Lorenzo Calanchini

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Su Lorenzo Calanchini

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    Mystic wave
  • Compleanno 10/01/1983

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    Bologna
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    Lettura, scrittura, architettura, musica - e direi arte in generale. Viaggi, storia, geografia.

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  1. Buonasera, richiedo l'abilitazione alla sezione over-18...visto che ho 34 anni Grazie
  2. Benvenuto anche da me!
  3. Riprendendo la discussione da un altro post: si spera che non tutte chiedano soldi, anche se spesso il "balzello" è connesso all'emissione di schede di valutazione, editing o altre tipologie di servizi...
  4. Ti ringrazio, hai ragione. Si è partiti dal caso della singola agenzia e poi la discussione ha assunto un tono più generale, visto che erano state fatte domande appunto a carattere più generale. Ci spostiamo nell'altra sezione.
  5. No, sono più radicale. Io ho esperienza personale del fatto che si può pubblicare senza versare un euro e senza passare tramite agenzia, se non si ambisce ad arrivare alle grandissime etichette. Editor professionisti ce ne sono, non è questo il post dove avviare questo dibattito, ma basta cercare bene. Poi spesso sono gli stessi che lavorano per le agenzie, è evidente, infatti non ho detto che un'agenzia non sappia fare editing. Ho detto una cosa sostanzialmente diversa: ovvero che se io mi rivolgo a un'agenzia ho come obiettivo non tanto l'editing ma quello di essere rappresentato per approdare alle CE (grandi). Leggendo i post di questa sezione, le risposte ai post stessi, nonché basandomi sulla mia esperienza con contatti al di fuori di questo forum, posso dire con serenità che è molto, molto difficile che un autore esordiente approdi presso CE del calibro di Rizzoli, Salani o Sperling, anche se passando tramite agente. Siccome recuperare oltre 900 euro, versati di fatto per avere la speranza di accedere a questo mercato editoriale (perché sì, se uno paga quei soldi, siamo sinceri, non è per avere l'editing, ma per ottenere quello specifico obiettivo), significa maturare vendite consistenti (a seconda del tipo di libro e delle royalties possiamo immaginare 600-800 copie...), la probabilità che tale recupero economico avvenga è davvero bassissima, perché occorre necessariamente accedere a un mercato editoriale medio-alto, o meglio alto. Riassumendo: - io pago oltre 900 euro - forse c'è qualche possibilità che venga rappresentato - se vengo rappresentato, ci sono alcune possibilità che io venga scelto da una CE - se trovo una CE può essere che sia importante Il tutto si riassume che molto probabilmente io sto investendo per non ottenere il mio obiettivo. Se il mio obiettivo è quello di avere un editing per il mio romanzo io invece ho due strade: a- contattare sempre un'agenzia pagando quello che devo pagare ma mettendo praticamente giù l'idea che io poi venga anche rappresentato, così evito illusioni, poi se capita, capita, tanto meglio b- contattare un editor, che magari fa parte di un'agenzia, ma al quale commissiono io un lavoro, mediante accordo ad hoc, sul mio romanzo, con clausole e vincoli determinati tra le parti. Spendo, ottengo quello che desidero, è un investimento a fondo perduto che mi porta a migliorare - almeno si spera - le mie capacità tecnico-espressive nell'ambito della scrittura. In ogni caso, nessun fine diretto di pubblicazione. Trovo corretto che chi investe nel mondo dei libri sappia (perché messo al corrente) che la pubblicazione al top è una cosa rarissima e che viene di solito destinata a persone che già sono in qualche modo dentro al panorama della scrittura (autori già pluri-editi, blogger, youtuber, giornalisti, opinionisti, i medesimi editor, ecc...). Così l'esordiente potrà calibrare aspettative, tempi, spese, ecc...senza cedere a tentazioni varie e a illusioni, ma potendo operare con tutta la consapevolezza del caso. Siccome accedere invece al mercato delle CE medio-piccole non è impossibile se ci si mette di buona volontà anche da soli, io penso che possa essere una strada interessante per vari esordienti. E' un parere mio. Chiaro, se uno mira alla pubblicazione col botto, lo dico pure io che da solo non ce la farà e deve passare tramite agenzia, ma comunque le possibilità sono davvero basse. Va detto che il mercato delle medio-piccole CE non assicura affatto un risvolto economico interessante. Si pubblica solo per passione, punto e basta. Solo per nota e senza fare nomi, non è il post giusto: siccome mi si chiedeva una mia esperienza con editor freelance, posso garantire che ho in mano una offerta di editing su un romanzo che sto scrivendo, da parte di un editor conosciuto nel panorama editoriale, pari a 400 euro. L'editor, che non nomino e non nominerò, ha contatti con Fabbri e Mondadori. E' evidente che io non ci arriverei comunque a queste CE, ma tanto per dire, se uno vuole trovare una mano, può farlo.
  6. Io sinceramente te lo sconsiglio. Per esperienza fatta, bisogna stare molto attenti a dove e a come si investono i soldi nel mondo dell'editoria. Magari qualche volta può pure convenire farlo (sempre che poi sia deontologicamente accettabile), ma nel 95% dei casi no. Se spendi tanti soldi, dovresti avere almeno in mano la certezza di una pubblicazione con una CE media o medio-grande. Non dico Rizzoli, ma magari Fanucci o Sonzogno...dipende poi dal genere. Se ti ritrovi senza contratto, oppure con un contratto presso una CE piccola, i tuoi soldini non li rivedrai mai più, ma proprio mai mai più. E sarebbe, a mio avviso, un peccato. A meno che tu non voglia investire nell'editing del tuo libro. Ma allora, come qualcuno qui ha già suggerito più che giustamente, potresti ingaggiare un editor professionista, direttamente (e c'è pure il caso che l'editor abbia a sua volta buoni contatti con qualche CE pur non essendo un agente). La riflessione è in mano a te, ma ci tenevo a darti un parere spassionato.
  7. Io ho fatto così e per ora devo dire ho pubblicato quasi tutto ciò che ho scritto, senza sborsare 1 euro, visto che sono contro l'EAP. Quindi è fattibile. Però...c'è un però. Dipende sempre dalle persone con cui vieni in contatto. Se conosci persone, ma le conosci non per sentito dire (loro devono sapere chi sei) allora qualcuno ti legge. Se no è dura. Brutto da dire, ma è così. Non approfondisco qui, andrei OT, ma purtroppo la realtà ci mette spesso alle corde. Quanto ai post sopra, che reputo interessanti: non conosco la realtà americana, anche se più volte sono stato tentato di assumere un traduttore madrelingua con esperienza in scrittura per aprire un'avventura estera...oppure di farmi tradurre tutto da un professionista qua e poi mandarlo altrove per un doveroso editing; tuttavia il panorama italiano non mi piace molto, non perché sia esterofilo, anzi, ma perché ahimé lo conosco anche sotto altri aspetti e sono tentato di dire che il mondo professionale qui è molto, molto duro. Ho contatti con professionisti che lavorano all'estero, in vari campi (ma ho avuto contatti di un certo tipo anche con l'editoria GB...) e nessuno invidia la situazione italiana: chi la conosce (soprattutto chi qui è nato e vissuto, poi se n'è andato) mediamente se ne tiene alla larga. Questo qualcosa vorrà dire. Da noi, per riprendere una battuta che ho letto qui sopra, può capitare che "l'agente immobiliare ti ridipinga la casa prima della vendita". No, ovviamente è una battuta anche la mia, non arriviamo a questi estremi, certo è che però se ci si pensa bene di norma se devi acquistare o vendere una casa devi sottoporti a vari balzelli e costi preliminari, imposti anche dalle normative vigenti (certificazioni energetiche, rettifiche catastali, certificazioni agibilità...) che spesso potresti fare tu provvedendo con qualche tecnico privato, ma di norma le agenzie ti offrono un pacchetto completo. :-) Quindi come si può notare è un mal comune a vari settori...! Talvolta diventa anche un'opportunità, perché no, ti può fare risparmiare tempo e ti toglie qualche pensiero. Dipende sempre dalla serietà delle persone che hai davanti. E dal fine. Se io fossi a conoscenza di un'agenzia che a fronte di un investimento di 300-400 euro poi desse concrete speranze di rappresentanza (non obblighi, intendiamoci, ma speranze: nel senso che non butti via direttamente tutti gli inediti) credo ci farei una riflessione. Stando però le cose così come stanno, ritengo che tentare la sorte con le CE direttamente sia forse il male minore. Un terno al lotto, anche in questo caso, ma almeno si salta un passaggio intermedio.
  8. Purtroppo, non è questione di fare finta. La realtà è che i numeri sono impietosi. Siamo autori tutti e due e penso che lo sappiamo, che ne siamo consapevoli. E' chiaro che occorre fare qualcosa in merito, ma il problema delle proporzioni è duplice: c'è sia l'aspetto che tu stesso richiami, ma ce n'è anche un altro, che è comune a quasi tutte le professioni liberali/artistiche qui da noi: siamo in troppi. Io lo vedo parimenti nel mondo dell'architettura, dove opero tutti i giorni: poche commesse, pochi committenti e con scarsissimo portafoglio; e un surplus di tecnici da fare spavento. Per l'editoria è la stessa cosa. Non solo decine e decine di minuscole agenzie, ma anche migliaia di c.e. (leggevo un paio di anni fa il numero...è sbalorditivo!), spesso con pochissimi testi all'attivo. E non sono tutte EAP, anzi moltissime non lo sono. I lettori sono spesso gli scrittori stessi - e viceversa. Un mercato chiuso. Aggiungiamoci la crisi. Mi rendo conto che tra le autopubblicazioni in digitale e le biblioteche, le librerie vengono schiacciate. Io stesso, pur amando visceralmente i libri, faccio grandissimo uso delle biblioteche, perché il budget per gli acquisti (e lo spazio in casa...) è ahimé assai limitato e spesso rivolto alle esigenze dei figli, non alle mie. Qui non si tratta di piangerci addosso, perché è sicuramente necessario fare qualcosa, provarci; ma occorre tanto realismo. Se non ci rendiamo conto che facendo tutti per sé, nel proprio piccolo orticello, convinti delle proprie convinzioni, facciamo poco e male, allora siamo finiti. E noi autori, cosa possiamo fare? Anche in questo caso, la mia risposta è sempre basata sul realismo. Non possiamo fare una cooperativa di autori, ma almeno se ci presentassimo solo quando abbiamo in mano qualcosa di decente, scritto in lingua italiana sufficientemente corretta...ecco, scremeremo bene il mercato. Teniamo conto che le CE e le AA sono intasate di manoscritti inqualificabili; che tanti nostri colleghi partono dal presupposto che loro hanno scritto il "capolavoro" dell'anno (ma che dico? Del secolo!) e che in tal modo si presentano. Ecco, in mezzo a questi atteggiamenti, si nuota in un mare magno assai insidioso. A noi autori il compito di lavorare con umiltà e pazienza, cercando di isolare chi tiene comportamenti arroganti e saccenti e chi butta lì tre righe e pensa di aver già fatto il suo mirabile chef d'oeuvre. Quindi, ok mettere alla berlina AA e CE poco serie, ma io dico iniziamo a impegnarci noi stessi, tutti, in maniera irreprensibile. Sono sempre stato convinto che la dedizione e la serietà paghino. Alla lunga, forse, ma pagano.
  9. @Purple Dreamer Purtroppo metti on-line un'esperienza utile. Ma ti consiglio di non spendere più 800 euro per un editing. Per vari motivi: trovi professionisti seri anche alla metà del costo; prima prova a piazzarlo tu presso una CE anche piccola, dove farti un po' le ossa (e magari affrontare qualche disillusione) sul funzionamento del mercato editoriale italiano. 800 euro da recuperare non sono pochi. Se anche arrivi a pubblicare con una CE di categoria medio-alta (lascio stare i top di serie), tipo Fazi, Ponte Alle Grazie, ecc... (dipende poi da cosa scrivi), per rifarti di 800 euro devi vendere 600 copie più o meno (dipende dalle royalties, ovviamente), cosa nient'affatto scontata... In bocca al lupo.
  10. Io sono d'accordo. Però non ha affatto torto chi, qualche anno fa su questo stesso topic, metteva in luce che è proprio il mercato editoriale italiano che scoraggia l'agenzia dal fare veramente l'agenzia: se anche pesca l'asso di briscola, l'autore emergente del momento, quante copie potrà vendere? Dipende anche dal genere letterario, in alcuni casi 10.000 copie sono pure molte, ma mettiamo che ne vengano vendute 20.000...guadagno scarso...
  11. Grazie della testimonianza NayaN. Anche io li sto tenendo d'occhio, sono tentato di contattarli.
  12. Infatti, hai colto anche il "problema" per cui mi sto interrogando anche io...ma soprattutto è un fatto di tempo: lavoro dalle 8 alle 13 ore al giorno, come posso pensare di farmi pubblicità da solo? E quando ho "tempo libero" di norma sto con la mia famiglia...si dirà: "questioni di scelte". Ovvio. Ma ci sono priorità che non metto in discussione, almeno per me. Quindi penso anche io che mi serva un agente. Certo è un problema trovare "quello giusto." E' poi evidente che sapendo di avere un agente alle spalle, dedicherei molto più tempo anche io ai libri e all'universo che sta loro intorno, a costo di mettere da parte qualche ora del solito lavoro, visto che posso scegliere come organizzarmi, entro certi limiti. Comunque vada, franka, ti mando un grande "in bocca al lupo" per la tua avventura editoriale.
  13. Ho cercato di leggere con attenzione l’interessante dibattito. Un grazie particolare a L.K.Brass, che ha fornito una testimonianza viva e preziosa. Molto tecnica, molto lucida. Capisco, da imprenditore, i suoi conteggi e le sue considerazioni. Sì, in effetti me ne accorgo quando ricevo dei CV di persone che vogliono entrare nella mia attività: mi bastano meno di 2 minuti per farmi un’idea di chi mi scrive. Non un’idea sulla persona, giammai, ma un’idea compiuta sul fatto che possa andare bene o no dentro il mio studio, beh, quella sì. Quindi, perché con gli autori e i loro libri non può essere la stessa cosa? Forse un po’ più di tempo viene richiesto…d’altra parte il libro è un prodotto un po’ più complesso di un CV o un portfolio, per quanto corredato da sinossi. Quindi la scrematura è fattibile e senza che venga fatta nei primi 5 minuti del mese. Anche a me quel sistema piace poco. Premia la velocità di click sulla tastiera, non la bravura. E se io sono perennemente fuori per lavoro, come faccio a cliccare al momento giusto? E se ho la febbre alta? E se devo stare dietro ai miei figli? Queste possono essere motivazioni penalizzanti e no, non mi pare giusto. Sono altri i criteri di scelta. Secondo me ciò viene fatto per stringere le reti attorno a qualcuno, ma soprattutto per tenere un ordine mensile dei report da dare, così da evitare di andare in confusione. Io penso che sia un metodo efficace per le agenzie piccole, con poco personale, quindi che a me come autore potrebbero non dare un’impressione di solidità… Mi piace invece il discorso fatto da varie agenzie di proporre la valutazione dei romanzi for-free e se uno vuole la scheda di valutazione la paga a parte. Certo, c’è sempre la possibilità che si tratti di uno specchio per le allodole, magari se vuoi essere rappresentato ti “costringono” poi a un editing o a una valutazione a pagamento… Comunque, finché non si ottiene un primo responso non lo si può sapere. Io personalmente non ho esperienza con le agenzie, non ne ho avuto bisogno per pubblicare, per ora. Ma attualmente mi interessa approfondire, perché ho necessità di un agente che mi aiuti a crescere, a migliorarmi, nonché a rappresentarmi, a consigliarmi concorsi letterari, a propormi per eventi…cose che da solo, col mio lavoro, non riesco a pensare. In teoria anche le CE per cui si pubblica dovrebbero pensarci, io però ho visto pochi risultati finora. Un’ultima considerazione: sfogliando i cataloghi degli autori rappresentati da varie agenzie e i relativi libri, mi sono accorto che tanti sotto agente non pubblicano a livelli più alti del sottoscritto, anche se io vengo dalla semplice e naif esperienza di un “me, myself and I” che scrive tutto solo dietro al suo pc e manda le letterine alle varie CE come se le stesse mandando a Babbo Natale… Allora mi chiedo: vale davvero la pena essere rappresentati da un agente? Che senso ha pagare la rappresentanza, se poi non si accede al grande mercato editoriale? Perché se è vero che nemmeno con le grandi CE si vende molto, figuriamoci con le piccole etichette… Non so, chiedo a voi: ne vale davvero la pena? Cosa ne pensate? Non è che la cosa più utile sia stare “sul mercato” per anni, capire gli orientamenti delle varie CE, farsi vedere, farsi conoscere, partecipare a fiere, aprire blog…? Come succede poi (almeno per la mia esperienza personale) in altri campi professionali: puoi essere bravo finché vuoi, avere titoli, lauree, ecc…ma quello che conta è se sei in mezzo alla gente, se qualcuno ti vede, se sei sempre lì…Se te ne stai dietro alla scrivania e non ti muovi, anche se sei bravo difficilmente qualcuno ti noterà.
  14. Un caloroso benvenuto!
  15. Non conosco la natura di questo premio, forse risale a prima del 2012, anno della mia prima frequentazione con loro. Però personalmente fin da quando ho stretto il mio primo contratto editoriale, qualche clausola l'ho cambiata. Anche perché al tempo il contratto era ricco di ripetizioni, errori e refusi, probabilmente dovuti ad "arricchimenti" intercorsi nel tempo, quindi volevo che taluni punti fossero resi in modo più chiaro.