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  1. Pubblicare elenco siti in ebook

    Ottimo!
  2. Pubblicare elenco siti in ebook

    Ciao, nell'ambito di un mio progetto (un ebook dedicato all'autopromozione), è sorta la necessità di inserire, all'interno del testo, un elenco di siti di case editrici che accettano opere di autori esordienti. Mi domandavo: è lecito pubblicare all'interno di un ebook, indirizzi e recapiti pubblici di siti web? Ragionevolmente direi di sì, ma mi interessava conoscere anche il vostro parere. Grazie mille.
  3. Wattpad: opinioni ed esperienze

    A me non piace. Trovo sia un guazzabuglio di testi scritti con i piedi.
  4. La mia personale esperienza con KDP Select e Kindle Unlimited

    @JPK Dike Esistono autori che si auto comprano? Assurdo. Comunque si sale in classifica free, non in quella a pagamento. Secondo me il vantaggio ad aderire è davvero modesto.
  5. Eretica Edizioni

    @Paola Dalla Valle ti ho segnalato il link preciso dove si afferma la cosa: http://www.ereticaedizioni.it/lo-statuto/ ed in cui leggo: "Per diventare Socio dell’Associazione Culturale Eretica devi compilare la Domanda di Ammissione a Socio (richiedi domanda) dalla quale è possibile visionare anche lo Statuto."
  6. Clown Bianco Edizioni

    @Clown Bianco Edizioni Ottimo, grazie
  7. Eretica Edizioni

    @Paola Dalla Valle Se "non si parla di associazione" perché sul loro sito è riportato il link allo statuto? http://www.ereticaedizioni.it/lo-statuto/ Tra l'altro ho avuto modo di visionarlo ed a mio parere contiene scorrettezze. Ad esempio nega il diritto di voto a talune tipologie di soci (cosa non accettabile nel caso in cui si stia parlando di una associazione culturale).
  8. Dark Zone

    In aggiunta sarebbe utile capire in che modo gli autori vengano retribuiti. A tutti gli effetti sarebbero soci, o no? L'associazione ha poi partita iva? (non la evidenzio sul sito).
  9. Clown Bianco Edizioni

    @Clown Bianco Edizioni Ma se gli autori non sono soci, in che modo gli stessi vengono retribuiti? A me più che una associazione pare una attività commerciale francamente.
  10. Inserire screenshot di software (o di backend) all'interno di testi

    @GiD Riassumendo, a questo punto, direi che la risposta è no, non si possono utilizzare screenshot a meno di non doverli rifare in fase di pubblicazione.
  11. Inserire screenshot di software (o di backend) all'interno di testi

    Per area riservata intendo il proprio backend, l'area in cui accedi inserendo username e password. Comunque la questione è relativa ai software ed ai siti in generale. E' lecito utilizzare screenshot di software altrui per spiegarne il funzionamento in propri testi?
  12. Ciao, come da titolo: secondo voi è possibile inserire screenshot di software (o backend) all'interno di testi? Vi faccio un esempio: illustro il funzionamento dell'area riservata di KDP e inserisco uno screenshot di tale area all'interno del testo esplicativo. Nel caso suddetto, il copyright detenuto da amazon verrebbe violato? Grazie mille.
  13. La mia personale esperienza con KDP Select e Kindle Unlimited

    Ho letto con piacere il thread, ma resto convinto del fatto che KDP convenga di più ad Amazon che all'autore. Che senso ha scalare la classifica dei libri gratuiti? Forse può aver senso avere la possibilità di far leggere il proprio testo e guadagnarci qualcosina, ma a conti fatti (esperienza personale), pubblicarlo (congiuntamente) anche su altri store (tipo con streetlib) rende molto di più (cosa che KDP ti impedisce di fare).
  14. Kindle Direct Publishing

    Anche io pubblico da anni con KDP, e devo ammettere che la piattaforma è davvero ben fatta. Tra l'altro ultimamente è stata aggiornata (grafici migliori). Inoltre le statistiche sono praticamente visualizzate in tempo reale.
  15. Manicaretti cosmici

    La bambina osservava il suo gatto con espressione severa nei grandi occhi azzurro cielo. “Mio Dio, guardati, Fluffy. Un giorno dovrò decidermi a metterti a dieta”, dichiarò quindi con fare impertinente. Il micio non sembrava particolarmente toccato dalla considerazione, e si guardava intorno in cerca di qualcosa di commestibile. Era un primo pomeriggio d’estate, quando nessuno osa ancora popolare le strade e la canicola è tale che persino il sole sembra volersi rinfrescare tuffandosi flemmaticamente nell’oceano a sera, quando il giorno si dà vinto al caldo e alla noia. La ramanzina venne interrotta da un rumore assordante e da un odore di bruciaticcio proveniente dalla collina che sovrastava la villetta dove giocavano la bimba e il gatto: una grande astronave grigia e fumante si era appena appoggiata a terra su zampe lucide di metallo. Strane creature cineree e umanoidi scesero e si diressero verso la frugoletta. “Xampus, ci siamo: è arrivato il momento di agire. Accenda il traduttore chitammuonico.” “Operativo, Capo.” “Peccato che i terrestri non hanno il detto ‘rubare le caramelle ai bambini’, perché si adatterebbe perfettamente al momento. Salve, curiosa e giovane creatura terrestre: noi veniamo in pace, ma affamati. Sappi che siamo viaggiatori planetari e siamo lieti di fare la tua conoscenza. Per arrivare fin qui abbiamo attraversato le sbuffanti fonti di elio su Giove ed affrontato i Gioviali, socievoli indigeni dalla voce buffissima soliti ad importunare i visitatori con improbabili imitazioni. Abbiamo solcato i confini di Urano, un posto fatto di acqua, metano e ammoniaca – perfetto per sgrassare e candeggiare i nostri indumenti sporchi della polvere delle stelle e della cucina piuttosto grassa di Xampus. Abbiamo perfino acquistato un appartamento su Plutone, salvo poi vederlo tristemente declassato a pianeta nano con conseguente perdita del suo valore immobiliare. Ed ora siamo qui, al tuo cospetto, con una richiesta che spero accetterai.” “Chiamo la mamma?” “No, cara. La mamma non serve. Semplicemente vorremmo proporti uno scambio equo, qualcosa che ci renda soddisfatti entrambi. Xampus, proceda con l’offerta!” “Certo, capo! Ecco, vedi bambina, quello che vorremmo offrirti è questo nuovo ritrovato della tecnica in legno di forma panciuta ma affusolata alla base, che viene fatto ruotare velocemente sul suo asse verticale. Il tutto semplicemente in cambio del tuo appetitosissimo gatto.” “Una trottolina?” La bimba aveva un’aria perplessa. “Capo, non l’ha bevuta.” “Insista Xampus.” “Tenero virgulto, devi sapere che a noi i gatti piacciono. Tanto. Ma davvero tanto.” “Oh, come al nonno! Lui è italiano, sai? ci racconta sempre dei gatti e di quando era giovane al suo paese, Vicenza.” “Ecco, sì.” “Mamma dice che ora che non ragiona più tanto bene ed è meglio non lasciarlo da solo con il micio.” “Capitano, ha sentito?” “Dunque ci sono buongustai anche qui! E vogliono questo gatto! Meglio alzare la posta, Xampus.” “Certo, Capo! Boccoluto essere senziente, sei più furba di quello che sembrava, ti rispetto per questo! Vuoi alzare il prezzo, ci sto! Ti offro, ti offro… ecco! Un giro nella nostra astronave! Sarai il primo essere terrestre a visitarla senza essere cucin.. ehm, portato nello spazio. Che te ne pare?” “Avete i cartoni animati?” “No.” “Le giostre?” “No. Ogni tanto il Capo vuole salire a cavalluccio, ma non conta.” “Qualcosa di buono da mangiare?” “Sì! Abbiamo il gelato!” “Che gusti?” “Gatto, variegato al caffè, zinco, limone e tizio che abitava in fondo al viale.” “Non mi piace il limone.” “Dovresti provare il gelato al tizio, allora.” “Non mi va il gelato ora.” Fluffy (o, come lo chiamava a volte il nonno, Coniglio) non aveva perso d’occhio i due tizi appena arrivati. Con andamento pigro e piglio incerto portò pancia fin lì e iniziò a strusciarsi loro addosso. Certo, i due nuovi avevano un colorito grigiastro di chi non mangia abbastanza croccantini, ma non bisognava mai disperare, magari gli allungavano qualcosa comunque. “Capo, che buon odore che ha!” Il gatto ondeggiò la coda sotto il naso di Xampus. “Guarda come è panciuto! Starebbe benissimo con dei tuberi di Urano e una spolverata di pecorino sardo!” Distratto com’era, Xampus fece cadere il mentecomando dell’astronave, e Fluffy ci balzò sopra pensando fosse cibo. Il veivolo alieno spiccò un volo verticale da shuttle della NASA prima maniera, virò per qualche secondo in maniera obliqua e scostumata verso destra, quindi fermandosi su se stesso cominciò a ruotare vertiginosamente come un mastodontico fidget spinner. Il calore che sprigionava quel giocattolino era infernale – sufficiente a bruciare i cappelli di paglia dei pochi passanti che ebbero la sfortuna di ritrovarsi nei paraggi. “Xampus, il gatto sta telepaticamente manovrando l’astronave, evidenza palese del fatto che lei non ha inserito il bloccasterzo!” “Mi scusi Capo, credevo non fosse più necessario da quando nella polizza di assicurazione ha fatto inserire la clausola furto e incendio.” L’ammasso metallico e lucente sembrava ormai del tutto fuori controllo, tanto che alcune vecchine del paese smisero di spettegolare delle proprie nuore e cominciarono ad indicarne la sua curiosa traiettoria che, sbilenca, puntava dritta alla vicina contea di Chaves, un postaccio di allevatori e soldati della vicina base aerea. Lo schianto fu fragoroso: un tonfo da mandria di bufali sovrappeso che fa bungee jumping simultaneo e senza corda. “Capo, mi sa che è necessario andare a riprendersi il mezzo.” “Affermativo, Xampus. Lasciamo il manicaretto alla bimba e risolviamo prima l’inconveniente”. I due si diressero verso quello che da una certa distanza appariva essere un ranch, ora sparso di rottami, lamine e asticelle. La bimba guardò con sguardo complice il micio: “quest’anno a Roswell gira davvero gente strana. Hai fatto bene Fluffy.”. Accennò un sorriso, poi si diresse dentro casa, alla ricerca della torta che la sua nonna qualche ora prima aveva amorevolmente infornato nella lavastoviglie (nemmeno la nonnina ci stava più tanto con la testa). Il gatto fu contento della ricerca di cibo, poi fu distratto dal rumore di tante sirene militari. La bambolotta e il suo socio felino non videro più quegli strani esseri, di cui si dimenticarono presto. Rimase però traccia di loro nel San Francisco Chronicle del 9 luglio 1947: «Le numerose voci riguardanti il disco volante sono diventate realtà ieri quando l’intelligence del 509º Bomb Group dell’Ottava Air Force, Roswell Army Air Field, ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco volante con la collaborazione di uno degli allevatori locali e dello sceriffo della contea di Chaves. L’oggetto volante è atterrato in un ranch vicino a Roswell la scorsa settimana. Non avendo un telefono, l’allevatore ha tenuto il disco fino a quando non è stato in grado di contattare l’ufficio dello sceriffo, che a sua volta lo ha riferito al Maggiore Jesse A. Marcel del 509º Bomb Group Intelligence Office. Sono immediatamente scattate misure e il disco è stato subito prelevato a casa dell’allevatore. È stato perquisito dalla Roswell Army Air Field e successivamente trasportato dal maggiore Marcel al quartier generale più alto.» E quasi tutti vissero felici e contenti.