riccardo.uccheddu1

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Su riccardo.uccheddu1

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  1. Edizioni Pagina Uno

    E' fondamentale rivolgersi ad una Casa editrice con si scorga una certa affinità sia sul piano artistico sia su quello sociale. Anche per questo, io mi sono rivolto a "Pagina uno": di cui ho sul comodino "Docherty", dello scrittore scozzese William Mc Illvanney. Sempre di "Pagina", mi propongo di leggere anche il libro di Davide Steccanella "Le indomabili". Bene, ho inviato alla Casa in questione la sinossi del romanzo + 2 capp. dello stesso. Ad oggi, (sono passati quasi 2 mesi e mezzo), non ho ancora ricevuto risposta; so però che le Case editrici hanno i loro tempi (a volte un tantino biblici, sia detto senza polemica). La “torre d'avorio”. Chi scrive, intendo chi lo fa con autentica passione, vive immerso nella sua scrittura... anche se, comunque, sempre in questo mondo. Spesso non si tratta neanche si una scelta, ancor meno (come dire?) astratta o snobistica. Si tratta invece di una necessità vitale: come l'aria, il sole, l'acqua... il vino. Inoltre, chi scrive deve lavorare; e/o cercare di non perdere il suo lavoro; cosa non facile, dato l'attuale neo-schiavismo! Detto questo, è chiaro che un libro non può prescindere dalla spinta anche dello scrittore. La mancanza di tale spinta farebbe sembrare il libro, che magari parla della vita intesa come “carne viva”, come fatto solo di parole e non (come dovrebbe essere) delle emozioni, dei sogni e della rabbia di chi lo ha concepito. Insomma, bisogna trovare una sintesi tra le esigenze editoriali e quelle dello scrittore; una di quelle cose semplici ma difficili da realizzare... Grazie comunque all'Editore per le sue risposte qui: cosa questa, ripeto, a cui tanti suoi colleghi non sembrano molto abituati.