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Cappello di Meringa

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  1. Torta di limoni e fragole (d'estate) o mele (d'inverno) Ingredienti: - 250 g di farina 00 - 150 g di zucchero - 120 g di fragole (o 1 mela) - 200 ml di olio di semi - 2 uova - 2 limoni - 1 bustina di lievito istantaneo Preparazione: monta le uova con lo zucchero per 10 minuti, quindi aggiungi l'olio, poi il succo e la scorza grattugiata dei limoni e continua a mescolare. Versa a pioggia la farina e, per ultimo, incorpora anche il lievito. Versa l'impasto in una tortiera, distribuisci sulla superficie le fragole (o la mela) tagliate a piccoli pezzettini e cuoci in forno a 180°C per 45 minuti. (Nel caso della mela i pezzettini vanno bagnati con un poco di succo di limone altrimenti anneriscono.) La ricetta è tratta dal mio primo volume di pasticceria casalinga (pubblicato con Youcanprint, I edizione). Buona preparazione!
  2. Auguri Emy e Simone Volponi!

    Buon compleanno anche da parte mia @Emy. Mi ha fatto piacere chiacchierare con te di A spasso con Bob. Tanti auguri anche a te @simone volponi!
  3. Frullato di datteri e cachi

    @quandechesimangia hai un'altra ricetta con i cachi. I cachi devono essere molto maturi (di colore arancione scuro e con la buccia traslucida), altrimenti risultano immangiabili. Sono tra i miei frutti preferiti, purtroppo è molto difficile comprarli, nel senso che sono molli (da maturi) e mal sopportano il tragitto negozio - casa, a volte arrivano che sono ridotti a marmellata. In questo caso usarli per un frullato risolve i problemi. Frullato di datteri e cachi Ingredienti per 1 porzione abbondante: - 2 cachi - 8 datteri essiccati - 200 ml di latte (1 bicchiere) Preparazione: lava i cachi, estrai la polpa con un cucchiaio e mettila nel frullatore. Taglia a pezzetti i datteri, elimina il nocciolo, poi aggiungili nel frullatore assieme al latte. Frulla tutto fino a ottenere un liquido omogeneo. La ricetta è tratta dal mio libretto dedicato ai frullati classici e cremosi (pubblicato con Youcanprint, I edizione). Spero che questa veloce preparazione vi sia utile!
  4. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Barattolo di pesche allo scirocco: barattolo di pesche extra-dolci maturate al vento del Sud KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  5. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Zio Peperone: personaggio dei fumetti Disney arricchitosi grazie ai suoi innumerevoli campi destinati alle coltivazioni di ortaggi. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Xtino = il contenitore dei rifiuti di chi non riesce a pronunciare la "e" KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  7. Creativitré - Contest di Halloween 2017 - Regolamento

    @swetty in questo contest possono votare anche gli utenti-non partecipanti?
  8. A spasso con Bob, James Bowen

    Infatti secondo me questo libro non è autoconclusivo, bisognerebbe leggere il seguito. Nei Ringraziamenti finali comunque James spiega che per scrivere si è avvalso dell'aiuto di un professionista, cito: Non sarei mai stato capace di mettere insieme una storia sensata senza il suo aiuto (qui si riferisce alla sua agente Mary Pachnos) e quello di Garry Jenkins. A conferma di ciò, nel colophon c'è scritto che Bowen condivide il copyright dell'opera con Jenkins anche se poi in copertina compare solo il nome di James.
  9. A spasso con Bob, James Bowen

    @swetty sono d'accordo, però secondo me dipende molto anche dal grado di disperazione (se la tua sopravvivenza dipende dal dare via un giornale, cercherai di darlo via in tutti i modi possibili). Da questo punto di vista James dimostra di essere davvero di cuore buono: nonostante ogni tanto patisca la fame, con i passanti si comporta sempre in modo cortese ed educato. Inoltre io qui volevo dire che le persone povere e/o emarginate a volte riescono a capire meglio gli altri quando hanno problemi, intendo meglio di chi nella vita non ha mai dovuto affrontare alcun tipo di difficoltà, è più facile che provino empatia insomma. Poi certamente dipende anche dal carattere. Comunque, a completamento di questo discorso, aggiungo che il lavoro per un giornale di strada permette di conoscere un sacco di persone diverse (per età, reddito, studi, professione...), ci si fa una gran cultura, è un lavoro che apre la mente e rimane impresso per sempre, almeno per me è stato così.
  10. A spasso con Bob, James Bowen

    @Mirtillasmile grazie della correzione! In effetti mi sono espressa male: con intendevo "Mi è dispiaciuto che nel libro James abbia parlato solo delle invasioni di spazio e della strafottenza perché non tutti si comportano così e il suo soffermarsi solo sul "malcostume" potrebbe portare alcuni lettori che non conoscono questa realtà a fare di un'erba un fascio." "Strilloni" è il termine usato nella traduzione italiana Pickwick del 2013, quella che ho letto io. Grazie di nuovo per la puntualizzazione!
  11. A spasso con Bob, James Bowen

    Buondì! Vorrei aprire una parentesi rispetto ai temi "caldi" fin qui affrontati. Io ho lavorato per circa 1 anno come coordinatrice di zona per un giornale di strada, come la Sally della storia, la ragazza a cui fa riferimento James quando comincia a lavorare per il settimanale londinese. Per me è stata un'esperienza bellissima, seppur non in linea con i miei studi né con la mia vocazione: nel mio caso si trattava di un quotidiano gratuito e tra i ragazzi che lo distribuivano c'erano alcuni giovani studenti, ma anche immigrati e soprattutto moltissime persone appartenenti al mondo punk. Non ho problemi a dire che sono stati i migliori colleghi di lavoro che ho avuto, non dal punto di vista professionale, ma da quello umano sì. Mi è dispiaciuto che nel libro James, infastidito dal comportamento invadente di alcuni di loro, abbia fatto di un'erba un fascio e li abbia descritti tutti in un modo un po' negativo, definendoli addirittura "strilloni" (ignoro il termine originale). Purtroppo ricordo bene quanto era difficile far sì che la gente prendesse un giornale gratis, immagino quindi le difficoltà che James ha avuto nel vendere il settimanale e che clima di grande competizione si sia creato tra lui e gli altri ragazzi della stessa zona. @Valentina Capaldi @camparino @Mirtillasmile, @luca c., @Niko, @Sasa866, @L.K.Brass, @swetty, @Emy Vi chiedo: voi avete mai preso un giornale di strada? Conoscete questa realtà? Se sì, cosa ne pensate?
  12. A spasso con Bob, James Bowen

    Infatti, l'ho fatto solo io. A domani
  13. A spasso con Bob, James Bowen

  14. A spasso con Bob, James Bowen

    Avete già tirato fuori un sacco di argomenti ! Riprendo i due temi principali della storia. - prima di Bob: il disagio della vita di strada e l'invisibilità dei poveri Temo che @L.K.Brass e @Mirtillasmile abbiano ragione: molta gente non vede, per non dire evita volutamente, i poveri e i senzatetto, di loro non si parla nemmeno sui giornali e durante i tg: si discute perché i lavoratori di una certa azienda non hanno ricevuto un aumento di stipendio, si fanno manifestazioni in piazza perché i dipendenti dei negozi sono chiamati a lavorare anche di domenica, ma non ci si occupa di chi i soldi non li ha proprio. E, per dirla tutta, anche le singole famiglie e le istituzioni contribuiscono al problema del disagio sociale: non si diventa "derelitti" se si ha qualcuno alle spalle che ci aiuta nel momento del bisogno. Lo stesso James lo fa notare: se si arriva a certe condizioni critiche è perché tutto l'ambiente intorno alla persona volge la testa dall'altra parte, che siano i genitori e i parenti stretti che si comportano in modo egocentrico, i finti-amici che alle prime difficoltà si dileguano, il prete che predica bene, ma razzola male, l'assistente sociale che se non fai una certa trafila burocratica non ti permette nemmeno l'accesso alla mensa dei poveri e ai dormitori pubblici (per le case popolari poi ci sono da affrontare anni di lista d'attesa dove se sei single non hai possibilità contro chi ha figli e riguardo al lavoro se va bene ottieni un contratto di 3 mesi di stage). In questo senso forse a Londra le cose funzionano un po' meglio visto che a James viene dato un alloggio popolare e anche la possibilità di lavorare per un giornale. Sicuramente il merito di questo libro è che ha affrontato (e ha fatto affrontare ai lettori) un argomento "pesante" in modo leggero, non è da tutti. - l'arrivo di Bob e il riscatto sociale di James Bob irrompe nella vita di James all'improvviso, come un angelo piovuto dal Cielo con la precisa vocazione di aiutare James a rinascere. Il gattone si presenta inatteso e sconosciuto, di lui non si sa nulla (e non si saprà mai nulla): da dove viene, cos'ha fatto in precedenza, che età ha, se ha avuto dei padroni... è un essere senza passato. Bob compare davanti a James e impiega tutti i suoi sforzi a stare appiccicato al suo nuovo padrone, qualsiasi cosa accada (si deve pure sorbire un doloroso microchip, la sterilizzazione, passeggiate sotto la pioggia e periodi di "magra" in cui ci sta poco da mangiare). Mentre un animale selvatico e abituato a cacciare, a far branco con altri suoi simili e a scorrazzare dove gli pare, dopo un po' che sta in una casa, di solito ambisce a tornare alla vita libera e un animale domestico si dispera e si adopera per cercare i suoi primi padroni (i cani abbandonati fanno così) Bob non mostra nessuna volontà di andarsene e nessun rimpianto, come se il suo unico scopo di vita fosse stare con James, anche se fino a poco prima era per lui un perfetto sconosciuto e un essere umano come tanti altri. Questa prima parte sa di miracolo. Io credo nei miracoli. Per me però tutto questo finisce presto. Perché in realtà per me Bob non ha questa grande rilevanza, dopo che James l'ha ufficialmente adottato, il gattone non dà nessun contributo né materiale né psicologico. A me è sembrato che James dia una grandissima importanza a Bob e che faccia ricadere su di lui tutti i meriti, ma che questa sia una visione distorta del ragazzo di come siano andate le cose, come se avesse bisogno di attaccarsi alla figura del gatto per una sorta di bassa autostima e insicurezza riguardo le sue capacità. Per me è James che ha saputo risollevarsi, è da James che è partita la volontà di cambiare in meglio ed è lui che ha lottato con tutto se stesso per realizzarsi. Molto prima dell'arrivo di Bob infatti James aveva già chiesto e ottenuto una casa (dimostrando quindi voglia di stabilità e di togliersi dalla strada), aveva già trovato un lavoro da musicista con tanto di autorizzazione (dimostrando di non voler più vivere di carità ed espedienti), era ormai alla fine del suo programma di disintossicazione e aveva già chiesto ai medici di sospendergli anche il metadone (dimostrando che voleva imparare ad affrontare i problemi e che voleva riprendersi la salute e il controllo del suo corpo). Quello che fa Bob è rendergli più facile l'ultimo passo: sul lavoro gli fa guadagnare di più e quando ha la crisi d'astinenza da metadone lo aiuta a rimanere "con i piedi per terra". Ecco, io ho trovato Bob un essere miracoloso che non ha fatto miracoli e James un essere umano che, in definitiva, non ne aveva nemmeno bisogno. Ma forse il vero miracolo Bob non l'ha fatto per James, forse il suo merito è stato portare al grande pubblico il messaggio: "i nullatenenti esistono, non giratevi dall'altra parte".
  15. A spasso con Bob, James Bowen

    No Emy, questo è un gruppo sperimentale, il primo senza animatore. Riporto qui il mio post al riguardo: gruppi di lettura: proposta per una conduzione alternativa Io ho solo dato il via alla discussione, nessuno si deve sentire vincolato e tutti possono fare riflessioni e porre domande. Proviamo, dai.
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