Banner_Sondaggio.jpg

Sarinsaretta

Scrittore
  • Numero contenuti

    35
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

40 Piacevole

Su Sarinsaretta

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Treviso
  • Interessi
    Scrivo Racconti Horror a sfondo erotico.

    Presentandomi ho sbagliato a scrivere, non ho 18 anni ma 28.

    Mi chiamo Sara, soprannominata Saretta.
    Sono alta 1.77

Visite recenti

157 visite nel profilo
  1. Pensandi di rimanere OT, dico solo che @CapponiEditore ha fatto le sue valutazioni come editore ed ovviamente ha speso tempo e denaro investendo su @Monica Maratta e i risultati sono quelli sopra riportati. Non è facile il mestiere dell'editore, e non può certo fare affidamento sulla fortuna. Anche perché per lo scrittore puó essere un passatempo, ma per l'editore no. Quindi, ben vengano editori che richiedono anche un supporto promozionale, almeno è indice di volersi differenziare. Il mio avatar è splendido
  2. Molto semplice. Per entusiasmare Capponi basta inviargli un testo così come ha fatto @Monica Maratta Il vero problema è che dopo un anno lo stesso testo ha generato (lo ribadisco): 250 euro per la casa editrice. 22 euro per l'autrice. E su questi numeri (non opinabili) che si dovrebbe ragionare. Mi pubblica o non mi pubblica...microeditore o mondadori...free o a pagamento...fantasy o poesia...sono aspetti che dopo questi numeri diventano del tutto secondari.
  3. @Le Mezzelane Casa Ed che uscita infelice. Dissento. Il 99% degli scrittori aspira esclusivamente ad essere pubblicati (non importa da chi) per il solo fine di (presumere) di avercela fatta (poco importa poi se si sono venduta 50 copie) e quindi invia il proprio manoscritto a qualsiasi casa editrice senza neanche sapere quanto e cosa queste case editrici possano pubblicare. Quindi non parlerei ne di stima ne di fiducia.
  4. No, @Andrea.Dee sono razionale. In questa discussione, nel mio ultimo intervento ho spiegato, con i numeri, cosa vuol dire essere scrittori oggi.
  5. Complimenti a @La Ruota Edizioni per la dedizione e l'amore (non mi sembra di esagerare) con cui fa il proprio lavoro. Che differenza c'è fra la piattaforma Directbook e Fastbook?
  6. Qualche dato: @Monica Maratta 150 copie vendute = 15 euro x 150 = 2.250 euro. 2.250 euro meno i costi di editing, impaginazione, produzione, distribuzione e promozione (pari a 1.750 euro) danno 500 euro. After tax 250 euro. Il 5% (ovvero quello che ti spetta) è pari a 112 euro. 112 euro meno le copie che spontaneamente (e giustamente) hai acquistato tu (supponiamo 6) da 22 euro. Quindi, una brava (e mi sembra che lo sia!) autrice esordiente pubblicata da una seria (e mi sembra che lo sia!) casa editrice free, dopo un anno genera un ipotetico guadagno di: 250 euro per la casa editrice. 22 euro per l'autrice. Ecco, questi sono i dati che dovrebbero far riflettere tutti gli autori che si lamentano perché non vengono considerati...i critici letterari...le case editrici e soprattutto gli operatori del settore.
  7. Scusate, letto dopo.
  8. @Francesco5 ...ah no! Se ti è stato chiesto espressamente dall'editore il discorso cambia totalmente. Anzi, se prima ti dice di si e in seguito, dopo tutto quello che ti sei offerto di fare, ti dice di no c'è qualcosa che non va. In questo caso, piena solidarietà. E scusami.
  9. @Francesco5 sperando di non urtare la tua sensibilità, provo ad esprimere il mio pensiero. Una casa editrice è un azienda esattamente come lo è un panificio od una falegnameria. Noi, gli scrittori, siamo i suoi prodotti. Ebbene, sono loro che devono decidere insindacabilmente chi scegliere e chi no e sono solo loro che devono conoscerne i motivi. Non possiamo certo essere noi a decidere per loro. Ti dirò di più, dopo aver letto quello che tu hai proposto alla casa editrice (incontri, letture, articoli di giornale ecc.ecc) io non ti avrei mai messo sotto contratto. Troppo ingombrante, troppe cose, il tuo ruolo sarebbe poco definito e troppo esagerato. Tu sei uno scrittore e devi scrivere, loro sono una casa editrice e devono fare...la casa editrice. Se uno si sostituisce all'altro c'è qualcosa che non va. Poi magari mi sbaglio.
  10. @Francesco5 io non metto in dubbio che @CapponiEditore sia un imprenditore con le idee chiare. Che poi sappia scrivere bene è meno rilevante.
  11. Mi sembra un discorso molto chiaro. Soprattutto le ultime tre righe.
  12. Ebbene, secondo me si può definire realisticamente scrittore vero solo chi pubblica e vende almeno 20.000 copie. All'anno. Prezzo medio libro: 12 euro. Percentuale su ogni copia: 10% Totale: 24.000 euro. Totale after tax: 16.000 euro/anno. Sentirsi uno scrittore invece è tutto un altro paio di maniche.
  13. Si @heightbox è vero, ma penso che l'autrice non abbia problemi a dirci il numero di copie vendute. Essere pubblicati è importante, certo ma il numero di copie vendute è fondamentale per capire come lavora una casa editrice. Mi sembra una cosa fondamentale di cui però nessuno parla.
  14. Buonasera @Claudia Vall mi permetto di farle sapere che si capisce benissimo che il servizio a pagamento che offrite (del tutto legittimo) è un opzione in più. L'aspirante scrittore che confonde o non capisce questa cosa non è un buon lettore. E, per esperienza, non sarà un grande scrittore. Quindi, non c'è nulla di male ad essere presenti nella lista doppio binario. Anzi, ritengo che in questo modo chi vi contatta lo fa con cognizione di causa e non tanto per.
  15. Buonasera @Monica Maratta a distanza di un anno, è possibile sapere quante copie sono state vendute del tuo libro? Grazie.