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Decimo

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Su Decimo

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    Corvaccio della malora
  • Compleanno 16/05/1985

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    Maschio
  • Provenienza
    Mantova
  • Interessi
    Tiro a segno, fotografia, metal folkettaro ignorante

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  1. Rispondo solo per chiarire un punto che mi sembra importante. Come anche successivamente specificato nei commenti a quel messaggio su facebook e altrove, Draghetti NON ha scritto quella frase in riferimento all'intero WD come comunità, ma alla sequela di persone che hanno scritto falsità su Linee su questo forum che si sono succedute nel corso dei mesi di cui l'ultimo, in ordine cronologico, quello di Doco: utente con otto messaggi in attivo che arriva, sparla dicendo che Linee chiede contribuiti e poi sparisce senza prove. Ma intanto il danno d'immagine, sotto forma di dubbio, resta. E posso assicurarvi che la sua rabbia è nata da quel messaggio perchè io personalmente gliel'ho segnalato poche ore prima ma, francamente, anch'io mi sto stancando di portare testimonianze su una CE che vengono bellamente ignorate in funzione di pregiudizi e illazioni senza fondamento. Detto questo ognuno la prenda come gli pare, come sempre. Tanto io me ne resto in Linee e senza cacciare una lira, alla fine questo è l'importante.
  2. Sarà che io pubblico con Linee dal 2012 e ormai conosco di persona chi ci lavora. Sarà che all'epoca della firma ho trattato quel che mi interessava. Sarà che mi supportano durante le presentazioni e che anche grazie a questo sono alla seconda ristampa. Sarà, soprattutto, che a differenza di quanto scritto nel contratto, e da me firmato, loro per primi non hanno chiesto un euro a una band che ha scritto un concept album e non rompono le balle se un autore pubblica qualche storia altrove. Poi, ci sono dei problemi e dei ritardi? A volte sì, come in qualsiasi rapporto tra soggetti non sempre tutto fila liscio, ma di certo non cambierei editore per questo. Mi ritengo felicemente accasato con persone degne della mia fiducia e stima, e tanto mi basta. Detto questo, non ti piace il contratto? Non ti sono venuti incontro in quel che hai chiesto? Sacrosanto non firmare e lasciar perdere, l'ho fatto anch'io con altri editori, ma ce ne passa da qui a equiparare a un POD un editore o velarlo implicitamente di non-free e di non curare le pubblicazioni. Questa volontà continua di critica e polemica, questo pretendere che un editore oggettivamente piccolo faccia a tutti i costi quel che si vuole personalmente non la capisco.
  3. Che contratto hai visto esattamente? Linee si occupa sia dell'editing (volutamente leggero, ma c'è) che correzione di bozze, mentre per il contratto si può sempre parlare. Francamente non capisco che cosa ci troviate a sparare a zero su questa CE ormai da anni.
  4. Recensione di Camilla Bottin per padovando.com "Sangue e violenza, Poe e Lovecraft, con il loro omaggio al bello stile dannunziano dei primi del Novecento, si mescolano ad empiti di intima dolcezza, in cui l’amore e la passione regnano quasi in toni ingenui, per la speranza in un domani che non esiste. Possiamo solo dire «Tu che passi, rammenta che qui arse» uno scrittore «che compì il suo dovere», il suo dovere di outsider: non è possibile classificare Davide in un genere preciso, si può solo coglierlo a Linee Infinite, ma «ancora vive» nel cuore dei suoi lettori, per quello strano connubio che non si può riassumere in una recensione. È da leggere, può piacervi come no, ma sicuramente sarà un viaggio intenso." http://www.padovando.com/news-incontri-e-convegni/in-nomine-patris-di-davide-truzzi/
  5. ah, legenda: "cavità permanente" è il "buco" che il colpo lascia dopo aver dissipato la sua energia, a riposo diciamo, mentre la cavità temporanea è quella dovuta all'hydroshock della forza cinetica che sposta tutto ciò che sta attorno, letteralmente come una piccola esplosione interna, danneggiandolo in modo più o meno grave.
  6. guardate, gente, che tutta questa mitizzazione del fucile a pompa come "arma definitiva" è abbastanza fuori luogo. Un fucile a pompa altro non è se non un fucile da caccia, solitamente calibro 12, il cui meccanismo di riarmo fa uso del leveraggio azionato manualmente "pompando". Ponendo il calibro classico, 12, la differenza la fa il munizionamento e la lunghezza della canna. In linea di principio si possono sparare cartucce da tiro al piattello così come palle per cinghiali, con usi e effetti finali completamente diversi, così come avere canne diverse per lunghezze e strozzature (la canna non è un tubo perfetto) che hanno effetto sia sull'energia della rosata che sulla sua ampiezza in relazione alla distanza. Volendo considerare un'arma che sia la più comune possibile, quindi con canna da 16 pollici e con cartucce a pallettoni "magnum" 00, ti consiglio di leggere questo articolo di grurifrasca (Gruppo Ricerca Fratelli Scaglia, molto professionali) http://www.grurifrasca.net/Sito/balistica/BalisticaTerminale/lesivit%E0.html, da cui si evince: "Queste cartucce sono in grado di realizzare a BREVE distanza ferite equivalenti a quelle cagionate, ad esempio, dal 5,56mm NATO a 100-150m di distanza. Se la distanza dovesse essere molto corta, cioè se dovesse essere quella tipica dello scontro a fuoco individuale che può coinvolgere il comune cittadino come l'utente professionale (cioè fino ad un massimo di 3m circa), le ferite potrebbero essere addirittura più gravi, specie se vengono convolti tessuti (organi) particolarmente delicati. Per essere più chiari, i volumi delle cavità permanenti si aggirano sui 190 - 220 ml, mentre quelli delle cavità temporanee oscillano attorno ai 1200-1500ml"
  7. "Parlo in spagnolo a Dio, in italiano alle donne, in francese agli uomini, e in tedesco al mio cavallo." - Carlo V d’Asburgo
  8. Devo dire che, a conti fatti, ed essendo lo scopo dello scrivere quello di andare incontro al lettore, mi sembra un'ottima proposta; la integrerei con l'aggiunta di una regola che limiti le frasi a 128 caratteri, e già che ci siamo eliminerei gli accenti sulle congiunzioni, ché tanto al giorno d'oggi sono inutili e il lettore medio non capisce la differenza tra grave e acuto. Anzi, che ne diresti di eliminare anche le virgole, oggigiorno così efficacemente sostituite dai tre puntini? Naturalmente tenendo sempre a mente di evitare gli avverbi in -mente, che il lettore moderno fa fatica a digerire. A questo punto, mi rendo conto di quanto profetico sia stato il Marinetti quando scrisse della "Distruzione della sintassi" e delle "Parole in libertà". Tempo un paio di decenni e scriveremo come lui.
  9. Io ho sempre usato il corsivo, lo trovo più immediato e permette di usare le virgolette per altri scopi. Comunque alla fine è una questione di convenzione
  10. Mi sembra molto interessante e originale, lo aggiungo alla wishlist
  11. Ho trovato un momento per spiegarmi meglio. Il mio prossimo romanzo prevede salti temporali allucinanti, migliaia di anni indietro e avanti nel passato, per poi tornare al presente. Il tempo principale è il presente indicativo, il che aiuta a staccare il primo livello di analessi: presente -> passato remoto, che è lo stacco principale (occupa 2/3 del romanzo, 7 capitoli e circa 200 cartelle). Per il secondo livello invece sono in dubbio, nel senso che l'uso teorico (e anche logico) del trapassato remoto è per eventi avvenuti poco prima di un tempo passato, normalmente narrato in passato remoto, e per l'appunto diviene pesante in periodi molto lunghi. Dovendo prevedere stacchi di millenni anche in queste "analessi nell'analessi" nelle quali, peraltro, dovrei persino usare il trapassato remoto per certi avvenimenti minori, sto facendo qualche esperimento. Al momento, sono orientato al solo uso del passato remoto per entrambi i livelli di flashback, lasciando l'ordinamento temporale alla logica ("molto tempo prima bla bla", per intenderci) Non so, vedremo. Certo che se dovessi riuscirci Christopher Nolan potrebbe essere orgoglioso di me
  12. Questione molto interessante, anche perché io sto scrivendo un flashback a più livelli della durata di qualche centinaio di pagine (partendo dal presente indicativo, però)
  13. Confermo che il risultato è piuttosto aleatorio e dipende: -dal tipo di pubblico -dal numero di presenti -da quanto è organizzata bene la presentazione comunque, in caso di esordio "normale" e non in pompa magna in centro a Milano, ed escludendo parenti e amici, la media è un libro ogni 3-5 presenti
  14. Per la gioia di tutti i bimbi, ecco l'ultima tappa del tour. Tappa 8: Emy Ringrazio chi ha avuto la pazienza di seguire il tour. Per chi vorrà venire ci vedremo alle presentazioni, comunque posso già annunciare qualche novità nei prossimi mesi. Per ora è tutto
  15. Segnalo la settima tappa del tour (penultima, con summo gaudium vostrum): Tappa 7: Kait E le prossime due presentazioni del libro: 3 Aprile 2013 Biblioteca Comunale di Sergnano (CR), inizio ore 21:00 circa. 7 Aprile 2013 (caldamente consigliata): L'associazione culturale "I Ricci" di Lodivecchio e Linee Infinite organizzano una manifestazione/dibattito, dal titolo provvisorio di "Il mondo del fantastico attraverso gli occhi di Tolkien, generi e sottogeneri di un mondo incantato", nell'area archeologica di Lodi Vecchio. Oltre al sottoscritto con In Nomine Patris, saranno presenti: Giuseppe Pasquali (Samurai Bikini Zombie, Lunar Memories...) Davide Galati (E un elfo li radunò) Mauro Fantini (Saga di Gabriel, Il Fabbricante di Giocattoli) Chiara Panzuti (Il Corvo di Cristallo) Silvia Marchesini (Prima del Solstizio d'Inverno)