Davide Genova

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Su Davide Genova

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  • Compleanno 02/03/1974
  1. Il seme bianco

    Stesso messaggio anche per me. Sono stato tentato, poi ho letto le esperienze qui, ho capito che non era un messaggio peronalizzato ma standard, e allora ho declinato cortesemente, anche perché ho un altro libro in pubblicazione che spero farà da traino a quello che Castelvecchi mi ha proposto di deviare sul Seme bianco.
  2. Rita Vivian

    Forse qualcuno l'ha già detto prima, nel caso scusate la ripetizione. Rita Vivian desidera non essere più contattata su rita.vivian@alice.it, indirizzo che sta per essere disattivato. Per inviare materiale occorre usare l'indirizzo al link "contatti" del suo sito. Ciao!
  3. Psocoidea

    Allo scopo di migliorare ancora la mia valutazione, se possibile, vi informo che Psocoidea è disponibile all'interlocuzione. Con ciò intendo dire un confronto con l'autore per la chiarificazione di alcuni aspetti da parte di entrambi. Ovvero mi è consentito spiegare il motivo di certe scelte, e l'agenzia di contro spiega il motivo di determinate valutazioni, laddove mi sono apparse oscure o troppo lontane dal mio "sentire". Quando ho provato a impostare un'interlocuzione del genere con altri (a pagamento) mi si è parato davanti un muro: "le esigenze del mercato", "le leggi dell'editoria", eccetera. Fa bene all'animo rapportarsi di tanto in tanto con intellettuali veri, capaci anche di distogliere lo sguardo dal soldo.
  4. Gli espedienti narrativi

    Prenderò in considerazione l'opzione. Grazie.
  5. Gli espedienti narrativi

    Ciao @emilianoem, sì, in parte è come dici tu. In realtà l'espediente narrativo che ho utilizzato, simile a quello di Dumas, mi è stato approvato da alcuni, e da altri contestato. Le motivazioni della contestazione sono state sempre molto differenti, e nessuna di esse mi ha mai convinto (proprio perché diverse tra loro). Non vado oltre per diverse ragioni. Anzitutto perché per farlo dovrei entrare nel merito di ciò che ho scritto, e sarebbe inutile e superficiale (oltre che off topic). Poi perché resto testardamente convinto dell'efficacia della mia scelta, e in questo pesano la mia scarsa umiltà e la difficoltà ad accettare che il proprio scarrafone sia proprio uno scarrafone. Infine perché, specie dopo la valutazione ricevuta da Psocoidea (vedi mio post sul thread dedicato), ho capito che, bello o brutto che sia, in generale o seconto i metri di giudizio del "mercato", il mio testo resterà in ogni caso impubblicato. Pur con tutte le revisioni che gli ho fatto subire, seguendo i consigli dei molti che l'hanno valutato, rimane impubblicabile nel circuito mainstream, su cui ho rafforzato, frequentando questo bellissimo forum, un'idea che avevo già da molto tempo. Resterà nel cassetto e nel mio cuore, da dove è nato. Vivrò con la convinzione che si sia persa l'occasione per diffondere qualcosa di diverso e di valido. E con la speranza che qualcuno lo recupererà dopo che sarò morto... insomma tutto l'armamentario consolatorio con cui noi scrittori "non compresi" cerchiamo di affrontare la realtà delle cose. E mentre così mi faccio una ragione, valuto gradualmente l'ipotesi di un'autopubblicazione online. Così, giusto per farci qualcosa. Devo pensarci bene perché, da vecchio amante della carta, non riesco a non considerare istintivamente quell'ipotesi come uno svilimento. Se mi convincerò, o qualcuno mi convincerà, che così non è, lo farò. Altrimenti... pazienza, non era destino. Che io sia nato nell'epoca sbagliata è ormai ampiamente provato, me ne sono fatto una ragione... Ciao!
  6. Gli espedienti narrativi

    Grazie a tutti per i vostri interventi, tutti competenti e interessantissimi. Confrontando tutto ciò che avete detto con ciò che ho letto nelle schede di molte agenzie letterarie, mi viene da dire che "Writers Dream" potrebbe costituirsi come agenzia letteraria collettiva...
  7. Gli espedienti narrativi

    @Anglares, secondo te un romanzo imperniato su un meccanismo molto simile troverebbe comprensione, apprezzamento...?
  8. Gli espedienti narrativi

    @Anglares, ma secondo te il lettore prova il desiderio dell'io narrante di sapere perché quel tizio ha rivoluto il libro e si è mostrato così incredibilmente disperato? Questo a prescindere dalla preparazione e dallo scenario. Parlo proprio del meccanismo in sé, spogliato di tutto: un tizio sta molto male, un altro tizio lo osserva e decide di saperne di più e magari di dargli una forma di assistenza. Messa così, l'espediente intercetta la comune "natura umana" di chi legge? Ti anticipo che secondo me sì. Tutti rallentiamo davanti a un incidente in autostrada (scusa se banalizzo). Tutti siamo attratti dal male (altrui). Qualcuno ha anche l'istinto di prestarsi ad aiutare. Ma la natura voyeuristica di assistere a un percorso di dolore lo ritengo tratto comune. Per questo, a prescindere dalla preparazione, secondo me il meccanismo di Dumas funziona. Quando mi sono trovato in quella parte di romanzo mi sono chiesto subito: "ma 'sto tizio che c'ha che piange a questo modo e rivuole quel libro?". E ti assicuro che fino a quel momento la storia sembrava imperniata sull'io narrante...
  9. Gli espedienti narrativi

    Ciao @Anglares. Nel romanzo non si dice perché acquisti il libro, per lo meno non ci si sofferma più di tanto, appare quasi una casualità. Decide di cederlo all'autore della dedica perché, in qualche misura, gli fa pena, sente empatia per il suo dolore sentimentale. Ma pare anche un interesse morboso di conoscere una storia "particolare". Come ho detto in un commento sopra, mi pare poco verosimile... Non risulta un po' difficile immedesimarsi? Intendiamoci, non ritengo un male la difficoltà di immedesimazione: capisco che è un espediente per iniziare la narrazione vera e propria. Però chiedo a voi se non trovate il tutto poco verosimile.
  10. Gli espedienti narrativi

    Ne sono consapevole. Ma non è un po' inverosimile che un tizio si interessi alla storia personale di un totale estraneo che gli è piombato in casa per riavere un libro e gli si è messo a piangere disperatamente davanti? Cioè, perché mai dovrebbe interessarsene fino ad andarlo a cercare per farlo raccontare? A me pare poco verosimile.
  11. Gli espedienti narrativi

    In un mio thread (semiserio) precedente si è arrivati a discutere approfonditamente delle agenzie letterarie e dei loro metodi di giudizio, arrivando a citare strumenti di valutazione con cui tecnicamente un testo può venire giudicato ("sospensione dell'indredulità"). Mi piacerebbe avere un confronto con chi legge, in questo senso, rispetto agli "espedienti narrativi". Un concetto su cui un mio testo, a giudizio quasi unanime delle agenzie che ho interpellato, si arena. Per farlo, permettetemi di ricordarvi l'espediente narrativo usato da Alexandre Dumas (figlio) nel suo noto "La dama delle camelie". Non un capolavoro indimenticabile, d'accordo, ma comunque un classicone di valore. Strutturato così: - L'io narrante scopre che c'è un'asta di oggetti personali appartenuti a una nota prostituta parigina che, morendo, ha lasciato diversi debiti. Dopo aver riportato quello che si sa in città di questa donna, racconta la sua partecipazione all'asta, dove si aggiudica un libro (Manon Lescaut). Nella prima pagina il libro contiene una dedica firmata da un uomo. - L'autore della dedica viene a sapere che l'io narrante si è aggiudicato quel libro. Lo va a trovare, gli dimostra di essere l'autore della dedica e gli dimostra di aver avuto con la prostituta una relazione di "vero amore". Per questo gli chiede di cedergli il libro. L'io narrante acconsente, e assiste a un crollo psicologico dell'uomo, dovuto al dolore sentimentale. Ottenuto il libro, l'uomo fugge disperato. - Incuriosito dalla cosa, l'io narrante cerca e ritrova l'uomo, a cui chiede di raccontargli la sua storia con la prostituta. Solo in questo momento (e siamo all'incirca al 15% del romanzo) inizia la vera narrazione, la storia vera e propria. Imperniata sulla relazione tra l'uomo e la prostituta, raccontata, fino a metà romanzo, dall'io narrante. Che lascia poi il posto alla narrazione diretta dell'uomo. L'io narrante riappare verso la fine del romanzo. Al di là dei cambi di punti di vista narrativi, molto affascinanti, è l'espediente narrativo, che ho sintetizzato nei punti sopra, a colpirmi. Che abbiate letto o meno "La signora delle camelie", cosa ne pensate? E' verosimile? Regge? Ha una funzione, e se sì, quale? Mi piacerebbe avere il vostro parere. Io ho un'idea mia, ma, se qualcuno risponde, proverò a spiegarla dopo...
  12. Psocoidea

    Su questo sono assolutamente d'accordo. Tutto dipende dal concetto che ognuno ha di agente letterario e della sua funzione. Diciamo allora che Psocoidea si è mostrata pienamente conforme alla al mio concetto personale di agenzia letteraria e alle mie aspettative.
  13. Psocoidea

    Dissento radicalmente. Per lo meno, con me non è andata così. È stato anzi uno dei rari casi in cui un rigetto ha avuto ragioni sensate e argomentate. È stato quasi un piacere sentirsi dire che occorre lavorarci ancora.
  14. Psocoidea

    Scusa tu @Ngannafoddi... lo stupore mi ha fatto omettere i dati essenziali. Allora: 1) ho scritto chiedendo informazioni: risposta rapida, cortesissima, con la precisazione che i tempi di lettura sono piuttosto lunghi (in realtà non ci hanno messo poi così tanto, circa 4 mesi); 2) valutazione gratuita; 3) inviato manoscritto e sinossi/biografia in allegato all'email di riferimento. La scheda di valutazione era firmata, nome e cognome. Non li riporto qua perché non sono sicuro che sia corretto e che l'estensore possa gradire. La mia impressione è che si tratti di un pool di luminari della letteratura che valutano manoscritti per puro diletto, e non per fare business. Non ho idea se sono in grado di rappresentare qualcuno presso qualche casa editrice, ma sono pressoché certo che abbiano una preparazione e una sensibilità assolutamente fuori dal comune. Forse proprio perché non ne fanno una questione di soldi, pochi, sporchi e subito, e dunque si possono permettere di non usare criteri-fuffa da scuoletta di scrittura nel valutare un testo creativo. Ci entrano dentro profondamente e lo analizzano con un mix straordinario di competenza tecnica e sensibilità. Si sono mostrati capaci di fare l'autopsia del romanzo ma nel contempo di viverlo (lo capisco per il fatto che citano singoli minimi dettagli-chiave che ho disseminato qua e là e percependo la loro immedesimazione nel giudizio che danno di alcuni personaggi). L'esito è una scheda di valutazione da 10 e lode. Questo accade quando il business non è il primo pensiero e quando non ci si conforma ai "dettami". Giuro, quando, dopo essersi vissuti appieno tutto il percorso narrativo precedente, hanno liquidato il finale con questa frase: "Il finale appare scollegato dal resto del testo. Come forzato", sono caduto dalla sedia. "Tana per Davide", ho pensato. In effetti è così. L'ho scritto forzatamente per compiacere un eventuale lettore. Nel mio sentimento sarebbe finito in modo del tutto diverso. Sgamato alla grande. Ai luminari di Psocoidea non gliela si fa. Dieci più dieci più dieci più una sfilza di lodi.
  15. Le agenzie letterarie e i cani di Pavlov

    Telefonate con gli autori??? Diomio, il tuo deve essere un lavoro davvero usurante! Non ti invidio!