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travirgolette

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  1. @GiD grazie della spiegazione!
  2. Ciao@GiD, il problema che tu hai sottolineato in effetti me l'avevano fatto già notare. Mentre scrivevo non ci ho dato peso, ma a quanto pare si percepisce proprio come un "pezzo mancante", farò più attenzione la prossima volta! Per il racconto in sé diciamo che sono agli inizi, sto sperimentando, imparerò pian piano a stare meno sul generico e a caratterizzare meglio personaggi e situazioni. Mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulle immagini abusate nel genere rosa che hai ritrovato anche qui, se ti va di spiegarmi (non so perché ma questa cosa mi fa molto ridere ). Grazie mille per il tuo commento!
  3. Ciao@NayaN , grazie mille per il tuo commento! Penso tu abbia ragione, forse è più un frammento che un racconto (sono agli inizi quindi mi fa piacere che mi vengano dati pareri in proposito). La prossima volta che mi metto a scrivere ci penserò, grazie!
  4. @Ospite accetto il tuo consiglio! Mi spiace non averti "catturato", mi rifarò alla prossima!
  5. commento Elena guardava davanti a sé e non vedeva nulla. Il suo corpo era abbandonato sulla sedia, le braccia appese ai lati senza alcuna oscillazione, come morte. Il cuore, forse quello batteva ancora. La sua testa era una sfilata di fotogrammi; ogni momento importante degli ultimi tre anni sembrava voler emergere in un unico, violento, vortice mentale. Guardava ma non provava niente. Osservava la vita che aveva vissuto e la confondeva col futuro, un futuro che l’anello al dito le aveva in qualche modo promesso. L’aria era soffocante ed improvvisamente s’era fatta nebbiosa. Il fumo era in casa o nella testa? Il suo volto era truccato, la linea scura sugli occhi era stata tratteggiata con attenzione, le labbra erano semichiuse, bloccate a metà tra il respiro e l’asfissia. Come per paradosso, il pallore era l’unico cenno di vita che la ragazza mostrava. Gli occhi erano fissi, le pupille dilatate, non si percepivano neppure i moti del respiro sul petto. Tutto sembrava fermo, dentro di lei e attorno a lei. La sua vita aveva appena subìto un arresto. C’era stata una chiamata, il cellulare l’era scivolato dalle mani, poi si era accasciata sulla sedia e nulla più. Solo dopo il caos: urla, schiaffi, il corpo di Elena come arreso sul pavimento. Poi le scale di corsa, qualche suono confuso, l'aria fresca sul volto. Sentiva la testa leggera, i ricordi era ancora offuscati, chissà se ci si sente così quando si muore, si chiedeva. La vista andava e veniva. Un uomo dai capelli scuri e dallo sguardo accigliato apriva la bocca, la fissava, poi muoveva ancora le labbra e lei non vedeva che vaghi lineamenti umani. Chi era quell’ uomo? Dove si trovava? La sua mente pian piano cominciava a riprendere coscienza. Dopo qualche secondo anche i primi suoni riaffioravano dal silenzio. «Signora Perotti? Elena? Mi sente?» Era chino su di lei. Un lievissimo gemito le usciva dalla bocca mentre provava a ruotare la testa. «Signora, non si muova, dobbiamo assicurarci che lei stia bene» continuò lui. Elena aveva rinunciato ad alzarsi, il corpo comunque sembrava non risponderle. L’uomo ora guardava di fronte a sé. «Passami il fonendo». Elena chiudeva gli occhi e li riapriva come per acquistare consapevolezza. Cos’era accaduto? Perché non ricordava nulla? In lontananza un suono ripetitivo attirava la sua attenzione. Muoveva appena il capo verso destra, ma la luce era accecante, provava a strizzare gli occhi per mettere a fuoco ciò che aveva vicino. Era una donna. Una donna dai capelli rossi che si teneva la faccia tra le mani ed un uomo era accanto a lei, in piedi, le sorrideva in modo dolce. I suoi lamenti cominciavano a farsi più insistenti. Poi ecco un ricordo, come un flash. La donna era sua madre. Era sua madre e stava piangendo. Elena provava a parlare, voleva dirle che stava bene, che non era morta. Cercava di fare forza sui gomiti per sedersi, ma qualcuno la tratteneva. L’uomo che poco prima aveva chiesto il fonendo era tornato, era assieme ad una donna in camice bianco e le coprivano la visuale. Il camice bianco parlava: «Signora, stia tranquilla. Ora rileviamo i suoi parametri, sa dirci che giorno è oggi?». Elena non ricordava che giorno era. «Oggi è venerdì 27 settembre, se lo ricorda?» continuava. Elena guardava verso l'alto e ricordava improvvisamente tutto: venerdì, l’appuntamento con Sandro, la chiamata, l’incidente. Sandro era morto, il suo Sandro era morto. E lei no. Elena sentiva il cuore accelerare. Un improvviso beep meccanico indicava che qualcosa dentro di lei si stava guastando. Le lacrime scendevano veloci, una dopo l’altra, quasi roventi sulla pelle, sentiva il respiro bloccarsi, la nebbia tornare… Venerdì. Venerdì, Sandro. Venerdì, Sandro, incidente. Incidente. Sandro. Quando intorno si faceva scuro Elena chiudeva gli occhi; le voci si allontanavano di nuovo, poi pensava a Sandro e tutto di colpo smetteva di fare male.
  6. Ciao @Celsius, benvenuto! Spero di ricevere i tuoi più sinceri ringraziamenti, un giorno, per averti introdotto in questo mondo di sognatori. Per ora sappi soltanto che una tipa ha commentato la tua poesia pensando fossi donna; io lo vivrei assolutamente come un complimento, ma vedi tu. Ciao ciao. P.s. Cercherò di evitare gli insulti, i ban mi fanno paura.
  7. @Claudia87 beh stai tranquilla, per essere all'inizio sei molto brava! Forse era sfuggito qualcosa a me comunque, non è affatto detto che sia stata tu a spiegarti male! Però non parliamo però di incapacità di sintesi per favore, essere prolissa è la mia specialità!
  8. Secondo me dovresti cambiare qualcosa, la frase nel complesso suona un pelino artificiosa, già togliendo sue suona meglio questa invece mi piace molto. anche questa mi è piaciuta, mi ha divertito. mi piace come l'hai scritto e mi sembra una gran verità, però... ... avrei tolto quest'ultima parte, non rende molto l'idea secondo me. Non ho capito bene il background di Nessuno. E' vero che è un racconto breve, ma avrei apprezzato un piccolo approfondimento sulla sua storia. A fine lettura mi sono chiesta: cosa l'ha portato lì? è un uomo davvero sereno? perché ci tiene tanto a dare insegnamenti di vita a Carlotta? Nel complesso la storia mi è piaciuta molto, brava!
  9. Ciao @Emanu, piacere di conoscerti! Conosco un sacco di psicologi/studenti di psicologia/laureandi in psicologia con la passione per il fantasy. Chissà perché
  10. Ciao @Nosaj, benvenuto! Hai citato due autori che mi piacciono molto quindi sono certa che andremo d'accordo. Qualcuno disse una volta disse: "Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri", ne convieni? A risentirci!
  11. Ciao@chilasher, benvenuto. Mi piacciono le persone piene di idee (è sempre un bene, credimi). Cosa leggi? Sono curiosa.
  12. Ciao @Chiara S. benvenuta!
  13. Ciao @GiuliaM sento che andremo d'accordo: abbiamo in comune il nome, l'odio per le presentazioni e l'amore per il punto e virgola. No, la vostra non è una relazione esclusiva, mi dispiace.
  14. Benvenuta @PerseoeAndromeda !
  15. Buongiorno gente! Mi chiamo "Giulia" (tra virgolette ovviamente) e presentarmi è una delle cose che mi piace di meno fare. Ho scritto un racconto in officina prima di venire a dire idiozie qui e sono stata richiamata dallo staff (giustamente), quindi ora sono in cima alla loro black list. Se non dovessi farmi più viva, sapete chi cercare. Sono melodrammatica e facile alle lacrime (cosa che rende la mia vita il più delle volte imbarazzante). Sto per concludere un percorso di laurea un po' infelice, dopo il quale, si spera, ricomincerò con altro che mi soddisfa di più. Nella vita leggo (soprattutto letteratura americana e saggi di psicologia), mangio e sono una calamita per gli animi afflitti di tutto l'universo. In questo preciso momento sto cercando un nuovo baricentro (e questo è curioso perché vivo a Bari, ma non in centro) e quest'instabilità mi rende fruttuosa dal punto di vista creativo. Ho una sorta di feticismo per le belle parole usate nel giusto contesto. Come diceva il maestro Carver "In definitiva, le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste". Penso si aver detto le cose più importanti. Per eventuali curiosità chiedete pure. Saluti, sempre Travirgolette.