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Juliet Branwen

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  1. Vorrei ringraziarvi, qui c'è un prontuario utilissimo pieno di cose preziose
  2. @NiP per questo ho domandato conferma di ricezione dei miei messaggi, poiché quando ho scritto per altre informazioni (prima di inviare il manoscritto) ho sempre ricevuto risposte celeri, quindi mi sembrava strano. In ogni caso Jav mi ha già contattata, confermo la loro cortesia e non mi dilungo in altro per non intasare il forum con cose personali.
  3. Mi dispiace disturbare con la mia storia personale che non offre nulla di più a voi lettori del forum, ma volevo segnalare a Jav che, nei sei mesi passati dal mio invio (gratuito), ho ricevuto unicamente il riscontro automatico della ricezione della prima mail. Niente a proposito di fasi di seconda lettura o altro. Per fortuna ho trovato questa discussione, dove ho potuto appurare il modus operandi delle vostre valutazioni (in particolare che non vi è possibile avvisare tutti) e il fatto che ci sono persone in attesa da prima di giugno, quando ho inviato io. Ora, il mio unico pensiero è che, per qualche motivo, io non abbia mai ricevuto la mail di rifiuto (ho avuto problemi con Outlook). Non vorrei risultare insistente, è una cosa che proprio mi dà fastidio, ma ho posto questo stesso quesito in diverse occasioni e non ho ricevuto risposta. Sono certa che sia perché siete sommersi di lavoro, ma avere un riscontro sarebbe consolatorio. Grazie.
  4. @Red perdonami, non ho ricevuto la notifica del tuo commento! Ti ringrazio tantissimo per aver letto il mio frammento e per averlo commentato! Grazie per i tuoi suggerimenti, ne terrò conto poiché ciò che sembra ovvio nella mia testa può risultare più oscuro al lettore. In effetti è mia intenzione lasciare sempre una certa suspense e cerco di alternare le scene in maniera che le cose si scoprano pian piano. Le vostre opinioni mi aiutano a capire quando esagero!
  5. @1935 ti ringrazio molto, la cosa che più mi rende felice è riuscire a suscitare interesse ed emozioni in chi mi legge. Se ci sono riuscita anche solo un pochino è per me una grande gioia! Ti ringrazio per aver lasciato un commento e aver speso del tempo a leggermi! Veniamo ai tuoi dubbi: La ragazza è intorpidita e molto provata da alcuni trattamenti a cui è sottoposta nella prigione, che si scopriranno in seguito; la pozza è più facile da raggiungere, in quanto lei riesce a malapena a muoversi. Forse posso chiarire meglio questo aspetto inserendo qualche indicazione in più, anche se la storia si dipana gradualmente ed è mia intenzione non svelare le cose troppo in fretta Stesso motivo per cui la ragazza va a bagnarsi con dell'acqua putrida: è un modo per riuscire a svegliarsi dall'intorpidimento della mente. Rispondo quindi anche a quest'altra tua domanda: Certo posso aggiungere anche qui più indicazioni per farlo capire meglio ecco questa è forse proprio una sottigliezza, ma "ignari" si riferisce solo ai pesci, giusto? perchè da quello che scrivi mi sembra che lei per quanto confusa sia consapevole della prigionia. Sì, questa è una similitudine che ho aggiunto per legarmi sempre all'immagine dell'acquario e dare un'idea della situazione della ragazza. Se riesco a postare il prossimo frammento, si capirà di più della sua storia! In ogni caso, è anche lei una prigioniera senza via d'uscita e ignara, in quanto non ha alcun ricordo della vita prima della prigionia. Anche questo verrà spiegato meglio nel prossimo frammento, sempre che io riesca a postarlo! Grazie mille per i tuoi suggerimenti, spero di riuscire a farmi leggere ancora da te! A presto e ancora grazie!
  6. Carissimo @Matthew , ti ringrazio molto per aver lasciato un commento! Sono sempre utilissimi per migliorare e notare cose che, per un motivo o per l'altro, sfuggono. innanzitutto, mi annoto di aggiungere alcune sensazioni correlate agli odori, è un'ottima idea. Mi sono concentrata su descrizioni che comunicassero un senso di angoscia e disperazione, in quanto la protagonista si risveglia in questa prigione senza sapere nulla. Sì, non è di certo un'idea originale, ma spero lo sia il seguito della storia! Allora, le informazioni vengono date gradualmente, ma sì, ci sono altri prigionieri; come hai intuito, la protagonista si trova in una cella isolata dalle altre, in un'ala separata. Mi interessava lasciare delle info per far intuire al lettore che ci fossero degli altri poveracci, ma in effetti non si trovano lì con lei, per questo non ne parlo Acquazzone è sostantivo maschile! Grazie Hai ragione, ho dato per scontato che si intendesse il soggetto come l'acquario, ma in effetti si può mal interpretare e posso facilmente ovviare alla cosa. Non ho capito: perché non riesce a toccarla? In fondo è solo lontana e basta avvicinarsi. Utilizzerei qualche indicazione in più: fa fatica a muoversi? E' ferita? E' incatenata? Vedi, un'altra cosa che davo per scontata. La prigioniera è debole e affranta dai giorni di prigionia e dalle torture subite, che racconto più avanti. Forse è giusto dare un'indicazione in più, anche se in seguito si capisce. Ci ragiono, grazie! Anche le altre tue indicazioni saranno un ottimo spunto su cui ragionare. La storia della protagonista si dipana con lentezza nel seguito della storia, che spero di riuscire a postare. Più che altro, spero di trovare il tempo Per quanto riguarda lo stile, sì, devo forse andare a capo più di frequente, mentre no, non voglio che ci siano troppi flussi di coscienza. Voglio riuscire a inserire i ricordi a poco a poco, cercando di mantenere la confusione nel lettore, ma evitando di crearne troppa! Grazie ancora degli utili suggerimenti e spero di riuscire a interessarti ancora con i miei frammenti. A presto!
  7. Oddio, cos'ho scritto?? Apulviato=spulciato* ... Maledetto telefono! OK, dopo questa scompaio di nuovo tra le nebbie di Avalon
  8. @Redman grazie mille davvero per le informazioni!! Sei stato molto gentile Non avevo letto la tua domanda, eppure ero certa di aver apulviato bene la discussione... Hai proprio ragione, il concorso di cui parlavo tra l'altro è promosso da una CE che qui sul sito appare come a doppio binario, quindi cancelliamo tutto! In ogni caso mi è utile, sono ancora abbastanza inesperta sui meccanismi dell'editoria e ringrazio chiunque mi aiuti a capirci di più Buona giornata e sempre in bocca al lupo a chi attende :3
  9. @GiD, grazie. Oddio, non sono pratica, ma in effetti ci speravo. Altrimenti ci potrebbe volere una vita intera anche solo per farsi leggere, non dico pubblicare Certo che bisogna capire quali siano le priorità, per ora mi sono rivolta solo a Lorem Ipsum.
  10. Hai ragione, @Stefano P, grazie. Sono sempre un po' restia a taggarlo, se c'è una cosa che non sopporto è disturbare la gente! Però, in effetti, meglio chiedere. Scusa @JaV, in caso non avessi ancora ricevuto una risposta, posso inviare il manoscritto ad altri o meglio aspettare, nell'ottica di quanto affermato giustamente da @Stefano P? Effettivamente è un discorso sensato. Nel mio caso specifico, il manoscritto è ancora in fase di rifinitura e per il suddetto concorso ho ancora tempo tutto questo mese, quindi non ho fretta. Ma meglio fare chiarezza, quindi domando a te. (scusa il disturbo!)
  11. @Lemmy Caution grazie! In effetti sì, è così. Ovviamente preferirei poter lavorare con loro, ma non vorrei tralasciare alcuna possibilità. Grazie per la risposta
  12. @Matitina @VaLe90 nuuuu, non ditemi così! ;_; Non ce la posso fare! Tanta solidarietà! Ascoltate, mi aggancio a questo per chiedervi se, secondo voi, essendo ancora in attesa di una risposta, posso comunque iscrivere il manoscritto a qualche concorso? #Mumble
  13. @1935 Mi fa molto, molto piacere! Grazie per aver tenuto conto dei miei suggerimenti. Devi sapere che, siccome scrivere questi commenti prende un po' di tempo, (anche se personalmente mi fa piacere dare anche solo un piccolo contributo) lo faccio solo quando leggo qualcosa che mi piace e che ritengo meritevole (dal mio umilissimo punto di vista, eh) La progettazione è una fase molto difficile, ne so qualcosa anch'io! Ti auguro quindi in bocca al lupo per il tuo progetto!
  14. Il solo rumore che turbava il silenzio era quello della pioggia battente. Sferzava violenta contro l'esterno dell'edificio e si riversava nella cella attraverso una piccola inferriata rettangolare. L'apertura era posta sulla sommità della parete, vicino al soffitto, e costituiva l'unico spiraglio sul mondo reale. Data la posizione inaccessibile, era totalmente inutile: non si poteva neanche immaginare cosa si trovasse al di là dei freddi muri in pietra della prigione. Il sole non riusciva mai ad addentrarsi nel cuore della stanza per riscaldarla. Piuttosto, si limitava a fare capolino attraverso la grata per pochi istanti, come se nemmeno al cielo importasse granché del destino di quegli orfani di Dio. Il diluvio continuava a imperversare e la fitta pioggia obliqua penetrava senza sosta, formando delle piccole cascate che si insinuavano tra le pietre. Una figura nella penombra, afflosciata a terra come un mucchio di stracci, le fissava ipnotizzata da tempo. Era una giovane donna, dai capelli lunghi e disordinati, con addosso un camice da ospedale. I suoi grandi occhi osservavano i rivoli d'acqua e ne seguivano il percorso, giù fino al pavimento, anch'esso di pietra. Se l'acquazzone non fosse diminuita, l'intera stanza si sarebbe allagata. Quel pensiero le portò alla mente un acquario. Si trovava al centro di una stanza completamente bianca e ne occupava gran parte della superficie: era un ricordo molto confuso, sfuggente, ma reale. Sapeva di essere soltanto una bambina, ipnotizzata di fronte a quella immensa vasca di vetro. Vedeva dei piccoli pesci di un blu quasi elettrico ondeggiare con movimenti sempre uguali, in un girotondo infinito. Li guardava mentre aprivano ritmicamente la bocca all’unisono, ignari prigionieri senza via d’uscita. Proprio come lei. La nebulosa immagine dell’acquario, così come era apparsa, sparì. La ragazza tornò a seguire il tortuoso percorso della pioggia tra le pietre. Notò che formava una piccola pozza in un incavo del pavimento, prima di riversarsi dentro un rudimentale condotto, che sfociava all’esterno attraverso una fenditura. Quindi, l'opzione “morte per annegamento” poteva essere accantonata. Almeno quella. La giovane donna emise un gemito e allungò una mano verso la pozza. Non riuscendo a toccarla, vi si avvicinò strisciando faticosamente e si bagnò il viso con l’acqua sporca. Non aveva un buon odore e si era ormai mescolata con il terriccio dei pietroni del pavimento. “Sempre meglio di niente”, si disse. Perlomeno era fresca e riuscì a destarla dal solito intorpidimento che le immobilizzava mente e coscienza. Pensare era la sua unica salvezza, in quel luogo. Il suo cervello era spesso preda di un dormiveglia perenne e per questo lei stessa si costringeva a tenerlo vigile e allenato, sebbene fosse un compito davvero arduo. Delle volte, con estrema concentrazione, riusciva a sfiorare un ricordo che emergeva dal mare del suo inconscio, quasi fosse un miraggio. Ma subito la sua mente si ritraeva, come un’onda troppo debole per riuscire a raggiungere la riva. E quel ricordo, che stava gradualmente prendendo colore, si dissolveva perdendosi una volta ancora nel buio della memoria. «Mamma...», mormorò con voce flebile. Una lacrima rovente le scese lungo la guancia. Se la asciugò col braccio sporco di terra. Adesso aveva recuperato un po’ di lucidità. Si mise seduta, appoggiata alla porta che la separava dal resto del mondo, gli occhi fissi davanti a sé. Guardava la solitudine, aspettando, senza sapere cosa.
  15. Ciao @1935 Ho letto il tuo pezzo e credo che sia buono. Lo stile è molto descrittivo e risulta anche coinvolgente, a partire dall'incipit, che in poche righe riesce a trasmettere un senso di insicurezza al lettore. Essendo parte di una storia più lunga, per quanto posso immaginare, devo limitarmi a commentare quello che leggo e quindi tralasciare un giudizio più ampio sull'intreccio. In sostanza, un ragazzino di quindici anni è appena scampato a un incidente aereo e si ritrova in un luogo indefinito e a quanto pare pericoloso. Io, lettore, riesco a percepire un sentore di minaccia e immagino che il racconto (o romanzo) possa essere classificato come thriller, horror, sci-fi o forse ancora urban fantasy, tutti generi a me vicini. Quindi l'inizio è già interessante. Le parti che forse mi hanno meno convinto, analizzando i personaggi, sono (come suggerisce anche la collega qui sopra) la reazione del protagonista alla consapevolezza dell'accaduto: è troppo repentino il passaggio tra il panico e il riso nervoso, che forse destabilizza chi legge. Immagino tu voglia trasmettere una reazione incontrollata data dal nervosismo, ma forse lo puoi rendere meglio Anche questa parte è un po' da rivedere, forse: Ho capito il senso che vuoi dare alla frase, ma così non è immediato e rischia di sembrare un controsenso. Puoi dire che si ricordava di loro, ma non perfettamente, oppure che era certo di conoscerle, ma i ricordi sono appannati. Veniamo ora allo stile: come ti dicevo mi pare buono, penso tu sia in possesso di una buona capacità descrittiva e narrativa. Ti segnalo però che alcuni periodi sono eccessivamente lunghi e articolati, con troppe subordinate. Ti consiglio in particolare di rivedere alcune parti, te le elenco qui di seguito: Questa frase necessita di una pausa, da qualche parte, oppure di un taglio di qualche inciso. Potresti anche riformularla del tutto lasciando intatto il senso. Posso suggerirti una mia interpretazione? Se non ti offendi, potresti valutare una cosa del tipo: "Dopo diverso tempo, sentì di aver riacquistato un po' di lucidità e si mise a sedere. Si guardò in giro con attenzione, lieto del fatto che la sua vista sembrava essersi adattata all’oscurità prima di quanto avrebbe potuto sperare." Anche "avrebbe potuto sperare" forse è un tempo verbale un po' pesante. Vedi se riesci a riformulare. Invece, "In modo da non cadere di nuovo" lo eliminerei in toto perché, almeno in questa parte, non si evince che sia già caduto prima. Anche questa parte è troppo lunga e non agevola il flusso della lettura. In generale, per quanto possibile, cerca di sfoltire un po'. Capisco che il tuo stile sia più articolato, ma cerca di facilitare la lettura con periodi più fluidi. In questo modo riesci anche a trattenere l'attenzione del lettore e non rischi di stancarlo. Veniamo ora alla sezione sulla grammatica e sintassi. Per me è buona, ma c'è qualche piccolo refuso e te li segnalo qui di seguito, sperando di fare cosa gradita Tempi verbali non coerenti! "Sé" vuole l'accento. Qui, come in altre parti più in basso usi il pensiero diretto del protagonista. Il corsivo è perfetto, ma ti consiglio anche di inserire le frasi tra due virgolette. Poi sono norme abbastanza variabili, in realtà, a seconda delle case editrici. Occhio alla punteggiatura. Esempio: "Quindici anni e già un incidente aereo", pensò, scoppiando a ridere incontrollatamente. La virgola che ho inserito prima di "pensò" me la puoi contestare in quanto la usano solo alcuni, ma quella successiva ci deve essere. In generale, prima del "ma" andrebbe la virgola. Vedo che a volte non la metti, e alcuni non lo fanno di proposito, ma sono scelte personali fino a un certo punto. Probabilmente sono dimenticanze. Ti prego di non prendere nel modo sbagliato i miei suggerimenti, spero solo di esserti di aiuto Un'altra cosa che voglio segnalarti è la ripetizione piuttosto frequente dei "che". Non è facile accorgersene, per questo serve almeno un altro paio di occhi Diciamo che sono piccolezze, ma è sempre meglio cercare di essere il più possibile puliti nella scrittura! Ricapitolando, attenzione alle frasi troppo lunghe e articolate. Sono quelle, maggiormente, che rallentano il ritmo della narrazione. Per il resto il pezzo è molto buono e spero di conoscerne il prosieguo quanto prima! Come ti dicevo, l'argomento è interessante e la narrazione è buona e coinvolgente. Spero di esserti stata utile, almeno un po'. Ciao!