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JohnnyBazookaBic

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  1. Effettivamente sono entrambi ottimi esempi. Credo che sia una grande sfida sviluppare un romanzo (seppur, nella mia testa, di appena 100-120 pagine) in questo modo. Spero di essere in grado di farlo. Analizzare queste opere mi sarà sicuramente di grande aiuto.
  2. scusate l'estremo ritardo nelle risposte. Non avendo ricevuto notifiche ho dimenticato di controllare. Sì, nel mio romanzo dovrebbe esserci soltanto un protagonista e un altro personaggio...
  3. commento al bambino di advent city Harry si avvicinò al primo, al vecchio, e con il piede lo girò in modo che il volto, o quello che ne rimaneva, potesse essere visibile. Scrutò il manifesto spostando ritmicamente lo sguardo dal foglio all’uomo. Poi fece il giro e passò al ragazzo ripetendo lo stesso procedimento. Inizialmente lo sguardo era dubbioso. Alla fine, però sembrava abbastanza convinto della veridicità della cosa. Silas era sicuro di aver colpito nel segno. Bisognava essere ciechi per non vedere l’evidenza. “Sì, hai ragione. Sono proprio loro” disse il locandiere tirando un sospiro di sollievo. “Posso riavere le pistole ora?” domandò McGregor guardando il bancone con i due ferri del mestiere sopra. “Aspetta. Prima devi spiegarmi tutto. Non tralasciare nessun dettaglio” disse il grasso uomo mentre si sedeva di fronte a lui. Posò il fucile accanto a sè ma lo tenne a portata di mano. “Sono un cacciatore di taglie. Il mio nome non è Silas McGregor ma è così che mi faccio chiamare. Non voglio mettere a repentaglio la mia famiglia. In questo modo, nessuno, se non a conoscenza del mio vero nome, può risalire a loro e fargli del male. Svolgo questo lavoro da qualche anno. Prima ero davvero un Pinkerton. Ho deciso di abbandonare l’attività prima che diventasse troppo rischiosa. Ma mettermi alle calcagna di un uomo è ancora il modo migliore che ho per guardagnarmi da vivere. Ho seguito Tom e Fred per circa sei mesi. Cercando il momento giusto per farli fuori. Avrei potuto ammazzarli un mese fa ma non sono riuscito ad arrivare in tempo. Mi sono sfuggiti per un pelo ad una settantina di miglia da qui. Quando ho visto che avevano deciso di rifugiarsi qui ho capito che era il momento” disse Silas mentre sputava fuori il fumo del sigaro. “Hai rischiato molto. Possibile che non ti avessero mai visto prima?” domandò Harry incuriosito dalla faccenda. “No. Ero sicuro che non mi avessero notato. Ho sempre cercato di tenerli sotto controllo da lontano. In questo modo non potevano avere informazioni su di me. A volte ho dovuto ritardare le mie tappe di anche un giorno per non farmi avvistare. Questo è stato uno dei contratti più difficili che avevo.” “Capisco. Deve essere una bella merda pedinare per sei mesi qualcuno per questi pochi soldi. “Ho completato molti contratti ultimamente. Spero di ritirarmi presto dal giro. Non è affatto facile andare in giro e guardarsi intorno ovunque tu sia. Non credo che sopporterei altri dieci anni così.” “Quindi ora che facciamo con questi poveri diavoli?” “Devo solo portarli in città. Hai un carro o un cavallo qui?” “Sì, ho un carro e due cavalli. Quindi non avrai bisogno del tuo. Puoi farlo riposare qui in modo da trovarlo fresco quando tornerai.” “Va bene. Mi sembra una buona proposta. Cosa c’è da mangiare? Uccidere mi mette fame” disse Silas guardando il camino. “L’unica cosa che possiamo mangiare con questa neve. Uno stufato di carne con qualche fagiolo. Dovrai accontentarti di pane raffermo.” “Va bene. Non ho grandi pretese. L’importante è mangiare.” Harry si alzò e si diresse dietro al bancone. Prese la pentola con lo stufato e la portò sul fuoco. Poi tornò indietro e afferrò le pistole del cacciatore di taglie. Tornò al tavolo e gliele porse sorridendo. “Grazie mille. Credo che torneranno in fondina per qualche tempo. O almeno è quello che mi ripeto ogni volta.” “Non è deprimente uccidere tutti questi uomini?” “No. Ci si fa l’abitudine dopo qualche tempo. Ma quello che ti logora sono i nervi. Vivi sempre sul filo del rasoio. Senza sapere se domani ti sveglierai con una pallottola in testa oppure respirerai come si deve. O se nel saloon qualcuno non è parente di qualche povero diavolo che hai fatto fuori, o compagno di banda.” “Quando ero più giovane, ormai molto tempo fa, ero un bandito. Un bandito di bestiame di mezza tacca. Ma quel poco che ho messo da parte mi ha consentito di metter su questa piccola attività. In realtà l’ho costruita principalmente per rimanere tranquillo, non tanto per i clienti. Però avere compagnia non mi dispiace affatto” rise Harry mentre mandava giù un po’ di brandy. “Capisco. Rubare bestiame, per quanto sia un crimine, non è certo grave come lo stupro o la rapina.” “Non ho mai fatto fuori nessuno nella mia breve vita da bandito.” “Avevate una banda?” “No. Ero un lupo solitario, principalmente.” “Deve essere stata dura fare tutto da solo.” “Molto dura. Ma alla fine mi ha consentito di farmi questa piccola taverna. Inoltre non rubavo mai ai poveri contadini con dieci bestie. Solo a chi si poteva permettere di essere derubato.” “Da quanti anni ha smesso?” “Diversi. Ormai ho quasi cinquant’anni, ragazzo. Non è più tempo di condurre una vita nella quale ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. O peggio l’ultimo giorno potrebbe essere quello nel quale penzolerai da una forca.” “Capisco. Credo che sia pronto il cibo” disse Silas indicando la pentola che si muoveva leggermente. Un piacevole odore di stufato di manzo saliva dal vapore emanato dalla pentola. Lo stomaco del cacciatore di taglie gorgogliava fortemente. Non vedeva l’ora di mettere qualcosa sotto i denti. Guardava la pentola come fosse un maiale arrostito. Harry si diresse al paiolo e lo sollevò coprendosi la mano con un asciugamano per evitare di ustionarsi con il vapore. Il sugo ribolliva violentemente. L’odore era ancora più invitante. Guardò Silas sorridendo. “Credo sia proprio pronto per essere mangiato. Prendo il pane, i piatti ed i bicchieri e cominciamo a mangiare.” “Perfetto” rispose Silas mentre finiva il suo sigaro. Qualche minuto dopo erano lì di fronte l’uno all’altro a mangiare ottimo stufato. McGregor era sinceramente stupito della bontà della carne che stava mangiando. Il sapore era forte ma appagante allo stesso tempo. “Insomma, come valuti il cuoco della casa?” domandò il locandiere sorridendo. “Direi che potresti dargli un aumento. Se lo merita proprio. Questo stufato è eccellente. I fagioli, poi, sono perfetti. Era da qualche mese che non mettevo qualcosa sotto i denti di tanto soddisfacente. Nelle ultime settimane, a causa del pedinamento, ho sempre mangiato carne secca e poco altro. Per evitare di accendere fuochi. Non volevo far saltare la mia “copertura” prematuramente.” “Immagino che sia stato un bello schifo. Una volta ho passato un’intera settimana nascosto in una caverna su di una montagna. Ho bevuto rugiada e mangiato prevalentemente vermi e un paio di uccelli. Pensavo che sarei morto intossicato.” “Stavi fuggendo da chi?” “Un gruppo di scagnozzi di un certo Ray Westwood. Un pezzo di merda che acquistava bestiame da contadini in crisi economica e li lasciava nel fango a morire di fame. Non era uno che avrebbe rimpianto due o tre animali in meno, se non per questioni di orgoglio.” “Una volta abbiamo inseguito, ai tempi della Pinkerton, due uomini che avevano fatto fuori una prostituta perchè si era rifiutata di esaudire i loro desideri. Si sono rifuggiati per tre giorni all’interno di una specie di burrone enorme. Peccato che abbiano scoperto solo dopo che era il letto di un torrente in secca. Dopo tre giorni ha piovuto talmente tanto da affogarli. Li abbiamo ritrovati maciullati in fondo alla valle che terminava in un lago” disse Silas mentre beveva un sorso di brandy. “Poveri diavoli. Quanti ne hai fatti fuori?” “Pochi. Cerco sempre di consegnarli vivi. Ma non è facile come sembra. Alcune volte sembra quasi che godano nel farsi ammazzare. Preferiscono la morte alla cella. Potrei capire quelli destinati alla forca. Ma gli altri sono folli che non hanno nulla da perdere. Probabilmente.” “Lo avrei fatto anche io. Quella volta nella grotta ho pensato davvero di lasciarci le penne. Ma non avevo paura della morte. Avevo paura della punizione che sarebbe potuta arrivare se mi avessero preso. Per quello ero andato in montagna. Per quel motivo, alla fine, sono sopravvissuto a tutto. Sono rimasto sempre lo stesso bastardo di un tempo che non si faceva fregare facilmente. Un paio di volte oltre a questa sono andato vicino alla cattura.” “C’è ancora una taglia su di te?”
  4. @Miss Ribston devo ammettere che è un racconto molto particolare. L'ho riletto due volte perchè certe cose mi sfuggivano. Mi piace l'atmosfera quasi onirica che si respira e che fa sembrare il racconto quasi una parabola. Però ammetto che la parte finale è quella che mi piace meno. Cioè fino a quando non incontra gli uomini è tutto molto fluido e interessante solo che mi aspetto che i nodi vengano al pettine in maniera più chiara. Non leggo mai i commenti precedenti per non essere influenzato inconsciamente, quindi se hai già risposto a questo appunto mi scuso. Perchè gli uomini arrivano in quel modo? Il dialogo mi sembra molto surreale, ma forse è un effetto voluto. In generale credo che dovresti rivedere il fluire del racconto che risulta un po' perso dalla seconda metà. Per quel che riguarda la grammatica e la struttura in generale non posso appuntare nulla. Si vede che ha richiesto della cura e del tempo il racconto. Hai usato un linguaggio a tratti poetico che non appesantisce il racconto in alcun modo. Contribuisce a renderlo più armonioso. Questa è la parte migliore secondo me. Incalzante e molto interessante. Rende perfettamente il quadro tracciato prima delineando il personaggio. Direi che è un buon tentativo che andrebbe soltanto migliorato nei punti che dicevo prima.
  5. Commento a Bastoncini cotonati futuribili Harry si avvicinò al primo, al vecchio, e con il piede lo girò in modo che il volto, o quello che ne rimaneva, potesse essere visibile. Scrutò il manifesto spostando ritmicamente lo sguardo dal foglio all’uomo. Poi fece il giro e passò al ragazzo ripetendo lo stesso procedimento. Inizialmente lo sguardo era dubbioso. Alla fine, però sembrava abbastanza convinto della veridicità della cosa. Silas era sicuro di aver colpito nel segno. Bisognava essere ciechi per non vedere l’evidenza. “Sì, hai ragione. Sono proprio loro” disse il locandiere tirando un sospiro di sollievo. “Posso riavere le pistole ora?” domandò McGregor guardando il bancone con i due ferri del mestiere sopra. “Aspetta. Prima devi spiegarmi tutto. Non tralasciare nessun dettaglio” disse il grasso uomo mentre si sedeva di fronte a lui. Posò il fucile accanto a sè ma lo tenne a portata di mano. “Sono un cacciatore di taglie. Il mio nome non è Silas McGregor ma è così che mi faccio chiamare. Non voglio mettere a repentaglio la mia famiglia. In questo modo, nessuno, se non a conoscenza del mio vero nome, può risalire a loro e fargli del male. Svolgo questo lavoro da qualche anno. Prima ero davvero un Pinkerton. Ho deciso di abbandonare l’attività prima che diventasse troppo rischiosa. Ma mettermi alle calcagna di un uomo è ancora il modo migliore che ho per guardagnarmi da vivere. Ho seguito Tom e Fred per circa sei mesi. Cercando il momento giusto per farli fuori. Avrei potuto ammazzarli un mese fa ma non sono riuscito ad arrivare in tempo. Mi sono sfuggiti per un pelo ad una settantina di miglia da qui. Quando ho visto che avevano deciso di rifugiarsi qui ho capito che era il momento” disse Silas mentre sputava fuori il fumo del sigaro. “Hai rischiato molto. Possibile che non ti avessero mai visto prima?” domandò Harry incuriosito dalla faccenda. “No. Ero sicuro che non mi avessero notato. Ho sempre cercato di tenerli sotto controllo da lontano. In questo modo non potevano avere informazioni su di me. A volte ho dovuto ritardare le mie tappe di anche un giorno per non farmi avvistare. Questo è stato uno dei contratti più difficili che avevo.” “Capisco. Deve essere una bella merda pedinare per sei mesi qualcuno per questi pochi soldi. “Ho completato molti contratti ultimamente. Spero di ritirarmi presto dal giro. Non è affatto facile andare in giro e guardarsi intorno ovunque tu sia. Non credo che sopporterei altri dieci anni così.” “Quindi ora che facciamo con questi poveri diavoli?” “Devo solo portarli in città. Hai un carro o un cavallo qui?” “Sì, ho un carro e due cavalli. Quindi non avrai bisogno del tuo. Puoi farlo riposare qui in modo da trovarlo fresco quando tornerai.” “Va bene. Mi sembra una buona proposta. Cosa c’è da mangiare? Uccidere mi mette fame” disse Silas guardando il camino. “L’unica cosa che possiamo mangiare con questa neve. Uno stufato di carne con qualche fagiolo. Dovrai accontentarti di pane raffermo.” “Va bene. Non ho grandi pretese. L’importante è mangiare.” Harry si alzò e si diresse dietro al bancone. Prese la pentola con lo stufato e la portò sul fuoco. Poi tornò indietro e afferrò le pistole del cacciatore di taglie. Tornò al tavolo e gliele porse sorridendo. “Grazie mille. Credo che torneranno in fondina per qualche tempo. O almeno è quello che mi ripeto ogni volta.” “Non è deprimente uccidere tutti questi uomini?” “No. Ci si fa l’abitudine dopo qualche tempo. Ma quello che ti logora sono i nervi. Vivi sempre sul filo del rasoio. Senza sapere se domani ti sveglierai con una pallottola in testa oppure respirerai come si deve. O se nel saloon qualcuno non è parente di qualche povero diavolo che hai fatto fuori, o compagno di banda.” “Quando ero più giovane, ormai molto tempo fa, ero un bandito. Un bandito di bestiame di mezza tacca. Ma quel poco che ho messo da parte mi ha consentito di metter su questa piccola attività. In realtà l’ho costruita principalmente per rimanere tranquillo, non tanto per i clienti. Però avere compagnia non mi dispiace affatto” rise Harry mentre mandava giù un po’ di brandy. “Capisco. Rubare bestiame, per quanto sia un crimine, non è certo grave come lo stupro o la rapina.” “Non ho mai fatto fuori nessuno nella mia breve vita da bandito.” “Avevate una banda?” “No. Ero un lupo solitario, principalmente.” “Deve essere stata dura fare tutto da solo.” “Molto dura. Ma alla fine mi ha consentito di farmi questa piccola taverna. Inoltre non rubavo mai ai poveri contadini con dieci bestie. Solo a chi si poteva permettere di essere derubato.” “Da quanti anni ha smesso?” “Diversi. Ormai ho quasi cinquant’anni, ragazzo. Non è più tempo di condurre una vita nella quale ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. O peggio l’ultimo giorno potrebbe essere quello nel quale penzolerai da una forca.” “Capisco. Credo che sia pronto il cibo” disse Silas indicando la pentola che si muoveva leggermente. Un piacevole odore di stufato di manzo saliva dal vapore emanato dalla pentola. Lo stomaco del cacciatore di taglie gorgogliava fortemente. Non vedeva l’ora di mettere qualcosa sotto i denti. Guardava la pentola come fosse un maiale arrostito. Harry si diresse al paiolo e lo sollevò coprendosi la mano con un asciugamano per evitare di ustionarsi con il vapore. Il sugo ribolliva violentemente. L’odore era ancora più invitante. Guardò Silas sorridendo. “Credo sia proprio pronto per essere mangiato. Prendo il pane, i piatti ed i bicchieri e cominciamo a mangiare.” “Perfetto” rispose Silas mentre finiva il suo sigaro. Qualche minuto dopo erano lì di fronte l’uno all’altro a mangiare ottimo stufato. McGregor era sinceramente stupito della bontà della carne che stava mangiando. Il sapore era forte ma appagante allo stesso tempo. “Insomma, come valuti il cuoco della casa?” domandò il locandiere sorridendo. “Direi che potresti dargli un aumento. Se lo merita proprio. Questo stufato è eccellente. I fagioli, poi, sono perfetti. Era da qualche mese che non mettevo qualcosa sotto i denti di tanto soddisfacente. Nelle ultime settimane, a causa del pedinamento, ho sempre mangiato carne secca e poco altro. Per evitare di accendere fuochi. Non volevo far saltare la mia “copertura” prematuramente.” “Immagino che sia stato un bello schifo. Una volta ho passato un’intera settimana nascosto in una caverna su di una montagna. Ho bevuto rugiada e mangiato prevalentemente vermi e un paio di uccelli. Pensavo che sarei morto intossicato.” “Stavi fuggendo da chi?” “Un gruppo di scagnozzi di un certo Ray Westwood. Un pezzo di merda che acquistava bestiame da contadini in crisi economica e li lasciava nel fango a morire di fame. Non era uno che avrebbe rimpianto due o tre animali in meno, se non per questioni di orgoglio.” “Una volta abbiamo inseguito, ai tempi della Pinkerton, due uomini che avevano fatto fuori una prostituta perchè si era rifiutata di esaudire i loro desideri. Si sono rifuggiati per tre giorni all’interno di una specie di burrone enorme. Peccato che abbiano scoperto solo dopo che era il letto di un torrente in secca. Dopo tre giorni ha piovuto talmente tanto da affogarli. Li abbiamo ritrovati maciullati in fondo alla valle che terminava in un lago” disse Silas mentre beveva un sorso di brandy. “Poveri diavoli. Quanti ne hai fatti fuori?” “Pochi. Cerco sempre di consegnarli vivi. Ma non è facile come sembra. Alcune volte sembra quasi che godano nel farsi ammazzare. Preferiscono la morte alla cella. Potrei capire quelli destinati alla forca. Ma gli altri sono folli che non hanno nulla da perdere. Probabilmente.” “Lo avrei fatto anche io. Quella volta nella grotta ho pensato davvero di lasciarci le penne. Ma non avevo paura della morte. Avevo paura della punizione che sarebbe potuta arrivare se mi avessero preso. Per quello ero andato in montagna. Per quel motivo, alla fine, sono sopravvissuto a tutto. Sono rimasto sempre lo stesso bastardo di un tempo che non si faceva fregare facilmente. Un paio di volte oltre a questa sono andato vicino alla cattura.” “C’è ancora una taglia su di te?” “Mi hanno dato per morto. Ormai non c’è più nulla su di me. Harry non è proprio il mio nome, infatti. Per sicurezza è meglio che nessuno venga a sapere della mia vera identità” disse Harry mentre raccoglieva le ultime gocce di sugo con un po’ di pane.
  6. @Roberto Stradiotti sono entrato qui incuriosito dal titolo (un buon titolo, inutile negarlo, è già il 50% dell'attenzione che puoi attirare all'inizio) e ho cominciato a leggere. Ti faccio i complimenti perchè è un pezzo scritto benissimo nel quale non trovo particolari difetti. Il racconto è molto calzante e ben ritmato con frasi che puntano subito al nocciolo della cosa lasciando scoprire un dettaglio in più volta per volta. "I BCF in apparenza puliscono le orecchie. Fin qui nulla di strano, mi pare. Ma se voi infilerete il primo centimetro, il BCF verrà risucchiato come una supposta senza che voi sentiate il minimo fastidio, e farà un giretto attraverso il vostro organismo, facendovi in tempo reale un check up davvero completo. La commercializzazione partirà dall’America, terra di conquista e non per niente lo slogan sarà: “BCF, la miglior democrazia possibile!”. " Questa è la parte che preferisco e che presenta un altro buonissimo slogan (sembri quasi un pubblicitario, o magari ho fatto una gaffe e lo sei davvero). Concordo però nel dire che il finale sarebbe stato più calzante rimanendo ironici ma sibillini nello stesso tempo. Non che il racconto perda qualcosa con il finale attuale. Credo che tu abbia fatto un buon uso di tutti gli strumenti a disposizione. Un testo di pregevole fattura il cui intento, almeno per me, è pienamente raggiunto.
  7. Sono almeno sei anni che uso Google Docs e mi sono sempre trovato bene. Ora, per esigenze lavorative, ho cominciato ad usare articy draft 2 e la differenza (per le sceneggiature e dintorni) si sente. Secondo voi, nonostante ci abbia scritto 4 romanzi, sarebbe il caso di comprare software come scrivener che dovrebbero aumentare la rapidità vista la loro ottimizzazione per la scrittura?
  8. Sto meditando su una trama che comprende un solo personaggio per circa un terzo del romanzo e con un altro per la restante parte. Non riesco a trovare qualcosa di simile (probabilmente a causa mia). Qualcuno saprebbe indicarmi qualche romanzo simile? (concettualmente)
  9. io personalmente faccio un unico file nel quale racchiudo tutto il richiesto e nella mail sono breve e coinciso
  10. io su questo ho certezze. non smetto di scrivere perchè non posso smettere di farmi venire in mente trame. però, chiaramente, essere rifiutati non è mai bello e spinge a riflessioni. Poi il rifiuto motivato ci sta anche. la cosa più brutta è il "leggeremo e se non ci piace non vi rispondiamo". Capisco la motivazione dietro ma è brutto comunque.
  11. @Andreaj ho capito il tuo intento e non lo disdegno, sia chiaro, dicevo però che anche delle descrizioni più "corte" possono essere altrettanto incisive
  12. @Lo Strappacarte Innanzitutto grazie per il commento! Diciamo che ho voluto creare una situazione "classica" per rendere al meglio l'atmosfera da western. Ho cercato di preparare il tutto per la seconda parte del racconto che, in qualche modo, la ribalta. Ho pubblicato proprio ora la seconda parte!
  13. Commento a "Un semplice risveglio..." Quando finalmente l’ingresso fu aperto videro di fronte a loro un uomo con un lungo cappotto che copriva perfettamente la figura alta e slanciata. Il suo volto non si vedeva, era coperto da un grande cappello che non lasciava intravedere il minimo dettaglio. “Così intendete accogliere i potenziali avventori?” domandò con voce calma e profonda. “Quando si presentano a quest’ora sì. Chi è lei, se posso chiedere?” domandò Harry non abbassando il fucile. “Mi chiamo Silas McGregor. Sono un uomo di Dio. Non credo che lei vorrebbe lasciare un uomo che porta la parola di Nostro Signore in giro per l’America al freddo e al gelo.” “Mi faccia vedere il crocifisso.” “Il dubbio si insinua quando il demonio alberga nella nostra anima” disse Silas mentre frugava nel colletto della camicia. Qualche secondo dopo la mano destra ne uscì con un crocifisso d’argento. “E va bene. Può entrare.” “La ringrazio molto. Harry” disse McGregor mentre entrava senza indugiare oltre sulla soglia. “Come conosce il mio nome?” “Conosco il suo nome perchè era scritto sull’insegna lì fuori.” “Oh, giusto.” L’uomo si avvicinò all’attaccapanni mentre il vecchio richiudeva la porta con la sbarra. Si tolse il cappotto e lo appese con un gesto fluido e sicuro. Poi prese il cappello e lo mise sopra alla giacca. Quando si voltò apparve un uomo abbastanza giovane, forse trent’anni, con una folta barba ben curata. Aveva occhi verde smeraldo, quasi ipnotici. Capelli di media lunghezza perfettamente puliti. Era alto e slanciato, sembrava molto atletico a giudicare dal fisico. Una cintura con due pistole pendeva dai fianchi. “Che cosa ci fa un uomo di Dio con quelle?” domandò il vecchio. “Posso sapere il suo nome prima di rispondere?” “Mi chiamo Bob” rispose l’uomo per niente ammorbidito da quello scambio di battute. “Prima di diventare un uomo di Dio, come dite voi, ho avuto una vita diversa. Una vita fatta di pericoli e che non poteva lasciare spazio alla disattenzione” disse mentre si sedeva sulla panca di fronte al ragazzo, che lo guardava ipnotizzato. “Che cosa intende?” “Intendo che ero un Pinkerton.” “Un Pinkerton è diventato prete. Ora le ho proprio sentite tutte” rise il locandiere mentre cercava tra le bottiglie qualcuna adatta all’occasione. “Devo ammettere che sembra una strana storia” disse Bob mentre si sedeva accanto al prete. “Ho trovato una via diversa da quella della morte. Ma le pistole, in un mondo del genere, mi servono. Ho bisogno di difendermi da chi non prova rimorso nell’uccidere un uomo.” “Non avevo comunque mai visto un uomo di Dio armato di pistola, mi permetta di dirlo” concluse Bob stizzito. “Immagino. In molti pensano che io le usi come un comune bandito. Ma io le uso per intimidire. Non uccido mai, nemmeno i peccatori.” “Cosa desidera da bere, padre?” domandò il locandiere. “Un brandy, se possibile.” “Vada per il brandy. Fortunatamente ne ho ancora una bottiglia” disse mentre prendeva tre bicchieri. “Che cosa la porta da queste parti?” domandò Bob scrutandolo insistentemente. “Sono stati richiesti i miei servigi in un piccolo paesino di agricoltori. Pentleton. Una comunità di pochi e onesti lavoratori che coltiva la terra. Il vecchio capo della comunità potrebbe tornare alla casa del padre presto per una grave polmonite. Così sono stato contattato da un mio amico che vive lì.” “Pentleton. Ah, sì, ora ricordo. Non è molto lontano da qui” disse il locandiere mentre tornava con i bicchieri. “Sono molto stanco di viaggiare a cavallo ma è l’unico modo. Speravo di poter risalire un fiume o qualcosa ma non è possibile. Inoltre il tempo rende difficile dormire all’addiaccio. Tutta questa acqua ha rovinato il mio tabacco.” “Fuma la pipa?” “Sì. Purtroppo è un vizio che non sono riuscito ad eliminare del tutto. Questo è disdicevole per un uomo di Dio, me ne rendo conto, ma non sono come Nostro Signore” disse mentre beveva un sorso di brandy. “Capisco. Non è facile eliminare i vizi. Come vede, stavamo giusto fumando un sigaro. Vuole unirsi a noi?” domandò il locandiere tendendogliene uno. “Grazie mille. Siete molto ospitale.” “Sono sempre così con i miei commensali. Siamo in una locanda, ma non sono un lurido porco attaccato ai soldi.” “Come ti chiami ragazzo?” domandò il prete mentre accendeva il sigaro. “Paul. Mi chiamo Paul.” “Che siete suo padre, Bob?” “Sì, è mio figlio.” “Che cosa fate da queste parti?” “Stiamo andando alla fattoria di mio fratello. Se la passa male ultimamente. Così mi ha chiesto, finchè non si rimette, di badare alle sue bestie e ai suoi campi. Questo è stato un lungo viaggio ma sono sicuro che a casa vada tutto bene. Mio figlio maggiore bada a tutto. Ha la testa sulle spalle.” “Certo. Quindi ha pensato di far imparare qualcosa al più giovane portandolo con sè.” “Sì, credo che sarà molto importante per lui.” “Quando ero piccolo mio padre mi insegnava molte cose. Una di quelle che so fare meglio è occuparmi dei maiali.” “Ne abbiamo alcuni alla nostra fattoria. Danno da mangiare a tutta la famiglia” disse Bob sorridendo. “Sono animali nobili, i maiali” continuò Silas guardando nel vuoto. Il locandiere lo scrutò per qualche istante. Improvvisamente qualche oscuro pensiero era passato per la mente dell’uomo. Doveva essere così. Si era rabbuiato come colpito da un qualche dettaglio. L’uomo posò lo sguardo su Bob. Anche egli era diventato più nervoso. Non riusciva a capire che cosa stesse succedendo. “Io amo i maiali. Ma esistono uomini che non sono degni di essere nemmeno chiamati maiali per non far torto alle bestie” disse Silas guardando il ragazzo e il vecchio. “Che cosa intende dire?” “Intendo dire che…” la frase non finì mai. In un lampo le due pistole erano fuori dalla fondina. Bob, che aveva colto il movimento, aveva fatto lo stesso. Ma il prete era stato più veloce del vecchio. Si era udito un solo sparo. Due erano stati i tonfi sordi. Paul e Bob giacevano a terra senza vita. Un rivolo di sangue usciva dal cranio. Il locandiere inorridito si alzò di scatto. “Ma che cosa ha fatto” urlò mentre correva verso il bancone. “Si fermi. Non ho intenzione di farle del male” disse Silas mentre posava le pistole sul tavolo, il sigaro ancora in bocca. “Si fermi lei. La farò fuori se muoverà un solo muscolo. Metta le mani sul tavolo. Ben distanziate dalle pistole” disse puntando il fucile contro il prete. “Se mi permette di spiegare, Harry. Le farò capire tutto.” “Che cosa diavolo c’è da capire. Avete ucciso due uomini a sangue freddo. Dovrei farla fuori all’istante” urlò l’uomo. Il volto contrito. Stava lottando contro tutto sè stesso per non cedere all’istinto. “Prenda il foglio che ho nella tasca interna del cappotto.” “Questo è un suo trucco per farmi fuori?” “No. Prenda pure le pistole” rispose Silas impassibile. L’uomo sospirò e si avvicinò alle pistole. Le prese e le portò al bancone. Lontane da mani indiscrete. Poi si diresse verso l’attaccapanni e frugò nel cappotto. Uscì con un foglio. Si sedette di fronte all’uomo che lo guardava con ansia. “Un manifesto?” “Esattamente. Legga e guardi bene i due volti.” “Tom e Fred Cunningham. Due pericolosi fuorilegge, padre e figlio, accusati di molteplici reati tra i quali furto, rapina e stupro. Da catturare vivi o morti. Quattromila dollari di ricompensa per la cattura vivi, duemila per quella morti.” “Guardi quei due e i due cadaveri.”
  14. diciamo che possiamo fare un parallelismo con chi racconta le barzellette. Se io raccontasse quelle che dice solitamente Gigi Proietti non riderebbe nessuno. Dette da lui sono eccezionali.
  15. @Andreaj Il racconto, di per sé è ovviamente un esercizio di stile e questo è chiaro, non è male ma è migliorabile. Ho cercato di immaginarlo nella globalità di un racconto più grande ma, anche prendendolo in considerazione per quello che leggiamo qui, non scorre troppo. La prima parte e l'ultima sono le più incisive. Diciamo che le prime quattro righe e le ultime cinque o sei sono le migliori. La descrizione è molto ricca e non è ridondate ma la trovo molto pesante da leggere perchè troppo protratta. L'attenzione verso metà del testo scema un pochino per risalire verso la fine. L'utilizzo dei vocaboli è appropriato e sono riuscito a figurarmi tutto quello che hai descritto, ottimo segno. Diciamo che la descrizione è buona però, ribadisco, troppo lunga. La sensazione è di vivere una stasi dalla quale, virtualmente, potresti non uscire più e, quindi, perdi interesse. Alcune frasi potrebbero essere accorciate o migliorate, come ti hanno già fatto notare. Nella sua globalità non è un esperimento fallito ma non lo considererei nemmeno troppo riuscito. Proverei a battere ancora questa strada per capire cosa si può migliorare.