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Jaquiline

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  • Compleanno 07/08/1997

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  • Genere
    Donna
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    Italia
  • Interessi
    lettura, poesia, racconti, romanzi, scrittura, musica, psicologia, filosofia, cucina, università, sognare, fare progetti, pensare, meditare, riflettere alle domande esistenziali...

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  1. @queffe ammetto infatti che dopo aver letto quel libro (disponibile anche in versione Kindle gratuita) non sono stata in grado di leggerne altri. Non riuscivo! Infatti il libro successivo lo lessi qualche mese dopo.
  2. @MarcoPioggia é una buonissima cosa avere interessi; non ti annoi mai!
  3. @MarcoPioggia ti ringrazio per il benvenuto e sii lo so di avere molti interessi, anche se ne mancherebbe ancora uno, ma l'avevo omesso perchè tanto non c'entrava nulla con questo sito e sarebbe il fatto che canto lirico.
  4. Sin embargo gracias por el benvenido!
  5. @ElleryQ comunque non lo sono diventata, anzi sto per iniziare il mio cammino tra pochi giorni. Non vedo l'ora di inoltrarmi nello studio di psicologia e poterci inserire anche la letteratura. Grazie per il benvenuto!
  6. @don Durito El idioma en lo que escribes me aparece como una mezcla entre Español y Portugues o puedo ser yo que no lo se bastante bien.
  7. C’era una volta, prima ancora che alcun essere vivente ebbe origine, un tempo in cui Vita e Morte si amavano follemente, dato che essendo totalmente diversi come lo yin e lo yang si completavano a vicenda. In seguito arrivó un giorno in cui dal loro immenso amore nacquero degli essere umani. Vita era la madre di tutti ed essendo molto premurosa illudeva tutti gli umani, pur di non vederli soffrire per cose che accadevano nella realtá, di cui era di competenza di suo padre: Destino. Ragion per cui lei diede ai suoi figli la capacitá di immaginare e sognare. Tutti erano felici e Vita continuava a dare luce ad altri esseri umani finché il mondo divenne sovrafollato e si rischiava di uccidere tutto quello che vi era nella Terra. Morte capí la gravitá del problema, cosí mentre la moglie dormiva egli scese in terra e uccise un umano. Il dí seguente a causa del lutto furono tutti afflitti, tanto che alcuni morirono di crepacuore. Vita assieme a tutti gli essere viventi si arrabbió moltissimo con Morte tanto che tutti, compresa lei, lo iniziarono ad odiare. Quando il pianeta Terra concluse la sua evoluzione e tutto finì, Vita tornò da Morte e gli chiese: “Perchè quella volta avevi ucciso?” e lui, dopo aver preso un gran sospiro le rispose:” Perchè ti amo e non volevo farti soffrire!” Lei mezza seccata e certa che la sua risposta avrebbe vinto e che quella sua di Morte fosse solo una scusa patetica per farle brillare gli occhi da perfetta innamorata gli disse:” Ma alla fine hai preferito farmi deprimere, altro che rattristare!” Morte in quel momento capì che lei non aveva inteso la gravità del problema quella volta, quindi le prese le mani dolcemente e le rispose sempre con gentilezza e con voce soffice: ” La Terra era sovrapopolata e se continuavi a mettere al mondo persone sarebbe accaduta una catastrofe!” e lei subito di rigetto:” Beh catastrofe, su dai non farne una tragedia!” e lui:” Beh se tu non consideri tragedia il fatto che un’intera popolazione mondiale poteva morire tutto ad un tratto…” Lei realizzò solo in quel momento la gravità del problema così balbuziente e in lacrime si avvicino a lui e si scusò dicendo:” Adesso ho capito! Scusami amore, davvero scusa!” e lui:” un evento così ti avrebbe distrutta in maniera troppo brusca e non era quello il momento, di certo non durante la giovinezza del pianeta. Finalmente lo hai capito!” “inoltre tutti dovrebbero aver il diritto di vivere e godere della tua bellezza e luminosità che rifletti tutti i giorni per loro sulla Terra no? Quella era l’unica soluzione! L’unica! Ti amo ancora molto tesoro. Adesso ti prego stammi accanto, questo vuoto e questa immensa solutudine spaventa molto anche me.” Lei gli andò vicino e lo stinsse forte e lui perse tutto il vigore e la freddezza che fa parte di ogni uomo, e si perse in un immenso pianto. Le lacrime che aveva reciso dentro di se per tutto quel tempo erano molte e pian pianino stavano cancellando tutto, anche loro stessi; perchè ormai era tutto finito: la terra era spoglia non vi erano più i mari, ne le praterie, ne le case, ne gli animali ne le persone. Il pianeta aveva terminato il suo percorso e pure Vita, Morte e Destino.
  8. C’era una volta una principessa che durante un ballo in maschera si invaghì di un baldo giovane ed intelligente principe. Molti erano i sovrani che lo chiamavano a corte per ricevere delle lezioni private da lui. Egli conosceva dalla matematica, all’astronomia, dalla storia alla letteratura e sapeva parlare perfettamente già cinque lingue. Era anche molto ambito da molte altre principesse. Lui però quella sera scelse lei e i due, durante vari incontri e conversazioni si conobbero sempre meglio. Lui scoprì che seppur lei avesse dei difetti come le mani molto piccole e un occhio cieco, era molto profonda ed empatica. Aspirava ed emanava emozioni e lui non aveva mai conosciuto nessuno di simile a lei. Così si fecero svariate promesse molto allettanti ed assieme iniziarono a programmare ed organizzare la loro vita futura. Un giorno però il principe mise la principessa in un bivio e le chiese di scegliere se scappare con lui, oppure rimanere con la sua famiglia ed attendere che arrivasse un altro pretendente a sposarla e prendersi le responsabilità della famiglia. Lei era indecisa, ma dato l’amore folle che aveva nei suoi confronti e il fatto che lui aveva la smania del viaggiare, alla fine scelse di scappare con lui. Così presero un calasse e a guidarlo vi misero a destra il giovane cavallo della principessa, e a sinistra quello vecchio del principe e partirono. Durante il viaggio parlarono molto di argomenti a cui serviva sia l’intelligenza che la sensibilità e la profondità, degli argomenti che la gente avrebbe ritenuto ambigui e troppo strani, ma a loro piaceva! Sapevano che non esisteva nessun’altro al mondo eccetto loro due con cui potevano parlarne. Però ad un certo punto, il giovane principe si buttò giù dal calesse, dato che sugli argini della strada aveva visto una ragazza ancora più bella. La principessa si ritrovò tutto ad un tratto a dover prendere in mano anche le redini del vecchio cavallo del principe, almeno fino a quando non sarebbe morto anche lui. Quando arrivò a destinazione, vide che in realtà il principe la voleva portare in un capanno in rovina, al cui interno vi era già pronto un letto. Osservò il suo corpo, e capì che al principe non gli era mai importata la sua essenza, ma sempre e solo la sua apparenza e lei a differenza di molte altri fanciulle, possedeva un busto abbastanza sporgente. Capito l’arcano, lei risalì al calesse e riprese in mano le briglie. Non are amareggiata e nemmeno triste. Con questa esperienza capì molte cose come per esempio che l’essere intelligenti non significa per forza essere profondi ed aperti mentalmente. In seguito ritorno a casa a testa alta, dato che lei non era colpevole ne di infedeltà, ne di menzogna, alla fin fine lei fu sempre rimasta fedele al suo cuore e ai suoi valori. Infatti quando arrivò a palazzo e raccontò la sua esperienza, la stimava che la gente aveva nei suoi confronti aumentò. E lei visse felice e contenta
  9. C’era una volta in un freddissimo inverno un lupo e una lepre. La lepre che col freddo si era ammalata, era rimasta dentro la sua tana già da prima di quel gelo. Tutti gli animali della foresta accorrevano tutti i giorni da lei e le avevano portato di tutto nella speranza che ella guarisse… ma nulla; ogni giorno la povera lepre stava sempre peggio. L’unico animale che sapeva di possedere la medicina che l’avrebbe potuta curare era il lupo solitario della foresta. Però nessun animale osava avvicinarsi a lui per paura di essere mangiato vivo e infatti fu per questo che non gli permisero di aiutare la lepre ammalata: temevano che le avrebbe dato un veleno per ucciderla. Così il lupo, che sempre vedeva questi animali entrare, si sentì sempre più incolpa per la situazione precaria della povera bestiola. Alla morte delle lepre, egli non poté nemmeno andare al funerale sempre per lo stesso timore. Alla fine nello sconforto più totale e dai sensi di colpa che gli laceravano il cuore lo stomaco e il fegato, egli decise di lasciarsi congelare dal freddo e raggiungere la lepre là dove non vi era alcun pregiudizio.
  10. Un tempo esisteva una vetrata in cui al suo interno erano intrappolate delle persone che possedevano un fisico, un’anima e una intelligenza eccezionale e al contempo la peggiore la più orribile e più sciocca di tutte. Molta gente ogni giorno vi passava davanti e c’era chi vedeva riflessa una donna e chi un uomo il cui sesso non sempre corrispondeva alla persona che stava guardando. La gente all’interno della vetrata comunicava tra di loro, ma mai la persona imprigionata che il soggetto guardava, era più brutta di quella con cui parlava, anzi era molto più bella e talentuosa rispetto alle altre! All’interno della vetrata dentro i pensieri delle persone intrappolate avvenivano situazioni in cui vi erano baci proibiti e cose irrealizzabili all’esterno della vetrata. Ad ogni modo le persone imprigionate non erano egoiste e tra di loro si vedevano tutte uguali, come un riflesso; tanto che è indescrivibile riportare a parole quel che vedevano. Loro erano immortali e nulla di ciò che facevano potevano condurle alla morte. La gente all’esterno invece non sempre badava a quel che facevano le persone intrappolate ma quando le osservava provavano invidia verso di loro perchè erano migliori, ma a prescindere da ciò nessuno l’avrebbe mai ammesso; infatti le persone usavano la stessa ipocrisia che usavano tra di loro anche con le persone intrappolate. Proprio per questo motivo la gente all’esterno era mortale. Il destino avendo la giustizia suprema sapeva che una vita immersa di sentimenti ed emozioni negative non era degna di essere vissuta in eterno.
  11. Charlotte was a woman who while taking part to a reconciliation party with all her city friends which she met in high school, at a certain point, looking out of the window left ajar she saw a flower whose perfume was lulling her thoughts where for an instance she was neither there listening to the conversation, nor thinking to something else. That perfume inhibited her mind making her understand that her origins were modest, yet more joyful compared to the contest where she was now; more snobbish and unsatisfying. Nevertheless now she is there. She finally arrived where she always wanted to be even though that demanded strain, sweat and tears. Since she was a child she always wished to make carrier and become economically richer and now that all her dreams had become true she was about to reconsider all the choices that she have made in life. Knowing that her parents were still working at the farm while she was there drinking champagne and living in luxury made her feel ashamed. However what gripped her more was that she could not talk about her past with those people so what she did all night was nodding her head. Once she finally got home meanwhile she was undressing her-self and putting away her fancy dress, from her wardrobe felt a box which contained old photos portraying her with her grandfather. He was a man who always gave her all the love that she needed especially in her dark moments where her existential questions came afloat as lotus on a pond during the day. She also remembered with nostalgia her happy day when she and her grandfather passed their evenings picking flowers from the field and looking for the hen new nest where probably there were also eggs. Although this, that box had not been opened from ages because the only thing she wanted was to forget. She couldn’t deal with the fact that once she had that accident which for many years destroyed her reputation. Her head broke in many pieces when she was just three years old and this bought her to be physically inappropriate for society standards of beauty. Just eventually after the death of her beloved grandfather her family finally had the money for paying medical and school rent. She wanted to forget her past forever. Making that old and waste away Charlotte Doom die and rewinding till the start for beginning a new life with a new person; the new Charlotte. However while looking to those photos she remember something that before of then was forgotten which were the words that her grandfather told her before of dying: “My sweet little granddaughter always once I’m gone please promise me to always remember what I’m about to tell you. Our family have always lived as a calycanthus: during our toughest times we knew how to survive and how to be eventually remember. Even you who now seem to be so frail and weak, you will see how things in the future will change and you will become who everyone now don’t expect you to become. Don’t worry, you’ll make it right.” “Yes he was right” was thinking Charlotte a bit amazed of that strange memory which seemed distorted. Yet another memory of her grandfather came to her mind and that was when he told her to don’t worry about the other family members once she will achieve her dreams and will become richer, because everyone in the past have had the chance to change and it had been their choice if to try or not to fulfill their dream. Each one of us is the leader of their own life. Charlotte was crying. How could she have forgotten that promise that inside of it had also many advises? In the end she went to bed tired yet reliesed of having made peace with her past and from now on she will never forget of who she was and the difficulties that had to live for reaching her present.
  12. Benvenuto @Celsius Pure a me piace molto scrivere poesie e brevi racconti, spesso con una morale alle spalle. Ti consiglio una cosa, per le storie basati sulle esperienze fatte in un determinato giorno o settimana; quello che la vita ha insegnato, oppure lasciati trasportare dall'ispirazione o, cosa che io reputo fondamentale, trova qualcuno di profondo con cui avere discorsi seri, anche quelli ispirano molto. Se passi sul mio account, ho lasciato il link del blog, magari ti dare un po' di spunti.
  13. Buongiorno a tutti, sono una ragazza di 20 anni con la smodata passione di scrivere tanto che quando trovai questo sito non esitai ad iscrivermi e quindi...eccomi qua. Sono molto curiosa e conosco molto bene la letteratura italiana, inglese, tedesca e spagnola dato che ho frequentato un liceo linguistico. Aspiro a molte cose nella vita, tra cui il divenire un giorno una psicoterapeuta. Sono una persona molto profonda e questo è il sito adatto a me a quanto pare.
  14. @JPK Dike mettiamo in chiaro che a me scrivere piace un casino e ho scritto prima e in un certo senso anche dopo aver incontrato questo ragazzo, anche se devo ammettere che la qualità di quello che scrivevo, a parer mio, era migliore quando c'era anche lui. Poi va beh che io ora scrivo solo tramite l'ispirazione e generalmente scrivo poesie o brevi racconti, all'inizio invece era una valvola di sfogo dove annotavo in un quadernino la mia giornata. La musa ispiratrice si può dire che è una ispirazione continua infatti da quello che discutevamo, trovavo sempre temi da affrontare nei miei scritti.
  15. Anche colui che scrisse "Il giovane Holden" ovvero J.D. Salinger, dopo la pubblicazione di quel romanzo non scrisse più nulla se non qualche altro articolo per il giornale. Ebbene non so se lo sai, ma la lettura del suo romanzo era stata bandita dalle scuole perchè lo stato e il corpo docenti la ritenne nociva data la grande ribellione di Holden. A volte anche la male interpretazione di un romanzo può in certo senso bloccare uno scrittore dal proseguire a pubblicare altri romanzi. La ribellione e la fuga di Holden infatti non avvenne certo per andare contro un'istituzione oppure la sua stessa famiglia, ma era semplicemente una solitudine ben voluta dal protagonista, nella quale Holden rifletté su cosa comportasse diventare adulti e sulle esperienze che ancora non aveva vissuto. In questo caso non c'entra il pubblico, perchè in realtà questo libro ha sempre avuto buoni riscontri sui lettori, ma come detto prima, non venne ben interpretato dallo stato che infatti preferì abolirlo e ovviamente molte critiche, polemiche, e se non sbaglio anche denunce, caderò anche verso l'autore