bukowsky77

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    Non lo dice
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    milano
  • Interessi
    alcuni dei peccati capitali, figli, cani, bella musica, libri
  1. Nero Press

    piccoli aggiornamenti/precisazioni: - è momentaneamente sospesa la ricezione manoscritti inediti (a parte i racconti per il premio Polidori attualmente in corso) - non si rilascia scheda di valutazione, ma rimane la priorità nella lettura inediti per i soci (quando riapriranno gli invii). chiaramente l'essere soci non è in alcun modo vincolante per valutazione ed eventuale pubblicazione, rigorosamente free. -è al momento in prevendita il nuovo romanzo di Claudio Vergnani, "Per ironia della morte", prequel della trilogia vampirica pubblicata da Gargoyle.
  2. Premio J. Polidori per la letteratura horror

    in effetti il denaro in palio è solo per la categoria "romanzi editi"; rispetto ad altri concorsi però la quota di iscrizione (10 euro) non è a perdere ma dà comunque diritto a due numeri della rivista, più gli eventuali servizi per i soci se interessati.
  3. Premio J. Polidori per la letteratura horror

    Premio John Polidori per la narrativa horror. Concorso indetto dall'associazione Nero Cafè e marchio editoriale Nero Press. Due categorie: romanzo horror edito e racconto inedito Scadenza: 31 maqgio 2013 Premi: denaro e pubblicazione con contratto editoriale e copie dell'antologia in omaggio. Richiesta quota iscrizione: sì, comprendente la tessera dell'associazione che dà diritto a sconti su servizi editoriali, due numeri della rivista Knife eccetera. Qui il bando con tutti i dettagli http://nerocafe.net/wp-content/uploads/2013/02/bando-PREMIO-POLIDORI1.pdf
  4. Se tuo figlio fosse gay, come reagiresti?

    Ho trascorso alcune settimane in un liceo olandese, anni fa, per uno scambio culturale. Relazioni omosessuali tra due ragazzi o due ragazze sono normali come l'acqua calda, e non destano alcuna sensazione particolare in docenti, amici, compagni di scuola, famiglie. Credo che è così che dovrebbe essere. Se non fallirò come genitore, non credo quindi che arriverò a "scoprirlo" dalla sera alla mattina. Mi comporterei semplicemente da genitore alle prese con un adolescente, con tutte le difficoltà del caso: anche senza un tema forte come l'omosessualità, sono sempre tanti e variegati i fronti: brufoli, chili di troppo, disturbi alimentazione, il primo ciclo, il primo pap test, il momento in cui dovrò dare i soldi per i preservativi eccetera... e nessuna scuola ti insegna a fare il genitore. Sarebbe insano esprimere felicità o non felicità per l'orientamento sessuale di un figlio, un po' come risentirsi per i capelli biondi o bruni alla nascita. Preoccupazione per reazioni di altri? non credo... non so. ci sono mille cose in più che mi preoccupano pensando a quando avranno una certa età. naturalente dovessi intuire difficoltà sarei al loro fianco in tutto, ma mai e poi mai dovranno sentirsi in colpa per una eventuale omosessualità.
  5. l'ultimo libro che avete acquistato

    Mercatino dell'usato, 3,50 totali per "Il carnefice" di Francesca Bertuzzi e "il boia" di Edoardo Montolli.
  6. Per cominciare (a non avere più dubbi).

    preferisco usare la prima persona al passato, ma dipende dal testo, dal ritmo, dalle sensazioni che mi dà la storia. mi capita anche di usare la terza presente, o entrambe le soluzioni nello stesso lavoro, racconto o romanzo che sia. lo sviluppo dei personaggi segue più o meno lo stesso schema. spesso do loro spazio arrivando a modificare lo storyboard, se iniziano a fare cose che non mi sarei mai aspettato e reputo possano funzionare.
  7. A proposito del lavorare più o meno gratis

    secondo me è diverso esordire con un pod o tentare esperimenti in seguito (lo stesso Massaron, dato che si parlava di lui, lo ha fatto con "i racconti dell'Ernesto in pdf gratuito").
  8. A proposito del lavorare più o meno gratis

    secondo me è diverso esordire con un pod o tentare esperimenti in seguito (lo stesso Massaron, dato che si parlava di lui, lo ha fatto con "i racconti dell'Ernesto in pdf gratuito").
  9. A proposito del lavorare più o meno gratis

    e a proposito dei big della scrittura... ecco che a volte si mischiano anche con noi umili emergenti, e non necessariamente in salotti d'elite...
  10. A proposito del lavorare più o meno gratis

    "residui" era già un piccolo oggetto di culto, pur uscito per una realtà come Addictions che non so a livello nazionale quanto fosse diffusa.
  11. A proposito del lavorare più o meno gratis

    credo sia fisiologico possa capitare, ma secondo me le percentuali di imbattersi in schifezze tra un testo autoprodotto e uno che ha superato una rigida selezione sono molto diverse...
  12. A proposito del lavorare più o meno gratis

    su questo non sono d'accordo. credo che l'approccio "mi autoproduco tanto gli editori pubblicano solo schifezze" sia un luogo comune dei più triti e ritriti, un po' come "via Padova a Milano non è un quartiere sicuro" eccetera. Un piccolo editore free non può che pubblicare un testo in cui crede ciecamente - e anche vendendo le 3 o 400 copie che ne farebbero un successo editoriale per la dimensione finirebbe comunque in perdita. Quanto ai grandi editori, ogni volta che entro in libreria, a parte la Parodi e i vampiri damerini, trovo deozzine di titoli che porterei a casa, e di molti di essi non si sente parlare, ma ci sono. Date un'occhiata alle classifiche di vendite mensili, annuali, web, delle librerie, quel che volete: su 10 titoli, a parte i due o tre spettanti al comico di turno o al fenomeno editoriale del momento (vampiri emo, slave edulcarate eccetera) e che servono a finanziarie migliaia di altre uscite interessanti, la maggior parte è sempre rappresentata da libri di valore e degni di interesse. esempio: http://www.fnac.it/I-Libri-piu-venduti/l7073?SID=dfb23463-7591-abd6-304a-1acadc43e7f1&UID=040A4B094-0BA8-4897-3D4F-875CAE950C25&Origin=zanox872291&OrderInSession=1&TTL=060620131028 altro esempio: http://www.hoepli.it/classifiche.asp Non è vero, e ripeto, secondo me non è vero ma proprio per niente, che gli editori danno alle stampe solo schifezze o di scarso valore. Classifiche e presenze in liberira e/o catalogo lo testimoniano. Un altro motivo per cui non mi autoprodurrei mai (al momento) è che molti portali web, blog o testate giornalistiche non recensiscono né promuovono pod, al pari di eap, e sono occasioni in meno. Però è un altro discorso e andrei ot, non vuole essere in ogni caso un giudizio negativo verso che sceglie di autoprodursi. Solo, con decine e decine di editori free e che pubblicano esordienti, da einaudi e 0111, preferisco affidarmi al parere di soggetti terzi per vedere se la mia scrittura merita di rubare tempo a eventuali lettori...
  13. A proposito del lavorare più o meno gratis

    Si vede che non hanno mutuo e famiglia sulle spalle :trollface:
  14. A proposito del lavorare più o meno gratis

    può darsi... in realtà, parlo per me, non ho l'ambizione di produrre "arte". preferisco considerarmi un artigiano delle parole, scrivo al meglio ciò che mi viene richiesto, non mi affido all'ispirazione per produrre, la sindrome della pagina vuota secondo me non esiste. mi accontento di sfornare narrativa di intrattenimento, senza coltivare ambizioni più alte. Per questo mi piace che il mio lavoro venga "sporcato" da un compenso (denaro ma non solo; cinsidero compenso anche copie, visibilità, pubblicità, opportunità di altri lavori retribuiti, lettura di altro materiale da parte di un editor, inviti a presentazioni con vitto e alloggio pagati eccetera). Inoltre, soldi a parte, mi piace parlare con i lettori dei miei scritti, incontrare persone, discutere di libri. Ma sono lettori che voglio conquistare sulla carta (o su un e-book, tocca adeguarsi) dopo aver sgomitato ed essermi conquistato la pubblicazione previa selezione, questa magari è più una cosa mia, ed è per questo che per ora preferisco non affidarmi ad autoproduzioni o pod. Se pubblico è perchè un altro soggetto mi ha scelto.
  15. A proposito del lavorare più o meno gratis

    io distinguerei nettamente tra la figura artistica dello scrittore e chi lavora come editor/grafico/impaginatore/ revisore bozze eccetera nelle redazioni, dove gratis non presterei nemmeno un minuto del mio tempo, come in qualunque altro lavoro...