Cappello di Meringa

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  1. Bab-buccia di banana: calzatura araba fabbricata con un tessuto sperimentale 100% riciclabile (prodotto dalla lavorazione degli scarti delle banane) e dalla suola molto scivolosa. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  2. Unticorni = creature leggendarie che trasportano frittelle infilzate nel loro unico corno KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. Ciao Valentina, trovo davvero difficile una morte accidentale per asfissia da metano in ambienti domestici, il mio consiglio quindi è di cambiare la causa del decesso. Il metano (CH4) è il gas che viene fornito alle abitazioni: è un gas naturale non velenoso (non ha effetti tossici sull'uomo); è pericoloso perché è altamente infiammabile e in certe condizioni può esplodere (ci vuole, tra le altre cose, un innesco ad es. una fiammella o una scintilla provocata premendo un interruttore della luce); poi certamente, come qualsiasi altro gas, può provocare asfissia (mancanza d'ossigeno) se si accumula in un locale chiuso andando progressivamente a sostituire l'aria, però queste sono le mie perplessità al riguardo: - la sola asfissia (senza avvelenamento o altro) provoca tutta una serie di sintomi preliminari violenti, talmente intensi che il malcapitato non può non accorgersene e non intervenire: quando manca l'aria il ritmo delle inspirazioni si fa velocissimo, si spalanca la bocca, viene la tachicardia ecc. e scatta l'istinto di autoconservazione; per sola inalazione di metano è praticamente impossibile anche il suicidio. Una nota deve essere fatta per la questione degli atti volontari, cioè quegli incidenti tipo il suicidio o tentato suicidio. [...] Alla base di questi atti c'è un'errata convinzione, che si possa morire intossicandosi con il gas inspirato. E' un retaggio dei tempi passati, quando veniva distribuito il cosiddetto "gas di città" (tecnicamente "gas manifatturato") che, ricco di sostanze tossiche, portava rapidamente alla morte con la sua inspirazione. Tratto da La sicurezza degli impianti e delle attrezzature di distribuzione ed utilizzo di gas di R. Zecchini (USL Forlì), F. Castorina (Comitato Italiano Gas), F.Aizza (Aziensa per i servizi sanitari n.1 "Triestina"), 2009 - il gas domestico viene erogato con l'aggiunta di una sostanza puzzolente e l'odore è talmente forte e nauseabondo anche con una minima perdita che mi sembra poco credibile che la persona in casa non si accorga subito del problema, a meno che non si tratti di un anziano affetto da demenza, un malato in cura con farmaci che fanno perdere lucidità o casi simili (la puzza è voluta proprio per evitare incidenti); @ElleryQ ti cita dati relativi a un gas diverso, il monossido di carbonio (CO), quello sì assai pericoloso per inalazione, sia perché altamente velenoso (si lega ai globuli rossi meglio dell'ossigeno) sia perché è completamente inodore (impossibile accorgersene), sia perché i sintomi che provoca sono debolezza e stordimento e quindi la persona intossicata perde la normale capacità di reagire. Ecco, secondo me ti conviene proprio prendere spunto da ciò che @ElleryQ ti ha riportato e quindi scrivere che la morte del personaggio avviene per intossicazione acuta da monossido di carbonio e non per asfissia da accumulo di metano. Cosa ne dici? E' una causa abbastanza comune di morte accidentale in casa (il CO viene prodotto da impianti di riscaldamento malfunzionanti) ed è anche una "morte dolce" proprio come la vuoi tu. Secondo me l'ideale è porre la domanda ai vigili del fuoco. Puoi mandare un'email alla segreteria di una qualsiasi caserma, chiedere è lecito e rispondere è cortesia. In questo modo puoi approfittarne anche per chiarire tutti i tuoi dubbi sui pericoli dei gas nelle case. Spero di averti dato qualche spunto utile
  4. Voto 1 - Stavolta liberi del campione in carica I motivi principali (ma non unici) sono lo stile empatico e coinvolgente e la scelta di un nemico davvero invincibile. @Joyopi con questo racconto mi hai scaldato il cuore, ma mi hai anche fatto riflettere, grazie. Il carcere non solo priva della libertà, ma toglie pure la possibilità di dare e ricevere amore e colpisce anche persone completamente innocenti come partner e figli.
  5. Buon pomeriggio! Come ti ho detto, mi hai fatto venire un'idea: prova con 120 g di ricotta cremosa al posto del latte. L'ho appena preparato con questa variante: viene un frullato più denso, da mangiare a cucchiaiate, insomma proprio come piace a me. Aspetta un attimo... ce l'hai la ricotta, vero?
  6. @Fiona grazie mille e complimenti anche a te! La mia specialità sono i dolci, per il salato non saprei dirti, mi cimento raramente. Ogni tanto faccio il pane in casa, questo sì e nelle pagnotte qualche volta ho messo formaggio o verdura, però in questi casi uso il lievito naturale e il procedimento è lungo. Grazie per averlo scritto.
  7. Un frullato di banana e cioccolato?
  8. Frullato di banana e cioccolato Ingredienti per 1 porzione: - 1 banana - 2 quadratini di cioccolato fondente - 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato - 200 ml di latte (1 bicchiere) Preparazione: sbuccia la banana, tagliala a rondelle e mettila nel frullatore. Con un coltello riduci in scaglie il cioccolato e aggiungilo nel frullatore assieme allo zucchero. Versa anche il latte e frulla tutto per circa 1 minuto. La ricetta è tratta dal mio libretto dedicato ai frullati classici e cremosi (pubblicato con Youcanprint, I edizione). Buona merenda!
  9. Buona mattina a tutti, segnalo che sono aperte le iscrizioni al Gruppo di lettura n. 5

     

    Titolo e autore del libro: A spasso con Bob, J. Bowen.

    Genere: narrativa contemporanea / autobiografia

    Quarta di copertina del libro:

    Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, impaurito e malato, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde.

     

    Data di inizio lettura: a piacere, l'importante è che la lettura sia finita entro la

    Data di apertura discussione: 31 Ottobre 2017

    Perché può essere interessante: è la storia di un uomo "fallito" ed emarginato a cui l'amore di un animale ha dato una seconda possibilità ed è la storia di un nullatenente diventato ricco grazie alla scrittura. Qualche spunto di riflessione lo dà di sicuro.
    Non penso affatto che sia un capolavoro della letteratura, tutt'altro, ma è una storia vera, scritta con semplicità e per me anche questo è un valore.

    Dall'anteprima on-line:
    Non saprei spiegarmi il perché, ma dovermi prendere cura di quell’animale indifeso mi riempiva di energia. Era come se nella mia vita ci fosse finalmente un obiettivo che non fosse pensare solo a me stesso, adesso ero responsabile di un altro essere vivente.

     

              ***

    Io trovo che le persone povere hanno molto da insegnare.
    Dato che non possiedono il superfluo, per forza di cose parlano dell'essenziale e quindi ascoltarle (o leggerle) mi ricorda quali sono le cose realmente importanti nella vita.


    E poi... e poi in questa storia c'è un gatto rosso di nome Bob. 

     

              ***

    Se vuoi partecipare, rispondi a questo mio post.

    Grazie! :)

     

  10. Secondo me non è una buona idea prendere spunto dallo stile di uno scrittore in particolare, perché lo stile è quanto di più personale ci sia in letteratura. Quello che caratterizza un autore e lo contraddistingue da tutti gli altri non è tanto (o non è solo) l'idea che ha avuto per una storia, ma soprattutto la forma, il modo con cui l'ha resa. Questo è quello che rende speciale uno scrittore, che lo fa emergere dalla massa e fa affezionare i lettori. Ecco perché per me non ti serve a niente leggere 2 o 3 libri di uno scrittore "bravo", finiresti solo per scopiazzarlo, anche inconsapevolmente, mentre quello che devi fare è lavorare sul tuo personale modo di esprimerti; solo così puoi valorizzare te come scrittrice e i tuoi romanzi. Se vuoi risaltare tra i tanti non devi rifarti a qualcuno, ma essere te stessa: tu sei unica e speciale ed è questo quello che deve emergere dai tuoi scritti. Ho un metodo infallibile! Leggi più autori che puoi, anche quelli che non ti piacciono. "Prendi un poco da tutti e da nessuno in particolare." Il metodo funziona solo sui grandi numeri e sul lungo periodo, perciò il singolo autore perde importanza. Leggendo in modo variegato (per generi, autori, epoche) ti formi un vasto bagaglio di conoscenze (e quindi di capacità): aumenti il tuo vocabolario, la tua abilità nel costruire le frasi e la tua conoscenza delle strutture narrative, insomma migliori la tua capacità di comunicare; è un processo inconscio che avviene nel tempo, lentamente, ma che poi ti dura per tutta la vita. D'altro canto non ci sono valide scorciatoie: converrai con me che non basta leggere Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien per diventare ottimi scrittori di fantasy. Alcuni titoli da cui partire mi pare di averteli già indicati... Secondo me dovresti prendere minimo 3-4 libri per ognuno dei generi che fanno al caso tuo: avventura-azione, thriller, fantasy, fantascienza, romanzi per ragazzi e classici (che non devono mai mancare); prendi qualche best-seller (meglio ancora qualche long-seller) e qualche opera minore. Poi fammi sapere come va! Wow, adesso sì che mi hai messo curiosità! Vuol dire che ci sarà una lotta a distanza con armi tecnologicamente avanzate? Un confronto-scontro verbale..? Si risolverà tutto diplomaticamente? Sarà qualcosa di indiretto come la sconfitta per esaurimento delle risorse? Ci sarà una rivoluzione popolare? No, non anticiparmi niente, non vedo l'ora di leggere la storia completa! Un abbraccio, a presto
  11. Ciao @Sasa866 , grazie per aver accettato e seguito il mio commento. Stai mettendo un grande impegno nello scrivere questo tuo romanzo, complimenti, hai fatto benissimo a fare ricerche e ad approfondire la parte tecnico-scientifica. I link te li avevo mesi a modo di note bibliografiche alla mia segnalazione di errore. Nel mondo di Un diamante per la Resistenza il petrolio è esaurito e, aggiungi ora, non si produce plastica da fonti alimentari per problemi etici (mi trovi d'accordo sulla questione: è molto attuale e molto spinosa). Questo però non è sufficiente: come avevo scritto, la plastica si può già ora fabbricare a partire da Devi trovare una soluzione che comprenda tutti gli aspetti e tutte le possibilità. Attualmente la scienza e la tecnologia progrediscono molto e molto in fretta, secondo me non è facile trovare una giustificazione plausibile all'assenza della plastica demolendo l'uso di qualche tecnica produttiva. Pensaci, se già oggi si può fabbricare plastica da un sacco di cose e la si può pure riciclare cosicché, anche in caso non se ne possa più produrre di nuova, se ne avrebbe comunque dalla trasformazione della vecchia, come posso io-lettrice credere che in futuro non si abbia più plastica solo perché non si vuole o non si può sfruttare una singola risorsa (che sia il petrolio o il mais)? Secondo me puoi provare a usare altri mezzi, come ad es. scrivere che la plastica è vietata per legge... (...) Beh, sono sicura che sarai più brava di me a trovare un escamotage . Puoi aprire una discussione in "Trame & dintorni" (Documentazione -> Scrivere) e chiedere consiglio agli altri utenti. Il fatto però è che se da un lato l'errore di contenuto deve essere corretto, dall'altro questo era il problema minore. Quando leggo sul momento posso anche risentirmi un poco per non avere tutte le spiegazioni, ma poi se la storia funziona, è ben sviluppata e lo stile è coinvolgente, verrò presa dagli avvenimenti e, tempo 3 pagine, mi dimenticherò del dettaglio della plastica (se di dettaglio si tratta.) Il mio suggerimento rimane quindi sempre lo stesso e cioè di lavorare sui punti che ti ho sottolineato. Leggi tanta narrativa d'avventura ed esercitati nella scrittura (descrivendo singole scene). Questo lavoro, tra l'altro, ti permetterà di migliorare come scrittrice in generale e quindi ti sarà utile per qualsiasi tua opera, che sia questo romanzo, Mara (che non ho letto), racconti futuri o gli articoli del tuo blog. La scelta ovviamente non può che spettare a te, ma, per come hai sviluppato la storia finora, io ti consiglio di puntare sull'azione e sulle emozioni (sul creare empatia tra il lettore e la protagonista). I dati tecnici e i ragionamenti socio-economici sono infatti più adatti a un saggio che a un romanzo di fantascienza indirizzato a un pubblico giovane (come mi pare sia il tuo). Come già stai facendo, per le riflessioni etiche ed ecologiche puoi sfruttare il tuo blog. In generale, per non disperdere le energie, è meglio se rimani concentrata su 1 solo progetto e, se nel frattempo ti viene l'idea per un altro, limitati ad appuntarla da qualche parte: la potrai sviluppare in seguito. Ad es. niente ti vieta in futuro di scrivere uno spin-off di questo romanzo in cui dai maggior spazio alle tue ricerche e ai temi che ti stanno a cuore. Mandamelo con messaggio privato (in questa sezione non puoi mettere link al tuo blog). Fai una pausa: non hai idea di quanto può giovare staccare la mente per un po'. Dai, vedrai che, se perseveri , ne verrà fuori un gran romanzo!
  12. Buona idea quella di Dark_Lady. Ti scrivo volentieri anche la mia: i fagottini alla frutta. Stendi della pasta sfoglia e da questa ritaglia dei rettangoli. Versa un po' di confettura su una metà di ciascun rettangolo, mettici sopra delle fettine sottili di mela e spalma un altro po' di confettura. (Non usare una mela troppo acquosa altrimenti in cottura colerà tutto!) Chiudi il fagottino ripiegando la sfoglia, sigilla bene i bordi premendoci sopra, spennella la pasta con un tuorlo sbattuto e cuoci in forno fino a doratura (la pasta sfoglia deve asciugarsi e gonfiarsi un pochino). @ElleryQ, @Dark_Lady la pasta sfoglia classica è fatta con il burro, ma al supermercato ho notato che la sfoglia confezionata industriale (per intenderci quella in busta che si trova nel banco frigo) spesso non lo ha tra gli ingredienti. Se controllate bene e comprate una pasta priva di latticini (e di lattosio) questi fagottini vanno bene anche per voi. P.S. Certo che una confettura con la liquerizia è cosa rara... fai i miei complimenti alla pasticcera! Puoi sostituire il lievito madre con il lievito di birra, mentre il lievito chimico istantaneo assolutamente no perché è completamente differente per caratteristiche, lavorazione e resa.
  13. @ElleryQ Ho capito... prima o poi sfornerò anche quelli. @Dark_Lady sono contenta che hai letto la mia ricetta. Grazie! Hai avuto proprio una buona idea a tirare fuori questo argomento, ma... la soluzione non è così semplice. Il fatto è che quando si sostituisce o si elimina un ingrediente, poco o tanto si altera sempre il sapore e la consistenza del dolce, a volte se ne pregiudica addirittura la riuscita. Per dirti nelle mie focaccine se togli il lievito non puoi ottenere delle tortine a forma di cupola perché non hanno altro modo di gonfiarsi d'aria (anche se sbatti le uova con le fruste elettriche poi l'aria esce durante la lavorazione a mano dell'impasto e se togli la lavorazione a mano allora fai qualcos'altro e non le mie focaccine). Queste "pagnotte" sono molto particolari (mi sono ispirata a un dolce tradizionale di famiglia) e non lievitano molto, come ho scritto la pasta rimane compatta e friabile, però un po' sì che si devono alzare. Poi anche quando è possibile fare qualche cambio, ogni ricetta è un caso a sé e non sempre un ingrediente può essere sostituito alla stessa maniera. Ad es. tu puoi sostituire il latte con l'acqua nella classica torta al cacao e, se metti tanto cacao e ancor più zucchero, nessuno se ne accorge, ma non puoi sostituire altrettanto bene il latte con l'acqua nel biancomangiare. Per questo motivo, se non posso usare un ingrediente (perché non ce l'ho o perché c'è qualcuno intollerante) molto semplicemente preparo una ricetta che non prevede quell'ingrediente, ma cerco di non fare mai sostituzioni. Ci sono tante ricette senza uova o latticini o lievito o glutine...perché non fare quelle? Ad es. se non ho il lievito invece della torta margherita cucino un pan di Spagna, se non ho le uova invece della pasta frolla preparo una pasta brisée e invece di farcirla con la crema pasticcera, ci metto una confettura di frutta. Ci sono anche ricette di torte e pasticcini pensate ad hoc per gli intolleranti. Se invece vuoi cambiare ingredienti per sperimentare e divertirti, in questo caso ben vengano tutte le sostituzioni! Anche io faccio spesso così: leggo una ricetta e penso "qua ci starebbe meglio l'olio al posto del burro", "là si potrebbe provare ad aggiungere una mela a fette" oppure "vorrei vedere come viene con il cioccolato" e così via. Prendi @quandechesimangia: ho l'impressione che se la stia godendo un sacco a sfornare varianti di tutti i tipi delle mie focaccine: ne ha fatte al cacao, all'olio, alla ricotta... Non la ringrazierò mai abbastanza perché ci ha dedicato un sacco di tempo ed energia! Ciao, buon proseguimento e grazie a tutti e tre per i commenti ai miei dolci!
  14. Stavo girovagando per il forum e ho letto queste tue domande. Il mio post di prima era per risponderti su questi due punti, mi sono dimenticata di citare...
  15. @Roberto Ballardini la distinzione è semplicissima: chi è pagato è uno scrittore professionista, chi lo fa per puro piacere, senza un riscontro economico è uno scrittore dilettante. In entrambi i casi si parla di scrittori. La distinzione vale per tutte le attività umane: la Pellegrini è una nuotatrice professionista, chi va a nuoto libero tre volte a settimana per fare sport è un nuotatore dilettante. Questo non ha nulla a che vedere con la capacità di fare ciò che si fa. C'è gente che, pur essendo pagata per fare un determinato lavoro, lo fa malissimo, altri che ci si dedicano per hobby fanno faville. Ciao!