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F.N

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7 Neutrale

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    Sognatore
  • Compleanno 07/05/1996

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  • Provenienza
    Ferrara
  • Interessi
    Scrivere, leggere, studiare.

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  1. Pardon, ero da cellulare e ho troncato la frase. Volevo dire che, qualunque sia stata la mia giornata, mi sono imposto di scrivere
  2. Per me è questione di abitudine. Studio tutto il giorno e quando arrivo alla sera l'ultima cosa che voglio è tornare al pc e pensare ancora, per quanto adori scrivere. Così facendo non ho scritto per anni, se si esclude qualche mese in estate. Da quando mi sono imposto almeno 500 parole al giorno in ogni situazione, sia dopo un esame, che dopo 12 ore di studio, che dopo un compleanno o dopo una festa in cui torni a casa strisciando. All'inizio scrivi da schifo e ti viene da rinunciare, poi qualcosa viene fuori, e alla fine sei soddisfatto. Ci sono le giornate no, ma basta selezionare il paragrafo, darlo fuori e rifarlo il giorno dopo. Ti sembrerà una costtizione, ma ci farai il callo. Io non avrei altro modo per scrivere, altrimenti, e troverei mille scuse per rimandare
  3. Occhio però a non considerare l'editoria di oggi come una spada di Damocle che pende sugli aspiranti scrittori: a prescindere dalla innegabile spazzatura letteraria prodotta per amor di danari, effettivamente la gran parte dei manoscritti spediti alle ce sono da mani nei capelli. Volevo solo dire che -personalmente- ritengo il non venire pubblicati da una grossa ce come un semplice indizio sulla mancata vendibilità dell'opera. Che poi vi siano water su carta e capolavori nascosti in un cassetto, è vero. Per quanto riguarda le agenzie, diciamo che un'agenzia che accoglie proposte gratuitamente e che poi fa eventuale rappresentanza possiamo inserirla fra i beati dagli esordienti, un'altra che propone A PARTE servizi a pagamento, beh, finirà fra i dannati o fra i beati a seconda della sua serietà. Sinceramente, se mi dicessero che per x euro avrei una scheda molto ben fatta, ponderata e utile alla mia crescita, la mia risposta dipenderebbe solo dalla mia disponibilità economica. Ma da qui ad avere la certezze che la scheda sarà ben fatta ne passa, purtroppo!
  4. Mi sembra un ragionamento un po' troppo generalista. Innanzitutto, cosa intendi per "meritare di arrivare alle grandi ce"? Le case editrici, tutte, sono imprese, e come tali devono guadagnare. Fatico molto a credere che fra i manoscritti spediti -anche tanto per- alle grosse ce non vi siano testi validi. Vista invece la qualità dei volumi che intasano le librerie, anche con un nome importante sopra, sono più portato a credere che in fase di valutazione la qualità sia surclassata dalla commerciabilità di un testo. Vi sono ottimi romanzi usciti con grossi editori che sono stati scritti da persone capaci, certo, ma molti di più sono i vari youtuber, cuochi, banali sfumature di vari colori, e via dicendo. L'essere "meritevole" o meno di pubblicazione da parte di una grande ce dipende - giustamente, eh! - da quanto pensano di poter vendere. Ora, dando sempre per scontato che i gioielli in mezzo al ferro vecchio sono veramente pochi, secondo il tuo ragionamento svariati mostri della letteratura (che hanno ricevuto rifiuti anche per anni!) non sarebbero stati degni di uscire con un nome importante sulla copertina. Poi però, quando hanno sfondato anche partendo da piccole ce, hanno venduto anche gli sms scritti alla madre dove chiedevano la parmigiana per cena, e i manoscritti più volte rifiutati sono divenuti icastici nella storia della letteratura. Concordo sull'idea che di persone così ve ne siano pochissime, certo (e io dubito fortemente di far parte della magica schiera degli eletti) ma, in estrema sintesi essere rifiutato da una grossa ce vuol dire una sola cosa: non pensavano di vendere bene il tuo libro. Poi puoi fare schifo e aver riempito di orrori grammaticali ogni pagina, ma potresti anche aver scritto qualcosa di veramente valido e, ahinoi, non commercializzabile. O proprio non ti hanno letto, oppure hai incontrato un lettore che non amava particolarmente le prime tre pagine senza sapere che dopo c'era la bellezza incarnata (o incartata. Viva le freddure). Almeno, io la penso così.
  5. Se si parla di romanzo, io faccio così: 1. Scelgo un'idea di fondo, che deve permeare l'intero scritto 2.Scrivo l'incipit e decido il finale; 2.Costruisco uno scheletro della storia su un altro foglio: introduzione, prima, seconda... ennesima parte, epilogo. 3. Scelgo un numero di capitoli per ogni parte, chiamandoli 'Nome capitolo 1,2, ecc' e li aggiungo allo scheletro. 4. Scrivo la trama a grandissime linee, per ogni parte. 5. Passo alla prima parte: scrivo una o due righe per ogni capitolo, mettendo soltanto cosa succede . Se non mi viene in mente nulla in quel momento, lascio correre 6. Scrivo di getto il primo capitolo in bianco della prima parte non ancora completata 7. Se mi piace quanto fatto, lo tengo, altrimenti lo riscrivo. In base a quanto scritto vado ad aggiornare/modificare/stravolgere la trama generale sul foglio 'scheletro' 8. Torno al punto 6 fino a finire la storia, ogni giorno raffino quello che ho fatto io giorno prima. Nel frattempo, sul foglio scheletro scrivo qualunque idea mi venga in mente, anche solo una frase che potrebbe essere detta da un personaggio, e riscrivo spesso l'incipit in base a come va la storia. In sostanza cerco di incanalare la creatività entro limiti abbastanza definiti, sennò rischio di contraddirmi e fare casino. Per il titolo, dipende. Di solito lo scelgo subito. My 2 cents!
  6. Beh, è questo che vuol dire. L'autore si edita il testo da solo, facendo da sé o rivolgendosi ad un professionista
  7. Che se vuoi un testo editato, o ti rivolgi a un professionista o ti arrangi. A questo punto le possibilità sono tre: 1) O alla suddetta casa editrice arrivano solo testi perfetti, che non necessitano di ulteriore editing; 2) O pubblicano testi senza editarli 3) O non ti pubblicano finché non te lo sei editato in qualche modo, rivolgendoti a un esterno o provando a fare da solo In tutti e tre i casi, mi sembra una proposta alquanto strana :/
  8. Beh, nulla impedisce loro di rendere l'editing a pagamento... considera che solitamente le case editrici free offrono l'editing a loro carico. Sinceramente, non la vedo come una cosa molto free, perché l'editing è uno dei passi più importanti prima di dare la vita a un libro... trai tu le tue conclusioni
  9. Sto scrivendo un romanzo in forma diaristica, dove uno scrittore racconta a se stesso da vecchio la propria vita. C'è anche un po' di paranormale, perché sto qua trova una matita in grado di dare vita ai mostri che scrive. In cambio, gli dà ispirazione
  10. Penso al dannato esame di fisica medica di giovedì, dove dovrò esporre cose pallose e assolutamente inutili per quanto studio. vita fogna

     

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    2. F.N

      F.N

      Per fortuna di fisica ne ho solo una ahah

    3. F.N

      F.N

      Inaspettatamente, è andata bene! xD

    4. masterofnumbers

      masterofnumbers

      ecco,ora paghi da bere a tutto il sito xD

  11. @Giuliano G. Ciao! Desideravo chiederti come ti sei mosso con le campagne promozionali su facebook: hai utilizzato competenze derivate dalla tua esperienza lavorativa o nozioni trovabili da qualche parte?
  12. Babelcube è pessimo... sconsigliato assolutamente, l'idea è buona ma il risultato no. Se cerchi online anche solo ' Babelcube è conveniente' ti appaiono mille blog dove ti viene spiegato perché è da evitare come la peste.
  13. Ho letto l'articolo. Pur conoscendo - di sfuggita - Giulio Mozzi, non avevo mai letto nulla di suo. Penso di sostituire questa parte con qualcosa di diverso perché, effettivamente, se il prologo invoglia alla lettura senza dover rivelare la trama, rivelare la trama non ha senso. Considerato che la matita compare in fretta nella narrazione. Devo solo trovare una frase che funga da valida sostituta. Avevo pensato a "Una storia che ruota attorno a vecchie ossessioni cresciute con te, come una ballerina ormai stanca" ma non mi convince, vedrò. Grazie ancora!
  14. @Rewind Scusa, ma mi è venuta in mente soltanto adesso una domanda. Perché non metteresti riferimenti alla trama in un prologo? Nel senso, da lì si deve capire un minimo di cosa si parla. Se si inserisce un qualche indizio su una donna e una matita (matita che compare quasi subito nella narrazione), non si dovrebbe suscitare interesse nel lettore? Per quanto riguarda i colloquialismi, ve ne sono pochi nel narrato, e sono lì per un motivo specifico: lui sta scrivendo a se stesso da vecchio, per questo il "vecchio io". Però in effetti leggere tre domande retoriche in dieci righe suona palloso. Che ne diresti di un incipit così? Ritieni tollerabile la presenza - nuovamente - di riferimenti alla trama o continua a non convincerti? Grazie dei consigli Mi sono perso nei suoi occhi mentre beveva un caffè, rigorosamente d’orzo, senza capire che avevo cercato quello sguardo sul viso di ognuno dei miei fiori sorridenti, senza trovarlo mai, senza ritrovarlo più. Ironica, questa tua vita. È iniziata amando la scrittura e disprezzando gli scrittori, e terminerà odiando entrambi, come una frase che si morde la coda. Alla fine, posso definirmi uno scrittore. Famoso, così famoso da poter vivere di rendita. Non è il primo libro che scriviamo senza di lei. Come gli altri, sarà indegno di nota, e anch’esso verrà sepolto nel cassetto assieme ai suoi fratelli nati morti nell’ospedale sbagliato. Questo diario è diverso da ogni altro libro che hai scritto, sai? Non contiene idee fintamente rivoluzionarie, non è pensato per persone che non lo leggerebbero. È fine a se stesso come una stella cadente, perché l’unico lettore a cui è destinato si scriverà da solo il finale. Quasi senza volerlo, ho confessato a me stesso la tua vita, come fosse una storia. Una storia che ruota attorno a una vecchia matita dall’aria stranamente artigianale e alla donna che l’ha sostituita. Ormai è finita, questa tua vita. Niente di quello che hai fatto è merito tuo, non hai portato nulla di buono nel mondo. Tranne forse questo diario. Ma ora, temperiamo le matite. La notte è giovane. E a me sono rimaste poche pagine da riempire, prima dell’ultima buonanotte. Quando avrò scritto la tua morte te lo chiederò ancora, vecchio io. Chi sei?
  15. Esatto, viene ritrovato. Ma le parti con narrazione esterna sono a sé, lì per il lettore. Grazie dei consigli, vedrò come modificare