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randagia

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  1. Giorno 1. Si parte da Livorno Arriviamo a Livorno un po’ in anticipo quindi passeggiata d’obbligo a Terrazza Mascagni: un lungomare elegante e pulito, di solito. Oggi no: la tormenta che ieri ha bloccato in porto i traghetti, ha scaraventato sul lungo mare frotte di meduse blu, che oggi non sono esattamente profumate. I netturbini cercano a fatica di staccare questi invertebrati blu dall'elegante pavimento, mentre i loro concittandini fanno jogging o passeggiano incuranti dell'invasione. Non sappiamo resistere alla Gelateria Caprilli (Via Dei Funaioli 2) e ci concediamo un gelato in orario insolito: sarà l’orario o la qualità dei prodotti naturali che ce lo fa trovare così buono? L’occhio attento di Davide cerca parcheggi non a pagamento, ma tutti sono riservati ai residenti, decidiamo di lasciare l’auto al porto e pagare la sosta, piuttosto che lasciarla fuori e pagare la multa. Il parcheggio all’aperto è piuttosto piccolo, quindi meglio saper fare manovra e prenotare per tempo. L’arrivo sull’isola è previsto nel primo pomeriggio, il mio dolce compagno mi avvisa: - “Guarda che io non voglio perdere tempo, appena arriviamo facciamo subito una gita, non andiamo a posare lo zaino. Perché io porto lo zaino grande, mica quelle borse scomode da portare a mano. Zaino in spalla e fila!” Ah, quanto ho aspettato qualche giorno di relax. Per fortuna Bruno della B&B ci dice che ci viene a prendere al porto, che tutti i sentieri partono da lì. Percorriamo dunque in auto l’unica strada dell’isola, e arriviamo al Poggiolo, la zona più alta del paese che si affaccia su un bel panorama. Il Giardino di Azzurra è un rustico ben ristrutturato, colorato, con tre o quattro camere. Qui le porte non si chiudono, o meglio si chiudono ma le chiavi si lasciano nella serratura. È un'isola, si conoscono tutti, e può sempre far comodo che una vicina entri a lasciarti una torta o magari a dipingerti una parete, come succede ad Azzurra. Visto che abbiamo solo mezza giornata, e che tutti gli itinerari partono dal nostro bel poggiolo, partiamo proprio di qui. Dobbiamo tornare alla strada e poi svoltare sulla sterrata a destra. Qui, dove l’asfalto finisce ed inizia la sterrata c’è il Forte di San Giorgio, attualmente proprietà privata. Bello, imponente. Quando lo visitiamo? Mai, a giudicare dagli stringenti orari imposti dalla proprietà: orari che non riportiamo, augurandoci che nel frattempo li cambino. Randagia, che mentre vi riporta il primo capitolo, si accorge che voi sapreste migliorarlo, e di tanto...
  2. Reportage di quattro giorni sull’isola, corredato da itinerari escursionistici con tracce GPS. Non è un romanzo, non è una guida: è un #e-diario che racconta la nostra vacanza, per essere di spunto per la tua o anche solo per strapparti un sorriso facendoti conoscere una bellezza del nostro stivale. Un ebook, un e-diario che non troverete in forma cartacea, ma disponibili in PDF, EPUB e MOBI. Fa parte della neonata collana Finché Fatica Non Ci Separi, che raccoglie gli e-diari di vacanze sportive low cost.
  3. Ciao, mi sono imbattuta in questo thread perchè stavo cercando come diavolo fare in modo che la didascalia non si separi dall'immagine cui si riferisce, poi in realtà l'ho letto tutto perché interessante... Io uso Scribus per l'impaginazione e un plugin di scribus, con poi correzioni manuali, per l'export in epub. In realtà le correzioni manuali sono parecchie, soprattutto relative alle immagini. Nessun'altro qui lo usa? Mi trovo molto meglio delle conversioni che mi faceva calibre da pdf, ma qui tra i vostri commenti leggo che calibre converte anche da word, quindi mi toccherà provare... Buone impaginazioni a tutti, Randagia
  4. Ciao, è vero, hai raccontato un episodio banale. Ma anche lì sta il bello della scrittura, rendere qualunque episodio, per banale che sia, interessante. E secondo me un po' ci sei riuscita. Sei riuscita a far emergere, o almeno io così l'ho percepito, il carattere di una ragazza che, per tirar su due soldi mentre studia, indossa un sorriso e sopporta. Sopporta cose che in altri contesti non sopporterebbe, come mi sembra tu dica qui: Bello il riferimento ai rasoi, come se la protagonista davvero avesse una marcia in più degli altri. Forse puoi lavorare sull'arrivo delle due donne, magari intervenendo attivamente a difesa degli uomini con qualcosa tipo "Ah siete voi le belle signore cui volevano fare un regalo? Peccato non vogliate nulla " e ricamandoci su... Randagia, che non ha mai avuto la pazienza di fare la Promoter
  5. Sullo stile hanno già detto: preciso nei tempi, preciso nei mg di dosaggio, dai fai anche lo sforzo di contare le sigarette Quanto alla storia con la lei in questione, si intuisce che è un'amicizia mai sfociata in altro perchè il protagonista, per suo stesso dire, è un idiota che non ci ha mai provato. E qui non posso dissentire Però abbi pazienza: se con un'amica non ci provi, rimane amica. Non finisce l'amicizia. Qui invece sembra che sia finita, e non si capisce veramente il perchè. Forse reggerebbe anche se l'amicizia fosse "in corso" e il protagonista si facesse mille domande sul dichiararsi o no... beh certo non sarebbe originalissimo, credo anche io che tu possa trovare qualcosa di originale come lo stile Randagia, che ha letto volentieri
  6. Grazie ragazzi per aver letto, mettere la 220 = collegare la corrente al citofono di modo che chi suoni rimanga steso (non chiedetemi come si fa ) sul finale, sì, chi rimane steso è Do Nascimento. Provo a rivederlo con i vostri consigli, grazie. Randagia, che quant'è bello il forum nuovo!
  7. già, forse un po' troppo complicati... mi ci è voluto un botto di google per metterli insieme, e non ho pensato a quella di Hansel e Gretel Per la pumpkin pie, la ricetta ce l'ho... è il forno che mi manca... Non capisco, cosa è la 220? La corrente elettrica? Ma allora perché l’inseriscono prima che arrivi Grimilde? ooops, no era arrivata anche Grimilde, cosa ti fa pensare il contrario... vedo di rileggere Ho il ricordo che il Mago do Nascimento fosse gay, ma non sono certo. ohia, questo non l'ho controllato... non è il mio tipo.... devo trovarne uno non gay, ma mi sa che è difficile merlino? grazie per i commenti Randagia
  8. Oggi sperimento anche io. Il commento: viewtopic.php?f=26&t=10143#p150254 Halloween. Streghe, come ci si organizza per la cena? Partono gli incroci di e-mail. Ognuna porta qualcosa. No, meglio di no. L’anno scorso han fatto le taccagne e han portato tutte una minestra, che manco del vino o un dolce avevano sulla tavola. Quest’anno non si deve ripetere:“Care streghe, la filosofia dell’ognuno porta qualcosa funziona solo tra gente di buon senso, e voi di buon senso non siete, quindi questi i compiti: Circe: culatello affettato o vitello tonnato, valuta tu in base al carattere dell’uomo che hai a tiro. Amelia: sì sì, se riesci anche stavolta a sfilare la torta di zucca a Nonna Papera, non ci lamentiamo. Sennò va bene, la zuppa di zucca, che fa molto Halloween, o molto schifo, dipende dai gusti, ma quella sai fare e quella porti. Medea: lo spezzatino, ti viene bene da sempre. Eviterei la carne umana a questo giro, con le nuove regole della comunità europea è un casino. Morgana: a te inutile dare compiti, ci cucini solo illusioni e la fame resta. Quest’anno metti la casa tu, e libera il balcone che ci parcheggiamo le scope, sotto è tutta zona blu. Tabata: ormai sei grande, tu porti il vino, sì rosso. No, non la damigiana. Tre bottiglie bastano. Tua madre c’è? Non legge mai la mail e non mi ha risposto su witchbook. Allora, alle 22 da Morgana, ce la fate? Grimilde, che porta il peso dell’organizzazione e le mele. “ Ce la fanno. Alle 22, parcheggiate le scope. Tutte dentro. L’ultima inserisca la 220. “Allora Grimy, come va col Mago Rasta?” “Oh raga, stavolta proprio credevo di perdere i miei poteri....” “ma?” “se mi lasciate finire... care mie, le meglio notti degli ultimi cent’anni, e non che nelle altre mi sia annoiata, ma... sì, beh aveva il vizio degi incantesimi alla Marijuana" “e da quando questo è un problema?" “Tabata, vai un attimo a controllare se ho spento le saggine di posizione?" “E no zia Grimy, non mi freghi, resto qui. Vai avanti, qual è la magagna?" “Beh incantesimi a parte, questo aveva ancora Medusa in testa... sai che divertimento, l’ho retto un po’, poi ho dato un colpo d’accetta, o meglio di rasoio. Mentre dormiva. Certe cose danno più soddisfazione senza incantesimo. Adesso è un Bruce Willis dei poveri, che torni pure dalla sua Medusa...” “Ma non potevi lasciarlo e basta?” “Siamo streghe, non fate!” ZZzzzzzzzzzzzz. Scosssa. Tutte corrono alla finestra. Tre fantasmini guardano un piccolo boia steso a terra. Dalla finestra parte il coro “Scherzetto!”. Ridono soddisfatte. C’è sempre qualche bambino nuovo nel quartiere, per fortuna. Fortuna loro, non certo del piccolo boia. “Amelia, tu novità?” “Oh, non del genere che piace a voi. Al contrario di Grimy, io so fare i conti con l’età...” Ridono, senza scossa. “Tabata, ma tua madre?” “Sai com’è, ha preferito fare cena con papà.” “Quel nasino alla francese ha fatto di lei un’altra.” “Tutta quella felicità le toglierà i poteri... ma sai, certe cose succedono solo nei film.” “Oh, ma sapete più niente del Mago do Nascimento? Non era male...” “Stava con Viviana... questo un secolo fa. Ora?” Morgana si fa rossa. Le rughe fremono. Vuoi vedere che questa l’aveva contattato per quella roba dell’eterna giovinezza e poi c’è caduta come una adolescente? “Tabata, le mie saggine...” “Zia... fammi sentire o te le spacco le tue saggine!” “Sì tesoro, ti voglio bene anch’io. stai venendo su bene, nonostante gli sforzi di tua madre.” “Morg?” “Ehm, si ci sentiamo su witchbook. Dice che è al caldo... che quando si libera, viene da me e mi porta un fondoschiena come quelli che ha lì in Brasile..” “Come no... Sveglia, quello non torna!” “Torna!! Ve lo giuro che torna.. voi siete delle streghe, credete che le storie a distanza funzionino solo nei film, e invece no, prendete Montalbano e Livia!” “Morg, spiace deluderti, Montalbano è un film e ciò nonostante Livia è cornuta.” “Ehm, ancora vino, dolci fanciulle? “ ZZzzzzzzzzz. Scossa. “Scherzetto! Scherzetto!” Urlano tutte, affacciandosi alla finestra. Solo Morgana non ride più. Quello steso a terra non è un bambino. Grimilde, che a volte tornano, ma finiscono male.
  9. Premessa: mi è piaciuto, parecchio. se inizi con "il signor S." o rimane signor o, per fare andare tutto più veloce, diventa solo "S.", ma credo che, nel momento in cui diventa S, non debba più tornare ad essere "il signor S"... questa frase è pessima da leggere, ma credo di aver reso il concetto. Un aspetto che non ho colto è quale messaggio in più vuoi dare spiegandoci che S. si è reinventato una professione. Se è per far emergere che anche i pensionati hanno energia da vendere, allora bisognerebbe creargli un lavoro che renda. Non credo che il racconto avrebbe perso di significato se S. invece di essere un ex-operaio da tappi colorati ora sarto, fosse sarto da sempre. Bellissima la scena del cellulare, che ha da tre anni, tiene in tasca, ma non si ricorda di avere. Forse poco credibile, ma di scena. Piaciuta. Preferisco il "falciato" all'investito che qualcuno ha suggerito, anche se mi chiedo perchè proprio un Informatore scientifico, che associo al farmaceutico, quando in tutto il racconto non ho visto un riferimento a pillole o pasticche che mi aspetterei un anziano dovesse presendere. Potrebbe servire un riferimento? Sullo stile, ammetto che ci sono alcuni cambi di tempo che non so cogliere, ma nell'insieme fluente. Piace. Randagia, che toglierebbe la neve, ma lascerebbe "le manic"
  10. Alessandro hai ragione, non è un racconto, ma era troppo lungo per i frammenti... sono i post. Ho il vizio di scrivere un blog, e ci scrivo cose come questa. Ora, non è che ho trovato la categoria giusta dove metterli qui... ma non ho ricevuto richiami, quindi... Lo scrivere in seconda singolare, che a qualcuno piace, per qualcuno è ostico, mi affascina. Forse perchè è raro, o forse perchè è mio, come la firma in fondo. Forse perchè quando leggo in seconda persona mi sembra di immedesimarmi di più... Beh se dici così, tolgo quell’inutile digressione su come portano i cicles gli uomini e le donne, tanto mi pare di capire, anche da altri commenti, che non sia poi sto gran chè. Così la storia dovrebbe prendere tono un po’ prima... Non metterei invece in discussione il fatto che il desiderio possa essere momentaneo: quante volte capita? Oggi vuoi una cosa, domani un’altra. Certo forse “momentaneo” non è l’espressione migliore... E grazie a Nerina per l’info sull’origine del cicles Randagia, che una birra può far passare qualsiasi voglia, o quasi...
  11. Val

    Noooooooooooooooooooo davvero? E pensa che io già me l'ero immaginato, sorridente sulla carrozzella, con la bambina in grembo... Azz, spiace non averlo capito... rileggo nuovamente appena riesco... ma valuta l'opzione di un Val in carrozzella Randagia, che non aveva capito niente
  12. L'idea è molto bella (mannaggia se tu non avessi introdotto il testo me lo sarei goduto di più!), concordo con gli altri sul fatto che lo devi rivedere un po', aggiungo solo un dettaglio. Credo si dica "Sentivo il freddo penetrarmi", no? lo stesso per dire "sentii il mio sangue scorrere" Randagia, che si chiede perchè i lupi devono sempre morire contro gli orsi. Sempre.
  13. commento: viewtopic.php?f=24&t=9940&p=147059#p147059 Si esce per una birra e due chiacchiere.‭ ‬Dopo un ciao e un come va,‭ ‬Luca si butta in gola un Daygum.‭ ‬E offrire,‭ n‬o‭? ‬No,‭ ‬bel casino offrire quando si portano i daygum sparsi nella tasca dei jeans perché la confezione gran risparmio è un po‭’ ‬scomoda da mettere in tasca.‭ Rinunci,‭ ‬ma ti rimane quella voglia di chewing-gum che una birra non sostituirà.‭ Ne conosci di uomini strani.‭ ‬Luca si tiene i daygum sparsi in tasca.‭ ‬Fabio li tiene nella confezione dell’aspirina,‭ ‬dove regolarmente li travasa dalla confezione gran risparmio,‭ ‬come vino da una damigiana.‭ ‬Gianluca,‭ ‬il collega da cui li scrocchi sempre,‭ ‬li tiene sulla scrivania:‭ ‬la scatola dei nuovi e l’altra,‭ ‬quella degli usati.‭ ‬Scatole ovviamente identiche,‭ ‬ma a prenderli senza il suo permesso rischi di aprire quella sbagliata,‭ ‬e fa un discreto schifo.‭ ‬Le donne invece li tengono in borsa, nella esatta confezione in cui li hanno acquistati.‭ ‬Tutte uguali le donne.‭ ‬Già,‭ ‬e perché tu no‭? ‬Dovresti comprarteli e farla finita,‭ ‬ma lo scrocco ha il suo fascino,‭ ‬solo che stasera non ti è riuscito,‭ ‬e la voglia ti è rimasta.‭ Dopo la birra,‭ ‬di fianco alla cassa del bancone,‭ ‬cerchi con lo sguardo se li vendono.‭ ‬Niente.‭ ‬Chiedi alla barista‭ “‬Scusi,‭ ‬avete delle gomme‭?” ‬Ti indica un distributore automatico,‭ ‬all’interno del locale.‭ “‬Non intendevo i preservativi‭” ‬pensi,‭ ‬mentre guardando meglio ti accorgi che effettivamente quel coso distribuisce chupa-chups e gomme,‭ ‬con una bella luce‭ ‬rossa lampeggiante che significa‭ “‬prodotto esaurito‭”‬.‭ ‬Ah,‭ ‬ma non si tengono più alla cassa‭? ‬Ve li rubano troppo‭? Di nuovo rinunci,‭ ‬mentre Luca ti chiede‭ “‬Perché li chiami gomme‭? ‬Sei a Torino,‭ ‬sono cicles‭!” ‬Già,‭ ‬ma tu vuoi essere international e le chiami gomme.‭ ‬Magari la barista viene da Canicattì e non lo sa.‭ Poco importa,‭ ‬li comprerai al primo bar che incontri.‭ ‬Il primo bar è ovviamente un bar-pizzeria-ristorante-cinese-chi-più-ne-ha-più-ne-metta.‭ ‬Entri con la solita domanda‭ “‬Gomme‭?”‬. Due occhi a mandorla ti sorridono e si scusano “No, spiace signola”.‭ ‬ Stai per uscirtene,‭ ma ‬vedi l’oggetto del tuo momentaneo desiderio che fa bella mostra di sé in una vetrinetta sul bancone.‭ ‬E ti chiedi se quel paio di occhi a mandorla te li voleva negare per farti prendere due nuvolette di drago,‭ ‬o se forse‭ “‬gomme‭" ‬non è abbastanza international e avresti‭ ‬dovuto dire‭ “‬chewing-gum‭"‬,‭ ‬magari lavorando anche un po‭’ ‬sulla pronuncia all’americana.‭ ‬Ti chiedi tante altre cose mentre banalmente dici,‭ ‬indicandoli‭ “‬Quelli voglio‭!”‬.‭ ‬Con espressione sorpresa e sorridente gli occhi a mandorla ti precisano:‭ “‬Ah,‭ ‬i cicles‭!” ‬Eh.‭ ‬Già.‭ Randagia,‭ ‬che cicles è international,‭ ‬a Torino.
  14. Val

    Perché rimarcare così tanto la bellezza di Val?. Secondo me fa un grande effetto, perchè quando ti descrivono il ragazzo come il più bello al mondo, è ancora più incisivo vederlo in sedia a rotelle. Tutta la perfezione, e poi il difetto. Io Val lo lascerei bello così Invece non concordo sullo strano, o meglio sui tempi dello strano. hai descritto un bel ragazzo in carrozzina, che fa un bel lavoro, e poi dici Quello "strano" mi sembra forzato, non hai ancora dato le basi per considerarlo strano. Dopo qualche informazione la dai, e ci sta, ma qui ancora strano non è . Trovo che stoni. Mi è piaciuto moltissimo, la lettura prende, molto avvincente. Randagia, che vorrebbe non fermarsi al frammento.
  15. Sottoscrivo, alla grande! Per evitare di scrivere sempre "sembra che", mi avevano consigliato di pensare bene la scena, descriverla nel dettaglio e magari aggiungerci il "come se" alla fine. Ma quando vedi che descrivi bene la scena, ti accorgi che il "come se" neanche serve, hai reso l'idea. Oh, mica funziona sempre.... Anche a me è piaciuto il finale: l'evolversi di Agata, che prima ho pensato fosse l'amante in una storia lesbo, poi ho scoperot essere l'amica che non c'è più. E questo rimbombare del nome è realistico sì in questa condizione, non come i discorsi sul tempo in treno. Dai che aspettiamo il resto! Randagia, che ha dato i suoi 5 cents