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L'antipatico

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    Sognatore
  1. La mia esperienza con Amazon KDP

    @qeimada Congratulazioni qeimada. Sono davvero contento per te. Ci credo! Penso anch'io. Mi raccomando, avvisaci se o quando avverrà. Questa mi sembra un'ottima idea. Il mercato italiano è davvero asfittico e un libro di qualità tradotto come Dio comanda dovrebbe poter aumentare le vendite in maniera esponenziale. La maggior parte delle testimonianze da me raccolte finora vanno proprio in quella direzione.
  2. Show don't tell & Co

    Sicuro di non poter recuperare il tutto e mettercene a parte? Adesso che è finito il Grande Fratello VIP, mi avanza un po' di tempo libero...
  3. Show don't tell & Co

    Straquoto i due utenti citati. Guardateli tu! Questo sì che è un ragionamento raffinato. Siccome "il mondo" (di chi?) va in una certa direzione, allora è bene che vada proprio in quella direzione. La classica consecutio stultitiarum. Sei sicuro che ti servano forchetta e coltello?
  4. 19 considerazioni sparse

    Pensa che non me n'ero neanche accorto! E adesso come si fa? Io ero tutto orgoglioso dei miei 197 punticini accumulati, con una media di uno a post. Amministratori vari, c'è una spiegazione? C'è un motivo? Per taggare un utente è sufficiente anteporre al nick la chiocciola? Boh, io ci provo. @lapidus A me quello delle presentazioni sembra il classico cane che si morde la coda. Se sei un autore affermato, hai già un sacco di lettori desiderosi di ascoltarti e di fare la tua conoscenza. Il tuo libro l'avranno già comprato, o lo compreranno alla presentazione, o lo compreranno più tardi. Ma la presentazione non serve a vendere copie di per sé, in questo caso. Se sei uno sconosciuto, alla presentazione ci verrà solo gente che il tuo libro lo compra per affetto (cioè i quattro gatti che più o meno tutti abbiamo), lo compra per una sorta di "obbligo morale" anche se non gliene importa un fico secco, oppure non lo compra per principio perché vuole vederselo consegnare in omaggio con dedica dell'autore. Ho l'impressione che quest'ultima categoria sia piuttosto frequentata. Breve inciso a questo proposito: sono convinto che chi non si occupa di editoria tenda a immaginarsi l'autore a casa con uno o due scatoloni ricolmi di copie omaggio del suo libro, da distribuire appunto ad amici e conoscenti. Solo pochi sanno che le copie omaggio che l'editore riconosce all'autore esordiente o semi sono al massimo un paio, quando va bene. Anche quello dei contatti utili (librerie, stampa) mi sembra un aspetto molto, ma molto teorico. Giornalisti per un esordiente sconosciuto? A meno che non si tratti di un amico personale dell'autore o dell'editore, temo che stiamo parlando del praticante a cottimo di un giornaletto di provincia. Visibilità prossima allo zero. Librai? Certo, ma anche quelli fanno il loro mestiere, com'è ovvio che sia. Sempre il mio amico romano di prima era riuscito a convincere una libreria "amica", cioè quella della presentazione, a caricarsi (credo in conto vendita) addirittura una ventina di copie, con esposizione in vetrina in bella mostra. È pacifico che dopo un paio di settimane il libro è scomparso dalla vetrina e dopo un altro mesetto pure dagli scaffali. Copie vendute: credo zero, ma in ogni caso non più di due o tre. A Ponte Milvio, non al Corviale (per chi conosce Roma). C'è poco da essere ottimisti, mi pare.
  5. 19 considerazioni sparse

    Ecco, io mi sono sempre chiesto: quale utilità ha presentare il proprio libro di fronte a tre persone? O, se è per questo, di fronte a nove o dieci? È davvero un'attività necessaria? Io, sinceramente, a parlare un'ora intera (che penso sia il minimo) del mio libro a una "platea" di quattro o cinque persone mi sentirei a disagio. Per non dire umiliato. Allora meglio una pizzata a chiacchierare del più e del meno, tra cui anche il mio libro. E si paga alla romana. E dubito fortemente che alle presentazioni si venda un numero di copie tale da giustificare lo sforzo. Ad eccezione dei "famosi da social", che vendono cartoni interi dei loro capolavori, non perché ai lettori interessi il libro, ma perché vogliono avere il preziosissimo autografo del loro beniamino/della loro beniamina, sospetto che il rapporto tra pubblico e copie vendute sia estremamente basso. Recentemente sono stato a una presentazione di un autore di primo livello (nel suo campo), con una bibliografia sterminata. Nella libreria a nord di Milano in cui si svolgeva la presentazione ci saranno stati come minimo un centinaio di spettatori. Ebbene, a occhio dubito che abbia venduto più di una decina di copie. Lo stesso vale per gli esordienti. Un mio amico è riuscito a organizzare una presentazione del suo primo libro a Roma, in una zona molto frequentata. È riuscito a mettere insieme un pubblico di una ventina di persone (tutte in qualche modo facenti parte del suo giro) e avrà venduto sì e no quattro copie in croce. E sapete la parte più "divertente" qual è? Amici e colleghi di lavoro, apparentemente pieni di entusiasmo e ammirazione, il libro lo volevano, sì, ma REGALATO. Non ci pensavano nemmeno a fare lo sforzino di andare a comprarselo sborsando ben 12 euro, la cifra che ciascuno di loro spende ogni sera per l'aperitivo, stando bassi. Sbaglio?
  6. 19 considerazioni sparse

    Per forza! Uno su mille ce la fa (per la verità, anche meno) e guardiamo a MatRai come i parenti un tempo guardavano al primo laureato che portasse il cognome della loro famiglia, dopo secoli di fabbrica e campi.
  7. Curiosità sull'editor e i corsi

    E nemmeno con l'essere uno scrittore, aggiungerei.
  8. 19 considerazioni sparse

    @MatRai Sei talmente preparato che secondo me potresti aprirti la tua CE personale, oltre a scrivere! Come dice @heightbox , probabilmente non arrivare alle mille copie vendute potrebbe essere motivo di delusione per una grande CE come Mondadori. Però, dalle informazioni raccolte in un anno di ricerche, mi risulta che 5.000 copie per un esordiente assoluto vengano considerate più che soddisfacenti anche dalle maggiori CE. Per 50.000 copie si parla di "caso editoriale", di solito. A proposito di esordi assoluti: sbaglio, o esiste già un'opera a tuo nome (come coautore) reperibile online sulle consuete piattaforme di vendita? Non so se l'avevi già scritto altrove, ma quel tuo primo lavoro c'entra qualcosa con l'interessamento da parte di Mondadori?
  9. 19 considerazioni sparse

    @MatRai E bravo Matti, comincio a intuire perché la "grande imputata" (Mondadori) ti ha offerto un contratto. Dico sul serio: mi piace il tuo stile. Però qui hai toppato alla grande. Mettere il mitico capitano - c'è solo un capitano - nello stesso calderone con Volo e Hunziker? Stai scherzando, vero? Le bandiere non si toccano! [perdonate l'OT bianconero] Ecco, non potevi dirlo meglio. E siamo nuovamente d'accordo. E, con questo, tanti saluti ai moralisti della domenica che annunciano ai quattro venti di voler rifiutare un'offerta di pubblicazione da parte di Mondadori. Quella che non riceveranno mai. Nonostante abbiano inviato il loro manoscritto in Mondadori. Quella di cui desiderano rifiutare la proposta di pubblicazione. Logico, no?
  10. 19 considerazioni sparse

    Non sapevo che cercare libri dotati di contenuto, e magari persino ben scritti, significasse essere snob. Adesso me lo segno.
  11. 19 considerazioni sparse

    Certo, di idealisti è pieno il mondo. Rigorosamente con il portafogli degli altri, però (parafrasando la famosa battuta non citabile perché non "politically correct"). Qualche espatriato di nome da Mondazzoli c'è pure stato, ben inteso dopo avere messo in cassaforte un ben finanziato contratto con un'altra CE di prestigio. Va bene l'etica, ma c'è un limite a tutto, giusto? E, con questa domanda, credo tu ti sia risposta da sola. Per quanto mi riguarda, Mondadori (per restare in tema) è una CE generalista, di gran lunga la più grande in Italia, che pubblica veramente di tutto, dalla spazzatura (ma poi, chi siamo noi per giudicare? vabbè, io intanto giudico) ai grandi autori. Se pubblicasse solo grandi autori, è lapalissiano che non potrebbe essere la prima CE d'Italia per fatturato. Nell'improbabile ipotesi di ricevere un'offerta da parte di Mondadori, dovrei rifiutare perché la roba di Fabio Volo mi fa venire la nausea? Dimenticando tutti gli autori di valore e tutti i classici ugualmente pubblicati dalla stessa CE? E con gli altri marchi detenuti dal gruppo cosa facciamo? Parlo di Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, tanto per fare tre nomi. La linea editoriale di Sperling & Kupfer mi pare abbia virato verso il commerciale spinto rispetto a una ventina d'anni fa, quando era una delle CE di maggiore serietà. Dovrei cancellarla dai miei invii per questo? Sinceramente, non me la sento. Se escludiamo un'ipotetica CE neonazista o una dichiaratamente favorevole alla "guerra santa" islamica, non vedo molti altri motivi per escludere a priori un editore dai miei elenchi, sempre che abbia una collana in cui collocare ciò che scrivo. Semmai, farei particolare attenzione a quegli editori che non pagano i loro autori o forniscono loro dati di vendita farlocchi. Questo sì che è un problema etico che mi interessa.
  12. Fare Network (al WD e fuori)

    @LuckyLuccs Hai fatto bene. @JPK Dike A proposito di libri in firma, ho una curiosità: cosa significano quei (35.000/540.000) e (70.000/540.000)?
  13. Fare Network (al WD e fuori)

    Se non sbaglio, questo sarebbe l'intento della sezione "I nostri libri". È già tutto previsto lì: la possibilità per gli utenti di presentare i propri libri, con tanto di link da cui acquistarli, e la possibilità di interagire, recensire e commentare. Eppure vedo lunghe discussioni interamente fatte di post scritti dall'autore, che prima introduce tutto contento la propria opera e poi aggiorna ogni tanto, più che altro inserendo le recensioni ottenute qua e là in giro per blog o le date delle presentazioni live. Interazione, salvo rare eccezioni, prossima allo zero. Zero commenti e zero recensioni, secondo me, equivalgono a zero acquisti da parte degli utenti. Da parte mia, l'unico libro che ho acquistato l'ho recensito estesamente. La logica conclusione è che ai "dreamers" i libri degli altri "dreamers" interessano molto poco. Magari andrà meglio a MatRai, se non altro per la curiosità di capire leggendo il suo testo cosa può avere spinto la Mondadori a offrirgli un contratto di pubblicazione.
  14. 19 considerazioni sparse

    Secondo me, neppure uno. Ripeto che vorrei proprio vederli in faccia e soprattutto vedere nero su bianco l'offerta che avrebbero ricevuto da Mondadori. Sempre che non avessero ricevuto contemporaneamente un'offerta di pubblicazione da parte di Feltrinelli, Einaudi o Adelphi. Ma la cosa mi pare ancora più inverosimile.
  15. Fare Network (al WD e fuori)

    Sono d'accordo con te.
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