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    Amiamo il frusciare delle pagine. Ci emozionano punti, virgole e capoversi. I libri sono la nostra passione, curare le vostre opere nel dettaglio è la nostra missione.

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  1. Hai perfettamente ragione, perdonami la distrazione non era intenzionale.
  2. Gentile Energie, purtroppo a causa di un piccolo problema che stiamo risolvendo il form di invio non permette l'upload di alcune tipologie di file. Può comunque inviare il materiale al seguente indirizzo *Editato dallo Staff*
  3. @Marco ML Solo per portare un esempio, la nostra agenzia letteraria offre agli autori entrambi i servizi, schede di valutazione a pagamento (solo su richiesta degli autori) e rappresentanza editoriale a costo zero. Se si è interessati alla sola rappresentanza si può inviare liberamente il proprio manoscritto e, entro due mesi, si riceverà una risposta in ogni caso: se negativa non daremo spiegazioni, se positiva proporremo in visione un contratto di rappresentanza. Le schede di valutazione analitiche le facciamo, dietro corrispettivo, solo a quegli autori (o editori) interessati espressamente a ricevere tale servizio.
  4. Buonasera Quandechesimangia, cogliamo l'occasione per comunicare a tutti gli utenti del WD che da oggi CartaCaotica ha aggiunto alla propria offerta due nuovi servizi: traduzioni e rappresentanza editoriale. La rappresentanza editoriale non prevede costi fissi ma una percentuale trattenuta sugli anticipi e sui diritti d'autore maturati.
  5. Cogliamo l'occasione per comunicare a tutti gli utenti del WD che il nome ufficiale del nostro service, inizialmente Quartadicopertina, è variato nel definitivo CartaCaotica Servizi Editoriali. Modifichiamo dunque i recapiti nel post iniziale di presentazione. Un caro saluto a tutti. Lo Staff di CartaCaotica
  6. @alexa71 hai perfettamente ragione, un buon editing può dirsi tale non solo quando il professionista è competente, ma anche quando questi e l'autore si trovano in piena sintonia. Altrimenti si rischia solo di scontrarsi continuamente e di cominciare un circolo vizioso negativo dal quale è difficile uscire: se si inacidiscono i rapporti, un libro probabilmente non vedrà mai la luce o non sarà mai un ottimo libro. Per quanto riguarda il discorso precedente, nella maggior parte delle case editrici un testo che richiede troppo editing viene in ogni caso scartato: purtroppo i guadagni sono bassissimi, il tempo sempre poco e l'editing una fase delicatissima. Libri che hanno qualche potenzialità ma su cui ci sia da lavorare moltissimo vengono, ahimè, cestinati da molte CE.
  7. Infatti nel messaggio precedente avevo spiegato la differenza che esiste tra i due diversi metodi di calcolo dell'IVA monofase (nella casa editrice di cui sono responsabile amministrativo utilizziamo il metodo delle reali copie vendute e quindi dobbiamo emettere ogni volta ricevuta o fattura. L'esempio che hai riportato è correttissimo, infatti in tal caso vi è documentazione attestante il numero di copie consegnate e il numero di copie rese (non è così semplice ma tra professionisti ci capiamo). Il mio dubbio precedente era invece riguardo le copie vendute in tutti gli altri modi: quando di mezzo non c'è la libreria o il distributore, come si fa? Per esempio nel caso delle vendite dirette dell'editore alle fiere, o durante presentazioni dell'autore in locali o sedi associative dove non si può fare conto deposito. O anche nel caso l'editore vendesse direttamente ai privati tramite il proprio e-commerce. Io mi riferivo a queste casistiche, ed è in questo caso che la normativa prevede comunque l'emissione della ricevuta.
  8. Diversa questione se parliamo del secondo sistema, quello della "forfetizzazione della resa", che appunto non richiede l'emissione di scontrino (ma si parla sempre e solo relativamente alle copie che passano attraverso un distributore o che vengono consegnate in conto vendita alle librerie, in quanto comunque documentate e verificabili. Le copie cedute all'autore o direttamente dal sito dell'editore o alle fiere dovrebbero comunque essere fatturate mediante fattura commerciale o ricevuta riportante importo e data. Riporto, per quanto concerne la modalità precedente (copie realmente vendute), uno stralcio della normativa: "Gli editori che applicano il sistema della resa "effettiva" devono emettere fattura (con corrispettivo al lordo dell'imposta) entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione dell'avvenuta vendita dei beni. E' possibile l'emissione di un'unica fattura per tutte le cessioni fatte in un mese solare fra le stesse parti. La fattura, comunque, non può contenere addebito d'Iva, ma deve indicare il prezzo di vendita al pubblico comprensivo dell'imposta. Il documento emesso deve essere annotato sull'apposito registro, con distinta indicazione dell'importo imponibile e della relativa imposta."
  9. @delon A questo punto non posso che consigliarle di parlare con un commercialista o con un'impiegato dell'Agenzia delle Entrate per chiarire ogni suo dubbio. Per quanto concerne l'IVA monofase, come saprà esistono due metodi per il calcolo della base imponibile: il primo, detto "sistema delle copie vendute", si basa sul prezzo di vendita (di copertina alla fine) dei volumi moltiplicato per il numero dei venduti (come indicato sul registro delle tirature dell'editore). Proprio per questo motivo un editore è comunque tenuto a provare il numero dei libri venduti, altrimenti potrebbe dichiarare quello che gli pare. Senza considerare che l'IVA è solo una minima parte degli adempimenti, ci sono anche la tassazione, l'inps, ecc...
  10. @Spartako e allora come farebbe un editore a dimostrare allo Stato il numero di copie vendute? Anche perché sul registro tirature per il calcolo dell'IVA da versare si devono indicare le copie vendute mensilmente di ciascun titolo in catalogo, per cui è ovvio che sia necessario avere prova delle avvenute vendite. Non ho mai visto una sola libreria non fare gli scontrini ai clienti, e nelle fiere tanti editori non rilasciano le ricevute solo perché purtroppo vendono a nero...
  11. @delon I diritti d'autore possono solo essere corrisposti dalla casa editrice all'autore sulla base del contratto di edizione tra loro stipulato. E' sempre e solo l'editore a vendere le copie del libro in quanto per svolgere attività di vendita in Italia è necessario essere inquadrati come azienda (un privato non può purtroppo farlo, ecco perché gli autori Self hanno comunemente problemi a vendere i loro libri e, a meno di non farlo in nero, lo fanno attraverso aziende come Amazon Self, StreetLib o altre. Poi è ovvio che tra amici e parenti un autore può anche vendere lui direttamente le copie, ma secondo la normativa anche in questo caso dovrebbe essere l'editore a emettere le ricevute relative alle copie vendute e poi l'anno dopo pagare i diritti maturati all'autore (attenzione che di norma se un autore le compra con lo sconto a lui riservato, su quelle copie poi non incasserà i diritti d'autore).
  12. @Spartako Io no ho parlato di alcun obbligo di acquisto da parte dell'autore, altrimenti finiamo nel settore dell'editoria a pagamento che non ho mai considerato di buon'occhio. Parlo di accordi presi con ciascun autore di volta in volta in base alle necessità: è ovvio che se un autore ha 15 amici e parenti che vogliono acquistare il suo libro farà prima a comprarle scontate dall'editore con il 40%, piuttosto che mandarli in libreria e pagarle a prezzo pieno.
  13. In realtà lo scontrino o la ricevuta sono obbligatori per qualsiasi prodotto, altrimenti si sta facendo nero che è illegale. L'IVA è un discorso a parte, la assolve l'editore solo perché non ricade su distributore e libreria (se ci sono), ma l'acquirente finale privato la paga eccome (visto che è il prezzo di copertina è al lordo IVA). Il fatto è che non si può proprio fare vendita di prodotti in serie senza essere impresa, per cui solo l'editore potrebbe venderli se guardiamo alla normativa. Nel caso delle presentazioni e del conto vendita ho sempre visto le CE fare conto deposito momentaneo con la libreria ospitante, bypassando l'autore a livello fiscale.
  14. @Spartako ha pienamente ragione, e inoltre va ricordato che oltre a quanto detto da Spartaco l'editore ci dovrebbe pure vivere con la vendita delle copie (dato che formalmente - che poi lo si faccia per hobby o meno - una CE è un'azienda e un'azienda deve coprire tutte le proprie spese e poi produrre uno stipendio per i suoi titolari, altrimenti si lavora per gli altri...). @delon Fino ai 5.000 € annui (in realtà sono 7.500 €, ma per i 2.500 restanti se incassati ci si paga poi la Gestione Separata INPS) si può emettere ricevuta di prestazione occasionale con la sola ritenuta d'acconto del 20% senza avere Partita Iva, ma solo appunto per singole prestazioni occasionali. LA vendita di prodotti in serie (come sono infatti i libri) in Italia secondo la legge è SEMPRE attività di impresa, e quindi necessita di Partita Iva e iscrizione in camera di commercio (con tutto ciò che ne consegue, soprattutto i quasi 4000 € annui dei minimali INPS). Questo sistema di cui lei parla, di dare in mano all'autore le copie facendosi pagare poi quelle vendute successivamente è una prassi che non mi è mai molto piaciuta, e sono anni che lavoro in editoria. Non vedo perché un autore non possa comprare subito le copie, dato che ha uno sconto del 40%, per poi venderle con il sistema che vuole (senza approfondire, vedere il punto di prima): altrimenti un editore, con tutta la fatica che ha fatto, rischia pure di non vedere più quei soldi sudati...
  15. @MiaNonnaFuma Io direi che le cose da fare in questo caso sono due. La prima è farle scrivere subito da un avvocato per richiedere il pagamento delle royalties agli autori: basta mettersi d'accordo tra autori e dividere la cifra (se in Italia si continua a lascair perdere e lasciar fare a questi criminali sostenendo che non ne vale la pena, questo paese resterà sempre in mano a gente senza scrupoli e spesso criminale. E' duro da dirsi, ma è così bisogna incominciare a farsi valere fino in fondo). La seconda, dato che questa casa editrice ha chiuso e quindi non possiede più partita iva, è denunciarla subito alla guardia di finanza. Se vende online libri dopo aver chiuso sta vendendo in nero e in Italia è reato. Speriamo che tutto si risolvi e che questa signora abbia ciò che merita.