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Mikijack

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  1. Assolutamente @L'antipatico , chiaro. Quello che non sapevo, da inesperto, è il fatto che Amazon non assegnasse ISBN gratuito per la versione e-book. Lo davo per scontato. Cavolo, dal 22% al 4% non è così irrisoria come differenza, e pagare quasi 100 euro per avere il proprio ISBN.. beh.. veramente un balzello burocratico, come hai detto tu, per me assurdo. Però riguardo, ad esempio, alla tutela del proprio diritto d'autore potrebbe risultare uno strumento utile, oppure pensate che serva a poco in generale? Voi self-publishers l'avete acquistato?
  2. Ciao a tutti! Vorrei porre questo quesito ed ascoltare magari le vostre esperienze: se un autore sceglie la strada del self, secondo voi è importante acquistare personalmente il codice ISBN (e di solito non meno di due, in quanto il formato e-book e quello cartaceo devono avere due codici differenti) oppure è una spesa superflua (due codici sono 150 euro + iva) e conviene utilizzare quello fornito gratis dalla piattaforma? Anche se poi, per esempio nel caso di Amazon, se hai l'ISBN tuo ti detrae il 4% di iva, altrimenti ti detrae il 22%, per dirne una.. Voi come vi regolate? Grazie delle risposte
  3. @JPK Dike Già.. c'è sempre il rovescio della medaglia...
  4. @JPK Dike La riflessione sulla differenza tra mercato italiano e mercato di stampo anglosassone è stra-vera. A questo proposito, volevo chiedervi una cosa: sicuramente non sarò il primo ad averci pensato, ma.. e riscrivere il proprio libro in inglese prima di pubblicare su Amazon? Tradurselo, in pratica. Per motivi vari dovuti ad alcune vicende della mia vita, ho vissuto un periodo discretamente lungo all'estero e dunque ho potuto sviluppare una conoscenza della lingua piuttosto approfondita. Non a livello di un madrelingua, ma valida. Non sarei in grado di scrivere un romanzo in inglese, perché non sono in grado di pensare in inglese, per inventare devo pensare e scrivere in italiano. Ma potrei poi tradurre. Idea balzana?
  5. Capisco @L'antipatico , leggerò qualcosa su di lui, e anche su Carolin Bendel, che peraltro credo proprio non rappresenti l'unico caso simile su Amazon, sebbene ovviamente si tratti di situazioni eccezionali. Ma qui, veramente, si ritorna al discorso riguardante fattori che prescindono dalla nostra volontà e credo anche dalla bontà del proprio prodotto. E' evidente a tutti: se io metto in vendita il mio romanzo su Amazon, chi se lo compra se nessuno mi conosce? Ma nessuno conosceva neanche questa insegnante di liceo. E allora perché è successo a lei? Puro caso. Tu cosa ne pensi? Parliamo ovviamente di prodotti curati almeno a livello tecnico, costruiti se non altro con attenzione, cura dei dettagli, ripuliti di errori grammaticali. Voglio dire: ok, libri chiaramente impresentabili dalla prima pagina ovviamente li escludiamo. Ma, detto questo, ne restano milioni di altri, tutti che presentano un livello analogo. Perché uno di questi viene elevato dalla massa a discapito di tutti gli altri?
  6. Contratto con Rizzoli, anticipi che fanno stare tranquilli, nessuna necessità di un secondo lavoro. Wow!!!
  7. Inviato 4 dicembre 2016 · Segnala messaggio Salve a tutti, sperando di fare cosa gradita, vorrei condividere con voi un mio punto di vista e la mia esperienza personale su un aspetto poco considerato dell'autopubblicazione. Ne già avevo parlato in un'altra discussione ma un po' avanti nelle pagine, quindi credo sia passato perlopiù inosservato. Ci sono molti motivi buoni per scegliere l'autopubblicazione, ma generalmente questa viene vista come una via parallela e senza sbocchi alla pubblicazione tradizionale. In realtà si potrebbe anche considerare l'autopubblicazione come una scorciatoia per arrivare proprio alla pubblicazione tradizionale, ma saltando tutta la normale trafila dell'invio dei manoscritti e dell'attesa di una risposta. Un modo per farsi cercare, invece di cercare. Nel marzo 2015 ho autopubblicato il mio primo libro, *Editato dallo Staff*. Prima della pubblicazione avevo già rifiutato l'offerta di una CE di medie dimensioni (che mi aveva scoperto grazie alla mia pagina Facebook) perché le condizioni contrattuali non mi convincevano. Pur autopubblicato,*Editato dallo Staff* è andato molto bene e si è trovato per parecchi giorni nella top 100 di Amazon (categoria generale), e nei giorni seguenti al lancio o a qualche mia promozione sono arrivato anche nella top 10, cioè nella prima pagina del sito (non sono mai arrivato primo, ma per qualche ora sono stato secondo: maledetta Marie Kondo ). Quasi ogni mia apparizione nelle posizioni alte della classifica è stata seguita dalla chiamata di una CE. In un anno ho totalizzato 5-6 chiamate. Non posso fare nomi per questioni di privacy, ma vi prego di credermi: tranne in un caso si trattava solo di nomi di big. Alla fine ho "ceduto" con la Rizzoli. Due editor sono partiti da Milano per venire a parlare con me, abbiamo pranzato insieme e discusso, fatto proposte, eccetera. Io poi sono andato a trovarli a Milano al palazzo RCS (poco prima che si spostassero sotto la Mondadori). Ad agosto 2016 ho firmato con loro un contratto per la ripubblicazione di *Editato dallo Staff* e per la pubblicazione di un secondo romanzo, che sto scrivendo in questo periodo. Un contratto con percentuali oneste e con anticipi che mi permettono di stare tranquillo fino al giorno delle pubblicazioni. Per capirci: non navigo nell'oro, ma non ho bisogno di un altro lavoro per mantenermi. Gli stessi editor della Rizzoli, ma anche uno della Mondadori, mi hanno confermato che autopubblicarmi era la cosa migliore che potessi fare: sono loro a cercare gli esordienti, e li cercano nelle classifiche, nei forum, nei social. Appena qualcuno mette la testa fuori dal mucchio e si fa notare, c'è la possibilità che venga letto e magari contattato. Pensateci: scopo di una CE è vendere libri, giusto? Ci può essere una linea più o meno artistica dietro le scelte editoriali, ma rimane il fatto che un libro che non vende non è un buon affare. Allora cos'è meglio: scommettere su un esordiente senza conoscere, né poter prevedere, la risposta dei lettori, o scommettere su un esordiente che ha già dimostrato di essere in grado di vendere anche da solo? A parità di investimento, meglio scommettere sul rischio minore, non trovate? Quindi questo è il mio consiglio e la morale della storia: non cedete alla tentazione della strada più battuta solo perché così fan tutti (inviare manoscritti), o alle lusinghe della strada più facile, solo perché non avete pazienza (autopubblicarsi ma senza troppo impegno). Se il vostro lavoro vale davvero, siete i primi a doverci credere e a doverlo valorizzare. Se ci riuscite, le chiamate verranno. Buona pubblicazione a tutti.
  8. Non so se ricordate che all'inizio della discussione avevo parlato di un utente che afferma tranquillamente di vivere di scrittura e racconta la sua esperienza. Alla fine l'ho ritrovato. Ora lo posto
  9. Le mie motivazioni erano del tutto analoghe a quelle di @Valentina Capaldi . A dire a verita' ho gia' provato a pubblicare i primi 2 capitoli, come esperimento. Qui le si tentano un po' tutte....
  10. Ciao a tutti! Volevo chiedervi questo: quanti di voi utilizzano wattpad, sono registrati, leggono e/o pubblicano li'? E cosa ne pensate?
  11. Sono stato quasi tutto il giorno senza poter usare il telefono e ora sto cercando di mettermi in pari con tutte le risposte! Ragazzi quanta vitalita' in questo forum! In un senso o nell'altro, ma si avverte davvero la passione per le proprie idee e per i propri sogni!!
  12. Il mio sogno sarebbe quello, come credo per molti sul forum, di poter pianificare la mia intera quotidianita' sulla scrittura. In sostanza,di poter scrivere tutto il giorno, di poter studiare, di poter aggiornarmi, di andare ad incontrare persone che lavorano nel mio stesso ambiente e di ascoltare i loro consigli. Peccato che se lo facessi davvero poi alla sera avrei il frigo vuoto. Devo andare a lavorare per riempirlo, e va benissimo. Mica calcolavo le copie vendute per comprarmi la cabriolet e i vestiti di marca. Ma dai...
  13. @Andrea.Dee Ma quali soldi e soldi... forse mi sono spiegato proprio male io... Quando ho citato il lato economico ho parlato di spesa e bollette. Scrivere, come per quasi tutti qui, e' una passione viscerale, e da molti anni.. Quello che mi chiedo e' se si possa almeno - visto che oltre ad essere gratificante costa anche impegno e fatica - si possa almeno pensare di poter vivere una vita dignitosa tramite questo lavoro. Ma dignitosa,e nulla piu'! Scusa ma sentirmi dire che voglio scrivere "per fare i soldi" non riflette davvero il mio pensiero. Conduco uno stile di vita normalissimo, ma proprio medio medio,e mi ritengo gia' strafortunato ad arrivare a mese. Riesco ad arrivarci tramite un lavoro che non mi piace particolarmente. Se riuscissi a pagare le bollette ed andare a mangiare una pizza al trancio 1 volta al mese, come faccio ora, invece che con il mio attuale lavoro, con la scrittura, beh, sarebbe fantastico. Fare di una passione un lavoro. Che ho detto di male? Per cui, se la cosa non ti disturba troppo, penso che continuero' a scrivere e, molto probabilmente, a continuare il mio attuale lavoro.. Grazie dell'incoraggiamento
  14. In effetti stavo ricercando quella discussione.. l'avevo letta di fretta e ora mi era venuta la curiosita' di riguardarla. Ah, mi accorgo ora di aver scritto case "esitrici" nel titolo..che dire..un buon esordio nel forum!
  15. @heightbox a dire la verita' io la penso esattamente come te. La triste realta' e' esattamente quella da te descritta, secondo me. Pero', ad esempio quando dici che ci sono parecchi pubblicati qui nel forum ma nessuno che vive di scrittura, io, che sono registrato su wd da 3 giorni e ho leggiucchiato di qua e di la' ma ancora non conosco bene il sito, ho gia' letto qualcosa di diverso. Ieri un utente raccontava la sua storia dicendo di aver pubblicato con Rizzoli,non da esordiente mi pare ma senza un successo alle spalle, e che ha firmato un contratto,poi sono venuti 2 editor da lui,hanno lavorato insieme,ha pubblicato e ora, testuali parole "non navigo nell'oro ma non ho bisogno di un altro lavoro per vivere". Anticipi,etc.. Solo che non riesco a ritrovare la discussione. Pero' mi ha colpito..