuno riuscirebbe a leggere tutto quello che è stato scritto sinora neanche con il ritmo mostruoso che tu proponi. Uscendo milioni di libri l'anno, il problema proprio non si presenta, anche se di scrittori al mondo, per paradosso, ne rimanesse uno per nazione.   Di contro, la crisi dell'editoria non è dovuta a chi non scrive, ma a chi non legge, perciò... Il discorso è ancora più semplice, sioux: a te la letteratura non piace. È un dato di fatto: a te piacere scrivere, ma è come quando qualcuno scrive nel proprio diario segreto. Niente gli impedisce di farlo, ma non ama la letteratura, scrive perché gli piace. Non c'è niente di male, basta essere onesti con se stessi e ammetterlo. Tirare fuori il tempo è irrilevante: anche leggere haiku è leggere. E se i suddetti mille libri l'anno sono di venti pagine l'uno, sarebbe comunque leggere.   Sefora, se l'idea che vuoi è la mia prendila pure, a patto che poi tu me lo faccia leggere il racconto!
  15. Leggere e scrivere

    Le vostre considerazioni sono tutte molto giuste e sensate. Io ne pongo una molto più semplice: sioux, se tutti fossero come te, chi le dovrebbe leggere le tue opere? Idea per una sceneggiatura (cit.): tutti scrivono, nessuno legge. Un mondo che diventa praticamente analfabeta e si incarta su se stesso perché alla fine la parola perde di significato, dato che ascoltando solo la propria voce si finisce per perdere ogni confronto. Le parole iniziano a non avere più un senso comune, ma personale. Incapacità di comunicare. Apocalisse del verbo. Morte dell'umanità come la conosciamo.   Quasi quasi lo scrivo sul serio.