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patti turetta

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  1. Il dentista Tremarella per colpa di un cognome divertente non conquista mai un paziente per non morire di fame uno stratagemma deve trovare. Facile più facile di quel che sembra con un po' di astuzia la soluzione si presenta. Si procura una macchina fotografica. Che soddisfazione sarà offrire una foto per una otturazione. Va Tremarella a cercare un ippopotamo. Il pachiderma africano le zanne sbandiera. Va Tremarella a cercare un coccodrillo. Il rettile squamoso la coda gli schiocca. Va Tremarella a cercare una lepre. La timida lanosa venti palline di cacca gli mostra. Va Tremarella a cercare un riccio. Il girovago notturno con gli aculei lo minaccia. Va Tremarella a cercare un facocero. Lo sgraziato suino gli da una imbeccata: -Se una foto di gruppo scatterai i nostri denti curare potrai- Tremarella raduna tutti gli animali in spiaggia, li mette in posa ma, abituati a primeggiare, gli animali si accapigliano tra di loro. Il riccio punge la lepre, la lepre si scortica sulle squame del coccodrillo. Il coccodrillo trimbula nelle orecchie dell'ippopotamo. L'ippopotamo investe il tricheco che barcolla sul facocero. Click click click....quanti bei dentoni che volano, sbattono e si scheggiano. Quanto lavoro per lui, ma la gioia finisce in fretta perché in macchina la pellicola non l’ha messa . uella notte, Tremarella fa sonni agitati. Toc toc... Chi è? Sono del riccio i seimila aculei Toc toc... Chi è? Sono della lepre i ventotto denti Toc toc... Chi è? Sono del coccodrillo i sessanta denti Toc toc... Chi è? Sono dell'ippopotamo i trentotto denti Toc toc... Chi è? Sono del facocero le due lunghe zanne. Tremarella si eclissa nell'armadio, tira a se una anta, ma una enorme, minacciosa dentiera appare nella stanza. Zaz Zac i sessanta denti del coccodrillo puntano al suo naso come alle chiappe. Si risveglia in preda al panico -E adesso cosa faccio? -si domanda. Fa su i ferri del mestiere, esce in strada. In un bazar si procura rasoio e forbici, si fa i capelli a zig zag e la barba a pois. Poi, a gambe levate lontano se ne va verso un'altra altra nazione, dove praticare la sua amata professione. 2 Tremarella approda in una città dalle luci senza fine dove barbe lunghe e folte si ammirano in fascinose vetrine. Facile più facile di quel che sembra con un po' di astuzia la soluzione si presenta. Forbici e rasoio li ha. Che soddisfazione sarà offrire una sbarbata per una otturazione. Prende in affitto un bugigattolo e lo trasforma in barberia. Appende una asta con un pomo e ci avvolge una spirale bianca e blu ma, nuovo del mestiere, non sa che … la barba del faraone d'Egitto è finta. I codardi di Sparta la portano da una sola parte. Gli imperatori colti di Roma la esibiscono con vanto. I beduini del deserto la radono appena sotto il mento. Quanti guai da rimediare se un mestiere non sai fare! Lo prendono di mira i falcetti dei faraoni, le lance dei codardi Spartani, le spade gladio degli imperatori, le sciabole ricurve dei beduini. -E adesso cosa faccio?-, si domanda. Fa su i ferri del mestiere, esce in strada. Entra di soppiatto in libreria, tra tomi e volumetti, si camuffa in un giovane maestro. Poi, a gambe levate lontano se ne va, verso un'altra altra nazione, dove praticare la sua una amata professione. 3 Tremarella approda in un villaggio con i monti che fan da cornice. Nel giardino di una scuola ci sono tanti fiori. Facile più facile di quel che sembra con un po' di astuzia la soluzione si presenta. Libri e matite li ha. Che soddisfazione sarà offrire lezioni in cambio di otturazioni. Bussa al cancello, ma il luogo è silenzioso. Nessun disegno è appeso ai muri, solo ricordi colorati di sogni che riempiono tristi volti dai sorrisi molli. Gli ospiti non sono bambini, ma signori gentili con vecchie dentiere. -Ne vogliamo delle nuove,- reclamano. -Prima ci sono io!- -No, c’ero prima io!- -Tocca a me, a me, fatevi da parte!- L’impazienza provoca una gran confusione. Le sedie si ribaltano, e le stampelle contro le finestre si scagliano. -E adesso cosa faccio?-, si domanda Tremarella. In tutta fretta fa su i ferri del mestiere. Esce in strada, ma i negozi sono chiusi. A gambe levate lontano se ne va a cercare un'altra altra nazione, dove praticare la sua una amata professione. 4 Manca ormai poco a Natale, il dentista Tremarella, dopo tanto camminare, si accovaccia sotto un albero. La neve spezza le fronde più deboli. Difficile più difficile di quel che sembra la soluzione si presenta. Per colpa di un cognome divertente si rassegna a non avere mai un paziente. Quale afflizione prova il suo cuore. Tutti quei bambini che non mangeranno più caramelle. Tutti quei ricci, ippopotami e lepri, coccodrilli e facoceri che masticare bene non potranno. Tutti quei faraoni, codardi, imperatori e beduini che senza il suo aiuto a un bel sorriso rinunceranno. Poi…arriva una giovane rana con un buffo cappotto di lana. -Qualsiasi problema tu abbia guarda me e la tristezza ti passa.- In effetti, la rana nel cappotto di lana appare alquanto sgraziata -Che ti succede, amico?-, chiede Buffarana. Tremarella gli racconta dei suoi guai. -Bazzecole! Se il tuo problema è un cognome divertente basta che ci abbini un aggettivo convincente.- Buffarana conduce Tremarella alla corte del Regno Bianco dove da mesi aleggia uno fitto silenzio. Il Re del Regno bianco si è chiuso nella torre del maniero e per via di una guancia gonfia e sofferente,ha dato l’ordine di interrompere ogni attività. Nessuno deve muovere un dito fino a quando non sarà guarito. Buffarana e Tremarella bussano alla porta della stanza del Re. -Toc toc... Chi è?- -Sono del regno il portafortuna, maestà-, risponde Buffarana. -Vattene subito- tuona il Re. -Ho con me il dentista Superiore, maestà. Deve incontralo.- -Un cavadenti? Ma per carità!- -Non si tratta di un cavadenti maestà, ma di un curadenti, ed è : S U P E R I O R E. Dopo dieci mandate la porta si spalanca e, finalmente, Tremarella viene invitato a fare quello che davvero bene dice di saper fare. Guarito dal mal di denti il Re è felice e la normalità nel Regno Bianco torna a regnare. Tutti, dalla corte del castello fino alla valle, dalle montagne alle città, dalle paludi alle savane, parlano del dentista SUPERIORE. Per incontrarlo si allineano in una lunghe file indiane. Così Tremarella, che, per colpa di un cognome divertente, non conquistava mai un paziente ora sa che facile più facile di quel che sembra, con un piccolo stratagemma, se fatto a fin di bene, la soluzione ad ogni problema sempre si presenta. Ma la fila diventa ogni giorno più lunga e a lui scoppia il mal testa. -Buffarana, se ti ricamo un camice, che ne dici di farmi da assistente?- Buffarana non ci pensa proprio, preferisce di gran lunga tenersi il suo cappotto e tutto il giorno fare niente. FINE Patti Turetta