Cappello di Meringa

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  1. Vero e non vali di più nemmeno descrivendoti come femmina. Per questo è irrilevante. Il forum già dà la possibilità, a chi lo desidera, di dichiararsi maschio o femmina. Basta accedere al profilo e compilare la casella "Genere". Allo stesso modo è possibile mettere un'indicazione sul "Rank" trasformando sognatore in sognatrice o quel che si vuole. Tu invece, con la tua richiesta assoluta di specificare "scrittore o scrittrice, lettore o lettrice ecc." all'interno dello spazio dedicato, in realtà, esclusivamente al ruolo (che nulla ha a che vedere con il sesso della persona), vuoi obbligare tutti, nessuno escluso, a dichiarare al mondo il proprio genere, per il solo fatto di essersi iscritti. Non pensi che potresti mettere in difficoltà qualcuno? Penso ai casi in cui uno stesso account è usato da più persone (ad es. il caso delle case editrici e delle agenzie). Penso a chi pubblica con uno pseudonimo per questioni di sicurezza personale e vuole mantenere il segreto assoluto su di sé. Penso ai rari ermafroditi e alle persone in crisi d'identità, a quelle che vogliono cambiare il loro genere perché non si riconoscono nel loro corpo. Penso a tutte le persone a cui, semplicemente, non va di mettere questa informazione on-line, per motivi loro che in questo momento non ci vengono neanche in mente e che, in definitiva, non ci devono interessare. Su questo concordo con te. Amore e rispetto per tutti. Ti invito a porti qualche domanda e ad approfondire meglio la faccenda.
  2. @frida manara io mi sono iscritta al forum per parlare di scrittura, libri ed editoria. Mi aspetto di essere considerata da te e dagli altri utenti per come mi pongo, per le mie qualità caratteriali e professionali, per come riesco ad aiutare gli altri e per la mia disponibilità a condividere esperienze, no di certo per il mio genere sessuale. Se scrivo bene e mi comporto ammodo, spero di essere apprezzata; se insulto o disturbo spero che qualcuno mi faccia notare il mio cattivo comportamento. E questo indipendentemente dal fatto che io sia femmina o maschio. L'intelligenza, la sapienza e la bontà d'animo non dipendono dall'appartenenza a un sesso piuttosto che a un altro. Mi sfugge quindi l'importanza che ha, in questo forum, la questione del "genere". Se si trattasse, ad esempio, di un sito sulla gravidanza o sulla menopausa potrei capire questa tua necessità (le testimonianze dirette delle donne per me valgono di più dei pareri degli uomini che non vivono certe esperienze sulla loro pelle); qui no.
  3. Io ti suggerisco "Comandante" (o Capo-sezione). Ho pensato al motivo per cui i tuoi lettori ti hanno chiesto di cambiare i gradi militari, ma hanno accettato senza problemi quello di "maggiore". La spiegazione che mi sono data è che "maggiore" è sì un titolo militare odierno, ma, tra tutti (capitano, colonnello, maresciallo, generale ecc.), è l'unico che ha un significato slegato da tecnicismi e facilmente intuibile ossia, molto semplicemente, "colui che ha un grado più alto". Voglio dire, so che hai scritto un romanzo di fanta-scienza, ma le parole hanno un significato, trasmettono sempre qualcosa a chi legge, anche se a volte lo fanno solo a un livello inconscio. Ad es. "Risolutore" vuol dire "colui che risolve" (sottinteso "dove gli altri hanno fallito o fallirebbero"). Dà l'idea di un operativo speciale, una persona da impiegare sul campo per le missioni particolarmente difficili piuttosto che di un responsabile, ossia un caposquadra o addirittura un ufficiale in carriera a cui è stato affidato un incarico direttivo e gestionale. (E il discorso di @quandechesimangia lo conferma.) Se i lettori approvano la scelta di "maggiore" per indicare chi ha il grado maggiore all'interno di una squadra, perché non proponi di chiamare chi ha il comando di un'intera sezione, molto semplicemente, "Comandante"? Io sono contraria all'uso dell'inglese senza motivo, però devo ammettere che ora vanno di moda gli anglicismi per cui potresti anche optare per Master, Commander, Specialist in chief. «Vi informo che per questa missione il Comandante Niko ha affidato l'operativo Writer alla squadra del maggiore Grandis.» «Chi è quello?.» «Il Comandante Niko. È a capo della sezione operativa.» «Chi è quello?.» «Niko, lo Specialist in chief degli operativi.» «Chi è quello?.» «Niko, il Capo-sezione degli operativi.»
  4. Ma allora ho fatto giusto. W! @Vincenzo Iennaco mi hai contagiato, questi sono farina del mio sacco: Come gli astri del cielo gli uomini mi chiamano, ma è nel blu del mare che essi mi trovano. Dieci stanno in piedi e lì rimangono anche se ti siedi.
  5. Ciao @frida manara , anche io sono iscritta da poco (anche se da un po' più di te, da una quarantina di giorni). Benvenuta! Com'è piacevole essere circondati da uccelli canterini: gli alberi tutt'attorno casa mia sono pieni di nidi di varie specie e io sono abituata a svegliarmi e addormentarmi con il loro cinguettio. Pensa che qualche volta ho trovato pure un pavone sul tetto: non cantava, ma la sua bella figura la faceva lo stesso. Anche io amo molto la pioggia. L'indicazione "Scrittore - Lettore - Editore - Blogger - Libreria" che vedi a sinistra sotto la tua immagine di profilo serve unicamente per far capire alla community il tuo ruolo nel mondo dell'editoria (dalle F.A.Q.: se hai pubblicato un tuo libro sei definita "Scrittore", se fai parte di una casa editrice devi invece mettere "Editore", se gestisci un negozio di libri va selezionato "Libreria" e così via). Non ha nulla a che vedere con il genere o con altre tue caratteristiche personali. Se tu, giustamente, vuoi specificare agli altri utenti che sei una femmina, lo puoi fare accedendo al tuo profilo e selezionando "Donna" nella casella "Genere". Lo staff e i Sostenitori ti spiegheranno sicuramente meglio di me come fare. Se poi modifichi anche il "Titolo utente" da "Sognatore" a "Sognatrice" (come @Niko ti ha suggerito) vedrai che sarà chiaro a tutti (o quasi, qualche distratto c'è sempre). Penso che all'inizio, per ambientarsi e per capire tutte le possibilità che offre il Writer's Dream, sia necessario darsi del tempo e darlo anche alla comunità. I primi giorni poi, per imparare le norme e le impostazioni del forum, io ho dovuto rileggere le F.A.Q. e i regolamenti un sacco di volte e ho anche chiesto aiuto allo staff con messaggio privato. Con il tempo diventa tutto più facile e intuitivo. Non preoccuparti! Soprattutto vedrai che nel forum troverai persone che sapranno guardare oltre le differenze di genere e che ti considereranno per come sei e per quello che hai da dare, al di là dell'esser maschio o femmina.
  6. Buondì! Propongo due soluzioni alternative, magari da usare solo all'inizio di ciascun dialogo (solo per le prime parole che il personaggio dice) oppure per tutte le parole, ma solo nel primo discorso. 1- l'uso dell'apostrofo al posto di "r". Esempio: «Antonio, p'anziamo insieme?» 2- l'uso di un simbolo IPA (alfabeto fonetico internazionale) che, in effetti, è il modo ufficiale per trascrivere le varie pronunce, normali e varianti. In questo caso, dato che esistono vari tipi (e varie cause) di "erre moscia", bisogna prima scegliere quale far adottare al personaggio. Esempi: «Antonio, pɾanziamo insieme?» «Antonio, pʁanziamo insieme?» (Per enfatizzare, si può scrivere il simbolo un po' più in grande rispetto le altre lettere oppure in corsivo o in grassetto.) A questo indirizzo c'è lo schema IPA: https://www.internationalphoneticassociation.org/sites/default/files/IPA_Kiel_2015.pdf Qui invece ci sono delle spiegazioni sulle pronunce in generale e sulle vibranti e la erre in particolare (utili per usare lo schema IPA): http://linguistica.unicas.it/schirru/fonetica_dispensa.pdf http://www.unive.it/media/allegato/download/Lingue/Materiale_didattico_Poletto/0607_glottologia_e_linguistica/Fonologia2.pdf http://www.treccani.it/enciclopedia/vibranti_(Enciclopedia-dell'Italiano)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/r/ Il lettore non avrà problemi a capire il significato se, nello scritto, viene prima spiegato che il personaggio ha un diverso modo di articolare i suoni. Ho fatto qualche esperimento con il caso di @Ludwig von Drake. Piersilvio gli risponde con tono sfacciato, come se stesse parlando con un amico e mi accorgo solo ora che ha la erre moscia: «Che cosa dov'ei di'vi? Anche voi potete sbaglia'e.» «Il mio piatto era perfetto considerato quello che ho potuto acquistare da quei cinesi carissimi. Fossi in voi, guarderei meglio il piatto di Gennaro, è una merda oltre che essere scopiazzato da una ricetta vecchia un secolo. Se io e lui avessimo un ristorante, voi verreste da me tutta la vita. Lui non dovrebbe neanche essere qui con noi.» Piersilvio gli risponde con tono sfacciato, come se stesse parlando con un amico e mi accorgo solo ora che ha la erre moscia: «Che cosa dovɾei diɾvi? Anche voi potete sbagliaɾe. Il mio piatto eɾa peɾfetto consideɾato quello che ho potuto acquistaɾe da quei cinesi caɾissimi. Fossi in voi, guaɾdeɾei meglio il piatto di Gennaɾo, è una meɾda oltɾe che esseɾe scopiazzato da una ɾicetta vecchia un secolo. Se io e lui avessimo un ɾistoɾante, voi veɾɾeste da me tutta la vita. Lui non dovɾebbe neanche esseɾe qui con noi.» Piersilvio gli risponde con tono sfacciato, come se stesse parlando con un amico e mi accorgo solo ora che ha la erre moscia: «Che cosa dovRei diRvi? Anche voi potete sbagliaRe.» Poi continua, sempre con quella sua strana pronuncia: «Il mio piatto era perfetto considerato quello che ho potuto acquistare da quei cinesi carissimi. Fossi in voi, guarderei meglio il piatto di Gennaro, è una merda oltre che essere scopiazzato da una ricetta vecchia un secolo. Se io e lui avessimo un ristorante, voi verreste da me tutta la vita. Lui non dovrebbe neanche essere qui con noi.» @Ludwig von Drake che ne pensi? C'è qualcosa che ti ispira per il tuo romanzo?
  7. Dedicato a tutti gli appassionati di Frozen della Disney, in particolare a @AryaSophia, a @wivern e a @quandechesimangia (per via delle vostre immagini di profilo passate o presenti). Anche a me questo film è piaciuto molto! Per tutti indistintamente: che troviate sempre il modo di uscire dalle tempeste della vita e che possiate incontrare degli amici veri come Olaf e Sven. Buon lavoro a tutti cit. ** ...diventerò luce che brillerà * * (All'alba sorgerò, Disney Frozen OST)
  8. Buondì! Dopo averci rimuginato per più di una settimana, ecco le mie risposte: Ehm, l'avevo scritto io che:
  9. @Sasa866 Temo che il termine flyscooter sia un marchio registrato (tra l'altro proprio di scooter) e quindi inutilizzabile: http://www.trademarkia.com/flyscooters-77451112.html https://en.wikipedia.org/wiki/Flyscooters https://www.ufficiobrevetti.it/faq/differenza-brevetto-marchio/ Ho letto entrambe le versioni che hai postato qui in Officina: io ho preferito la prima stesura, ma si tratta di una questione veramente molto soggettiva. Un diamante per la Resistenza è la storia di un gruppo di giovani indomiti che combatte contro il crimine. La trama, lo svolgimento dei fatti a me è parsa semplice e lineare e l'ho capita senza difficoltà: questo è un fatto sicuramente positivo. Di contro nel racconto non ho trovato alcuna suspence, mi é mancato quel qualcosa in grado di tenermi incollata alle pagine, quel qualcosa che mi abbia fatto pensare "devo assolutamente sapere come si evolverà la faccenda" (= "devo assolutamente comprare il libro"). Spesso i lettori decidono l'acquisto di un'opera sulla base delle prime pagine lette (l'anteprima on-line o una rapida occhiata in libreria), se non trovano niente d'interessante molto probabilmente passeranno ad altro. Per aiutarti a capire cosa intendo ti suggerisco di leggere gli scritti di due utenti del WD: Narat Levica - prologo di Nekora (in Officina) e l'inizio de I ladri del tempo di Antoni Vargas (in I nostri libri - anteprima negli store on-line). Nel primo caso mi è sorta spontanea la domanda "dove saranno finiti i due protagonisti? Cos'ha fatto di tanto terribile l'uomo da essere perseguitato costantemente da incubi?", nel secondo caso mi sono chiesta "Come si fa a rubare il tempo? Cosa succede quando qualcuno ruba il tempo?". Di scontri tra bande, di ribelli e di lotte alla criminalità è piena la letteratura e pure la realtà, cos'ha di diverso, di particolare, la lotta che descrivi tu? Prova a renderla speciale, inserisci qualche elemento accattivante. Per catturare l'attenzione di chi legge, puoi puntare sulle motivazioni dei personaggi (ad es. Kim deve impedire un evento nefasto causato da Frank) oppure sulle modalità di svolgimento delle azioni (inventa qualche tecnica nuova di scontro o di ribellione) oppure sulle conseguenze degli eventi (ad es. il gas si diffonde attraverso i condotti dell'aria e contamina tutto l'edificio, nell'edificio risiede un illustre politico pro-Dragonflies, il politico é allergico al gas. Riuscirà la nostra eroina a vincere lo scontro con i mafiosi e a giungere in tempo per salvare l'uomo?) o ancora su qualche colpo di scena (ad es. Kim sta per sopraffare Frank quando viene colpita da un mafioso: riuscirà a salvarsi? Nonostante la ferita grave, ce la farà a sconfiggere il boss criminale?) . I miei esempi sono stupidi, ma tu lavora su questo aspetto. Non serve affatto stravolgere tutto il racconto, per creare interesse a volte basta una piccola aggiunta (irrilevante per la storia principale, ma in grado di stuzzicare nell'immediato la curiosità del lettore) oppure una breve anticipazione, resa con un po' di mistero, di un importante fatto di cui sarà narrato successivamente. Se tu non volessi modificare la trama neppure minimamente (comprensibilissimo) ci sono altri modi per catturare l'attenzione. A questo scopo ti consiglio di adottare uno stile di scrittura più coinvolgente e ricco di pathos; anche solo un ritmo incalzante (e in crescendo) è in grado di creare tensione e infondere ansia in chi legge. Ti riporto qualche esempio: (Tratto da Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowling, trad. B. Masini, 2001, Salani editore.) (Tratto da Passione pericolosa di L.M.Rice, trad. V. Pezzoni, 2015, Sergio Fanucci editore.) Le tue descrizioni dei luoghi e della sostanza soporifera secondo me sono buone: io sono riuscita facilmente ad immaginare il contesto, i luoghi della narrazione e altrettanto bene ho intuito le proprietà e gli usi di questo "respiro di Saturno". Mancano invece completamente le descrizioni dei personaggi principali e delle scene d'azione. Quando leggo devo potermi immedesimare nella storia, devo legarmi ai protagonisti e per far questo ho bisogno di conoscere, di entrare nel dettaglio, di sapere il perché e il percome delle decisioni, dei comportamenti e delle conseguenze. Devo anche potermi figurare la scena, chi fa cosa, come lo fa, dove lo fa e come rispondono gli altri. Kim e Frank sono solo nominati, scrivi che lei è la leader dei "nostri" e lui il capo mafioso: a me piacerebbe sapere come mai i due sono finiti in quei ruoli/ qual è il loro passato (gli eventi salienti), che tipo di carattere hanno, qual è la loro età, quali sono le abilità e le caratteristiche fisiche... Mi aiuterebbe a farmi un'idea dei protagonisti e a provare empatia. Le scene d'azione ugualmente sono solo accennate. Io-lettrice ne voglio le descrizioni, perché devo poter vedere nella mia mente lo scontro, le azioni di offesa/difesa, devo poter immaginare le emozioni e le sensazioni dei protagonisti, devo capire i loro pensieri e leggere i loro commenti ad alta voce. Ho bisogno di sapere se Frank e Kim colpiscono e come lo fanno (ad es. combattono a mani nude o usano armi e se usano armi, quali? Se le armi si scaricano ripiegano sul corpo a corpo o le ricaricano subito o fuggono o che altro..? Combattono seduti sulle moto o vengono atterrati o decidono loro di scendere..?); ho bisogno di sapere se rimangono feriti, se si nascondono, se chiedono aiuto e se si fermano a prestare soccorso; ho bisogno di sapere se mantengono il sangue freddo, se incoraggiano i loro ragazzi, se danno ordini o lasciano "mano libera", se hanno attimi di tentennamento e, se li hanno, cos'è che li fa riprendere. Ti era già stato detto: show, don't tell. Prova a sviluppare il racconto in questo senso, allungalo arricchendolo. E' vero che il troppo stroppia, ma qui lo scritto è troppo poco. Ti faccio un esempio di una scena d'azione ben mostrata: (Tratto da Balck Moon - L'alba del vampiro di K. Arthur, trad. D. Di Falco, 2010, Newton Compton editore.) Ecco un esempio della descrizione di una protagonista: (Tratto da Passione pericolosa di L. M. Rice, trad. V. Pezzoni, 2015, Sergio Fanucci editore.) Prima di mettere mano nuovamente al testo, secondo me sarebbe meglio se tu ti dedicassi alla lettura (tanti libri soprattutto di avventura e thriller) e a esercitarti nella scrittura, in particolare nella resa delle scene d'azione e nella caratterizzazione dei personaggi (osserva un cane che fa la guardia, un bambino che gioca, una signora che fa shopping, poi sul tuo taccuino descrivi la scena sforzandoti di scrivere minimo una facciata - alla fine puoi anche postare i risultati qui sul forum, in Frammenti). Mi sono permessa di leggere la versione originale della storia, quella che hai caricato sul tuo sito personale nel 2011. Il paragrafo IV del capitolo 1 (mi riferisco a questo qui: https://undiamanteperlaresistenza.wordpress.com/2011/06/14/capitolo-1-parte-iv/), perbacco è davvero un bel pezzo! (Ha bisogno di una correzione sintattico-grammaticale e di un leggero editing, ma questo è un altro discorso.) Significa che le qualità le hai, riprendi a scrivere alla stessa maniera di come hai scritto quel brano e per me sfornerai un romanzo con i controfiocchi! Ho fatto un commento lunghissimo , spero almeno d'averti dato qualche spunto utile. Un abbraccio, a presto
  10. Segnalo un errore di contenuto: Il solo esaurimento del petrolio non può arrestare/impedire la produzione della plastica. Questo materiale infatti, già al giorno d'oggi, viene realizzato a partire non solo dal petrolio, ma anche da fonti rinnovabili come l'alcol, il metano, il mais, la patata e molto altro; una gran parte degli oggetti di plastica fortunatamente vengono anche dal riciclo della stessa. Fonti: http://www.lifegate.it/imprese/news/utilizzare-inquinamento-per-realizzare-plastica-bioplastica http://www.corepla.it/cosa-si-fa-con-la-plastica-riciclata http://www.treccani.it/enciclopedia/bioplastica/ http://www.ilfattoalimentare.it/bioplastica-sostituire-plastiche.html
  11. @Nekora usi un linguaggio davvero poetico e suggestivo, non è da tutti, complimenti! Non vedo l'ora di leggere il proseguimento della storia. Ho effettuato una mia revisione del testo (di quest'ultima versione messa sul forum). In fondo ho scritto le indicazioni delle correzioni che ho apportato e le relative spiegazioni. @Nekora Cosa ne pensi? Sono stata sufficientemente rispettosa del tuo lavoro? @Plata @Miladynadia @Black @Deby Trovate che così il testo vada meglio o no? (Chiedo a voi in particolare perché avete commentato il racconto.) Ecco il prologo così come l'ho revisionato. Silenzio. L'unico suono che rompe la calma è il leggero ronzio di una mosca che sbatte ripetutamente su di una finestra. Un respiro regolare proviene da una sedia posta all'entrata di una biblioteca, un uomo ci dorme sopra. Indossa un gilè nero, dei pantaloni marrone scuro e dei mocassini vecchi e logori; due maniche bianche gli coprono le braccia robuste e un orologio da tasca gli cade sul petto. La carnagione è chiara e ha molte cicatrici sulle mani, il viso è incorniciato da una folta barba scura mentre i capelli sono corti e brizzolati. L'espressione sul volto è rilassata, la bocca carnosa è schiusa. L'uomo russa, ha un naso abbastanza imponente; gli occhi piccoli sono chiusi e le sopracciglia rilassate. L'uomo è afflosciato da qualche ora su quella scomoda sedia, viene scaldato dal sole mattutino; si è addormentato in fretta, affacciato alla piazza per guardare le poche persone che si avventurano fino a quell'angolo del paese. Non aveva dormito bene quella notte, e neanche le notti prima; nonostante tutti quegli anni di calma non riesce a riposare tranquillo se non di giorno. La biblioteca è molto grande, giganti cancelli di ferro anticipano di qualche metro la massiccia porta di legno. All’interno dell’edificio sono presenti due piani di imponenti e intarsiati scaffali di betulla, traboccanti di libri, alcuni più recenti, altri molto più datati. Una grande scalinata di legno è al centro dell’immenso salone; vicino all'entrata c'è un bancone con una vecchia cassa, un calendario, alcune penne e molti libri rovinati, pronti per essere restaurati, che riempiono l'aria dell'intenso e vissuto odore di pelle. Una donna è seduta dietro al bancone, ha in mano un vecchio manoscritto al quale sta attaccando alcuni fogli mancanti, i suoi occhi nocciola osservano con amore il libro e le scheletriche dita lo sfiorano con dolcezza. Ha una carnagione color pesca, porta i lunghi capelli bianchi raccolti in una treccia che cade sulla spalla destra: sta sorridendo. Ogni tanto si passa la lingua sulle labbra rosse e si porta dietro le orecchie alcune ciocche di capelli. Una campanella suona e l'uomo si sveglia di soprassalto. Stava sognando nuovamente un paio di magnetici occhi neri, gli stessi che perseguitano da tempo i suoi peggiori incubi. Una forte rabbia lo assale e si disgusta per le scelte compiute in passato: si sarebbe mai liberato di quell’ombra? Lentamente si alza dalla sedia, guarda la piazza: i raggi del sole scaldano davvero troppo a quell'ora del giorno. Colto da un impeto di rabbia colpisce la sedia che cade a terra causando un rumore sordo che rimbomba per la piazza: i passanti si girano a guardarlo. Così come se il colpo fosse stato solo un incidente, l'uomo scoppia in una risata innocente e fa un gesto in direzione delle persone che lo osservano curiose. Prende la sua sedia e, come se nulla fosse, la poggia di fronte alla donna. Guarda il calendario e conta con le dita qualcosa, poi, improvvisamente, il volto gli si illumina. I due si scambiano uno sguardo complice e, capendo di aver avuto lo stesso pensiero, si sorridono. Guardano il libro: è grande, nero, coperto di scaglie e di quella che sembra una pelliccia ormai logora. Agli angoli ha placche d'argento e l'intestazione è finemente cucita con fili dello stesso metallo; sulla copertina è raffigurata una piuma d'oca bianca e una boccetta d'inchiostro contenente un liquido dalle mille sfumature. Un nastro verde fa da segnalibro, è tagliato alla base in più striscioline per ritrovare velocemente i molti punti importanti. La donna accarezza la copertina sorridendo a occhi chiusi, l'uomo poggia la mano sull'esile spalla della compagna: i loro volti esprimono serenità. L'uomo si schiarisce la voce e sussurra: «Ti va di salutare dei vecchi amici?» La donna sorride e annuisce, lo guarda mentre poggia anch'egli la mano sul libro. Si guardano negli occhi e sussurrano due parole a loro molto care, cariche di ricordi. Rimangono in attesa per qualche secondo, in preda ad un gradito déjà-vu. Una luce arcobaleno scaturisce dal libro e li avvolge, mentre un profumo dolce inonda la stanza: i due non paiono sorpresi, sembrano felici. D'un tratto la luce sparisce, porta con sé l'uomo e la donna. Rimane solo il grande volume sul bancone. Fuori si odono le risate dei ragazzi, come lo stesso giorno di molti decenni prima. *** In grassetto sottolineato ci sono le parti che ho modificato/corretto, tra parentesi () le spiegazioni. (0) riscritto (1) cancellato: per me sono dettagli superflui, allungano la descrizione (già corposa e molto particolareggiata) e rischiano di annoiare il lettore (2) cancellato: "brizzolati", se riferito a barba e capelli, già significa "che cominciano a incanutire" (rif: dizionario laRepubblica.it) (3) cancellato. "Schiusa" significa "poco aperta": l'aggettivo "leggermente" (sinonimo in questo caso di "poco"), essendo già compreso nel significato di "schiusa", per me non va messo (sarebbe ridondante) (4) riscritto: il russare o meno non dipende solo dalla conformazione del naso (5) sostituito con "afflosciato". L'immagine di una persona stravaccata, semi-distesa, così spossata che non riesce neanche a stare dritta su una sedia, a me rende meglio la sensazione di stanchezza da insonnia rispetto all'immagine di un uomo normalmente seduto. Dal momento che l'uomo, sulla sedia, sta dormendo, secondo me è naturale che sia almeno un po' afflosciato. Alternative: stravaccato, semi-disteso (6) avendo tolto precedentemente la descrizione dei locali esterni alla biblioteca (per alleggerire il racconto), ho dovuto togliervi i riferimenti: il senso della frase non ne risulta alterato (7) qui si sta descrivendo il cortile della biblioteca (l'area di alcuni metri tra i cancelli e la porta): l'uomo non può esser seduto lì visto che prima è scritto che si trova proprio all'ingresso (e non nello spazio davanti). In ogni caso, nel dubbio, secondo me è meglio non entrare nello specifico per non rischiare di confondere il lettore (8) cancellato (9) ho invertito le due frasi per rispettare la cronologia delle azioni: l'uomo si sveglia mentre sta sognando - viene descritto il sogno - poi l'uomo si alza. Ho aggiunto "da tempo" (10) la virgola non è necessaria (11) riscritto per maggior chiarezza espositiva (12) sostituto "quelle" con "delle" (13) tempo verbale sbagliato: si sta raccontando al presente e l'azione in questione è ancora in corso (13 bis) sostituito il verbo guardare con osservare per evitare la ripetizione con la frase precedente (14) aggiunte le virgole (15) "cosa" è un termine molto generico e per questo abusato: secondo me (e anche secondo una delle mie insegnanti di italiano) laddove possibile è meglio sostituirlo dimostrando di possedere un ricco vocabolario (16) sostituito "manoscritto" con "libro" (17) due punti al posto del punto e virgola (18) secondo me "pelliccia" è un termine più fine e indica ugualmente una copertura pelosa. Ho aggiunto "di". (19) riscritto per una maggior chiarezza espositiva (20) riscritto per chiarire in modo più efficace la funzione di un segnalibro multiplo (21) cancellata la virgola (22) riscritto per arricchire il vocabolario ("sono rilassate" è un'espressione già usata nel testo) (23) riscritto e alleggerito degli aggettivi che possono annoiare il lettore con dettagli superflui e già noti (24) cancellato: l'esser felici non è in contrasto con l'esser sorpresi (25) riscritto per conferire maggior dinamicità e immediatezza. Inoltre ho sostituito "i due bibliotecari" con "l'uomo e la donna". Nel testo non viene mai specificato che il protagonista maschile è uno dei custodi della biblioteca (e riguardo la donna si dice solo che sta "dietro al bancone"), quindi il lettore potrebbe non capire bene a chi ci si sta riferendo. In questo punto della narrazione per me non c'è la necessità di spiegare la professione dei personaggi: suppongo che si capirà nei capitoli seguenti che i due di cui si narra nel prologo sono i bibliotecari. *** Grazie 1000 a Nekora per aver scritto e postato sul forum l'inizio del suo romanzo e grazie di cuore in anticipo a tutti quelli che avranno la pazienza di leggere questo mio lunghiiiiiiiiiissimo commento. L'ho fatto così per diletto, spero sia cosa gradita da cui trarre spunti migliorativi. Ora aspetto i capitoli successivi.
  12. "Se intravedono una possibilità di guadagno, perché non dovrebbero sfruttarla?" Posso avere i milioni?
  13. Vincenzo, come ho già avuto modo di dirti, hai scritto un indovinello bellissimo, sembra una poesia. Secondo me inventare indovinelli classici è un ottimo esercizio linguistico. Ti ringrazio in anticipo se vorrai riportare qui qualcos'altro dal tuo quaderno di enigmistica.
  14. Le soluzioni postate da @Vincenzo Iennaco e da @emilianoem sono tutte e tre giuste, complimenti! Ora scrivete qual è il significato di questa frase, se lo sapete. Liberamente tratto da Esperienza A-AH! di M. Gardner (trad. A. Iorio), RBA edizioni
  15. Un esperto di arti marziali non ragiona così. Le arti marziali non si basano sull'uso della forza fisica (o lo fanno solo in minima parte), piuttosto danno valore alla tecnica, alla velocità, all'agilità, alla prontezza di riflessi. Molto spesso nelle arti marziali la forza muscolare e il fisico alto e grosso dell'avversario vengono usati a tutto vantaggio del "martial artist" contro chi lo attacca. Risolvi il problema cambiando due parole: "applicai una tecnica che non era nei manuali". I maestri di arti marziali si propongono d'insegnare, oltre alla tecnica, un vero e proprio modus operandi, una mentalità con cui affrontare il combattimento, grazie alla quale di volta in volta il "martial artist" adatta la sua risposta all'attacco dell'avversario. Ecco perché Tuttavia per interiorizzare e far propria questa capacità occorre molto tempo e molto allenamento, quindi a parer mio è corretto che durante un test di valutazione si cerchi di porre la persona in difficoltà usando mosse non "da manuale", proprio per capire il suo grado di esperienza e abilità. Io stessa (anni fa) ho "vinto" un incontro spiazzando il mio avversario con una mossa non conosciuta da lui, quindi... Per descrivere il combattimento usi solo il termine "mossa". Puoi arricchire il testo con parole come "pugno", "calcio", "parata", "presa", "proiezione a terra": questi sono vocaboli di uso comune e quindi il racconto rimarrebbe facilmente comprensibile a tutti. Sai cosa puoi fare? Vai in una palestra dove si pratica la disciplina che ti interessa e chiedi il permesso al maestro di assistere (come spettatore) a qualche mese di lezioni: potrai farti un'idea più precisa di queste arti e il tuo romanzo sarà più verosimile. Ti faccio un grande "in bocca al lupo" per il tuo lavoro!