gazza998

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  1. Concordo. Una cosa sola mi da fastidio: gente che viene alla presentazione e poi non compra il libro. Boh, io quando vado alle presentazioni lo compro sempre, mi sembra il minimo. Anzi, a una presentazione ho pure ricomprato il libro perché la mia copia l'avevo lasciata a casa (per carità, era venti corpi nella neve di Giuliano Pasini che costa 7,70 euro quindi un prezzo contenuto anzi regalato) ma mi faceva piacere che l'autore me la dedicasse.
  2. mi era sfuggito questo!! io ho scritto un romanzo pulp ambientato al Portello :asd:
  3. Le presentazioni sono fondamentali, specie per un esordiente. Non è farsi pubblicità, o meglio non solo, è farsi conoscere. Io ho pubblicato a inizio marzo e ho fatto due presentazioni. Ovviamente invitando amici, ma poi sono arrivate anche persone che non conoscevo. Amici di amici, che hanno comprato il mio libro, gli è piaciuto e l'hanno consigliato ad altri amici. Alla Feltrinelli di Padova il mio libro è stato in vetrina e adesso è fra le novità, proprio all'ingresso. La mia casa editrice è piccola, e se non avessi fatto la presentazione (e se non fosse andata bene, con una media venduto tripla rispetto allo standard della libreria, che è di 7-8 copie) probabilmente adesso il mio libro non ci sarebbe. Poi noi nella presentazione siamo andati a braccio, parlando di quello che ci andava, non solo dei modelli letterari. Abbiamo parlato anche di editoria a pagamento, di come un manoscritto diventa un libro, del ruolo dell'editor. Il pubblico sembrava interessato e anche divertito, a giudicare dalle foto. Ecco, nella mia esperienza posso dire che il dietro le quinte è interessante per chi va a vedere una presentazione. Poi col tempo impari a capire dalle facce delle persone se le stai annoiando o se sono interessati. Poi se vuoi un consiglio: quando hai la presentazione fai contattare dalla casa editrice i quotidiani locali, che ne parlino, di solito un trafiletto lo mettono, e i siti di informazione della città, che mettano in evidenza l'evento.
  4. Guarda, credo che i tempi di risposta siano veramente lunghi. Io ho seguito una strada un po' diversa e quindi i miei tempi si sono ridotti: Francesca, la mia editor, aveva letto il mio libro un paio di mesi prima di iniziare a collaborare con La gru, e quando hanno stretto gli accordi gli ha subito proposto il mio romanzo come prima uscita della nuova collana Corto circuito. Poi concordo che se ti hanno detto che ti rispondevano e non l'hanno fatto non è carino, ma sarà che ci sono abituato coi miei clienti (la richiamo, la richiamo, e poi non li senti più) per cui vivo il silenzio in modo molto sereno.
  5. Il mio romanzo è uscito con loro a inizio mese, e devo dire che sono proprio contento. Contento del lavoro di editing che è stato fatto, della qualità di stampa, del prezzo contenuto (9 euro di prezzo di copertina), delle presentazioni (2 da inizio mese e altre 2 in programma), dell'ufficio stampa. Per le mancate risposte non so che dire: sono stato da loro diverse volte e ho visto che sono oberati di lavoro. Alle volte non rispondono nemmeno alle mie di mail che sono loro autore ma conoscendoli so che è perché ne ricevono una quantità industriale e devono gestire una moltitudine di cose.
  6. io ho sentito parlare molto bene del cybook orizon. Io ho un vecchio gen3 gold, dal natale del 2009, e mi trovo benissimo. Per i pdf però non è il massimo, o meglio: devono essere impaginati in modo ottimizzato per il reader, se sono in A4 è un disastro. @Alexmai: tutti gli ereader leggono i pdf, il problema è lo zoom: se ingrandisci visto che il formato pdf è fisso, si ingrandisce tutta la pagina e non solo il carattere e quindi viene fuori uno schifezza. L'alternativa è un ereader da 10 pollici che allora legge bene gli A4 e sei a posto, ma costano un bel po'
  7. mi sento un po' invisibile
  8. Ci sono anche io! Quindi riaggiornando: Totale: 13 alain.voudi (Caro diario, 22 dicembre) kendalen (Gli eredi, 23 settembre) icelady (L'ultima notte, 18 giugno) olemorris (Chi se ne frega della fine del mondo, 26 gennaio) silver moon (Scotch e baci, 6 febbraio) cerbero (Tic Tac. Tic Tac., 5 febbraio) swetty (Domino, 7 ottobre) Fiorenzo (Davanti allo specchio, 25 agosto) bukowsky77 (Controzombi, 28 maggio) sgwerk (La magia della pioggia, 14 agosto) conf (Tac Tac Tachione, 4 settembre) Aryaali76 (Fly me to the moon, 15 luglio) Gazza998 (Non parto, 23 dicembre)
  9. Per poter proporre un'opera devi detenerne i diritti. Dovresti capire con l'autore se i diritti per il mercato estero, in questo caso italiano, sono in mano sua o se li ha ceduti alla casa editrice. Dopodichè dovresti fare un contratto con il detentore dei diritti per poterli vendere a una casa editrice italiana, stabilire la percentuale che va all'autore ecc.ecc.ecc. In parole povere: lascia stare. La cosa che secondo me puoi fare è parlare con qualcuno della casa editrice, proponendoti come eventuale traduttrice dell'opera, e nel caso saranno loro a contattare il detentore dei diritti per la pubblicazione estera. C'è anche da fare un'altra valutazione: io se mi arrivasse una richiesta di traduzione dall'estero prenderei informazioni su chi me la propone. Se non è una casa editrice o un agenzia letteraria non accetterei mica. Il rischio che sparisca senza pagare le royalties o altro sarebbe troppo alto
  10. quello lo saprai solo quando sarai nella lista dei racconti rifiutati. Anche io ho visto che hanno accettato racconti successivo al mio, ma anche rifiutato racconti successivi. Aspettiamo... nel caso ne scriverò un altro, il tema mi intriga molto
  11. sai, credo che le cose siano collegate. Gli editori non danno risposte perché poi trovano dall'altro lato persone che si arrabbiano e magari li insultano pure. Poi tu scrivi: avrei dovuto ringraziare. Credo sarebbe un bel gesto farlo adesso, a distanza anche di anni. Poi per avere un giudizio sul tuo manoscritto come suggerivano anche prima esistono soluzioni gratuite e a pagamento. Io ti consiglierei come prima cosa di rivolgerti a una gratuita, tipo la lettura incrociata del rifugio degli esordienti, e poi nel caso di giudizi positivi rivolgerti se lo ritieni opportuno a un'agenzia, in modo da avere una scheda di lettura più esauriente. Poi non mi sento di darti un consiglio, è una responsabilità un po' troppo grande da chiedere in un forum, no? Io ti posso dire quello che sto facendo io: sto seguendo "le orme" di Villegas. Ho preferito partire con una piccola CE e intraprendere un percorso di crescita con loro. Avere un rapporto diretto con l'editore e con l'editor. Non essere uno dei mille titoli a uscire in un anno. Poi questo sicuramente ha i suoi svantaggi: un piccolo editore non ha il potere di fuoco di una mondadori, che è casa editrice, distributore e anche catena di librerie. Ma non mi interessa, io voglio crescere come autore. Poi magari se approderò a una big ben venga, intanto credo di avere un po' di gavetta da fare.
  12. complimenti
  13. adesso invio pure il mio!
  14. sono in trattative con un editore, vediamo. Tieni conto che tranne casi rari particolari, dalla fine di un romanzo alla sua eventuale pubblicazione passano diversi mesi, se non addirittura anni... Fra tempi di risposta di diversi mesi, tempo per perfezionare il contratto, editing, prove di impaginazione, piano editoriale della CE ecc.ecc.ecc. Armati di pazienza se vuoi pubblicare con una casa editrice
  15. 5 al giorno... magari ci arrivassi! Diciamo una ventina a settimana nei momenti di maggior produzione. Però ho scritto un domanzo breve (150.000 caratteri) in una decina di giorni. Ma ero in ferie. E ha sempre diluviato. Per il resto sulla lunghezza dipende... le mie storie sono calibrate in modo da avere quella determinata lunghezza, fra i 150 e i 300.000 caratteri. Ma perchè io a scrivere cose troppo lunghe ho difficoltà, mi stanco. Mentre una cosa corta mi spaventa meno perchè so che entro qualche mese riuscirò a finirla, e sono più spronato a continuare.