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  1. Ne ho visti di tentativi validi, in effetti. L'elfo aveva l'ascia e il nano l'arco. Vabbè, scusate, dovevo dirla.
  2. @Valentina Capaldi Ma certo, ci mancherebbe. Ci sono tantissime belle storie che emozionano senza "messaggi a forza". Proprio nell'intervento che hai citato, io parlavo di "un segno" in modo generico. E non un segno nella Storia, eh, un segno nella memoria del lettore. Per giunta di un lettore specifico, me, quindi è un parere senza pretesa di universalità. Volevo solo dire che nel fantasy, troppo spesso, trovo che l'argomento del libro è il fantasy. Il fatto che sia fantasy. Che l'elfo abbia l'arco e il nano abbia l'ascia, roba così. Si confonde il vestito per il contenuto.
  3. È un formato in più. Per quel che mi riguarda, può essere solo che il benvenuto. Anche se ascoltare non è propriamente leggere.
  4. @Miss Ribston uff, è molto triste così Allora è davvero una strada senza uscita.
  5. Ci ho impiegato un po' per intuire che cosa ci sia di diverso nel fantasy. Perché debba essere in qualche modo ghettizzato. Ammetto che è un concetto difficile da visualizzare e peggio ancora da esprimere, tento ma non garantisco sul risultato. La mia impressione è che molte storie fantasy sono scritte per scrivere una storia fantasy. Altre branche della narrativa, invece, sono funzionali a qualcosa. Far riflettere sulla propria esistenza, denunciare, far ridere, far piangere – insomma, stimolare l'intera sfera sensoriale del lettore per lasciare un segno. Che sia qualcosa che debba arrivare alla testa, al cuore, allo stomaco, la storia in sé è solo una parte dell'esperienza. Invece mi ritrovo romanzetti fantasy ben scritti, eh, intendiamoci, ben editati, ben confezionati, con storielle tutto sommato carine ma, per l'appunto... storielle. Questo per dire che non storco il naso davanti al fantasy come concetto, anzi, io sono uno di quei Peter Pan di cui sopra che non vede l'ora di appassionarsi a una nuova fiaba. Il problema è che quasi sempre al di là della storia, dell'ambientazione, degli espedienti narrativi, ci trovo e "sento" poco. Se non niente. Non ultimo, ci sono quelle imposizioni non imposte stilistiche proprie del fantasy che alla lunga stuccano. Anche l'appiattimento espressivo, linguistico, non aiutano a rendere immortale una storia, a far sì che lasci il segno, magari lieve, ma perlomeno un segno.
  6. La cosa non mi tocca personalmente, ma è un brutto pensiero. Il pensiero è libero, ci mancherebbe. Storco il naso di fronte all'accomunare tutti sotto quest'ottica, tutto qui. C'è chi trae soddisfazione dal fare arte stesso, a prescindere dalle conseguenze. Io sono così, ad esempio, nel campo musicale. E ci metto la mano sul fuoco che tanti, qui, sono mossi unicamente da passione. Il resto sono, per l'appunto, conseguenze.
  7. Ciao @Jena Plissken Come ti capisco... Che fatica a quei tempi raggiungere la sufficienza. A me, oltre a questo, fioccavano i 5 perché "mischiavo le sfere sensoriali". Tutt'ora non capisco cosa volesse dire, la professoressa. Benvenuto!
  8. @sefora È una bella idea
  9. Ci vado sicuramente. Sono stato anche l'anno scorso e mi è piaciuta molto. Purtroppo ho avuto poco tempo. Quest'anno vorrei godermi l'evento come si deve. E poi non vedo l'ora di visitare la Nuvola di Fuksas @LuckyLuccs L'altr'anno ho conosciuto l'editore La Corte al suo stand, ci ho fatto una chiacchierata molto piacevole.
  10. Dai, scherzavo, naturalmente. Secondo me avrebbero due sapori diversi. Senza dubbio ci sono molte location anglosassoni davvero suggestive, e storie che funzionano bene perché ambientate lì - che sia Londra, New York o Albuquerque. E ci sono storie bellissime perché immerse nelle strade di Roma o di Venezia. Quindi, se il gioco parte da un presupposto di parità qualitativa, a questo punto devi solo scegliere l'atmosfera verso cui ti senti più predisposto in quel momento ^_^
  11. @heightbox quello scritto meglio
  12. Ciao @sergio mari Mi piace il piglio di questo frammento. Ha una voce ruvida, "nuda e cruda", che è molto piacevole da leggere. Provo a darti delle impressioni specifiche su quello che secondo me potrebbe essere limato. Ci sono degli aggettivi, come in questo caso "squallido", che aumentano solo il contatore dei caratteri. Sia il modo in cui esprimi il concetto, sia il concetto in sé, trasudano squallore: lascia parlare loro, senza aggettivarli "Chicchessia" l'hai già usata poco prima ("un vestito di chicchessia"); mentre nel primo caso è convincente, nel secondo la trovo fuorviante rispetto al messaggio che vuoi dare: vuoi dire che un qualsiasi quadro, anche il più sfigato, vale più di un vestito. Così invece sembra quasi il contrario. A parte il refuso della minuscola all'inizio, ci vedrei meglio un "vendono". A giudicare dalla quantità di volantini che mi intasano la cassetta delle lettere, direi che sono ancora belli attivi sul mercato Questa è una frase specifica, ma faccio un discorso generale: occhio al ritmo. Hai delle espressioni che si prestano a un ritmo davvero incalzate, sfruttale! Magari recitando questo "monologo" ti renderai meglio conto di quello che voglio dire. Scrivendole così, purtroppo, si appiattisce tutto. Comunque, ci sono punti dove invece valorizzi molto il ritmo, quindi si tratterebbe più che altro di uniformare. Tipo qua. Chapeau. Davvero un bel frammento, a mio avviso. Complimenti.
  13. @Andrea.Dee io ho una Fiesta e vado fiero dei miei 80 in rettilineo, va bene? Boh, questi argomenti li ho trovati sempre un po' superflui. @JPK Dike ha detto esattamente come la penso, e non è la prima volta che capita Ho suonato per anni insieme a un ragazzo che guadagna i soldi con la musica; io, facendo un altro lavoro, suono dove e con la frequenza che mi pare. Però io e lui suonavamo in uno stesso progetto e la qualità era quella del professionismo. Mi hanno chiesto se fossi un musicista anche io, non campandoci. Ho risposto con un candido "non lo so". Però resta il fatto che, da fuori, chi assisteva a quel concerto in cui suonavamo entrambi non avrebbe saputo dirlo ugualmente. Doveva controllare i nostri estratti conto.
  14. @VanessaV da informatico capisco cosa intendi Anche a me piace spaziare nella narrativa senza restrizioni. Amo quei romanzi in cui sento forte la voce dell'autore, di solito sono quelli dei quali mi rimane qualcosa. Qua dentro troverai molti spunti per nutrire la tua inclinazione ^_^